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venerdì 19 ottobre 2012

Total Recall - Atto di Forza

Doug Quaid ha un lavoro normale nell'Unione Federale di Britannia, assemblare poliziotti inorganici, ed una piccola casa nella Colonia (l'Oceania). Tutti i giorni con la Discesa, in 17 minuti, raggiunge la sua postazione nella catena di montaggio e prosegue la sua vita. Nonostante una moglie bellissima, ed impegnata, non riesce a sentirsi soddisfatto della sua esistenza. Grazie all'aiuto di un collega riesce a farsi raccomandare per un viaggio alla Rekall. Alla Rekall installano ricordi fittizi, stimolando elettricamente il cervello, per far vivere avventure impossibili a gente normale, ovviamente traendone profitto. Qualcosa però va storto e prima di essere attaccato alla macchina Quaid verrà fermato da un'armata di poliziotti, dai quali fuggirà. Tornato a casa anche la moglie gli sarà contro, inizierà, così, una fuga senza sosta per scoprire chi è lui in realtà e perchè così tanta gente lo vuole morto.

Premessa: il film è stato praticamente stroncato da tutti. Anche il pubblico americano non ha premiato il grande investimento pecuniario (200 milioni di dollari) e la campagna pubblicitaria messa in opera per sostenere il remake del film del 1990 con il bel Schwarzenegger. Infatti, nel Paese al d là dell'oceano gli incassi non avevano neanche quasi coperto i costi di produzione.
Io cosa ho visto?
Allora. La prima notazione riguarda l'ambientazione. I due distinti continenti sono ben ripartiti. La ricca Britannia e la povera Colonia hanno in comune la sovra-popolazione e tale disagio è ben evidenziato dalle arroccate, immense ed impossibili architetture studiate per contenere gli abitanti dei due Stati in poco spazio. Il lavoro di progettazione degli ambienti è stato, quindi, ben eseguito ed ha avuto una grande resa sullo schermo. Quello che, però, sminuisce leggermente il lavoro fatto per la Colonia è l'eccessiva somiglianza alle ambientazioni Blade Runnerariane di Ridley Scott. Uno spunto di maggiore originalità sarebbe stato apprezzato.
L'impianto narrativo non è malvagio, a parte uno o due buchi che spero vengano spiegati nella Director's Cut, per altro quasi già disponibile sul mercato americano. La storia scorre e si segue bene, senza eccessivo stupore, ma domandandosi spesso se ci troviamo nel sogno o nella realtà (tematica cara a Nolan ed al suo Inception).
La regia è fluida. Wiseman è quello dei vari Underwolrd, con sua moglie Kate Beckinsale, ed è, quindi, abituato ai film d'azione ed alle iniezioni improvvise di adrenalina nelle arterie dello spettatore. Peccato, però, che tante scene sappiano di già visto, come quella degli ascensori da The Cube e dell'inseguimento in macchina da Minority Report.
Gli attori. Diciamo che più che l'abilità recitativa per il casting ha fatto l'appeal. Jessica Biel è pazzescamente bella anche qui, riesce a dare un minimo di spessore al suo personaggio, ma non è niente di eccezionale. La, per forza presente, Kate Beckinsale è la stessa vista negli altri film d'azione del marito. Colin Farrel ci mette la faccia, e poco altro, e riesce a proferire meno parole del suo predecessore nel medesimo ruolo ed a dare un'impronta più action e meno ironica al nuovo Quaid.
Nell'originale c'erano due momenti cult: la prostituta con tre seni e la testa di donna. Entrambi sono presenti anche in questa versione, ma il primo è eccessivamente buttato lì, mentre il secondo è ben gestito anche se introdotto malamente.

Nel complesso il film si lascia vedere, coinvolge e diverte. Stupisce persino un po' per l'ambientazione e la strada percorsa da autori e sceneggiatori senza annoiare.
Tutto sommato merita di essere visto per passare una serata divertente con un bel pacco di pop corn glassati da divorare con passione.
La mossa strategica del remake è stata buona in previsione del lancio della nuova edizione in Blu-Ray del classico con Terminator. Infatti non si resiste alla tentazione di rivederlo, dopo anni che non viene trasmesso dalle televisioni nazionali gratuite.

Qualche problema con il copia/incolla, quindi eccovi il bugiardino del film con tanto di links a Wikipedia.


Titolo originaleTotal Recall
Paese di produzioneUSACanada
Anno2012
Durata118 min.
135 min. (Director's cut)[1]


Genereazione, avventura, fantascienza
RegiaLen Wiseman
SoggettoPhilip K. Dick
SceneggiaturaKurt WimmerMark Bomback,James Vanderbilt
ProduttoreNeal H. MoritzToby Jaffe
Casa diproduzioneTotal Recall, Original Film, Rekall Productions
Distribuzione(Italia)Warner Bros. Pictures
FotografiaPaul Cameron
MontaggioChristian Wagner
MusicheHarry Gregson-Williams
ScenografiaPatrick Tatopoulos
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

mercoledì 29 agosto 2012

Underworld - Il risveglio

Selene viene risvegliata dopo dodici anni di ibernazione nei laboratori della Anitgen. A liberarla dalla sua prigionia è una ragazzina di dodici anni nata, a sua insaputa, da lei e Michael Corbin. Come ben si vuole la piccola Eve ha in se sia i geni dei vampiri che quelli dei lycan, inseriti su una base umana. Entrambe riescono a fuggire dalla prigionia e si uniscono ad un gruppo di vampiri in fuga. Vengono, però, trovati dai lycan che riportano la piccola alla sede dell'azienda chimica. Sullo sfondo, l'umanità si è accorta della presenza accanto a se di nuove forme di vita, minacciose, ed ha messo in atto un'epurazione. I vampiri se la passano male, ma i lycan si stanno preparando a tornare più forti di prima.

Siamo al quarto capitolo di una saga partita molto bene con il film di debutto e che si è un po' troppo arroccata su se stessa con il passare degli anni e dei sequel prequel. Dopo otto anni è bello rivedere Kate Beckinsale indossare la sua tutina nera in latex aderente. Oltre alla sua capacità di attrice ed alla solida costruzione del suo personaggio la possibilità di lustrarsi gli occhi con il suo fisico è impagabile per i fans della saga. Gli altri personaggi sono un po' troppo insulsi e di poche spessore. Nonostante cattivoni cattivi non si riesce a trovare un avversario convincente per la bella vampira dagli occhi di ghiaccio.
Trama, come detto, ripetitiva ed abbastanza ovvia fin dall'inizio per un film la cui regia dinamica appesantita da un fotografia che punta tutto sul buio e l'oscurità. Anche se girato in 3D nativo non merita di essere visto in tale formato per l'eccessiva oscurità di cui è permeato. Già così è buio immaginiamoci indossando gli occhialini 3D.

Un buon film per gli amanti della saga, ma evitabile da tutti gli altri.

Titolo originale  Underworld: Awakening 
Paese USA 
Anno 2012 
Durata 88 min (di cui 10 di titoli di coda)
 
Genere azione 
Regia Måns Mårlind, Björn Stein 
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman 
Sceneggiatura Len Wiseman, John Hlavin, Allison Burnett, J. Michael Straczynski 
Produttore Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Len Wiseman, Richard S. Wright 
Produttore esecutivo David Coatsworth, David Kern, Eric Reid, James McQuaide, Skip Williamson, Henry Winterstern 
Casa di produzione Lakeshore Entertainment, Screen Gems, Saturn Films, Sketch Films, UW4 Productions 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. pictures Italia 
Fotografia Scott Kevan 
Montaggio Jeff McEvoy 
Effetti speciali Dan Cervin 
Musiche Paul Haslinger 
Scenografia Claude Paré 
Costumi Monique Prudhomme 
Trucco Margot Boccia, Rita Ciccozzi 

Interpreti e personaggi 
Kate Beckinsale: Selene 
Charles Dance: Thomas 
India Eisley: Eve 
Michael Ealy: Detective Sebastian 
Stephen Rea: Jacob 
Kris Holden-Ried: Quint 
Theo James: David 
Sandrine Holt: Lida 
 
Doppiatori italiani 
Pinella Dragani: Selene 
Luciano De Ambrosis: Thomas 
Valentina Favazza: Eve 
Andrea Lavagnino: Detective Sebastian 
Marco Mete: Jacob 
Roberto Draghetti: Quint 
Riccardo Rossi: David 
Sabrina Duranti: Lida 

martedì 31 gennaio 2012

Underworld Evolution

Alexander Corvinus fu il progenitore delle razze dei Vampiri e Lycan. I suoi figli furono Marcus, il Vampiro, e William, il Lycan. Data la sua pericolosità William viene rinchiuso in una speciale prigione costruita per lui dai genitori di Selene, la donna vampiro che ha dato origine al supervampiro che risiede nell'ultimo erede di Alexander Corvinus, Michael Corvin, e che ha ucciso il penultimo dei tra anziani e suo genitore alla nuova vita di immortale, Viktor.
Markus, risvegliato in quanto ultimo anziano e primo vampiro, si prodiga per liberare suo fratello, dopo 600 anni di prigionia. Per farlo gli serve una chiave divisa in due pezzi. La prima parte è in possesso di Selene, si tratta dell'amuleto raccolto dal cadavere di Lucian, e l'altra era nascosta sotto la pelle di Viktor, ora in locazione sconosciuta.
Markus, nella sua ricerca, dovrà scontrarsi con Selene e Michael e farà di tutto per ricongiungersi a suo fratello.

Len Wiseman accresce la leggenda intorno alla sua creatura. Dopo il successo del primo capitolo si dedica a questo film dirigendolo con il suo stile classico. I colori dai toni freddi usati nel primo film qui trovano ancora spazio. Persino il sole, nei rari momenti in cui fa capolino, non risulta caldo. Le scene d'azione sono ben girate, non risultano confuse, e coinvolgono lo spettatore.
Il make up dei licantropi è d'alto livello, come nel film precedente, mentre quello della trasformazione di Michael è decisamente scarso, come nel film precedente. Anche il Lycan ed il Vampiro originale sono ben fatti (a parte la scelta di far indossare la gonna a Markus, che sembra alquanto discutibile).
Kate Backinsale è in forma. Stretta nella sua suite di lattice nera è il valore aggiunto del film. Scott Speedman non è un granchè, e la scelta di toglierselo dalle scatole (almeno a quanto traspare) per il film nelle sale quest'anno, sembra azzeccata.

Un film per passare il tempo. Non un capolavoro del cinema horror, non è necessario vederlo.

Titolo originale Underworld: Evolution
Paese USA
Anno 2006
Durata 106 min.
Genere horror

Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Musiche Marco Beltrami

Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Tony Curran: Marcus Corvinus
Shane Brolly: Kraven
Derek Jacobi: Alexander Corvinus
Bill Nighy: Viktor
Steven Mackintosh: Andreas Tanis

mercoledì 4 gennaio 2012

Underworld

Vampiri e licantropi si combattono ormai da centinaia d'anni. I secondi, servitori dai primi fin dagli albori, si sono ribellati e sono giunti a minacciare la sopravvivenza stessa dei vampiri.
2003. Un gruppo di licantropi è sulle tracce di un essere umano. A difenderlo, quasi per caso, si ritrova la bella vampira Selene.
Intrecci di discendenze permetteranno di scoprire che questo umano ha una caratteristica peculiare. Il suo sangue è identico a quello del primo immortale, Alexander Corvin, che, sopravvissuto alla peste, grazie ad una mutazione è in grado di ospitare le due mutazioni del genoma umano presenti nei licantropi e nei vampiri. Lo scopo del capo del clan dei lycan Lucian è quello di diventare lui stesso una nuova forma di vita nata dall'incrocio dei tre DNA e più forte di ciascuna delle tre razze.
Sulla sua strada Selene, per l'affetto che si scoprirà nutrire per Michael, Kraven, ambizioso, abbietto capo pro tempore dei vampiri, e Viktor, Vampiro Anziano risvegliato da Selene per contenere l'ambizione di Kraven.

Io sono personalmente convinto che il vero spartiacque che ha fatto conoscere al mondo giovane vampiri e licantropi sia stato questo film. Per colpa di Underworld scrittori di ogni risma si sono sentiti in dovere di riscrivere i miti e le origini di queste due razze mitologiche a loro piacere. Le deviazioni e le variazioni dai percorsi canonici hanno persino alla realizzazione di atrocità stile Twilight.
Tornando all'argomento. Underworld è un film veloce, vivace, quasi adrenalinico dove i miti del cinema anni trenta e quaranta del secolo scorso trovano nuova forma. Invenzioni come i proiettili ad argento fuso ringiovaniscono la saga e si contrappongono alla classicità dell'Anziano e della discepola. Il cast non è stellare, ma porta all'attenzione la bella Kate Beckinsale, in forma strepitosa nella parte che le ha dato più lustro, con indosso un'aderentissima tuta di latex nera. Il protagonista maschile è un innocuo Scott Speedman. La vera parte del leone la faranno Marin Sheen (si lo stesso che reciterà da protagonista in Frost/Nixon) e Bill Nighy (che nello stesso anno girerà anche Love Actually).
La regia di Len Wiseman (che se si esclude l'ultimo, buon, Die Hard del 2007 non ha fatto altro nella vita che dedicarsi al franchise di Underworld) è, anche per essere un film di esordio ad alto budget, decisamente di buon livello. Scelte di scene d'azione spettacolari, sparatorie e duelli classici sono bene miscelati.
In questi film grandi aspettative sono riposte sul reparto effetti speciali. Bisogna dire che si sono ben difesi creando anche dei lupi mannari credibili. Unica nota dolente è la creatura finale. Non mi ha convinto del tutto, poteva essere più spettacolare senza perdere di funzionalità.

Tutto sommato un film gradevole, per gli amanti del genere, che non richiede eccessivo impegno per essere seguito (rivedendolo mi sono messo a tagliare i funghi per la cena). Paragonato ai film odierni sul tema (anche ad alcuni suoi sequel) resta sempre una spanna sopra.

Titolo originale Underworld
Paese USA, Germania, Ungheria, Regno Unito
Anno 2003
Durata 121 min, 133 min (director's cut)
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Produttore Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Richard S. Wright
Fotografia Tony Pierce-Roberts
Montaggio Martin Hunter
Effetti speciali Nick Allder, Kinga Baranyai
Musiche Paul Haslinger, Maynard James Keenan
Scenografia Bruton Jones
Costumi Wendy Partridge

Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Michael Sheen: Lucian
Shane Brolly: Kraven
Bill Nighy: Viktor
Sophia Myles: Erika
Robbie Gee: Kahn
Wentworth Miller: dott. Adam Lockwood
Erwin Leder: Singe
Kevin Grevioux: Raze
Zita Görög: Amelia
Scott McElroy: Soren
Todd Schneider: Trix
Sandor Bolla: Rigel
Hank Amos: Nathaniel

Doppiatori italiani
Pinella Dragani: Selene
Vittorio De Angelis: Michael Corvin
Nino Prester: Lucian
Sergio Di Stefano: Kraven
Michele Gammino: Viktor
Dario Penne: Singe
Eleonora De Angelis: Erika
Massimiliano Virgilii: Kahn
Fabrizio Manfredi: dott. Adam Lockwood