lunedì 18 settembre 2017

Emmy Awards


Le notizie che vengono offerte dall'assegnazione dei sessantanovesimi Emmy Awards sono fondamentalmente tre:
- Games of Thrones, essendo uscito a luglio e finito da poco, non ha potuto partecipare a questa rassegna. Ha lasciato, così spazio ad altri contendenti;
- Stranger Things, acclamata serie di Netflix di cui si parlava qui, ha portato a casa premi minori;
- Westworld, grande serie sempre HBO di cui si parlava qui, ha, nonostante i due punti sopra, ha portato a casa, anche lei, solo premi minori.

Per il resto. Chi l'ha vista racconta che la cerimonia di premiazione ha avuto uno spettro aleggiante su di lei per tutta la serata: Donald Trump. Molti premi, tra cui quelli assegnati al Saturday Night Live Show, sono derivanti dall'imitazione e/o dalla satira sul Presidente degli Stati Uniti d'America.

Hanno vinto Nicole Kidman, Laura Dern ed Alexander Skarsgård per ruoli diversi in Big Little Lies, facendo il pieno di premi per la serie.


La miglior serie drammatica ha visto ritirare il premio il web network Hulu per The Handmaid's Tale, stupendo molti.

Diciamo che è stata un'edizione decisamente politica e che ha visto serie inaspettate portare a casa premi che ci si aspettava sarebbero andati a produzioni che hanno avuto maggior riscontro di pubblico e critica, anche internazionale.

A seguire la lista completa dei premi e dei vincitori. In fondo troverete anche i premi per network.

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale
Hulu • MGM, Hulu, The Littlefield Company, White Oak Pictures, Daniel Wilson Productions


MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale
Hulu • MGM, Hulu, The Littlefield Company, White Oak Pictures, Daniel Wilson Productions
Elisabeth Moss as Offred


MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
This Is Us
NBC • 20th Century Fox Television
Sterling K. Brown as Randall Pearson


Outstanding Limited Series
Big Little Lies
HBO • HBO Entertainment in association with David E. Kelley Productions, Pacific Standard and Blossom Films


Outstanding Television Movie
Black Mirror: San Junipero
Netflix • House of Tomorrow


Outstanding Lead Actress in a Limited Series or Movie
Big Little Lies
HBO • HBO Entertainment in association with David E. Kelley Productions, Pacific Standard and Blossom Films
Nicole Kidman as Celeste Wright


Outstanding Lead Actor in a Limited Series or Movie
The Night Of
HBO • HBO Entertainment in association with BBC, Bad Wolf Productions and Film Rites
Riz Ahmed as Nasir “Naz” Khan


Outstanding Comedy Series
Veep • HBO
HBO Entertainment


Outstanding Lead Actress in a Comedy Series
Veep
HBO • HBO Entertainment
Julia Louis-Dreyfus as Selina Meyer


Outstanding Lead Actor in a Comedy Series
Atlanta
FX Networks • FX Productions
Donald Glover as Earn Marks


Outstanding Directing for a Variety Series
Saturday Night Live
Host: Jimmy Fallon
NBC • SNL Studios in association with Universal Television and Broadway Video
Don Roy King, Directed by


Outstanding Writing For A Limited Series, Movie Or Dramatic Special
Black Mirror: San Junipero
Netflix • House of Tomorrow
Charlie Brooker, Written by


Outstanding Directing for a Limited Series, TV Movie or Special
The Handmaid’s Tale
Offred (Pilot) • Hulu • MGM, Hulu, The Littlefield Company, White Oak Pictures, Daniel Wilson Productions
Reed Morano, Directed by


Outstanding Reality-Competition Series
The Voice
NBC • MGM Television, Talpa Media USA, Inc. and Warner Horizon Unscripted Television

Outstanding Writing for a Comedy Series
Master of None
Thanksgiving
Netflix • Universal Television, Oh Brudder Productions, Alan Yang Productions, Fremulon and 3 Arts Entertainment
Aziz Ansari, Written by
Lena Waithe, Written by


Outstanding Supporting Actress in a Drama Series
The Handmaid’s Tale
Hulu • MGM, Hulu,The Littlefield Company, White Oak Pictures, Daniel Wilson Productions
Ann Dowd as Aunt Lydia


Outstanding Writing for a Variety Series
Last Week Tonight With John Oliver
HBO • HBO Entertainment in association with Sixteen String Jack Productions and Avalon Television

Outstanding Supporting Actor in a Limited Series or Movie
Big Little Lies
HBO • HBO Entertainment in association with David E. Kelley Productions, Pacific Standard and Blossom Films
Alexander Skarsgård as Perry Wright


Outstanding Directing for a Limited Series, Movie or Dramatic Special
Big Little Lies
HBO • HBO Entertainment in association with David E. Kelley Productions, Pacific Standard and Blossom Films
Jean-Marc Vallée, Directed by


Outstanding Supporting Actor In A Comedy Series
Saturday Night Live
NBC • SNL Studios in association with Universal Television and Broadway Video
Alec Baldwin as Donald Trump


Outstanding Writing for a Drama Series
The Handmaid’s Tale
Offred (Pilot)
Hulu • MGM, Hulu, The Littlefield Company, White Oak Pictures, Daniel Wilson Productions
Bruce Miller, Teleplay by


Outstanding Variety Sketch Series
Saturday Night Live


Outstanding Directing for a Comedy Series
Atlanta
B.A.N.
FX Networks • FX Productions
Donald Glover, Directed by


Outstanding Supporting Actress in a Limited Series or Movie
Laura Dern – Big Little Lies


Outstanding Supporting Actress in a Comedy Series
Kate McKinnon – Saturday Night Live


Outstanding Supporting Actor in a Drama Series
John Lithgow – The Crown

I premi assegnati per network:
HBO: 10
NBC: 6
Hulu: 5
Netflix: 4
FX: 2
I premi assegnati per network inclusi i Creative Emmy:
HBO: 29
Netflix: 20
NBC: 15
Hulu: 10
ABC: 7
FX Networks: 6
Fox: 5
Adult Swim: 4
CBS: 4
A&E: 3
VH1: 3

venerdì 15 settembre 2017

Pom Poko

Due fazioni di tanuki sono in lotta tra loro per le residue risorse del bosco di Tama. Gli umani, per realizzare il progetto di espansione urbanistica Tama New Town, stanno deforestando i boschi e livellando monti e colline. Il paesaggio sta cambiando e tutti gli animali che vivono nel bosco ne stanno soffrendo.
I tanuki sono gli unici che, sfruttando la loro capacità di cambiare forma, possono cercare di contrastare, per tutti, gli eventi. Ritiratisi con i loro saggi in un Tempio a loro dedicati, cercano di definire una strategia per fermare i lavori. Le fazioni in battaglia cercano di allearsi per affrontare gli umani e procurare il cibo necessario al mantenimento del branco.
La lotta sarà impari e difficile, ma insegnerà a tutti qualcosa.

Pom Poko è un film del 1994, prodotto dallo Studio Ghibli, e sceneggiato e diretto da Isao Takahata su un'idea di Hayao Miyazaki. Miyazaki voleva realizzare un film che avesse una minima continuità con il suo lavoro precedente, Porco Rosso, e decise di rinverdire il mito dei tanuki. Come in Kurenai no Buta il suo protagonista era (per diverse ragioni) un maiale antropomorfo, qui troviamo i tanuki (quelli che noi conosciamo come orsetti lavatori) che, secondo la tradizione giapponese, possono mutare forma a loro piacimento. In Giappone, questo animale, è considerato incarnazione di un dio ed a lui vengono dedicati templi (un po' come alle volpi). Da questo spunto, Takahata, imbastisce una storia che ci mostra tre versioni grafiche dei tanuki; la prima è quella naturale, ogni volta che entrano in contatto con gli umani, la seconda quella antropomorfa (dominante nel film), che usano per interagire tra di loro, ed una stilizzata, per rappresentarli quando sono stanchi, ubriachi o contusi da una lotta.
Come molti film dello Studio Ghibli, anche Pom Poko ha un messaggio da trasmettere, in modo insistente, persino parlando direttamente con lo spettatore, da trasmettere: la natura va rispettata. Le espansioni urbane sembrano essere necessarie per ospitare nuove famiglie e nuove persone, ma arrecano danni a creature indifese che sono costrette ad una lotta impari per sopravvivere. Qui, i tanuki possono sabotare i macchinari, spaventare gli operai, cercare di allontanare i residenti, ma nella realtà questo non accade. Gli animali vengono schiacciati, uccisi, spappolati o scacciati quando gli va bene. Ciò succede in tutto il mondo, in Giappone, dove la disponibilità di terreno pianeggiante per le costruzioni è ridotta, purtroppo, per far fronte alla crescita demografica, abbattere foreste e deturpare zone montane è, ritenuto, necessario.



Il film affronta la tematica in modo diretto e, a volte, crudo, ma, ogni tanto, si perde in ripetizioni non necessarie che allungano il minutaggio senza un perché reale. Il film rasenta le due ore piene. E' stato il lungometraggio più visto in Giappone nel 1994 ed ha vinto numerosi premi, ma, visto oggi, con una trentina di minuti in meno ci avrebbe guadagnato. Nonostante questo, uno sforzo che si compie volentieri vista l'amabilità degli animali rappresentati ed il grande spessore dell'animazione, il film risulta sempre godibile e coinvolgente. Si impara molto, anche se con dialoghi e narrazioni troppo rapide (a dispetto della lunghezza della pellicola) sulla tradizione giapponese, sulle loro leggende e sulle religioni che convivono nel Paese del Sol Levante. Azzeccate le voci fuori campo, coinvolgono e fungono da collante tra gli eventi in modo indispensabile.



E' un film da vedere, almeno una volta, per recepire il messaggio e sentirci colpevoli di quanto stiamo facendo al nostro pianeta. Se poi ci spinge ad agire, anche nel nostro piccolo, per rispettarlo di più è una vittoria da accogliere con piacere.


Titolo originale 平成狸合戦ぽんぽこ (Heisei tanuki gassen Ponpoko)

Lingua originale giapponese 
Paese di produzione Giappone 
Anno 1994 
Durata 119 min 
Rapporto 1.85:1 
Genere anime

Regia e  Sceneggiatura Isao Takahata 

Soggetto Kenji Miyazawa (racconto) Hayao Miyazaki (idea)
Produttore Ned Lott, Toshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma 
Produttore esecutivo Hayao Miyazaki 
Casa di produzione Studio Ghibli 
Distribuzione (Italia) Lucky Red 
Montaggio Takeshi Seyama 
Scenografia Kazuo Oga 

Doppiatori originali

Shinchô Kokontei: Narratore
Makoto Nonomura: Shoukichi
Yuriko Ishida: Okiyo
Norihei Miki: Seizaemon
Nijiko Kiyokawa: Fireball Oroku
Shigeru Izumiya: Gonta
Gannosuke Ashiya: Inugami Gyobu
Takehiro Murata: Bunta

Doppiatori italiani

Carlo Valli: Narratore
Paolo Vivio: Shoukichi
Gemma Donati: Okiyo
Saverio Moriones: Seizaemon
Marzia Ubaldi: Fireball Oroku
Marco De Risi: Gonta
Manfredi Aliquò: Hayashi
Giorgio Favretto: Inugami Gyobu
Gianluca Crisafi: Bunta
Dante Biagioni: Bonzo Tsurukame
Paolo Lombardi: Kincho VI
Valerio Ruggeri: Il pelato di Yashima
Fabio Boccanera: Tamasaborou
Oreste Baldini: Kitsune

mercoledì 13 settembre 2017

Batman - Rinascita 14

BATMAN 14 (127)
di Tynion IV, Finch, Russell, Barrows, Davis, Caldwell
(Contiene Detective Comics #947,Detective Comics #950, Catwoman: Election Night #1)
9788893519052
16,8×25,6, S, 72 pp, col.
€ 3,50

Mischiamo un po'. Questo numero di Batman, il quattordicesimo della Rinascita, tende all'inutilità.

Spieghiamoci. Si conclude l'arco narrativo di Tynion IV, ma in modo deludente. Ovviamente, Batman e la sua squadra riescono a fermare il sindacato delle vittime, non senza perdere un membro del team allenato da Batwoman, ed a internarlo ad Arkham. Qui, però, si palesa la mancanza di coraggio dell'autore. Nella narrazione si decide di non rivelare l'identità della Prima Vittima. Naturalmente ha il viso così deturpato da non essere riconoscibile e da obbligare i suoi carcerieri a lasciargli la maschera. A questo punto potrebbe essere chiunque; davvero una prima vittima collaterale delle scorribande del Cavaliere Oscuro, un mitomane casuale, il Joker, la fata turchina o Pinocchio. Fino a questa scelta la storia si era rivelata intrigante, adesso mi è caduta nel banale e mi sembra di aver perso settimane di lettura. L'indecisione e la paura di prendere una decisione del buon James ha rovinato una trama ben costruita.

A corredo di questo troviamo due fumetti poco inerenti alla collana. Se per la miniserie dedicata a Catwoman ed al suo passato, visto il massiccio ed intenso intervento di Batman, si può fare uno sforzo, invece, proprio non capisco la storia breve di Prez. Cosa ha a che fare una Presidente degli Stati Uniti teen ager ed ex cameriera, la legge sulla regolamentazione delle armi e sui contraccettivi con la testata che pago 3.50€ ogni quindici giorni?

Un numero inutile. Si sarebbe benissimo potuto inciccionire il numero precedente, permettendogli di ospitare la conclusione della storia di Tynion ed evitare ai lettori questo scempio.

Speriamo che tutto torni ad alti livelli dal prossimo numero.

martedì 12 settembre 2017

Puffi 2018 - Un'anteprima

Le notizie su Puffi dell'anno prossimo stanno arrivando, ma non sono troppo buone.
Come suggerisce l'immagine qui accanto, anche quest'anno ci toccherà una versione di Puffi calciatori. Come gli appassionati della rincorsa alla palla sanno, l'anno prossimo, da qualche parte nel mondo, si giocherà il Campionato Mondiale di Calcio FIFA. Schleich ha deciso di cavalcare l'onda e di realizzare sei Puffi, dei quali ancora non si hanno immagini veramente ufficiali, ispirati alla manifestazione sportiva.

A mio parere è un'occasione persa. Un set di Puffi calciatori era uscito di produzione qualche anno fa e l'anno scorso sono usciti i "pallonari" dedicati a quattro nazionali. Puffi di qui si era già parlato, anche perché se ne sono trovati pochi in giro ed a prezzi spropositati.

Ora usciranno questi nuovi pupazzetti, sempre nel "nuovo" stile modernizzato dell'anno scorso, ecco la lista dei loro nomi in inglese:

20804 Papa Soccer Trainer;
20805 Soccer Smurfette;
20806 Soccer Smurf with ball;
20807 Soccer Smurf with Cup; 
20808 Soccer Goalkeeper Smurf;
20809 Soccer Referee Smurf.

L'immagine pubblicata da Bluedwarfs.com ci suggerisce un'idea di quello che potremmo trovare sugli scaffali l'anno prossimo.


Speriamo bene.

Cattivissimo me 3 (non ci siamo)

In piena crisi dovuta all'essere buono, Gru scopre di avere un fratello gemello, biondo ed identico a lui, di cui non aveva mai saputo nulla. Il gemello, Dru è molto ricco e, per conoscerlo, gli manda un maggiordomo ed un aereo privato a prelevarlo per portarlo da lui.
Il momento dell'incontro è gioia incontenibile per tutti, ma quando rimangono soli, Dru chiede a Gru come poter fare per diventare un grande cattivo. A pelatone viene in mente un'idea: farsi aiutare a recuperare la refurtiva sottratta da Balthazar Bratt, il cattivo più cattivo. Il suo scopo è duplice: aiutare il fratello e tornare in auge sul posto di lavoro.
Ovviamente le cose non vanno sempre come sperato.
Intanto i Minions sono in rivolta.

Ho visto il primo ed è stata una piacevole novità. Non ho visto il secondo, mi ci sono addormentato sui titoli di testa. Ho visto i Minions ed è stato simpatico. Cattivissimo me 3 è un film inutile. 
Già dai primi promo si era capito che gli sceneggiatori erano a corto di idee: il fratello gemello di cinquanta anni, ricco, di cui non si è mai saputo nulla? Ma dai! e vabbè, quando ti organizzano la serata e tu non puoi dire di no, lo vai a vedere lo stesso.
Una volta che lo hai visto, però, purtroppo non cambi idea. Il film è palesemente scontato, inutile e con decisamente pochi spunti interessanti. I Minions, che non si capisce perché stiano ancora con Gru visto che, adesso, è buono, sono un contorno. Vengono messi da parte, impegnati in un corto dei Minions, con una motivazione debole, e sono usati come intermezzo comico e per allungare il brodo. Il dualismo tra Gru e Dru, il nero ed il bianco, lo yin e lo yang, è così labile che sembra di vedere lo stesso personaggio diviso in due, giusto per guadagnare tempo e creare qualche situazione narrativa in più. Le bambine hanno goduto di un minimo di minutaggio, ma se non ci fossero state il risultato non sarebbe cambiato, Lucy è un personaggio pedante e, per me, poco incisivo. Il cattivo, Balthazar Bratt, non incide fisicamente nel film. Di buono ci lascia la colonna sonora anni '80 del secolo scorso: pezzi musicali di livello ben inseriti nel contesto.

In ogni caso il film è un modo per passare il tempo. Le aspettative per una nuova storia di Gru & C. sono, però, molto alte. Ciò che si è visto sul telo bianco del cinema non giustifica né l'essere giunto in sale né il prezzo del biglietto. Ovviamente c'è di peggio in sala in questo momento, ma Cattivissimo Me 3 è un film destinato all'home video e niente di più.

Titolo originale Despicable Me 3 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 96 min 
Rapporto 1.85:1 
Genere animazione

Regia Pierre Coffin, Kyle Balda, Eric Guillon 

Soggetto Ken Daurio, Cinco Paul, Sergio Pablos 
Sceneggiatura Ken Daurio, Cinco Paul 
Produttore Christopher Meledandri, Janet Healy 
Produttore esecutivo Chris Renaud 
Casa di produzione Illumination Entertainment 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Musiche Heitor Pereira, Pharrell Williams 
Storyboard Wilbert Plijnaar, Matthew Nealon 
Art director Eric Guillon 

Doppiatori originali

Steve Carell: Gru, Dru
Kristen Wiig: Lucy Wilde
Trey Parker: Balthazar Bratt
Pierre Coffin: Kevin, Stuart, Bob, altri Minions
Miranda Cosgrove: Margo
Nev Scharrel: Agnes
Dana Gaier: Edith
Steve Coogan: Silas Caprachiappa, Fritz
Andy Nyman: Clive
Jenny Slate: Valerie DeVinci
Julie Andrews: Marlena Gru

Doppiatori italiani

Max Giusti: Gru, Dru
Arisa: Lucy Wilde
Paolo Ruffini: Balthazar Bratt
Rossa Caputo: Margo
Sara Tesei: Agnes
Veronica Benassi: Edith
Carlo Cosolo: Silas Caprachiappa
Ralph Palka: Fritz
Luigi Ferraro: Clive
Domitilla D'Amico: Valerie DeVinci
Manuela Andrei: Marlena Gru

venerdì 8 settembre 2017

Mercurio Loi - Il cuoco mascherato

Mercurio Loi N°  4
Il cuoco mascherato

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 

Disegni: Sergio Gerasi 

Colori: Andrea Meloni 

Copertina: Manuele Fior 

Periodicità: mensile 
Prezzo: 4.90€

Un piccola osteria, a Roma, cucina i piatti migliori che Mercurio Loi abbia mai assaggiato. Per questo il gestore gli propone un accordo: lui viene a mangiare, nel suo piccolo ristorante, tutti i giorni esaltandone, onestamente, la cucina e Mercurio non pagherà ciò che consuma. La proposta è accettata in un attimo, anche perché ci sono troppi misteri intorno a quella locanda. Il cuoco non si mostra, se non la mano quando passa i piatti fuori dalla cucina, e non permette ad alcuno l'ingresso nel suo reame. Sempre il cuoco sembra stia coinvolgendo Mercurio in una sfida di gusto: prepara i piatti i modo così superbo che per il professore è difficile individuare tutti gli ingredienti, se non dopo lunghe riflessioni ed indagini. Il tutto, inoltre, si lega, in qualche modo ad una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi. La ragazza passa accatto al ristorante ogni giorno, proprio all'ora di pranzo.
 
Il numero scorso di Mercurio Loi mi aveva un po' deluso, l'avevo trovato eccessivamente diretto dal "fuori" e mi aveva annoiato.
Il numero quattro torna, invece, ad offrirci un Bilotta in ottima forma. Si cimenta in un argomento che raramente avevo visto trattato nel mondo del fumetto, ancor meno in Italia: la cucina. La sceneggiatura, tradotta in disegni da Sergio Gerasi, ci stupisce con la forma di comunicazione dei gusti che assaporano le papille gustative di Mercurio. Bilotta decide di dedicare una vignetta, di colorazione diversa dalle altre, dopo il boccone ingerito dal professore romano. Qui la fantasia dell'autore ci guida non solo attraverso il gusto che assapora Mercurio, ma, ancora più interessante, attraverso i ricordi. In effetti il cibo, se ben degustato, riesce ad essere scomposto nelle sue componenti principali, sopratutto dai palati più allenati. Ancora più importante, però, è l'effetto che un buon piatto a su chiunque: può risvegliare ricordi sopiti da tempo. Una forchettata di pasta ci può portare alla mente l'immagine di un dondolo, l'aroma di una spezia un gatto che abbiamo incontrato da piccoli. Tutto questo ci permette di percorrere un sentiero che ci porta, grazie ai nostri ricordi, nel passato. E' grazie a questi indizi che la mente di Mercurio Loi si avventura nella sua nuova sfida. Una sfida che si rivela una vorace catena di deduzioni stupefacenti.

Non c'è sempre bisogno di un crimine per creare un buon giallo. Non mancano la tensione e la suspense in questa avventura.

Ottima anche da leggere a sé.

martedì 5 settembre 2017

Dylan Dog - Il bianco e il nero

Dylan Dog N°  372 
Il bianco e il nero

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 

Disegni: Corrado Roi 

Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità mensile 
uscita 29/08/2017 
Prezzo 3.50€

Macchie nere si formano su ogni oggetto o persona su cui si posano gli occhi di Dylan Dog. Solo lui riesce a vederle. Le macchie si espandono talmente tanto che, alla fine, l'Indagatore dell'Incubo è circondato dal nero assoluto. Qui vi trova un suo vecchio avversario: l'Uomo Nero.

Prendete un corto. Allungatelo e fatene un film. A volte viene bene, spesso no. Pixelsè l'esempio di un qualcosa di simpatico, ma che non è finito bene.
Il bianco e il nero di Paola Barbato segue lo stesso percorso. Nasce come corto di ventiquattro pagine (o qualcosa del genere) su una di quelle collane uscite con la Gazzetta dello Sport e diventa un albo di novantotto. Ormai si sa, Barbato ha perso il tocco. Aveva nella sua faretra un certo numero di frecce, le migliori, innegabilmente ottime storie, le ha sparate all'inizio della sua carriera. Ora vive di rendita su ciò che ha realizzato nel passato. Ormai è difficile che ci offra qualcosa d'effetto. Questa indagine sulle paure (di buoni e cattivi, che qui sono solo un punto di vista) si rivela decisamente banale e stancante.
Come spesso accade in casa Bonelli, a salvare la baracca interviene il disegnatore forte e carismatico. Corrado Roi è, innegabilmente, il maestro delle ombre e dei neri. Come bilancia lui le ombre nessuno. Anche se passano gli anni per tutti, il suo tratto rimane affascinate e piacevole. Riesce a dare qualcosa in più a questa storia debole.

La copertina di Cavenago è decisamente interessante ed aggressiva. Ottima.

La colpa della pubblicazione di queste storie inutili è del curatore della serie che non riesce a dare omogeneità del suo progetto. Hai riportato l'attenzione, per tre pagine, su John Ghost nel numero scorso? Porta avanti il tuo progetto: siamo fermi da due anni. Ovviamente del rapporto con Rania, anche questo mese, non si fa parola, così come del rapporto tra Rania e Carpenter.
Se, in più, ti è piaciuto un film come Babadook e ne vai orgoglioso, beh, hai dei problemi.

Giro a vuoto.