mercoledì 15 novembre 2017

Batman Rinascita 20

BATMAN 20 (133)
di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, David Finch, Christian Duce, Fernando Blanco, Javier Fernandez

Contiene Batman 19, Detective Comics 953, Nightwing 17

Specifiche
Titolo: BATMAN 20 (133)
Sottotitolo: Rinascita
Linea: Lion
Collana: Batman  133
Serie: Batman  20
Autore: di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, David Finch, Christian Duce, Fernando Blanco, Javier Fernandez
16,8x25,6, S, col., 72 pp
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: € 3.00

Citazione letterarie importanti, a partire dalla Divina Commedia, accompagnano lo scontro fisico tra Batman e Bane. La resa dei conti è ad un capitolo dal termine e tenere lontano Bane dallo Psico Pirata, che sta curando Gotham Girl, è l'unico pensiero del Pipistrello.
Finch e King si preparano a chiudere questo arco narrativo. Mettono tutte le carte in gioco e cercano di sorprendere il lettore.

Detective Comics mette al centro della narrazione due piani differenti. Se su quello più macroscopico Batman e Batwoman stanno soccombendo sotto i colpi della Lega delle Ombre, su quello più intimistico il confronto tra l'Orfana e sua madre, Lady Shiva, ferisce ancora di più. E' bravo Tynion IV a gestire questa situazione ed a generare una spirale nella quale la speranza non riesce a fare capolino.

Nightwing e Robin sono in viaggio per Parigi dove dovrebbe essere detenuta Defacer, da un avversario misterioso (che ora potrebbe avere un nome, grazie alle deduzioni dei due eroi).
Giuro che quando ho letto il nome del cattivo mi sono piegato in due dalle risate. Non ve lo dico, perché non voglio sottrarvi quel momento di ilarità.

martedì 14 novembre 2017

Batman Rinascita 19

BATMAN -Rinascita 19 (132)

di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, David Finch, Christian Duce, Fernando Blanco, Javier Fernandez

Contiene Batman #18, Detective Comics #952, Nightwing #16, Batman Annual #1

Specifiche
Titolo: BATMAN 19 (132)
Sottotitolo: Rinascita
Linea: Lion
Collana: Batman  132
Serie: Batman  19
Autore: di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, David Finch, Christian Duce, Fernando Blanco, Javier Fernandez
16,8x25,6, S, col., 72 pp
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: 3,50

Sulle pagine di Batman, il primario obiettivo di Batman è quello di permettere allo Psico Pirata di curare Gotham Girl. Affrontare faccia a faccia Bane è l'unica soluzione.   Il territorio scelto da Tom King per la resa dei conti tra i due è il Manicomio di Arkham. Grazie ai disegni di David Finch la narrazione di King, che fa leva sulla nostalgia dei lettori per quello scontro tra Batman e Bane, riesce a mantenere altra la tensione. Il parallelismo tra l'infanzia del bambino miliardario orfano e quella del bambino prigioniero è resa molto bene. L'insieme mette in risalto l'incredibile resistenza fisica di Bruce Wayne ai colpi del tossico di Santa Prisca. 

Detective Comics mostra a tutta Gotham che il vero colpevole delle situazioni che si stanno verificando in città non è il Joker, ma qualcun altro. La Lega delle Ombre si sta svelando pian piano e Lady Shiva ha nel suo mirino la giovane Orfana della squadre di Batwoman. Perché?
James Tynion IV prosegue a svelare le mosse dei misteriosi avversari scovati, diverso tempo fa, da Jackob Kane. Christian Duce continua il suo lavoro grafico per la serie in modo decisamente interessante.

Per Nightwing un momento di gioia si trasforma subito in paura ed apprensione. Un nemico, sconosciuto, venuto dal passato sta attentando al suo presente. Ancora non si sa chi sia e perché. In compenso l'aiuto di Damian Wayne, in nuovo Robin dal carattere un po' troppo egocentrico, potrebbe essere necessario. 

In chiusura il Batman Annual. Una short story che ha permesso a David Finch di vincere il Premio Eisner di categoria.

lunedì 13 novembre 2017

Batman Rinascita 18

BATMAN 18 (131)

(Contiene Batman #17, Detective Comics #950-51, Nightwing #15)
di Tom King, James Tynion IV, Tim Seeley, David Finch, Christian Duce, Alvaro Martinez, Minkyu Jung
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
9788893519991
3,50 €

Sulle pagine di Batman troviamo il Pipistrello e Bane alle prese con i preparativi del loro scontro finale. Bane ha deciso di catturare alcuni preziosi alleati del Cavaliere Oscuro e di usarli come merce di scambio per ottenere indietro lo Psico Pirata e la sconfitta di Batman. Le buone premesse ci sono tutte. Si può imbastire una buona azione ed un'ottima reazione. Come procederà Tom King? Il suo fedele matitaro David Finch riuscirà a valorizzare il lavoro dello scribacchino?

Su Detective Comics la Lega delle Ombre decide di mettere sotto i riflettori le sue prime mosse. L'uccisione del Sindaco e l'individuazione di Batman come colpevole del reato è solo una di queste. Che avesse ragione il padre di Batwoman a voler commettere una strage per uccidere i suoi sospettati? E Lady Shiva, chi sarà il suo obiettivo? In questi anni post-New 52 a Batman stanno sfuggendo un po' troppi indizi: prima la Corte dei Gufi ora la Lega delle Ombre. Decisamente DC non sta puntando sulla sua caratteristica di Miglior Detective del Mondo.

Nightwing raddoppia, nel senso che diventa avversario di se stesso. Oltre a questo la sua relazione, con la sua nuova fiamma di Bludhaven, potrebbe prendere una piega inaspettata. Una storia di taglio giovanile, anche se cerca di mantenere la tensione presente sulle pagine delle altre due storie di cui è corollario.

Saghe interessanti, almeno per gli sviluppi che possono offrire.

mercoledì 8 novembre 2017

La leggenda degli uomini straordinari

1899. Una minaccia si sta per abbattere sull'Inghilterra e, già che ci siamo, sul mondo intero.
M, dei servizi segreti di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra, assembla una strana squadra per salvare il mondo. Arruola persone dotate di poteri e di abilità particolari: Allan Quatermain, Tom Sawyer, il Capitano Nemo,  Dr. Henry Jekyll/Mr. Edward Hyde, Mina Harker, Uomo invisibile, Dorian Gray.
Non tutto, però, è come sembra. Qualcuno di loro è un traditore al servizio di un oscuro personaggio che tesse tele ed intrighi alle loro spalle, per eliminarli e poter conquistare il mondo.
La battaglia sarà epica e si estenderà in diverse regioni del mondo, ma la resa dei conti non tarderà ad arrivare.

La leggenda degli uomini straordinari è un film che va guardato per due motivi.
Quello principale è che è l'ultimo film interpretato da Sean Connery prima del suo ritiro dalle scene, ormai quasi quattordici anni fa. Unico attore di spessore in un film con illustri sconosciuti, fa la sua bella figura e la sua bella uscita di scena. Il ruolo riservatogli, Allan Quatermain, se lo calza addosso e lo porta, lungo tutta la pellicola, come un abito comodo. Mi chiedo se avesse già avuto l'idea di abbandonare il cinema dopo questa interpretazione oppure no.

Il secondo motivo è più tecnico. Oggettivamente la trama è debole, costruita in modo farraginoso e con dei cali nella banalità impressionanti. Nonostante, dicano, il soggetto originale scritto e disegnato da Alan Moore e Kevin O'Neill risulti essere convincente, la riduzione a sceneggiatura di James Dale Robinson risente di un certo "anticipo sui tempi". Nel 2003, infatti, i cinecomic erano ancora all'inizio e non era stata ben decisa la strada da intraprendere per proporli al pubblico. Come detto, se questa è la vera parte debole del film, vi è un contraltare che rende il film interessante: gli effetti visivi.
Si parla, naturalmente, di una computer grafica non paragonabile a quella dei film Marvel e DC di oggi, ma le idee che ci sono dietro e le realizzazioni che penetrano l'occhio dello spettatore lo illudono di una certa realtà. Realtà che viene assodata grazie al grande comparto della scenografia affidato a Carol Spier. Siamo nel 1899, all'alba del nuovo secolo, ma si sente tutto il retaggio che il 1800 si porta dietro. Spier mette al lavoro la sua truppa di carpentieri, scenografi, idraulici, elettricisti e realizza tavoli, intarsi, sedie, biblioteche, oggetti di scena, tutto l'immaginabile in perfetta armonia con il periodo. Dotando, anche, le sue creazioni di un'anima steampunk che le rendono attuali ancora oggi. Certo, avrà anche avuto come bibbia il lavoro che O'Neill ha realizzato con le tavole del fumetto, ma, spesso, tradurre in realtà un disegno è più difficile che partire da zero.

Grazie al regista, Stephen Norrington, troviamo sullo schermo spunti che torneranno nei cinecomic più recenti, vedi il Mr. Hyde e la sua anabolizzata evoluzione, la creazione e la gestione di diverse location ed il primo team di eroi seriamente portato sullo schermo.

Non è un capolavoro, ma merita una visione e, perchè no, una seconda, anche sì, giusto per scrupolo. 

Titolo originale The League of Extraordinary Gentlemen 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca 
Anno 2003 
Durata 106 min 
Rapporto 2,35:1 
Genere cinecomic

Regia Stephen Norrington 

Soggetto basato sul fumetto di Alan Moore e Kevin O'Neill 
Sceneggiatura James Dale Robinson 
Fotografia Dan Laustsen 
Montaggio Paul Rubell 
Effetti speciali Janek Sirrs, Terry Glass 
Musiche Trevor Jones 
Scenografia Carol Spier 

Interpreti e personaggi

Sean Connery: Allan Quatermain
Shane West: Tom Sawyer
Naseeruddin Shah: Capitano Nemo
Jason Flemyng: Dr. Henry Jekyll/Mr. Edward Hyde
Peta Wilson: Mina Harker
Tony Curran: Rodney Skinner/Uomo invisibile
Richard Roxburgh: Professor James Moriarty/M/Fantasma
Stuart Townsend: Dorian Gray
Max Ryan: Dante
Tom Goodman-Hill: Sanderson Reed
David Hemmings: Nigel
Terry O'Neill: Ismaele, primo ufficiale del Nautilus

Doppiatori italiani

Adalberto Maria Merli: Allan Quatermain
Francesco Pezzulli: Tom Sawyer
Michele Kalamera: Capitano Nemo
Liliana Sorrentino: Mina Harker
Christian Iansante: Dr. Henry Jekyll/Mr. Edward Hyde
Mino Caprio: Rodney Skinner/Uomo invisibile
Luigi La Monica: Professor James Moriarty/M/Fantasma
Luca Ward: Dorian Gray
Fabio Boccanera: Dante
Francesco Prando: Sanderson Reed

lunedì 6 novembre 2017

Dylan Dog - La fine dell'oscurità

Dylan Dog N° 374 
La fine dell'oscurità

Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Uzzeo 

Disegni: Giorgio Santucci 

Copertina: Gigi Cavenago 


Periodicità: mensile 
uscita: 28/10/2017 
Prezzo: 3.5€

Un'entità sconosciuta sovrasta il cielo di Londra. Cavi di consistenza metallica si congiungono alla spina dorsale di molti londinesi e strapparli significa la morte. La città è in rovina. Unico punto d'attrazione è un grattacielo al centro della città.
Dylan Dog cerca di mantenere lucidità e rimanere ancorato alla realtà, a costo di tenere un diario che gli ricordi chi era e cosa c'era prima di tutto ciò che, ora, lo circonda. In un mondo dove il confine tra fantastico, menzogna, realtà non esiste più, riuscirà l'ex Old Boy a sopravvivere.

La fine dell'oscurità poteva essere un presagio: Recchioni è riuscito a trovare il bandolo della matassa ed a impostare la serie come aveva promesso tre anni fa. Finalmente dodici numeri della serie regolare compongono una serie con uno spesso filo conduttore che l'attraversa. Invece non è così.
La fine dell'oscurità è l'ennesima prova autoriale, che dovrebbe trovare spazio su altre pubblicazioni e non sulla serie regolare, che viene qui proposta per riempire buchi lasciati dal curatore. Peccato. 
La storia, autogestita da Mauro Uzzeo, ha un suo perché, ma molti perché? dovuti al modo in cui è stata proposta al lettore. L'incipit è decisamente interessante, scade un po' nel banale con la citazione delle teorie complottiste dell'internet, crea un memo dei nostri tempi per le generazioni future che leggeranno questo albo, ma non aggiunge niente a Dylan Dog. La sua vita non cambierà dopo questi eventi, perché tutti avranno dimenticato tutto. Hope sparirà nel prossimo numero, che è stato scritto da Tiziano Sclavi, e tutto tornerà nei ranghi. Quindi: perché?
Giorgio Santucci, che guardacaso proprio questo mese ha in uscita un volume a fumetti di altro genere, dopo aver disegnato nel 2014 il numero 7 di Orfani, affitta la sua matita alla Sergio Bonelli per realizzare graficamente questo numero. Il disegnatore di Viterbo è da anni sulla breccia, con lavori autonomi per lo più, ma ci offre 96 tavole riccamente dettagliate, quasi scavate nei neri piuttosto che disegnate su fogli bianchi. Quasi tatuate. Santucci, segue con attenzione la trama propostagli da Uzzeo, affascina l'occhio, intriga con le sue donne, ma alla fine non mi lascia dentro niente. Forse non è colpa sua, ma dell'ennesima delusione di questa serie.

A Lucca Comics 2017 c'è stato l'annuncio de Il Ciclo Meteora: 12 numeri legati l'un l'altro. Altri due annunci hanno riguardato il numero 400, che sarà scritto da Recchioni e tutto a colori (pubblicazione prevista tra due anni e mezzo) e la nuova serie Dylan Dog – I racconti di domani scritta da Sclavi è in lavorazione. Non è ancora disponibile una data di pubblicazione ma è stato fatto sapere che il disegnatore del primo episodio sarà Gigi Cavenago. Saranno notizie positive? Lo scopriremo solo restando a bordo. Almeno fino al numero 400. Di sicuro attendo, l'annunciato da tempo, Dylan Dog scritto, inchiostrato e matitato, da Leo Ortolani e rimango curioso per quello scritto da Dario Argento e disegnato da Corrado Roi.

venerdì 3 novembre 2017

Mercurio Loi - A passeggio per Roma

Mercurio Loi n°5
A passeggio per Roma

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 


Disegni: Sergio Ponchione 

Colori: Nicola Righi 
Copertina: Manuele Fior 
 
L'abitudine di passeggiare senza meta per le vie di Roma è consolidata in Mercurio Loi. Nella sua voglia di girovagare, questa volta, trovo un compagno nel fedele Ottone. Tra un bivio e l'altro si troveranno a vivere un'avventura che li porterà di fronte a scelte inaspettate ed a incontri con persone che non vedevano da tanto. Ma chi starà orchestrando gli eventi? Chi ha preparato il terreno per questa passeggiata?

Prima di tutto: sono in ritardo con qualsiasi lettura. Da Mercurio Loi a Dylan Dog, passando per Batman, tutti ingrossano le fila, nel mio studio, dei fumetti da leggere.
Adesso. Bilotta riscopre una passione di chi è cresciuto a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso e si è intrattenuto con i libri dell'editore E. Elle. Questa passione era nota come Librogame. In questi libri la struttura narrativa non si presenta lineare, ma brevi paragrafi offrono al lettore una scelta, consapevole o mediante il tiro di un dado a sei facce (talvolta stampato in alto a destra delle pagine del libro stesso), di saltare da un paragrafo numerato all'altro. Tale espediente permette al libro di essere letto più volte ed al lettore di scoprire nuovi finali (posizionati anche a metà del volume stesso) e nuove avventure ogni volta che lo prende in mano. Bilotta gioca su questo meccanismo e mette nella mani di Ottone e Mercurio un Librogame ante-litteram. E' piacevole vedere come l'abilità narrativo dello scrittore romano riesca a permettere a tutte le tessere dei puzzle di incastrarsi come da lui desiderato. Abile anche il disegnatore, Sergio Ponchione, a studiare tempi e spazi delle gabbie di ogni pagina per permettere alla scelta di capitare sempre nell'ultima vignetta in fondo a destra di una pagina dispari.
Nota dolente è la colorazione di Nicola Righi. Vengono poco curati gli sfondi, spesso riempiti con un gradiente di arancione, verde od azzurro e, talvolta, i colori dei protagonisti cambiano leggermente.

Un'avventura affascinante, interessane, ma rimane un delitto spezzare l'emozione della lettura mensile di Mercurio Loi in due parti. Adesso mi tocca attendere dicembre per vedere come va a finire. Ci voleva un numero speciale con il doppio delle pagine. A parte gli scherzi: ottimo lavoro.

lunedì 30 ottobre 2017

Thor Ragnarok

Asgard è nei guai. La resurrezione di Hela, la Dea dei morti, prima figlia di Odino, sta sconvolgendo l'ordine delle cose. Asgard si avvia alla distruzione. Thor, il Dio del Tuono, e suo fratello Loki, Dio dell'Inganno, sono lontani dalla loro terra natia. Su Sakaar, sotto l'egida del Gran Maestro, uno degli Antichi dell'Universo, fratello del Collezionista, Thor deve combattere nell'arena per la sua libertà. Il suo avversario è l'Incredibile Hulk. Per evitare la caduta di Asgard Thor e Loki dovranno stringere un'alleanza e tornare a casa per fronteggiare Hela.

Com'è come non è, siamo giunti anche a questo Thor 3. Dopo la presentazione del personaggio, incarnato da Chris Hemsworth, del primo film, dopo la delusione del secondo affrontiamo l'opera di Taika Waititi (che da attore aveva recitato in Lanterna Verde). 
Il Ragnarok del film è giusto una scusa per una scorribanda intergalattica sulla falsa riga dei I Guardiani della Galassia. Il tema di fondo, importante e che potrebbe avere decisivi risvolti sul futuro del MCU, viene diluito talmente tanto che, alla fine, lo spettatore neanche si accorge di essere alle prese con un problematica che ha toccato e continuerà a toccare milioni di persone: la migrazione forzata. Purtroppo, per dare un senso al film, non posso essere, questa volta, esente da spoiler. Waititi, e gli sceneggiatori Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost, toccano temi importanti. Il primo, che porta avanti cento minuti della trama, è il rapporto familiare. La scoperta della nuova sorella, Hela, il carattere di Thor, la conferma che Loki non fosse dipartito e che ha sostituito Odino alla guida di Asgard, sono gli ingranaggi che muovono questa parte della trama. Il finale, con la distruzione di Asgard, ci pone di fronte ad un quesito ben più grave: la migrazioni di migliaia di superstiti asgardiani verso il pianeta Terra. Come verranno accolti? Cosa faranno una volta giunti? Sempre che vi giungano visto che Infinity War incombe.
A diluire tutto quello di cui abbiamo parlato qui sopra c'è l'amicizia tra Thor e Hulk, la rinascita della Valchiria, le mire di Hela, il Gran Maestro. Tutte trame che si intrecciano anche a distanza di anni luce.
Si intrecciano sorrette da un eccesso di umorismo. Ebbene sì, la pecca di questo film è che, a furia di voler alleggerire i temi, a voler rincorrere il successo de I Guardiani, sono state piazzate così tante battute (anche durante il finale, davvero, con la migrazione in corso e gente che ha perso la patria, l'intero pianeta dove è nata e che mai avrebbe pensato di lasciare) che da Thor - Ragnarok si è trasformato in Thor - Natale a Sakaar.
Penso che vada bene così per chi non ha mai conosciuto l'aspetto cartaceo dei supereroi in questione, ma per un appassionato del fumetto questo stravolgimento rischia di fargli alzare il tasso di nervosismo a mille non permettergli di godere del lungometraggio.
Il rapporto tra Thor e Hulk viene messo sul piano di Villaggio/Pozzetto ne Le Comiche, ma il due che l'uno era meglio. Loki fa le faccette buffe a più non posso e anche su questo si potrebbe discutere.

Passando, invece, agli interpreti. Waititi ha la buona idea di sfruttare il talento comico di Hemsworth (già notato dal grande pubblico in Ghostbuster). I siparietti comici con Hulk, per quanto eccessivi ed a volte fuori luogo, funzionano ed estrapolati dal contesto sono divertenti. Ruffalo ha l'occasione di dividersi tra la sua controparte in digitale ed il dottor Banner. In entrambi i casi ne risultano delle ottime caratterizzazioni. La maggior loquacità di Hulk è abbastanza fedele ai fumetti ed a quel capolavoro che Planet Hulk. Piccola parentesi: purtroppo sia la saga Ragnarok che Planet Hulk, qui, vengono solo sfiorate quando avrebbero meritato ciascuna un film di due ore.
Facce nuove all'orizzonte, anche fecce se per questo. Tessa Thompson è un Valchiria alla quale viene creato un background difficile come la sua vita presente. E' protagonista di scene dalla fotografia esaltante. Idris Elba riprende il suo ruolo di Heimdall in modo differente rispetto al passato, ma mi è piaciuto. Le new entry sono Cate Blanchett (Hela), Jeff Goldblum (Gran Maestro) e Karl Urban (Skurge). Partendo dal fondo. Son rimasto sorpreso di vedere Karl Urban (il nuovo Judge Dreed) tra i protagonisti di questo film. Seppure lui sappia il fatto suo, però, la sua interpretazione mi ha ricordato troppo per comportamenti e travestimenti Grima Vermilinguo, della saga de Il Signore degli Anelli. Jeff Goldblum è strepitoso. Era troppo che non lo vedevo sullo schermo e bearmi della sua arte, della sua follia e delle sue improvvisazioni mi spinge a voler rivedere il film. Su tutti, però, risalta ha Hela di Cate Blanchett. Bellissima. Ciò che la contraddistingue è l'essere l'unico personaggio esente da battute sciocche per tutta la durate del film. L'attrice porta sullo schermo una Galadriel Oscura che ammalia e che le permette di mettere in risalto le sue doti di attrice, mai troppo celebrata.
Le comparsate di sir Anthony Hopkins, nei due panni di Odino sempre carismatico con la sola presenza, e del Dottor Strange, in guanti gialli, sono stati degli interventi azzeccati. Ah, c'è Sam Neill.

Gli effetti speciali sono quello che ci si aspetta da un film Marvel, che impiega i migliori staff in ogni reparto.

Mi ha stupito la musica portante degli scontri: a voi non ha ricordato il tema di Wonder Woman nei film della DC?

Non manca l'intrusione di Stan Lee, con l'età aumentano anche le sue battute. Non mancano, nemmeno, le due scene dopo i titoli di coda.

Il film è da vedere? Sì. E' divertente, permette di svagarsi, ma sarebbe opportuno prestare attenzione, più di quanta ne hanno messa gli sceneggiatori, a tutte le sottotrame (da ascoltare con attenzione anche il discorso di Odino sul revisionismo politico).


Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 130 min
Genere cinecomic

Regia Taika Waititi 

Soggetto Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby (personaggio) 
Sceneggiatura Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Thomas M. Hammel, Stan Lee, Victoria Alonso, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Javier Aguirresarobe 
Montaggio Joel Negron, Zene Baker 
Effetti speciali Jake Morrison 
Musiche Mark Mothersbaugh 
Scenografia Dan Hennah, Ra Vincent 
Costumi Mayes C. Rubeo 

Interpreti e personaggi

Chris Hemsworth: Thor
Tom Hiddleston: Loki
Cate Blanchett: Hela
Idris Elba: Heimdall
Jeff Goldblum: Gran Maestro
Tessa Thompson: Valchiria
Karl Urban: Skurge
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Anthony Hopkins: Odino

Doppiatori originali

Lou Ferrigno: Hulk

Doppiatori italiani

Massimiliano Manfredi: Thor
David Chevalier: Loki
Roberta Pellini: Hela
Alberto Angrisano: Heimdall
Mario Cordova: Gran Maestro
Valentina Favazza: Valchiria
Dario Oppido: Skurge
Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
Dario Penne: Odino