Creepy Past N° : 6
La casa dei manichini
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
Uscita: 13/10/2018
Prezzo: 3,50€
E' difficile. Ho sensazioni contrastanti su questo ultimo numero di questa miniserie a colori, di casa Bonelli, dedicata ad un pubblico più giovane del solito.
Si sapeva, da tempo, che Creepy Past sarebbe durata sei numeri, ma la carne al fuoco era veramente tanta. Anche qui, come di buona abitudine, si parte con un creepypasta di Ester che racconta di una casa miracolosamente sopravvissuta ad un incendio che ha distrutto tutto il villaggio attorno. Una volta abitata da tre sorelle sarte e piena di manichini, dopo l'incendio e la misteriosa scomparsa delle sorelle è rimasta disabitata. Ester non vuole chiudere il racconto perché ha scoperto che le sue storie incrementano i poteri dei creepy che arrivano nella nostra dimensione. In compenso, però, nella sua prigionia ha ritrovato la sua amica Alina, scomparsa nel numero uno della serie. Parallelamente alla sua vicenda si svolge quella che coinvolge Qiro. Per la maggior parte degli eventi incosciente, Qiro viene usato da Ossian per interferire con la dimensione dei creepy e dal suo ospite Hoaxx per affrontare il mostro che perseguita lui ed Ester da quando si sono conosciuti: Slasherman.
Il Grindhirmm, che ora è aperto, sarà la strada per la quale il nostro mondo sarà invaso dai creepy?
Enna e Di Gregorio realizzano un storia ricca, ma che ci presenta un finale decisamente troppo aperto. Ok, non è esclusa una seconda stagione, ma non è nemmeno confermata e un finale del genere mi ha lasciato abbastanza deluso, un po' come quando vedi un finale aperto di una seconda stagione di una serie tv di cui sai che non faranno mai una terza perché è stata cancellata (tipo L'Esorcista). Essermi reso conto, durante la lettura, dove si andava a pare, devo ammetterlo, mi ha tolto un po' di gusto a questo numero. Peccato perché di soluzioni narrative interessanti ce ne sono un sacco in queste poche pagine. Già l'inizio è inquietante, il ritorno di Alina ha il suo bel perché, Ester si è rivelata essere un gran bel personaggio (non solo fisicamente), tanto da oscurare Qiro, e capace di una decisione sorprendente (di cui si vedono solo gli effetti, ma non le conseguenze) nel finale. Anche la bomba conclusiva sarebbe stata piacevole ed avrebbe creato attesa se, nel contempo, fosse stato annunciato, dagli autori, il seguito della serie.
Nulla da eccepire sulla prova di Giovanni Rigano ai disegni. Tanto belli quanto inquietanti i manichini del prologo, quanto affascinante Ester, curati gli sfondi tanto quanto i personaggi secondari. Mi piace moltissimo il suo modo di disegnare i volti ed il suo uso delle prospettive. Ho trovato decisamente intensa la sequenza delle ultime tre vignette a pagina 56 e mi è piaciuta la sottile, crescente, tensione che è riuscito a creare nelle tavole in cui Alina ed Ester si ritrovano.
Unica nota dissonante è la copertina di questo numero: è quella che mi è piaciuta di meno di tutto (e stiamo sempre parlando di lavori di alta qualità, attenzione). Non mi ha trasmesso le stesse emozioni che mi hanno solleticato quelle di "Falene" e "Il bosco delle lacrime".
Tirando le somme, non mi è piaciuto molto il modo in cui è stato usato Hoaxx, ho trovato che mancasse un po' di carisma e personalità e questo ha messo una tara su tutto quanto Qiro facesse. Come detto, Ester si è rivelata essere la vera colonna portante della serie ed è cresciuta molto di più di quanto non abbia fatto il ragazzino infestato.
Mi è piaciuto come, nell'arco dei sei albi, è stato creato un ambiente narrativo coeso e completo. Mi è piaciuto come è stata data importanza a personaggi secondari, anche se almeno uno dei co-protagonista era decisamente scontato, mentre una ha guadagnato punti fino a diventare protagonista dall'ultima pagina. Mi è piaciuto come questo albo, partito, forse più in sordina rispetto agli altri ( Dragonero Adventures si porta dietro un nome importate ed un pubblico consolidato e avrà un seguito variegato, 4Hoods era sponsorizzato da Recchioni e ha trovato una morte prematura andando al di sotto delle attese) si è conquistato un pubblico fedele. Ha mirato al bersaglio teen, ma si è dimostrato essere una lettura interessante anche per chi teen non è più. Mi è piaciuto come disegnatori di livello si sono alternati su queste pagine e di come sono rimasti fedeli alla linea grafica dettata da Rigano. Certo, ognuno ha messo del suo, ma non abbiamo assistito a sconvolgimenti fisici dei personaggi (come succede troppo spesso sulle testate principali di casa Bonelli; avete dato un occhio all'oscenità che sono i disegni della seconda parte di Dragonero 66?).
Mi è piaciuto, infine, lo stile della colorazione di questi albi. Alessandra Dottori su questo ultimo albo a reso merito a tutti coloro che si sono alternati a lei in questi sei mesi: bravissimi.
Adesso speriamo in una piccola raccolta a colori, su carta di alta qualità, di questo piccolo gioiellino.
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lunedì 19 novembre 2018
venerdì 14 settembre 2018
Creepy Past - Il bosco delle lacrime
Creepy Past N° : 4
Il bosco delle lacrime
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Angela Vianello
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Alessia Nocera
Periodicità: mensile
uscita: 10/08/2018
Prezzo: 3,50€
Qiro è sempre più sconvolto da ciò che hanno portato alla luce, del suo passato, le scoperte fatte presso la casa dei nonni. Il suo ritorno alla REM è turbolento, non vuole parlare con nessuno e anche il rapporto con Ester sembra compromesso.
La misteriosa ragazza dai capelli verdi è sempre più concentrata sui misteri della REM. Tanti nodi stanno sì venendo al pettine, ma la sua concentrazione la porta a perdere di vista le amicizie. Nonostante il tempo passato insieme con Nora non riesce a provare empatia per lei.
Dall'altra parte, i mostri hanno trovato una possibile strada per giungere nel nostro mondo in modo autonomo. Se tutto andrà bene non avranno più bisogno di ospiti per le loro scorribande nella nostra dimensione.
Giovanni Di Gregorio ha per le mani quello che può essere un albo esplicativo e che ha il compito di mettere l'ultima carne al fuoco, prima di avvicinarsi alla conclusione della saga. Le sessantaquattro pagine che ha a disposizione riesce a farle sembrare molte di più di quante siano in realtà. Si dedica sopratutto a Ester, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale più il tempo passa, a Qiro, che sembra non avere via d'uscita dalla sua mostruosa depressione, ma trova il tempo per approfondire i personaggi secondari come Nora e Liam. Riesca a dare un background a Oliver e presentare, per alcune pagine, i suoi alleati. Come detto, trova anche il tempo per farci dare uno sguardo dall'altra parte dello specchio e osservare le relazioni tra i mostri, ritrovando una nostra vecchia conoscenza.
Ai disegni un debutto che ho tanto atteso sulle pagine del mensile bonellianio: Angela Vianello. Trento, classe 1986, fenomeno del manga italiano, nota per Aeon, Blue (che ho preso a Palmanova, ma che devo ancora leggere) e Colors si trova alle prese con una caratterizzazione dei personaggi che le si addice (non per nulla nei primi anni 2000 ha collaborato con Barbucci e Canepa). In effetti i personaggi, prevalentemente quelli femminili, le riescono in modo convincente e coinvolgente. Non mi hanno fatto impazzire gli sfondi, ma tutto il suo lavoro è rimasto godibile e piacevole per tutta l'avventura. La spettacolarità è stata nella gestione delle griglie di ogni pagina. E' quasi consuetudine trovare anche sette vignette a facciata e sei in quella accanto, per un totale di tredici vignette a pagina (se non anche ad arrivare a un totale di quattordici più spesso di quanto si possa credere). L'avventura acquista, così, un ritmo decisamente interessante e Di Gregorio, come si diceva prima, può raccontare molto di più. Il tutto senza perdere in definizione del tratto: le tavole risultano ricche di dettagli.
Ad ora le copertine "pari" di Giovanni Rigano sono quelle che preferisco. Ester nel bosco con il mostro della laguna, che la minaccia senza che lei se ne accorga, ed Ester tra le falene sono le mie due preferite (la due sul quattro, come ben noto). Saranno i colori, l'espressione di lei, l'atmosfera... Tutto funziona. Molto bella.
Il mese di agosto è stato un tormento per le uscita Bonelli nelle edicole. Io stesso ho rinunciato a procurarmi questo numero, anche perchè in nessuna edicola che ho contattato era mai arrivato (in alcune era ancora presente il tre, ai primi di settembre). Finalmente l'ho avuto tra le mani e l'ho apprezzato molto. Apprezzo ancora di più il fatto che tra pochi giorni avrò già la possibilità di leggere in numero cinque.
Il bosco delle lacrime
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Angela Vianello
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Alessia Nocera
Periodicità: mensile
uscita: 10/08/2018
Prezzo: 3,50€
Qiro è sempre più sconvolto da ciò che hanno portato alla luce, del suo passato, le scoperte fatte presso la casa dei nonni. Il suo ritorno alla REM è turbolento, non vuole parlare con nessuno e anche il rapporto con Ester sembra compromesso.
La misteriosa ragazza dai capelli verdi è sempre più concentrata sui misteri della REM. Tanti nodi stanno sì venendo al pettine, ma la sua concentrazione la porta a perdere di vista le amicizie. Nonostante il tempo passato insieme con Nora non riesce a provare empatia per lei.
Dall'altra parte, i mostri hanno trovato una possibile strada per giungere nel nostro mondo in modo autonomo. Se tutto andrà bene non avranno più bisogno di ospiti per le loro scorribande nella nostra dimensione.
Giovanni Di Gregorio ha per le mani quello che può essere un albo esplicativo e che ha il compito di mettere l'ultima carne al fuoco, prima di avvicinarsi alla conclusione della saga. Le sessantaquattro pagine che ha a disposizione riesce a farle sembrare molte di più di quante siano in realtà. Si dedica sopratutto a Ester, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale più il tempo passa, a Qiro, che sembra non avere via d'uscita dalla sua mostruosa depressione, ma trova il tempo per approfondire i personaggi secondari come Nora e Liam. Riesca a dare un background a Oliver e presentare, per alcune pagine, i suoi alleati. Come detto, trova anche il tempo per farci dare uno sguardo dall'altra parte dello specchio e osservare le relazioni tra i mostri, ritrovando una nostra vecchia conoscenza.
Ai disegni un debutto che ho tanto atteso sulle pagine del mensile bonellianio: Angela Vianello. Trento, classe 1986, fenomeno del manga italiano, nota per Aeon, Blue (che ho preso a Palmanova, ma che devo ancora leggere) e Colors si trova alle prese con una caratterizzazione dei personaggi che le si addice (non per nulla nei primi anni 2000 ha collaborato con Barbucci e Canepa). In effetti i personaggi, prevalentemente quelli femminili, le riescono in modo convincente e coinvolgente. Non mi hanno fatto impazzire gli sfondi, ma tutto il suo lavoro è rimasto godibile e piacevole per tutta l'avventura. La spettacolarità è stata nella gestione delle griglie di ogni pagina. E' quasi consuetudine trovare anche sette vignette a facciata e sei in quella accanto, per un totale di tredici vignette a pagina (se non anche ad arrivare a un totale di quattordici più spesso di quanto si possa credere). L'avventura acquista, così, un ritmo decisamente interessante e Di Gregorio, come si diceva prima, può raccontare molto di più. Il tutto senza perdere in definizione del tratto: le tavole risultano ricche di dettagli.
Ad ora le copertine "pari" di Giovanni Rigano sono quelle che preferisco. Ester nel bosco con il mostro della laguna, che la minaccia senza che lei se ne accorga, ed Ester tra le falene sono le mie due preferite (la due sul quattro, come ben noto). Saranno i colori, l'espressione di lei, l'atmosfera... Tutto funziona. Molto bella.
Il mese di agosto è stato un tormento per le uscita Bonelli nelle edicole. Io stesso ho rinunciato a procurarmi questo numero, anche perchè in nessuna edicola che ho contattato era mai arrivato (in alcune era ancora presente il tre, ai primi di settembre). Finalmente l'ho avuto tra le mani e l'ho apprezzato molto. Apprezzo ancora di più il fatto che tra pochi giorni avrò già la possibilità di leggere in numero cinque.
venerdì 24 agosto 2018
Dylan Dog Color Fest N° 26 - Creepy Past
Dylan Dog Color Fest N° : 26
Creepy Past
Periodicità: trimestrale
uscita: 09/08/2018
Prezzo: 4,90€
Copertina: Giovanni Rigano
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?
Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.
Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa
Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.
Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore.
Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.
Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.
Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.
Creepy Past
Periodicità: trimestrale
uscita: 09/08/2018
Prezzo: 4,90€
Copertina: Giovanni Rigano
L’uomo senza faccia
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Matteo Vattani
Il passato di Dylan Dog è pieno di misteri. Un ricordo emerge grazie ad una vecchia foto ingiallita ritrovata da Groucho. Com'è possibile che si sia dimenticato di quell'evento? Anche se sono passati tanti anni, una storia, ed una perdita, così dovrebbero essergli rimaste impresse. Non sarà colpa della sagoma della creatura ritratta in foto?
Enna e Rigano aprono questo Color Fest con la stessa creatura che aveva aperto la serie di Creepy Past quattro mesi fa. E' sempre piacevole vedere nuove sfaccettature di Dylan, sopratutto da giovane, e questa sua interazione con la famiglia protagonista della storia è particolare. La storia si rivela tanto spaventosa quanto delicata. I disegni di Rigano si riconoscono e sono strepitosi.
Amore sotto chiave
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Alberto Zanon
Colori: Andres Mossa
Alla Fondazione REM un amore è andato in frantumi perchè lui non ha gettato in un fiume la chiave del lucchetto con il quale ha sigillato l'amore per la sua bella. Lui è scomparso, lei è disperata ed arrabbiata.
A Londra, Dylan Dog, è follemente innamorato della sua nuova fiamma e lei di lui. Dopo aver suggellato il loro amore con un lucchetto, però, le cose iniziano a precipitare, fino alle conseguenze più dure.
Una leggenda metropolitana interessante quella scovata da Di Gregorio. L'autore costruisce un parallellismo interessante tra quanto accade alla Fondazione REM e quanto capita al nostro Old Boy. Alle matite Alberto Zanon che accompagna con tratto realistico questa fitta al cuore.
Le voci dentro
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
E' il turno di Qiro di indagare sul suo passato. Le voci nella sua testa gli ordinano di fare del male a chi gli è vicino. Deve trovare un modo per distrarsi e per farlo si immerge in un creepypasta con protagonista l'inquilino di Craven Road. Anche lui, in un suo vecchio caso, ha avuto a che fare con qualcuno nelle sue condizioni. Qualcuno per il quale le cose sono finite molto male.
Enna torna per chiudere l'albo con una storia decisamente paurosa. Declinata sulla misteriosità della tecnologia e sulle presenze di un altro piano accomuna eventi capitati a Dylan Dog e Qiro. Interessante, forse, più di tutti gli altri questo episodio perchè ci permette di scoprire qualcosa di più sulla natura di Qiro. Disegna Federico Nardo. E che gli vuoi dire a Federico Nardo se non bravo. Come tutti coloro che lavorano a questo esperimento bonelliano spillato mette una cura spasmodica dei dettagli ala servizio della storia. Non dimentica, inoltre, di fornire il dinamismo richiesto dalle scene.
Un Color Fest di alto livello. Sceneggiature e disegni si completano l'un l'altro con complicità.
Una pecca però c'è. La qualità della carta scelta da Bonelli per stampare l'albo è tale che la resa dei colori si rivela più spenta di quanto proposto sui social network. Obiettivamente una luminosità maggiore avrebbe offerto una lettura più piacevole e messo meglio in risalto il curatissimo lavoro dei disegnatori coinvolti. Spero che per esperimenti futuri si tenga conto di questo deficit del supporto di stampa e si pensi a come gestirlo al meglio.
lunedì 25 giugno 2018
Creepy Past - Falene
Creepy Past N° : 2
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
Falene
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Federico Nardo
Colori: Dario Calabria
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 13/06/2018
Prezzo: 3,50 €
C'è un creepypasta che narra di una ragazzina entrata in ospedale per accertamenti, chiusa in una stanza e dimenticata lì per sempre. E' una storia vera? O solo un'invenzione narrativa con un fondo di realtà? In ogni caso spingerà un irascibile Qiro ed una sempre più curiosa ed euforica Ester a cercare le origini della REM.
Il numero è bello, la serie accattivante e non dedicata a lettori di primo pelo. Il linguaggio è schietto ed insolente, come i veri ragazzini dell'età dei protagonisti sanno essere, ma Di Gregorio ha messo troppa carne al fuoco, da mangiare in troppe poche pagine. Lo sceneggiatore, d'esperienza con quasi sessanta albi tra Dylan Dog e Dampyr, ha tante idee che incontrano, sulla loro strada, un collo di bottiglia decisivo: le pagine. Le pagine di Creepy Past, almeno quelle di questo numero, sono troppo poche per contenere tutte le linee narrative che l'autore propone. I personaggi secondari sono eccessivamente secondari; i compagni di stanza vengono visti per poche facciate, i professori appaiono d'improvviso, per necessità di trama arrivando ad occupare troppo spazio (pur nel loro poco). La vicenda del mostro mensile viene gestita lasciando aperte un po' di porte. L'esplorazione della vecchia REM avrebbe necessitato di molto più spazio (sono sicuro che ci torneremo, spero anche visivamente e non solo con riferimenti orali). Il salto dimensionale è solo alla sua seconda apparizione ed avrebbe meritato un'esplicazione maggiore. Anche le falene, messe per come sono messe, hanno poca giustificazione, se non per il titolo, anche se sono sicuro che saranno importanti per il futuro.
Si riuniscono due collaboratori di Monster Allergy: ai disegni Federico Nardo. E si vede. Se confrontiamo inquadrature, aspetto dei personaggi, molte tavole sembrano essere citazione del lavoro dell'artista di Dolo per il suo lavoro teen precedente. Ovviamente tra i tanti perché nel 2009, per Renoir Comics, scrive e disegna il volume “Nando & Caruso – cacciatori di draghi” e lavora alla miniserie “Young Doctor Strange”, per Panini comics. Lavora, molto, per l’editore francese Glenat, per cui ha disegnato “Le vent des Khazars”, “Un loup est un loup”, “Lépante” ed il suo ultimo progetto “Macao”. I disegni sono molto belli ed accattivanti, conditi da movimenti dinamici ed una cura del dettaglio che di elevata precisione (il vecchio studio medico, la stanza d'ospedale in apertura, tutti ambienti impressionanti). Del tratto di Nardo guadagnano tanto i personaggi. Tutti sembrano più maturi che sul numero di debutto ed agli sguardi sfacciati ed insolenti di Qiro si alterna il fascino acerbo di Ester.
Una serie, come già sospettavo, non proprio per ragazzini, ma indirizzata a loro. Se le storie, questa in particolare, potessero avere maggiore respiro (magari con il Color Fest di Dylan Dog?) la narrazione sarebbe ancora più coinvolgente. A queste condizioni il lettore, per lo meno io, può risultare spiazzato e dovere girare una pagina indietro per essere sicura di non averne saltata una.
Merito non indifferente per Creepy Past è l'avere una colorazione d'alto livello. Luminosa, calzante ed esaltatrice dei disegni sottostanti.
Che bella è la copertina di Giovanni Rigano?
Bella serie, si va avanti.
venerdì 11 maggio 2018
Creepy Past - Nascosto nel buio
Creepy Past N° : 1
Nascosto nel buio
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 10/05/2018
€ 3,50
Creepy Past è "l'altra" pubblicazione ggiovane di Sergio Bonelli Editore. Quella che aveva venduto un numero Zero praticamente inutile a 2€ qualche tempo fa.
All'epoca la presentazione di questa collana mi aveva, decisamente, mal disposto, sia per il prezzo dell'albo che per il materiale fornito. Materiale che ritroviamo anche in questo primo numero. La storia in cui siamo coinvolti si snoda proprio da quelle prime pagine viste per portare il lettore, giovane o meno, nel mondo di Enna e Di Gregorio. Ma dove stiamo andando? La sensazione "Monster Allergy" continua a permanere dentro di me, ma non è l'unica. Ho trovato spunti tratti da diverse fonti, fumettistiche o meno, ma la più mastodontica (da GIG) citazione è quella da uno dei capolavori del Maestro giapponese dei manga Nagai Go. Il suo Devilman è il chiaro spunto dal quale derivano i tormenti di uno dei protagonisti. Se gestito con perizia ed in modo originale questo punto di partenza può riservare piacevoli sorprese.
I protagonisti. Ovviamente, essendo una serie di paure per regazzetti, è incentrata su regazzetti con problemi che incontrano regazzetti con problemi, in un posto pieno di regazzetti, controllato da... sbagliato, adulti. Il punto di partenza è la Fondazione REM, manco a dirlo per scherzo, dove si studiano i problemi legati ai sogni, attraverso tecnologie modernissime. Qui, Qiro, il nostro protagonista, portato contro voglia, condivide la stanza con un compagno enorme e pasticcione e si imbatte in Ester, bugiarda e bella. Lui e la ragazza inizieranno, in qualche modo, ad indagare insieme sulla scomparsa di Alina, catturata da un essere pericoloso, dalle lunghe braccia pallide e dalle mani fornite di artigli (che, onestamente, ricorda fin troppo il Jack Skeleton pensato da Tim Burton).
Com'è questa prima avventura? Decisamente ben scritta dal duo che ha ideato la serie e con un disegno che a tratti ho adorato ed altri odiato di Giovanni Rigano (ideatore della parte grafica). La storia funziona, ha buoni ritmi, qualche, giusta banalità, visto il pubblico a cui è dedicata e nelle parti in cui decide di mettere paura od instillare dei dubbi lo fa. I disegni, come dicevo, ci offrono dettagliatissimi sfondi, un ricchezza di particolari estrema ed ammirevole, ma li ho trovati altalenanti sui personaggi. Rigano si concentra molto sulla presa di Ester nell'immaginario dei regazzini, così come per Norma, il suo opposto. Poco originale, invece, ho trovato le caratterizzazioni del Professor Iker, sia come atteggiamenti che come disegni e caratterizzazione. Libbie è probabile che ci riserverà delle sorprese. Qiro spero che ci riservi delle sorprese. Per ora l'ho trovato banale, un dejà vù.
Ad agosto uscirà un Dylan Dog Color Fest/Creepy Past. Fino ad allora resterò sintonizzato. Decisamente una buona lettura.
Nascosto nel buio
Soggetto e Sceneggiatura: Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Rigano
Colori: Alessandra Dottori
Copertina: Giovanni Rigano
Periodicità: mensile
uscita: 10/05/2018
€ 3,50
Creepy Past è "l'altra" pubblicazione ggiovane di Sergio Bonelli Editore. Quella che aveva venduto un numero Zero praticamente inutile a 2€ qualche tempo fa.
All'epoca la presentazione di questa collana mi aveva, decisamente, mal disposto, sia per il prezzo dell'albo che per il materiale fornito. Materiale che ritroviamo anche in questo primo numero. La storia in cui siamo coinvolti si snoda proprio da quelle prime pagine viste per portare il lettore, giovane o meno, nel mondo di Enna e Di Gregorio. Ma dove stiamo andando? La sensazione "Monster Allergy" continua a permanere dentro di me, ma non è l'unica. Ho trovato spunti tratti da diverse fonti, fumettistiche o meno, ma la più mastodontica (da GIG) citazione è quella da uno dei capolavori del Maestro giapponese dei manga Nagai Go. Il suo Devilman è il chiaro spunto dal quale derivano i tormenti di uno dei protagonisti. Se gestito con perizia ed in modo originale questo punto di partenza può riservare piacevoli sorprese.
I protagonisti. Ovviamente, essendo una serie di paure per regazzetti, è incentrata su regazzetti con problemi che incontrano regazzetti con problemi, in un posto pieno di regazzetti, controllato da... sbagliato, adulti. Il punto di partenza è la Fondazione REM, manco a dirlo per scherzo, dove si studiano i problemi legati ai sogni, attraverso tecnologie modernissime. Qui, Qiro, il nostro protagonista, portato contro voglia, condivide la stanza con un compagno enorme e pasticcione e si imbatte in Ester, bugiarda e bella. Lui e la ragazza inizieranno, in qualche modo, ad indagare insieme sulla scomparsa di Alina, catturata da un essere pericoloso, dalle lunghe braccia pallide e dalle mani fornite di artigli (che, onestamente, ricorda fin troppo il Jack Skeleton pensato da Tim Burton).
Com'è questa prima avventura? Decisamente ben scritta dal duo che ha ideato la serie e con un disegno che a tratti ho adorato ed altri odiato di Giovanni Rigano (ideatore della parte grafica). La storia funziona, ha buoni ritmi, qualche, giusta banalità, visto il pubblico a cui è dedicata e nelle parti in cui decide di mettere paura od instillare dei dubbi lo fa. I disegni, come dicevo, ci offrono dettagliatissimi sfondi, un ricchezza di particolari estrema ed ammirevole, ma li ho trovati altalenanti sui personaggi. Rigano si concentra molto sulla presa di Ester nell'immaginario dei regazzini, così come per Norma, il suo opposto. Poco originale, invece, ho trovato le caratterizzazioni del Professor Iker, sia come atteggiamenti che come disegni e caratterizzazione. Libbie è probabile che ci riserverà delle sorprese. Qiro spero che ci riservi delle sorprese. Per ora l'ho trovato banale, un dejà vù.
Ad agosto uscirà un Dylan Dog Color Fest/Creepy Past. Fino ad allora resterò sintonizzato. Decisamente una buona lettura.
lunedì 2 marzo 2015
Maxi Dylan Dog Old Boy 2
Maxi Dylan Dog Old Boy 2
Maxi Dylan Dog N° 23
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: quadrimestrale
Uscita: 26/02/2015
Chiuso nell’incubo
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
A volte le giornate non girano per il verso giusto. Lo sa Dylan Dog quando Groucho viene mortalmente ferito da un demone ed in ospedale appare chiaro che le sue speranze di sopravvivere sono ridotte. Quando Bloch finisce sotto inchiesta per aver passato un fascicolo riservato al suo vecchio amico. Quando un altro te stesso ti appare davanti ogni volta che ti guardi allo specchio o ti addormenti, per indurti ad un mortale esame di coscienza.
Un periodo davvero brutto per Dylan ed i suoi amici che, forse, non si risolverà per il meglio.
Una storia deludente. In altro modo non si può definire questa sceneggiatura di Di Gregorio. Lo sceneggiatore imbastisce un profondo dramma psicologico per il protagonista. Lo getta nella disperazione. Gli affonda gli amici. Lo allontana dall'amore. Quasi lo sacrifica sull'altare della sofferenza. Poi tutti si alzano e gridano scherzone! E' inaccettabile che dopo venticinque anni di pubblicazione ci si riduca ancora a questi mezzucci su Dylan Dog. Non si è mai avuto il coraggio di cambiarlo e continuando così lo si sarebbe portato alla morte editoriale. Non per vendite forse, ma per idee sicuramente. Per fortuna Recchioni sul numero 342 della serie regolare, in edicola a fine febbraio 2015 quindi in contemporanea a questo Maxi, ha deciso di fare le cose per bene e, riprendendo la trama di base di questa storia, ha deciso di percorrere una strada diversa. Per inciso vorrei ricordare quello che penso io della collana Old Boy: qui vengono riciclare, a 6.50€ a numero quadrimestrale, le storie di scarto che non sono state reputate degne, dalla nuova gestione editoriale, di essere pubblicate tra gli albi della serie regolare. Ovviamente una ditta come la Bonelli non può permettere di pagare autori e disegnatori per la realizzazione di storie che, una volta finite, vanno buttate nel cestino. Ecco quindi nascere Old Boy. Una piccola spesa in più per l'editore, ma un maggiore rientro dato dalla vendita degli albi. Questa storia rientra, sicuramente, tra quelle non selezionate da Recchioni, anche se, come detto, lo stesso autore romano ne ricicla l'idea e la fa sua, e buttata nel calderone di Maxi.
Di Vincenzo realizza con tratto spigoloso ed affilato questa storia di specchi, normalità, passioni sopite e tristi svolte ed è, a ben vedere, l'unica ragione per la quale questa storia si salva.
A volte non ritornano
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giorgio Pontrelli
Gregory Talbot. Da bambino ha assistito al ritorno, temporaneo, di suo nonno dal mondo dei morti. Quella è stata la prima volta che ha visto operare la sua capacità di risvegliante. Adesso, convocato e remunerato, si reca a casa della gente con un lutto recente per permettere a coloro che hanno subito la perdita di interagire per l'ultima volta con i defunti. Quando, però, il suo potere inizia a funzionare male si reca dall'Indagatore dell'Incubo per far luce su quello che gli sta accadendo. Ormai in sua presenza i morti risorgono ed aggrediscono i vivi. Persino per Dylan Dog l'unica soluzione potrebbe essere quella di spegnere la vita del signor Talbot per salvare quella di tutti gli altri.
Marzano a volte cade dal primo scalino tenendosi al corrimano ed altre tira fuori delle storie decisamente accattivanti. Quella che potrebbe essere la classica storia di zombie mostra un personaggio ottimamente sfaccettato come Gregory Talbot. Introduce nella vita dell'Old Boy quello che potrebbe essere un suo nuovo amico e collaboratore, peccato che, con ogni probabilità, non lo vedremo mai nella serie regolare. Risulta essere bonariamente interessante e sarebbe potuto essere un comprimario importante in sceneggiature ben studiate per la coesistenza con Dylan Dog. Da qui, probabilmente, Recchioni ha preso un'altra delle idee in sviluppo nella serie regolare: Dylan Dog senza distintivo di Scotland Yard. Che, anche qui, ovviamente, finisce a scherzose.
Pontrelli è incostante. Passa da voler gestire il nero e le sue sfumature come Roi fino a rasentare l'essenziale come Picatto o Dall'Agnol. Si vede un calo stilistico, da pagina 1 a pagina 98, vertiginoso. Sembra quasi che ad un certo punto la realizzazione di questa storia sia diventata per lui od un peso o gli abbiano chiesto di accelerare perché in ritardo coi tempi di consegna. Peccato perché partiva bene. Tutto sommato, però, il disegno rimane pulito e nitido ed aiuta ad avvicinarsi all'animo del povero signor Talbot.
Una buona storia.
Sciopero generale
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Alessandro Baggi
Sembra che un giorno di sciopero abbia cambiato la realtà di Londra. Dylan Dog, alle prese con un misterioso committente ed un incarico ancora non chiaro ma già pagato, attraversa la città vuota.
Io ci spero sempre. Spero che Gualdoni riesca a tirare fuori una buona storia e riesca a riprendersi dal baratro in cui è caduto prima di essere rimosso da curatore di Dylan Dog. Ci spero, ma lui non ce la fa.
Sciopero generale è il suo modo di vendicarsi dei detrattori del suo modo di raccontare. Alterna sulle pagine della sceneggiatura eventi assurdi, senza senso, slegati e tramite un suo avatar grafico, un disegnatore disperato, immagina di concludere la storia a caso distraendo con colpi di scena il lettore. Ed è esattamente quello che fa. Tra riferimenti a passati numeri della serie regolare (indizio numero uno che rafforza la mia tesi sul riciclo) e poche idee, ma confuse, come il rifiuto di fornire "spiegoni" non solo finisce fuori strada, ma sembra dar ragione a chi lo critica. Sembra, quasi, dire al lettore: "io non son più capace di scrivere, ma sono qui lo stesso. Fatti vostri.".
I disegni di Baggi sono vecchi. Non solo perché sono del 2013 (indizio numero due che rafforza la mia tesi sul riciclo), ma anche graficamente. Uno stile antico, che piacerà ai datati lettori di Martin Mystère che si ricordano del buon Ricci. Urbanisticamente interessanti, calano vistosamente sulla raffigurazione dei soggetti.
Per rispondere alla domanda finale dell'albo: "e poi, parliamone chiaramente, cosa spaventa di più un lettore della consapevolezza di non avere il controllo su quello che legge?" possiamo esporci con due soluzioni:
- "uno sceneggiatore che non sa cosa scrivere e non se ne rende conto";
- "Gualdoni".
Maxi Dylan Dog N° 23
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: quadrimestrale
Uscita: 26/02/2015
Chiuso nell’incubo
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
A volte le giornate non girano per il verso giusto. Lo sa Dylan Dog quando Groucho viene mortalmente ferito da un demone ed in ospedale appare chiaro che le sue speranze di sopravvivere sono ridotte. Quando Bloch finisce sotto inchiesta per aver passato un fascicolo riservato al suo vecchio amico. Quando un altro te stesso ti appare davanti ogni volta che ti guardi allo specchio o ti addormenti, per indurti ad un mortale esame di coscienza.
Un periodo davvero brutto per Dylan ed i suoi amici che, forse, non si risolverà per il meglio.
Una storia deludente. In altro modo non si può definire questa sceneggiatura di Di Gregorio. Lo sceneggiatore imbastisce un profondo dramma psicologico per il protagonista. Lo getta nella disperazione. Gli affonda gli amici. Lo allontana dall'amore. Quasi lo sacrifica sull'altare della sofferenza. Poi tutti si alzano e gridano scherzone! E' inaccettabile che dopo venticinque anni di pubblicazione ci si riduca ancora a questi mezzucci su Dylan Dog. Non si è mai avuto il coraggio di cambiarlo e continuando così lo si sarebbe portato alla morte editoriale. Non per vendite forse, ma per idee sicuramente. Per fortuna Recchioni sul numero 342 della serie regolare, in edicola a fine febbraio 2015 quindi in contemporanea a questo Maxi, ha deciso di fare le cose per bene e, riprendendo la trama di base di questa storia, ha deciso di percorrere una strada diversa. Per inciso vorrei ricordare quello che penso io della collana Old Boy: qui vengono riciclare, a 6.50€ a numero quadrimestrale, le storie di scarto che non sono state reputate degne, dalla nuova gestione editoriale, di essere pubblicate tra gli albi della serie regolare. Ovviamente una ditta come la Bonelli non può permettere di pagare autori e disegnatori per la realizzazione di storie che, una volta finite, vanno buttate nel cestino. Ecco quindi nascere Old Boy. Una piccola spesa in più per l'editore, ma un maggiore rientro dato dalla vendita degli albi. Questa storia rientra, sicuramente, tra quelle non selezionate da Recchioni, anche se, come detto, lo stesso autore romano ne ricicla l'idea e la fa sua, e buttata nel calderone di Maxi.
Di Vincenzo realizza con tratto spigoloso ed affilato questa storia di specchi, normalità, passioni sopite e tristi svolte ed è, a ben vedere, l'unica ragione per la quale questa storia si salva.
A volte non ritornano
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giorgio Pontrelli
Gregory Talbot. Da bambino ha assistito al ritorno, temporaneo, di suo nonno dal mondo dei morti. Quella è stata la prima volta che ha visto operare la sua capacità di risvegliante. Adesso, convocato e remunerato, si reca a casa della gente con un lutto recente per permettere a coloro che hanno subito la perdita di interagire per l'ultima volta con i defunti. Quando, però, il suo potere inizia a funzionare male si reca dall'Indagatore dell'Incubo per far luce su quello che gli sta accadendo. Ormai in sua presenza i morti risorgono ed aggrediscono i vivi. Persino per Dylan Dog l'unica soluzione potrebbe essere quella di spegnere la vita del signor Talbot per salvare quella di tutti gli altri.
Marzano a volte cade dal primo scalino tenendosi al corrimano ed altre tira fuori delle storie decisamente accattivanti. Quella che potrebbe essere la classica storia di zombie mostra un personaggio ottimamente sfaccettato come Gregory Talbot. Introduce nella vita dell'Old Boy quello che potrebbe essere un suo nuovo amico e collaboratore, peccato che, con ogni probabilità, non lo vedremo mai nella serie regolare. Risulta essere bonariamente interessante e sarebbe potuto essere un comprimario importante in sceneggiature ben studiate per la coesistenza con Dylan Dog. Da qui, probabilmente, Recchioni ha preso un'altra delle idee in sviluppo nella serie regolare: Dylan Dog senza distintivo di Scotland Yard. Che, anche qui, ovviamente, finisce a scherzose.
Pontrelli è incostante. Passa da voler gestire il nero e le sue sfumature come Roi fino a rasentare l'essenziale come Picatto o Dall'Agnol. Si vede un calo stilistico, da pagina 1 a pagina 98, vertiginoso. Sembra quasi che ad un certo punto la realizzazione di questa storia sia diventata per lui od un peso o gli abbiano chiesto di accelerare perché in ritardo coi tempi di consegna. Peccato perché partiva bene. Tutto sommato, però, il disegno rimane pulito e nitido ed aiuta ad avvicinarsi all'animo del povero signor Talbot.
Una buona storia.
Sciopero generale
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Alessandro Baggi
Sembra che un giorno di sciopero abbia cambiato la realtà di Londra. Dylan Dog, alle prese con un misterioso committente ed un incarico ancora non chiaro ma già pagato, attraversa la città vuota.
Io ci spero sempre. Spero che Gualdoni riesca a tirare fuori una buona storia e riesca a riprendersi dal baratro in cui è caduto prima di essere rimosso da curatore di Dylan Dog. Ci spero, ma lui non ce la fa.
Sciopero generale è il suo modo di vendicarsi dei detrattori del suo modo di raccontare. Alterna sulle pagine della sceneggiatura eventi assurdi, senza senso, slegati e tramite un suo avatar grafico, un disegnatore disperato, immagina di concludere la storia a caso distraendo con colpi di scena il lettore. Ed è esattamente quello che fa. Tra riferimenti a passati numeri della serie regolare (indizio numero uno che rafforza la mia tesi sul riciclo) e poche idee, ma confuse, come il rifiuto di fornire "spiegoni" non solo finisce fuori strada, ma sembra dar ragione a chi lo critica. Sembra, quasi, dire al lettore: "io non son più capace di scrivere, ma sono qui lo stesso. Fatti vostri.".
I disegni di Baggi sono vecchi. Non solo perché sono del 2013 (indizio numero due che rafforza la mia tesi sul riciclo), ma anche graficamente. Uno stile antico, che piacerà ai datati lettori di Martin Mystère che si ricordano del buon Ricci. Urbanisticamente interessanti, calano vistosamente sulla raffigurazione dei soggetti.
Per rispondere alla domanda finale dell'albo: "e poi, parliamone chiaramente, cosa spaventa di più un lettore della consapevolezza di non avere il controllo su quello che legge?" possiamo esporci con due soluzioni:
- "uno sceneggiatore che non sa cosa scrivere e non se ne rende conto";
- "Gualdoni".
mercoledì 24 settembre 2014
Dylan Dog Speciale - Scritti nella sabbia
Speciale Dylan Dog N° 28
Scritti nella sabbia
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Feghieri
Copertina Angelo Stano
Periodicità: Annuale
Uscita: 19/09/2014
Un casa alla fine del mondo: una vecchia baracca che negli anni è diventato un albergo chiamato World's End. Un uomo, anziano, stano, lo gestisce affittando camere, cucinando, riparando la casa dagli assalti del mare e raccontando storie di un tempo andato.
Strani ospiti quelli dell'albergo. Un bambino che costruisce castelli di sabbia, una bella donna diffidente, un uomo alla ricerca di qualcosa, un ospite misterioso che non esce mai dalla sua stanza, una coppia di uomini dei quali uno parla solo tedesco.
Stano anche il postino che consegna le sue lettere al mare.
Tra loro Dylan Dog; in attesa della sua ospite che, qui, l'ha invitato per indagare su un mistero ancora a lui sconosciuto.
Freghieri si occupa dei disegni di questo ultimo Speciale del vecchio Dylan Dog. Da domani si inizia una nuova vita. Queste pagine saranno occupate da Bilotta e del suo Dylan Dog post apocalittico. Intanto, questo classico disegnatore dell'Old Boy (ha esordito sul numero 40, Accadde domani, ed ha realizzato graficamente anche gli incontri tra l'indagatore dell'Incubo ed il Detective dell'Impossibile), ci regala, ancora una volta, la sua calma compassata e la sua delicatezza espositiva. Una storia, per tema , perfettamente adatta alle sue corde ed ad alcune delle sue ultime sperimentazioni tecniche.
La storia, ecco. Di Gregorio di solito mi piace molto, ma l'utilizzo della tecnica "tante storie per farne una" è qualcosa che a volte digerisco ed altre no. Fortunatamente nel suo caso è bastato un po' di effervescente Brioschi e tutto è andato giù. Mi ha ricordato un po' quei vecchi telefilm della televisione italiana: così diversi da quelli di oggi. Quelli in cui allo spettatore, ancora uno che il cinema lo bazzicava poco, era necessario ripetere più volte lo stesso concetto. Magari in tono e con parole leggermente diverse, ma alla fine sempre lo stesso. Qui si ha lo stesso effetto: castelli di sabbia, tedesco, bizze, servono tutte per aggiungere pagine alla trama.
La copertina di Stano è malinconica, come può essere l'autunno al mare per uno che non ci è cresciuto.
Nota a margine. L'aumento dei prezzi non ha lasciato in pace neanche questa collana: 5,50€. L'anno scorso il prezzo di copertina era di 5,20€. 0,30 centesimi di Euro in più, pari al 5,5% del prezzo in più. Non molto amichevole. Poi se ne potrà discutere dei perché e dei per come, ma tanto è.
Scritti nella sabbia
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Feghieri
Copertina Angelo Stano
Periodicità: Annuale
Uscita: 19/09/2014
Un casa alla fine del mondo: una vecchia baracca che negli anni è diventato un albergo chiamato World's End. Un uomo, anziano, stano, lo gestisce affittando camere, cucinando, riparando la casa dagli assalti del mare e raccontando storie di un tempo andato.
Strani ospiti quelli dell'albergo. Un bambino che costruisce castelli di sabbia, una bella donna diffidente, un uomo alla ricerca di qualcosa, un ospite misterioso che non esce mai dalla sua stanza, una coppia di uomini dei quali uno parla solo tedesco.
Stano anche il postino che consegna le sue lettere al mare.
Tra loro Dylan Dog; in attesa della sua ospite che, qui, l'ha invitato per indagare su un mistero ancora a lui sconosciuto.
Freghieri si occupa dei disegni di questo ultimo Speciale del vecchio Dylan Dog. Da domani si inizia una nuova vita. Queste pagine saranno occupate da Bilotta e del suo Dylan Dog post apocalittico. Intanto, questo classico disegnatore dell'Old Boy (ha esordito sul numero 40, Accadde domani, ed ha realizzato graficamente anche gli incontri tra l'indagatore dell'Incubo ed il Detective dell'Impossibile), ci regala, ancora una volta, la sua calma compassata e la sua delicatezza espositiva. Una storia, per tema , perfettamente adatta alle sue corde ed ad alcune delle sue ultime sperimentazioni tecniche.
La storia, ecco. Di Gregorio di solito mi piace molto, ma l'utilizzo della tecnica "tante storie per farne una" è qualcosa che a volte digerisco ed altre no. Fortunatamente nel suo caso è bastato un po' di effervescente Brioschi e tutto è andato giù. Mi ha ricordato un po' quei vecchi telefilm della televisione italiana: così diversi da quelli di oggi. Quelli in cui allo spettatore, ancora uno che il cinema lo bazzicava poco, era necessario ripetere più volte lo stesso concetto. Magari in tono e con parole leggermente diverse, ma alla fine sempre lo stesso. Qui si ha lo stesso effetto: castelli di sabbia, tedesco, bizze, servono tutte per aggiungere pagine alla trama.
La copertina di Stano è malinconica, come può essere l'autunno al mare per uno che non ci è cresciuto.
Nota a margine. L'aumento dei prezzi non ha lasciato in pace neanche questa collana: 5,50€. L'anno scorso il prezzo di copertina era di 5,20€. 0,30 centesimi di Euro in più, pari al 5,5% del prezzo in più. Non molto amichevole. Poi se ne potrà discutere dei perché e dei per come, ma tanto è.
mercoledì 9 luglio 2014
Maxi Dylan Dog 21
Maxi Dylan Dog N° 21
Periodicità: Semestrale
Uscita: 26/06/2014
Copertina: Angelo Stano
Devil's trip
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Montanari & Grassani
Fay giovane ragazza punk che, nonostante la differenza di età e di gusti, ha fatto colpo su Dylan Dog. A legarli ancora di più è la ricerca di un'amica di lei scomparsa non molti giorni pirma. Desirèe, questo il suo nome, sembra essere prigioniera di entità misteriose che emergono dalle nebbie che ogni tanto infestano la sua prigione. In quei meandri non è sola, ma ogni volta che sia alza la nebbia uno di loro sparisce e non fa più ritorno. Se l'Old Boy non la troverà in fretta anche lei rischia di subire lo stesso destino.
Classica storia di sequestro, indagini, ragazza di Dylan e poco altro. Si fa leggere, permette di entrare nell'atmosfera del Maxi senza troppe aspettative, come capita spesso ormai e di saggiare la poca forma di Montanari & Grassani, ma di questo ne parleremo in fondo.
Con le migliori intenzioni
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni De Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Il ritorno a Londra dai sopralluoghi nelle campagne inglesi è sempre stato un viaggio poco rilassante per l'Indagatore dell'Incubo. Questa volta sarà la stanchezza a metterlo nei guai. Quando, addormentato, con la sua macchina andrà contro ad un'altra vettura e sia il passeggero che il conducente moriranno inizierà, per lui, un inferno di depressione che neanche la vicinanza della bella Josephine sembra riuscire ad alleviare. L'unico scopo di Dylan sarà quello di cercare la morte e l'espiazione per il duplice omicidio che ha commesso.
La storia migliore di questo Maxi. Storia che dovrebbe essere distribuita all'esterno delle discoteche e dei luoghi da cui si esci pressoché brilli e stanchi per far riflettere. Una storia dura e cruda, ricca di senso di colpa, ma con fin troppa autocommiserazione per l'eroe in disgrazia. L'espediente narrativo per la conclusione della storia poco si adatta al personaggio ideato da Tiziano Sclavi (che ha sempre odiato la televisione) ed abbastanza scontato. Tuttavia funziona e la storia risulta essere intrigante e piacevole.
Una brutta piega
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Quando nel salone di bellezza di Madame Javier le due parrucchiere impazziscono e le sette donne sotto trattamento vengono smembrate ed uccise e viceversa, quando Adele e sua sorella iniziano a finire misteriosamente nei guai, quando un intero condomino sembra essere posseduto da una strana entità, chi meglio di Dylan Dog, Indagatore dell'Incubo, può indagare sue questo mistero?
La finta morale di questa storia è veramente bassa e pessima. La creatura misteriosa che si impadronisce di tutti dopo le extension è pietosa. Uccide tutti nel salone di bellezza per vendicarsi della loro vanità? Ma scherziamo? Basta che Dylan imponga la propria voce che uno spirito di donne vessate, torturate, uccise e rasate a zero venga spinto fuori dal corpo della posseduta e per caso bruciato? Addio.
Montanari & Grassani. Questo è il loro albo. L'albo che preparano per un anno. L'albo che gli da da mangiare. L'albo che fa dire al lettore: eccoli! Quando però, già dalla prima storia ti accorgi in quale disastro ti sei imbarcato non credi che possano essere davvero loro alle chine e pennelli. Per citare alcuni casi:
- la lavatrice in cucina a pagina 9 è più grande di Dylan nonostante lui sia in primo piano e lei dietro di almeno un metro;
- il quadro sopra il letto di Dylan che cambia dimensione da scena a scena;
- le prospettive casuali con le quali gli sfondi vengono realizzati;
- gli ambienti completamente stravolti rispetto a quelli usali;
- Craven Road che cambia larghezza a seconda della scena e della storia.
Insomma un disastro.
Per quanto riguarda le storie, oltre a ciò che ho già scritto prima. I tendo a non leggere il nome degli autori delle sceneggiature prima di aver finito il tutto, ma il tocco disastroso di Gualdoni si vede subito ed abbatte parecchio il morale dopo la buona storia di De Gregorio. Oltre tutto ci si mette anche il suo letterista ad aggiungerci il carico. Pagina 283, prima vignetta, i capelli parlano della ragazza che li ospita (?) e dicono: "Noi gli diamo la forza di vivere." E' una donna! Voi LE date non GLI date! Mannaggia! I ragazzini imparano a scivere ed a parlare con i fumetti!!! Metteteci impegno con l'italiano! Cara Diana Rocchi, sei pure donna chi meglio di te dovrebbe conoscere l'uso dei pronomi in questo caso?
Copertina di Stano in tema con l'albo. Precisa e soddisfacente, dedicata alla storia centrale, ma che svela un po' troppo il colpo di scena conclusivo.
Nota finale sull'idea di questo albo. Da semestrale diventerà quadrimestrale. A settembre inizia il Ciclo Recchioni su Dylan Dog. Per arrivarci il nuovo curatore ha pescato le migliori storie di Dylan Dog in cantiere e se le è giocate nell'ultimo anno. Dove pensate che finiranno le peggiori? Ricordando sempre che del maiale non si butta via niente? Ricordando anche che sceneggiatori e disegnatori sono già stati pagati per il loro lavoro e che, giustamente, la Bonelli pretende un rientro, seppur minimo, provate ad indovinare.
In ogni caso il prossimo sarà il mio ultimo Maxi. Ho già lo scatolone pronto dove metterli.
giovedì 3 luglio 2014
Dylan Dog - La paga dell'Inferno
Dylan Dog N° 334
La paga dell'Inferno
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano
Periodicità Mensile
Uscita 27/06/2014
La vita e la morte sono il pane quotidiano dell'Old Boy. Quando però è la sua vita ad andare e venire ad intermittenza, tanto che neppure i medici riescono a spiegarne la causo, vuol dire che qualcuno di più potente dietro c'è. Dylan Dog si troverà ad indagare su due piani, il nostro e quello di uno degli Inferni con i quali ha già avuto a che fare. per dare la caccia ad un assassino di serial Killer già morti. L'Inferno è nei guai e tu chi chiamerai?
Partendo dal concetto che la storia di Di Gregorio ha un incipit visto e rivisto in questi ultimi anni sulle pagine del mensile Bonelli, non si può negare come, grazie all'escamotage del killer di serial killer defunti la riesca a rendere interessante. Piacevole è, anche, il rivedere vecchi personaggi e constatare la costante presenza di Madame Trelkovski. Si ha, comunque, la sensazione di non estrema originalità. Anche il tirare in ballo i diversi generi di Psicopompo ricorda molto, forse eccessivamente, il Napoleone di Ambrosiniana memoria.
I disegni di Bigliardo son sempre una piacevole garanzia per gli occhi. Grazie all'elevato contrasto tra bianchi e neri, nelle scene di luce, riesce fissare l'attenzione del lettore anche sui dettagli, si perde, però, un po' troppo nelle scene ricche di nero. Lo stacco tra la parte in luce e quella in ombra dei soggetti è, a volte, eccessivo: Le poche linee dinamiche non bastano a dare un senso di fluidità e continuità alle immagini. Nel complesso, però, tanto di cappello.
La copertina di Stano è essenziale ed esplicativa, nel suo pop di felice riuscita.
Persino il titolo dell'albo trova una palese spiegazione nelle ultime pagine dell'avventura dell'Indagatore dell'Incubo.
Ci avviciniamo a grandi passi verso il reboot di Ottobre della serie e vedremo, in questi, mesi quali saranno gli ultimi colpi in canna di Recchioni.
La paga dell'Inferno
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano
Periodicità Mensile
Uscita 27/06/2014
La vita e la morte sono il pane quotidiano dell'Old Boy. Quando però è la sua vita ad andare e venire ad intermittenza, tanto che neppure i medici riescono a spiegarne la causo, vuol dire che qualcuno di più potente dietro c'è. Dylan Dog si troverà ad indagare su due piani, il nostro e quello di uno degli Inferni con i quali ha già avuto a che fare. per dare la caccia ad un assassino di serial Killer già morti. L'Inferno è nei guai e tu chi chiamerai?
Partendo dal concetto che la storia di Di Gregorio ha un incipit visto e rivisto in questi ultimi anni sulle pagine del mensile Bonelli, non si può negare come, grazie all'escamotage del killer di serial killer defunti la riesca a rendere interessante. Piacevole è, anche, il rivedere vecchi personaggi e constatare la costante presenza di Madame Trelkovski. Si ha, comunque, la sensazione di non estrema originalità. Anche il tirare in ballo i diversi generi di Psicopompo ricorda molto, forse eccessivamente, il Napoleone di Ambrosiniana memoria.
I disegni di Bigliardo son sempre una piacevole garanzia per gli occhi. Grazie all'elevato contrasto tra bianchi e neri, nelle scene di luce, riesce fissare l'attenzione del lettore anche sui dettagli, si perde, però, un po' troppo nelle scene ricche di nero. Lo stacco tra la parte in luce e quella in ombra dei soggetti è, a volte, eccessivo: Le poche linee dinamiche non bastano a dare un senso di fluidità e continuità alle immagini. Nel complesso, però, tanto di cappello.
La copertina di Stano è essenziale ed esplicativa, nel suo pop di felice riuscita.
Persino il titolo dell'albo trova una palese spiegazione nelle ultime pagine dell'avventura dell'Indagatore dell'Incubo.
Ci avviciniamo a grandi passi verso il reboot di Ottobre della serie e vedremo, in questi, mesi quali saranno gli ultimi colpi in canna di Recchioni.
lunedì 31 marzo 2014
Dylan Dog - La morte non basta
Dylan Dog N° 331
La morte non basta
Uscita 28/03/2014
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Gianluca e Raul Cestaro
Copertina Angelo Stano
I Ritornanti. Persone comuni che dopo essere morti tornano dall'oltretomba e, senza nessun timore, uccidono altri esseri umani. Il tutto senza il minimo pudore e senza la paura di essere visti. Dato che Dylan Dog è coinvolto in prima persona, visto che la sua defunta fidanzata Gloria è stata uno di loro, Bloch gli affida l'indagine parallela a quella di Scotland Yard, per far luce sulle possibilità impossibili.
Di Gregorio non tradisce, anche se si dilunga un po' troppo su particolari inutili. Imbastisce una storia che rivela il segreto della resurrezione dei Ritornanti nelle ultime pagine, tenendo il lettore con la curiosità sospesa fino alla fine.
I disegni dei fratelli Cestaro. Ecco ricordano un Roi meno vellutato e più graffiato. Però non sono Roi. Le vignette risultano essere poco dinamiche, ognuna un piccolo bel fotogramma, ma senza movimento. Ogni vignetta è ricca di dettagli e molto godibile. Fa effetto, comunque, vedere i personaggi così allampanati ed allungati: sembra di vedere un film su una televisione con uno strano settaggio. Comunque bravi. Devono lasciarsi un po' andare, ma bravi.
La copertina di Stano, come sempre da quando è arrivato Recchioni, molto pop. Anzi pop per eccellenza visto lo stile, ma abbastanza anonima rispetto a molte delle precedenti.
Tutto sommato la gestione della transizione di Recchioni dal passato alla sua miniserie di dodici numeri che inizierà ad Ottobre non sembra essere malvagia. Il lettore di Dylan Dog ha sopportato ben di peggio nel passato, qui si inizia a dare spazio anche a nomi nuovi ed ad idee un pizzico più creative.
La morte non basta
Uscita 28/03/2014
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Gianluca e Raul Cestaro
Copertina Angelo Stano
I Ritornanti. Persone comuni che dopo essere morti tornano dall'oltretomba e, senza nessun timore, uccidono altri esseri umani. Il tutto senza il minimo pudore e senza la paura di essere visti. Dato che Dylan Dog è coinvolto in prima persona, visto che la sua defunta fidanzata Gloria è stata uno di loro, Bloch gli affida l'indagine parallela a quella di Scotland Yard, per far luce sulle possibilità impossibili.
Di Gregorio non tradisce, anche se si dilunga un po' troppo su particolari inutili. Imbastisce una storia che rivela il segreto della resurrezione dei Ritornanti nelle ultime pagine, tenendo il lettore con la curiosità sospesa fino alla fine.
I disegni dei fratelli Cestaro. Ecco ricordano un Roi meno vellutato e più graffiato. Però non sono Roi. Le vignette risultano essere poco dinamiche, ognuna un piccolo bel fotogramma, ma senza movimento. Ogni vignetta è ricca di dettagli e molto godibile. Fa effetto, comunque, vedere i personaggi così allampanati ed allungati: sembra di vedere un film su una televisione con uno strano settaggio. Comunque bravi. Devono lasciarsi un po' andare, ma bravi.
La copertina di Stano, come sempre da quando è arrivato Recchioni, molto pop. Anzi pop per eccellenza visto lo stile, ma abbastanza anonima rispetto a molte delle precedenti.
Tutto sommato la gestione della transizione di Recchioni dal passato alla sua miniserie di dodici numeri che inizierà ad Ottobre non sembra essere malvagia. Il lettore di Dylan Dog ha sopportato ben di peggio nel passato, qui si inizia a dare spazio anche a nomi nuovi ed ad idee un pizzico più creative.
venerdì 21 febbraio 2014
Maxi Dylan Dog 20
Maxi Dylan Dog n° 20
Uscita:14/02/2014
Copertina: Angelo Stano
Io uccido, tu uccidi
Soggetto e sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Ugolino Cossu
Una ragazza ferita bussa alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Nella corsa per portarla all'ospedale Dylan investe con il suo maggiolone un uomo che da una moto gli spara contro. Qui inizia la sua disavventura in un gioco al massacro a cui non vorrebbe partecipare. Groucho viene rapito e la sua vita è appesa all'unica possibilità: Dylan Dog deve uccidere dei bersagli indicatigli e non farsi ammazzare dal cacciatore incaricato di eliminarlo. Un gioco estremamente pericoloso nel quale non si può contare sugli alleati: ognuno di loro ha qualcosa di prezioso da perdere.
Interessante. Un storia decisamente ispirata al romanzo di cui fa menzione anche il protagonista al suo amico più caro, il Commissario Bloch, che prende. Buon ritmo ed una bella agilità nei dialoghi la rendono piacevole nonostante sia evidente che la "regola 6" metta in gioco troppe variabili per un gioco così complicato. Di Gregorio porta il gioco d'azzardo ad un nuovo livello.
L'attimo morente
Soggetto e sceneggiatura Giancarlo Marzano
Disegni Ugolino Cossu
Philip Baxter, definito dalla critica il “poeta del dolore”, fotografo. Da alcuni giorni la moglie non riceve più sue notizie ed una sua mostra personale è alle porte. Dylan Dog viene incaricato di ricercare l'artista scomparso, ma l'indagine sembra condurlo anche sulla strada di una serie di efferati omicidi, in qualche modo legati tra loro.
Non si era parlato di fotografia così spesso su Dylan Dog quanto in questo mese solare. Il numero della serie regolare del mese di Gennaio, ... E lascia un bel cadavere, era proprio incentrato su un fotografo e la sua capacità di intrappolare l'anima dei suoi soggetti. Questa storia del Maxi di Febbraio ha il suo fulcro su un fotografo ossessionato dalla morte e dal suo bisogno di fotografarla. Se devo essere sincero, dato che il paragone è d'obbligo, ho preferito la storia del mensile a questa. Nonostante l'opera di Marzano sia intrigante e ben articolata, anche se a tratti risulta prevedibile, avrebbe guadagnato dall'essere pubblicata a qualche mese di distanza dall'altra, visti i punti di contatto.
Racconti sotterranei
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco
Disegni Ugolino Cossu
Alle case editrici arrivano parecchi manoscritti. Se lavori per un editore di testi horror ti capiterà di leggere di morti ammazzati da streghe, licantropi, vampiri e fantasmi. Quando, però, i racconti letti la sera prima rispecchiano fatti di sangue che avvengono nelle strade della tua città la situazione si fa problematica. Una redattrice alla quale stanno capitando queste terribili coincidenze si rivolge all'Old Boy per assegnargli un'indagine che lo metterà sulle tracce di parecchie creature soprannaturali.
La peggiore del gruppo. Ma di tanto. Mignacco continua ad essere in crisi profonda di idee e si rifugia nella classica formula di chi non ha ispirazione: i racconti. Legati dal filo rosso che è la redattrice della casa editrice, i diversi racconti spaziano tra il banale, il penoso e l'inutile toccando picchi di tristezza narrativa raramente raggiunti. Mi dispiace molto, e devo averlo già scritto in altri post, per la fine della vena di un autore che ci ha regalato storie che hanno creato il mito di Dylan Dog. Un accorato appello alla Bonelli: fermatelo! Dategli un minimo salariale per non scrivere per un anno o due e poi chiedetegli non più di una storia all'anno. Vedrete che avendo più tempo per concentrarsi qualcosa di decente la cava fuori. Oppure giratelo su altre delle vostre serie minori, che so Dampyr per rimanere in tema o Nathan Never, visto che su Martin Mystère ha fallito pure lì. Salvatelo.
Visto che l'albo è "dedicato" ad un unico disegnatore ho pensato di tirare le somme su di lui in chiusura.
Cossu è un autore molto amato dai fan di Dylan Dog. Il suo tratto pulito e preciso dove i neri sono neri, i bianchi sono bianchi e la divisione spaziale della monocromia è sempre piacevole sono i suoi grandi punti di forza. Quello che gli si può rimproverare, bonariamente, è la fatica che fa nel tentare di distinguere fisicamente i comprimari femminili delle storie che disegna. Molto spesso le sue donne sono caratterizzate da visi tondi, occhi piccoli, ma espressivi, molto delicate. Donne molte belle ed intriganti, che vorresti incontrarne così tutti i giorni, che spingono il lettore all'invidia verso il loro beniamino che ha la fortuna di avere a che fare con loro così da vicino.
Un buon albo, anche se 6.20€ non sono pochi per un prodotto del genere, che propone una storia intrigante, un piacevole dejà-vù ed un triste canto del cigno tutte disegnate da una mano capace, ferma e gustosa.
Uscita:14/02/2014
Copertina: Angelo Stano
Io uccido, tu uccidi
Soggetto e sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Ugolino Cossu
Una ragazza ferita bussa alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Nella corsa per portarla all'ospedale Dylan investe con il suo maggiolone un uomo che da una moto gli spara contro. Qui inizia la sua disavventura in un gioco al massacro a cui non vorrebbe partecipare. Groucho viene rapito e la sua vita è appesa all'unica possibilità: Dylan Dog deve uccidere dei bersagli indicatigli e non farsi ammazzare dal cacciatore incaricato di eliminarlo. Un gioco estremamente pericoloso nel quale non si può contare sugli alleati: ognuno di loro ha qualcosa di prezioso da perdere.
Interessante. Un storia decisamente ispirata al romanzo di cui fa menzione anche il protagonista al suo amico più caro, il Commissario Bloch, che prende. Buon ritmo ed una bella agilità nei dialoghi la rendono piacevole nonostante sia evidente che la "regola 6" metta in gioco troppe variabili per un gioco così complicato. Di Gregorio porta il gioco d'azzardo ad un nuovo livello.
L'attimo morente
Soggetto e sceneggiatura Giancarlo Marzano
Disegni Ugolino Cossu
Philip Baxter, definito dalla critica il “poeta del dolore”, fotografo. Da alcuni giorni la moglie non riceve più sue notizie ed una sua mostra personale è alle porte. Dylan Dog viene incaricato di ricercare l'artista scomparso, ma l'indagine sembra condurlo anche sulla strada di una serie di efferati omicidi, in qualche modo legati tra loro.
Non si era parlato di fotografia così spesso su Dylan Dog quanto in questo mese solare. Il numero della serie regolare del mese di Gennaio, ... E lascia un bel cadavere, era proprio incentrato su un fotografo e la sua capacità di intrappolare l'anima dei suoi soggetti. Questa storia del Maxi di Febbraio ha il suo fulcro su un fotografo ossessionato dalla morte e dal suo bisogno di fotografarla. Se devo essere sincero, dato che il paragone è d'obbligo, ho preferito la storia del mensile a questa. Nonostante l'opera di Marzano sia intrigante e ben articolata, anche se a tratti risulta prevedibile, avrebbe guadagnato dall'essere pubblicata a qualche mese di distanza dall'altra, visti i punti di contatto.
Racconti sotterranei
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco
Disegni Ugolino Cossu
Alle case editrici arrivano parecchi manoscritti. Se lavori per un editore di testi horror ti capiterà di leggere di morti ammazzati da streghe, licantropi, vampiri e fantasmi. Quando, però, i racconti letti la sera prima rispecchiano fatti di sangue che avvengono nelle strade della tua città la situazione si fa problematica. Una redattrice alla quale stanno capitando queste terribili coincidenze si rivolge all'Old Boy per assegnargli un'indagine che lo metterà sulle tracce di parecchie creature soprannaturali.
La peggiore del gruppo. Ma di tanto. Mignacco continua ad essere in crisi profonda di idee e si rifugia nella classica formula di chi non ha ispirazione: i racconti. Legati dal filo rosso che è la redattrice della casa editrice, i diversi racconti spaziano tra il banale, il penoso e l'inutile toccando picchi di tristezza narrativa raramente raggiunti. Mi dispiace molto, e devo averlo già scritto in altri post, per la fine della vena di un autore che ci ha regalato storie che hanno creato il mito di Dylan Dog. Un accorato appello alla Bonelli: fermatelo! Dategli un minimo salariale per non scrivere per un anno o due e poi chiedetegli non più di una storia all'anno. Vedrete che avendo più tempo per concentrarsi qualcosa di decente la cava fuori. Oppure giratelo su altre delle vostre serie minori, che so Dampyr per rimanere in tema o Nathan Never, visto che su Martin Mystère ha fallito pure lì. Salvatelo.
Visto che l'albo è "dedicato" ad un unico disegnatore ho pensato di tirare le somme su di lui in chiusura.
Cossu è un autore molto amato dai fan di Dylan Dog. Il suo tratto pulito e preciso dove i neri sono neri, i bianchi sono bianchi e la divisione spaziale della monocromia è sempre piacevole sono i suoi grandi punti di forza. Quello che gli si può rimproverare, bonariamente, è la fatica che fa nel tentare di distinguere fisicamente i comprimari femminili delle storie che disegna. Molto spesso le sue donne sono caratterizzate da visi tondi, occhi piccoli, ma espressivi, molto delicate. Donne molte belle ed intriganti, che vorresti incontrarne così tutti i giorni, che spingono il lettore all'invidia verso il loro beniamino che ha la fortuna di avere a che fare con loro così da vicino.
Un buon albo, anche se 6.20€ non sono pochi per un prodotto del genere, che propone una storia intrigante, un piacevole dejà-vù ed un triste canto del cigno tutte disegnate da una mano capace, ferma e gustosa.
lunedì 3 febbraio 2014
Dylan Dog - ... e lascia un bel cadavere
Dylan Dog
N°: 329
…e lascia un bel cadavere
Periodicità: mensile
Uscita:29/01/2014
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Freghieri
Copertina Angelo Stano
N°: 329
…e lascia un bel cadavere
Periodicità: mensile
Uscita:29/01/2014
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Freghieri
Copertina Angelo Stano
Il mondo dello spettacolo è crudele ed intenso. Pretende che le sue stelle siano sempre al top della forma e che nessun calo le scalfisca. Quando i più grandi e fruttuosi talenti rappresentati da Maurice Forster, impresario nel mondo dello spettacolo, iniziano a perdere la loro verve uno dopo l'altro la preoccupazione dell'agente sale a livelli di guardia. Dopo aver sottoposto i suoi assistiti ad ogni genere di visita medica è il momento di rivolgersi ad un professionista del settore incubi. Dylan Dog viene assunto, con un ricco assegno, per indagare sulle problematiche metafisiche che possano affliggere le stelle. Un denominatore comune, che guida l'Old Boy nell'indagine, è un sogno in bianco e nero che tutti i protagonisti coinvolti fanno. Perché non vi sono suoni in quel sogno? Perché i protagonisti non ne possono uscire e, anzi, sentono la voglia di passarvi più tempo all'interno? Chi è la figura misteriosa che tiene loro compagnia?
Giovanni Di Gregorio costruisce una storia originale e sorprendente. Finalmente. La narrazione è snella e misteriosa, i colpi di scena conclusivi sono intelligenti e raffinati. Mischia mito classico con freschezza contemporanea con mano sicura. Alla critica al mondo dello spettacolo, vacuo e nutrito dalle apparente, aggiunge quella giusta dose di mistero ed intrigo adatte alle ambientazioni delle storie scritte per l'Indagatore dell'Incubo.
Ai disegni un Freghieri che si rinnova. Accanto al suo tratto classico ed inconfondibile, preciso, intenso e ricco di dettagli e sfumature (forse con soggetti femminili troppo uguali negli anni, ma sempre bellissimi) sperimenta un bianco e nero convincente. Quando dico bianco e nero intendo proprio bianchi neutri e neri pieni che definiscono oggetti e soggetti sulla pagina. La tecnica, con piacevole effetto, viene utilizzata per rappresentare i sogni di tutte le vittime dell'apatia.
La copertina di Stano è indiscutibilmente tecnicamente bella, ma a me, personalmente, non è una di quelle che ha convinto di più. A mio gusto ha fatto di meglio e lo farà, basta vedere la copertina del numero 330 e già ci si esalta nuovamente.
Allora è vero. C'erano ancora buone storie nel calderone di quelle in valutazione tra le mani del nuovo responsabile della collana Roberto Recchioni. Per nostra fortuna non si sta andando a scemare dopo il 328 scritto da Mignacco, tanto sarebbe valso chiudere temporaneamente la testata in attesa dell'autunno. Di Gregorio è una conferma piacevole ed una sorpresa continua. Speriamo che la sua immaginazione non lo tradisca come, in tempi recenti, è successo ai vari Recagno e Gualdoni.
Intrigante.
mercoledì 3 luglio 2013
Dylan Dog - Maxi 19
Maxi Dylan Dog n° 19
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
lunedì 6 maggio 2013
Dylan Dog - La fuggitiva
Dylan Dog n. 320, mensile
La fuggitiva
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
Copertina: Angelo Stano
Berenice fugge dal manicomio di Harlech e si rivolge a Dylan Dog per essere uccisa. Lei è convinta di essere un mostro assassino e quindi una minaccia per la società. Siccome a Harlech non sono riusciti a curarla ritiene che l'unica soluzione per i suoi mali sia la morte, che non riesce a darsi da sola. Dylan rifiuta, anzi tenta di farla ragionare, ma lei se ne va da casa sua senza ascoltarlo.
Quando l'Old Boy si reca da Bloch per chiedere informazioni sulla sua non-cliente scopre che di lei è stata denunciata la scomparsa e che misteriosi delitti si ricollegano al suo passaggio.
Persino la mente dell'Indagatore dell'Incubo dovrà sdoppiarsi per riuscire a catturarla. Tra un medioevo prossimo futuro ed un Londra contemporanea due Dylan Dog, dagli stessi principi, ma con metodi diversi per perseguirli, seguiranno le orme di una duplice Berenice, in bilico tra normalità ed incubo.
Un plauso a Di Gregorio che riesce a trattare un argomento già visto, letto e sentito, con ottima incisività. Costruisce la storia bene, anche se il colpo di scena finale sembra essere ovvio dall'inizio, e la rende godibile e stimolante. La scelta delle atmosfere del medioevo prossimo è una strizzatina d'occhio al Cavaliere dei Ventura di casa Bonelli e, magari, un prologo ad un vero team-up tra i due eroi. In fondo di muovono nella stessa nazione, solo in collocazioni temporali differenti.
Maurizio Di Vincenzo è un ottimo disegnatore, già visto in una decina di albi di storie di Dylan Dog e qualcuna di Magico Vento, che riesce a catturare le atmosfere di entrambe le locazioni temporali in maniera ottimale. La sua fantasia ci offre anche un'inquadratura inedita di Craven Road (probabilmente in contrasto con l'idea che ne hanno Montanari & Grassani) che stupisce il lettore di lungo corso. Tratto denso e preciso ammalia e coinvolge. Come detto, nessuno mi toglie l'idea che Di Vincenzo si sia studiato i fumetti di Brendon per creare le atmosfere quasi fantasy dell'epoca di Dylan Cacciatore di Ventura, riuscendo molto bene nel suo intento.
La copertina di Stano ben si armonizza con il progetto mensile di casa Bonelli. Confusione, paura e smarrimento ben vengono irradiate dai disegni e dalle atmosfere realizzate dal copertinista ufficiale della serie.
Ottimo albo, coinvolgente ed intrigante.
La fuggitiva
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
Copertina: Angelo Stano
Berenice fugge dal manicomio di Harlech e si rivolge a Dylan Dog per essere uccisa. Lei è convinta di essere un mostro assassino e quindi una minaccia per la società. Siccome a Harlech non sono riusciti a curarla ritiene che l'unica soluzione per i suoi mali sia la morte, che non riesce a darsi da sola. Dylan rifiuta, anzi tenta di farla ragionare, ma lei se ne va da casa sua senza ascoltarlo.
Quando l'Old Boy si reca da Bloch per chiedere informazioni sulla sua non-cliente scopre che di lei è stata denunciata la scomparsa e che misteriosi delitti si ricollegano al suo passaggio.
Persino la mente dell'Indagatore dell'Incubo dovrà sdoppiarsi per riuscire a catturarla. Tra un medioevo prossimo futuro ed un Londra contemporanea due Dylan Dog, dagli stessi principi, ma con metodi diversi per perseguirli, seguiranno le orme di una duplice Berenice, in bilico tra normalità ed incubo.
Un plauso a Di Gregorio che riesce a trattare un argomento già visto, letto e sentito, con ottima incisività. Costruisce la storia bene, anche se il colpo di scena finale sembra essere ovvio dall'inizio, e la rende godibile e stimolante. La scelta delle atmosfere del medioevo prossimo è una strizzatina d'occhio al Cavaliere dei Ventura di casa Bonelli e, magari, un prologo ad un vero team-up tra i due eroi. In fondo di muovono nella stessa nazione, solo in collocazioni temporali differenti.
Maurizio Di Vincenzo è un ottimo disegnatore, già visto in una decina di albi di storie di Dylan Dog e qualcuna di Magico Vento, che riesce a catturare le atmosfere di entrambe le locazioni temporali in maniera ottimale. La sua fantasia ci offre anche un'inquadratura inedita di Craven Road (probabilmente in contrasto con l'idea che ne hanno Montanari & Grassani) che stupisce il lettore di lungo corso. Tratto denso e preciso ammalia e coinvolge. Come detto, nessuno mi toglie l'idea che Di Vincenzo si sia studiato i fumetti di Brendon per creare le atmosfere quasi fantasy dell'epoca di Dylan Cacciatore di Ventura, riuscendo molto bene nel suo intento.
La copertina di Stano ben si armonizza con il progetto mensile di casa Bonelli. Confusione, paura e smarrimento ben vengono irradiate dai disegni e dalle atmosfere realizzate dal copertinista ufficiale della serie.
Ottimo albo, coinvolgente ed intrigante.
mercoledì 13 marzo 2013
Dylan Dog - Leggende urbane
Dylan Dog n. 318, mensile
Leggende urbane
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Ugolino Cossu
Copertina: Angelo Stano
Quanti di noi si sono trovati la sera tardi a raccontarsi le Leggende Urbane? I coccodrilli albini nelle fogne, gli autostoppisti fantasma, l'animale vorace proveniente dal Messico, il motociclista con il cranio fracassato e tante altre. E se non fossero leggende? E se fossero storie realmente accadute o che stanno avvenendo in questo momento? Dylan Dog, inconsciamente, pagherà a caro prezzo il suo scetticismo e la sua corte spietata ad una bella autostoppista lo potrà portare l'ultima soglia sul cammino di ogni uomo.
Giovanni Di Gregorio si è dato da fare e si è ben documentato su molte leggende che si raccontano sottovoce tra amici. L'albo che è venuto fuori dal suo sforzo è un piacevole collage di dejà-vù, visto sopratutto con gli occhi di un indaffarato e triste Bloch. Le leggende si snodano piacevoli ed interessanti lungo tutta la trama dell'albo, come un serpente che sale per il water, senza mai mostrare una marcata soluzione di continuità.
La mossa azzeccata del curatore della serie è stata quella di affidare i disegni a un pregevole Ugolino Cossu. Dall'alto della sua esperienza sulle colonne di Dylan Dog, dedica tempo e pazienza a realizzare tavole curate nel minimo dettaglio sia dannandosi l'anima per gli sfondi particolareggiatissimi che per la rappresentazione degli interpreti costante ed accurata.
La copertina di Stano non poteva che riprendere, oltre che una scena dell'albo, la classica leggenda metropolitana per eccellenza: coccodrillo albino avvistato nelle fogne di New York.
Una lettura piacevole sia per la mente che per gli occhi.
Leggende urbane
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Ugolino Cossu
Copertina: Angelo Stano
Quanti di noi si sono trovati la sera tardi a raccontarsi le Leggende Urbane? I coccodrilli albini nelle fogne, gli autostoppisti fantasma, l'animale vorace proveniente dal Messico, il motociclista con il cranio fracassato e tante altre. E se non fossero leggende? E se fossero storie realmente accadute o che stanno avvenendo in questo momento? Dylan Dog, inconsciamente, pagherà a caro prezzo il suo scetticismo e la sua corte spietata ad una bella autostoppista lo potrà portare l'ultima soglia sul cammino di ogni uomo.
Giovanni Di Gregorio si è dato da fare e si è ben documentato su molte leggende che si raccontano sottovoce tra amici. L'albo che è venuto fuori dal suo sforzo è un piacevole collage di dejà-vù, visto sopratutto con gli occhi di un indaffarato e triste Bloch. Le leggende si snodano piacevoli ed interessanti lungo tutta la trama dell'albo, come un serpente che sale per il water, senza mai mostrare una marcata soluzione di continuità.
La mossa azzeccata del curatore della serie è stata quella di affidare i disegni a un pregevole Ugolino Cossu. Dall'alto della sua esperienza sulle colonne di Dylan Dog, dedica tempo e pazienza a realizzare tavole curate nel minimo dettaglio sia dannandosi l'anima per gli sfondi particolareggiatissimi che per la rappresentazione degli interpreti costante ed accurata.
La copertina di Stano non poteva che riprendere, oltre che una scena dell'albo, la classica leggenda metropolitana per eccellenza: coccodrillo albino avvistato nelle fogne di New York.
Una lettura piacevole sia per la mente che per gli occhi.
lunedì 20 febbraio 2012
Maxi Dylan Dog 16
Maxi Dylan Dog 16, semestrale
Copertina: Angelo Stano
Gli spietati
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Dylan, in una notte di pioggia, sta ritornando a Londra dopo aver chiuso un caso. La stanchezza si fa sentire ed un colpo di sonno lo sorprende alla guida. Un colpo di clacson gli permette di evitare giusto in tempo il frontale con un'altra vettura. Una sosta di riposo in una piazzola SOS è d'obbligo. Quando si risveglia, una giovane donna lo sorprende chiedendogli aiuto per fuggire da un gigantesco Hammer che la insegue per ucciderla. I due troveranno rifugio in un casa di vacanza disabitata, ma la loro tranquillità durerà ben poco.
L’avversario
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giovanni Freghieri
L'Indagatore dell'Incubo non è più il solo ad esercitare la professione, già da qualche volta trova sul luogo d'indagine un arrogante Lord che si dimostra molto abile a persuadere i fantasmi a passare oltre. Ha così inizio una faticosa collaborazione tra i due per dar pace alle anime perse, ma qualcosa non torna al nostro. Il suo quinto senso e mezzo è sicuro che ci sia qualcosa di anomalo nel suo nuovo antagonista.
Dritto al cuore
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Freghieri
Quando in un negozio di giocattoli di Londra appaiono in vendita delle bamboline voodoo la curiosità prende il sopravvento negli ingenui. Alcuni clienti ne sperimentano l'utilizzo secondo le istruzioni ed i destinatari della maledizione iniziano a morire. Dylan viene coinvolto nella vicenda da una sua cliente che vuole essere sicura di non essere vittima di qualche vendetta di magia nera per aver fatto abbondante uso di queste bamboline. L'Old Boy si rivolgerà ad un suo vecchio amico, esperto in magia nera.
Questo Maxi è celebrativo dell'opera artistica di Giovanni Freghieri. Dopo a Corrado Roi tocca a lui realizzare il primo dei due Maxi di quest'anno (l'altro sarà sempre di Montanari e Grassani) ed è sempre un piacere vederlo all'opera. Disegni carnosi, qualità costante, atmosfere intense, giochi di luci ed ombre come nel suo più classico repertorio di alto livello.
Le trame ideate da Marzano e Mignacco sono alquanto scontate per chi ha esperienza col personaggio ed entrambe, non so quanto casualmente, parlano di fantasmi. Curioso è vedere Dylan guidare una moto, ne Gli spietati, e solo questo vale l'acquisto dell'albo.
La storia di Di Gregorio chiama in causa un personaggio disperso negli anni, amico?, di Dylan. Bello vedere che ogni tanto qualche autore va a riprendere figure poco utilizzate per irrorare di nuova linfa la testata.
Per tutti è in comune un copertina poco ispirata di Angelo Stano. Statica e non all'altezza delle sue ultime prestazioni non convince.
Tutto sommato non un albo imperdibile, ma comunque piacevole lettura e piacevole visione per gli occhi.
Copertina: Angelo Stano
Gli spietati
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Dylan, in una notte di pioggia, sta ritornando a Londra dopo aver chiuso un caso. La stanchezza si fa sentire ed un colpo di sonno lo sorprende alla guida. Un colpo di clacson gli permette di evitare giusto in tempo il frontale con un'altra vettura. Una sosta di riposo in una piazzola SOS è d'obbligo. Quando si risveglia, una giovane donna lo sorprende chiedendogli aiuto per fuggire da un gigantesco Hammer che la insegue per ucciderla. I due troveranno rifugio in un casa di vacanza disabitata, ma la loro tranquillità durerà ben poco.
L’avversario
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giovanni Freghieri
L'Indagatore dell'Incubo non è più il solo ad esercitare la professione, già da qualche volta trova sul luogo d'indagine un arrogante Lord che si dimostra molto abile a persuadere i fantasmi a passare oltre. Ha così inizio una faticosa collaborazione tra i due per dar pace alle anime perse, ma qualcosa non torna al nostro. Il suo quinto senso e mezzo è sicuro che ci sia qualcosa di anomalo nel suo nuovo antagonista.
Dritto al cuore
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Freghieri
Quando in un negozio di giocattoli di Londra appaiono in vendita delle bamboline voodoo la curiosità prende il sopravvento negli ingenui. Alcuni clienti ne sperimentano l'utilizzo secondo le istruzioni ed i destinatari della maledizione iniziano a morire. Dylan viene coinvolto nella vicenda da una sua cliente che vuole essere sicura di non essere vittima di qualche vendetta di magia nera per aver fatto abbondante uso di queste bamboline. L'Old Boy si rivolgerà ad un suo vecchio amico, esperto in magia nera.
Questo Maxi è celebrativo dell'opera artistica di Giovanni Freghieri. Dopo a Corrado Roi tocca a lui realizzare il primo dei due Maxi di quest'anno (l'altro sarà sempre di Montanari e Grassani) ed è sempre un piacere vederlo all'opera. Disegni carnosi, qualità costante, atmosfere intense, giochi di luci ed ombre come nel suo più classico repertorio di alto livello.
Le trame ideate da Marzano e Mignacco sono alquanto scontate per chi ha esperienza col personaggio ed entrambe, non so quanto casualmente, parlano di fantasmi. Curioso è vedere Dylan guidare una moto, ne Gli spietati, e solo questo vale l'acquisto dell'albo.
La storia di Di Gregorio chiama in causa un personaggio disperso negli anni, amico?, di Dylan. Bello vedere che ogni tanto qualche autore va a riprendere figure poco utilizzate per irrorare di nuova linfa la testata.
Per tutti è in comune un copertina poco ispirata di Angelo Stano. Statica e non all'altezza delle sue ultime prestazioni non convince.
Tutto sommato non un albo imperdibile, ma comunque piacevole lettura e piacevole visione per gli occhi.
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