lunedì 8 gennaio 2018

Golden Globes 2018 - Total black edition

Sembrava di andare ad un evento drammatico. Invece, si stava partecipando alla premiazione dei Golden Globes. Ieri sera era tutti vestiti di nero, per dimostrare la loro partecipazione alla campagna #metoo (che da difesa delle donne si sta trasformando in una richiesta di parità economica tra star al maschile e quelle al femminile), per tre ore, ad ascoltare discorsi di ringraziamento noiosi (impuntati contro Weinstein, che per una volta ha soffiato il post a Trump). Uniche note guizzanti ed incisivi? Gli interventi di Oprah Winfrey e Julia Roberts. Ovviamente, il tenore della serata, ha spostato gli equilibri dei meriti in gioco. Sia nella categoria Tv che Cinema sono emerse delle sorprese che, forse, non del tutto sono dovute al merito artistico dei premiati.

La vittoria di The Handmaid’s Tale, tra le serie, è un indicatore di questa direzione, così come lo per i film quella di Lady Bird. The Handmaid’s Tale si porta a casa la statuetta per la Miglior attrice di una serie drammatica, Elisabeth Moss. Big Little Lies, HBO, vince come serie comica e Julia Roberts, con il suo ruolo, le regala anche quella di Miglior attrice di una miniserie e Laura Dern quella di  Miglior attrice non protagonista di una miniserie . Per la serie comica è tutto in casa di The Marvelous Mrs. Maisel,  Rachel Brosnahan che fanno l'accoppiata come nei casi precedenti.
Ewan McGregor fa sua la statuetta di Miglior Attore di una serie TV, con Fargo, e Alexander Skarsgård quella di Miglior Attore non Protagonista di una serie TV,  sempre per Big Little Lies.


Qui le categorie, i candidati ed i vincitori in blu.

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Crown (Netflix)
 Game of Thrones (HBO)
The Handmaid’s Tale (Hulu)
 Stranger Things (Netflix)
 This Is Us (NBC)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
 Caitriona Balfe, Outlander
 Claire Foy, The Crown
 Maggie Gyllenhaal, The Deuce
 Katherine Langford, 13 Reasons Why
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
 Jason Bateman, Ozark
 Sterling K. Brown, This Is Us
 Freddie Highmore, The Good Doctor
 Bob Odenkirk,  Better Call Saul
 Liev Schreiber, Ray Donovan

MIGLIOR SERIE – COMEDY O MUSICAL
 black-ish (ABC)
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon)
 Master of None (Netflix)
 SMILF (Showtime)
 Will & Grace (NBC)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Pamela Adlon, Better Things
 Alison Brie, Glow
 Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
 Issa Rae, Insecure
 Frankie Shaw, SMILF

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Anthony Anderson, black-ish
 Aziz Ansari, Master of None
 Kevin Bacon, I Love Dick
 William H. Macy, Shameless
 Eric McCormack, Will & Grace

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
 Big Little Lies (HBO)
 Fargo (FX)
 Feud: Bette and Joan (FX)
 The Sinner (USA Network)
 Top of the Lake: China Girl (SundanceTV)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
 Jessica Biel, The Sinner
 Nicole Kidman, Big Little Lies
 Jessica Lange, Feud: Bette and Joan
 Susan Sarandon, Feud: Bette and Joan
 Reese Witherspoon, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
 Robert DeNiro, The Wizard of Lies
 Jude Law, The Young Pope
 Kyle MacLachlan, Twin Peaks
 Ewan McGregor, Fargo
 Geoffrey Rush, Genius

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
 Laura Dern, Big Little Lies
 Ann Dowd, The Handmaid’s Tale
 Chrissy Metz, This Is Us
 Michelle Pfeiffer, The Wizard of Lies
 Shailene Woodley, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
 David Harbour, Stranger Things
 Alfred Molina, Feud: Bette and Joan
 Christian Slater, Mr. Robot
Alexander Skarsgård, Big Little Lies
 David Thewlis, Fargo

Premi per serie:
 Big Little Lies 4
 The Marvelous Mrs. Maisel 2
 The Handmaid’s Tale 2
 Fargo 1
 This Is Us 1
 Master of None 1

Al cinema è più o meno successo quello che è accaduto in tv, ma partendo con ordine.
Anche se dai promo che circolano in questi giorni non si direbbe I Tre Manifesti è un film drammatico e si porta a casa il premio nella sua categoria, oltre a quello di Frances McDormand (Desperate Housewife) come miglior attrice, Sam Rockwell come Miglior attore non Protagonista e Martin McDonagh per la migliore sceneggiatura (gli sfugge quella di miglior regista). Restano al palo Dunkirk e La forma dell'acqua. Gary Oldman, nella stessa categoria, con il ruolo in Darkest Hour, stacca Daniel Day-Lewis (al suo ultimo ruolo prima del ritiro), Tom Hanks e, un redivivo, Denzel Washington.
Di Lady Bird Miglior Commedia abbiamo detto, ora diciamo di Saoirse Ronan Miglior attrice di Commedia con Lady Bird.
Dato il nulla qualitativo con cui concorreva, Coco, della Disney Pixar, vince a mani basse come miglior film di animazione )e lo farà anche agli Oscar.
Altro premio importante, per la Miglior Regia, se lo aggiudica, come doveva essere, Guillermo del Toro per The Shape of Water, che se la giocava con Christopher Nolan, Ridley Scott e Steven Spielberg. L'altro premio per il film di del Toro è quello per la Migliore colonna sonora a Alexandre Desplat.
Colpo di coda di The Greatest Showman che si porta a casa, con This is me, il premio per la migliore canzone.


Qui le categorie, i candidati ed i vincitori in blu.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
 Call Me by Your Name (Sony Pictures Classics)
 Dunkirk (Warner Bros. Pictures)
 The Post (Twentieth Century Fox)
 The Shape of Water (Fox Searchlight Pictures)
 Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (Fox Searchlight Pictures)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
 Jessica Chastain, Molly’s Game
 Sally Hawkins, The Shape of Water
 Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
 Meryl Streep, The Post
 Michelle Williams, All the Money in the World

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
 Timothée Chalamet, Call Me by Your Name
 Daniel Day-Lewis, Phantom Thread
 Tom Hanks, The Post
 Gary Oldman, Darkest Hour
 Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL
 The Disaster Artist (A24)
 Get Out (Universal Pictures)
 The Greatest Showman (Twentieth Century Fox)
 I, Tonya (NEON)
 Lady Bird (A24)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
 Judi Dench, Victoria & Abdul
 Helen Mirren, The Leisure Seeker
 Margot Robbie, I, Tonya
 Saoirse Ronan, Lady Bird
 Emma Stone, Battle of the Sexes

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
 Steve Carell, Battle of the Sexes
 Ansel Elgort, Baby Driver
James Franco, The Disaster Artist
 Hugh Jackman, The Greatest Showman
 Daniel Kaluuya, Get Out

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
 The Boss Baby (Twentieth Century Fox)
 The Breadwinner (GKIDS)
 Coco (Walt Disney Studios Motion Pictures)
 Ferdinand (Twentieth Century Fox)
 Loving Vincent (Good Deed Entertainment)

MIGLIOR FILM STRANIERO
 A Fantastic Woman (Sony Pictures Classics)
 First They Killed My Father (Netflix)
 In the Fade (Magnolia Pictures)
 Loveless (Sony Pictures Classics)
 The Square (Magnolia Pictures)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
 Mary J. Blige, Mudbound
 Hong Chau, Downsizing
 Allison Janney, I, Tonya
 Laurie Metcalf, Lady Bird
 Octavia Spencer, The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
 Willem Dafoe, The Florida Project
 Armie Hammer, Call Me by Your Name
 Richard Jenkins, The Shape of Water
 Christopher Plummer, All the Money in the World
 Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
 
MIGLIOR REGISTA
 Guillermo del Toro, The Shape of Water
 Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
 Christopher Nolan, Dunkirk
 Ridley Scott, All the Money in the World
 Steven Spielberg, The Post

MIGLIOR SCENEGGIATURA
 Guillermo del Toro & Vanessa Taylor, The Shape of Water
 Greta Gerwig, Lady Bird
 Liz Hannah & Josh Singer, The Post
 Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
 Aaron Sorkin, Molly’s Game

MIGLIOR COLONNA SONORA
 Carter Burwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
 Alexandre Desplat, The Shape of Water
 Jonny Greenwood, Phantom Thread
 John Williams, The Post
 Hans Zimmer, Dunkirk

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“Home,” Ferdinand
 Music by: Nick Jonas, Justin Tranter, Nick Monson
 Lyrics by: Nick Jonas, Justin Tranter
“Mighty River,” Mudbound
 Music by: Raphael Saadiq
 Lyrics by: Mary J. Blige, Raphael Saadiq, Taura Stinson
“Remember Me,” Coco
 Music by: Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez
 Lyrics by: Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez
“The Star,” The Star
 Music by: Mariah Carey, Marc Shaiman
 Lyrics by: Mariah Carey, Marc Shaiman
This is Me,” The Greatest Showman
 Music by: Benj Pasek, Justin Paul
 Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul

Premi per film:

•Three Billboards Outside Ebbing, Missouri 4
•The Shape of Water 2
•Lady Bird 2
•The Greatest Showman 1
•I, Tonya 1
•Coco 1
•The Disaster Artist 1
•Darkest Hour 1
•In the Fade 1

Le emozioni che hanno spinto le scelte dei giornalisti a decidere questi premi si riverberanno sull'Academy per l'assegnazione degli Oscar 2018? Qualche settimana di pazienza e lo scopriremo.

venerdì 5 gennaio 2018

Lavennder

Titolo: Lavennder
Collana: Le Storie
Soggetto: Giacomo Keison Bevilacqua
Sceneggiatura: Giacomo Keison Bevilacqua
Disegni: Giacomo Keison Bevilacqua
Colori: Giacomo Keison Bevilacqua
Copertina: Aldo Di Gennaro

Pagine: 128 a colori
Prezzo: 6,30€

Trovare la vacanza dei propri sogni su Internet. Partire in coppia per undici giorni su un'isola deserta, perfetta ed incontaminata. Gwen ed Aaron sono al settimo cielo, mai avrebbero pensato di poter usufruire di un'occasione del genere.
Peccato che qualcosa metta fuori posto il loro campo durante la notte e che un'altra nave sia all'ancora sul lato opposto dell'isola. Quella che doveva essere una vacanza da sogno potrebbe trasformarsi nel peggiore incubo della loro giovane vita.

Giacomo Bevilacqua è diventato noto al grande pubblico grazie alle sue strisce sul web dedicate a Panda Piace. E' normale che Sergio Bonelli Editore l'abbia arruolato tra le sue fila, per realizzare uno Speciale di grande respiro della collana de Le Storie.
L'autore romano fa tutto lui, come si può leggere nei crediti della storia, e questo ne dimostra la poliedricità. Il vantaggio di scrivere e saper disegnare allo stesso tempo è che puoi dettarti al meglio il ritmo della storia e mettere in atto cambiamenti all'ultimo momento, senza che nessuno si lamenti. La colorazione, poi, è perfetta per comunicare l'atmosfera che Bevilacqua aveva in mente. La scelta di proporre le vignette senza bordi neri che le delimitino, facendole fondere con il bianco della pagina, mi è piaciuta molto. I disegni sono delicati, definiti ed i due personaggi protagonisti sono di bell'aspetto, e questo non guasta quando metti una coppia di fidanzati su un'isola deserta. Il fan service arriva tardi, ma arriva. D'altronde quando si ha un'isola a disposizione chi non si comporterebbe così?
La storia si sviluppa in un crescendo di tensione ed inquietudine con un ritmo piacevole che si serra con il tempo. Si viene così a generare un horror vacanziero che forma e cambia l'atmosfera con il procedere della lettura. Gwen ed Aaron diventano, nei pochi giorni di solitudine, prede di qualcosa che il lettore non si aspetta. E qui sta la problematica della storia.

Ciò che non mi ha convinto, infatti, è stata la scelta, benché originale, finale.  La conclusione del terzo atto mi ha sia spiazzato, nonostante i riferimenti, sia grafici che testuali, intuiti durante la narrazione. Quando intendo spiazzato non intendo, però in senso positivo. La scelta è interessante, ma ci sarei arrivato in modo diverso, magari con qualche pagina in più. Gli manca qualcosa, ma è una buona storia. Da acquistare rigorosamente nella collana del Le Storie e non nella nuova edizione da libreria (presentata, ovviamente, a un prezzo moltiplicato quasi per quattro).

mercoledì 3 gennaio 2018

Animali Fantastici e dove trovarli

Newt Scamander è un giovane cercatore di animali fantastici. Nella sua borsa trovano posto un Snaso birichino e tanti altri animali magici di diverse taglie: da quello piccolo come un insetto stecco a quello grande dieci volte un ippopotamo. Newt dall'Inghilterra, a bordo di una nave, sta viaggiando verso le Colonie. New York l'attende per portare a termine la sua missione. Quello di cui non ha ben chiaro è che in America i maghi non sono ben visti e che i No-Mag non devono, assolutamente, sapere della loro esistenza.
Il Ministero della Magia Americano ha un grosso problema di nome Gellert Grindelwald, un mago sanguinario e terribile che semina panico e terrore sia tra i No-Mag che tra gli stessi stregoni.
Arrivato a New York, in questa situazione tesa, Scamander viene notato da un'Auror caduta in disgrazia, Tina Goldstein, che spera di riguadagnare la sua posizione arrestando questo mago inglese che non rispetta le leggi locali sull'uso della magia. Purtroppo la situazione è così tesa che lo stesso Newt smarrisce la sua valigia, che cade in mano ad un No-Mag. Jacob Kowalski la apre, convinto che sia la sua, e per la città iniziano ad apparire strane creature.
Starà a questi personaggi sistemare tutti i guai che si creeranno, il più presto possibile. Prima che il Ministero li catturi e li condanni a morte.

Onestamente: pensavo sarebbe stato un film inutile e noioso.
Mi sono dovuto ricredere. Fantastic Beasts and Where to Find Them è l'adattamento cinematografico che famoso libro di studi citato nei film della saga di Harry Potter. e scritto da, un fantomatico, Newt Scamander. Oltre ad essere un nuovo modo per tenere in vita il mito di Harry Potter e rinvigorire le casse di una sempre più ricca J. K. Rowling , ora è, anche, un film di Daid Yates. uno dei registi più apprezzati tra quelli che hanno preso parte all'esalogia originale.
Da un libro che non direbbe nulla, J. K. Rowling, si sceneggiatrice e autrice del soggetto, riversa in questa sua ultima creazione tanta originalità e tanto divertimento. Le situazioni comiche, e paurose, create dagli animali in libertà funzionano bene e coinvolgono lo spettatore. Il rapporto tra i personaggi cresce pian piano e, anche se è tutto abbastanza prevedibile, alla conclusione della pellicola, ci restituisce protagonisti maturati e cresciuti, rispetto a chi erano all'inizio.


Tutta la truppa.
Se conosciamo Eddie Redmayne e ci stupiamo, dopo Danish Girl, di trovarlo qui, e lo apprezziamo per la sua caratterizzazione di Newt, rimaniamo sorpresi dai suoi compagni d'avventura.
Katherine Waterston è svampita il giusto, sbadata quanto basta e determinata fin troppo. Mette, così, in scena una serie di contraddizioni che potrebbero segnare la vita di una persona reale che non sa decidere se deve fare quello che è giusto o quello che il dovere le impone di fare.
Accanto a loro il No-Mag, babbano per gli abitanti magici della terra di Albione, Dan Fogler. Uno lì per caso, in una storia più grande di lui, come potremmo essere noi spettatori. Faccia ed aspetto tondi lo rendono bonaccione ed amichevole.
A far loro da contraltare Colin Farrell in una prova arcigna quanto basta. Tu pensi che sia, il suo personaggio, così, invece ti aspetti che sia cosà e poi ti trovi confuso, sul finale, su cosa aspettarti. Alla fine è come sembra.


Cerchi me?
Il reparto effetti speciali si è impegnato molto ed ha dato vita in modo incredibile a creature incredibili. Certo, a volte si nota ancora lo stacco tra digitale e reale, sopratutto quando l'incontro tra creature di fantasia ed esseri umani è tranquillo e pacato rispetto ai momenti delle scene d'azione.

Daid Yates ha fatto bene ad accettare di tornare dietro la camera da presa per un prequel di Harry Potter. Il suo lavoro è stato veramente piacevole, ha saputo dosare momenti di serenità e di tensione per un pubblico che è cresciuto con il maghetto con la cicatrice. Un po' presto, invece, per proiettare questo film in presenza di bimbi troppo piccoli.

Titolo originale Fantastic Beasts and Where to Find Them 
Lingua originale inglese 
Paese di produzione Regno Unito, USA 
Anno 2016 
Durata 133 min 
Rapporto 2,35:1 
Genere fantastico 

Regia David Yates 

Soggetto e Sceneggiatura J. K. Rowling 
Produttore J. K. Rowling, David Heyman, Steve Kloves, Lionel Wigram 
Produttore esecutivo Tim Lewis, Neil Blair, Rick Senat 
Casa di produzione Heyday Films, Warner Bros. Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures 
Fotografia Philippe Rousselot 
Montaggio Mark Day 
Effetti speciali David Watkins, Tim Burke, Christian Manz, 4DMax, Captured Dimensions, Cinesite, Clear Angle Studios, Double Negative, Framestore, Image Engine Design, Legend3D, Mark Roberts Motion Control, Method Studios, Moving Picture Company, Nvizage, Plowman Craven & Associates, Prime Focus World, Proof, Rodeo FX, Snow Business International, Stereo D 
Musiche James Newton Howard 
Scenografia Stuart Craig 
Costumi Colleen Atwood 
Trucco Ellie Garratt 

Interpreti e personaggi

Eddie Redmayne: Newt Scamander
Katherine Waterston: Porpentina "Tina" Goldstein
Dan Fogler: Jacob Kowalski
Alison Sudol: Queenie Goldstein
Ezra Miller: Credence Barebone
Samantha Morton: Mary Lou Barebone
Jon Voight: Henry Shaw Sr.
Carmen Ejogo: Seraphina Picquery
Colin Farrell: Percival Graves
Johnny Depp: Gellert Grindelwald (cameo)

Doppiatori italiani

Davide Perino: Newt Scamander
Francesca Manicone: Porpentina "Tina" Goldstein
Nanni Baldini: Jacob Kowalski
Gemma Donati: Queenie Goldstein
Manuel Meli: Credence Barebone
Barbara De Bortoli: Mary Lou Barebone
Ugo Maria Morosi: Henry Shaw Sr.
Laura Romano: Seraphina Picquery
Simone D'Andrea: Percival Graves
Fabio Boccanera: Gellert Grindelwald (cameo)

venerdì 29 dicembre 2017

Nuove iniziative Bonelli

Lucca Comics, oltre alle polemiche per certe decisioni commerciali e per il concerto di Cristina d'Avena (purtroppo), ha portato qualche novità interessante per quanto riguarda la Casa delle Idee di Milano.
Sergio Bonelli editore ha inaugurato la sua linea "young" , per giovani lettori, con due numeri zero: Creepy Past e 4 Hoods. Per entrare a gamba tesa sul mercato che, in Italia, è monopolizzato dalla Disney con il settimanale Topolino (ah, dove sono finiti Geppo, Tiramolla e Provolino?), sono stati scelti due argomenti abbastanza distanti tra loro.



Creepy Past dovrebbe, il condizionale è d'obbligo viste le poche pagine di storia effettiva nell'albetto, portarci in un mondo horror adolescenziale e di piccoli superpoteri. L'albo si dipana, principalmente, mostrandoci studi di personaggi e, come detto, otto pagine otto di storia. E' difficile giudicare cosa potrà venirne fuori, ma io credo di essere fuori target (non solo per l'età, anche per il modo in cui viene trattato l'argomento). La serie di Bruno Enna, Giovanni di Gregorio e Giovanni Rigano sembra essere caratterizzata da uno stile alla Monster Allergy (serie di culto che, però, non mi ha mai attirato), che continua a non provocarmi nessun coinvolgimento.



4 Hoods offre una albetto, sempre spillato come il precedente, nel quale viene presentata un storia di diverse pagine ed una guida al disegno dei personaggi. Roberto Recchioni scrive una storia semplice che, partendo dalle classiche situazioni di D&D, prende un poco in giro le dinamiche che si sviluppano tra i giocatori di ruolo. Federico Rossi Edrighi e Riccardo Torti illustrano le strane marionette, protagoniste della vicenda, su sfondi dettagliati e con avversari ben curati. Mi si sono accese un paio di lampadine in testa che mi lasciano ben sperare per questa serie. Se le mie idee saranno confermate sarà un fumetto interessante da sviluppare. Sempre che, come al solito, Recchioni non si dimostri inconcludente ed illusorio come su Dylan Dog. Proverò, in ogni caso, a primavera, ad acquistare il primo numero.

Albetti di questo formato, una volta, in fiera, te li regalavano. Adesso li fanno pagare 2€. Una cifra minima da investire, ma che per quello che offre Creepy Past risulta essere sproporzionata. 4 Hoods vale i 2€, sperando che in edicola arrivi ad un prezzo competitivo. Ah, dimenticavo, entrambi gli albi sono completamente a colori.

venerdì 22 dicembre 2017

Le Storie 28 (ossia Mercurio Loi numero Zero)

Le Storie N° : 28 
Mercurio Loi

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta 

Disegni: Matteo Mosca 
Copertina: Aldo Di Gennaro 

Periodicità: mensile 

Roma. 1825. La città è sotto il coprifuoco papale, le prime società segrete si organizzano, i primi vagiti del patriottismo e della carboneria iniziano a levarsi dalle ombre.
In questo ambiente si sviluppano l'intelletto e la gioiosa curiosità di un professore universitario ed indagatore della città eterna. Il suo nome è Mercurio Loi ed ama passeggiare per le vie della sua città alla ricerca di piccoli e grandi misteri da risolvere. Un esempio? Castel Sant'Angelo, prigione del Papa lungo il Tevere, sembra essere infestato dal fantasma di una donna che, nelle sere di nebbia, porta al suicidio chi li incontra.
Poi, c'è sempre Tarcisio Spada a dargli filo da torcere, ma questa...

Non seguo la collana Le Storie della Sergio Bonelli, anche perché quando ne è iniziata la pubblicazione ero impegnato da troppe, altre, collane, ma sono ben conscio che può essere fucina di interessanti esercizi per la creazione di storie coinvolgenti e personaggi intriganti. E' il caso di Mercurio Loi, nato su queste pagine e, dopo il giusto tempo di gestazione, portato a vivere su una sua collana personale.
Col tempo e la fortuna sono riuscito a recuperare il numero di debutto del personaggio di Alessandro Bilotta, prima che andasse esaurito, e me lo sono letto di gusto.
Ciò che era pensato come una storia da una botta e via è risultata essere solida e contenere tutti i germi narrativi che verranno sviluppati dall'autore nella, futura, serie regolare. Ottone è più protagonista di quanto mi aspettassi, Tarcisio meno, Roma come deve essere e tutti i comprimari che ci fanno compagnia da quasi otto mesi vengono già delineati per ciò che saranno.
Ai disegni Matteo Mosca con il suo tratto che caratterizza il nostro protagonista in modo impeccabile e che descrive Roma ed i suoi angoli, sia reconditi che più famosi, con una dovizia di particolari decisamente invidiabile. Essendo il numero zero di Mercurio Loi pubblicato su Le Storie, il fumetto è interamente in bianco e nero e non perde assolutamente, con l'assenza del colore che caratterizza la serie regolare, la sua forza espressiva.
La copertina è affidata ad Aldo Di Gennaro. Abituato a vederlo all'opera sull'Almanacco dell'Orrore di Dylan Dog, mi ero dimenticato di quanto sapesse essere bravo con i colori e con la realizzazione di tavole espressive come questa. Il suo piccolo quadro propone già al lettore le caratteristiche principali di Mercurio. Un buona prova.

Che dire Alessandro Bilotta, con il suo esperimento di alto fumetto popolare, ha superato la prova del nove già da tempo. Mercurio Loi è diventato un protagonista, forse il più innovativo, nonostante viva nel 1825 sulla piazza, ed il suo successo è anche quello dell'essere apprezzato trasversalmente,

Se volete scoprire qualcosa di più sulle dinamiche originarie di questo personaggio, il volume che vi ho proposto qui è sicuramente la via più genuina ed economica. Non doveste trovarlo potrete, sempre, virare sul cartonato a colori che Bonelli ha editato qualche mese fa. Il costo è nettamente maggiore, le pagine rimangono quelle. Io ne ho fatto volentieri a meno.

giovedì 14 dicembre 2017

Star Wars - Gli ultimi Jedi (senza spoiler)

Devo vederlo una seconda volta per poterne parlare con maggior coscienza.

Partendo dalla conclusione, forse, riuscirò a mettere in piedi qualche riga di ragionamento lucido sull'ultimo capito di Star Wars, che ho visto ieri pomeriggio. Per ora il mio sguardo e la mia mente restano concentrati sui difetti che ho notato.
Il primo è nei primi dieci minuti di film. Non potevo credere ai dialoghi che sentivo, mi sembrava di aver sbagliato sala e di essere entrato a vedere l'ultimo, squallido, cinepanettone. Ci mancava solo che dopo che quel personaggio si chiude la porta del piccolo locale alle spalle e l'altro bussa, questo avesse risposto "sto cac..do". Sarebbe stata l'apoteosi. Trovo che Disney abbia troppo preso sul serio il successo de I Guardiani della Galassia e stia infilando dialoghi e scene di quel livello in ogni sua pellicola, per accalappiare una facile risata. Ma I Guardiani sono un gruppo di fessacchioni in giro per l'universo a metter su casini e, nel contempo, a salvarlo. Qui siamo su degli incrociatori stellari del Primo Ordine in un capitolo della saga di Star Wars ,qualcosa destinato a durare nel tempo, come i suoi predecessori, e non soggetto alle mode del momento. Questa situazione si ripete più volte nel corso del film ma, per fortuna, si diluisce nel tempo, per fortuna.
Il secondo difetto, più veniale, è il trucco. Non è un mistero che Rey passerà parte del film sull'isola di Luke. Com'è che, nonostante le intemperie, il suo ombretto sia sempre perfetto ed i suoi occhi siano sempre così ben definiti? Lo so, non si giudica un film da questo, ma è tutto poco credibile (come se le spade laser e le battaglie spaziali siano eventi più plausibili...).
Il terzo problema l'ho trovato a livello di gestione dei personaggi e delle loro storie. Ci sono personaggi che appaiono e scompaiono in modo misterioso. Tipo: quello peloso in quella situazione isolata, i Porg, i lupi di Swarowski ed altri che hanno una presenza più intermittente di quella delle luci degli alberi di Natale. Questo mi ha dato un po' fastidio, vista anche al durata del film. Capisco che sia stata raccontata tanta roba, ma, al netto, quella utile non è poi così tanta.


Il resto.
Il cast è di buon livello e quanto mai poco bello, per fortuna. Sono stati scelti attori dalla fisionomia comune, caratterizzati da bellezze diverse rispetto a quelle dei soliti visi noti del cinema. Nasi importanti, e lo dico io, hanno mostrato la loro prorompenza sia a favore del Lato Oscuro che da quello della Feccia Ribelle. L'effetto "sporco" ha invecchiato Mark Hammil più di quanto non fosse necessario, ma ha permesso all'attore di portare sullo schermo il tormento interiore che da decenni affligge il suo personaggio. John Boyega è dimagrito dal capitolo scorso, mentre Daisy Ridley ha messo su qualche chiletto, segno che la vita sul Falcon non è così disagevole. Ho trovato interessante, come due anni fa, il lavoro di Adam Driver su Kylo Ren. Oltre a mostrare un fisico più massiccio, una cicatrice sul viso più spostata rispetto al film precedente, ha, nonostante tutto, reso evidente il tormento interiore del suo personaggio. Ha dimostrato che ha un obiettivo, una meta da raggiungere, anche se non una strada chiara e semplice da percorrere. Il cambiamento più radicale lo ha subito Domhnall Gleeson con il suo Generale Hux. Se lo ricordiamo hitleriano nell'arringare le truppe sulla base Starkiller, qui perde molto del suo carisma di comandante a favore delle situazioni comiche di cui sopra.


Un discorso a parte meritano Carrie Fisher e Leia Organa. La post-produzione del film è stata funestata dalla scomparsa dell'iconica attrice, e poco dopo di sua madre, Questo ha reso The Last Jedi l'ultimo film, da viva di Carrie. A vedere la sua prova si mischiano, quindi, sentimenti diversi che rendono il suo ultimo ruolo non giudicabile senza emozione da chi ha vissuto intensamente la Trilogia Classica. Nonostante l'età, dimostrata maggiore di quelle che aveva realmente, le acconciature improbabili, è stata impeccabile nel ricoprire il ruolo che le è stato assegnato. Suoi sono i momenti più delicati, più commoventi e le decisioni più difficili. Nostra la difficoltà di scindere la donna dal personaggio. Di Billie Lourde il misto di sentimenti che la porterà avanti nella saga.


Veniamo a ciò che succede sullo schermo. Non alla trama, perché qui non voglio che ci siano spoiler, ma alle sensazione che vengono trasmesse.
Rian Johnson autore della sceneggiatura e regista della pellicola ha reso il terzo atto del film quello interessante, gli ultimi quaranta minuti. Quaranta minuti che seguono due ore di storia nella quale non sembra succedere praticamente nulla. Non nel senso che non succede niente, ma nel senso che ciò che accade accade ancora e ancora. Come previsto il rapporto tra Kylo e Rey e il cuore del film. Ma alla quarta volta di "quella situazione lì" inizia a chiedertene il senso.


La prima battaglia spaziale è strana. Devo rivedere il film per capire il perché di certe azioni e decisioni dei comandanti del Primo Ordine. Se si fossero mossi in modo diverso il film, per come l'ho visto, sarebbe finito in mezz'ora e avrebbe offerto qualche spunto più interessante su cui riflettere. C'è la battaglia con quei Camminatori giganti sul pianeta coperto di sale, ma dalla superficie rossa, dove vedi queste gigantesche armi di distruzione di massa praticamente inutilizzate. Messe lì per galvanizzare il fan e poco altro. C'è un Luke maiuscolo, c'è il momento (forse più d'uno a dire il vero) commovente, c'è Phasma (c'è?), ma manca tanto. 


Manca per esempio l'esplorazione dei mondi, escludendo il pianeta dei ricchi, che ha sempre contraddistinto la saga. Non c'è l'incontro tra culture diverse, il viaggio interspaziale riscoperto in modo intenso con Rouge One. Con il difetto che aveva Rogue One, la protagonista, aveva, in ogni caso, alzato l'asticella qualitativa delle ultime produzioni di Star Wars. Qui c'è un piccolo passo indietro. Nel film che doveva essere il nuovo Impero Colpisce Ancora, nel quale il Primo Ordine giunge fino al quasi annientamento della ribellione, manca l'eccesso di lato oscuro che mi ha fatto tanto amare Episodio IV. L'opera di Johnson sembra non avere il coraggio di prendere vita propria, di staccarsi da mamma Kennedy e dalle sue linee guida, e di osare ad infiammare i cuori come aveva fatto Gareth Edwards (nei limiti della libertà concessagli e di un Vader senza collo).


Giusto un occhio veloce alle scenografie. Quella che più mi ha impressionato è stata la sala del trono di Snoke. L'assenza di elementi, l'essenzialità, il colore del luogo mi sono piaciuti molto. La presenza delle guardie rosse si sentiva, ma non sono ben riuscito a capire la funzione delle suore nere. Per il resto c'è poco da dire, tutto si è svolto su isole e astronavi, tranne quella parte nel mondo alieno (che di alieno aveva ben poco).
Bon. Ho paura di parlare e scrivere troppo, andando fuori tema.


Da quello che ho scritto viene fuori che il film mi è piaciuto, ma che ne ho visti troppi prima per apprezzarlo pienamente. Ho paura di essere troppo critico essendo questo un capitolo ufficiale della storia degli Skywalker, che mi ha accompagnato, grazie alle reti commerciali, per molte vigilie di Natale della mia giovinezza. Ho paura di non apprezzare un film perché non riesco più a godermelo senza, inconsciamente, cercare di capire dove vada a parare spegnendo, così, il fattore sorpresa.


Tutto sommato, anche con una partenza che lascia stupiti (anche se, a ben vedere, ricalca quella di Episodio VII), una parte centrale che gira troppo su se stessa ed un terzo atto che risolleva tutta la baracca: Episodio 8 è un buon film, che intrattiene senza fatica per più di due ore e, che, aggiunge un capitolo godibile alla saga di Star Wars.

Titolo originale Star Wars: The Last Jedi 
Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2017 
Durata 152 min
Rapporto 2.39:1 
Genere fantascienza

Regia e Sceneggiatura
Rian Johnson 

Produttore Kathleen Kennedy, Ram Bergman 
Produttore esecutivo J. J. Abrams, Jason McGatlin, Tom Karnowski 
Casa di produzione Lucasfilm 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Steve Yedlin 
Montaggio Bob Ducsay 
Effetti special Chris Corbould 
Musiche John Williams 
Scenografia Rick Heinrichs 
Costumi Michael Kaplan 
Trucco Peter Swords King 

Interpreti e personaggi

Mark Hamill: Luke Skywalker
Carrie Fisher: Leia Organa
Adam Driver: Kylo Ren
Daisy Ridley: Rey
John Boyega: Finn
Oscar Isaac: Poe Dameron
Lupita Nyong'o: Maz Kanata
Andy Serkis: Leader Supremo Snoke
Domhnall Gleeson: Generale Hux
Anthony Daniels: C-3PO
Gwendoline Christie: Capitano Phasma
Kelly Marie Tran: Rose
Laura Dern: Amilyn Holdo
Benicio del Toro: DJ
 
Doppiatori italiani

Francesco Prando: Luke Skywalker
Ottavia Piccolo: Leia Organa
David Chevalier: Kylo Ren
Benedetta Degli Innocenti: Rey
Luca Mannocci: Finn
Gabriele Sabatini: Poe Dameron
Chiara Gioncardi: Maz Kanata
Massimo Corvo: Leader Supremo Snoke
Simone D'Andrea: Generale Hux
Mino Caprio: C-3PO
Stella Gasparri: Capitano Phasma
Veronica Puccio: Rose
Gabriella Borri: Amilyn Holdo
Adriano Giannini: DJ
 

martedì 12 dicembre 2017

Golden Globes 2018 - Le nomination

Ieri, sì lo so che sono in ritardo, sono state comunicate le nominations per i Golden Globes che verranno assegnati nel 2018.

Come sono andate? Beh, ci sono un po' di sorprese, che coinvolgono anche artisti italiani.
“Call me by your name” di Luca Guadagnino ottiene tre candidature (miglior film drammatico, miglior interprete maschile protagonista e non protagonista, con Timothée Chalamet e Armie Hammer), Jude Law è stato candidato come la sua interpretazione in "The Young Pope" di Sorrentino e Helen Mirren per "The Leasure Seeker" di Paolo Virzì. 

Tra le candidature conquistate tra le produzioni cinematografiche, sette nominations sono andate a "The shape of water" di Guillermo del Toro, sei a "The post" di Steven Spielberg, tre a "Three Billboards Outside Ebbing, Missuori". Desta molta curiosità la candidatura per Christopher Plummer, in “All the Money in the World”, così rapida ed inaspettata per via dei tempi di produzione del film di Ridley Scott, in cui ha sostituito Kevin Spacey.

Le serie tv mostrano qualche curiosità, ma dominano ancora "Stranger Things", "The Games of Thrones", "The Crown" e "The Handmade's Tale". Se volete scoprire i nomi del cinema che hanno ottenuto nominations per le loro prestazioni sul piccolo schermo: non avete che da scorrere il post fino in fondo. 

Film

Best Motion Picture – Drama

“Call Me by Your Name”
 “Dunkirk”
 “The Post”
 “The Shape of Water”
 “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Best Motion Picture – Musical or Comedy

“The Disaster Artist”
 “Get Out”
 “The Greatest Showman”
 “I, Tonya”
 “Lady Bird”

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Drama

Timothee Chalamet, “Call Me by Your Name”
Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”
Tom Hanks, “The Post”
Gary Oldman, “Darkest Hour”
Denzel Washington, “Roman J. Israel, Esquire”

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Drama

Jessica Chastain, “Molly’s Game”
Sally Hawkins, “The Shape of Water”
Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Meryl Streep, “The Post”
Michelle Williams, “All the Money in the World”

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy

Steve Carell, “Battle of the Sexes”
Ansel Elgort, “Baby Driver”
James Franco, “The Disaster Artist”
Hugh Jackman, “The Greatest Showman”
Daniel Kaluuya, “Get Out”

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Musical or Comedy

Judi Dench, “Victoria & Abdul”
Helen Mirren, “The Leisure Seeker”
Margot Robbie, “I, Tonya”
Saoirse Ronan, “Lady Bird”
Emma Stone, “Battle of the Sexes”

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in Any Motion Picture

Willem Dafoe, “The Florida Project”
Armie Hammer, “Call Me by Your Name”
Richard Jenkins, “The Shape of Water”
Christopher Plummer, “All the Money in the World”
Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in Any Motion Picture

Mary J. Blige, “Mudbound”
Hong Chau, “Downsizing”
Allison Janney, “I, Tonya”
Laurie Metcalf, “Lady Bird”
Octavia Spencer, “The Shape of Water”

Best Director – Motion Picture

Guillermo del Toro, “The Shape of Water”
Martin McDonagh, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Christopher Nolan, “Dunkirk”
Ridley Scott, “All the Money in the World”
Steven Spielberg, “The Post”

Best Screenplay – Motion Picture

Guillermo del Toro and Vanessa Taylor, “The Shape of Water”
Greta Gerwig, “Lady Bird”
Liz Hannah and Josh Singer, “The Post”
Martin McDonagh, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Aaron Sorkin, “Molly’s Game”

Best Original Score – Motion Picture

Carter Burwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”
Alexandre Desplat, “The Shape of Water”
Jonny Greenwood, “Phantom Thread”
John Williams, “The Post”
Hans Zimmer, “Dunkirk”

Best Original Song – Motion Picture

“Home” from “Ferdinand”
 “Mighty River” from “Mudbound”
 “Remember Me” from “Coco”
 “The Star” from “The Star”
 “This Is Me” from “The Greatest Showman”

Best Animated Feature Film

“The Boss Baby”
 “The Breadwinner”
 “Coco”
 “Ferdinand”
 “Loving Vincent”

Best Foreign-Language Film

“A Fantastic Woman”
 “First They Killed My Father”
 “In the Fade”
 “Loveless”
 “The Square”

Serie Tv

Miglior serie tv drammatica

The Crown
Game of Thrones
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This is Us

Miglior serie tv di genere comedy

Black-ish
The Marvelous Mrs. Maisel
Master of None
SMILF
Will & Grace

Miglior miniserie o film per la tv

Big Little Lies
Fargo
Feud: Bette and Joan
The Sinner
Top of the Lake: China Girl

Miglior attore in una serie tv drammatica

Sterling K. Brown, This is Us
Freddie Highmore, The Good Doctor
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan
Jason Bateman, Ozark

Miglior attrice in una serie tv drammatica

Caitriona Balfe, Outlander
Claire Foy, The Crown
Maggie Gyllenhaal, The Deuce
Katherine Langford, Tredici
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

Miglior attore in una serie tv comedy o musical

Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari Master of None
Kevin Bacon, I Love Dick
William H. Macy, Shameless
Eric McCormack, Will & Grace

Miglior attrice in una serie tv comedy o musical

Pamela Adlon, Better Things
Alison Brie, Glow
Issa Rae, Insecure
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Frankie Shaw, SMILF

Miglior attore in una miniserie o in un film per la tv

Robert De Niro, The Wizard of Lies
Jude Law, The Young Pope
Kyle MacLachlan, Twin Peaks
Ewan McGregor, Fargo
Geoffrey Rush, Genius

Miglior attrice in una miniserie o in un film per la tv

Jessica Biel, The Sinner
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud: Bette and Joan
Susan Sarandon, Feud: Bette and Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

Miglior attore non protagonista in una serie o film per la tv

Alfred Molina, Feud
Alexander Skarsgard, Big Little Lies
David Thewlis, Fargo
David Harbour, Stranger Things
Christian Slater, Mr. Robot


Miglior attrice non protagonista per una serie o film per la tv

Laura Dern, Big Little Lies
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale
Chrissy Metz, This is Us
Michelle Pfeiffer, The Wizard of Lies
Shailene Woodley, Big Little Lies