Dylan Dog N° 369
Graphic Horror Novel
Soggetto e Sceneggiatura: Ratigher
Disegni: Paolo Bacilieri, Montanari & Grassani
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita 30/05/2017
Prezzo 3.50€ (+0.30 centesimi sul numero precedente)
Un uomo senza memoria in una toilette pubblica. Coperto di sangue, con pochi indizi nelle tasche tra i quali dei pennarelli da disegnatore. Senza memoria, inizia a disegnare sui muri del bagno per ricordare ciò gli è successo negli ultimi giorni. Ricorda di essere il più famoso autore di fumetti d'Inghilterra e di aver assunto Dylan Dog per indagare su una serie di omicidi che riconducono alle sue opere.
Notevole, di questo albo, è l'aumento del prezzo di copertina. In edicola non ci vediamo più dare il resto, ma non per un errore bensì perchè Bonelli ha deciso di aumentare del 10%, ben più dell'inflazione, il suo prodotto. Bisogna dire che ha scelto il numero giusto per porre in atto la nuova condizione: un aumento trova, anche, giustificazione nel miglioramento dei contenuti. Ovviamente sono ironico.
Graphic Horror Novel è uno dei peggiori numeri di Dylan Dog che io abbia mai letto.
Soggetto e sceneggiatura sono curati da Ratigher, che c'hai pure un'età ormai e ti firmi ancora come un imbrattamuri da cortile?. E' un'accozzaglia di ovvietà, banalità, colpi di scena telefonati, deviazioni di sceneggiature per tornare in carreggiata, caratterizzazione casuale dei personaggi e chi peggio ne ha ne metta. Che poi il finale è tirato via, così, con le pinzette, in un modo indegno.
I disegni sono rovinati in coppia da Bacilieri ed il tandem di Montanari & Grassani. Ho abbandonato il Napoleone di Ambrosini per togliermi da davanti il tratto di Bacilieri, che pur trovavo adatto al personaggio, ed, ora, mi trovo lo stesso disegnatore su Dylan Dog. Qui, Bacileri, non c'entra nulla, tanto è vero che alla fine lo capisce anche lui e smette di disegnare lasciando le vignette bianche: una presa di autocoscienza. Montanari & Grassani fanno il loro, ma non si trovano ad integrarsi con il terzo incomodo. Fosse stato un albo solo loro sarebbe stato gestito meglio.
Ormai chiunque sia amico di Recchioni e sappia scrivere una lista della spesa è autorizzato ad essere pubblicato sulle pagine di Dylan Dog. Da tempo, Gualdoni, non si leggeva niente di così indegno sulle pagine che ospitano la creatura di Sclavi.
Mancano meno di tre anni al numero 400, speriamo che il curatore cambi.
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giovedì 1 giugno 2017
mercoledì 9 luglio 2014
Maxi Dylan Dog 21
Maxi Dylan Dog N° 21
Periodicità: Semestrale
Uscita: 26/06/2014
Copertina: Angelo Stano
Devil's trip
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Montanari & Grassani
Fay giovane ragazza punk che, nonostante la differenza di età e di gusti, ha fatto colpo su Dylan Dog. A legarli ancora di più è la ricerca di un'amica di lei scomparsa non molti giorni pirma. Desirèe, questo il suo nome, sembra essere prigioniera di entità misteriose che emergono dalle nebbie che ogni tanto infestano la sua prigione. In quei meandri non è sola, ma ogni volta che sia alza la nebbia uno di loro sparisce e non fa più ritorno. Se l'Old Boy non la troverà in fretta anche lei rischia di subire lo stesso destino.
Classica storia di sequestro, indagini, ragazza di Dylan e poco altro. Si fa leggere, permette di entrare nell'atmosfera del Maxi senza troppe aspettative, come capita spesso ormai e di saggiare la poca forma di Montanari & Grassani, ma di questo ne parleremo in fondo.
Con le migliori intenzioni
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni De Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Il ritorno a Londra dai sopralluoghi nelle campagne inglesi è sempre stato un viaggio poco rilassante per l'Indagatore dell'Incubo. Questa volta sarà la stanchezza a metterlo nei guai. Quando, addormentato, con la sua macchina andrà contro ad un'altra vettura e sia il passeggero che il conducente moriranno inizierà, per lui, un inferno di depressione che neanche la vicinanza della bella Josephine sembra riuscire ad alleviare. L'unico scopo di Dylan sarà quello di cercare la morte e l'espiazione per il duplice omicidio che ha commesso.
La storia migliore di questo Maxi. Storia che dovrebbe essere distribuita all'esterno delle discoteche e dei luoghi da cui si esci pressoché brilli e stanchi per far riflettere. Una storia dura e cruda, ricca di senso di colpa, ma con fin troppa autocommiserazione per l'eroe in disgrazia. L'espediente narrativo per la conclusione della storia poco si adatta al personaggio ideato da Tiziano Sclavi (che ha sempre odiato la televisione) ed abbastanza scontato. Tuttavia funziona e la storia risulta essere intrigante e piacevole.
Una brutta piega
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Quando nel salone di bellezza di Madame Javier le due parrucchiere impazziscono e le sette donne sotto trattamento vengono smembrate ed uccise e viceversa, quando Adele e sua sorella iniziano a finire misteriosamente nei guai, quando un intero condomino sembra essere posseduto da una strana entità, chi meglio di Dylan Dog, Indagatore dell'Incubo, può indagare sue questo mistero?
La finta morale di questa storia è veramente bassa e pessima. La creatura misteriosa che si impadronisce di tutti dopo le extension è pietosa. Uccide tutti nel salone di bellezza per vendicarsi della loro vanità? Ma scherziamo? Basta che Dylan imponga la propria voce che uno spirito di donne vessate, torturate, uccise e rasate a zero venga spinto fuori dal corpo della posseduta e per caso bruciato? Addio.
Montanari & Grassani. Questo è il loro albo. L'albo che preparano per un anno. L'albo che gli da da mangiare. L'albo che fa dire al lettore: eccoli! Quando però, già dalla prima storia ti accorgi in quale disastro ti sei imbarcato non credi che possano essere davvero loro alle chine e pennelli. Per citare alcuni casi:
- la lavatrice in cucina a pagina 9 è più grande di Dylan nonostante lui sia in primo piano e lei dietro di almeno un metro;
- il quadro sopra il letto di Dylan che cambia dimensione da scena a scena;
- le prospettive casuali con le quali gli sfondi vengono realizzati;
- gli ambienti completamente stravolti rispetto a quelli usali;
- Craven Road che cambia larghezza a seconda della scena e della storia.
Insomma un disastro.
Per quanto riguarda le storie, oltre a ciò che ho già scritto prima. I tendo a non leggere il nome degli autori delle sceneggiature prima di aver finito il tutto, ma il tocco disastroso di Gualdoni si vede subito ed abbatte parecchio il morale dopo la buona storia di De Gregorio. Oltre tutto ci si mette anche il suo letterista ad aggiungerci il carico. Pagina 283, prima vignetta, i capelli parlano della ragazza che li ospita (?) e dicono: "Noi gli diamo la forza di vivere." E' una donna! Voi LE date non GLI date! Mannaggia! I ragazzini imparano a scivere ed a parlare con i fumetti!!! Metteteci impegno con l'italiano! Cara Diana Rocchi, sei pure donna chi meglio di te dovrebbe conoscere l'uso dei pronomi in questo caso?
Copertina di Stano in tema con l'albo. Precisa e soddisfacente, dedicata alla storia centrale, ma che svela un po' troppo il colpo di scena conclusivo.
Nota finale sull'idea di questo albo. Da semestrale diventerà quadrimestrale. A settembre inizia il Ciclo Recchioni su Dylan Dog. Per arrivarci il nuovo curatore ha pescato le migliori storie di Dylan Dog in cantiere e se le è giocate nell'ultimo anno. Dove pensate che finiranno le peggiori? Ricordando sempre che del maiale non si butta via niente? Ricordando anche che sceneggiatori e disegnatori sono già stati pagati per il loro lavoro e che, giustamente, la Bonelli pretende un rientro, seppur minimo, provate ad indovinare.
In ogni caso il prossimo sarà il mio ultimo Maxi. Ho già lo scatolone pronto dove metterli.
mercoledì 3 luglio 2013
Dylan Dog - Maxi 19
Maxi Dylan Dog n° 19
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
Periodicità: semestrale
Alla ricerca della felicità
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Uno strano personaggio, probabilmente di origine orientale, ed il suo merlo nero si aggirano per le strade di Londra a vendere oggetti a poco prezzo a persone in balia dei propri desideri. Quando, in un verso o nell'altro, i desideri dei possessori di questi oggetti iniziano ad avverarsi le cose cambiano. Qualcuno ne rimane soddisfatto, qualcuno sconvolto, ma quello che più conta è che tra questi sognatori c'è anche Dylan Dog.
Una sceneggiatura semplice che mette in parallelo più vite di sognatori londinesi. Il tutto si basa su una specie di Safarà ambulante che offre oggetti che daranno un svolta alla vita di chi li riceve. Carina e scorrevole, risulta di piacevole lettura.
Kidnapping
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Montanari & Grassani
Un bambino, che è una porta tra il nostro mondo e quello dei demoni, viene rapito. Alla sua famiglia, che è tra le più ricche dell'Inghilterra, non viene richiesto alcun riscatto e, anzi, la notizia non viene resa pubblica. Solo una scaltra giornalista di un sito di pettegolezzi, guarda caso fidanzata dell'Old Boy, è a conoscenza della notizia e coinvolge il suo uomo nell'indagine.
I demoni sembrano essere reali, così come il rapimento, ma come fare a salvare la piccola vittima?
Forse la migliore storia del trittico. Un classico giallo con colpevoli e presunti colpevoli a darsi il cambio nelle diverse pagine. Scorrevole ed un po' splatter si lascia leggere senza troppi pensieri.
L’Eroe
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Una famosa attrice si affida a Dylan Dog per la sua protezione. Lo strano uomo che la perseguita sembra essere legato a delle morti e sparizioni di persone apparentemente senza collegamento tra loro.
La storia più debole del trittico. Mi spiace che sia scritta da Gualdoni, che tanto avevo stimato al suo debutto. Purtroppo lo sceneggiatore sembra essere in profonda carenza di idea. Si ispira senza ritegno alla serie televisive come Alphas ed alla mitologia dei supereroi ai fumetti degli X-Men della Marvel. Non butta dentro uno straccio di idea originale e fa passare la voglia di leggere. Si infila in un cul de sac narrativo senza via d'uscita e per salvarsi tira fuori un coniglio, morto, dal cilindro. Lasciatelo respirare o trovategli un lavoro vero.
Passiamo ora all'impianto grafico. Montanari & Grassani sono diventati, con questo Maxi, brutte copie di loro stessi. Dispiace vedere questa coppia di artisti essersi attorcigliata su se stessa e vedersi autocitare senza ritegno. Se i personaggi sono sempre nel loro stile persino loro, qui, mancano di dinamismo e contiguità con la realtà: se un mostro di tre metri afferra per le spalle una ragazza normale questa non rimarrà diritta come un fuso, quasi parallela la terreno.
Anche nelle architetture, soprattutto degli interni, mostrano carenze demoralizzante. Se le linee di prospettiva sembrano fare quello che vogliono loro, gli arredamenti non sono da meno. Capita spesso di vedere mensole sulle quali le fotografie si spostano senza spiegazione da un posto all'altro, tombini che cambiano dimensione, arredamenti stradali che vengono a mancare ed il tutto da una vignetta adiacente all'altra.
Il loro peggio lo danno quando tentano di dare il loro meglio. Si sa che il duo ha una visione tutta sua di Craven Road e del civico 7 in particolare. Il problema è che se hai una visione la devi mantenere coerente e costante: la ciminiera al di la del cortile della casa dell'Indagatore dell'Incubo non può cambiare posizione da una storia all'altra, i pali della luce non possono sparire tra una vignetta e l'altra.
La copertina è un classico rivisitato in stile Stano, con colori marci, ma tutto sommato piacevole.Ho trovato tutto parecchio deludente. Trovo che Montanari & Grassani abbiano, con questo albo, segnato una delle peggiori pagine della loro storica collaborazione. Trovo che abbiano mancato di rispetto al lettore. Il tutto su una albo nato, creato e dedicato per ospitare solo le loro storie. Il tutto al prezzo poco popolare di 6,20€.
Ancora uno, forse, e poi abbandonerò anche questa collana "fuori serie regolare" di Dylan Dog e, probabilmente, con poco dispiacere.
mercoledì 4 luglio 2012
Maxi Dylan Dog - 17
Maxi Dylan Dog 16, semestrale
Copertina: Angelo Stano
Disegni: Montanari & Grassani
Chiamata dall'Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
I cellulari fanno male, si sa (o almeno così dicono). E' una certezza, però che gli sms uccidano. Provate a chiederlo alla nuova cliente di Dylan alla quale il marito non è sopravvissuto ad un semplice sms. Non chiedetelo neanche allo stesso Old Boy che, sul cellulare della sua nuova conquista, ha ricevuto un messaggino, da un utente anonimo, contenente la data ed il luogo della sua morte.
La verità sommersa
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Cromagh era un villaggio in una valle. Per necessità minerarie quella stessa valle è stata riempita d'acqua per creare un grande bacino idrico. Poco più in la il New Cromagh sorge ridente. Poco ridente per la verità dato che quando, dal lago, sorge una misteriosa nebbia, le persone che vi rimangono avvolte vengono trovate assassinate in modo orribile. C'è qualcosa di vero nelle leggende del posto? Ovviamente sindaco e polizia si rivolgono all'unico che potrebbe tirarli fuori dal guaio in cui si trovano: l'Indagatore dell'Incubo
Vite gemelle
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Lydia è la nuova fiamma di Dylan. Prima era solo una cliente e, come al solito, è diventato anche l'amore della sua vita. Il problema di Lydia è che vi è vista uccidere sotto un treno della metropolitana, ha vuoti di memoria ed ha paura di essere una veggente. Il problema è che tante altre donne identiche a lei stanno morendo nei modi più disparati. Sarà un caso che la donna lavori per un'azienda scientifica specializzata in clonazione?
Chiamata dall'Inferno è la classica reinterpretazione del mito di Ringu, The Cell e di tutti quegli altri film horror estivi che come spunto narrativo usano la minaccia tecnologica. La Barbato ci aggiunge anche un po' di vero soprannaturale, qualche personaggio di contorno (come la direttrice della rivista di gossip) ed una vecchia conoscenza del nostro, ma la storia non ha un vero e proprio mordente, come non ha dalla sua un'eccessiva originalità e colpi a sorpresa.
La verità sommersa di Marzano mi ricorda quel filmino sugli abitanti di un villaggio del Maine (?) che muoiono per via dei fantasmi di una nave affondata... ma si che l'avete visto... ah si, si, The Fog. Poco altro da aggiungere. Se avete visto il film aggiungeteci un po' di giallo in più ed avrete ottenuto questa storia.
Vite gemelle è lo Sliding Doors di Gualdoni. Che dire. Caruccia, ma non è che si sia sprecato troppo. Le copie, l'amore, la morte.
Discorso a parte meritano i disegni di Montanari & Grassani che sono la ragione per cui si compra il Maxi! Precisi. Puliti. Nitidi. Omogenei. Oh, a me sti due piacciono, che ci volete fare. L'unico appunto è che in tre storie Dylan finisce a letto con tre donne diverse e non mostra un minimo di fantasia. Ah, che anche l'Old Boy stia invecchiando veramente?
Copertina di Stano nella norma. Essenziale. Con richiami a storie passate.
Tutto sommato una buona lettura, poco impegnativa, ma, a tratti, anche poco coinvolgente. E' anche per questo che ci ho messo un po' a finirlo ed a scriverne.
Copertina: Angelo Stano
Disegni: Montanari & Grassani
Chiamata dall'Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
I cellulari fanno male, si sa (o almeno così dicono). E' una certezza, però che gli sms uccidano. Provate a chiederlo alla nuova cliente di Dylan alla quale il marito non è sopravvissuto ad un semplice sms. Non chiedetelo neanche allo stesso Old Boy che, sul cellulare della sua nuova conquista, ha ricevuto un messaggino, da un utente anonimo, contenente la data ed il luogo della sua morte.
La verità sommersa
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Cromagh era un villaggio in una valle. Per necessità minerarie quella stessa valle è stata riempita d'acqua per creare un grande bacino idrico. Poco più in la il New Cromagh sorge ridente. Poco ridente per la verità dato che quando, dal lago, sorge una misteriosa nebbia, le persone che vi rimangono avvolte vengono trovate assassinate in modo orribile. C'è qualcosa di vero nelle leggende del posto? Ovviamente sindaco e polizia si rivolgono all'unico che potrebbe tirarli fuori dal guaio in cui si trovano: l'Indagatore dell'Incubo
Vite gemelle
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Lydia è la nuova fiamma di Dylan. Prima era solo una cliente e, come al solito, è diventato anche l'amore della sua vita. Il problema di Lydia è che vi è vista uccidere sotto un treno della metropolitana, ha vuoti di memoria ed ha paura di essere una veggente. Il problema è che tante altre donne identiche a lei stanno morendo nei modi più disparati. Sarà un caso che la donna lavori per un'azienda scientifica specializzata in clonazione?
Chiamata dall'Inferno è la classica reinterpretazione del mito di Ringu, The Cell e di tutti quegli altri film horror estivi che come spunto narrativo usano la minaccia tecnologica. La Barbato ci aggiunge anche un po' di vero soprannaturale, qualche personaggio di contorno (come la direttrice della rivista di gossip) ed una vecchia conoscenza del nostro, ma la storia non ha un vero e proprio mordente, come non ha dalla sua un'eccessiva originalità e colpi a sorpresa.
La verità sommersa di Marzano mi ricorda quel filmino sugli abitanti di un villaggio del Maine (?) che muoiono per via dei fantasmi di una nave affondata... ma si che l'avete visto... ah si, si, The Fog. Poco altro da aggiungere. Se avete visto il film aggiungeteci un po' di giallo in più ed avrete ottenuto questa storia.
Vite gemelle è lo Sliding Doors di Gualdoni. Che dire. Caruccia, ma non è che si sia sprecato troppo. Le copie, l'amore, la morte.
Discorso a parte meritano i disegni di Montanari & Grassani che sono la ragione per cui si compra il Maxi! Precisi. Puliti. Nitidi. Omogenei. Oh, a me sti due piacciono, che ci volete fare. L'unico appunto è che in tre storie Dylan finisce a letto con tre donne diverse e non mostra un minimo di fantasia. Ah, che anche l'Old Boy stia invecchiando veramente?
Copertina di Stano nella norma. Essenziale. Con richiami a storie passate.
Tutto sommato una buona lettura, poco impegnativa, ma, a tratti, anche poco coinvolgente. E' anche per questo che ci ho messo un po' a finirlo ed a scriverne.
venerdì 12 agosto 2011
Dylan Dog - Color Fest n. 7
Dylan Dog Color Fest n. 7, semestrale
Copertina: Gianluca e Raul Cestaro
L'illustrazione di copertina è di alta qualità. Ottima caratterizzazione del personaggio ed atmosfera in cui è inserito, peccato che non abbia alcun richiamo alle storie interne e sia fine a se stessa.
Passaggio per l’Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Gigi Simeoni
Colori: Fabio d’Auria
Stano come la sfortuna stradale perseguiti Dylan Dog. Rientrando dalla conclusione di un'indagine verso Londra buca due gomme del maggiolino. Per fortuna arriva in suo soccorso una mini con una ragazza bordo. Accettato il passaggio dalla sconosciuta l'Indagatore dell'Incubo non se la vedrà proprio bene.
I colori di questa storia sono spettacolari. Mai vista una targa disegnata e colorata meglio di quella del maggiolino di Dylan in un fumetto. La storia è semplice e mi ricorda l'inizio della trama di un libro di Stephen King, che ho appena letto e commentato, ma del quale non mi viene il titolo. Un senso di estremo deja vu non mi permette di godermi la trama al meglio. Simeoni in ottima forma, con tratti puliti e dinamici.
Il banco dei pegni
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Colori: Chiara Fabbri Colabich
Un manipoli di senza tetto arriva a casa di Dylan Dog per chiedere il suo intervento. Loro compagni di vita sono stati trovati morti per strada, in circostanze misteriose e con le tasche piene di soldi. Le indagini del nostro lo porteranno alla ricerca del banco dei pegni Diogene, dove qualcuno potrebbe sapere la risposta ai misteri del "Bad Bridge".
Anche qui un senso di già visto. Mi ricorda, in modo lato, Cose Preziose di Stephen King: il banco dei pegni, l'anima e tutto il resto, certo rivisitato con fantasia da Badino. Una buona storia senza pretese, ben disegnata da un maestro come Alessandrini e con i colori scuri e ben dosati della Colabich. Il tutto condito con citazioni (molto marcate) ai Monty Phyton
Luci della ribalta
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Aldo Di Gennaro
Colori: Studio Rudoni
Gale McCorman è una delle più presenzialiste star della tv inglese. Da circa trent’anni, infatti, compare in ogni show televisivo del Regno Unito. Chiunque la riconosce ovunque vada, ma da qualche tempo la situazione è cambiata. Lei si ricorda di apparizioni in programmi nelle cui registrazioni non è presente. Le persone si dimenticano di lei. Dylan dovrà scoprire cosa sta succedendo prima che lei scompaia del tutto.
Abbastanza originale la storia di Medda, corta, intensa. Di Gennaro dimostra di essere confidente con la matita come nel passato, non me lo ricordo recentemente sulle pagine del Dylan, ma magari mi sbaglio. I colori non sono un gran che, stesso discorso che vale per la storia successiva. Mi ricordavo lo Studio Rudoni molto più performante in un Color fest precedente, ma forse mi confondo io
Strage di mezzanotte
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Colori: Studio Rudoni
Un ritorno nel passato per Dylan Dog. Un ritorno ad una delle sue prime indagini. Come anni fa ai magazzini Dastan un manichino è tornato in vita ed ha iniziato ad uccidere la gente. L'Old Boy, con l'aiuto dei suoi amici, dovrà muoversi in fretta per impedire l'accrescersi del numero dei cadaveri.
Qui, Gualdoni, autocita la serie per cui scrive. Un ritorno al passato un po' debole e prevedibile sin dalle prime battute, ma gustoso per i collezionisti appassionati. I disegni di Montanari & Grassani, pur professionali, sono i più deboli dell'intero pacchetto di storie non sono supportati dalla colorazione dello Studio Rudoni.
Continuo a considerare il Color Fest un'occasione persa per la Bonelli. Con questa testata avrebbe potuto considerare l'idea di creare una linea "what if" annuale dedicata ad uno dei suo personaggi di punta. Sappiamo che queste idee non sono prese in considerazione dalla casa milanese, ma un abbozzo di tentativo è stato fatto con il Tex Color di inizio mese e speriamo sia un buon segno. Stando così le cose dopo l'ottava o decima uscita di questa collana l'abbandonerò. Per leggere le avventure di Dylan già bastano la serie regolare ed i classici speciali, anche i Maxi iniziano ad essere di troppo.
Tutto sommato una lettura piacevole, con carta di alta qualità e colori brillanti, ma anche abbastanza inutile. Il prezzo di 4.8€ potrebbe spaventare qualcuno.
Copertina: Gianluca e Raul Cestaro
L'illustrazione di copertina è di alta qualità. Ottima caratterizzazione del personaggio ed atmosfera in cui è inserito, peccato che non abbia alcun richiamo alle storie interne e sia fine a se stessa.
Passaggio per l’Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Gigi Simeoni
Colori: Fabio d’Auria
Stano come la sfortuna stradale perseguiti Dylan Dog. Rientrando dalla conclusione di un'indagine verso Londra buca due gomme del maggiolino. Per fortuna arriva in suo soccorso una mini con una ragazza bordo. Accettato il passaggio dalla sconosciuta l'Indagatore dell'Incubo non se la vedrà proprio bene.
I colori di questa storia sono spettacolari. Mai vista una targa disegnata e colorata meglio di quella del maggiolino di Dylan in un fumetto. La storia è semplice e mi ricorda l'inizio della trama di un libro di Stephen King, che ho appena letto e commentato, ma del quale non mi viene il titolo. Un senso di estremo deja vu non mi permette di godermi la trama al meglio. Simeoni in ottima forma, con tratti puliti e dinamici.
Il banco dei pegni
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Colori: Chiara Fabbri Colabich
Un manipoli di senza tetto arriva a casa di Dylan Dog per chiedere il suo intervento. Loro compagni di vita sono stati trovati morti per strada, in circostanze misteriose e con le tasche piene di soldi. Le indagini del nostro lo porteranno alla ricerca del banco dei pegni Diogene, dove qualcuno potrebbe sapere la risposta ai misteri del "Bad Bridge".
Anche qui un senso di già visto. Mi ricorda, in modo lato, Cose Preziose di Stephen King: il banco dei pegni, l'anima e tutto il resto, certo rivisitato con fantasia da Badino. Una buona storia senza pretese, ben disegnata da un maestro come Alessandrini e con i colori scuri e ben dosati della Colabich. Il tutto condito con citazioni (molto marcate) ai Monty Phyton
Luci della ribalta
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Aldo Di Gennaro
Colori: Studio Rudoni
Gale McCorman è una delle più presenzialiste star della tv inglese. Da circa trent’anni, infatti, compare in ogni show televisivo del Regno Unito. Chiunque la riconosce ovunque vada, ma da qualche tempo la situazione è cambiata. Lei si ricorda di apparizioni in programmi nelle cui registrazioni non è presente. Le persone si dimenticano di lei. Dylan dovrà scoprire cosa sta succedendo prima che lei scompaia del tutto.
Abbastanza originale la storia di Medda, corta, intensa. Di Gennaro dimostra di essere confidente con la matita come nel passato, non me lo ricordo recentemente sulle pagine del Dylan, ma magari mi sbaglio. I colori non sono un gran che, stesso discorso che vale per la storia successiva. Mi ricordavo lo Studio Rudoni molto più performante in un Color fest precedente, ma forse mi confondo io
Strage di mezzanotte
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
Colori: Studio Rudoni
Un ritorno nel passato per Dylan Dog. Un ritorno ad una delle sue prime indagini. Come anni fa ai magazzini Dastan un manichino è tornato in vita ed ha iniziato ad uccidere la gente. L'Old Boy, con l'aiuto dei suoi amici, dovrà muoversi in fretta per impedire l'accrescersi del numero dei cadaveri.
Qui, Gualdoni, autocita la serie per cui scrive. Un ritorno al passato un po' debole e prevedibile sin dalle prime battute, ma gustoso per i collezionisti appassionati. I disegni di Montanari & Grassani, pur professionali, sono i più deboli dell'intero pacchetto di storie non sono supportati dalla colorazione dello Studio Rudoni.
Continuo a considerare il Color Fest un'occasione persa per la Bonelli. Con questa testata avrebbe potuto considerare l'idea di creare una linea "what if" annuale dedicata ad uno dei suo personaggi di punta. Sappiamo che queste idee non sono prese in considerazione dalla casa milanese, ma un abbozzo di tentativo è stato fatto con il Tex Color di inizio mese e speriamo sia un buon segno. Stando così le cose dopo l'ottava o decima uscita di questa collana l'abbandonerò. Per leggere le avventure di Dylan già bastano la serie regolare ed i classici speciali, anche i Maxi iniziano ad essere di troppo.
Tutto sommato una lettura piacevole, con carta di alta qualità e colori brillanti, ma anche abbastanza inutile. Il prezzo di 4.8€ potrebbe spaventare qualcuno.
lunedì 4 luglio 2011
Maxi Dylan Dog 15
Maxi Dylan Dog 15, annuale
Copertina: Angelo Stano
L’avamposto perduto
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
E' un caso che Dylan al ritorno da un'indagine fuori Londra si perda sempre e si cacci nei guai? Probabilmente no, ma questa volta il suo smarrimento lo porta in un posto proprio inconsueto: un campo d'atterraggio dell’aviazione militare inglese. Qui una compagnia della Royal Air Force è rimasta prigioniera, nessuno ha la possibilità di allontanarsi e sperare di ritornare. Anche quelli che sono rimasti nelle loro baracche cominciano a sparire rapiti da una misteriosa luce aliena.
La nave nera
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Montanari & Grassani
Il Tamigi è teatro di macabri omicidi. Una chiatta nera lo risale e miete vittime tra coloro che incontra sulla sua rotta. Nel contempo la scomparsa di una ragazza, appartenente ad un setta di adoratori del fiume porta Dylan ad indagare. Si troverà invischiato nelle limacciose acque del fiume e della bramosia umana.
Il vigilante
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Montanari & Grassani
Finalmente la criminalità a Londra è tornata sotto il livello di guardia. L'unico a commettere omicidi è, colui che è stato soprannominato dai giornali, Prekiller. Questo giustiziere misterioso assassina chiunque solamente pensi di realizzare un crimini. Alcuni poliziotti lo inneggiano, i più savi cercano di scoprire chi si nasconde dietro la sua maschera per arrestarlo. Per fare un favore al suo amico Bloch anche l’Indagatore dell’Incubo si mette sulle sue tracce. Le indagini lo condurranno su un terreno pericoloso e sorprendente.
Tutte sceneggiature di buon livello, con colpi di scena, uno o due per storia, che tengono legato il lettore alle pagine senza sforzo. Tornano le storie di fantasmi dopo tanto tempo, un'originale reincarnazione di una divinità e una storia ispirata a "Minority report", senza rapporto di minoranza e con un precog serial killer.
Ai disegni una coppia collaudata di disegnatori che, in questi anni in cui è stata loro affidata la realizzazione grafica del Maxi, ha creato una continuity nelle location vicine alla residenza del nostro tali da rendere l'ambiente ancora più familiare. Si affiancano alle loro classiche inquadrature tagli sperimentali che ben si incastrano nel ritmo narrativo del quale si fanno tedofori.
Lo stile di Stano nelle copertine degli ultimi mesi è sempre gradevole. Particolarmente riuscita quella di quest'albo. Peccato non riuscire a trovare in vendita sue tavole originali.
Una buona lettura da assaporare con calma, gustandola.
Copertina: Angelo Stano
L’avamposto perduto
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani
E' un caso che Dylan al ritorno da un'indagine fuori Londra si perda sempre e si cacci nei guai? Probabilmente no, ma questa volta il suo smarrimento lo porta in un posto proprio inconsueto: un campo d'atterraggio dell’aviazione militare inglese. Qui una compagnia della Royal Air Force è rimasta prigioniera, nessuno ha la possibilità di allontanarsi e sperare di ritornare. Anche quelli che sono rimasti nelle loro baracche cominciano a sparire rapiti da una misteriosa luce aliena.
La nave nera
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Montanari & Grassani
Il Tamigi è teatro di macabri omicidi. Una chiatta nera lo risale e miete vittime tra coloro che incontra sulla sua rotta. Nel contempo la scomparsa di una ragazza, appartenente ad un setta di adoratori del fiume porta Dylan ad indagare. Si troverà invischiato nelle limacciose acque del fiume e della bramosia umana.
Il vigilante
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Montanari & Grassani
Finalmente la criminalità a Londra è tornata sotto il livello di guardia. L'unico a commettere omicidi è, colui che è stato soprannominato dai giornali, Prekiller. Questo giustiziere misterioso assassina chiunque solamente pensi di realizzare un crimini. Alcuni poliziotti lo inneggiano, i più savi cercano di scoprire chi si nasconde dietro la sua maschera per arrestarlo. Per fare un favore al suo amico Bloch anche l’Indagatore dell’Incubo si mette sulle sue tracce. Le indagini lo condurranno su un terreno pericoloso e sorprendente.
Tutte sceneggiature di buon livello, con colpi di scena, uno o due per storia, che tengono legato il lettore alle pagine senza sforzo. Tornano le storie di fantasmi dopo tanto tempo, un'originale reincarnazione di una divinità e una storia ispirata a "Minority report", senza rapporto di minoranza e con un precog serial killer.
Ai disegni una coppia collaudata di disegnatori che, in questi anni in cui è stata loro affidata la realizzazione grafica del Maxi, ha creato una continuity nelle location vicine alla residenza del nostro tali da rendere l'ambiente ancora più familiare. Si affiancano alle loro classiche inquadrature tagli sperimentali che ben si incastrano nel ritmo narrativo del quale si fanno tedofori.
Lo stile di Stano nelle copertine degli ultimi mesi è sempre gradevole. Particolarmente riuscita quella di quest'albo. Peccato non riuscire a trovare in vendita sue tavole originali.
Una buona lettura da assaporare con calma, gustandola.
giovedì 8 luglio 2010
Maxi Dylan Dog 2010
Maxi Dylan Dog 2010, annuale Copertina: Angelo Stano
L'armata di pietra
Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Montanari & Grassani
Il tranquillo villaggio di Howlstone è sconvolto da una serie di misteriose sparizioni che sembrano solo il preludio di una minaccia più grande. Per Dylan Dog sarà una corsa contro il tempo per sventare il ritorno di un’antica minaccia che sembrava dimenticata nelle nebbie del passato…
Grazie a questa sceneggiatura ci troviamo, dopo tanto tempo, catapultati ai confini del mondo del piccolo popolo. Una storia intensa nella quale un uomo per amore commette una sciocchezza, che in una realtà sull'orlo del baratro potrebbe essere fatale, ma che sa riconoscere il suo errore e correggerlo.
Fuori orario
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Montanari & Grassani
Intrappolato all’interno di un gigantesco centro commerciale, l’Indagatore dell’Incubo dovrà svelare il mistero che si nasconde dietro l’apparizione di fantasmi, mostri giganti, licantropi e altre spaventose creature!
Questa è proprio divertente. Si poteva risolvere come un rifacimento di Zombi, invece ha avuto una sua evoluzione molto delicata e sentimentale. Da una bella idea una buona storia.
Sorvegliato speciale
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Montanari & Grassani
John Bixby è un uomo apparentemente comune, ma che per qualcuno sembra avere un immenso valore, almeno a giudicare dal gran numero di mezzi e uomini impiegati per spiarlo. Ora che l’inquilino di Craven Road ha deciso di aiutarlo, anche la sua vita sarà al centro del mirino...
Qui casca l'asino. Oltre ad essere un incrocio tra The Thruman Show, Matrix ed almeno un altro paio di blockbusters riesce, persino, a contenere degli errori narrativi. Come fa la madre del protagonista, morta cinque anni prima del padre ad interagire con il figlio dopo il funerale? Ed il fatto che la madre sia morta cinque anni prima ed il padre solo da alcuni mesi è ribadito nuovamente avanti nella sceneggiatura. Peccato un cartuccia malamente sprecata.
Montanari & Grassani mantengono il loro stile per tutte le storie, la casa di Dylan acquista continuità nei loro disegni. Abili come sempre creano le atmosfere giuste per tessere le avventure dell'Indagatore dell'Incubo.
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