Dylan Dog N° : 382
Il macellaio e la rosa
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Fabrizio Des Dorides
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 29/06/2018
Prezzo: 3.5€
Emily Ray è da qualche anno sulla cresta dell'onda, è tra le migliori scrittrici horror che l'Inghilterra abbia mai conosciuto. Quando, però, Bloch si imbatte nella lettura del suo ultimo libro troppe coincidenze si affastellano. L'ex Ispettore di Scotland Yard riconosce dettagli del caso irrisolto Daddy Slasher di cui nessuno oltre alla polizia od il killer seriale dovrebbero conoscere. Con una telefonata cerca di avvertire il suo sostituto, Carpenter, nella polizia di Londra.
Quasi contemporaneamente la stessa Emily Ray si rivolge all'Indagatore dell'Incubo perché anche lei scossa da dettagli troppo vividi presenti nel suo romanzo.
L'idea di Ruju, storica colonna del mensile Bonelli promosso sulle piste dei Pards di Tex, non è affatto male. Alla vita reale, all'indagine di Dylan e Bloch, si alternano pagine ed eventi tratti dal libro di Emily Ray. Questa alternanza è un modo originale per permettere al lettore di entrare nell'atmosfera senza ricorrere a fastidiosi spiegoni od a classici flashback. Ad un certo punto, però, lo spiegone arriva lo stesso e spezza il ritmo narrativo creato da Ruju fino a quel momento. La risoluzione della vicenda non è quella che avrei scelto io, per quello nessuno mi chiede di scrivere un fumetto, ma indaga un tema classico del genere horror che, già, alcune volte era apparso su queste pagine.
Ai disegni l'esordiente Des Dorides, romano, classe 1987. Dal 2012 ha avuto di lavorare spesso ed su testate di livello. Tra i suoi incarichi può annoverare il numero 17 dell’ultima stagione di John Doe (Questa lunga storia d’amore) e, sempre in Bonelli, Orfani - Nuovo Mondo e Orfani - Sam. I meriti personali ci sono. Il suo tratto si mischia bene con quello di Cavenago in copertina e con quello di molti classici disegnatori di Dylan Dog. I neri non sono mai eccessivi, gli sfondi sono pieni, la gabbia bonelliana non subisce grossi sconvolgimenti. Un debutto da manuale. Ciò che continuo a notare che da quando è Roberto Recchioni il curatore della creatura di Tiziano Sclavi, sempre più disegnatori a lui legati debuttano nelle sue testate. Sarà un caso.
Nota a margine. La realizzazione tecnica del numero è scadente. Nell'albo che ho acquistato io, capita più volte di imbattersi in tavole in cui il nero è scarico e, quindi, con la resa grafica non ottimale. Spero che sia un difetto di pochi numeri.
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martedì 3 luglio 2018
martedì 31 maggio 2016
Dylan Dog - Vietato ai minori
Dylan Dog N° 357
Vietato ai minori
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Davide Furnò & Paolo Armitano
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 28/05/2016
Prezzo: 3.20€
Lei è Vanessa Wilson, bellissima attrice di film horror, americana, dimenticata da tutti e che ha imboccato il viale del tramonto. Lui è Dylan Dog, suo grande fan, indagatore dell'incubo. Quando lei si reca a casa sua, aveva conservato una vecchia lettera che le aveva scritto, per essere consolata, gli lascia un invito per una rassegna cinematografica che si svolgerà a Los Angeles nella notte di Halloween.
Nonostante la sua paura del volo, una tra tante, il nostro si catapulta nella Mecca del cinema perché il suo quinto senso e mezzo non la smette di allarmarlo. Si troverà così, coinvolto in un festival cinematografico di estrema pericolosità.
Note positive. Un'ottima sceneggiatura di Pasquale Ruju, sostenuta da dei dialoghi semplici, ma non banali. L'alternanza tra cinema e realtà funziona e le emozioni vengono trasmesse con efficacia. Sulle ali di Hostel, si riflette su una situazione che potrebbe essere non così lontana dalla realtà.
Ai disegni un duo che, mantenendo la propria personalità, riesce a confondere il proprio tratto con quello di Corrado Roi. La loro matita è più decisa ed affilata, ma il gioco dei neri e dei grigi è realmente intrigante.
Nel complesso, adatta, ma meno originale di quanto si volesse presentare, l'idea di dotare di volti noti, con nomi diversi, i co-protagonisti del fumetto. Persino io che non son fisionomista ho riconosciuto a chi si sono rifatti gli autori per le loro citazioni.
Nota neutra. La copertina di Stano, richiamo a Frank Miller, giusto nel colore concentrato solo sulla camicia di Dylan.
Nota negativa. Una, ripetitiva, ma di enormi dimensioni per il progetto editoriale in corso. La trama verticale completamente assente anche in questo numero. Se è vero che alcune belle storie, che si rifanno a qualche archetipo presente nel nostro retaggio di lettori ed appassionati del genere, ci vengono presentate ciò non ci permette di scordare la premessa che aveva reso Recchioni curatore della serie. Si parlava di "stagioni televisive" per il bel londinese, ma né di questo progetto né della presenza di John Ghost se ne vedono più le tracce. Onestamente l'esperienza horror di casa Bonelli sarebbe più godibile se in redazione non si fossero dimenticati della promessa sottoscritta con i lettori. Ammetto che è una tara con la quale affronto mensilmente la creatura di Tiziano Sclavi, che, non dimentichiamoci, avvalla le scelte del curatore romano.
Vietato ai minori
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Davide Furnò & Paolo Armitano
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 28/05/2016
Prezzo: 3.20€
Lei è Vanessa Wilson, bellissima attrice di film horror, americana, dimenticata da tutti e che ha imboccato il viale del tramonto. Lui è Dylan Dog, suo grande fan, indagatore dell'incubo. Quando lei si reca a casa sua, aveva conservato una vecchia lettera che le aveva scritto, per essere consolata, gli lascia un invito per una rassegna cinematografica che si svolgerà a Los Angeles nella notte di Halloween.
Nonostante la sua paura del volo, una tra tante, il nostro si catapulta nella Mecca del cinema perché il suo quinto senso e mezzo non la smette di allarmarlo. Si troverà così, coinvolto in un festival cinematografico di estrema pericolosità.
Note positive. Un'ottima sceneggiatura di Pasquale Ruju, sostenuta da dei dialoghi semplici, ma non banali. L'alternanza tra cinema e realtà funziona e le emozioni vengono trasmesse con efficacia. Sulle ali di Hostel, si riflette su una situazione che potrebbe essere non così lontana dalla realtà.
Ai disegni un duo che, mantenendo la propria personalità, riesce a confondere il proprio tratto con quello di Corrado Roi. La loro matita è più decisa ed affilata, ma il gioco dei neri e dei grigi è realmente intrigante.
Nel complesso, adatta, ma meno originale di quanto si volesse presentare, l'idea di dotare di volti noti, con nomi diversi, i co-protagonisti del fumetto. Persino io che non son fisionomista ho riconosciuto a chi si sono rifatti gli autori per le loro citazioni.
Nota neutra. La copertina di Stano, richiamo a Frank Miller, giusto nel colore concentrato solo sulla camicia di Dylan.
Nota negativa. Una, ripetitiva, ma di enormi dimensioni per il progetto editoriale in corso. La trama verticale completamente assente anche in questo numero. Se è vero che alcune belle storie, che si rifanno a qualche archetipo presente nel nostro retaggio di lettori ed appassionati del genere, ci vengono presentate ciò non ci permette di scordare la premessa che aveva reso Recchioni curatore della serie. Si parlava di "stagioni televisive" per il bel londinese, ma né di questo progetto né della presenza di John Ghost se ne vedono più le tracce. Onestamente l'esperienza horror di casa Bonelli sarebbe più godibile se in redazione non si fossero dimenticati della promessa sottoscritta con i lettori. Ammetto che è una tara con la quale affronto mensilmente la creatura di Tiziano Sclavi, che, non dimentichiamoci, avvalla le scelte del curatore romano.
mercoledì 3 luglio 2013
Dylan Dog - Maxi 19
Maxi Dylan Dog n° 19
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
martedì 10 luglio 2012
Dylan Dog - Io, il mostro
Dylan Dog n. 310, mensile
Io, il mostro
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Picadilly Circus è teatro di un dramma. Una ragazza è inseguita e ferita da uno stalker armato di rasoio. Ad aiutarla interviene un passante, che rimane ucciso. A mettere fine al tutto è il suicidio dell'aggressore.
Intervengono i medici e la polizia per sistemare le cose e, sulla scena, appare anche l'Old Boy, in aiuto all'ispettore Bloch. Coralie, la ragazza assalita, viene caricata in ambulanza e portata in ospedale, non senza aver prima richiesto l'aiuto di Dylan. Innamorandosi all'istante ed accettando il caso contemporaneamente, l'Indagatore dell'incubo scopre la maledizione che grava sulla sua nuova cliente: Coralie è una ESP capace di trasmettere, in modo incontrollato, i propri sentimenti e sensazioni alle persone che le stanno vicino. Il problema è che l'empatia che genera comunica soprattutto il suo male di vivere e trasforma chi le è vicino in un assassino.
Anche Dylan non resterà immune a questa maledizione.
Allora. Come siamo messi?
Abbiamo una copertina evocativa e citazionista di Angelo Stano, chi altri se no?, che ci sta proprio bene e che sarebbe un bel quadro da mettere in camera da letto.
Ci ritroviamo con una buona sceneggiatura, del tanto bistrattato Ruju, che ci immerge in atmosfere psicotiche ben delineate e con gustosi salti nello splatter, quasi, vecchia maniera, che è sempre bello vedere.
Usciamo da un Maxi pulito e dai tratti nitidi di Montanari & Grassani e ci catapultiamo in 96 pagine disegnata, da par suo, con mezze tinte, linee spezzate, aloni opachi e neri, a volte, appositamente scarichi da Freghieri.
Concludendo. Non sarà un capolavoro fumettistico, ma è, a mio parere, un buon albo. Giustamente coinvolgente, dalla grafica accattivante e dal buon ritmo.
Una tranquillizzante lettura estiva.
Io, il mostro
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Picadilly Circus è teatro di un dramma. Una ragazza è inseguita e ferita da uno stalker armato di rasoio. Ad aiutarla interviene un passante, che rimane ucciso. A mettere fine al tutto è il suicidio dell'aggressore.
Intervengono i medici e la polizia per sistemare le cose e, sulla scena, appare anche l'Old Boy, in aiuto all'ispettore Bloch. Coralie, la ragazza assalita, viene caricata in ambulanza e portata in ospedale, non senza aver prima richiesto l'aiuto di Dylan. Innamorandosi all'istante ed accettando il caso contemporaneamente, l'Indagatore dell'incubo scopre la maledizione che grava sulla sua nuova cliente: Coralie è una ESP capace di trasmettere, in modo incontrollato, i propri sentimenti e sensazioni alle persone che le stanno vicino. Il problema è che l'empatia che genera comunica soprattutto il suo male di vivere e trasforma chi le è vicino in un assassino.
Anche Dylan non resterà immune a questa maledizione.
Allora. Come siamo messi?
Abbiamo una copertina evocativa e citazionista di Angelo Stano, chi altri se no?, che ci sta proprio bene e che sarebbe un bel quadro da mettere in camera da letto.
Ci ritroviamo con una buona sceneggiatura, del tanto bistrattato Ruju, che ci immerge in atmosfere psicotiche ben delineate e con gustosi salti nello splatter, quasi, vecchia maniera, che è sempre bello vedere.
Usciamo da un Maxi pulito e dai tratti nitidi di Montanari & Grassani e ci catapultiamo in 96 pagine disegnata, da par suo, con mezze tinte, linee spezzate, aloni opachi e neri, a volte, appositamente scarichi da Freghieri.
Concludendo. Non sarà un capolavoro fumettistico, ma è, a mio parere, un buon albo. Giustamente coinvolgente, dalla grafica accattivante e dal buon ritmo.
Una tranquillizzante lettura estiva.
mercoledì 5 ottobre 2011
Dylan Dog - L'imbalsamatore
Dylan Dog n. 301, mensile
L'imbalsamatore
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano
Follia omicida nella vecchia Londra. Dalla periferia della città si allarga un'ondata di violenza che va dalla semplice lite alla strage di massa. Suo malgrado l'Indagatore dell'Incubo vi si troverà immischiato. Il fantasma di una giovane donna lo metterà sulla giusta strada che ha a che fare con un ricco imbalsamatore che vive in una fabbrica di auto abbandonata.
Ruju, reduce dal controverso numero 300, si getta in una storia nelle sue corde. Un misto di horror vecchia maniera e splatter anni '80 che intriga e diverte il lettore. La narrazione scorre veloce e decisa, racconta una storia semplice, anche scontata se vogliamo, ma ricca di eventi e piacevoli sorprese.
Picatto, un Mari che disegna meglio, ben si adatta alla sceneggiatura dello scrittore.
L'opera dei due autori si risolve in una storia piacevole e rilassante che va via liscia.
Bravi ragazzi, continuate così.
L'imbalsamatore
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano
Follia omicida nella vecchia Londra. Dalla periferia della città si allarga un'ondata di violenza che va dalla semplice lite alla strage di massa. Suo malgrado l'Indagatore dell'Incubo vi si troverà immischiato. Il fantasma di una giovane donna lo metterà sulla giusta strada che ha a che fare con un ricco imbalsamatore che vive in una fabbrica di auto abbandonata.
Ruju, reduce dal controverso numero 300, si getta in una storia nelle sue corde. Un misto di horror vecchia maniera e splatter anni '80 che intriga e diverte il lettore. La narrazione scorre veloce e decisa, racconta una storia semplice, anche scontata se vogliamo, ma ricca di eventi e piacevoli sorprese.
Picatto, un Mari che disegna meglio, ben si adatta alla sceneggiatura dello scrittore.
L'opera dei due autori si risolve in una storia piacevole e rilassante che va via liscia.
Bravi ragazzi, continuate così.
venerdì 2 settembre 2011
Dylan Dog - Ritratto di famiglia
Dylan Dog n. 300, mensile
Ritratto di famiglia
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Angelo Stano
Colori: Studio Rudoni
Il futuro vede Londra invasa da non morti. Un autore di fumetti cerca di ritagliarsi un momento di tranquillità dalla realtà realizzando una storia di Dylan Dog. Una storia che inizia il un passato dove lui era solo un bambino nella Londra vittoriana figlio di un padre viaggiatore ed di una bellissima madre di nome Morgana.
Il presente sembra essere influenzato da quanto l'autore scriverà nel futuro. Dylan deciderà di tornare agli inizi della sua vita editoriale e tornare dove tutto ha avuto inizio, la notte dopo aver conosciuto Xabaras durante l'alba dei morti viventi.
Sinceramente mi ha più confuso che stupito questo albo celebrativo a colori, che cade un mese prima del 25 anniversario della comparsa in edicola del primo numero di Dylan Dog. Dal 1986 ad oggi se ne è fatta di strada, si sono narrate centinaia di storie dell'Indagatore dell'Incubo gettando anche qualche base per il suo passato. In questa storia tra l'onirico ed il reale si rivisitano alcuni episodi del passato dell'eroe, un atto d'omaggio verso i fedeli lettori che lo hanno seguito per 5 lustri, e si vivono le avventure del presente. Il tutto vuole essere coronamento e spiegazione degli albi celebrativi che hanno preceduto questo n°300 e fornire uno pseudo finale allla saga. La sensazione globale, però, è quella di una storia capitata li per forza. Lo stesso Ruju nelle pagine di sceneggiatura ammette che per creare delle storie devono anche essere messi espedienti casuali che stupiscano il lettore. In questo caso troviamo Sybil (vedi DD 1), Cagliostro e qualcun altro che saltano fuori all'improvviso senza apparente spiegazione. Alla fine aggiungiamo anche un dialogo tre le due eterne sorelle la Vita e la Morte ed abbiamo il quadro completo.
Se la sceneggiatura non convince del tutto non posso che esaltare il periodo di grazia che sta attraversando Angelo Stano. Da disegnatore che poco mi stupiva e che quasi mi sembrava svogliato, agli inizi, ora lo si può considerare un artista pieno e formato. Non solo per le copertine sempre più spettacolari e comunicative, ma anche per la costante alta qualità dei suoi disegni. Ricchi di dettagli e particolari sono il vero piacere della storia. Lo Studio Rudoni, con i suoi colori, non ammazza il tratto di Stano. Anzi, stranamente, in questo caso, esalta e dona profondità all'opera stessa. Il lavoro di colorazione mi ha convinto di più rispetto a quello svolto sul Color Fest, ma io continuo a preferire la prestazione di Chiara Fabbri Colabich, o la stessa dello Rudoni sul Fest precedente.
Un albo che si legge con difficoltà, per coglierlo a pieno forse restano necessarie almeno due letture, ricco di citazioni e riferimenti. Purtroppo mi aspettavo di più. Speravo in qualcosa di diverso, forse un nuovo inizio, forse un cambio di marcia.
Dylan Dog resta una delle mie letture fumettistiche preferite, certo farò a meno di ciò che non è Serie Regolare con i suoi Speciali, ma andrò avanti a leggerlo.
Ritratto di famiglia
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Angelo Stano
Colori: Studio Rudoni
Il futuro vede Londra invasa da non morti. Un autore di fumetti cerca di ritagliarsi un momento di tranquillità dalla realtà realizzando una storia di Dylan Dog. Una storia che inizia il un passato dove lui era solo un bambino nella Londra vittoriana figlio di un padre viaggiatore ed di una bellissima madre di nome Morgana.
Il presente sembra essere influenzato da quanto l'autore scriverà nel futuro. Dylan deciderà di tornare agli inizi della sua vita editoriale e tornare dove tutto ha avuto inizio, la notte dopo aver conosciuto Xabaras durante l'alba dei morti viventi.
Sinceramente mi ha più confuso che stupito questo albo celebrativo a colori, che cade un mese prima del 25 anniversario della comparsa in edicola del primo numero di Dylan Dog. Dal 1986 ad oggi se ne è fatta di strada, si sono narrate centinaia di storie dell'Indagatore dell'Incubo gettando anche qualche base per il suo passato. In questa storia tra l'onirico ed il reale si rivisitano alcuni episodi del passato dell'eroe, un atto d'omaggio verso i fedeli lettori che lo hanno seguito per 5 lustri, e si vivono le avventure del presente. Il tutto vuole essere coronamento e spiegazione degli albi celebrativi che hanno preceduto questo n°300 e fornire uno pseudo finale allla saga. La sensazione globale, però, è quella di una storia capitata li per forza. Lo stesso Ruju nelle pagine di sceneggiatura ammette che per creare delle storie devono anche essere messi espedienti casuali che stupiscano il lettore. In questo caso troviamo Sybil (vedi DD 1), Cagliostro e qualcun altro che saltano fuori all'improvviso senza apparente spiegazione. Alla fine aggiungiamo anche un dialogo tre le due eterne sorelle la Vita e la Morte ed abbiamo il quadro completo.
Se la sceneggiatura non convince del tutto non posso che esaltare il periodo di grazia che sta attraversando Angelo Stano. Da disegnatore che poco mi stupiva e che quasi mi sembrava svogliato, agli inizi, ora lo si può considerare un artista pieno e formato. Non solo per le copertine sempre più spettacolari e comunicative, ma anche per la costante alta qualità dei suoi disegni. Ricchi di dettagli e particolari sono il vero piacere della storia. Lo Studio Rudoni, con i suoi colori, non ammazza il tratto di Stano. Anzi, stranamente, in questo caso, esalta e dona profondità all'opera stessa. Il lavoro di colorazione mi ha convinto di più rispetto a quello svolto sul Color Fest, ma io continuo a preferire la prestazione di Chiara Fabbri Colabich, o la stessa dello Rudoni sul Fest precedente.
Un albo che si legge con difficoltà, per coglierlo a pieno forse restano necessarie almeno due letture, ricco di citazioni e riferimenti. Purtroppo mi aspettavo di più. Speravo in qualcosa di diverso, forse un nuovo inizio, forse un cambio di marcia.
Dylan Dog resta una delle mie letture fumettistiche preferite, certo farò a meno di ciò che non è Serie Regolare con i suoi Speciali, ma andrò avanti a leggerlo.
giovedì 17 febbraio 2011
Maxi Dylan Dog n. 14
Maxi Dylan Dog n. 14, semestrale Copertina: Angelo Stano
La capanna nel bosco
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Corrado Roi
Uno sperduto bivio nella campagna inglese. Il maggiolone di Dylan viene tamponato da un furgoncino con a bordo quattro ragazzi in vacanza. Affranti per il danno arrecato si offrono di rimorchiare la macchina dell'Indagatore dell'Incubo al più vicino paese in cerca di un'officina. Come potrebbero capitare in un paese normale? Sul retro del benzinaio officina c'è una baracca prigione per una giovane ragazza. Uno dei ragazzi le permette di fuggire, gli abitanti del villaggio se ne accorgono e Dylan ed i suoi compagni di disavventura son costretti a rifugiarsi nel bosco per cercare di salvare la pelle.
Paranoia
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Corrado Roi
E' ferragosto anche nella città di Londra. Groucho è partito per qualche giorno di ferie. A rimanere solo in casa è Dylan. Forse il caldo, forse il sonno, qualcosa, però, lo turba. Strane visioni, città deserta, un'oscura presenza lo turbano. Sarà la sola altra anima viva, una ragazza, in città a salvarlo, od a precipitarlo in un nuovo incubo?
Gita fuori porta
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Corrado Roi
L'Old Boy ed il suo assistente Groucho son talmente persi nella campagna inglese che neanche il navigatore satellitare, vinto con i punti del supermercato, riesce a rimetterli sulla retta via. Anzi, qualcosa di anomalo sta succedendo. Strani personaggi, fanciulle in pericolo, draghi e serial killer rendono lo smarrirsi ancora più pericolo.
Buttiamo sul mercato un Maxi ogni sei mesi. Con questo slogan la Bonelli ci sottopone questo balenottero con tre storie dylaniate.
La prima cosa in comune che hanno è la copertina che li racchiude. Evocativa, intrigante, spaventosa ed azzeccata. E' da un po' di tempo che Stano azzecca il mio gusto in fatto di copertine e questa più di tutte. I Dylan zombie che aggrediscono quello vivente ha qualcosa di tanto inquietante che fai fatica a staccarne gli occhi.
Seconda caratteristica comune: il disegnatore: Corrado Roi. Uno dei maestri del brivido disegnato si lancia in tre storie rilegate assieme, o manca per troppo tempo dalla serie regolare o si sfoga su quelle parallele. Tranne la prima parte di "Paranoia" le storie non permettono al suo lato oscuro di invadere completamente le tavole. Le storie richiedono luce (tra campagne e boschi) e lui non si tira indietro. Il suo tratto caratteristico ci accompagna piacevolmente per tutta la lettura, dimostrando che se uno è un grande lo resta anche quando nel leggi tre storie di fila senza assuefarti.
Gli autori sono tre, invece, uno per ogni storia. Giancarlo Marzano con la prima storia non stupisce. Un senso di profondo "ma io sta storia l'ho già vista" pervade tutta la narrazione. Piacevole, ma non originale. Pasquale Ruju sfoga, nella seconda, le paure recondite di ognuno di noi con abile maestria mettendoci scarafaggi in primo piano e sconvolgendo la mente di Dylan come non mai. Luigi Mignacco affronta il mondo della fiaba per creare mostri e difficoltà all'Old Boy in modo abbastanza originale. La sensazione che abbia preso lo spunto generale della storia da "Cornelio" di Lucarelli, però, è forte.
Siamo ad un buon livello. Il lettore smaliziato troverà le storie piacevole (anche se con qualche deja vu) mentre il novizio ne sarà preso. Tutto sommato un buon albo che vale i suoi soldi. Un Roi in forma è sempre un piacere, a poter avere delle sue illustrazioni originale a far da quadro in casa ci metterei la firma.
Un albo di buon livello. Da leggere.
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