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giovedì 5 aprile 2018

Dylan Dog - Il tango delle anime perse

Dylan Dog N° : 379
Il tango delle anime perse

Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni 

Disegni: Bruno Brindisi 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
uscita: 29/03/2018 
Prezzo 3.50

C'è chi i fantasmi li vuole scacciati dalla sua casa e c'è, sempre più spesso, chi rimpiange la persona tragicamente scomparsa e la vorrebbe rivedere, come ectoplasma, per poter passare insieme un ultimo minuto, chiudere un conto in sospeso, chiedere spiegazioni o solo scambiare uno sguardo e tornare a vivere senza tormenti.
Paul Morris ha trovato suicida, impiccata, nella loro casa la sua Lara. Condividevano la vita insieme, dal lavoro alla passione per il tango. Vorrebbe ballare un'ultima volta con lei e, dopo averle provate tutte, la sua ultima carta, la più disperata, da giocare è Dylan Dog. L'Indagatore dell'Incubo si appoggerà a Maria Trelkovski per richiamare lo spirito di Lara ed offrire l'ultimo tango a Paul.

Simeoni a volte ha picchi d'ingegno, altri cadute banali. In questo numero guadagna pagine approfittando del giochino alla Black Panther (ripropone la stessa sequenza di eventi, non tre, ma, solo, due volte), ma lo fa in modo giudizioso. Non si approfitta del lettore e lo guida verso lo snodo narrativo della sua immaginazione. Non ricordo, in ogni caso, ma sarà la mia mente a vacillare, numeri della serie regolare in cui l'Old Boy sia così accondiscendente verso il paranormale ed accetti un simile accadere degli eventi. Un po' Dylan Dog, un po' Brendon di Chiaverotti, questo soggetto (e sceneggiatura) di Simeoni si dipana, pur non rendendosi indimenticabile.

Bruno Brindisi ai disegni è sempre una garanzia, che piaccia o meno, offre un quadro chiaro del personaggio con il quale è cresciuto. A disegnare tavole si trova più a suo agio che a realizzare illustrazioni e, di questo, lo ringrazio. Cura le ambientazioni, la tecnologia con la quale Dylan cerca di entrare in contatto, le carampane amiche di Madame Trelkovski (da questo numero semplicemente Maria, per Dylan). La somma genera un totale interessante per un Dylan Dog piacevole, dove la mano di Recchioni poco si vede.

Bene così.

lunedì 28 agosto 2017

Dylan Dog & Dampyr - Il Crossover di casa Bonelli

 

 

Dylan Dog N°  371 
Arriva il Dampyr

Soggetto: Roberto Recchioni 

Sceneggiatura: Roberto Recchioni, Giulio Antonio Gualtieri 
Disegni: Daniele Bigliardo 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
Prezzo 3,50€ (per ogni Variant) 

Dampyr N°  209 
L'Indagatore dell'Incubo 

Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Boselli 

Disegni: Bruno Brindisi 
Copertina: Enea Riboldi 

Periodicità: mensile 
Prezzo 3,50€ (per ogni Variant) 

Dylan Dog ha accompagnato in un locale la sua nuova fiamma quando una donna bellissima inizia a corteggiarlo. Nello stesso momento Harlan Draka, il Dampyr, irrompe e inizia a sparare ad alcuni avventori, che si rivelano essere vampiri. Così come la spasimante di Dylan. Siccome, l'Indagatore dell'Incubo, è un romantico cerca di metterla in salvo, ma le cose si complicano. La donna riesce a raggiungere Craven Road 7 per chiedere l'aiuto all'ex Old Boy. Gli spiega come mortali creature agli ordini di Lodbrok, un Maestro della Notte, stiano per sferrare un colpo deciso a Londra. Dietro alle quinte John Ghost continua a tessere la sua trama, in accordo con le creature della notte, per dominare l'Inghilterra.
Il Dampyr e Dylan si alleano per cercare di contrastare Lodbrock ed il suo secolare nemico Lord Marsden. Il viaggio li porta fino alle isole Ebridi, al largo della Scozia, dove il primo potrebbe avere un covo pieno di armi di distruzione di massa. Qui incontreranno creature mitologiche e cercheranno di impedire al Maestro della notte di spargere distruzione e morte.

Bonelli tenta il primo esperimento di crossover e lo fa andando incontro ad una richiesta dei fan: vogliamo una storia che veda coinvolti Dylan Dog ed Harlan Draka. Come potrebbe Recchioni farsi sfuggire l'americanata? Quattro copertine e storia divisa sulle due serie, per poi far uscire il libro rilegato e cartonato, ricco di inserti speciali e, magari, a colori, in collaborazione con Bao, per Natale.
Periodo perfetto Agosto per far uscire un'iniziativa editoriale del genere. Tre quarti delle edicole delle grandi città sono chiuse, Dampyr esce in un terzo della copie di Dylan e quel terso se lo deve dividere in due copertine: trovare i quattro numeri è stato un delirio!

Ma arriviamo alla storia. Appare John Ghost! Ma è della stessa utilità, per lo sviluppo della trama, di una fetta di groviera quando sei seduto sul trono di ceramica e sei in dissenteria. Recchioni lo inserisce fisicamente nella sua trama e Boselli ne fa un accenno anche nella sua stesura. Nel complesso, in ogni caso, la storia è decisamente fruibile. L'incontro tra il Dampyr e l'Indagatore dell'Incubo, e le loro spalle, è proficuo per entrambi. Gli autori sono riusciti a ben amalgamare i caratteri dei protagonisti ed a rendere l'incontro interessante (ovviamente con la promessa implicita di ripetere l'esperimento).
I disegni sono di livello per entrambe le testate. Bruno Brindisi esordisce su Dampyr tenendo dei toni molto luminosi, Bigliardo si rende godibile sulle pagine di Dylan Dog ed il mix dei due funziona.

Nonostante tutto funzioni ho trovato l'idea un po' troppo americana rispetto al bacino d'utenza. Queste tecniche di vendita, doppie copertine, incroci di inizio e fine su testate diverse, sono quelle che hanno portato a creare la bolla dei Supereroi Marvel e DC. Crescevano le vendite perché i collezionisti venivano spremuti, ma la qualità delle storie calava e così l'affetto per i personaggi.
Il crossover, secondo me, è una strada da percorrere una tantum. Queste storie sono quelle da Speciale: storie vere, realizzate in modo speciale e dove accade qualcosa di speciale. L'ho letta volentieri, mi è piaciuta, ma avrei preferito una formula tipo Dylan Dog incontra Martin Mystère o Martin Mystère incontra Nathan Never (quella sì che è stata una genialata).

mercoledì 5 aprile 2017

Dylan Dog Magazine N° 3

Dylan Dog Magazine N°  3 
Dylan Dog Magazine 2017

Copertina: Bruno Brindisi 
 
uscita 25/03/2017 
Periodicità: annuale 
Prezzo: 6.30€

Villa Serena
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Riccardo Torti

Come ogni hanno Dylan è in visita dal suo vecchio amico Sherlock Bloch. Anche questa volta, Wickedford si dimostra un paesino dalla mille sorprese. Nonostante la tranquillità apparente, qualcosa ribolle sempre. Non ultima una casa di riposo a pochi chilometri di distanza, nella quale è ospitato un vecchio amore di Henrietta, arzilla novantenne madre, proprio, di Bloch. Quando le arriva la proposta di matrimonio da un ospite che aveva conosciuto in gioventù si reca a Villa Serena per incontrarlo. Con sorpresa, però, scopre che lui ed altri sue due amici hanno lasciato la struttura in tutta fretta. Cosa mai può averli spinti? Henrietta, da cotanta madre di cotanto figlio, compila i documenti per indagare dall'interno, mentre Bloch e Dylan, preoccupati, l'aiutano.

Il labirinto
Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Giorgio Pontrelli

Durante le indagini a Villa Serena, Dylan incontra un paziente la cui mente vaga per suoi percorsi astratti. L'umanità dell'Old Boy lo spingerà ad ascoltarlo ed aiutarlo.

Come ogni anno torna il, vecchio, Almanacco di Dylan Dog, nella nuova versione chiamata Magazine. Si distingue dalla sua prima incarnazione da articoli più fluidi e dossier meno rigidi, ma anche da una maggiore confusione nella distribuzione delle informazioni. Gli autori cavalcano l'onda di It, libro di Stephen King dal quale è stato tratto un film cinematografico che debutterà a breve al cinema, e intessono una sezione dedicata ai clown ed alla paura che instillano in particolari situazioni.
Si parla, come sempre, di libri e film. Dei primi non sembra esserci nessun accenno a qualcosa di imperdibile, tranne il solito Lovercraft (che ogni anno ritorna), mentre per i secondi qualche titolo interessante me lo sono segnato.
Qualche pagina è dedicata alle Scream Queen, le reginette dei film horror, ed anche qui ci si può segnare qualche titolo datato da rivedere

Le due storie di cui vi ho riportato il riassunto all'inizio del post non sono affatto male. Se la prima inizia percorrendo una strada già vista in Cocoon, procede con le sue gambe e, a parte l'eccessiva verve di Henrietta, convince a pieni voti. Che sai una delle migliori storie di quest'anno? I disegni di Riccardo Torti si riconoscono anche ad albo chiuso e sono una confortante presenza. Meno confortante è lo stile di Pontrelli, nella seconda storia, non ho apprezzato i suoi tratti frastagliati (nonostante la riproposizione dell'espediente grafico di Morgan Lost: bianco, nero e arancione), ma il soggetto e la sceneggiatura, sempre, di Ostini, come le precedente, creano una situazione delicata e commovente.

Il Magazine di Dylan Dog è, meno che negli anni d'oro, una fonte di spunti per chi vuole approfondire certi aspetti dell'horror cinematografico, televisivo o cartaceo. Ancora si trovano buoni spunti, ma bisogna leggere con molta attenzione per non perderli per strada.

Il prezzo? Eccessivo.

giovedì 1 ottobre 2015

Dylan Dog - La morta non dimentica

Dylan Dog N°  349 
La morta non dimentica

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Bruno Brindisi 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 29/09/2015 

Direttamente dal paesino in cui si sono ritirati in pensione, Block e Jenkins si presentano, formali, alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Qualcosa di strano sta succedendo in una casa a pochi passa dalla loro: un uomo, del quale entrambi hanno partecipato al funerale , è stato visto seduto in casa sua.
Stranamente anche a Londra, l'Ispettore Carpenter, sta avendo a che fare con dei manichini che se ne vanno in giro per la città. Questi manichini sembrano essere dei cadaveri eviscerati ed impagliati, lasciati in giro come messaggio per qualcuno. Che quel qualcuno sia proprio Dylan Dog? E che quel messaggio, all'apparenza sempre più personale, sia opera di una sua vecchia conoscenza impossibilitata a morire? Che ci sia Nora Cuthbert dietro a questo evento eccezionale?

Tornano Nora e Gus, quindi vi dovete andare a rileggere (a meno che non abbiate una gran buona memoria) il numero 338 della serie regolare di Dylan Dog, per fare un po' il punto della situazione. Paola Barbato, già autrice della sceneggiatura dove sono apparse queste buonanime immortali per colpa dell'Old Boy, sfrutta pienamente, per la prima volta, la continuity. Dopo tanti anni, tornano dei personaggi che sembrano avere la possibilità di divenire ricorrenti. Nora e Gus sono una coppia psicopatica, ridotta senza ragione dalla condizione in cui sono costretti e con il solo obiettivo di tornare ad incrociare la strada di chi li ha ridotti così. La narrazione è abbastanza faticosa. A volte accelera, a volte rallenta, sopratutto quando ti chiede di ricordare cosa sia successo un anno fa. Il mio consiglio è quello di trovare una mezz'ora e ripassare prima Mai più, Ispettore Bloch e poi dedicarsi alla lettura del nuovo albo acquistato in edicola. I meccanismi narrati della Barbato risulteranno più chiari e fluidi.
Ai disegni Bruno Brindisi. Non lo so, accidenti. A volte mi piace, a volte no. Alcune pagine dici wow, in altre ti limiti ad oh. Caratterizza bene i personaggi, offre citazioni da altri mondi narrativ, dona a Nora l'aspetto di una giovane Madonna Ciccone, si esalta nelle scene semi-splatter (visto che, per forza di cose, di sangue ce ne è poco), ma ogni tanto si perde. A volte, nella ricerca di nitidezza dell'immagine, col tratto sottile, tende a creare l'effetto opposto ed a confondere l'occhio di chi legge.

La copertina di Stano, tendenzialmente dominata da ombre e colori scuri, perde di luminosità anche per la scelta del posizionamento del titolo. Se sapete da 349 numeri che la banda del titolo sarà a quell'altezza: non metteteci tutti quei dettagli sotto. Il cuore sul tavolino quasi sparisce, le gambe di Nora praticamente mozzate. Si stringe di meno l'inquadratura e si guadagna in godibilità dell'immagine, a mio modesto parere.

Il mese prossimo è il momento del numero 350, full color. Disegni e storia saranno di Carlo Ambrosini che nella sua ultima uscita tutta a colori su Orfani: Ringo non mi ha convinto per niente. Speriamo che quel numero, per lui e per Bonelli, sia stata un buona palestra e che entrambi sappiano stupirci con scelte coraggiose e coinvolgenti.

mercoledì 8 aprile 2015

Dylan Dog Magazine N° 1

Dylan Dog Magazine 
N° 1 
Periodicità: annuale 
Dylan Dog Magazine 2015

Uscita: 24/03/2015 
Prezzo 6.20€

Copertina: Bruno Brindisi 

Prima c'era l'Almanacco. Ora c'è il Magazine. L'impostazione è simile. Si parla  di paura sullo schermo, grande e piccolo, nei videogiochi, tra le pagine dei libri. C'è il dossier sui piccoli paesini fantastici (o meno) in cui l'orrore si annida e sorge per devastare la vita delle persone comuni. C'è un acculturato viaggio tra le origini del genere gotico partendo dal Castello d'Otranto e vagando, poi, tra molti autori di romanzi, europei e non. C'è la pratica guida a come sopravvivere in uno slash movie, riconoscere il cattivo che si ha davanti e comportarsi nel modo giusto. C'è una storia di 96 pagine di Dylan Dog, o meglio con l'ex Ispettore Bloch e poi ce n'è un'altra con Dylan Dog. C'è un storia di due facciate, interessante.
Non c'è più la bella carta lucida che ha contraddistinto l'Almanacco di Dylan Dog fino all'anno scorso e non si capisce il perché. C'è, purtroppo, la copertina di Brindisi, che aveva già fallito sugli albi di Repubblica ed ora mette tristezza anche qui. Ci sono i disegni di De Gennaro, anche se molto più contenuti che nei numeri degli anni passati.
L'ho già detto che la mancanza della carta lucida è sminuente? E' una vera delusione. Anche se i servizi e le storie possono essere interessanti, la mano vuole la sua parte e sfogliare, almeno una volta l'anno, delle pagine lisce, curate, è da sempre stato un piacere. Quest'anno la scelta editoriale non mi ha trovato d'accordo, anche a fronte di un prezzo non certo contenuto non più giustificato. Va bene che ci sono due storie, una nuova di Barzi e Brindisi, che nel disegnare tavole è molto più bravo che a realizzare copertine, ed una di riciclo. Un soggetto rimaneggiato e sforbiciato di Gualdoni supportato ai disegni da De Tommaso. Incredibile, ma è la cosa migliore di Gualdoni che ho letto negli ultimi anni. Funziona. Ecco, forse abbiamo trovato la sua strada: short stories. Magari un filo meno banali, ma già così è un grosso salto avanti rispetto a prima. La scelta di realizzarla in bianco , nero e rosso mi ha lasciato un po' perplesso. Mica l'ho capito il significato del rosso. Non credo indichi nulla di particolare, ma che sia solo una scelta stilistica di De Tommaso. Però carino.

Le storie.

Nuovo Cinema Wickedford

Soggetto e sceneggiatura: Davide Barzi
Disegni: Bruno Brindisi

Wickedford, tranquillo paesotto in cui Bloch si è ritirato per godersi il pensionamento. Insomma tranquillo. L'arrivo di alcuni ragazzi interessati alla leggenda del "Blumenbach", una misteriosa pellicola horror girata negli anni settanta del secolo scorse e che non ha mai visto la luce, porterà a vivere tragici momenti ai membri del cast ancora in vita e residenti a Wickedford.
La presenza di Dylan Dog, in visita al suo vecchio amico Bloch, spingerà l'ex Ispettore di New Scotland Yard ad indagare ed a vivere una nuova avventura al limite dell'antiemetico.

Il saldo

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Fabrizio De Tommaso

Soldi a terra vicino ad un bancomat. Saranno caduti a qualcuno? Perché loschi figuri impongono a Dylan di accettarli senza fare domande, senza dargli la possibilità di restituirli alla banca, anche con le cattive maniere? Tutto per un errore od una macchina impazzita? O c'è qualcosa di più?

Tutto sommato il Magazine è godibile e le storie sono interessanti, ma la mancanza delle pagine lucide fa perdere molto al volume.
Da migliorare in vista dell'anno prossimo, anche se dubito che succederà.

venerdì 7 novembre 2014

Dylan Dog - Mai più, ispettore Bloch


Dylan Dog N° 338 
Mai più, ispettore Bloch

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Bruno Brindisi 

Copertina: Angelo Stano

Periodicità: Mensile 
Uscita: 29/10/2014 

Bloch, caro vecchio ispettore Bloch. Dopo una vita dedicata al lavoro, agli omicidi, alle indagini, agli antiemetici, finalmente è giunta la tua ora. La pensione per raggiunti limiti di età ti darà la possibilità di vivere una nuova vita fatta di vecchie amicizie e nuove passioni.
Nello stesso momento in cui l'ex-ispettore di Scotland Yard prende confidenza con la sua nuova situazione ecco che qualcosa di strano succede a Londra. La gente sembra non morire più. Una ragazza, Nora, uccisa per sgozzamento, si rivolge a Dylan Dog per capire come mai non riesce a morire.

Paola Barbato ha l'occasione di inaugurare la nuova vita editoriale di Dylan Dog. Il primo numero in canone della gestione Recchioni è un piccolo speciale di 112 pagine che getta abbastanza scompiglio nella vita dell'Old Boy. La storia si evolve in modo interessante e gustoso, anche nello spiegone finale comunque simpatico. Si introducono nuovi livelli di rapporti tra Bloch, Jenkins e Dylan. Conosciamo almeno due figure che potrebbero tornare a farci visita. La Morte torna protagonista di una storia.
Bruno Brindisi, abile artista del disegno e colonna storica della testata, fornisce un'ottima prova. Con il suo tratto curato rende piacevole la lettura ed intriganti i personaggi coinvolti. Non dimentica di disegnare dettagli importanti sottolineandoli con garbo e mestiere.
La copertina è di Stano. Come molti avranno letto in rete, visto in giro o semplicemente notato, è la citazione di una delle più iconiche di casa Marvel. Un storica copertina che sottolineava una decisione personale del più famoso Ragno di quartiere.

Da leggere e da seguire per tutta la sua prima stagione questa nuova vita di Dylan Dog.

lunedì 23 settembre 2013

Dylan Dog Speciale - La bomba!

Speciale Dylan Dog  n° 27
La Bomba!

Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano

Sembra essere un manicomio quello in cui Dylan Dog è rinchiuso. Nessun contatto con l'esterno, nessuna visita, nessun amico che lo venga  a trovare. Solo dottori ed infermieri che lo imbottiscono di pillole, continue sedute psichiatriche, periodi in celle d'isolamento claustrofobiche ed elettroshock. Giunto ad una finta accondiscendenza l'ormai ex Indagatore dell'Incubo tenta la fuga insieme ad altri detenuti/pazienti.
Sarà una mossa azzeccata? Fuori da quel lager ci sarà un presente migliore od un passato dimenticato dall'Old Boy che ha reso ben peggiore il luogo in cui anela di andare? 

Penso di averlo già scritto in precedenza, ma ogni tanto ripetere giova: a Gualdoni, in questo periodo in Bonelli, fanno scrivere di tutto. Sceneggiature, soggetti, liste della spesa, email di reclamo ad Amazon, gli ordini per il bar, quando vanno in pizzeria prende lui il blocchetto al cameriere e raccoglie ordinazioni al posto suo. No so se è per via di un bisogno di soldi del ragazzone, perché gli altri sono all'opera sul nuovo progetto editoriale dedicato allo svecchiamento dell'Indagatore dell'incubo, che inizia il 27.09.2013 o per altri reconditi motivi, ma Gualdoni è dappertutto. Per carità a volte le cose gli vengono bene, ma altre è meglio che non le avesse scritte.
L'autore riesce a ben influenzare il lettore con le atmosfere cupe ed asfissianti del manicomio. Mette anche un po' di nervoso perché ci mette veramente tanto a dare una svolta alla prima parte della storia e quando succede non ripaga a pieno le attese. Certo, si aggancia a numeri storici (richiamati in seconda di copertina) della collana per fornire basi più solide al suo racconto, ma il citazionismo esagerato spezza il feeling. Da Brazil passando per L'esercito delle 12 scimmie, dal libro/film/serie tv La zona morta, passando per La vita è bella e, come detto, all'autocitazionismo, giusto per citare i casi più evidenti, sono i riferimenti che balzano all'occhio. Ad una seconda lettura se ne trovano anche di più, ma meglio non cercarli per evitare di innervosirsi.
Ai pennelli, alle chine ed alle matite un Bruno Brindisi in splendida forma. Di riferimenti fotografici e stilistici ne ha a bizzeffe, grazie al metodo narrativo utilizzato dallo sceneggiatore, e mette a frutto tutti i vantaggi che ne derivano. A volte i suoi disegni risultano essere tanto reali da sembrare finti. Anche lui, forse sopratutto lui, contribuisce a far soffrire il lettore con il protagonista nei momenti di detenzione.
Impossibile anche questa volta criticare la copertina di Angelo Stano, come del resto da diversi anni a questa parte. In questo caso rende evidente un evento in cui nell'albo si accenna e che mostra solo le sue conseguenze. Un vero e proprio prologo in un'unica immagine.

Tirando le somme. Questo Speciale è abbastanza particolare da essere considerato un Speciale. A volte la narrazione risente delle lungaggini gualdoniane, ma i disegni permettono di vincere parecchie difficoltà. Tutto sommato da leggere e vivere in fondo senza troppo pessimismo.
A tanti di voi ricorderà quello spot non-Mercedes con protagonista una Mercedes che ha viralizzato l'Internet  qualche settimana fa.

martedì 5 marzo 2013

Dylan Dog - Collezione Storica a Colori

Sono ormai passate un paio di settimane da quando, in edicola, ha fatto la sua comparsa la Collezione Storica a Colori di Dylan Dog. Il gruppo L'Espresso, tramite le sue due pubblicazioni di punta La Repubblica e L'Espresso, sta tentando di replicare il successo ottenuto con la medesima operazione che aveva avuto come protagonisti Tex e Zagor. L'editore sta proponendo, ad un pubblico nuovo ed ai vecchi estimatori, il personaggio creato da Tiziano Sclavi in una nuova variante a colori ed in un maxi albo da circa trecento pagine.
Premessa: io non ho mai avuto tra le mani gli albi dedicati agli altri due personaggi Bonelli, ma so che entrambe le pubblicazioni hanno riscosso un enorme successo di pubblico. Il numero uno di Zagor sembra essere andato esaurito in pochissime ore dall'uscita in edicola, mi dicono. Il successo di Tex è stato tale che è andato ben oltre la numerazione programmata.
Approfondimento. Io ho tra le mani solo il numero 1 di questa raccolta di Dylan Dog. E quello che ho tra le mani non mi piace. Non mi piace per una serie di motivi. Il primo è proprio in copertina ed è l'illustrazione di Bruno Brindisi. Ritengo Brindisi un degno disegnatore delle avventure dell'Indagatore dell'Incubo (per il quale ha debuttato con Il Male) con un ottimo disegno realistico, per il quale ha portato a casa anche qualche premio. Il fatto è che non ce lo vedo come copertinista. L'immagine scelta per aprire questa nuova collana non ha l'impatto che una copertina deve avere. Non colpisce la fantasia, non intriga e non attira nemmeno l'occhio.
Aprendo l'albo ti accorgi di avere per le mani qualcosa realizzato con carta scadente. Mi ricorda quelle vecchie raccolte dedicate ai personaggi a fumetti (forse uscivano con Repubblica o con il Corriere della Sera, dovrei controllare nello scatolone in cui li ho messi) più di dieci anni fa. Allora ancora non c'era la cultura del fumetto come lettura, è anche grazie a pubblicazioni come quelle però che si è formata, e le storie disegnate venivano pubblicate su qualsiasi cosa che non fosse carta igienica, pur di spendere poco. Discorso che vale per le iniziative editoriali collegate a quotidiani o periodici, non certo a chi pubblicava fumetti per passione e professione. Tornando a monte. La carta scelta per questo albo lascia veramente perplessi. Sembra essere, appunto, una carta riciclata dalla stampa dei quotidiani: quella che rimane fuori dalla bobina principale e non sai che farci. La sensazione al tatto è fastidiosa e dissuasiva, peccato.
Iniziando a leggere ci si imbatte nei redazionali curati da Luca Raffaelli, Luca Crovi e Maurizio Colombo (nomi conosciuti nell'ambiente, Raffaelli in primis dalla mia generazione anche per il suo libro Le Anime disegnate) ed in una gustosa intervista a Tiziano Sclavi di Gianmaria Contro.
Poi si arriva al fumetto. Se sulla qualità delle tre storie contenute in questo numero 1, L’alba dei morti viventi, Jack Lo squartatore e Le notti della luna piena, nessuno potrebbe avere alcunché da ridire è l'aspetto grafico a sconcertare. Enormi bande bianche, sopra e sotto le vignette colorate, danno un immenso senso di vuoto, di spreco e di perdita al lettore. Lettore che, oltretutto, viene stordito da colori piatti e sgradevoli. Una quadricromia piatta che vi vanta di avere neri strabordanti ed il rosso della camicia di Dylan come faro nella nebbia. Sarebbe stato troppo aspettarsi un lavoro di alta qualità come quello iniziato sul Color Fest ufficiale di casa Bonelli, pubblicazione di cui peraltro io ho interrotto l'acquisto per l'inutilità delle storie presenti, ma trovarsi di fronte a una realizzazione qualitativamente mediocre anche per la Marvel in Italia degli anni '80 del secolo scorso è decisamente imbarazzante (forse erano stati più abili quelli de Il Messaggero a metà degli anni '90 ristampando a colori ed in formato originale il numero 1, e se non ricordo male, qualche altro albo, di Nathan Never).
Il paragone con le pubblicazioni Marvel come Le Grandi Saghe o Le Leggende Marvel, edite con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, è immediato. Gli albi di queste collane possono vantare una carta patinata di qualità elevata, colori brillanti e studiati per bene da veri professionisti, storie (anche per il classico formato americano) i cui disegni sono studiati per occupare tutta la pagina e tutto l'occhio del lettore. Il tutto a pochi Euro in più rispetto a questa proposta ridicola.

Massimo rispetto per chi ci ha provato, ma non riesco a porgere loro un plauso per il modo in cui hanno realizzato l'opera.
Apprezzo il nuovo corso di casa Bonelli, inaugurato negli ultimi anni di regno di Sergio e che sta proseguendo, col piede pigiato sull'acceleratore, con suo figlio al comando, di rinnovamento delle testate e monetizzazione dei diritti per tenere in piedi la baracca (non si spiega in altro modo il film di Dylan Dog con Brandon Ruth di qualche anno fa), ma a volte bisogna prendersi dei tempi maggiori per riflettere su quello che si sta facendo.

Il primo numero era in vendita a 1€. Questo è il valore, approssimato per eccesso, che potrebbe essere attribuito a tutti i volumi di questa saga. Non per le storie che contengono, ma per il modo in cui sono state proposte in questa Collezione Storica a Colori di Dylan Dog. 
Probabilmente un'occasione per fare bene qualcosa andata sprecata .

mercoledì 8 agosto 2012

Martin Mystère - Speciale 29 - Gli enigmi del giovane Martin

Speciale Martin Mystère n. 29, annuale 
Gli enigmi del giovane Martin  
 
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Siamo qualche anno nel passato  rispetto al solito e il giovane Martin Mystère, assieme all’amico Chris Tower, si trova all’università di Harvard. La spacconeria del futuro Detective dell'Impossibile irrita non poco il futuro comandante di Altrove. Insieme ad alcune ragazze, Chris, decide di organizzare degli scherzi per saggiare l'onniscienza del suo amico. Tra una prova e l'altra, però, appare un strana ragazza in fuga da oscuri personaggi. La comparsa della donna porterà i ragazzi ad incrociare la storia di un uomo vissuto nel XIX secolo ed autore di invenzioni definite impossibili. Come da manuale, qualcun altro è sulle tracce della ragazza e quella di Martin e Chris sarà un corsa contro il tempo per risolvere il mystero senza venir bloccati sul più bello.

Non amo molto le storie in cui il protagonista non è quello di cui leggo nella collana regolare, ma devo ammettere che il giovane Martin non è così fastidioso come il Docteur Mystère o come le storie ed episodi. Lo strizzare l'occhio bonelliano alla serie d'animazione francese dedicata al loro personaggio è tutto sommato accettabile. Certo che se facciamo il conto di quante ne ha vissute sto ragazzo viene difficile credere che nei giorni nostri sia ancora giovanile, sano e tutto d'un pezzo. Comunque la storia fila, getta il lettore in un'atmosfera steampunk piacevolmente soft e fa riflettere sulle varie strade che avrebbe potuto prendere la tecnologia e su come potrebbe essere "diverso, ma simile" il nostro presente.
Torti offre sempre il meglio si se e ci getta a capofitto nell'avventura senza trattenersi. Disegno pulito e piacevole che invoglia alla lettura.
Alesandrini ci offre una copertina luminosa, allegra ed avventurosa, come non fare i complimenti anche a lui.

Uno speciale che si stacca completamente dalla serie regolare, che ci porta nel passato del BVZM, ma che, tutto sommato, risulta essere coinvolgente e divertente. Lettura estiva da non disdegnare.

In allegato: 
Martin Mystère Presenta
La minaccia dei Temibili Tre
Soggetto: Alfredo Castelli 
Sceneggiatura: Alfredo Castelli e Carlo Recagno
Disegni: Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri

Chi era Martin Mystère prima di diventare Martin Mystère, protagonista di fumetti? Era un archeologo, avventuriero e conduttore televisivo che ricevette un chiamata dall'Italia per scrivere una serie a fumetti su di lui. Come ogni persona avrebbe fatto, in una chicchierata con il suo agente, si è dilettato, trenta anni fa, ad immaginare come sarebbero potute essere le sue storie. Eccolo, quindi, nei panni di un novelle Mister Fantastic in una kirbyana formazione supereroistica chiamata i Fantastici Tre, biondo Flash Gordon prigioniero su Mongo e ladro, diaboliko, dalla maschera facile per le strade di Clerville.

Ecco l'acquisto dello speciale vale anche solo per questo albetto allegato. Il lavoro di team realizzato alla sceneggiatura da Alfredo Castelli e Carlo Recagno ed alle tavole da Bruno Brindisi, Esposito Bros., Lucio Filippucci, Paolo Morales e Davide De Cubellis, Giuseppe Palumbo, Daniele Caluri è tremendamente divertente. Realizzato con cura e rispetto dei personaggi a cui sono ispirate le storie, coinvolge il lettore dalla prima paginetta all'ultima. Un unico appunto: avrebbero potuto uscire dal "formato Bonelli" delle vignette ed impostare le storie fittizie come quelle dei personaggi da cui sono state ispirate. Sarebbe stato curioso vedere Martin in vignette alla Diabolik.

Un grande albetto, come molti di quelli allegati agli speciali del BVZM, che non dovete perdere.

mercoledì 28 marzo 2012

Dylan Dog - Almanacco della Paura 2012

Almanacco della Paura 2012 , annuale
L’eliminazione

Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano

L'orrore si manifesta al meglio delle sue possibilità nella vita di Dylan Dog. La sua ultima fiamma è una stellina dei reality che ha in mente solo una cosa: vincere. Vuole a tutti i costi ottenere il primato nella competizione che decreterà la nascita della nuova stella della televisione in diretta. Dylan è invitato in studio per partecipare con lei alla sua gioia, ma non si sente molto a suo agio. Quando, poi, due ex concorrenti del reality entrano in studio armati di tutto punto ed iniziano a far fuori i concorrenti il suo disagio è oltre i limiti di guardia. Con coraggio, e tanta incoscienza, tenta di trattare con i sequestratori omicidi, ma senza alcun risultato se non quello di finire tramortito e legato. La trasmissione continua in diretta e l'eliminazione dei concorrenti, secondo i risultati del televoto, non è solo dal gioco, ma, anche, dalla vita reale. Ci sarà un modo per fermarli prima che sterminino tutto lo studio? Riuscirà Dylan a convincere gli spettatori che non è tutto falso ciò che stanno vedendo, ma che è la realtà? O gli spettatori lobotomizzati dalla TV non si accorgeranno di niente?

Recchoni ed Uzzeo azzeccano pienamente il punto su quella che la situazione della popolazione mondiale degli spettatori televisivi. Non riescono più a riconoscere la realtà dalla finzione, tanto sono convinti che tutto ciò che succede nel pannello appeso alle loro pareti sia finto. Gli sceneggiatori toccano un paio di punti che non possono lasciare insensibile il lettore, prendendo a spunto un famoso reality italiano (o docufiction come li chiamano per dare un tono). Io spero, sinceramente, che la realtà sia, almeno, un po' più distante da quello che viene reso graficamente da Bruno Brindisi nella storia di questo almanacco, ma non ci credo tanto. Disegni buoni, buon ritmo delle vignette, inquadrature televisive appropriate. Brindisi fa un buon lavoro dedicandosi a questa serie al di fuori degli albi regolari.
La copertina doppia di Stano mette bene in chiaro gli orrori che tutti i giorni affrontiamo accendendo la televisione, decerebrandoci con programmi di livello discutibile.

Ma la parte più succosa dall'Almanacco sono i dossier. Libri, qualche consiglio interessante. Film, da prendere nota e passare in videoteca. Telefilm, poca roba se non un remake televisivo di Voglia di Vincere (ricordate Micheal J. Fox?) e American Horror Story (questo recuperatelo veramente, poi ne parliamo tra qualche giorno). Videogiochi, niente di che (forse vi verrà voglia di giocare a Dead Island). Tutto questo precede, come al solito, la storia a fumetti. Dopo dell'avventura di Dylan faremo un excursus sui nuovi registi che ci impressionano col le loro pellicole horror, analizzando la situazione di diversi Paesi (Inghilterra, Francia, Spagna, Italia). Verremo catapultati nel mondo dei Freaks, dei loro orrori, delle loro sofferenze e della stupidità umana. Conosceremo meglio Anne Rice ed il suo vampiro Lestat. Tutto sommato, come ogni anni, dossier interessanti e acculturanti, anche se quello sulla Rice è un po' pesantuccio.

Un appuntamento che una volta all'anno non può mancare. Magari lasciate perdere i Maxi, i Gigante, i Color Fest ed altre varie pubblicazione, ma dall'Almanacco si impara sempre qualcosa.

venerdì 28 ottobre 2011

Dylan Dog - Il delitto perfetto

Dylan Dog n. 302, mensile
Il delitto perfetto

Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano

Dylan Dog è in piedi, al centro di un ufficio chiuso dall'esterno, sorvegliato da telecamere, con una pistola fumante in mano. Di fronte a lui il cadavere i Mark Question con una pallottola piantata in fronte. Colto in flagranza di reato da una guardia giurata e dalla segretaria di Question viene arrestato ed incarcerato. La notizia del suo arresto rimbalza in rete ancora prima che sulla stampa. Un gruppo di fan dell'Indagatore dell'Incubo, credendolo innocente, tenta di ricostruire la dinamica del delitto per scagionarlo.

La partenza è col botto. Ok la storia mi intriga. Citazioni a manetta da film, libri, più o meno nuovi, mi mettono dell'animo giusto. C'è il coinvolgimento. Poi scopro che è una storia ad episodi. Delusione. Mi aspettavo sinceramente qualcosa di più da Luigi Mignacco. Speravo in un racconto unico ed organico, come credo sia corretto proporre almeno sulle pagine di una serie regolare, invece mi sono ritrovato davanti ad uno stile narrativo che ho criticato più volte e che mi trova poco propenso alla sua lettura. Non nego che le storie, le seconde due particolarmente, siano anche divertenti e caratteristiche, ma mi rimane dell'amaro in bocca. Il finale è simpatico e misterioso. Se la parte centrale dell'albo fosse stata corpo unico col resto penso che sarebbe stata una grande storia.
Bruno Brindisi non fa mai meno del suo. Qui ci mette anche qualche cosa di più per valorizzare la sceneggiatura di Mignacco. Disegni piacevoli e curati rendono l'albo armonioso.
La copertina di Stano è un trionfo di bianco e Dylan Dog in pericolo. Raramente il nostro sbaglia un colpo ed anche in questa occasione fa centro.
Nota a parte per i redazionali di questo mese. Dopo la dipartita di Sergio Bonelli questo è il primo albo che integra, al posto delle solite rubriche, il messaggio della redazione ai lettori, a pagina 2, ed un ritratto affezionato e tenero di Sclavi del suo amico Sergio, a pagina 4. Parole che descrivono in modo toccante la figura di Sergio Bonelli e l'amicizia che lo legava alla sua redazione. Per tutti è stato, è e sarà ancora per molto un duro colpo. Adesso le redini dell'azienda di famiglia sono ufficialmente in mano al figlio Davide. In bocca al lupo.

Quando si parte bene, ma, poi, si perde il filo per strada. Peccato.

lunedì 2 agosto 2010

Dylan Dog - I nuovi barbari

Dylan Dog n. 287, mensile
I nuovi barbari

Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano


Il viaggio di Dylan Dog, Groucho e Calista – l’ennesimo eterno amore dell’inquilino di Craven Road – verso una vicina meta vacanziera, si tramuta in un’odissea sulle strade della paura quando, fermi in uno spaventoso ingorgo stradale, i tre assistono impotenti al crollo della civiltà umana e al sorgere di un regno di violenza e sopraffazione!

Una coda infinita è l'incubo di ogni automobilista, se poi la si incontra il giorno in cui si è deciso di partire per le vacanze è ancora peggio.
Una storia realistica ben raccontata, ed ideata da Recchioni, e disegnata con i tratti ed i toni giusti da Brindisi. Un'occhiata particolare è da offrire alle citazioni a tema inserite dei due artisti lungo la narrazione, ed anche della interessante nuova catena di autogrill aperta per l'occasione.

Una lettura da conservare per il week end di esodo agostano scelto per partire per le ferie.