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martedì 1 marzo 2016

Oscar 2016 - Son soddisfazioni

In pratica sono stati obbligati a darglielo. Sì, beh, dai, sappiamo di chi parliamo: Leo! Non ce la facevano più ad averlo lì, con la faccina triste, e si sono decisi a premiarlo con l'Oscar. D'accordo, io il film non l'ho visto, ma se l'ha vinto lui c'è speranza davvero per tutti. Anche Gabriel Garko potrebbe ambire alla statuetta dorata. Certo, mi è dispiaciuto che nel suo discorso non abbia riconosciuto il mertio di colui che gli è stato più vicino, dentro, e grazie all'impegno del quale è stato premiato. L'orso.
"Devo controllare se la trottola ha smesso di girare."
Annunciato, ma combattuto con John Williams è stato anche il premio vinto dal genio italiano delle colonne sonore: Ennio Morricone, forse il più anziano vincitore del premio a 87 anni. Curioso caso il suo; viene premiato alla carriera, nove anni fa, visto che all'Academy si son sempre sbagliati a non premiarne il talento, e pochi anni dopo ne vince uno per il suo lavoro. A sentire i critici, tipo Mereghetti, "sì, ma non ha vinto con il suo lavoro migliore". Non conta se la colonna sonora di The Hateful Heigth è o no il suo migliore lavoro in assoluto: è stato considerato il migliore lavoro tra quelli in competizione quest'anno e tanto basta. Onore in più se è riuscito a vincere senza creare il suo capolavoro, vuol dire che, in ogni caso, è una spanna sopra gli altri. Detto questo dispiace, anche, un po' che Star Wars, il maggiore incasso di tutti i tempi, non abbia portato a casa neanche un premio tecnico. Piccola delusione per Disney.

Disney che, al solito, si consola con la statuetta per il miglior film di animazione. Inside Out vince, come da pronostico. Peccato perchè, per me, Quando c'era Marnie aveva diversi motivi per poter contendere il premio alla produzione americana. Oltre ad essere un bel film, delicato, ma ne parleremo meglio tra qualche giorno, ha il pregio di essere uno dei pochi ancora disegnato a mano (tanto è vero che l'unico inserto i CGI stona abbastanza con tutto il resto). In più è l'ultimo lungometraggio dello Studio Ghibli per come lo abbiamo sempre conosciuto. Sarebbe stato un premio più che meritato e ben motivato.

Altro premio scontato, che ha lasciato lo stesso scottata Lady Gaga, è stata la miglior canzone. Quando c'è un film di James Bond è destino che se la porti a casa lui. Comunque sia, gran bel momento di musica il suo. Una canzone autobiografica, sentita, che per cinque minuti ha fatto riflettere la platea.
"Ciao Oscar, ciao."
Il caso Spotlight è il vincitore per il miglior film, inchiesta giornalistica sulla pedofilia nella chiesa di Boston, e nuovamente Iñárritu è il miglior regista, dopo il successo di Birdman dell'anno scorso (il regista si accosta alle doppiette del '40/'41 e '50/'51, a vincerlo anche l'anno prossimo sarà record assoluto). La vera rivelazione, per chi non l'ha visto, è il vero vincitore degli Oscar di quest'anno. Mad Max: Fury Road si è portato a casa sei statuette tecniche. Si è perso per strada solo miglior fotografia e migliori effetti speciali; questo secondo solo perchè non erano effetti speciali, tutto quello che abbiamo visto sullo schermo era vero! Sarebbe stata una scelta troppo coraggiosa, anche solo per il genere di film, assegnargli l'Oscar per Miglior Film, ma è stato un peccato che George Miller non abbia vinto come Miglior Regista.
Sempre per quanto riguarda Il caso Spotlight c'è da sottolineare una curiosità: ancora Michael Keaton tra i protagonisti. L'indimenticabile Batman di Tim Burton, stringe tra le sue manone il secondo Oscar in due anni, peccato che l'anno scorso gli sia sfuggito quello per miglior attore protagonista.
Forse se lo meritava, ma lavorare per Tarantino non porta bene. Pregiudizi.
Delusi ne escono The Martian, che non si è visto riconosciuto nessuno sforzo, neppure la migliore sceneggiatura non originale e, purtroppo Sylvester Stallone. L'attore di Creed si è visto soffiare la statuetta da Mark Rylance, per il suo lavoro ne Il ponte delle spie. Giusto? Sbagliato? Non lo so non avendo visto nessuno dei due film, però mi sarebbe piaciuto vedere Sly su quel palco.
"Come non detto."
Anche per quest'anno è andata. Chi ha seguito la premiazione in diretta non si riprenderà fino a mercoledì o giovedì, ma ha vissuto una serata intensa. A noi non resta che aspettare l'anno prossimo per vedere chi vincerà cosa.

Intanto, a seguire, ecco tutte le categorie, i candidati ed in neretto i vincitori.

Andate al cinema!

Migliore sceneggiatura originale

•Matt Charman, Ethan Coen e Joel Coen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Alex Garland – Ex Machina
•Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve – Inside Out
Tom McCarthy e Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus – Straight Outta Compton

Migliore sceneggiatura non originale
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
•Nick Hornby – Brooklyn’
•Phyllis Nagy – Carol
•Drew Goddard – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Emma Donoghue – Room

Miglior attrice non protagonista
•Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
•Rooney Mara – Carol
•Rachel McAdams – Il caso Spotlight (Spotlight)
Alicia Vikander – The Danish Girl
•Kate Winslet – Steve Jobs

Migliori costumi
•Sandy Powell – Carol
•Sandy Powell – Cenerentola (Cinderella)
•Paco Delgado – The Danish Girl
Jenny Beavan – Mad Max: Fury Road
•Jacqueline West – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior scenografia
•Rena DeAngelo, Bernhard Henrich e Adam Stockhausen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Michael Standish e Eve Stewart – The Danish Girl
Colin Gibson e Lisa Thompson – Mad Max: Fury Road
•Celia Bobak e Arthur Max – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Jack Fisk e Hamish Purdy – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior trucco e acconciatura
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin – Mad Max: Fury Road
•Love Larson e Eva Von Bahr – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
•Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert A. Pandini – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior fotografia
•Ed Lachman – Carol
•Robert Richardson – The Hateful Eight
•John Seale – Mad Max: Fury Road
Emmanuel Lubezki – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Roger Deakins – Sicario

Miglior montaggio
•Hank Corwin – La grande scommessa (The Big Short)
Margaret Sixel – Mad Max: Fury Road
•Stephen Mirrione – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Tom McArdle – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Maryann Brandon e Mary Jo Markey – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior montaggio sonoro
Mark Mangini e David White – Mad Max: Fury Road
•Alan Robert Murray – Sicario
•Matthew Wood e David Acord – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
•Oliver Tarney – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Martin Hernandez e Lon Bender – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior sonoro
•Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo – Mad Max: Fury Road
•Andy Nelson, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
•Paul Massey, Mark Taylor e Mac Ruth – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Migliori effetti speciali
•Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst – Ex Machina
•Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood – Mad Max: Fury Road
•Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior cortometraggio d’animazione
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas
•Prologue, regia di Richard Williams
•Sanjay’s super team, regia di Sanjay Patel
•We can’t live without cosmos, regia di Konstantin Bronzit
•World of tomorrow, regia di Don Hertzfeldt

Miglior film d’animazione
•Anomalisa, regia di Charlie Kaufman e Duke Johnson
•Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen
•Shaun, vita da pecora – Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak
•Quando c’era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi

Miglior attore non protagonista
•Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
•Tom Hardy – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Mark Ruffalo – Il caso Spotlight (Spotlight)
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
•Sylvester Stallone – Creed – Nato per combattere (Creed)

Miglior cortometraggio documentario
•Body Team 12 – regia di David Darg e Bryn Mooser
•Chau, Beyond The Lines – regia di Courtney Marsh e Jerry France
•Claude Lenzmann: Spectres Of The Shoah – regia di Adam Benzine
A Girl In The River: The Price Of Foregiveness – regia di Sharmeen Obaid-Chinoy
•Last Dat Of Freedom – regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman

Miglior documentario
Amy, regia di Asif Kapadia
•Cartel land, regia di Matthew Heineman
•The Look of Silence, regia di Joshua Oppenheimer
•What happened, miss Simone?, regia di Liz Garbus
•Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom, regia di Evgeny Afineevsky

Miglior cortometraggio
•Ave Maria, regia di Basil Khalil
•Day one, regia di Henry Huges
•Everything will be ok, regia di Patrick Vollrath
•Shock, regia di Jamie Donoughue
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior film straniero
•El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia)
•Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes (Ungheria)
•Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
•A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)

Miglior colonna sonora
•Thomas Newman – Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
•Carter Burwell – Carol
Ennio Morricone – The Hateful Eight
•Jóhann Jóhannsson – Sicario
•John Williams – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone
•Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) – Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
•Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) – Racing Extinction
•Simple Song #3 (David Lang) – Youth – La giovinezza (Youth)
•Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) – The Hunting Ground
Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre

Miglior regia
•Lenny Abrahamson – Room
Alejandro González Iñárritu – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Tom McCarthy – Il caso Spotlight (Spotlight)
•Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
•George Miller – Mad Max: Fury Road

Miglior attrice protagonista
•Cate Blanchett – Carol
•Brie Larson – Room
•Jennifer Lawrence – Joy
•Charlotte Rampling – 45 anni (45 Years)
•Saoirse Ronan – Brooklyn

Miglior attore protagonista
•Bryan Cranston – L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
•Matt Damon – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
•Leonardo DiCaprio – Revenant – Redivivo (The Revenant)
•Michael Fassbender – Steve Jobs
•Eddie Redmayne – The Danish Girl

Miglior film
•La grande scommessa (The Big Short), regia di Adam McKay
•Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg
•Brooklyn, regia di John Crowley
•Mad Max: Fury Road, regia di George Miller
•Sopravvissuto – The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott
•Revenant – Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu
•Room, regia di Lenny Abrahamson
•Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

venerdì 15 gennaio 2016

Oscar 2016 - Le nomination


28 febbraio 2016. Quella sarà la data in cui Leonardo DiCaprio alzerà il suo Oscar al cielo. Dopo tanti tentativi a vuoto, dal primo con Titanic in poi, finalmente ce la farà. E' designato. Non ha nessuno contro, con tutto il rispetto per Bryan Cranston, Matt Damon, Michael Fassbender ed Eddie Redmayne. E se non ce la fa quest'anno... non so quando gli ricapiterà.
Son qui che aspetto
Tra i film molte possibilità per The Revenant ed il ponte delle spie. Grande speranza per Mad Max, ma il film è troppo di nicchia, troppo anni '80 del secolo scorso, anche se realizzato veramente bene. Infatti, spero che come Miglior regista ce la faccia George Miller, anche a discapito di Inarritu a caccia della storica doppietta. Spiace, in questa categoria, la mancanza della nomination a Ridley Scott. Se The Martian è così ben fatto, mi spiace che il riscatto del regista di Alien non passi per questa serata.

Completamente cieco assimilo le candidature per la Miglior attrice femminile: Cate Blanchet, Brie Larson, Jennifer Lawrence, Charlotte Rampling, Sarisse Ronan. Mi gusterò la sorpresa.
Cado o non cado?
Come noto tra gli Attori non protagonisti sostengo a piè pari lo Stallone italiano, tra le donne sarà una bella lotta. Veramente incerta la vittoria tra Jennifer Jason Leigh, Rooney MaraRachel McAdamsAlici VikanderKate Winslet.

Per i premi tecnici tifo, ovviamente, Star Wars Episodio VII. Mi auguro che la nuova avventura ai confini della Forza porti al film di J.J. Abrams almeno quattro statuette. L'unica che mi auguro non vinca è quella per Miglior colonna sonora. Williams è un mostro sacro, ma Morricone... E' puro tifo da stadio.
Eddai!
Ultima categoria tra le principali e Miglior film d'animazione. Scontata la vittoria di Inside Out, della Disney. Mi auguro, comunque, in una sorpresa, un colpo di coda, da parte Quando c’era Marnie, film d'addio dello Studio Ghibli.

Ecco a voi tutte le nomination.

MIGLIOR FILM
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant 

Room
Il caso Spotlight

MIGLIOR REGISTA
Adam McKay (La grande scommessa)
George Miller (Mad Max: Fury Road)
Alejandro G. Inarritu (The Revenant)
Lenny Abrahamson (Room)
Tom McCarthy (Il caso Spotlight)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchet
Brie Larson
Jennifer Lawrence
Charlotte Rampling
Saoirse Ronan

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston
Matt Damon
Leonardo DiCaprio
Michael Fassbender
Eddie Redmayne

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale
Tom Hardy
Mark Ruffalo
Mark Rylance
Sylvester Stallone

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh
Rooney Mara
Rachel McAdams
Alciia Vikander
Kate Winslet

MIGLIOR COLONNA SONORA
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR FILM STRANIERO
Embrace of the Serpent (Colombia)
Mustang (Francia)
Son of Saul (Ungheria)
Theeh (Giordania)
A War (Danimarca)

MIGLIOR MONTAGGIO
The Big Short
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Il caso Spotlight
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Ex Machina
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Il caso Spotlight
Straight Outta Compton

MIGLIOR SONORO
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Star Wars: Il risveglio della Forza

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
Mad Max: Fury Road
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
The Revenant

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Ave Maria
Day One
Everything Will Be Okay (Alles Wird Gut)
Shok
Stutterer

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE
Bear Story
Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out
Shaun the Sheep Movie
Quando c’era Marnie

CANZONE ORIGINALE
Earned it ì(Cinquanta sfumature di grigio)
Manta Ray (Racing Extinction)
Simple Song #3 (Youth)
Til it Happens To you (The Hunting Ground)
Writing’s on the wall (Spectre).

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Sicario

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzman: SPectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Last Day of Freedom

DOCUMENTARI
Amy
Cartel land
The Lookf of Silence
What Happened
Miss Simone; Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

MIGLIORI COSTUMI
Carol
Cinderella
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
The Revenant

MONTAGGIO SUONO
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Sicario
Star Wars: Il risveglio della Forza 

lunedì 11 gennaio 2016

73esimi Golden Globe - Cinema

E come al solito gennaio porta i primi premi cinematografici dell'anno: i Golden Globe. Come è andata? Per lo meno per quanto riguarda il cinema?
Un po' dispiaciuto per la sconfitta di George Miller in entrambe le categorie, Miglior Film (drammatico) e Miglior regista, i premi vanno a The Revenant di Iñárritu. A quest'opera va anche il riconoscimento come Miglior Attore Protagonista in un film drammatico per il lavoro di Leonardo Dicaprio, sodomizzato dall'orso nella scena che ha reso famoso il film nell'internet. 

Ciao Leo, mi manchi.
Curiosa la scelta di inquadrare The Martian di Ridley Scott che, grazie a questa scelta, porta a casa la statuetta di categoria e quella per miglior attore a Matt Damon.


Commedia? Vabbè, intanto ho vinto.
Detto di Dicaprio rendiamo merito agli atri vincitori tra gli attori. Miglior Attrice in un film drammatico è Brie Larson, in un musical o commedia è Jennifer Lawrence. Tra i non protagonisti i riconoscimenti vanno a Kate Winslet, in Steve Jobs che si porta a casa anche miglior sceneggiatura con Aaron Sorkin, mentre in campo maschile, unico premio per cui tifavo, il vincitore è Sylvester Stallone per Creed (film che visto nei promo sembra ricalcare, con poche variazioni, l'ultimo Rocky).
Grande Sly!
Scontato il premio come Miglior Film d'animazione ad Inside Out, ormai su questo premio si può scommettere ad occhi chiusi che andrò ad una produzione Disney e/o Pixar.

Momento d'orgoglio per il nostro Paese (sì, si scrive con la maiuscola): Miglior Colonna Sonora al Maestro Ennio Morricone per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Tarantino che ha ritirato lui stesso il premio per il grande compositore italiano, assente alla premiazione.
Più passano gli anni più l'apprezzo.
Aspettative confermate, verdetti discutibili, scelte facili, assegnazioni sorprendenti. Chissà cosa sono stati per voi questo Settatreesimi Golden Globe.
Da stasera l'attesa è tutta per la serata degli Oscar e chissà se qualche scelta operata qui sarà viatico per i premi di febbraio. Ad azzardare dire che Stallone e Morricone (un po' d'Italia dai) hanno le chance per essere protagonisti anche nel prossimo futuro, anche se al Maestro l'Academy ha già conferito il premio alla carriera.

Restate tonnati.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
CAROL (Number 9 Films; The Weinstein Company)
MAD MAX: FURY ROAD (Warner Bros. Pictures / Village Roadshow Pictures / Kennedy Miller Mitchell; Warner Bros. Pictures)
THE REVENANT (Regency Enterprises; Twentieth Century Fox) **WINNER**
ROOM (Element Pictures / No Trace Camping; A24)
SPOTLIGHT (Anonymous Content / Participant Media / First Look; Open Road Films)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
CATE BLANCHETT – CAROL
BRIE LARSON – ROOM **WINNER**
ROONEY MARA – CAROL
SAOIRSE RONAN –  BROOKLYN
ALICIA VIKANDER – THE DANISH GIRL

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
BRYAN CRANSTON – TRUMBO
LEONARDO DICAPRIO – THE REVENANT **WINNER**
MICHAEL FASSBENDER – STEVE JOBS
EDDIE REDMAYNE – THE DANISH GIRL
WILL SMITH – CONCUSSION

MIGLIOR FILM – MUSICAL O COMMEDIA
THE BIG SHORT (Paramount Pictures / Regency Enterprises; Paramount Pictures)
JOY (Fox 2000 Pictures; Twentieth Century Fox)
THE MARTIAN (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox) **WINNER**
SPY (Twentieth Century Fox; Twentieth Century Fox)
TRAINWRECK (Universal Pictures / Apatow Productions; Universal Pictures)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
JENNIFER LAWRENCE – JOY **WINNER**
MELISSA MCCARTHY – SPY
AMY SCHUMER – TRAINWRECK
MAGGIE SMITH – THE LADY IN THE VAN
LILY TOMLIN – GRANDMA

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM – MUSICAL O COMMEDIA
CHRISTIAN BALE – THE BIG SHORT
STEVE CARELL – THE BIG SHORT
MATT DAMON – THE MARTIAN **WINNER**
AL PACINO – DANNY COLLINS
MARK RUFFALO – INFINITELY POLAR BEAR

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
ANOMALISA (Starburns Industries; Paramount Pictures)
THE GOOD DINOSAUR (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures)
INSIDE OUT (Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures) **WINNER**
THE PEANUTS MOVIE (Blue Sky Studios; Twentieth Century Fox)
SHAUN THE SHEEP MOVIE (Aardman; Lionsgate / Studiocanal)

MIGLIOR FILM STRANIERO
THE BRAND NEW TESTAMENT (BELGIUM / FRANCE / LUXEMBOURG) (Terra Incognita / Climax Films / Après le Déluge / Juliette Films / Caviar; Belga Films / Le Pacte)
THE CLUB (CHILE) (Fabula; Music Box Films)
THE FENCER (FINLAND / GERMANY / ESTONIA) (Making Movies / Kick Film GmbH / Allfilm; Oy Nordisk Film Ab)
MUSTANG (FRANCE) (CG Cinéma / Vistamar Flimproduktion; Cohen Media Group)
SON OF SAUL (HUNGARY) (Laokoon Filmgroup; Sony Pictures Classics) **WINNER**

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
JANE FONDA – YOUTH
JENNIFER JASON LEIGH – THE HATEFUL EIGHT
HELEN MIRREN –  TRUMBO
ALICIA VIKANDER – EX MACHINA
KATE WINSLET – STEVE JOBS **WINNER**

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
PAUL DANO – LOVE & MERCY
IDRIS ELBA – BEASTS OF NO NATION
MARK RYLANCE – BRIDGE OF SPIES
MICHAEL SHANNON – 99 HOMES
SYLVESTER STALLONE – CREED **WINNER**

MIGLIOR REGISTA
TODD HAYNES – CAROL
ALEJANDRO G. IÑÁRRITU – THE REVENANT **WINNER**
TOM MCCARTHY – SPOTLIGHT
GEORGE MILLER – MAD MAX: FURY ROAD
RIDLEY SCOTT – THE MARTIAN

MIGLIOR SCENEGGIATURA
EMMA DONOGHUE – ROOM
TOM MCCARTHY, JOSH SINGER – SPOTLIGHT
CHARLES RANDOLPH, ADAM MCKAY – THE BIG SHORT
AARON SORKIN – STEVE JOBS **WINNER**
QUENTIN TARANTINO – THE HATEFUL EIGHT

MIGLIOR COLONNA SONORA
CARTER BURWELL – CAROL
ALEXANDRE DESPLAT – THE DANISH GIRL
ENNIO MORRICONE – THE HATEFUL EIGHT **WINNER**
DANIEL PEMBERTON – STEVE JOBS
RYUICHI SAKAMOTO, ALVA NOTO – THE REVENANT

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“LOVE ME LIKE YOU DO” — FIFTY SHADES OF GREY
 Music by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
 Lyrics by: Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
“ONE KIND OF LOVE” — LOVE & MERCY
 Music by: Brian Wilson, Scott Bennett
 Lyrics by: Brian Wilson, Scott Bennett
“SEE YOU AGAIN” — FURIOUS 7
 Music by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
 Lyrics by: Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Cameron Thomaz
“SIMPLE SONG #3” — YOUTH
 Music by: David Lang
 Lyrics by: David Lang
“WRITING’S ON THE WALL” — SPECTRE **WINNER**
Music by: Sam Smith, Jimmy Napes
Lyrics by:Sam Smith, Jimmy Nape

lunedì 3 marzo 2014

Oscar 2014 - I premi

Ci siamo arrivati. Dopo i Razzie Awards ecco, finalmente, la consegna delle statuette più ambite del mondo del cinema: il vecchio (86 anni) zio Oscar.

Quest'anno c'era un motivo in più per seguire con interesse la serata della premiazione. Forte dei premi raccolti ai Goldne Globe ed ai Bafta, in Italia, l'aspettativa era grande per la candidatura de La Grande Bellezza come miglior film straniero. Contro la pellicola di Sorrentino, con protagonista Tony Servillo, c'erano altre ottime pellicole provenienti da ogni parte del mondo. Molto temuto era il belga Alabama Monroe - Una storia d'amore (The Broken Circle Breakdown) di Felix Van Groeningen, ma alla fine... Ebbene sì, sicuramente già lo saprete, l'italica pellicola ha portato a casa il premio. A quindi anni di distanza dalla camminata sulle sedie del Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, dall'urlo di Sofia Loren "Robertooooo!!!!", un altro regista italiano ha vinto l'Oscar. Congratulazioni.



Ma come è anfata per gli altri. Alfonso Cuaron si accapparrato la statuetta per la miglior regia ed una marea di premi tecnici, per un totale di 7 zii dorati. Fa specie che un film così silenzioso abbia ottenuto la vittoria nelle categorie Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro, sicuramente meritate ma fa sorridere.
Miglior film 12 anni schiavo, per il quale l'attrice kenyota Lupita Nyong'o ha vinto l'Oscar come Miglior attrice non protagonista, di Steve McQueen, tratto dalla biografia sulla vita vera e dolorosa di Salomon Northup. Produttore e protagonista del film: Brad Pitt, che è salito sul palco a ritirare la statuetta.
Miglior attore, dopo una vita di commediole ridicole ed un cameo ne Il lupo di Wall Street, a Matthew McConaughey. Chi l'avrebbe mai detto? Certo era che neanche quest'anno avrebbe vinto Leonardo Di Caprio, con l'interpretazione da protagonista, esaltata, ma molto al di sotto di altre sue ultime, proprio ne The Wolf of Wall Street.
Miglir Attrice Protagonista Cate Blanchett che porta un premio al film di Woody Allen Blue Jasmine, dopo tutte le strumentali polemice di Gennaio. Sconfitta ancora Amy Adams. L'attrice affonda con tutto il film American Hustle, film con molte candidature che non porta a casa alcun premio.
Curiosa la vittoria di Jared Leto. Miglior Attore Non Protagonista proprio in Dallas Buyers Club con Matthew McConaughey.
Miglior sceneggiatura non originale a John Ridley per 12 anni schiavo e Miglior sceneggiatura originale a Spike Jonze per Lei (film basato sulla voce di Scarlett Johansson) che batte sul filo di lana il bel lavoro di Woody Allen con Blue Jasmine.



Come, quasi, ogni anno (negli ultimi 12 anni se ne è accaparrati 8) la Disney si porta a casa il premio come Miglior Film d'Animazione. Quest'anno tocca a Frozen, che aveva ben deboli avversari se non Kaze Tachinu (Si alza il vento), intimo e, forse, ultimo film del grande Hayao Miyazaki.
Forzen porta a casa anche il premio per la Miglior Canzone Let it Go di Kristen Anderson Lope e Robert Lopez.

Dopo la disamina di quanto successo ecco la lista di tutti i premiati.

Miglior film
12 anni schiavo di Steve McQueen

Migliore regia 
Alfonso Cuarón per Gravity

Migliore attrice protagonista
Cate Blanchett per Blue Jasmine

Migliore attore protagonista
Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club

Migliore attrice non protagonista
Lupita Nyong'o (12 anni schiavo)

Migliore attore non protagonista
Jared Leto per Dallas Buyers Club

Migliore sceneggiatura non originale 
John Ridley (12 anni schiavo)

Migliore sceneggiatura originale
Spike Jonze per Her

Miglior fotografia
Emmanuel Lubezki per Gravity

Migliore scenografie
Catherine Martin e Beverly Dunn (Il Grande Gatsby)

Miglior film straniero
La grande bellezza di Paolo Sorrentino (Italia)

Miglior film d'animazione
Frozen - Il regno di ghiaccio di Chris Buck, Jennifer Lee e Peter Del Vecho

Migliori effetti speciali
Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk e Neil Corbould per Gravity

Migliore montaggio
Alfonso Cuarón e Mark Sanger per Gravity

Miglior sonoro
Glenn Freemantle per Gravity

Miglior montaggio sonoro
Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro per Gravity

Miglior colonna sonora
Steven Price per Gravity

Miglior canzone originale
Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez per Let It go (Frozen - Il regno di ghiaccio)

Miglior trucco e acconciature
Adruitha Lee e Robin Mathews per Dallas Buyers Club

Migliori costumi
Catherine Martin e Beverley Dunn per Il Grande Gatsby   

Miglior documentario
20 Feet from Stardom di Morgan Neville, Gil Friesen eCaitrin Rogers

Miglior corto documentario
The Lady in Number 6: Music Saved My Life di Malcolm Clarke e Nicholas Reed

Miglior cortometraggio
Helium di Anders Walter e Kim Magnusson

Miglior cortometraggio d'animazione
Mr. Hublot di Laurent Witz e Alexandre Espigares 

Siete d'accordo con le scelte dell'Accademy? Io, quest'anno, con molte sì.

mercoledì 29 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street

Jordan Belfort. Ventidue anni. La voglia di diventare miliardario negli anni '80 del secolo scorso.
Un'idea ben precisa è nella mente di Jordan: accumulare soldi a più non posso, facendo il broker a Wall Street, sulle spalle dei suoi investitori. E ci riesce. Nonostante il suo primo giorno di lavoro a ventidue anni sia il venerdì nero della borsa del 1987 riesce a rimettersi in piedi ed a 26 anni guadagnare 49 milioni di dollari in un anno. Ripartendo dal basso. Arruolando gente per strada, ignoranti, cameriere, spacciatori d'erba ed altri pochi di buono. Li erudisce, li cresce e ne fa milionari. Il tutto a base di parolacce, abuso di droga, tradimenti, prostituzione (di alto e basso livello) e truffe, allo Stato ed ai suoi clienti.

Non fatevi ingannare dalla trama succinta: il film dura tre ore. Tre ore nelle quali ti trovi a chiederti: "Perchè lo sto guardando?".
Intendiamoci il film non è brutto. Basato sulla storia vera di Jordan Belfort, sulla sua autobiografia pubblicata anni fa, mette in evidenza come la morale non scalfisca minimamente chi fa soldi sui poveracci che investono per pagare il college ai figli, per saldare le rate del mutuo o della macchina. E' del tutto evidente come non vi sia, negli anni seguiti dalla storia, una crescita morale del protagonista e dei suoi accoliti. La crescita è riservata solo al loro appetito di denaro, sessuale e di droghe sempre più illegali. Scorsese dipinge un mondo in cui l'unico interesse è per se stessi, in cui ci si copre solo tra criminali, in cui la morte fa capolino, ma non viene presa mai sul serio. L'esempio eclatante è quando viene data la notizia della dipartita di Brad "a soli trentacinque anni per attacco cardiaco" e lo si fa mostrandolo attorniato da donne nude, durante una festa sullo yacht di Jordan.
Il regista punta molto sulle figure femminili come carne da macello. La loro principale occupazione è la prostituzione e quando non lo è occupano il posto di oggetto sessuale. Esempio è la seconda moglie di Jordan che, nonostante il litigio col marito, gli comunica che da quel giorno userà solo gonne molto corte e senza intimo sotto. Un espediente per tenere legato un marito che, comunque, appena uscito di casa, sa già che si fionderà tra le gambe di altre donne pagate per accoglierlo. Avvenga questo in una macchina, a bordo di un aereo od in ufficio
Scorsese dipinge un affresco, da un punto di vista ben preciso, del mondo capitalista del 1980 e lo fa in modo egregio, da grande regista quale è. Ma ci mette troppo tempo per farlo. Le scene scelte per riempire il minutaggio del film risultano essere ripetitive ed, a volte, stancanti, tanto da portare alla noia.
Il cast è ricco di donne, come detto in ruoli marginali e, tendenzialmente, spesso senza abita indosso. Chi emerge, in italiano anche grazie ad un doppiaggio incalzante, è Leonardo Di Caprio. Emerge, ma non eccelle. Il ruolo gli è stato tagliato addosso dal suo amico Scorsese, con cui collabora per la quinta volta, per portarlo alla vittoria dell'Oscar. Sembra di vedere un po' la storia di Tom Cruise con L'ultimo samurai. Tutte le condizioni poste e lui non ce la fece. Probabilmente finirà così anche questa volta. L'interpretazione di Di Caprio non è eccezionale, non si distingue rispetto ad i suoi ultimi lavori, richiamando molto la parte in Django Unchained di Tarantino (per quella si che avrebbe anche meritato la statuetta). Non credo che gli basterà una candela rossa accessa ficcate nel ... per portarsi a casa l'ambito Zio che insegue dai tempi del Titanic.
La colonna sonora è praticamente inesistente ha un unico momento di eccellenza: Gloria di Umberto Tozzi.
Come detto: tre ore. Potete vedere questo film oppure deciderle di spenderle vedendo Prova a prendermi di Spielberg e Wall Street di Oliver Stone. Alla fine questo lupo di Wall Street non sembra altro che essere il mesh-up di questi due titoli. Solo che qui c'è molta, ma molta più gnocca.
Novità delle ultime ore: l'edizione in Blue-Ray conterrà un'ora di film in più con molti più eccessi e molte più donne nude. La domanda è: perché?

Premi e nomination ad oggi:

2014 - Premio Oscar 
Nomination Miglior film a Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio, Joey McFarland e Emma Tillinger Koskoff (pendente)
Nomination Miglior regista a Martin Scorsese (pendente)
Nomination Miglior attore protagonista a Leonardo Di Caprio (pendente)
Nomination Miglior attore non protagonista a Jonah Hill (pendente)
Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Terence Winter (pendente)
2014 - Golden Globes 
Miglior attore in un film commedia o musicale a Leonardo Di Caprio
Nomination Miglior film commedia o musicale
2014 - Premio BAFTA 
Nomination Miglior regista a Martin Scorsese (pendente)
Nomination Miglior attore protagonista a Leonardo Di Caprio (pendente)
Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Terence Winter (pendente)
Nomination Miglior montaggio a Thelma Schoonmaker (pendente)
2013 - National Board of Review of Motion Pictures 
Migliori dieci film dell'anno
2014 - Critics' Choice Movie Award 
Miglior attore in un film commedia a Leonardo Di Caprio
Nomination per il Miglior film
Nomination per il Miglior cast
Nomination per il Miglior regista a Martin Scorsese
Nomination per il Miglior sceneggiatura non originale a Terence Winter
Nomination per i Migliori montaggio a Thelma Schoonmaker
2014 - Directors Guild of America Award 
Nomination - Miglior regista a Martin Scorsese (pendente)
2014 - ACE Eddie Awards
Nomination per il Miglior montaggio per una commedia o musical a Thelma Schoonmaker
2014 - Art Directors Guild Awards 
Nomination per la Miglior scenografia per un film contemporaneo a Bob Shaw
2014 - VES Awards 
Nomination per i Migliori effetti visivi di supporto in un lungometraggio cinematografico

Titolo originale The Wolf of Wall Street 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2013 
Durata 179 min 
Rapporto 2,35 : 1 
Genere biografico

Regia Martin Scorsese 

Soggetto Jordan Belfort (autobiografia The Wolf of Wall Street) 
Sceneggiatura Terence Winter 
Produttore Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio, Riza Aziz, Joey McFarland, Emma Tillinger Koskoff 
Produttore esecutivo Irwin Winkler, Alexandra Milchan, Georgia Kacandes 
Casa di produzione Appian Way, EMJAG Productions, Red Granite Pictures, Sikelia Productions 
Distribuzione (Italia) 01 Distribution 
Fotografia Rodrigo Prieto 
Montaggio Thelma Schoonmaker 
Effetti speciali Stephen Powers 
Musiche Howard Shore 
Scenografia Bob Shaw 
Costumi Sandy Powell 
Trucco Jill Astmann, Francesca Buccellato, Sian Grigg, Brenna McGuire, Mary McNamara, Donyale McRae, Rosemary Redlin 

Interpreti e personaggi 

Leonardo DiCaprio: Jordan Belfort
Jonah Hill: Donnie Azoff
Margot Robbie: Naomi Lapaglia
Matthew McConaughey: Mark Hanna
Jean Dujardin: Jean-Jacques Saurel
Rob Reiner: "Mad" Max Belfort
Jon Favreau: Manny Riskin
Cristin Milioti: Teresa Petrillo
Jon Bernthal: Brad
Kyle Chandler: Patrick Denham
Ethan Suplee: Toby Welch
Shea Whigham: Capitano Ted Beecham
Spike Jonze: Dwayne
Chris Riggi: Broker al party
Joanna Lumley: Zia Emma
Christine Ebersole: Leah Belfort
Jake Hoffman: Steve Madden
 
Doppiatori italiani 
Francesco Pezzulli: Jordan Belfort
Simone Crisari: Donnie Azoff
Domitilla D'Amico: Noemi Lapaglia
Francesco Prando: Mark Hanna
Marco Rasori: Jean-Jacques Saurel
Carlo Valli: "Mad" Max Belfort
Alessandro Quarta: "Tappetino"
Paolo Marchese: Manny Riskin
Federica De Bortoli: Teresa Petrillo
Roberto Draghetti: Brad
Alberto Angrisano: Patrick Denham
Andrea Lavagnino: Toby Welch
Fabrizio Pucci: Capitano Ted Beecham
Aurora Cancian: Zia Emma
Andrea Mete: Steve Madden

giovedì 31 gennaio 2013

Django Unchained

1858. Due anni prima della Guerra Civile Americana. Da qualche parte nel Texas una piccola carovana, costituita da tre uomini a cavallo e qualche negro a piedi, sta attraversando il territorio per vendere gli schiavi al mercato. Sul loro cammino incontrano uno strano dentista di origini tedesche, il Dr. King Schultz, che si offre di comperare uno degli schiavi: Django. I tre uomini non sono molto d'accordo sulla transazione, un po' perché è piena notte ed un po' perché non capiscono bene tutto quello che dice l'erudito e verboso dottore. Visto che gli affari vanno per le lunghe e più verso il no che il sì, Schultz uccide il capo carovana, stordisce gli altri, compra legalmente Django e permette agli altri schiavi di trovare la libertà.
In sella ai loro due cavalli la strana coppia giunge in una cittadina di frontiera ed entra in un Saloon. Il barman sconcertato di vedere un negro nel suo locale corre a chiamare lo sceriffo, mentre i due si servono birra e parlano. Il Dottore in realtà è un cacciatore di taglie sulle tracce di tre fuorilegge che lavoravano come sorveglianti nel campo in cui era schiavo Django. Dei tre non esistono ritratti e l'unico disponibile a riconoscerli e lo schiavo che ha liberato e che ha più di un motivo per vederli morti, quindi gli offre un accordo come socio: 75 dollari e la libertà quando li avranno catturati.
L'accordo è fatto.
Con l'abile parlantina del Dottore e con la rudezza di Django riescono a trovare ed incassare la taglia sui tre, ma Django ha ancora un obiettivo prima di separarsi dal suo socio: deve ritrovare sua moglie. Restano insieme tutto l'inverno e scoprono che Bromilda, la moglie di Django, è ora schiava nella famigerata Candyland, il campo di schiavi di Calvin Candie, pazzo schiavista appassionato di combattimento a mani nude tra negri.
Avranno bisogno di una buona messa in scena per entrare nelle grazie de tenutario ed avvicinare la moglie di Django, ammesso che sia ancora viva, e non è detto che tutto vada per il meglio.

165 minuti e non sentirli. Ebbene sì il Django Unchained di Tarantino, nuovo lungometraggio, il più lungo del regista di Knoxville, dura quasi tre ore e non ti fa pentire di esserti messo a vederlo.
Da sempre appassionato dei film "spaghetti western" di Sergio Leone, Quentin, trova, finalmente il modo di omaggiare palesemente il genere. Prende un vecchio classico del cinema western, Django, lo riscrive a modo suo e lo farcisce di citazioni (due su tutte sono la presenza di Franco Nero, il Django originale, e quella da "Il buono, il brutto, il cattivo", in entrambi i film si usa la dinamite che verrà inventata da Alfred Nobel solo nel 1867), ritagliandosi anche il ruolo per un cameo.
L'atmosfera da film anni '60 e '70 del secolo scorso si respira già da subito. L'introduzione con la classica musica morriconiana d'epoca, i titoli di testa (e poi quelli di coda) in pieno stile, insomma un'opera di recupero che fa sentire a casa l'appassionato.
Ad aiutare e sostenere l'energica sceneggiatura del regista del Le Jene e Bastardi senza gloria è un cast di attori di ottimo livello. Non stupisce la candidatura all'Oscar di Chistoph Waltz e altrettanto non stupisce la non candidatura del protagonista Jamie Foxx che, seppur bravo ed a suo agio, non raggiunge picchi toccati in suoi film precedenti. Altro merito di Tarantino è quello di essere riuscito a far entrare in un personaggio Samuel Jackson. Dopo anni di interpretazione di se stesso e di film action si ritrova, irriconoscibile a prima vista, in questa pellicola nel ruolo del capo servitù nella villa di Leonardo Di Caprio e lo fa con bravura, instillando sfacciato fastidio nell'animo di chi lo guarda. C'è anche Di Caprio, niente di eccezionale, ma Tarantino gli riserva un bel ruolo, ricco e corposo. Un cameo, anche un po' di più, è per Don Johnson, che tra il serio ed il faceto, interpreta un tenutario destinato a non fare una bella fine. L'unica donna del cast è Kerry Washington (vista accanto a Jamie Foxx in Ray, con Brangelina in Mr e Mrs Smith, nel forte L'ultimo re di Scozia di Kevin Macdonald, Alica nei i Fantastici Quattro) di una bellezza luminosa e delicata, con un ruolo di forte sofferenza e di riscatto.
La colonna sonora oltre che a proporre brani di musica classica orchestrati da Morricone offre spunti di musica contemporanea ed una canzone decisamente intensa interpretata da Elisa (anche se non mi sarebbe dispiaciuto sentirla cantare da Ilaria Graziano, quella di I Do di Ghost in the Shell Stand Alone Complex). 

Cosa colpisce al volo in questo film? I dialoghi e la parte affidata a Chistoph Waltz. Cosa dimenticare di questo film? Niente. E' un film da vedere e da godersi fino all'ultimo secondo (ed intendo anche dopo i titoli di coda, anche se non è un Marvel), perché è veramente bello.

Di Tarantino è difficile trovare qualcosa di brutto (personalmente, forse perché visti tanto tempo fa, giudico dimenticabili Four Rooms e Jackie Brown) e gli ultimi due film per il grande pubblico, Bastardi senza gloria e Django, sono imperdibili.

Ps: La Guerra Civile è del 1861, quindi tre anni dopo l'inizio dell'avventura di Django, così per essere pignoli.


Bugiardino.

Titolo originaleDjango Unchained
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno2012
Durata165 min
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto2,35:1
Genereazione, western, drammatico
RegiaQuentin Tarantino
SoggettoQuentin Tarantino
SceneggiaturaQuentin Tarantino
ProduttoreReginald HudlinPilar Savone,Stacey SherWilliam Paul Clark
Produttore esecutivoBob WeinsteinHarvey Weinstein,Shannon McIntoshMichael ShambergJames W. Skotchdopole
Casa diproduzioneColumbia PicturesThe Weinstein CompanySuper Cool Man Shoe TooDouble Feature FilmsSuper Cool ManChu Too
Distribuzione(Italia)Sony Pictures Italia
FotografiaRobert Richardson
MontaggioFred Raskin
MusicheMary RamosEnnio Morricone
ScenografiaJ. Michael Riva
CostumiSharen Davis
TruccoHeba Thorisdottir
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani