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martedì 1 marzo 2016

Oscar 2016 - Son soddisfazioni

In pratica sono stati obbligati a darglielo. Sì, beh, dai, sappiamo di chi parliamo: Leo! Non ce la facevano più ad averlo lì, con la faccina triste, e si sono decisi a premiarlo con l'Oscar. D'accordo, io il film non l'ho visto, ma se l'ha vinto lui c'è speranza davvero per tutti. Anche Gabriel Garko potrebbe ambire alla statuetta dorata. Certo, mi è dispiaciuto che nel suo discorso non abbia riconosciuto il mertio di colui che gli è stato più vicino, dentro, e grazie all'impegno del quale è stato premiato. L'orso.
"Devo controllare se la trottola ha smesso di girare."
Annunciato, ma combattuto con John Williams è stato anche il premio vinto dal genio italiano delle colonne sonore: Ennio Morricone, forse il più anziano vincitore del premio a 87 anni. Curioso caso il suo; viene premiato alla carriera, nove anni fa, visto che all'Academy si son sempre sbagliati a non premiarne il talento, e pochi anni dopo ne vince uno per il suo lavoro. A sentire i critici, tipo Mereghetti, "sì, ma non ha vinto con il suo lavoro migliore". Non conta se la colonna sonora di The Hateful Heigth è o no il suo migliore lavoro in assoluto: è stato considerato il migliore lavoro tra quelli in competizione quest'anno e tanto basta. Onore in più se è riuscito a vincere senza creare il suo capolavoro, vuol dire che, in ogni caso, è una spanna sopra gli altri. Detto questo dispiace, anche, un po' che Star Wars, il maggiore incasso di tutti i tempi, non abbia portato a casa neanche un premio tecnico. Piccola delusione per Disney.

Disney che, al solito, si consola con la statuetta per il miglior film di animazione. Inside Out vince, come da pronostico. Peccato perchè, per me, Quando c'era Marnie aveva diversi motivi per poter contendere il premio alla produzione americana. Oltre ad essere un bel film, delicato, ma ne parleremo meglio tra qualche giorno, ha il pregio di essere uno dei pochi ancora disegnato a mano (tanto è vero che l'unico inserto i CGI stona abbastanza con tutto il resto). In più è l'ultimo lungometraggio dello Studio Ghibli per come lo abbiamo sempre conosciuto. Sarebbe stato un premio più che meritato e ben motivato.

Altro premio scontato, che ha lasciato lo stesso scottata Lady Gaga, è stata la miglior canzone. Quando c'è un film di James Bond è destino che se la porti a casa lui. Comunque sia, gran bel momento di musica il suo. Una canzone autobiografica, sentita, che per cinque minuti ha fatto riflettere la platea.
"Ciao Oscar, ciao."
Il caso Spotlight è il vincitore per il miglior film, inchiesta giornalistica sulla pedofilia nella chiesa di Boston, e nuovamente Iñárritu è il miglior regista, dopo il successo di Birdman dell'anno scorso (il regista si accosta alle doppiette del '40/'41 e '50/'51, a vincerlo anche l'anno prossimo sarà record assoluto). La vera rivelazione, per chi non l'ha visto, è il vero vincitore degli Oscar di quest'anno. Mad Max: Fury Road si è portato a casa sei statuette tecniche. Si è perso per strada solo miglior fotografia e migliori effetti speciali; questo secondo solo perchè non erano effetti speciali, tutto quello che abbiamo visto sullo schermo era vero! Sarebbe stata una scelta troppo coraggiosa, anche solo per il genere di film, assegnargli l'Oscar per Miglior Film, ma è stato un peccato che George Miller non abbia vinto come Miglior Regista.
Sempre per quanto riguarda Il caso Spotlight c'è da sottolineare una curiosità: ancora Michael Keaton tra i protagonisti. L'indimenticabile Batman di Tim Burton, stringe tra le sue manone il secondo Oscar in due anni, peccato che l'anno scorso gli sia sfuggito quello per miglior attore protagonista.
Forse se lo meritava, ma lavorare per Tarantino non porta bene. Pregiudizi.
Delusi ne escono The Martian, che non si è visto riconosciuto nessuno sforzo, neppure la migliore sceneggiatura non originale e, purtroppo Sylvester Stallone. L'attore di Creed si è visto soffiare la statuetta da Mark Rylance, per il suo lavoro ne Il ponte delle spie. Giusto? Sbagliato? Non lo so non avendo visto nessuno dei due film, però mi sarebbe piaciuto vedere Sly su quel palco.
"Come non detto."
Anche per quest'anno è andata. Chi ha seguito la premiazione in diretta non si riprenderà fino a mercoledì o giovedì, ma ha vissuto una serata intensa. A noi non resta che aspettare l'anno prossimo per vedere chi vincerà cosa.

Intanto, a seguire, ecco tutte le categorie, i candidati ed in neretto i vincitori.

Andate al cinema!

Migliore sceneggiatura originale

•Matt Charman, Ethan Coen e Joel Coen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Alex Garland – Ex Machina
•Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve – Inside Out
Tom McCarthy e Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus – Straight Outta Compton

Migliore sceneggiatura non originale
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
•Nick Hornby – Brooklyn’
•Phyllis Nagy – Carol
•Drew Goddard – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Emma Donoghue – Room

Miglior attrice non protagonista
•Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
•Rooney Mara – Carol
•Rachel McAdams – Il caso Spotlight (Spotlight)
Alicia Vikander – The Danish Girl
•Kate Winslet – Steve Jobs

Migliori costumi
•Sandy Powell – Carol
•Sandy Powell – Cenerentola (Cinderella)
•Paco Delgado – The Danish Girl
Jenny Beavan – Mad Max: Fury Road
•Jacqueline West – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior scenografia
•Rena DeAngelo, Bernhard Henrich e Adam Stockhausen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Michael Standish e Eve Stewart – The Danish Girl
Colin Gibson e Lisa Thompson – Mad Max: Fury Road
•Celia Bobak e Arthur Max – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Jack Fisk e Hamish Purdy – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior trucco e acconciatura
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin – Mad Max: Fury Road
•Love Larson e Eva Von Bahr – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
•Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert A. Pandini – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior fotografia
•Ed Lachman – Carol
•Robert Richardson – The Hateful Eight
•John Seale – Mad Max: Fury Road
Emmanuel Lubezki – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Roger Deakins – Sicario

Miglior montaggio
•Hank Corwin – La grande scommessa (The Big Short)
Margaret Sixel – Mad Max: Fury Road
•Stephen Mirrione – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Tom McArdle – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Maryann Brandon e Mary Jo Markey – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior montaggio sonoro
Mark Mangini e David White – Mad Max: Fury Road
•Alan Robert Murray – Sicario
•Matthew Wood e David Acord – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
•Oliver Tarney – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Martin Hernandez e Lon Bender – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior sonoro
•Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo – Mad Max: Fury Road
•Andy Nelson, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
•Paul Massey, Mark Taylor e Mac Ruth – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Migliori effetti speciali
•Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst – Ex Machina
•Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood – Mad Max: Fury Road
•Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior cortometraggio d’animazione
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas
•Prologue, regia di Richard Williams
•Sanjay’s super team, regia di Sanjay Patel
•We can’t live without cosmos, regia di Konstantin Bronzit
•World of tomorrow, regia di Don Hertzfeldt

Miglior film d’animazione
•Anomalisa, regia di Charlie Kaufman e Duke Johnson
•Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen
•Shaun, vita da pecora – Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak
•Quando c’era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi

Miglior attore non protagonista
•Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
•Tom Hardy – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Mark Ruffalo – Il caso Spotlight (Spotlight)
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Sylvester Stallone – Creed – Nato per combattere (Creed)

Miglior cortometraggio documentario
•Body Team 12 – regia di David Darg e Bryn Mooser
•Chau, Beyond The Lines – regia di Courtney Marsh e Jerry France
•Claude Lenzmann: Spectres Of The Shoah – regia di Adam Benzine
A Girl In The River: The Price Of Foregiveness – regia di Sharmeen Obaid-Chinoy
•Last Dat Of Freedom – regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman

Miglior documentario
Amy, regia di Asif Kapadia
•Cartel land, regia di Matthew Heineman
•The Look of Silence, regia di Joshua Oppenheimer
•What happened, miss Simone?, regia di Liz Garbus
•Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom, regia di Evgeny Afineevsky

Miglior cortometraggio
•Ave Maria, regia di Basil Khalil
•Day one, regia di Henry Huges
•Everything will be ok, regia di Patrick Vollrath
•Shock, regia di Jamie Donoughue
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior film straniero
•El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia)
•Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes (Ungheria)
•Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
•A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)

Miglior colonna sonora
•Thomas Newman – Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
•Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight
•Jóhann Jóhannsson – Sicario
•John Williams – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone
•Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) – Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
•Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) – Racing Extinction
•Simple Song #3 (David Lang) – Youth – La giovinezza (Youth)
•Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) – The Hunting Ground
Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre

Miglior regia
•Lenny Abrahamson – Room
Alejandro González Iñárritu – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Tom McCarthy – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
•George Miller – Mad Max: Fury Road

Miglior attrice protagonista
•Cate Blanchett – Carol
•Brie Larson – Room
•Jennifer Lawrence – Joy
•Charlotte Rampling – 45 anni (45 Years)
•Saoirse Ronan – Brooklyn

Miglior attore protagonista
•Bryan Cranston – L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
•Matt Damon – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Leonardo DiCaprio – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Michael Fassbender – Steve Jobs
•Eddie Redmayne – The Danish Girl

Miglior film
•La grande scommessa (The Big Short), regia di Adam McKay
•Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg
•Brooklyn, regia di John Crowley
•Mad Max: Fury Road, regia di George Miller
•Sopravvissuto – The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott
•Revenant – Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu
•Room, regia di Lenny Abrahamson
•Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

venerdì 15 gennaio 2016

Oscar 2016 - Le nomination


28 febbraio 2016. Quella sarà la data in cui Leonardo DiCaprio alzerà il suo Oscar al cielo. Dopo tanti tentativi a vuoto, dal primo con Titanic in poi, finalmente ce la farà. E' designato. Non ha nessuno contro, con tutto il rispetto per Bryan Cranston, Matt Damon, Michael Fassbender ed Eddie Redmayne. E se non ce la fa quest'anno... non so quando gli ricapiterà.
Son qui che aspetto
Tra i film molte possibilità per The Revenant ed il ponte delle spie. Grande speranza per Mad Max, ma il film è troppo di nicchia, troppo anni '80 del secolo scorso, anche se realizzato veramente bene. Infatti, spero che come Miglior regista ce la faccia George Miller, anche a discapito di Inarritu a caccia della storica doppietta. Spiace, in questa categoria, la mancanza della nomination a Ridley Scott. Se The Martian è così ben fatto, mi spiace che il riscatto del regista di Alien non passi per questa serata.

Completamente cieco assimilo le candidature per la Miglior attrice femminile: Cate Blanchet, Brie Larson, Jennifer Lawrence, Charlotte Rampling, Sarisse Ronan. Mi gusterò la sorpresa.
Cado o non cado?
Come noto tra gli Attori non protagonisti sostengo a piè pari lo Stallone italiano, tra le donne sarà una bella lotta. Veramente incerta la vittoria tra Jennifer Jason Leigh, Rooney MaraRachel McAdamsAlici VikanderKate Winslet.

Per i premi tecnici tifo, ovviamente, Star Wars Episodio VII. Mi auguro che la nuova avventura ai confini della Forza porti al film di J.J. Abrams almeno quattro statuette. L'unica che mi auguro non vinca è quella per Miglior colonna sonora. Williams è un mostro sacro, ma Morricone... E' puro tifo da stadio.
Eddai!
Ultima categoria tra le principali e Miglior film d'animazione. Scontata la vittoria di Inside Out, della Disney. Mi auguro, comunque, in una sorpresa, un colpo di coda, da parte Quando c’era Marnie, film d'addio dello Studio Ghibli.

Ecco a voi tutte le nomination.

MIGLIOR FILM
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant 

Room
Il caso Spotlight

MIGLIOR REGISTA
Adam McKay (La grande scommessa)
George Miller (Mad Max: Fury Road)
Alejandro G. Inarritu (The Revenant)
Lenny Abrahamson (Room)
Tom McCarthy (Il caso Spotlight)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchet
Brie Larson
Jennifer Lawrence
Charlotte Rampling
Saoirse Ronan

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston
Matt Damon
Leonardo DiCaprio
Michael Fassbender
Eddie Redmayne

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale
Tom Hardy
Mark Ruffalo
Mark Rylance
Sylvester Stallone

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh
Rooney Mara
Rachel McAdams
Alciia Vikander
Kate Winslet

MIGLIOR COLONNA SONORA
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR FILM STRANIERO
Embrace of the Serpent (Colombia)
Mustang (Francia)
Son of Saul (Ungheria)
Theeh (Giordania)
A War (Danimarca)

MIGLIOR MONTAGGIO
The Big Short
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Ex Machina
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Il caso Spotlight
Straight Outta Compton

MIGLIOR SONORO
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
Mad Max: Fury Road
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
The Revenant

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Ave Maria
Day One
Everything Will Be Okay (Alles Wird Gut)
Shok
Stutterer

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE
Bear Story
Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out
Shaun the Sheep Movie
Quando c’era Marnie

CANZONE ORIGINALE
Earned it ì(Cinquanta sfumature di grigio)
Manta Ray (Racing Extinction)
Simple Song #3 (Youth)
Til it Happens To you (The Hunting Ground)
Writing’s on the wall (Spectre).

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Sicario

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzman: SPectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Last Day of Freedom

DOCUMENTARI
Amy
Cartel land
The Lookf of Silence
What Happened
Miss Simone; Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

MIGLIORI COSTUMI
Carol
Cinderella
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Revenant

MONTAGGIO SUONO
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza 

lunedì 11 gennaio 2016

73esimi Golden Globe - Cinema

E come al solito gennaio porta i primi premi cinematografici dell'anno: i Golden Globe. Come è andata? Per lo meno per quanto riguarda il cinema?
Un po' dispiaciuto per la sconfitta di George Miller in entrambe le categorie, Miglior Film (drammatico) e Miglior regista, i premi vanno a The Revenant di Iñárritu. A quest'opera va anche il riconoscimento come Miglior Attore Protagonista in un film drammatico per il lavoro di Leonardo Dicaprio, sodomizzato dall'orso nella scena che ha reso famoso il film nell'internet. 

Ciao Leo, mi manchi.
Curiosa la scelta di inquadrare The Martian di Ridley Scott che, grazie a questa scelta, porta a casa la statuetta di categoria e quella per miglior attore a Matt Damon.


Commedia? Vabbè, intanto ho vinto.
Detto di Dicaprio rendiamo merito agli atri vincitori tra gli attori. Miglior Attrice in un film drammatico è Brie Larson, in un musical o commedia è Jennifer Lawrence. Tra i non protagonisti i riconoscimenti vanno a Kate Winslet, in Steve Jobs che si porta a casa anche miglior sceneggiatura con Aaron Sorkin, mentre in campo maschile, unico premio per cui tifavo, il vincitore è Sylvester Stallone per Creed (film che visto nei promo sembra ricalcare, con poche variazioni, l'ultimo Rocky).
Grande Sly!
Scontato il premio come Miglior Film d'animazione ad Inside Out, ormai su questo premio si può scommettere ad occhi chiusi che andrò ad una produzione Disney e/o Pixar.

Momento d'orgoglio per il nostro Paese (sì, si scrive con la maiuscola): Miglior Colonna Sonora al Maestro Ennio Morricone per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Tarantino che ha ritirato lui stesso il premio per il grande compositore italiano, assente alla premiazione.
Più passano gli anni più l'apprezzo.
Aspettative confermate, verdetti discutibili, scelte facili, assegnazioni sorprendenti. Chissà cosa sono stati per voi questo Settatreesimi Golden Globe.
Da stasera l'attesa è tutta per la serata degli Oscar e chissà se qualche scelta operata qui sarà viatico per i premi di febbraio. Ad azzardare dire che Stallone e Morricone (un po' d'Italia dai) hanno le chance per essere protagonisti anche nel prossimo futuro, anche se al Maestro l'Academy ha già conferito il premio alla carriera.

Restate tonnati.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
CAROL (Number 9 Films; The Weinstein Company)
MAD MAX: FURY ROAD (Warner Bros. Pictures / Village Roadshow Pictures / Kennedy Miller Mitchell; Warner Bros. Pictures)
THE REVENANT (Regency Enterprises; Twentieth Century Fox) **WINNER**
ROOM (Element Pictures / No Trace Camping; A24)
SPOTLIGHT (Anonymous Content / Participant Media / First Look; Open Road Films)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
CATE BLANCHETT – CAROL
BRIE LARSON – ROOM **WINNER**
ROONEY MARA – CAROL
SAOIRSE RONAN –  BROOKLYN
ALICIA VIKANDER – THE DANISH GIRL

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
BRYAN CRANSTON – TRUMBO
LEONARDO DICAPRIO – THE REVENANT **WINNER**
MICHAEL FASSBENDER – STEVE JOBS
EDDIE REDMAYNE – THE DANISH GIRL
WILL SMITH – CONCUSSION

MIGLIOR FILM – MUSICAL O COMMEDIA
THE BIG SHORT (Paramount Pictures / Regency Enterprises; Paramount Pictures)
JOY (Fox 2000 Pictures; Twentieth Century Fox)
THE MARTIAN (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox) **WINNER**
SPY (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox)
TRAINWRECK (Universal Pictures / Apatow Productions; Universal Pictures)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
JENNIFER LAWRENCE – JOY **WINNER**
MELISSA MCCARTHY – SPY
AMY SCHUMER – TRAINWRECK
MAGGIE SMITH – THE LADY IN THE VAN
LILY TOMLIN – GRANDMA

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
CHRISTIAN BALE – THE BIG SHORT
STEVE CARELL – THE BIG SHORT
MATT DAMON – THE MARTIAN **WINNER**
AL PACINO – DANNY COLLINS
MARK RUFFALO – INFINITELY POLAR BEAR

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
ANOMALISA (Starburns Industries; Paramount Pictures)
THE GOOD DINOSAUR (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures)
INSIDE OUT (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures) **WINNER**
THE PEANUTS MOVIE (Blue Sky Studios; Twentieth Century Fox)
SHAUN THE SHEEP MOVIE (Aardman; Lionsgate / Studiocanal)

MIGLIOR FILM STRANIERO
THE BRAND NEW TESTAMENT (BELGIUM / FRANCE / LUXEMBOURG) (Terra Incognita / Climax Films / Après le Déluge / Juliette Films / Caviar; Belga Films / Le Pacte)
THE CLUB (CHILE) (Fabula; Music Box Films)
THE FENCER (FINLAND / GERMANY / ESTONIA) (Making Movies / Kick Film GmbH / Allfilm; Oy Nordisk Film Ab)
MUSTANG (FRANCE) (CG Cinéma / Vistamar Flimproduktion; Cohen Media Group)
SON OF SAUL (HUNGARY) (Laokoon Filmgroup; Sony Pictures Classics) **WINNER**

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
JANE FONDA – YOUTH
JENNIFER JASON LEIGH – THE HATEFUL EIGHT
HELEN MIRREN –  TRUMBO
ALICIA VIKANDER – EX MACHINA
KATE WINSLET – STEVE JOBS **WINNER**

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
PAUL DANO – LOVE & MERCY
IDRIS ELBA – BEASTS OF NO NATION
MARK RYLANCE – BRIDGE OF SPIES
MICHAEL SHANNON – 99 HOMES
SYLVESTER STALLONE – CREED **WINNER**

MIGLIOR REGISTA
TODD HAYNES – CAROL
ALEJANDRO G. IÑÁRRITU – THE REVENANT **WINNER**
TOM MCCARTHY – SPOTLIGHT
GEORGE MILLER – MAD MAX: FURY ROAD
RIDLEY SCOTT – THE MARTIAN

MIGLIOR SCENEGGIATURA
EMMA DONOGHUE – ROOM
TOM MCCARTHY, JOSH SINGER – SPOTLIGHT
CHARLES RANDOLPH, ADAM MCKAY – THE BIG SHORT
AARON SORKIN – STEVE JOBS **WINNER**
QUENTIN TARANTINO – THE HATEFUL EIGHT

MIGLIOR COLONNA SONORA
CARTER BURWELL – CAROL
ALEXANDRE DESPLAT – THE DANISH GIRL
ENNIO MORRICONE – THE HATEFUL EIGHT **WINNER**
DANIEL PEMBERTON – STEVE JOBS
RYUICHI SAKAMOTO, ALVA NOTO – THE REVENANT

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“LOVE ME LIKE YOU DO” — FIFTY SHADES OF GREY
 Music by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
 Lyrics by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
“ONE KIND OF LOVE” — LOVE & MERCY
 Music by: Brian Wilson, Scott Bennett
 Lyrics by: Brian Wilson, Scott Bennett
“SEE YOU AGAIN” — FURIOUS 7
 Music by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
 Lyrics by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
“SIMPLE SONG #3” — YOUTH
 Music by: David Lang
 Lyrics by: David Lang
“WRITING’S ON THE WALL” — SPECTRE **WINNER**
Music by: Sam Smith, Jimmy Napes
Lyrics by:Sam Smith, Jimmy Nape

mercoledì 10 settembre 2014

I Mercenari 3

Un vecchio avversario creduto morto è, invece, vivo e vegeto. Il suo commercio di armi è un problema per la CIA che assume la squadra di Barney per mettervi fine.
Purtroppo le cose non vanno sempre come sperato. Barney Ross fallisce la missione e congeda la sua vecchia squadra. Vuole forze nuove, a cui non è affezionato, per chiudere il conto in un viaggio di sola andata per l'inferno. Per sua fortuna gli amici sono sempre amici, anche se mercenari, ed un aiuto in più non è disdegnato quando si tratta di regolare i conti.

Ancora una volta le vecchie glorie del cinema d'azione degli anni ottanta del secolo scorso tornano sullo schermo a far danni. Il chilometraggio della lista dei partecipanti a questo film è talmente lungo che sembra strano che nei 115 minuti di pellicola, titoli esclusi, abbiano trovato il loro posto tutti. E, infatti, non è così. Certo, le facce di tutti scorrono sullo schermo, ma dire che tutti hanno un ruolo è troppo. Lundgren e Li mettono più che altro al servizio della pellicola la loro faccia. Schwarzenegger ha un minutaggio contenuto e poco utile. Statham si trova sacrificato rispetto ai precedenti titoli, divenendo costretto a picchiare e trucidare avversari senza volto e senza nome. Snipes, nuovo arrivo dal passato, ha una gran bella scena iniziale che gioca sul suo passato, recente, di galeotto, ma poi si spegne. Ford fa il poco che gli viene richiesto e: caspita come son passati per lui gli anni. Dal quarto Indiana Jones ad oggi, quelli che si sono aggiunti, si fanno veramente sentire. Banderas si ritrova in un ruolo alla Gatto con gli Stivali ed è l'unico, anche per la mole di dialogo a lasciare il segno. Certo, fa strano vedere il piccolo mugnaio vestito di nero, con i capelli bianchi rasati sul lato della testa, comportarsi come un ragazzino pieno di adrenalina impazzita.
Poi c'è il discorso dei nuovi. Sì, perché parte del film si basa sul passaggio di consegne dell'attività di Stallone a quattro nuovi mercenari. Anche qui, tutto scorre e funziona, senonché i virgulti sembrano essere troppo inquadrati in canoni prefissati e poco liberi di crescere stupendo il pubblico.
Su tutti, come sempre Sylvester Stallone. Su tutti nel senso che il film è suo ed il suo personaggio è quello che fa girare la storia. Ad affrontarlo, il nemico dal passato, con la faccia di Mel Gibson. Sugli ultimi anni di Mel siamo più o meno tutti informati, sappiamo cosa è successo e quello che ha significato per Hollywood il comportamento dell'attore australiano. Il film flop dell'amica Jodie Foster l'ha aiutato, ma non gli ha riaperto grandi porte. Con Sly la storia è diversa. Qui può essere se stesso. Qui può dare sfogo al Mad Max, al tenente Riggs, che sono sempre fortemente insiti in lui. La parte del folle, misurato, gli viene bene. E' il tocco di adrenalina che serve a questo film. Nonostante la ricchezza e la varietà degli scontri a fuoco è la scintilla negli occhi di Conrad Stonebanks ad innescare i botti da orbi.
Ma il film? Il film scorre bene per tutte le sue ore, però. Però alla fine ti dici che hai già visto tutto questo per due volte, passando dal serio all'autopresaingiro, tornando ad un registro più composto qui, e che sei sufficientemente soddisfatte e che potrebbero fermarsi qui. A dispetto di quanto si possa pensare, però, è la parte che coinvolge i giovani ad essere la più debole. Proprio perché giovani ti portano nel mondo di adesso. Sistemi di sorveglianza, computer, cecchini silenziosi ultra teconologici. Ecco, "Siamo nel 1985?" dice ad un certo punto l'unica donna del gruppo, Luna, interpretata una Ronda Rousey più a suo agio a picchiare la gente che ad interagire con i colleghi sul set. Ecco, rispondo io: "Sì. Se vengo a vedere una pantomima come i Mercenari, per tre volte, voglio essere nel 1985. Un 1985 dove prima butti giù la porta e spari, poi conti quante persone ci sono dentro e fai delle domande. Voglio un 1985 dove è normale che a nessuno degli eroi venga inferta neanche una ferita, almeno fino al boss finale. Voglio un 1985 perché di film serie e con la tecnologia a palla nel 2014 ce ne sono fin troppi. Voglio un po' di sano vintaggio io che con i film del 1985 ci ho passato le meglio serate davanti alla tv, seduto sul divano, con mamma e papà a ghignarmecela."

Quindi? Vedetelo che non è pesante ed a tratti sarcasticamente divertente. Però, anche se nel profondo so che non è vero, spero che sia l'ultimo.

Titolo originale The Expendables 3 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2014 
Durata 126 min 
Audio Dolby Digital, Dolby Atmos 
Rapporto 2,35 : 1 
Genere azione

Regia Patrick Hughes 

Soggetto e Sceneggiatura Sylvester Stallone
Personaggi Dave Callaham 
Sceneggiatura Katrin Benedikt, Creighton Rothenberger 
Produttore Avi Lerner, Danny Lerner, Kevin King Templeton, John Thompson, Les Weldon 
Produttore esecutivo Guy Avshalom, Guymon Casady, Boaz Davidson, Danny Dimbort, Robert Earl, Samuel Hadida, Victor Hadida, Basil Iwanyk, Zygi Kamasa, Trevor Short, David Varod 
Casa di produzione Millennium Films, Nu Image Films, Davis-Films 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Fotografia Peter Menzies Jr. 
Montaggio Sean Albertson, Paul Harb 
Effetti speciali Dimitar Krustev 
Musiche Brian Tyler 
Scenografia Daniel T. Dorrance 
Costumi Lizz Wolf 

Interpreti e personaggi 
Sylvester Stallone: Barney Ross
Jason Statham: Lee Christmas
Antonio Banderas: Galgo
Jet Li: Yin Yang
Wesley Snipes: Doc
Dolph Lundgren: Gunnar Jensen
Mel Gibson: Conrad Stonebanks
Harrison Ford: Max Drummer
Arnold Schwarzenegger: Trench Mauser
Kellan Lutz: John Smilee
Terry Crews: Hale Caesar
Kelsey Grammer: Bonaparte
Sarai Givaty: Camilla
Robert Davi: Vata
Randy Couture: Toll Road
Victor Ortiz: Mars
Glen Powell: Thorn
Ronda Rousey: Luna

Doppiatori italiani 
Massimo Corvo: Barney Ross
Francesco Prando: Lee Christmas
Antonio Sanna: Galgo
Pino Insegno: Doc
Luca Ward: Gunnar Jensen
Nino Prester: Conrad Stonebanks
Michele Gammino: Max Drummer
Alessandro Rossi: Trench Mauser
Roberto Draghetti: Hale Caesar

mercoledì 10 luglio 2013

Rocky

Un pugile senza futuro, al quale la fortuna ha girato le spalle e non gli permette di realizzare il suo sogno sportivo, ridotto a svolgere il lavoro di esattore per un gangster di quartiere e a spostare quarti di manzo per arrotondare la misera paga. Questo è Rocky Balboa.
Unico suo vero amico è Paulie Pennino, anche lui come il pugile di origini italo americane. Nel suo cuore lo spazio solo per una donna timida, la sorella di Paulie, Adriana.
Il campione del mondo dei pesi massimi: Apollo Creed. Ricco, esuberante ed alla ricerca di un pugile da sfidare per festeggiare la ricorrenza del Bicentenario della fondazione degli Stati Uniti D'America nella città storica della nazione per eccellenza: Philadelphia. A seguito di un infortunio dello sfidante ufficiale, Creed è costretto a cercare qualcun altro che gli faccia da sparring partner durante l'incontro esibizione, ma con tanto di cintura di Campione del Mondo in palio. Ecco, allora, che l'occhio cade su un pugile che si fa chiamare lo "Stallone Italiano".
Per Rocky si tratta dell'occasione della vita. Si sottoporrà ad un mese di intenso allenamento con il suo vecchio allenatore Mickey Goldmill, per le strade della sua città.
Il giorno dell'incontro l'arrogante Apollo andrà al tappeto alla prima ripresa sotto i pesanti colpi di Rocky, ma l'incontro di riprese ne conta 15.
Riuscirà Rocky a coronare il suo sogno? Apollo difenderà il suo titolo?

Bisogna ringraziare Sylvester Stallone per avere avuto questa geniale idea ed i produttori per averci creduto. Con un budget di 1.1 milioni di dollari, scene riprese con grande dose d'improvvisazione (tutte quelle di corse per la strada ad esempio), uso della steady cam, nuove soluzioni registiche ed una storia intensa, forte ed orgogliosa viene sbancato il botteghino. 250 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, sono l'incasso per questa pellicola destinata ad essere eterna.
Poetica e crudo, eroica e sentimentale l'epopea di un signor nessuno che sfrutta l'occasione della sua vita per mettere le mani sul sogno della sua vita farà storia.
Stallone è autore e protagonista (anche se all'inizio i produttori non credevano in lui come attore) di questa storia di cuore e muscoli. Un ruolo che lo lancerà nell'Olimpo degli attori di Hollywood, che lo vede sulla breccia ancora oggi (nonostante qualche momento di appannamento). Accanto a lui alcune piccole icone del cinema Carl Weathers, Burgess Meredith, Burt Young e l'indimenticata Talia Shire.
Regia fluida ed intensa che si merita uno dei tre Oscar vinti da questa pellicola. 
Stallone ritira il secondo, quello per miglior film dell'anno e gioisce per il terzo, per il miglior montaggio. Il protagonista non vince l'Oscar come miglior attore, ma si consola con il David di Donatello in Italia, stranamente un premio lungimirante.

Non conta se siate sportivi o no. Non conta se amiate la boxe o no. Conta solo se vi piacciono le storie dove il cuore viene gettato oltre l'ostacolo e dove la dignità di un uomo viene elevata dal suo stesso spirito. E, no non finisce come pensate voi. E neanche nell'altro modo.

E poi quell'urlo alla fine!

Titolo originale Rocky 

Paese di produzione USA 
Anno 1976 
Durata 119 min 
Genere Drammatico

Regia John G. Avildsen 

Soggetto Sylvester Stallone 
Sceneggiatura Sylvester Stallone 
Produttore Irwin Winkler, Robert Chartoff 
Fotografia James Crabe 
Montaggio Scott Conrad, Richard Halsey 
Effetti speciali Garret Brown 
Musiche Bill Conti 
Scenografia Bill Cassidy 
Trucco Mike Westmore 

Interpreti e personaggi 
Sylvester Stallone: Rocky Balboa
Carl Weathers: Apollo Creed
Burgess Meredith: Mickey Goldmill
Talia Shire: Adriana Pennino
Burt Young: Paulie Pennino
Tony Burton: Tony "Duke" Evers
Thayer David: Jergens
Joe Spinell: Tony Gasco (Gazzo)
Jimmy Gambina: Mike
Al Silvani: Al Salvani
Joe Sorbello: Buddy
Pedro Lovell: Spider Rico
Lavelle Roby: Mary Anne Creed
Jodi Letizia: Marie
Bill Baldwin: annunciatore
Joe Frazier: se stesso
Diana Lewis: se stessa
Stan Shaw: Dipper
 
Doppiatori italiani 
Gigi Proietti: Rocky Balboa
Elio Zamuto: Apollo Creed
Alfredo Censi: Mickey Goldmill
Lorenza Biella: Adriana (Adrian) Pennino
Leo Gullotta: Paulie Pennino
Silvio Noto: Tony "Duke" Evers
Mario Milita: Jergens
Bruno Alessandro: Tony Gasco (Gazzo)
Gigi Reder: Buddy
Adriana De Roberto: segretaria
Franco Odoardi: responsabile pista pattinaggio
Diego Reggente: Joe Frazier

mercoledì 15 maggio 2013

Rambo 2 - La vendetta

Condannato ai lavori forzati in seguito agli eventi scatenati dalla sua visita all'ex commilitone in una cittadina inospitale degli Stati Uniti, Rambo riesce ad uscire dal carcere accettando la richiesta del Colonnello Trautman di ritornare nel nord del Vietnam per una nuova missione.
La missione sembra essere semplice: su informazioni del comandante Marshall Murdock, di stanza in Vietnam, Rambo deve trovare un insediamento vietcong, fotografarlo e tornare indietro.
Peccato che giunto sul posto, con la guida locale, la giovane e bella Co Bao, trovi l'insediamento brulicante di Charlies e con prigionieri americani ancora detenuti. Grazie alla sua abilità tattica e militare, Rambo riesce a salvare uno dei prigionieri ed a recarsi al rendez vous con l'elicottero incaricato di portarlo in salvo. Peccato che Murdock, una volta saputo del recupero del prigioniero da parte di Rambo, richiami l'elicottero lasciando i due soldati alla mercè dei Vietcong.
La vendetta di Rambo sarà atroce. Neanche l'intervento degli alleati russi dei vietnamiti riuscirà a tenerlo a freno. Il suo unico scopo, ora, è quello di riportare i prigionieri a casa sani e salvi. E di mettere le mani intorno al collo di Murdock.

Cambia il regista rispetto al primo capitolo, ma dietro a questo film c'è il fior fiore degli esperti in cinema d'azione degli anni '80 del secolo scorso: James Cameron, Sylvester Stallone, Mario Kassar, Andrew G. Vajna ed alle musiche sempre Jerry Goldsmith.
Quello che salta subito all'orecchio è che qui il personaggio di Stallone ha molte più battute che nel film precedente. Interagisce maggiormente con il più numeroso cast. Questo ci permette di addentrarci più profondamente nella psicologia di un personaggio sempre visto solo e soltanto come una macchina da guerra.
Nel cast troviamo pezzi da 90 del cinema dell'epoca: Richard Crenna, riprende il suo ruolo del primo film, Charles Napier, è il burocrate pauroso, e Julia Nickson-Soul, è l'amore destinato a finire male dell'avventuriero.
L'ambientazione è curata. Le location ricche di vegetazione e corsi d'acqua sono credibili e le ricostruzioni dei villaggi rendo bene. Il campo di detenzione è dotato di tanti optional gradevoli come la fogna a cielo aperto in cui viene detenuto Rambo e la rete da letto elettrificata per le torture (che rivedremo in altri film di Stallone). Il budget meno risicato della prima volta, siamo a circa 44 milioni di dollari, permette esplosioni sconvolgenti e l'uso di elicotteri in volo. Investimento azzeccato se si pensa che alla fine gli incassi del film saranno di circa 150 milioni di dollari.
Nonostante le critiche pesanti, la vittoria di numerosi Razzies Award, il film risulta coinvolgente e lascia passare qualche messaggio. Certo non tra le righe, ma nelle parole pronunciate alla fine della pellicola dal personaggio di Stallone. Con tutti i suoi difetti, comunque rimane un pelo sopra agli spara spara che verranno dopo.

Una buona ambientazione e qualche buona interpretazione in un film che ha fatto furore.

Titolo originale Rambo: First Blood Part II 

Paese di produzione U.S.A. 
Anno 1985 
Durata 96 min 
Rapporto 2.20 : 1 

Genere azione

Regia George Pan Cosmatos 
Soggetto Kevin Jarre (personaggi di David Morrell) 
Sceneggiatura James Cameron, Sylvester Stallone 
Produttore Buzz Feitshans 
Produttore esecutivo Mario Kassar, Andrew G. Vajna 
Fotografia Jack Cardiff 
Montaggio Larry Bock, Mark Goldblatt, Mark Helfrich, Gib Jaffe, Frank E. Jimenez 
Musiche Jerry Goldsmith 
Scenografia Bill Kenney 

Interpreti e personaggi 
Sylvester Stallone: John Rambo
Richard Crenna: Samuel Trautman
Charles Napier: Marshall Murdock
Steven Berkoff: Tenente Colonnello Podovskij
Julia Nickson-Soul: Co Bao
Voyo Goric: Sergente Jušin
George Cheung: Capitano Vinh
Martin Kove: Ericson
Andy Wood: Banks
Dana Lee: Capitano Kinh
 
Doppiatori italiani 
Ferruccio Amendola: John Rambo
Pino Locchi: Samuel Trautman
Luciano De Ambrosis: Marshall Murdock
Giorgio Lopez: Tenente Colonnello Podovskij
Micaela Esdra: Co Bao
Michele Gammino: Ericson

martedì 14 maggio 2013

Rambo

La vita dei reduci dalla guerra del Vietnam è sempre difficile. Qualcuno riesce ad integrarsi, ma molti di loro faticano a trovare un lavoro ed alcuni non hanno neanche una casa. John James Rambo è uno di loro. Il suo vagabondare per gli Stati Uniti lo porta a Hope, città di residenza di un suo vecchio amico e commilitone, Delmore Barry. Purtroppo quando raggiunge la sua casa scopre che l'uomo è morto di cancro per la prolungata esposizione all'Agente Arancio, un defoliante utilizzato in Vietnam per stanare i Vietcong.
Arrabbiato per la perdita incontra lo sceriffo locale, William Teasle, che lo invita a salire in macchina e lo scarica oltre i confini della cittadina. I vagabondi, i reduci, non piacciono, creano solo problemi. Rambo non ci sta e ritorna in città, ma non ha fatto i conti con l'ostinazione del villico sceriffo che lo arresta per vagabondaggio.
Portato in prigione subisce abusi da parte del vice sceriffo e degli agenti che risvegliano in lui brutti ricordi. Gli tornano alla mente le torture subite durante la prigionia in Vietnam e nel suo cervello scatta una molla di follia. Riesce ad evadere ed a nascondersi nei boschi, ma l'ostinazione assassina del vice Galt lo obbliga a difendersi ed a causare la morte dell'uomo.
Da quel momento ha inizio un caccia all'uomo senza quartiere che vedrà Rambo dover fuggire da un esercito sulle sue tracce.
Rambo cerca vendetta su Teasle e Teasle è pronto ad affrontarlo. Chi avrà la meglio?

E' il 1982. Da pochi anni Sylvester Stallone è una star internazionale di elevata caratura. Le sue interpretazioni convinco i critici più severi e lui viene scelto per il ruolo (offerto anche a Terence Hill) di un veterano del Vietnam con grossi problemi: John Rambo. Oltre a Rocky questo sarà il personaggio più iconico a cui presterà il volto. E' intenso e deciso, sofferente e vendicativo. Eccezionale nel calarsi nel ruolo ed trasmettere emozioni ed adrenalina al pubblico. A distanza di così tanti anni rimane ancora un pietra miliare del cinema, non solo d'azione. La versione italiana gode, peraltro, di una caratteristica che lo valorizza maggiormente rispetto agli altri mercati: il grande doppiaggio di Ferruccio Amendola. L'eccezionale doppiatore ed attore romano trasmette ancora maggiori emozioni, con la sua voce, rispetto a quelle dello Stallone originale. Era un grande e sarà indimenticabile.
Il cast del film è ridotto. Brian Dennehy, Richard Crenna e pochi altri godranno di notorietà grazie alla loro interpretazione tra le generazioni più giovani di allora. Pensare che grandi nomi erano stati associati ai ruoli che poi saranno loro assegnati. Forse con un cast più altisonante sarebbe stato ancora più grande, ma la grandezza che ha acquisito, ora, da notorietà anche ad attori di minor profilo.
Più che di colonna sonora si può parlare di effetti sonori. Rimane, comunque, indimenticabile il tema principale del grande Jerry Goldsmith.
La regia è di Ted Kotcheff (Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa e Weekend con il morto i suoi maggiori successi). Niente di strepitoso, nessuna soluzione innovativa, ma di sicuro effetto e di pregevole ritmica.

La guerra in Vietnam per gli americani è e sarà sempre una ferita aperta. Non solo per averla combattute e persa, ma per non essere riuscita ad reintegrare nella società e nel sogno americano gli uomini che l'hanno combattuta in prima linea. Questo film, pur con i suoi eccessi di violenze e fantasia narrativa, mostra con efficacia l'effetto distruttivo della  situazione che l'amministrazione U.S.A. ha generato in quegli anni.
Prima che essere un film d'azione Rambo (o First Blood in originale) è un film drammatico che porta alla riflessione.

Titolo originale First Blood 

Paese di produzione USA 
Anno 1982 
Durata 93 min 
Audio Dolby Stereo 
Rapporto 2.35 : 1 
Genere drammatico 

Regia Ted Kotcheff 

Soggetto dal libro First Blood di David Morrell 
Sceneggiatura Michael Kozoll, William Sackheim, Sylvester Stallone 
Produttore Buzz Feitshans 
Produttore esecutivo Mario Kassar, Andrew G. Vajna 
Casa di produzione Carolco Pictures 
Fotografia Andrew Laszlo 
Montaggio Joan E. Chapman 
Musiche Jerry Goldsmith 
Scenografia Wolf Kroeger 

Interpreti e personaggi 
Sylvester Stallone: John Rambo
Brian Dennehy: Sceriffo Will Teasle
Richard Crenna: Samuel Trautman
Bill McKinney: Capitano Dave Kern
David Caruso: Vice Capitano Mitch
Jack Starrett: Vice Sceriffo Arthur Galt
Michael Talbott: Vice Sergente Balford
Chris Mulkey: Sergente Ward
John McLiam: Orval Man Dog
Alf Humphreys: Vice Lester
David Crowley: Shingleton
Don MacKay: Preston
Mike Winlaw: Reporter TV
 
Doppiatori italiani 
Ferruccio Amendola: John Rambo
Renato Mori: Sceriffo Will Teasle
Pino Locchi: Colonnello Samuel Trautman
Roberto Chevalier: Mitch
Romano Ghini: Reporter TV