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mercoledì 22 giugno 2016

Legends of Tomorrow


Un Signore del Tempo, Rip Hunter, torna indietro dal 2046 per raccogliere una truppa di eroi destinati a salvare il futuro. Il suo futuro, visto che il suo primario interesse è quello di salvare la vista a sua moglie ed a suo figlio. Salvarli da chi? Da Vandal Savage, un immortale, che, lungo i suoi quattro mila anni di vita, sta progettando di diventare il primo dittatore mondiale che sia mai esistito. Gli eroi raccattati? Atom, White Canary, le due metà di Firestorm, la coppia Hawkman/Hawkgirl e gli amiconi Captain Cold e Heat Wave.

Questo è il plot estremamente semplice di Legends of Tomorrow, altra creazione di Greg Berlanti (responsabile per le conversioni televisivi di Arrow, The Flash e Supergirl).
Ammetto che, per mancanza di tempo, sono solo a metà della prima stagione, ma credo di essermi fatto una mia idea di com'è.
Pariamo dai punti di forza.
Passiamo ai punti deboli. L'accozzagli di non-eroi scelti per salvare il futuro è usata tremendamente male. Traspare palese la difficoltà degli scrittori di rendere organica la squadra di creare interazione tra i membri e di sfruttare al meglio le loro capacità. Uccidi, ruba, vola, entra nel flusso sanguigno. Queste sono le trovate di massimo spessore degli autori. La noia, inoltre, la fa da padrona durante tutte le missioni negli anni '70 ed '80 del secolo scorso. Una serie di situazioni ripetute che non giovano certo al ritmo della serie. Se, ogni tanto, qualche tratto caratteriale dei personaggi emerge viene sopito immediatamente poche battute dopo. Funzionano di due "cattivi" del gruppo, Cold&Heat, ma anche loro vengono lasciati cadere ripetutamente nei cliché di partenza. Decisamente poco sfruttato il più umano e nel contempo forte del gruppo: Atom. Avrebbe potenzialità decisamente maggiori, ma viene tenuto molto a freno.


Effetti speciali decisamente da migliorare.
Se passiamo al reparto effetti speciali lo possiamo tranquillamente definire pezzente. Le armi dei su citati Cold&Heat dovrebbero generare effetti diversi ed a lungo termine, una ghiaccia e l'altra brucia. Risultato sullo schermo: una fiammata (od una nevicata) colpisce il nemico che cade a terra. Fine. Decisamente triste. Il rimpicciolimento di Atom non è malvagio, ma, ovviamente, non si avvicina minimamente a quello di Ant-Man. Però, qui si distingue, positivamente, dal resto. Si distingue sia dagli effetti delle armi, già citati e dalle orribili sequenze di volo/combattimento aereo dei falchetti. Nella norma gli effetti che caratterizzano la nave cronospaziale.

E' un peccato perché, al momento dell'annuncio, ci ho creduto molto in questo primo tentativo di assemblaggio degli eroi. Purtroppo ad ora, metà stagione, non ho motivo di essere soddisfatto od intrigato da questo racconto settimanale per immagini. Spero in un miglioramento, perché almeno una stagione di fiducia se la merita. Nonostante tutto il cast avrebbe, infatti, delle potenzialità. Brandon Routh, in primis, smessi i panni di Superman, tiene a galla la baracca con la sua faccia e la sua credibilità. Victor Garber, la metà anziana di Firestorm, è un volto noto (il papà di Sidney in Alias) e riesce a dare spessore al suo personaggio. Caity Lotz si è ritagliata l'affetto dei fans grazie alle sue apparizioni e morti in Arrow. Wentworth Miller e Dominic Purcell sono due cattivi ben calibrati e vederli insieme dopo Prison Break è una gioia per tutti gli amanti delle serie TV. Il resto son pesi morti da sostituire il più presto possibile o da rendere meglio, sia attorialmente che visivamente (anche se Firestorm non è da buttar via)

Titolo originale Legends of Tomorrow 

Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2016 – in produzione 
Formato serie TV 
Genere supereroi
Stagioni 1 
Episodi 16 
Durata 43 min (episodio) 
Lingua originale inglese 

Caratteristiche tecniche
Rapporto 16:9 
Risoluzione 1080i 
Audio Dolby Digital 5.1 

Crediti

Ideatore Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg 

Interpreti e personaggi

Arthur Darvill: Rip Hunter
Victor Garber: Professor Martin Stein/Firestorm
Brandon Routh: Ray Palmer/Atom
Caity Lotz: Sara Lance/White Canary
Ciara Renée: Kendra Saunders/Hawkgirl
Franz Drameh: Jefferson "Jax" Jackson/Firestorm
Wentworth Miller: Leonard Snart/Captain Cold
Dominic Purcell: Mick Rory/Heat Wave
Falk Hentschel: Carter Hall/Hawkman

Doppiatori e personaggi

Massimo Bitossi: Rip Hunter
Ambrogio Colombo: Professor Martin Stein/Firestorm
Marco Vivio: Ray Palmer/Atom
Valentina Mari: Sara Lance/White Canary
Benedetta Degli Innocenti: Kendra Saunders/Hawkgirl
Gianluca Crisafi: Jefferson "Jax" Jackson/Firestorm
Roberto Certomà: Leonard Snart/Captain Cold
Francesco Prando: Mick Rory/Heat Wave
Danilo Di Martino: Carter Hall/Hawkman

Produttore esecutivo Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg, Sarah Schechter, Phil Klemmer 
Casa di produzione Warner Bros. Television, Berlanti Television, DC Comics 

Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 21 gennaio 2016 Alin corso 
Rete televisiva The CW 

Prima TV in italiano (gratuita)
05/2016 ancora non trasmessa
Rete televisiva canali Mediaset

Opere audiovisive correlate
Originaria Arrow
Crossover The Flash 

mercoledì 16 marzo 2011

Dylan Dog - Il Film

New Orleans è il luogo ideale dove le creature non morte si ritrovano per vivere la loro non vita accanto agli esseri umani. Il tutto si svolge da anni senza problemi, ma l'omicidio di un respirante porta alla luce vecchi problemi. Dylan Dog, trasferitosi da Londra al quartiere di Hell's Kitchen, è, ormai, solo un investigatore privato che ha messo da parte la passione per l'incubo che viene chiamato dalla figlia della vittima per indagare sulla misteriosa morte di suo padre. Tra un ripensamento e l'altro, affrontando lupi mannari e vampiri, in cerca di vendetta, vedendo trasformarsi il suo socio Marcus in uno zombie, Dylan riesce a far luce nei meandri in cui la polizia non andrebbe mai a guardare. La chiave di volta è la scomparsa di un antico artefatto chiamato il cuore di Belial, che consente al suo padrone di ricreare il demone Belial e, controllandolo, uccidere qualunque creatura.

Cosa manca: il campanello che urla, il maggiolone bianco, Londra.
Cosa c'è: il look alla Dylan Dog, il clarinetto, il galeone, giuda ballerino, la sedia, lo scrittoio, la pistola.
Cosa si intravede: Bloch e Groucho.
Tirando le somme. Senza essere troppo protettivi nei confronti di un prodotto italiano che finalmente sbarca al cinema, con soldi americani perché gli italiani non ne hanno voluto sapere per vent'anni.
Dylan Dog è un film piacevole, che fa prendere qualche spavento allo spettatore, con qualche (diverse) battuta scontata, ma che del Dylan Dog fumetto italiano mantiene solo il nome ed il look. I Platinum Studios hanno acquistato i diritti dalla Sergio Bonelli Editore ed hanno fatto del personaggio quello che volevano. Bonelli non è stato in grado, messo in condizione, reso interessato, scegliete voi, di proteggere la creatura di Tiziano Sclavi come la Marvel o la DC con i suoi figli. Ne è uscito un prodotto per le sale americane nel quale si perde parte dell'introspezione dylandoghiana sul rapporto mostri/umani, su chi è veramente tale, e la si lascia a qualche dialogo disseminato lungo la pellicola.
L'assenza di Groucho è compensata dalla presenza di Marcus. So bene che non è la stessa cosa, ma, oltre al fatto che i diritti per portare sullo schermo l'assistente originale sarebbero costati un patrimonio, la scelta non è stata del tutto insensata. Si è attribuita al personaggio parte della carica comica di Groucho, ma anche la capacità di costruire un dialogo di senso compiuto.
L'assenza del maggiolone bianco è dovuta al fatto che la Disney detiene i diritti in esclusiva per l'utilizzo di qual tipo di vettura sul grande schermo. Ammetto di non essere riuscito a leggere la targa del veicolo durante la proiezione, penso che dovrò stare più attento la prossima volta.
Oltre a Groucho è assente anche Bloch, l'ispettore di New Scotland Yard, amico di Dylan. All'inizio ho scritto che si intravedevano, nel senso che è presente una fotografia sulla scrivania di Dylan nella quale lui e la sua ragazza Cassandra sono travestiti l'uno da Groucho e l'altra da Bloch. Un piccolo omaggio ai due storici personaggi, come lungo il film ve ne saranno sia per Bonelli che per Tiziano Sclavi.
Per quanto riguarda l'impianto vero del film. Riscontriamo la presenza di caratteristi di buon spessore del cinema americano, come Peter Stormare un caricaturale padrino della mafia dei lupi mannari, e Taye Diggs, classico spacciatore di colore vampirico. Notiamo una presenza dal mondo del wrestling, che ormai sempre più fa capolino nel cinema, Kurt Angle, licantropo facilmente alterabile. La protagonista femminile è la bionda, bassa ed atletica Anita Briem, che ben si inserisce nel cast. Completa il quadro il protagonista Brendon "Clark Kent" Routh, che porta sullo schermo molto dell'esperienza che lo ha reso famoso al grande pubblico. Oltre ad espressioni ed atteggiamenti non mancano chili di muscoli in bella vista, che mancano al personaggio del fumetto. Tutto sommato una buona interpretazione, un ruolo affrontato con coraggio, sapendo di andare in contro ad un pubblico che si aspettava in quel ruolo solo e soltanto e solamente Rupert Everett.
Effetti speciali nella norma, con qualche caduta all'apparizione del primo licantropo e la realizzazione dell'artefatto, ma con qualche punta d'eccellenza, vedi Belial.
Kevin Munroe, alla seconda regia dopo TNMNT, si conferma alla regia di un comic movie di buon livello, con punte di paraculaggine nei confronti dei fan del fumetto per farsi perdonare le anomalie cinematografiche.
Ultima notazione. Solo a me sembra che la camicia di Dylan passi dal giusto rosso acceso allo strano color melanzana ogni tanto?

E' un film da vedere? Si, perché non è fatto male. Si, perché è un personaggio cult italiano che sbarca nel mondo della celluloide importante. Si, perché è divertente.
E' Dylan Dog? Ni, ma se faranno dei seguiti si impegneranno a migliorarlo. Diamo fiducia.

Titolo originale Dylan Dog: Dead of Night
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2010
Durata 110 min
Genere Horror, Azione
Regia Kevin Munroe
Soggetto Tiziano Sclavi
Sceneggiatura Thomas Dean Donnelly Joshua Oppenheimer
Produttore Gilbert Adler Scott Mitchell Rosenberg
Produttore esecutivo Kevin Munroe
Casa di produzione Hyde Park Films Long Distance Films Platinum Studios
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Geoffrey Hall
Montaggio Paul Hirsch
Musiche Klaus Badelt
Scenografia Raymond Pumilia
Costumi Caroline Eselin

Interpreti e personaggi
Brandon Routh: Dylan Dog
Peter Stormare: Gabriel
Anita Briem: Elizabeth Ryan
Sam Huntington: Marcus
Taye Diggs: Vargas
Kurt Angle: Wolfgang
Brian Steele: Zombi tatuato