Sanremo 2013 è finito. E' finito sabato scorso ed io, pur vedendone più di quanto mi aspettassi, mi son perso quasi tutta la finale. Poco di male. Ero in una bella città, in compagnia di amici simpatici e devo dire che non ero minimamente preoccupato di sapere cosa stesse succedendo nella cittadina ligure. Il caso ha voluto che rientrassi in albergo proprio durante la proclamazione, da parte dei presentatori, del terzetto sul podio. Sia come sia son rimasto sbalordito a sentire il nome di Elio nel terzetto che si sarebbe giocato la vittoria finale: loro, che puntavano al quarto posto, ci saranno rimasti più male di me. Non mi ha sorpreso Mengoni, mi ha messo tristezza la presenza dei Modà, che sono un gruppo che proprio non capisco.
Sappiamo chi ha vinto, ma non come. Quindi ecco le percentuali che hanno ottenuto i primi tre della classifica: Marco Mengoni ha ottenuto il primo posto con il 36% delle preferenze, gli Elio e le Storie tese il secondo con il 33%, seguiti dai Modà col 31%.
Ma gli altri come sono arrivati. Unendo le classifiche del televoto di giovedì e sabato e quella della giuria di qualità ecco la classifica finale:
1. Marco Mengoni;
2. Elio e Le Storie Tese;
3. Modà;
4. Malika Ayane;
5. Raphael Gualazzi;
6. Daniele Silvestri;
7. Max Gazzè;
8. Chiara;
9. Annalisa;
10. Maria Nazionale;
11. Simone Cristicchi;
12. Marta sui tubi;
13. Simona Molinari e Peter Cincotti;
14. Almamegretta.
Classifica del Televoto (sommatoria dei voti di giovedì e sabato):
1. Marco Mengoni;
2. Modà;
3. Annalisa Scarrone;
4. Chiara Galiazzo;
5. Raphael Gualazzi;
6. Elio e Le Storie Tese;
7. Maria Nazionale;
8. Daniele Silvestri;
9. Simone Cristicchi;
10. Simona Molinari e Peter Cincotti;
11. Malika Ayane;
12. Max Gazzè;
13. Marta sui Tubi;
14. Almamegretta.
Classifica della Giuria di Qualità:
1. Elio e Le Storie Tese;
2. Malika;
3. Gualazzi;
4. Daniele Silvestri;
5. Gazzè;
6. Mengoni;
7. Modà;
8. Chiara -Marta sui Tubi (pari merito);
10. Maria Nazionale;
11. Simone Cristicchi;
12. Annalisa;
13. Molinari – Cincotti e Almamegretta (pari merito).
Ad Elio e Le Storie Tese, oltre al secondo posto in classifica generale, sono andati anche il Premio della Critica "Mia Martini", il Premio per il miglior arrangiamento ed il Premio della Giuria "Lucio Dalla", sicuramente tutti meritati.
E' curioso, però, vedere come la Giuria di Qualità abbia assegnato anche alla band milanese la vittoria nella sua classifica provvisoria. A conti fatti, però, la classifica finale uscita dall'unione di quella della Giuria di Qualità e del pubblico a casa è la migliore sintesi del gradimento delle serate. Dispiace vedere sul podio i Modà, che ci hanno ammorbato per tre sere con i loro inutili Se, e solo nona una delle più belle voci della settimana: Annalisa. Spiace vedere al 12° e 14° posto Marta sui tubi e Almamegretta. Spiace perchè capisci che non sono stati squalificati per orrendezza, ma sono stati tenuti in considerazione fino alla fine. Tutti gli altri han fatto la loro gara, senza pretese, e poche delle canzoni presentate rimarranno.
Un complimento a parte meritano gli Elii. Il loro secondo posto è giusto, non un'infamata come quella di 17 anni fa. La loro Canzone Mononota è simpatica ed artisticamente valida, ma Marco Mengoni, finalmente, ha meritato la vittoria. I ragazzi delle Storie Tese ed il loro vocalist si sono messi in gioco ogni sera, stupendo il pubblico anche sotto il punto di vista visivo. Mi chiedo come abbiano fatto a resistere per sei, sette, ore con il trucco da uomini obesi (una soluzione di peso per recuperare terreno) ed a cantare per bene tre volte, senza schiattare sul palco.
Della serata finale mi rimangono solo alcune istantanee su internet o qualche spezzone televisivo: la farfallina di Luciana, un giovane direttore d'orchestra che apre la kermesse con Wagner, una frase di Bisio letta in rete e la descrizione della performance di Bocelli.
Quello che si può dire è che la 63a Edizione del Festival della musica italiana di Sanremo è stata una rivelazione. Fabio Fazio ha riletto la manifestazione storica in una chiave nuova ed aggiornata. Ha elevato il ruolo della donna da semplice valletta a presentatrice a tutti gli effetti (attenzione però! La donna deve essere brava e pronta, non pensate che la stessa operazione possa essere ripetuta con una Gregoraci od una Fico di turno). Si è messo in gioco e si è sciolto un po' rispetto all'impettito e, tante volte, prostrato presentatore domenicale di Rai3. Luciana Littizzetto è stata lei. Brava per molti tratti dello spettacolo, a volte eccezionale (il monologo a favore della lotta contro la violenza sulle donne e la seguente danza) ed a volte, rare, eccessivamente sopra le righe.
Rimarranno Maurizio Crozza, Rocco Siffredi, alcuni duetti inopportuni nella Serata Storica, Verdi, Wagner e la musica classica in prima serata, Mengoni che canta Tenco, i costumi di Elio, la voce di Annalisa, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto su tutto e forse poco altro, perchè abbiamo la memoria corta.
Chi l'ha visto ha potuto godere di serate leggere e divertenti, anche se arrivare alla una di notte in settimana è deleterio per molti, che hanno proposto spunti riflessivi conditi da musica a volte buona a volte no.
Chi non l'ha visto avrà avuto le sue buone ragioni, ma per criticarlo pesantemente anche quest'anno non basta appellarsi alle memorie di quando si era bambini. Dalla prima edizione targata Gianni Morandi le cose sono cambiate. La libertà di uscire dagli schemi, seguendo la liturgia che questa manifestazione storica richiede, è aumentata. Con l'edizione di quest'anno si è esplorato qualche nuovo territorio sconosciuto.
Chissà che la mentalità da reality, da tv commerciale, da "ti interrompo mentre parli, perchè così ottengo visibilità", non sia stata scalfita da una televisione educata e pacata. Io me lo auguro.
Da domani si torna a parlare di amenità varie, tranquilli.
Grazie a chi ha letto queste deliranti righe di metà Febbraio e grazie a chi mi ha permesso di scriverle.
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lunedì 18 febbraio 2013
Sanremo 2013 - Serata finale
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venerdì 15 febbraio 2013
Sanremo 2013 - Quarta serata
Ultima serata settimanale, prima della finale di sabato, ed ultima serata in diretta, per me, per quest'anno della 63a edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Lunedì tireremo le somme di quello che succederà nel week end.
Dopo la gara dei giorni scorsi, ecco una serata revival. I cantanti in gara reinterpreteranno quattordici classici vincitori delle edizioni storiche del Festival.
20.45. La diretta inizia con immagine d'epoca in bianco e nero. Entra, scendendo dalla scala, Luciana Littizzetto con indosso una replica, su misura per lei, del vestito di Nilla Pizzi del 1951 e con un'acconciatura che la valorizza. Fazio è semplice in grigio e camicia bianca, senza cravatta, e l'inizio è brioso come sempre.
20.56. Malika Ayane. Cosa hai messo nel caffè del 1969. Non bastavano i gesti che la ragazzona d'acciaio ha sperperato in questi prime tre giorni, stasera ha anche due paia di mani extra di due bellocci che si è portata sul palco. La canzone è simpatica, anche se avrebbe potuto essere arrangiata in un modo po' più invitanti, vista la tara della voce tonda e roca della, quasi agile, cantante. Simpatica.
21.02. Daniele Silvestri. Piazza Grande. 1972. Vestito da mafioso con la coppola si siede sugli scalini del palco e la butta un po' via. Confrontarsi con un classico, cantato in originale da un mostro sacro della musica italiana, è sempre difficile. Silvestri ne esce un po' con le ossa rotte. Dalla è un'altra cosa, ma lui si è messo in gioco.
Da questa sera scopriamo la giuria di qualità, che lavorerà stasera e domani per aiutare a decidere i vincitori delle due categorie. Si inizia questa sera con i giovani. Il presidente è Nicola Piovani. Con lui Daniela Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecila Sciai, Serana Dandini (coi capelli lunghi), Claudio Cocconuto, (l'esempio dell'eleganza), Marco Tulli, Paolo Giordano, Neri Marcorè (sostituisce Carlo Verdone, a casa con un ascesso) ed infine Nicoletta Mantovani Pavarotti.21.20. La Littizzetto cambia abito e presenta la canzone vincitrice del Sanremo del 1981. Per Elisa. Annalisa con Afònia. Annalisa è vestita! Credo che questa sia la notizia della serata. Due voce diverse. Nel senso che una ce l'altra no, indovinate un po' chi è delle due ad ridurre la qualità della prestazione? Non mi convincono. Si sente che non è loro e non è nelle loro corde. Decisamente troppo urlata e veloce.
21.28. Marta sui tubi con Antonella Ruggero. Nessuno. Festival del 1959, ottava classificata, cantata da Wilma De Angelis. Opportunamente rallentata per far permettere al cantante sui tubi di scandire le parole della canzone, per poi partire rapida ed allegra. La voce della Ruggiero è piacevole in tutte e due le versioni mentre, come previsto, Tubo si mangia le parole nella seconda parte. Fino ad adesso i migliori.
21.34. Ritornano "I Figli di " Paola Dominghin, Gianmarco Tognazzi, Denny Quinn, Rosita Celentano della deludente 39a edizione del Festival. Degli spezzoni impietosi permettono di fare quattro risate su un passato indimenticabile. Gli viene anche offerta un'ultima possibilità per redimersi dagli orrori del passato: la presentazione del prossimo cantante. Raphael Gualazzi. Luce (tramonti a nord est). 2001. Con il suo fidato piano il roco ex giovane dagli occhi perennemente chiusi ne da' una sua versione jazz.
Son sempre convinto che sia oggettivamente bravo, ma soggettivamente lo considero inascoltabile.
21.52. Modà. Io che non vivo. 1965. Una versione estremamente classica che valorizza un po' il gruppo. Buoni, ma non i più bravi.
21.57. Simone Cristicchi. Canzone per te. 1968. No, cioè, ma è stonato. Cioè, ci fa o ci è? E' questo il mistero, oltre a come faccia essere lì sul palco di una manifestazione del genere. Si impegna, per carità. E' bravo a fare altro, per carità. Al massimo invitatelo come ospite, non come concorrente. Onestamente si salva un po' sul finale.
22.03. Nuovo riproduzione 012 di un abito storico di Luciana Litizzetto. Entra con un caschetto dorato stile Caterina Caselli in un vestito carta da zucchero. Siparietto simpatico e spontaneo per pubblicità ed in attesa del prossimo concorrente. Simona "Bella" Molinari e Peter "Edward" Cincotti con il Maestro Franco Cerri (jazzista). Tua. Quarta nel 1959. Bella Cullen, quasi desnuda, e suo marito interpretano un canzone in pieno stile anni '60 del secolo scorso, della quale poco si capiscono le parole ed a volte fuori tempo l'uno sull'altro. Metto la sveglia per quando finisce, intanto recupero un po' di sonno arretrato di questi giorni. Una tristezza totale. Si gioca la palma di peggiore fino ad ora.
22.17. Maria Nazionale. Perdere l'amore. 1988. Tra napoletani ci si intende e speriamo che la pettoruta cantante neomelodica non sbrachi. Io me la ricordavo un po' più veloce, ma forse mi sbaglio. Buona voce, ma, forse grazie ai vampiri di prima, la noia si affastella intorno alle mie caviglie. Mi sembra di aver anche visto il mio gatto Yoda tentare di impiccarsi con uno dei nastri con i quali, di solito, gioca.
22.24. Marco Mengoni. Ciao Amore ciao. 1967. Quest'anno il ragazzo è sempre elegante. La musica un po' alta, ma la canzone di Tenco non è certo maltrattata, anzi. Finalmente una canzone storica trattata con rispetto, un ottimo arrangiamento per una bella voce. Un cantante che potrebbe essere grande se venisse valorizzato meglio.
22.30. Un caro e divertente ricordo di Mike Buongiorno, re di undici edizioni del Festival. Fazio va in piazza a partecipare all'inaugurazione della statua dedicata al Mike nazionale.
Luciana è ora padrona del Festival e si rotola sul palco come un labrador nel fango.
All'aperto, Corso Matteotti nel centro di Sanremo, la famiglia Buongiorno al completo è pronta ad inaugurare la statua di Mike.
22.43. Rocco Siffredi si presenta all'improvviso sul palco per introdurre Elio e Le Storie Tese che con lui canteranno Un bacio piccolissimo. 1964. Con la fronte sempre più alta, come un complessino degli anni '60 del secolo scorso, con gli strumenti piccolissimi e piccolissimi loro stessi, come il bacio decantato si dilettano in una strana versione della canzone. Bravi e simpatici. Anche Rocco si ammorbidisce un po' e dimostra una grande simpatia.
22.51. Dopo aver smontato gli Elii, non senza difficoltà si passa al 1969. Max Gazzè. Ma che freddo fa. Max si presenta con un frac in muratura con incollate delle piume di pavone all'altezza delle natiche. Si cimenta nella canzone di Nada e ne esce abbastanza bene anche se, forse, con meno abbrivio dell'originale.
22.55. Luciana Littizzetto è già su di giri ed emozionata. Ritira il premio città di Sanremo Pippo Baudo. Incanutito e non inutilmente tinto è sempre un grande. Un bel momento, comico, leggero, ma intenso allo stesso momento. Baudo è un professionista di altri tempi. Si vede. Si merita i riconoscimenti che gli porgono.
23.16. Chiara. Almeno tu nell'universo. 1989. Presumo un'esecuzione impeccabile. Una canzone storica, che ogni anno ritorna sul palco di Sanremo o di qualche importante manifestazione televisiva. Chiara è brava, anche se un po' algida e distante.
23.22. Almamegretta, senza il loro cantante. Il ragazzo della via Gluck. 1966. James Senese al sax, Clementino rapper ed altra gente sostituiscono il leader del gruppo che non canta per lo shabbat. Devo dire che ci guadagnano. Potrebbero mantenere Marcello Coleman anche per il proseguio del Festival e prenderebbero più voti. Una buona versione, che avrebbe fatto meno del rapper, in stile Bob Marley. "Lasciate crescere l'erba". Sì, ma quale? Secondo me intendeva la gatta.
23.32. Apaneci cavaquinio. Stefano Bollani. Altro ospite pianista del Festival targato Fazio. Uno dotato veramente. Per dimostrarlo, prima di lasciare il palco, esegue un medley di canzoni a richiesta. Ad una velocità incredibile! Tutte e cinque. Io ho riconosciuto solo Papaveri e Papere, Imagine e Nel blu dipinto di blu. Una terra promessa e vita spericolata per nulla.
23.46. Inizia la gara dei giovani. Antonio Maggio. Mi servirebbe sapere. Diretto da Massimo Morini e dalla sua moneta da 0€. Espressivo, simpatico, un po' alla Silvestri/Gazzè dei primi tempi. Del quartetto quello che preferisco.
23.58. Ilaria Porceddu. In equilibrio. Vestito della stessa fantasia di quello di ieri sera, ma con colori meno brillanti. Anche lei è brava. A mio gusto buona seconda, per via della parte di testo non in italiano nella canzone.
00.04. Blastema. Dietro l'intima ragione. Sembrano i Blackstone di Nana, ma senza la loro grinta. Mi mettono tristezza.
00.11. Renzo Rubino. Il postino (amami uomo). Il Gualazzi dei giovani, con una canzone sull'omosessualità. Sicuro qualcosa la porta a casa, visto che i giudici ed il pubblico di Sanremo è sempre sensibile a questi argomenti. La dimostrazione è ciò che si è visto con Povia e la Tantangelo negli anni passati.
00.19. Caetano Veloso. Voce Linda e Piove. 75 anni ben portati. Regge tutto sulle sue spalle e sulla sua chitarra senza sforzo apparente. E per di più si scusa con l'orchestra per non averla fatta suonare. Veloso consegna il premio per il miglior testo di ogni canzone a Il Cile per Le parole non servono più, attribuito dalla giuria di qualità.
alle 00.29, quindi in evidente ritardo ritorna Stefano Bollani per accompagnare al piano Caetano Veloso in Come prima.
00.39. Revival anni '80 del secolo scorso: Rockfeller e Josè Luis Moreno. Cinque minuti per ricordare un personaggio simpatico del passato.
00.45. Iniziamo a scoprire chi vince tra i giovani. Premio della critica Mia Martini sezione giovani a Renzo Rubino con Il postino (amami uomo). La canzone vincitrice della sezione giovani è Mi servirebbe sapere di Antonio Maggio. Strano, ma ci ho azzeccato! Il ragazzo è in lacrime. Si può tranquillamente dire: Primo Maggio!!!
Domani sera la finale. Non la seguirò, ma saprò come andrò a finire e lunedì ci faremo un discorsetto. Conto su Youtube per aggiornarmi e, sopratutto, per vedere la prestazione di Annalisa, Mengoni e gli Elii.
Buon notte, buon week end e buona giornata a tutti.
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martedì 12 febbraio 2013
Sanremo 2013 - Prima serata
Ore 20.48. Inizia questo 63° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, versione ridotta. Per me almeno.
Dopo un'anteprima con i conduttori de il Ruggito del coniglio, Dose e Presta, solita pantomina di un finto dietro le quinte pre serata ed un mappozzo di pubblicità, ecco Fabio Fazio, per gli amici Strazio, appollaiato, come un condor nei suoi tre migliori giorni, sugli scalini del palco introduce il Va Pensiero di Verdi. Il grido Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia apre il sipario nero sul coro dell'Arena di Verona e le luci cadono sull'orchestra diretta da Mauro Pagani. Da ignorate in materia devo dire che l'esecuzione mi è piaciuta molto, ma, per il pubblico a casa, non sarebbero guastati dei sottotitoli. Il pensiero va a chi di questa canzone vuole fare un inno per una sola parte d'Italia quando Verdi la scrisse per tutto il popolo dell'allora Regno d'Italia.
Tempo qualche minuto ed ecco apparire ed ecco arrivare su carrozza bianca, come Ceneretola, la donna del Festival: Luciana Littizzetto, che già ne butta lì due tanto per gradire alla Fornero ed alla De Filippi. La scenografia, abbastanza futurista, mette subito in evidenza un palco isola dal pavimento trasparente che si mangia le prime dieci file della platea. Ancora non mi immagino a cosa possa servire, ma spero di scoprirlo prima di andare a dormire.
Luciana è grande! Veramente,. Si ride e si sorride con i suoi buoni propositi e con la sua letterina a San Remo.
Spiegazione del regolamento. I quattordici cantanti si esibiranno in due brani, consecutivi, subiranno il televoto ed uno solo dei loro brani passerà alla fase successiva.
21.11. La pubblicità lascia spazio. Il primo cantante. Marco Mengoni. L'essenziale. Allampanato e ben vestito nel suo completo carta da zucchero usata. Il brano non permette di apprezzare tutta l'estensione vocale dell'eroe dell'ultima edizione di X-Factor per i poveracci che non possono permettersi Sky (come me), ma è orrecchiabile. Il suo secondo brano è Bellissimo, scritta da Giana Nannini e Pacifico. Il ritmo già prende di più. Più e lui, infatti, è meno composto, anche vocalmente, e sembra divertirsi cantando. Gli indiani che cucivano palloni nel suo stomaco sembrano essere scomparsi. Buona prova senza esercizi vocali al limite. La canzone che passa la sapremo subito, ma prima un piccolo omaggio a Lucio Dalla da parte del suo compagno Alemanno. Lo stesso Alemanno annuncia la canzone che passa il turno: L'essenziale.
21.25. Secondo cantante. Raphael Gualazzi. Senza ritegno. L'uomo si abbarbica al suo attrezzo, musicale, il piano. Cavoli come sono passati gli anni sul suo volto ed i suoi capelli, sembra che gli abbiano dato la calce dei muratori bergamaschi. Un inizio stentato, ma poi grazie agli ottoni prende uno sprint e va, peccato che le parole non si capiscano proprio bene. Comunque: grande fiato. Secondo brano. Sai (ci basta un sogno). Se non avesse fatto quelle due tirate nella canzone di prima, dopo questa, dire che ha l'enfisema polmonare. Passa: Sai (ci basta un sogno), risultato annunciato dai polpacci di una Ilaria d'Amico in splendida forma.
21.42. Felix Baumgartner in uno stupendo completo vinaccia. Intanto per liberare, dalla sua posizione sopraelevata, ecco una fantastica stile Edward mani di forbice quasi partorita dalla mente di Tim Burton.
21.48. Terzo cantante. Daniele Silvestri (era sparito da un po', effettivamente). A bocca chiusa. Accompagnato da un interprete per i sordi, seduto al pianoforte, una canzone di denuncia sulla condizione sociale contemporanea con cadenza romanesca. Testo interessante, ma un po' lenta. Seconda canzone. Il bisogno di te (ricatto d'onor). Maniche di camice per una classica canzone di Silvestri, ritmata, semplice, dedicata all'amore. Colpisce più la prima. A proclamare quale passa il turno è Valeria Bilello, in stupendo abito bianco e ampio spacco. Tutti sperano che passi A bocca chiusa e ci azzeccano.
22.04. Quarto cantante. Simona Molinari e Peter Sincotti. Una canta l'altro suona il piano. Dottor Jekill, Mister Hyde. Una voce che va e che viene, un viso, quello di lei, meno espressivo di Kristen Stewart, per una canzone anni '60 del secolo scorso, simpatica, carina. Secondo brano. La felicità. Questa se la scrivono, se la cantano e se la suonano. Partenza jazz, voce costante e squillante. La canzone di Bella ed Edward che passa, dopo l'annuncio di Flavia Pennetta, è La felicità.
22.23. Maurizio Crozza con Silvano Belfiore. Canta una canzone nelle vesti di Silvio B. Coraggioso e contestato da qualche voce dal pubblico. Un pezzo forte, come quelli che propone a Crozza nel Paese delle Meraviglie, ma in un contesto anche ostile. Ma si son accorti in platea che è un'imitazione? Si sono accorti che è satira? Penso che quello vero si starà rivoltando sul divano e scorrendo all'impazzata la rubrica del telefono. Finita la canzone inevitabile qualche voce contro, ma gli applausi sono più forti. Poi, Bersani, Ingroia, Luca Cordero di Montezemolo. Alle 23.03 si conclude un intervento brillante, che ha ricalcato passaggi del suo show su La7, ma che ha divertito e rappresentato, in toni allegri, la situazione di questo, disfatto, Paese. Gli unici che ci han rimesso sono stati i due contestatori prezzolati ai quali sono state amputate le mani ed asportate le corde vocali, oltre che gli organi genitali per evitarne la riproduzione, da Chuck Norris che passava di lì per caso. Che poi, dico, se vai a teatro e non ti piace qualcosa non è c'è urli contro chi c'è sul palco. Al massimo non applaudi. Il resto è da cafoni ignoranti. Purtroppo è quello che ha insegnato alle menti deboli certa televisione commerciale presa sul serio, che tanto seria non è.
Certo che dopo due ore solo quattro canzoni non è che siano troppo per il Festival della Canzone. Mancano ancora Marta sui tubi (anagramma di Tamburi usati), Maria Nazionale e Chiara.
23.10. Quinto cantante. Marta sui tubi. Dispari. Complimenti per il vestito del violoncellista, ho un'amica che per errore, evidentemente, ha usato la medesima trama del suo abito per realizzare le tende della casa nuova. Alcuni passaggio son per me ostici, ma non dubito che per gli amanti del genere la canzone sia piacevole. Secondo brano. Vorrei. Se proprio devo scegliere, scelgo questa, ma è proprio la voce del cantante che non mi riesce a far concentrare. Pure al povero Yoda non son piaciuti. Peccato. A dare il verdetto saranno Cristina e Benedetta Parodi, in due abiti lunghi e pajettosi (nel senso ricoperti di pajella e cacciucco che la Benedetta ha preparato durante l'esibizione di Crozza, così, tanto per ingannare il tempo). La canzone scelta è: Vorrei.
23.26. Due ragazzi omosessuali che con una serie di cartelli raccontano la loro storia ed al loro matrimoni del 14 Febbraio a New York. Auguri!
23.29. Maria Nazionale. Quando non parlo. La sesta cantante. Bella voce calda, per un corpo morbido fasciato in u sobrio abito fuscia che neanche la Barbie ai saldi, per una canzone di tradizione meridionale. Un classico neomelodico sulla scia di Nino D'Angelo e Merola. Seconda canzone. E' colpa mia. Questa proprio ne dialetto di Torre Annunziata, senza neanche sottotitoli, bella la musica degli Avion Travel. Canzoni di nicchia, ma che puntano ad un bacino ampio di voti. Dalla voce di Vincenzo Montella scopriamo che a passare il turno è E' colpa mia.
23.48. Angelo Ogbonna, difensore della Nazionale italiana di calcio e del Torino introduce un altro "italiano vero" Toto Cutugno. Riceve un premio alla carriera dal comune di Sanremo. Canta L'italiano, a trent'anni di distanza dal suo debutto, accompagnato dal coro dell'Armata Rossa. Bisogna dire che è sempre un bella canzone, attuale, una fotografia di un Paese che non riesce ad evolvere. La scelta del coro, poi, è grandiosa. Ottimo Toto. Bravo. Per chiudere Le notti di Mosca, in russo, accompagnato sempre dal Coro dell'Armata Rossa. Traduzione, probabile, da internet:
Non si sente nel giardino neppure un fruscìo,
tutto qui si è fermato in attesa del mattino,
se voi sapeste come mi sono care
le serate nei dintorni di Mosca.
Il fiume si muove e non si muove,
tutto è di un argento lunare,
la canzone si sente e non si sente,
in queste serate d’estate.
Che cosa mai, o cara, guardi con tristezza,
tenendo la testa bassa?
È difficile dirti e non dirti
tutto ciò che ho nel mio cuore.
L’alba è sempre più vicina,
così ti prego, sii buona,
anche tu non dimenticare
queste serate nei dintorni di Mosca.
Dopo un'anteprima con i conduttori de il Ruggito del coniglio, Dose e Presta, solita pantomina di un finto dietro le quinte pre serata ed un mappozzo di pubblicità, ecco Fabio Fazio, per gli amici Strazio, appollaiato, come un condor nei suoi tre migliori giorni, sugli scalini del palco introduce il Va Pensiero di Verdi. Il grido Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia apre il sipario nero sul coro dell'Arena di Verona e le luci cadono sull'orchestra diretta da Mauro Pagani. Da ignorate in materia devo dire che l'esecuzione mi è piaciuta molto, ma, per il pubblico a casa, non sarebbero guastati dei sottotitoli. Il pensiero va a chi di questa canzone vuole fare un inno per una sola parte d'Italia quando Verdi la scrisse per tutto il popolo dell'allora Regno d'Italia.
Tempo qualche minuto ed ecco apparire ed ecco arrivare su carrozza bianca, come Ceneretola, la donna del Festival: Luciana Littizzetto, che già ne butta lì due tanto per gradire alla Fornero ed alla De Filippi. La scenografia, abbastanza futurista, mette subito in evidenza un palco isola dal pavimento trasparente che si mangia le prime dieci file della platea. Ancora non mi immagino a cosa possa servire, ma spero di scoprirlo prima di andare a dormire.
Luciana è grande! Veramente,. Si ride e si sorride con i suoi buoni propositi e con la sua letterina a San Remo.
Spiegazione del regolamento. I quattordici cantanti si esibiranno in due brani, consecutivi, subiranno il televoto ed uno solo dei loro brani passerà alla fase successiva.
21.11. La pubblicità lascia spazio. Il primo cantante. Marco Mengoni. L'essenziale. Allampanato e ben vestito nel suo completo carta da zucchero usata. Il brano non permette di apprezzare tutta l'estensione vocale dell'eroe dell'ultima edizione di X-Factor per i poveracci che non possono permettersi Sky (come me), ma è orrecchiabile. Il suo secondo brano è Bellissimo, scritta da Giana Nannini e Pacifico. Il ritmo già prende di più. Più e lui, infatti, è meno composto, anche vocalmente, e sembra divertirsi cantando. Gli indiani che cucivano palloni nel suo stomaco sembrano essere scomparsi. Buona prova senza esercizi vocali al limite. La canzone che passa la sapremo subito, ma prima un piccolo omaggio a Lucio Dalla da parte del suo compagno Alemanno. Lo stesso Alemanno annuncia la canzone che passa il turno: L'essenziale.
21.25. Secondo cantante. Raphael Gualazzi. Senza ritegno. L'uomo si abbarbica al suo attrezzo, musicale, il piano. Cavoli come sono passati gli anni sul suo volto ed i suoi capelli, sembra che gli abbiano dato la calce dei muratori bergamaschi. Un inizio stentato, ma poi grazie agli ottoni prende uno sprint e va, peccato che le parole non si capiscano proprio bene. Comunque: grande fiato. Secondo brano. Sai (ci basta un sogno). Se non avesse fatto quelle due tirate nella canzone di prima, dopo questa, dire che ha l'enfisema polmonare. Passa: Sai (ci basta un sogno), risultato annunciato dai polpacci di una Ilaria d'Amico in splendida forma.
21.42. Felix Baumgartner in uno stupendo completo vinaccia. Intanto per liberare, dalla sua posizione sopraelevata, ecco una fantastica stile Edward mani di forbice quasi partorita dalla mente di Tim Burton.
21.48. Terzo cantante. Daniele Silvestri (era sparito da un po', effettivamente). A bocca chiusa. Accompagnato da un interprete per i sordi, seduto al pianoforte, una canzone di denuncia sulla condizione sociale contemporanea con cadenza romanesca. Testo interessante, ma un po' lenta. Seconda canzone. Il bisogno di te (ricatto d'onor). Maniche di camice per una classica canzone di Silvestri, ritmata, semplice, dedicata all'amore. Colpisce più la prima. A proclamare quale passa il turno è Valeria Bilello, in stupendo abito bianco e ampio spacco. Tutti sperano che passi A bocca chiusa e ci azzeccano.
22.04. Quarto cantante. Simona Molinari e Peter Sincotti. Una canta l'altro suona il piano. Dottor Jekill, Mister Hyde. Una voce che va e che viene, un viso, quello di lei, meno espressivo di Kristen Stewart, per una canzone anni '60 del secolo scorso, simpatica, carina. Secondo brano. La felicità. Questa se la scrivono, se la cantano e se la suonano. Partenza jazz, voce costante e squillante. La canzone di Bella ed Edward che passa, dopo l'annuncio di Flavia Pennetta, è La felicità.
22.23. Maurizio Crozza con Silvano Belfiore. Canta una canzone nelle vesti di Silvio B. Coraggioso e contestato da qualche voce dal pubblico. Un pezzo forte, come quelli che propone a Crozza nel Paese delle Meraviglie, ma in un contesto anche ostile. Ma si son accorti in platea che è un'imitazione? Si sono accorti che è satira? Penso che quello vero si starà rivoltando sul divano e scorrendo all'impazzata la rubrica del telefono. Finita la canzone inevitabile qualche voce contro, ma gli applausi sono più forti. Poi, Bersani, Ingroia, Luca Cordero di Montezemolo. Alle 23.03 si conclude un intervento brillante, che ha ricalcato passaggi del suo show su La7, ma che ha divertito e rappresentato, in toni allegri, la situazione di questo, disfatto, Paese. Gli unici che ci han rimesso sono stati i due contestatori prezzolati ai quali sono state amputate le mani ed asportate le corde vocali, oltre che gli organi genitali per evitarne la riproduzione, da Chuck Norris che passava di lì per caso. Che poi, dico, se vai a teatro e non ti piace qualcosa non è c'è urli contro chi c'è sul palco. Al massimo non applaudi. Il resto è da cafoni ignoranti. Purtroppo è quello che ha insegnato alle menti deboli certa televisione commerciale presa sul serio, che tanto seria non è.
Certo che dopo due ore solo quattro canzoni non è che siano troppo per il Festival della Canzone. Mancano ancora Marta sui tubi (anagramma di Tamburi usati), Maria Nazionale e Chiara.
23.10. Quinto cantante. Marta sui tubi. Dispari. Complimenti per il vestito del violoncellista, ho un'amica che per errore, evidentemente, ha usato la medesima trama del suo abito per realizzare le tende della casa nuova. Alcuni passaggio son per me ostici, ma non dubito che per gli amanti del genere la canzone sia piacevole. Secondo brano. Vorrei. Se proprio devo scegliere, scelgo questa, ma è proprio la voce del cantante che non mi riesce a far concentrare. Pure al povero Yoda non son piaciuti. Peccato. A dare il verdetto saranno Cristina e Benedetta Parodi, in due abiti lunghi e pajettosi (nel senso ricoperti di pajella e cacciucco che la Benedetta ha preparato durante l'esibizione di Crozza, così, tanto per ingannare il tempo). La canzone scelta è: Vorrei.
23.26. Due ragazzi omosessuali che con una serie di cartelli raccontano la loro storia ed al loro matrimoni del 14 Febbraio a New York. Auguri!
23.29. Maria Nazionale. Quando non parlo. La sesta cantante. Bella voce calda, per un corpo morbido fasciato in u sobrio abito fuscia che neanche la Barbie ai saldi, per una canzone di tradizione meridionale. Un classico neomelodico sulla scia di Nino D'Angelo e Merola. Seconda canzone. E' colpa mia. Questa proprio ne dialetto di Torre Annunziata, senza neanche sottotitoli, bella la musica degli Avion Travel. Canzoni di nicchia, ma che puntano ad un bacino ampio di voti. Dalla voce di Vincenzo Montella scopriamo che a passare il turno è E' colpa mia.
23.48. Angelo Ogbonna, difensore della Nazionale italiana di calcio e del Torino introduce un altro "italiano vero" Toto Cutugno. Riceve un premio alla carriera dal comune di Sanremo. Canta L'italiano, a trent'anni di distanza dal suo debutto, accompagnato dal coro dell'Armata Rossa. Bisogna dire che è sempre un bella canzone, attuale, una fotografia di un Paese che non riesce ad evolvere. La scelta del coro, poi, è grandiosa. Ottimo Toto. Bravo. Per chiudere Le notti di Mosca, in russo, accompagnato sempre dal Coro dell'Armata Rossa. Traduzione, probabile, da internet:
Non si sente nel giardino neppure un fruscìo,
tutto qui si è fermato in attesa del mattino,
se voi sapeste come mi sono care
le serate nei dintorni di Mosca.
Il fiume si muove e non si muove,
tutto è di un argento lunare,
la canzone si sente e non si sente,
in queste serate d’estate.
Che cosa mai, o cara, guardi con tristezza,
tenendo la testa bassa?
È difficile dirti e non dirti
tutto ciò che ho nel mio cuore.
L’alba è sempre più vicina,
così ti prego, sii buona,
anche tu non dimenticare
queste serate nei dintorni di Mosca.
Il finale è dedicato alla più celebre canzone italiana nel mondo: Nel blu dipinto di blu, di Domenico Modugno.
All'alba, è proprio il caso di dirlo, delle 00.10 l'ultima cantante. Chiara. L'esperienza dell'amore. Scritta da una coppia di Zampaglioni è la canzone di debutto a Sanremo della vincitrice dell'ultimo X-Factor per ricchi. Lei l'avevo sentita una volta in una replica del talent e non mi era piaciuta per niente. L'ho considerata una voce come tante già ce ne sono, vediamo se mi fa ricredere. Rossa, alta, vestita in jeans e copricostume non mi impressiona. Sarà anche l'orario. Seconda canzone. Il futuro che sarà. Più vivace, quasi un valzer, con parole più scandite. Potrei fare a meno di entrambe, ma dovessi scegliere propenderei musicalmente per questa, nonostante le stonature vocali dell'artista senza cognome. Sarà Stefano Tempesti, portiere della Nazionale di pallanuoto e della Pro Recco, a dirci quale delle due canzoni passerà al secondo turno. Il verdetto è Il futuro che sarà.
In conclusione, tranne che per Mengoni e Silvestri, che hanno passato il turno con la prima canzone presentata, tutti gli altri cantanti parteciperanno alla gara con la seconda proposta.
Si ripeterà anche domani la stessa tendenza? A questo punto non vedo l'ora di sentire le due canzoni di Elio e Le Storie Tese, tante aspettative, speriamo non deludano.
Queste quattro ore son passate in fretta, ma ora è il momento di cadere abbioccato nel letto. Quindi buona notte e buona giornata a tutti!
venerdì 14 dicembre 2012
Cantanti Sanremo 2013
Lo so che siete tutti ansiosi di sapere chi saranno i cantanti che parteciperanno al Festival di Sanremo 2013 e da oggi lo sappiamo. Ognuno di loro porterà due canzoni, di cui una verrà eliminata e solo una accederà alla fase finale. Quindi al contrario degli anni passati dove veniva eliminato il cantante, ora, verrà ad essere eliminata sarà solo la canzone senza penalizzare il cantante in gara. Ecco quindi tutti i partecipanti:
Almamegretta: "Mamma non lo sa", "Onda che vai"
Annalisa Scarrone: "Non so ballare", "Scintille"
Chiara Galiazzo: "L'esperienza dell'amore", "Il futuro che sarà"
Daniele Silvestri: "A bocca chiusa", "Il bisogno di te"
Elio e le storie tese: "Dannati forever", "La canzone mononota"
Malika Ayane: "Niente", "E se poi"
Marco Mengoni: "Bellissimo", "L'essenziale"
Maria Nazionale: "Quando non parlo", "È colpa mia"
Marta sui tubi: "Dispari", "Vorrei"
Max Gazzè: "Sotto casa", "I tuoi maledettisimi impegni"
Modà: "Come l'acqua dentro il mare", "Se si potesse non morire"
Raphael Gualazzi "Sai (ci basta un sogno)", "Senza ritegno"
Simona Molinari con Peter Cincotti "Dr. Jekyll and Mr. Hide", "La felicità"
Simone Cristicchi "Mi manchi", "La prima volta"
Un cast giovane che prende vincitori di talent (Chiara Galiazzo), personaggi di nicchia (Raphael Gualazzi, Maria Nazionale, Marta sui tubi), giovani donne (Malika Ayane) e mette in campo un gradito ritorno (Elio e le storie tese) ed un talento che deve esplodere come promesso anni fa (Marco Mengoni). Già si danno per vincitori i Modà (stavolta senza Afònia).
Vedremo cosa succederà e soprattutto quando succederà, visto che le date non sono certe per via delle elezioni politiche che avranno luogo, pressapoco, nei giorni del Festival dei fiori (tra il 12 ed il 16 Febbraio).
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