venerdì 1 giugno 2012

This must be the place

Cheyenne & The Fellows erano un gruppo pop di successo negli anni 80 del secolo scorso, che si sono sciolti per i sensi di colpa che aggredirono il loro leader. Ora Cheyenne è un uomo un po' catatonico che vive nella sua grande casa di Dublino con sua moglie ed un cane. Un po' depresso, un po' annoiato, passa le sue giornate in compagnia della moglie, giocando in borsa, facendo la spesa nei centri commerciali e coltivando la sua amicizia con la giovane Mary.
La notizia che suo padre, con il quale non ha contatti da trent'anni, sta morendo nella sua casa di New York lo scuote leggermente, tanto da spingerlo a raggiungerlo per vegliarlo. La sua paura di volare, però, gli impedisce di giungere in tempo. Il viaggio in nave è lungo e quando lui arriva il padre è già morto. Grazie alla preoccupazione del cugino, però, entra in possesso di alcuni diari del genitore. Da questi scopre come l'anziano abbia dedicato tutta la vita alla caccia di un criminale nazista: Aloise Lange. Il papà di Cheyenne, ebreo detenuto ad Auschwitz, non aveva mai dimenticato le sofferenze patite ed era deciso a farla pagare al suo aguzzino. Purtroppo la morte l'ha portato via prima del tempo.
Per ritrovare un legame Cheyenne si mette sulle tracce del criminale di guerra seguendo gli indizi contenuti nei disegni e nei manoscritti ereditati. Si troverà in un viaggio solitario attraverso gli Stati Uniti durante il quale incontrerà molti personaggi curiosi ed interessanti: Ernie Ray, affarista che gli presterà il suo pick up, David Byrne, leader dei Talking Heads, Mordecai Midler, potente cacciatore di criminali nazisti e poi la vedova di Lange, sua nipote ed il suo bambino con la paura dell'acqua, passando attraverso l'inventore delle valigia con le rotelle ed ad uno strano indiano.

Di Sorrentino, consciamente, ad oggi avevo visto solo Il Divo.
Ho trovato questa sua prima opera americana tecnicamente in linea con quella dedicata a Giulio Andreotti. Il più qui ha potuto sfruttare i campi lunghi, i panorami, le aperte distese dei territori americani e messicani. Con mano ferma e precisa esalta le atmosfere solitarie, come la casa mobile in mezzo al nulla, e le scene involontariamente comiche della vita quotidiana, come il pattinatore a Central Park.
Una enorme mano alla riuscita del film gliela da il protagonista assoluto: Sean Penn. L'attore di tanti successi del cinema dei non-blockbusters americani si conferma essere strepitoso. Per quanto, secondo me, scelga sempre film che gli diano una visibilità particolare (Mi chiamo Sam, Milk, per citarne due) devo ammettere che la sua caratterizzazione della star in pensione ed invecchiata è convincente. Da non esperto di musica mi viene da pensare, vedendolo, ad Ozzy Osborn ed al suo programma su MTV.
Sceneggiato dallo stesso Sorrentino e da Contarello, il film si basa su battute semplici e dirette, alcune acide, altre argute, ed altre ancora divertenti. La sceneggiatura si muove lenta, ma di quel lento che annoia, dando il tempo allo spettatore di assimilare i tempi del protagonista ed entrare in sintonia con lui. Si crea una sorta di empatia con Cheyenne che lo rende un personaggio ricco di sfaccettature, sebbene quasi catatonico e limitato nei movimenti.
Non mancano le scene che strappano un sorriso, specie nella seconda parte del film, e, giustamente, risultano assenti scene eccessivamente tristi. Degna di nota è la scena che vede sul set David Byrne e Cheyenne. Lo sfogo emotivo ed emozionale di quest'ultimo è intenso e profondo, ben scritto ed interpretato da entrambi.
Curiosi sono anche i personaggi che il protagonista, alla ricerca delle sue origini e di un nuovo motivo per vivere, incontra sulla sua strada. Impresso rimane l'indiano silenzioso e con lui l'uomo che ha inventato la valigia con le rotelle.
Tutto il cast si rivela azzeccato e complementare. La presenza di Frances McDormand (moglie di Joel Coen ed attrice in sei dei suoi film tra i quali Fargo) nei panni della moglie di Cheyenne è azzeccata, brava Eve Hewson come emo (ma più vitale) amica del protagonista. Degni di nota anche Kerry Condon, nei panni della nipote di Lange, e Heinz Lieven in quelli di Lange stesso.
Il film fila liscio fino a due minuti dalla fine. Il finale, due minuti in tutto, l'ho capito a metà. O almeno suppongo di averlo capito a metà, nel senso che mi sono fatto una mia idea non suffragata da prove.

Forse non al cinema, ma il film è da vedere. Molto bello, piacevole, pacato e sagace, ci mostra uno Sean Penn in forma, nonostante l'anno sabbatico in cui era, ed un bravo Sorrentino alla regia.
Vedetelo.

Titolo originale This Must Be the Place 

Lingua originale inglese 
Paese Italia, Francia, Irlanda 
Anno 2011 
Durata 118 min 
Genere drammatico

Regia Paolo Sorrentino 
Soggetto Paolo Sorrentino 
Sceneggiatura Paolo Sorrentino, Umberto Contarello 
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Occhipinti, Michèle Petin, Laurent Petin, Ed Guiney, Andrew Lowe 
Produttore esecutivo Ronald M. Bozman
Viola Prestieri 
Casa di produzione Medusa Film, Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures 
Distribuzione (Italia) Medusa Film 
Fotografia Luca Bigazzi 
Montaggio Cristiano Travaglioli 
Musiche David Byrne, Will Oldham 
Scenografia Stefania Cella 
Costumi Karen Patch 

Interpreti e personaggi 
Sean Penn: Cheyenne/John Smith 
Frances McDormand: Jane 
Eve Hewson: Mary 
Judd Hirsch: Mordecai Midler 
Kerry Condon: Rachel 
Harry Dean Stanton: Robert Plath 
Joyce Van Patten: Dorothy Shore 
Olwen Fouéré: madre di Mary 
Shea Whigham: Ernie Ray 
Heinz Lieven: Aloise Lange 
David Byrne: se stesso 
 
Doppiatori italiani 
Massimo Rossi: Cheyenne 
Antonella Giannini: Jane 
Letizia Ciampa: Mary 
Stefano De Sando: Mordecai Midler 
Myriam Catania: Rachel 
Carlo Valli: Robert Plath 
Giuliana Lojodice: Dorothy Shore 
Ada Maria Serra Zanetti: madre di Mary 
Rodolfo Bianchi: Ernie Ray 
Omero Antonutti: Aloise Lange 
Fabrizio Pucci: David Byrne 

giovedì 31 maggio 2012

Gnomeo & Giulietta

Montecchi e Capuleti hanno villette confinanti in Verona Street in una città inglese, come da storia classica si odiano. Quando i proprietari non sono in casa l'antagonismo non finisce. Infatti, ci pensano gli gnomi da giardino a mantenere alta la rivalità. Quando i loro padroni sono in giro, gli gnomi, prendono vita e si sfidano la corse con il tosaerba, mettono in atto scherzi pesanti e si impegnano in qualunque attività che possa farli primeggiare sul giardino accanto. L'unico modo per riconoscere le due frazione, oltre a sentirli parlare dato che gli uni sono caratterizzati dall'accento del sud e gli altri da quelli del nord, è il colore dei cappelli: rosso per i Capuleti e blu per i Montecchi.
A sconvolgere l'insana rivalità tra le due fazioni è la storia d'amore che scoppia tra la discendente dei Capuleti, Giulietta, e quello dei Montecchi, Romeo. Volenterosi di iniziare una storia d'amore dovranno, prima, vincere le loro stesse resistenze, poi, e quelle dei due agguerriti clan.

Prendente il classico del Bardo, aggiungete lo gnomo di Amelie, le musiche di Elton John, i dialetti del sud e del nord Italia agitate con convinzione ed avrete come risultato questo film d'animazione.
Simpatico, colorato, allegro. Sicuramente non un capolavoro, ma una bella idea ben realizzata sia graficamente che a livello di dialoghi. L'intreccio Shakespiriano si alleggerisce, dalla tragedia passa alla commedia, per essere assimilato da un pubblico di bambini, o di giovin ragazzi che possano farsi venire l'idea di leggere il classico (ma qualcuno ancora legge?).
Dietro mettete la produzione di Elton John stesso, le sue canzoni romantiche ed alla regia quel Kelly Asbury regista di Shrek 2 e Spirit - cavallo selvaggio per la Dreamworks e potrete aggiungere una buona confezione al pacchetto.

Se questo film ve lo perdete non subite un grosso danno, se volete vederlo vi strapperà qualche sorriso e vi preparerà al seguito in uscita tra qualche anno.

Titolo originale Gnomeo and Juliet 
Paese Regno Unito, Stati Uniti 
Anno 2011 
Durata 84 min 
Genere animazione

Regia Kelly Asbury 

Soggetto William Shakespeare 
Casa di produzione Startz Animation 
Distribuzione (Italia) Touchstone Pictures 
Musiche James Newton Howard, Chris Bacon, Elton John 

Doppiatori originali 
James McAvoy: Gnomeo 
Emily Blunt: Giulietta 
Jason Statham: Tebaldo 
Michael Caine: Lord Mattonerosso 
Maggie Smith: Lady Mirtillo 
Patrick Stewart: Bill Shakespeare 
Julie Walters: Miss Montague 
Jim Cummings: Piumarosa 
Stephen Merchant: Paride 
Matt Lucas: Benny 
Dolly Parton: Dolly 
Hulk Hogan: Terrafirmenator 
Ashley Jensen: Nanette 
Ozzy Osbourne: Daino 
 
Doppiatori italiani 
Stefano Brusa: Gnomeo 
Chiara Gioncardi: Giulietta 
Paola Fulciniti: Nanette 
Elio Zamuto: Lord Mattonerosso 
Luigi Morville: Benny 
Francesco Pannofino: Piumarosa 
Lorenza Biella: Lady Mirtillo 
Pasquale Anselmo: Tebaldo 
Christian Iansante: Daino 
Fabrizio Vidale: Paride 
Paila Pavese: Lady Montecchi 
Alessandro Rossi: Terrafirmenator 
Luca De Dominicis: Gnomo pescatore 
Claudia Balboni: Gnoma bambola 
Goffredo Matassi: Lord Capuleti 
 

mercoledì 30 maggio 2012

Dylan Dog - L'autopsia

Dylan Dog n. 309, mensile 
L'autopsia  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Franco Saudelli
Copertina: Angelo Stano  
 
Una nuova fidanzata entra ed esce dalla vita dell'Old Boy in un paio di giorni. Dylan conosce Meg al supermercato, se ne innamora, pizza e cinema e poi lei si suicida. Convinto che non possa essere un normale suicidio l'ex agente di Scotland Yard decide di investigare. In effetti trova qualcosa di strano, collegando i puntini si accorge di un incremento deciso nel numero dei suicidi a Londra: è l'effetto di un gara tra una coppia di serial killer che si sfidano con delitti in successione.
Riuscirà l'indagatore dell'incubo a porre fine a questa macabra gara senza finire, a sua volta, sul tavolo dell'obitorio della centrale di polizia?

Saudelli disegna i personaggi di dell'albo con facce innaturalmente tonde ed allungate. Una volta che ci si abitua allo stile, però, risulta essere dinamico e non sgradevole.
La sceneggiatura di Gualdoni risulta essere abbastanza articolata, ma, allo stesso tempo, abbastanza ovvia. Un paio di colpi di scena interessanti rendono la lettura, di un albo normale, piacevole.
Angelo Stano sceglie una copertina semplice, in perfetto tema con il titolo dell'episodio e dipinge con tratto pulito e preciso. Grazie alla sua tecnica riesce a trasmettere il freddo della cella frigorifera grazie all'uso dei colori utilizzati.

Una storia di rivalità malata, di amori impossibili, permeata dalla tristezza e dal disagio delle vittime dei killer.
Una lettura senza infamia ne lode sottolineata dal nuovo prezzo di copertina, portato da Bonelli a 2,90€ (dalle 2,70€ dei mesi scorsi). Ringrazio di aver tagliato del tutto Nathan Never e di essermi posto limiti sulle uscite del Dylan Dog.

martedì 29 maggio 2012

Mystic River

1975. Tre bambini giocano sul ciglio di una strada di Boston. Uno di loro, Dave, viene invitato a salire su una macchina ed accetta, mentre gli altri due, Jimmy e Sean, lo guardano allontanarsi. Rapito da due uomini che per quattro giorni abusano in ogni modo di lui riesce, dopo essere fuggito, a tornare a casa.
1990. La figlia più grande di Jimmy, Katie, ha diciannove anni. L'ultima sera della sua vita decide di andare a festeggiare con le sue amiche. Sulla strada del ritorno a casa viene uccisa da qualcuno.
Jimmy, ex boss della mala, non si rassegna e mette in campo tutti i suoi mezzi per rintracciare l'assassino.
La polizia, nel contempo, segue la sua pista. Alla direzione delle indagine c'è Sean, al cui fianco lavora il sergente Powers. Anche loro hanno diverse piste da seguire e, mettendo insieme gli indizi, interrogano i loro sospettati. Tra questi c'è Dave che, ferito ad una mano ed allo stomaco, la sera dell'omicidio è stato l'ultimo a vedere Katie viva.
Tra sospetti giusti e sbagliati, svolte nelle indagini, tutti faranno di tutto per trovare il colpevole dell'orribile crimine.

Nel 2003 è uscito questo film al cinema. Per un motivo o per l'altro non ero riuscito a vederlo. Alla fine ci sono riuscito.
Gli elementi che lo contraddistinguono da quelli che saranno gli episodi di CSI che lo seguiranno sono il cast eccezionalmente corposo e la regia di Clint Eastwood. Nel cast troviamo Sean Penn e Tim Robbins (che vinceranno l'Oscar come migliori attori, protagonista e non), un sottovalutato Kevin Bacon, l'in forma Laurence Fishburne, le generose Marcia Gay Harden e Laura Linney e lo storico Eli Wallach (Il buono, il brutto e il cattivo).
La riconoscibile regia di Clint Eastwood ed il buon intreccio della storia sono altre due ragioni che ti tengono attaccato allo schermo.
Lo sviluppo della sceneggiatura è lungo ed, a volte, un po' contorto. E' probabile che il libro da cui il film è stato tratto sia stato bello denso e che Brian Helgeland abbia cercato di inserire più elementi possibile in modo funzionale. Ne salta fuori un film di quasi 140 minuti di cui una ventina, probabilmente in eccesso. Si sarebbe potuto mantenere lo stesso volume di azioni accelerando qualche evento od incastrando i modo diverso qualche vicenda.


Un film sull'amicizia, sulla perdita, sulla rivalsa e sulla vendetta tutto sommato ben fatto, interessante e godibile anche se eccessivamente lungo. Merita di essere visto in una prima serata od in un tardo pomeriggio altrimenti rischia di annoiare.

Titolo originale Mystic River 
Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2003 
Durata 137 min 
Genere drammatico

Regia Clint Eastwood 

Soggetto Dennis Lehane 
Sceneggiatura Brian Helgeland 
Produttore Clint Eastwood, Robert Lorenz, Judie G. Hoyt 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Tom Stern 
Montaggio Joel Cox 
Musiche Clint Eastwood, Kyle Eastwood 
Scenografia Henry Bumstead 

Interpreti e personaggi 
Sean Penn: Jimmy Markum 
Tim Robbins: Dave Boyle 
Kevin Bacon: Sean Devine 
Laurence Fishburne: sergente Whitey Powers 
Marcia Gay Harden: Celeste Boyle 
Laura Linney: Annabeth Markum 
Emmy Rossum: Katie Markum 
Tom Guiry: Brendan Harris 
Kevin Chapman: Val Savage 
Adam Nelson: Nick Savage 
Robert Wahlberg: Kevin Savage 
Eli Wallach: Sig. Loonie 
 
Doppiatori italiani 
Massimo Rossi: Jimmy Markum 
Stefano De Sando: Dave Boyle 
Luca Ward: Sean Devine 
Massimo Corvo: sergente Whitey Powers 
Roberta Greganti: Celeste Boyle 
Anna Cesareni: Annabeth Markum 
Valentina Mari: Katie Markum 
Alessandro Quarta: Brendan Harris 
Enrico Pallini: Nick Savage 
Bruno Conti: Val Savage 
Dante Biagioni: Sig. Loonie 

Premi
2004 - Premio Oscar 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 

2004 - Golden Globe 
Miglior attore in un film drammatico a Sean Penn 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 

2004 - Kansas City Film Critics Circle Award 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 

2003 - Boston Society of Film Critics Award 
Miglior film 
Miglior cast 
2004 - Broadcast Film Critics Association Award 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 

2004 - Chicago Film Critics Association Award 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 

2003 - Southeastern Film Critics Association Award 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 
Migliore sceneggiatura non originale a Brian Helgeland 

2004 - Las Vegas Film Critics Society Award 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 

2004 - Premio César 
Miglior film straniero a Clint Eastwood 

2003 - National Board of Review Award 
Miglior film 
Migliori dieci film 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 

2003 - Las Vegas Film Critics Society Award 
Miglior attore protagonista a Sean Penn 
2003 - Screen Actors Guild Award 
Miglior attore non protagonista a Tim Robbins 

2003 - Satellite Award 
Miglior attore in un film drammatico a Sean Penn 
Migliore sceneggiatura non originale a Brian Helgeland

lunedì 28 maggio 2012

Puffi Olimpionici 2012 - Le novità


Ebbene sì! Finalmente, dopo mesi e mesi di attesa, sono entrato in possesso dei nuovi, 10, puffi dedicati alle Olimpiadi 2012 di Londra.
Non sono mancate però le sorprese.
La prima è che, a quanto, pare ci siano degli errori di colorazione su alcuni soggetti. Quello riscontrato in rete è che il puffo cavallerizzo, si intravede sullo sfondo, in alcuni casi non abbia le tasche colorate di nero, come dovrebbe.

Le due immagini sono state trovate nell'internet.

A questa si aggiungono altre due novità, che mi lasciano perplesso.
Quella più immediata e che la Schleich ha rilasciato due box, come quelli dell'anno scorso, in tiratura limitata di 5000 pezzi nel mondo, contenente i medesimi puffi venduti sciolti.
La cifra d'acquisto non è irrisoria, anche se abbordabile, ma è il comportamento della Schelich a lasciare perplessi. Da dopo l'uscita del primo film dedicato agli omini blu (il secondo è previsto per il 31 Luglio 2013) stanno facendo di tutto per spennare i collezionisti.
A questa pratica si aggiunge l'ultima, per ora, novità su questa infornata di puffi.
Dal 7 di Luglio 2012 sarà possibile trovare in vendita, penso solo a Londra ed in Belgio, una miniserie di 5 Super Puffi (4.0266 al 4.0270) per la prima volta dopo 11 anni.
Questi Super Puffi non saranno altro che quattro degli stessi già usciti nelle due edizioni di Maggio più il puffo ciclista, di vecchia data, in una nuova scatoletta.


La variante dei puffi contenuti in queste scatolette, che evidentemente sono Super Puffi solo per essere inscatolati e non per essere componibili, è che sul cappello di ognuno sarà disegnata, stilizzata, la bandiera del Belgio. Infatti lo slogan con quale saranno immessi sul mercato è una cosa del tipo "Sostieni l'equipe belga alle olimpiadi".

D'accordo la qualità dell'immagine è scarsa, ma si possono notare la bandiera ed i cerchi olimpici sui cappelli. Un'altra osservazione si può fare sulle scatolette. Le tre nell'immagine qui sopra paiono completamente diverse dalle cinque ufficiali. Sembra che siano dotate di una finestra trasparente sul lato opposto di quelle mostrate in foto.
Sarà una trovata per vendere doppia copia di ciascun puffo, ognuno in due scatole diverse? Dovremo aspettare il 7 di Luglio per scoprirlo.

Infine un'osservazione oggettiva sui nuovi puffi. Per quanto belli possano essere, ed effettivamente sono molto teneri, sono dipinti con minore cura rispetto alle serie degli ultimi anni. Peccato.

Armiamoci di retino e trasformiamoci in teneri Gargamella per catturare tutti i nuovi puffi olimpionici.

venerdì 25 maggio 2012

Volti di plastica

Nel 2006, l'attrice di origini italiane, Rose Mcgowan  (Streghe, The Black Dalia, Grindhouse, entrambi, Terminator Salvation ecc) era così.

Nel senso che dovete guardarle il viso! Maliziosi.
Qualche giorno fa, sul tappeto rosso di Cannes, era così.


Io mi domando e mi chiedo, ma sei sei già una gran bella ragazza chi te lo fa fare di ridurti così con la chirurgia estetica?

L'umana ragione non ha briglie che la comandano.

giovedì 24 maggio 2012

I falchi della notte

A Londra la stagione degli attentati non è finita. Il terrorismo dilaga ed un nuovo criminale vuol far conoscere il suo nome, è Reinhardt Wulfgar. Organizza attentati esplosivi altamente spettacolari e con un gran numero di vittime con il solo scopo di farsi notare ed entrare in un'organizzazione che gli metta a disposizioni mezzi più distruttivi. Un errore di uno scagnozzo lo mette in pericolo e lui è costretto, dopo una leggera plastica facciale, a lasciare l'Europa ed a rifugiarsi a New York.
La New York a cavallo tra gli anni '70 ed '80 del secolo scorso è ancora cupa e dura. Il pericolo sulle strade è mitigato dalle civette del NYPD che, mettendo a rischio le loro esistenze e la loro vita personale, cercano di proteggere al meglio i cittadini. Tra di loro una coppia di agenti si distingue sono Deke DaSilva e Matthew Fox. Non appena tra i servizi anti terrorismo si sparge la voce dell'arrivo in terra americano di Wulfgar entrambi vengono reclutati da una speciale squadra antiterrorismo. Agli ordini di un comandante che non disdegna la violenza, si metteranno sulle tracce del terrorista, per fermarlo prima che metta a segno la sua minaccia: colpire i rappresentati all'ONU dei vari Stati mondiali.
Ben presto si instaurerà un dualismo tra DaSilva e Wulfgar. Chi di loro porterà a compimento il suo compito per primo? Lo stragista? Od il falco della notte?

Il film è del 1981. Gli abiti e le location vengono direttamente dalla fine degli anni '70. Tutto sommato, però, resta un film eterno. Certo il contesto è storico, non si hanno gli strumenti moderni alla CSI e dimostra come una buona investigazione sul campo si la caratteristica principale per un'indagine di successo.
David Shaber realizza un sceneggiatura intensa sia ricca di pathos che di azione. Il regista, Bruce Malmuth, si dimostra abile ad alternare i ritmi e le sequenza, bilanciando tutti gli elementi a sua disposizione.
Il cast è eccezionale. Sylvester Stallone (reduce dai due successi di Rocky) è Deke DaSilva il poliziotto tutto d'un pezzo che, nonostante non sia d'accordo con il sistema in cui si trova, da tutto se stesso per fermare un pericoloso criminale, Billy Dee Williams(sceso al volo dal Millenium Falcon) è Matthew Fox il socio di DaSilva che lo sprona e stimola nei momenti di difficoltà, Lindsay Wagner (la donna bionica) è Irene ex di DaSilva, Persis Khambatta (il tenente Ilia del Motion Picture di Star Trek, del 1979) è Shakka Holland la compagna di avventure di Reinhardt Heymar Wulfgar interpretato da Rutger Hauer (che da li ad un anno diverrà l'iconico replicante Roy Batty in Blade Runner). Fatevi due conti, tirate le somme e capirete la qualità di cui è impregnata la pellicola. Se a questo aggiungete il doppiaggio in italiano di alto livello capite che è un film da vedere. Discutibile la scelta di tradurre sia oralmente che con i sottotitoli le parti parlate in francese.
La colonna sonora è caratteristica di quegli anni quindi, simpaticamente, praticamente inascoltabile adesso.

Se non l'avete mai visto vedetelo. E' un cult ed a ragione.
Titolo originale Nighthawks 
Paese Stati Uniti d'America 
Anno 1981 
Durata 99 min 
Genere Poliziesco 

Regia Bruce Malmuth 

Soggetto David Shaber e Paul Sylbert 
Sceneggiatura David Shaber 
Produttore Martin Poll 

Interpreti e personaggi 
Sylvester Stallone: Deke DaSilva 
Billy Dee Williams: Matthew Fox 
Rutger Hauer: Reinhardt Heymar Wulfgar 
Lindsay Wagner: Irene 
Joe Spinell: Tenente Munafo 
Persis Khambatta: Shakka Holland 
Nigel Davenport: Peter Hartman 
 
Doppiatori italiani 
Ferruccio Amendola: Deke DaSilva 
Manlio De Angelis: Reinhardt Heymar Wulfgar 
Renato Mori: Tenente Munafo