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martedì 21 agosto 2018

Nathan Never Magazine 2018

Nathan Never Magazine N° : 4 
Nathan Never Magazine 2018

Copertina: Roberto De Angelis 

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Esposito Bros.
Colori: GFB Comics

Periodicità: annuale 
uscita: 25/07/2018 
Prezzo: 6.9€

Venezia. Il futuro. sopravvissuta alla catastrofe che l'avrebbe voluta scomparsa, grazie al genio ed alla tecnologia degli uomini. Venezia che nasconde misteri sotto le sue fondamenta fatte di legno e palafitte. Venezia nella quale Nathan Never è in missione e dove conosce un uomo intrigante che lo porta ad incontra un vecchio amico. Venezia nella quale il professor Martin Altman, vecchio amico di Nathan, e sua moglie stanno eseguendo degli scavi che potrebbero rivelarsi rivoluzionari. Solo che quando Liz misteriosamente scompare ed al contempo appaiono vecchie maschere veneziane a spaventare i lavoratori dello scavo, l'Agente Alfa non può fare a meno di indagare su quanto sta succedendo. Un indagine oltre il tempo e lo spazio.

Forse si è capito: stiamo parlando di una storia di Antonio Serra, disegnata da Esposito Bros. e pubblicata, circa venticinque anni fa, sullo speciale numero 4 di Nathan Never. I Magazine, come si chiamano adesso o Almanacchi col vecchio nome, sono sempre stati interessanti sia per la presenza di storie inedite (alcune sulla gioventù dei personaggi a cui erano dedicati), per i servizi di ricapitolazione di quanto successo nell'annata fantascientifica e per i dossier di approfondimento. Questo Magazine tradisce nettamente sul primo punto. Una scelta editoria ha portato il volume da 192 a 178 pagine e da tre storie ad una ristampa. Una ristampa di un numero storico, sì, a colori. Colori che si sono rivelati indegni di un bambino alle elementari. Piatti, senza forza, hanno persino spento i disegni di Esposito Bros., tra i top disegnatori di Nathan degli anni d'oro, che, onestamente, non hanno retto benissimo al passare del tempo. La sceneggiatura di Serra, in ogni caso, resta un caposaldo sia per la struttura narrativa sia per le ricerche che vi sono dietro. In più: quanto si scriveva nei fumetti di due decenni fa? Veri dialoghi, ricchi, corposi, che, a volte, tendevano a occupare più spazio della parte grafica che li esplicava. Rileggerla è stato un piace, ma averi preferito farlo scientemente e sull'originale.

Per quanto riguarda la parte redazionale abbiamo un funzionale recap di quanto uscito al cinema, tv, videogiochi e libreria , che è sempre utile, un dossier su Nathan Never ed uno su Venezia. Utile il primo per entrare nell'argomento della storia, con cenni storici di come la città lagunare era già entrata nel mondo della fantascienza e diverse coordinate utile per saperne di più. Il secondo serve a presentare il personaggio creato dai tre sardi a chi ancora non lo conoscesse ed a pubblicizzare le nuove iniziative editoriali che lo vedono coinvolto; Generazioni in primis. Non manca uno stralcio del libro Bonelli dedicato a Nathan Never, ammetto che dopo averlo letto ne sento ancora meno l'esigenza.

Un fallimento editoriale. Un albo che sia acquista per errore, come nel mio caso, per collezionismo o per arrabbiarsi. Una scelta editoriale sbagliata, della quale Bonelli sui social, non si pente e che, anzi, difende a spada tratta sfidando i lettori a non comperare l'albo. Come detto anche a loro 6.90€ per un riassunto della fantascienza del 2017, una storia ristampata male, dossier non imperdibili sono una spesa eccessiva.

Un appuntamento decisamente mancabile, mannaggia a me.
  

venerdì 28 luglio 2017

Speciale Martin Mystère N° 34

Speciale Martin Mystère N°  34 
Le molte vite di Martin Mystère

Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli 

Disegni: Giancarlo Alessandrini, Esposito Bros., Rodolfo Torti, Luigi Coppola, Paolo Ongaro 

Copertina: Giancarlo Alessandrini, Lucio Filippucci 
 
Periodicità: annuale 
uscita 20/07/2017 

Prezzo 6.90€

Avevo smesso di leggere anni fa le avventure del Detective dell'Impossibile, perché? Perché, nonostante la passione ancestrale per il mistero, nonostante l'affetto per un personaggio che mi aveva accompagnato per più di vent'anni, nonostante la stima per Alfredo Castelli, Martin Mystère era diventato la triste reiterazione di se stesso. Avevo tentato, mesi fa, di avvicinarmi, nuovamente, a lui nella sua recente incarnazione. Ma anche quel viaggio era fallito (non è detto che non recuperi i numeri mancanti usati per vedere come è andata a finire, senza pagare il prezzo pieno).

Ora, nonostante la mole di fumetti che intasa l'estate sia notevole, mi sono lasciato trascinare nella tradizione de "Lo Speciale" annuale. Era sempre stato un buon appuntamento, durante il quale, pur con una certa ridondanza, si tornava in contatto con i vecchi compagni di letture, tralasciati lungo l'anno. Non sempre erano buone avventure, ma, il più delle volte, è stato un buon passatempo.

Quest'anno, invece...

Quest'anno, invece, ho persino fatto fatica a rintracciare l'albo nell'espositore dell'edicola. Ebbene sì, quest'anno Bonelli si è inventata il giochino della doppia copertina e l'edicolante l'ha esposto con la secondaria, anziché con la classica. Smascherato l'arcano, ecco la sorpresa dei sei euro e novanta del costo dell'albo. Paghiamo il fio per la storia più lunga, la carta in più ecc... E, invece no. La storia sono novantotto pagine, meno degli albi bimestrali di Mystère. Le altre sono ristampe di vecchie storie "prima dell'euro", ossia degli anni novanta del secolo scorso, che non hanno trovato spazio per essere pubblicate sulla collana Extra.

A tutto questo aggiungiamo che la storia speciale si riduce ad essere una riduzione, sopratutto in termini qualitativi, del Canto di Natale di Dickens. Cosa sarebbe successo se Martin avesse scelto un altro sentiero anziché quello che ha imboccato? Uno Sliding Doors, con protagonisti Tower, Angie; Dee e Kelly, di una tristezza ed inutilità rabbiose. Se poi si pensa che le ultime dieci pagine sono anche state utilizzate per lo spiegone finale, di come tutto sia stato realizzato e perché, la tristezza monta ancora più aggressiva.

Unica nota positiva: rivedere all'opera disegnatori che non ho più occasione di incontrare su altre testate.

Un albo inutile, con un costo esorbitante per quello che offre, che ad ogni affezionato lettore di Martin Mystère dovrebbe procurare l'orticaria.

venerdì 13 dicembre 2013

Martin Mystère - Il matrimonio di Sergej Orloff

Martin Mystère N°: 330

Il matrimonio di Sergej Orloff

Periodicità bimestrale
Uscita 11/12/2013

Soggetto Sceneggiatura Carlo Recagno
Disegni Esposito Bros.
Copertina Giancarlo Alessandrini

Il matrimonio di un amico, sopratutto se ne frattempo è stato un nemico e ci si è riappacificati, è un evento memorabile. Quando si è il testimone, poi, il ruolo chiave non ammette distrazioni. Invitati in Svizzera per il matrimonio di Sergej Orloff, Martin, Diana e Java, sono costretti ad assistere al misterioso rapimento della futura sposa, Monique, da parte di strane creature. 
Un vecchio debito di riconoscenza viene a bussare alla porta di Orloff. Solo Martin potrebbe aiutarlo ad uscirne in modo pulito, ma sarà costretto a scegliere un altro modo, molto più doloroso.

I matrimoni nei fumetti non sono stati mai dei momenti tranquilli. C'è sempre stato un super cattivo ad interromperli od un disastro, oppure sono finiti annullati da demoni infernali. Perchè mai questo dovrebbe essere diverso? Il vero dramma non sono le vicende che segnano i protagonisti, ma gli spiegoni pazzeschi che Recagno rifila al lettore per riempire le 150 pagine di fumetto. Il medesimo concetto viene spiegato e rispiegato più volte, giusto come riempitivo. Oltre a questo, visto che le pagine erano troppe, l'inizio è tutto un raccontare di aneddoti del passato che hanno coinvolto i due allievi di Kut Humi. Forse piacevole per chi si avvicina adesso alla lettura delle avventure del BVZM, ma decisamente noioso per tutti gli altri. La parte mysteriosa è ben breve. I twist narrativi sono ovvi e palesi fin dall'inizio, diventando addirittura annunciati più si va avanti nella lettura.
Esposito Bros non si complicano la vita. Disegnano le loro belle tavole statiche e dettagliate (tranne che per i muri delle abitazioni che danno un'intensa sensazione di vuoto e di mancanza), ma con mascelloni ovunque: mascella fortemente squadrata per tutti i maschi e leggermente meno per tutte le donne. Si concedono un passaggio nella bellezza femminile, nelle ultime pagine, mostrando una sensuale Morgana.
Copertina di Alessandrini con i colori di Muscillo sempre appropriata. Questa volta, però, la colorazione offusca, anche per via dei toni molto accesi e delle ombre plastiche, lo spirito tradizionale dello storico copertinista di Martin Mystère.

330. L'ultimo numero di questa collana che acquisterò per un po' di tempo. Le storie sono diventate troppo noiose e faticosamente sopportabili per chi ha vissuto le precedenti. Il duopolio Recagno/Mignacco ha prodotto, in me, un effetto repulsione verso il personaggio che, a dispetto dei vacui tentativi, è diventato sempre più sedentario e verboso. La logorrea del protagonista non è mai stato un problema per me  fino a quando chi scriveva sapeva gestirla. Castelli ha scritto delle cose eccellenti, dialogo di pagine e pagine senza azione, ma che avevano un loro perchè.
Il formato studiato e trovato da casa Bonelli per la pubblicazione degli albi del Detective dell'Impossibile è variato molto in questi 30 anni di presenza nelle edicole italiane. Si era partiti con storie che iniziavano su un albo e che finivano, anche per poche pagine, sul successivo dove iniziava la nuova avventura. Si era trovato un compromesso con storie autoconclusive sui classici albi di 98 pagine e si era andati bene, con storie divise anche su due numeri consecutivi, fino all'inizio di crisi di vendite. Negli ultimi anni la formula bimestrale quasi a balenottero era stata adatta a supportare il personaggio. Adesso oltre la crisi di vendite, la crisi economica c'è anche la crisi di idee. Riempire ogni bimestre un fumetto del mystero con nuovi spunti è difficile. Gli autori ed i curatori della collana non ci stanno riuscendo.  Peccato. Dalla parte del fruitore, non essendo mecenate, non vedo perchè devolvere 5€ bimestrali all'acquisto di un prodotto che non mi convince visto che, tra un anno o due, gli stessi albi si possono trovare nelle fiere del fumetto al costo di un Euro o poco più.

Sinceramente mi dispiace separarmi da un amico di cui ho letto con interesse le avventure per più di venti anni, recuperando tutti i numeri in edizione originale. Purtroppo, come mi ha detto il buon Castelli al cinema Arcobaleno di Milano in occasione del 30 Anniversario della vita editoria del BVZM, "Anche il mio fumetto risente dell'età e non è detto che un giorno o l'altro non chiuda." Per me aveva già chiuso qualche anno fa, avevo sperato che il 30° compleanno lo rivitalizzasse, ma così non è stato. Peccato.

A presto BVZM.

lunedì 27 agosto 2012

Martin Mystère - Congiura nei cieli

Martin Mystère n. 322, bimestrale 
Congiura nei cieli  
 
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Esposito bros.
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Le scie chimiche sono un grande mystero che preoccupa la popolazione mondiale. Dietro ai misteri c'è anche chi ci campa. Sebastian Holtz è un conduttore radiofonico di provincia che da spazio ai cittadini che credono nel complotto dietro alle Chemtrials (le scie chimiche, appunto). Il più battagliero dei suoi ascoltatori è Guerriero Blu. Tanto battagliero da portare le sue tesi fino a New York, all'attenzione di Martin Mystère. Le argomentazioni sono talmente assurde che, persino, il BVZM non riesce a prenderle sul serio. A seguito di una trasmissione televisiva, nella quale Martin ospita Sebastian Holtz, però, il Guerriero Blu impazzisce e commette un strage.
A seguito della suo morte, Martin viene contattato da un soggetto particolare che gli chiede aiuto per verificare di non essere paranoico. L'entrata in scena degli uomini in nero, però, cambia le carte in tavola e l'Investigatore dell'Impossibile ed il suo fido assistente prendono in mano le redini del, pericoloso, gioco.

L'idea di Recagno di prendere il toro per la coda anziché dalle corna non è male. I complottisti e tutto il resto, quanti di noi non han mai pensato che tali teorie fantastiche, anche se con un fondo di realtà, non siano studiate da qualcuno che vuole nascondere qualcosa di più grosso. Nel piccolo del nostro Paese questo lo abbiamo sperimentato più volte: notizie di secondo piano gonfiate per far passare sotto silenzio eventi che interessano uomini politici o potenti.
Qui, l'autore prende in considerazione il diffuso e pericoloso tema delle scie chimiche e mette Martin nei panni dello scettico per eccezione, come neanche Dylan Dog è nei confronti nei casi presentatigli dalle sue clienti.
I disegni degli Esposito Bros. sono, come sempre, ineccepibili e ricchi di dettagli. Quelle che mi lascia sempre un po' spiazzato sono le forme che acquistano i protagonisti. Se Diana ci acquista in gnoccaggine e Java rimane per lo più se stesso, Martin diventata un culturista col passato da nuotatore di 100 mt stile libero da record del mondo. Una volta che ci si abitua alla nuova conformazione fisica tutto scorre meglio.
La copertina di Alessandrini non è un capolavoro, non è azzeccatissima, ma ci sta.
Novità anche a pagina due e tre dove lo studio di Martin viene incorniciato in un iPad, per promuovere l'app dedicata al protagonista del fumetto in uscita a settembre sul tablet di casa Apple.

Un punto di vista di verso su un mistero che, sopratutto nelle belle stagioni, tutti notiamo alzando il naso al cielo.

mercoledì 8 agosto 2012

Martin Mystère - Speciale 29 - Gli enigmi del giovane Martin

Speciale Martin Mystère n. 29, annuale 
Gli enigmi del giovane Martin  
 
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Siamo qualche anno nel passato  rispetto al solito e il giovane Martin Mystère, assieme all’amico Chris Tower, si trova all’università di Harvard. La spacconeria del futuro Detective dell'Impossibile irrita non poco il futuro comandante di Altrove. Insieme ad alcune ragazze, Chris, decide di organizzare degli scherzi per saggiare l'onniscienza del suo amico. Tra una prova e l'altra, però, appare un strana ragazza in fuga da oscuri personaggi. La comparsa della donna porterà i ragazzi ad incrociare la storia di un uomo vissuto nel XIX secolo ed autore di invenzioni definite impossibili. Come da manuale, qualcun altro è sulle tracce della ragazza e quella di Martin e Chris sarà un corsa contro il tempo per risolvere il mystero senza venir bloccati sul più bello.

Non amo molto le storie in cui il protagonista non è quello di cui leggo nella collana regolare, ma devo ammettere che il giovane Martin non è così fastidioso come il Docteur Mystère o come le storie ed episodi. Lo strizzare l'occhio bonelliano alla serie d'animazione francese dedicata al loro personaggio è tutto sommato accettabile. Certo che se facciamo il conto di quante ne ha vissute sto ragazzo viene difficile credere che nei giorni nostri sia ancora giovanile, sano e tutto d'un pezzo. Comunque la storia fila, getta il lettore in un'atmosfera steampunk piacevolmente soft e fa riflettere sulle varie strade che avrebbe potuto prendere la tecnologia e su come potrebbe essere "diverso, ma simile" il nostro presente.
Torti offre sempre il meglio si se e ci getta a capofitto nell'avventura senza trattenersi. Disegno pulito e piacevole che invoglia alla lettura.
Alesandrini ci offre una copertina luminosa, allegra ed avventurosa, come non fare i complimenti anche a lui.

Uno speciale che si stacca completamente dalla serie regolare, che ci porta nel passato del BVZM, ma che, tutto sommato, risulta essere coinvolgente e divertente. Lettura estiva da non disdegnare.

In allegato: 
Martin Mystère Presenta
La minaccia dei Temibili Tre
Soggetto: Alfredo Castelli 
Sceneggiatura: Alfredo Castelli e Carlo Recagno
Disegni: Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri

Chi era Martin Mystère prima di diventare Martin Mystère, protagonista di fumetti? Era un archeologo, avventuriero e conduttore televisivo che ricevette un chiamata dall'Italia per scrivere una serie a fumetti su di lui. Come ogni persona avrebbe fatto, in una chicchierata con il suo agente, si è dilettato, trenta anni fa, ad immaginare come sarebbero potute essere le sue storie. Eccolo, quindi, nei panni di un novelle Mister Fantastic in una kirbyana formazione supereroistica chiamata i Fantastici Tre, biondo Flash Gordon prigioniero su Mongo e ladro, diaboliko, dalla maschera facile per le strade di Clerville.

Ecco l'acquisto dello speciale vale anche solo per questo albetto allegato. Il lavoro di team realizzato alla sceneggiatura da Alfredo Castelli e Carlo Recagno ed alle tavole da Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri è tremendamente divertente. Realizzato con cura e rispetto dei personaggi a cui sono ispirate le storie, coinvolge il lettore dalla prima paginetta all'ultima. Un unico appunto: avrebbero potuto uscire dal "formato Bonelli" delle vignette ed impostare le storie fittizie come quelle dei personaggi da cui sono state ispirate. Sarebbe stato curioso vedere Martin in vignette alla Diabolik.

Un grande albetto, come molti di quelli allegati agli speciali del BVZM, che non dovete perdere.

martedì 14 giugno 2011

Martin Mystère - Con la coda dell'occhio

Martin Mystère n. 315
Con la coda dell'occhio

Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Esposito Bros.
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Un informatico impazzisce improvvisamente ed uccide un suo collega. "Era sempre stato una persona tranquilla, ma ultimamente aveva dei problemi.", questa è la concorde, troppo concorde, versione dei suoi colleghi di una fabbrica di invenzioni scientifiche che lavora sul confine della sperimentazione fantascientifica. Ma gli stessi colleghi sono vittime di strane apparizioni che sorgono dalle loro proprie ombre.
Nell'ambito della stessa indagine, Martin, viene informato da un'avvenente tenente di polizia che l'ispettore Travis, suo amico di lungo corso, è scomparso all'improvviso durante un black out. L'unica traccia è un dvd rom che, una volta decriptato dal detective dell'impossibile, catapulta Martin in un mondo parallelo estremamente pericoloso, lasciando in stato d'incoscienza Java e Diana.
Chi c'è dietro a questo mystero?

Il titolo "con la coda dell'occhio" è un po' forzato. Si parla si di vista periferica, ma solo per inciso e negli approfondimenti a fine albo. Ormai c'è la mania, di Recagno, ma anche da parte di altri, di scrivere storie nelle quali al lettore non vengono dati strumenti per cercare di intuire il finale, ma solo informazioni alla spicciola quando servono. Lo stile "Lost" che, volendo, può anche essere intrigante se necessario, ma poco godibile negli altri casi. Recagno scrive una buona storia, ben sceneggiata, con personaggi nuovi che gettano le basi per ritorni futuri, ma con il trucchetto su citato che limita il coinvolgimento del lettore.
I disegni sono ad opera degli inconfondibili Esposito Bros. (Nando e, Denisio Esposito). Forse non al massimo della loro forma per tutto l'albo, sono stati penalizzati sulla mia copia da una stampa non di qualità costante. Difetto comune a molti albi recenti Bonelli è la carenza di saturazione dei neri in alcune pagine e la presenza di sbavature al centro di altre pagine dovute all'eccessivo carico di inchiostro.
Alessandrini non si spreca troppo con la copertina. Riprende un soggetto classico e lo piazza la centro di un vortice creato in CGI. Mi aspetto sempre di più da lui, ma qualche volta mi devo accontentare.

Si poteva fare di meglio, si poteva trovare un titolo più adatto, ma tutto sommata piacevole e culturale come altre storie della stessa collana.

martedì 14 dicembre 2010

Martin Mystère - Il ritorno della bestia

Martin Mystère n. 312, bimestrale
Il ritorno della bestia

Soggetto e sceneggiatura: Alfredo Castelli
Disegni: Esposito Bros.
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Altrove ha problemi di giurisdizione sui territori canadesi dove si sta compiendo una vera carneficina ad opera di qualcosa di sconosciuto. Otto persone sono rimaste vittime di un animale misterioso, gigantesco, a metà strada tra un lupo ed un orso. Gli eventi ricordano quelli degli anni tra il 1764 e il 1767 quando una belva sanguinaria terrorizzò gli abitanti della regione francese dello Gévaudan, mietendo tra le 100 e le 180 vittime. Cacciatori assoldati da Luigi XV riuscirono ad uccidere la “Bête”, ma della sua reale natura non se ne trovò mai documentazione. L'unico a poter indagare liberamente sulla vicenda è Martin Mystère. Potranno essere in grado Martin e Java di fermare la catena di omicidi?

La storia non è sconvolgentemente bella, ma si fa leggere scorrevolmente nonostante la grande quantità di nozioni storiche che vengono fornite al lettore. Una rilettura piacevole del film "Il patto dei lupi" del 2001 e della leggenda sempre un po' dimenticata della Bestia del Gévaudan, ambientata nei giorni nostri e con qualche, mysterioso, accenno a eventi accaduti nel passato.
Gli Esposito Bros. sono indubbiamente bravi ed il loro stile di disegno è accattivante, ma ogni volta che li vedo all'opera sul personaggio di Martin Mystère mi chiedo se è una mia impressione od il protagonista non assomigli troppo a Swarzenegger. Il personaggio si allarga molto, soprattutto di viso, rispetto allo stile grafico con cui viene rappresentato da Alessandrini od altri.
Un nota di merito particolare al bravissimo Alessandrini autore di una copertina altamente intrigante, come spesso valore aggiunto all'albo bimestrale di casa Bonelli.

Buona storia, bei disegni, grande copertina. Che si vuole di più?