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martedì 3 maggio 2016

Captain America Civil War (la recensione senza spoiler)

Niente trama, come al solito, per i film sui quali siete sensibili agli spoiler.

Ma com'è questa nuova opera delle future sorelle Russo? Il tocco di Kevin Feige è stato capace di generare un altro successo? La risposta a questa seconda domanda, a prescindere da come è venuto il film, è sì. Captain America: Civil War è destinato ad abbattere molti record d'incassi. Grazie a lui, Il Libro della Giungla e Star Wars: Il risveglio della forza, la Disney chiuderà un anno decisamente positivo.
Ma il film a te non è che abbia convinto tanto, nonostante la scimmia enorme che avevi sulla spalla.
Cosa non ha funzionato? Il tono finto maturo che si è voluto dare a certe situazioni. Di contro i classici momenti di alleggerimento arrivati, un po' troppo tardi, grazie all'entrata in scena di Ant-Man e Spider-man, senza dimenticare Stan Lee, hanno funzionato molto bene. Non ha funzionato il casting dei personaggi secondari. Se Emily VanCamp, Sharon Carter, ha il monologo migliore del film e riesce a dare importanza al suo personaggio, altrettanto non riescono a fare Martin Freeman e Daniel Brühl. 
"Ho fatto il botto."
Il primo, interprete di una figura destinata a crescere nei prossimi capitoli (sopratutto in Pantera Nera), mi sembra ripetitivo nei gesti e nelle espressioni. Seppure bravo, per ora, in ogni interpretazione mi ricorda Bilbo Baggins. Il secondo è sprecato in un ruolo che è sì centrale nello svolgimento degli eventi, ma non trasmette emozioni. Le stesse caratteristiche che lo avevano esaltato nei panni di Lauda in Rush (accanto a Thor, assente in quest'avventura Marvel) non gli hanno permesso di elevarsi in questa performance. Nella versione italiana, ho trovato, inoltre, fastidiose le voce assegnate in fase di doppiaggio sia allo stesso Freeman che allo Spider-man di Tom Holland, ma questo è un problema locale. Sicuramente rivedendo il film potrebbe essere mitigarsi questo disagio, ma la prima impressione mi ha lasciato perplesso.
"Novità in arrivo."
Una parentesi merita la presenza dell'Uomo Ragno in questo film. In pochi minuti, grazie alla sua interazione con un Vendicatore esperto, riesce ad entrare nelle grazie degli spettatori ed a creare attesa per il suo esordio in solo nel Marvel Cinematic Universe. Il tono più leggero e scanzonato che riesce a tenere nel mezzo della battaglia mette a suo agio lo spettatore. Chi guarda riesce a mantenere un distacco emotivo che non so quanto sia stato voluto in fase di scrittura. Sembra che gli autori fossero indecisi e mantenere il solito tono rilassato Marvel od inglobare qualche introspettività in più, fondamenta del DC Universe. Purtroppo dare un colpo al cerchio ed uno alla botte rischia di far sbandare entrambi. Non vi sono sbandamenti eccessivi, ma lo spettatore affezionato ai Cinecomics li nota. Decisamente positivo, inoltre, vedere zia May poco più che cinquantenne e con le fattezze di Marisa Tomei. Sicuramente un solido incentivo per andare al cinema a vedere il ragno di quartiere arrampicarsi sui muri del Queens.
Iconica.
Altri dettagli che non hanno funzionato. Le scritte cubitali che ci dicono dove si stanno svolgendo gli eventi, fastidiose. Le musiche che, nonostante riescano a sottolineare gli eventi, non coinvolgono e passano totalmente inascoltate.
Ciò che mi ha perplesso. Visione. Forte, autocosciente, dotato di una Gemma dell'Infinito, vestito in giacca e cravatta. Mi ha ricordato un po' troppo il primo Data di Star Trek. Rivedibile.
Una Visione tutta sua.
Per quanto concerne lo sviluppo degli eventi. Seppure sia una storia di intrighi, amicizia e tradimenti, sembra tutto troppo semplice. Le spiegazioni, come quella così dettagliata sugli eventi del 1991, sono fin troppo esplicative. A volte lasciare dei passaggi sotto intesi, permettere allo spettatore di ragionare da solo e di trarre le sue conclusioni, anche con una piccola discussione con gli amici a fine film, è meglio che mostrare troppo.
Zemo si rivela abile, ma la sua macchinazione dai presupposti così semplici riesce a giungere al suo scopo grazie, solo, ad una serie di coincidenze. Nella vita vera, probabilmente, la questione sarebbe scemata dopo mezz'ora.
#teamironman
Ottimi, come al solito quando sono curati dai fratelli Russo, i combattimenti. Sia la scena all'aperto, all'inizio, in mezzo alla folla del mercato, sia quella sulle scale che lo scontro tra i due team di Vendicatori, sono coreografati in modo spettacolare. Persino Wanda, che non entra in contattato fisico con nessuno, riesce ad essere determinante ed incisiva grazie ai suoi poteri, in queste risse dall'alto numero di mazzate. Eccezionale la sorpresona allestita da Ant-Man (con una delle battute più equivoche di tutto il film) e poco coraggiosa la scelta sul destino di War Machine, ma tant'è.
"Mamma che botta!"
I personaggi. Detto di Visione e Spider-Man tocca agli altri. Il Cap è sempre lui; crede in certi ideali e porta avanti la sua convinzione di essere nel giusto. La libertà è ciò che lo muove e le catene dei Governi internazionali non possono imbrigliarlo. D'altronde se i Governi possono muovere i fili dei Buoni possono decidere chi sono i Cattivi (#teamcap). Di contro Iron Man è tormentato dai sensi di colpa, non riesce a vedere il bene che fa, ma viene schiacciato dalla conseguenze, dai danni collaterali (è un civile non un militare addestrato).  Da questo dualismo nascono gli schieramenti. Logica e ragione portano la Vedova e Visione dalla parte di Tony e War Machine non può che sostenere il suo storico amico. Una Vedova convinta fino ad un certo punto della scelta fatta, che rimane sempre un po' titubante.
"Ti offro un caffè?"
Il personaggio secondario con la crescita maggiore è sicuramente Wanda Maximoff. Inizia ad essere cosciente dei suoi poteri, nel bene e nel male, ma l'addestramento da Vendicatore è ancora in corso, quindi non ha ancora acquisito la sicurezza che vorrebbe. Ant-Man ha il suo perché e riesce a portare i toni del suo film di debutto nelle scene in cui appare. Sam Wilson ha, finalmente, qualche giocattolo volante in più ed inizia a colorare l'attrezzatura. Qualche buona battuta per la spalla ufficiale del Cap. Occhio di Falco, che credevo sarebbe stato più presente, è sempre determinante quando appare. Nel suo ruolo di chioccia di Wanda e perfetto, d'altronde è l'unico (che sappiamo) ad essere genitore. Risulta quasi ovvio che sia lui ad avere un rapporto più diretto con lei. Il Falco riesca ad essere incurante dell'enorme potere che Scarlet potrebbe liberare, questo lo mette su suo stesso piano. Ottimo.
"Oh, mamma!"
Discorso a parte meritano Soldato d'Inverno e Pantera Nera. Il primo deve convivere con un passato violento e doloroso nel qual, per via del condizionamento dell'Hydra, ha commesso atti contro la sua natura. Il personaggio interpretato dall'ottimo Sebastian Stan è, suo malgrado, il fulcro della Civil War. Attorno a lui ruotano sia Steve Rogers che Iron Man ed i conflitti che li separano. Pantera Nera si rivela al mondo per vendetta. Dopo gli eventi di Age of Ultron, il Wakanda si rivela al mondo e chiede rispetto. Pantera Nera subisce una perdita importante e decide di punire il colpevole con le sue sole capacità, il suo schierarsi con Stark è istintivo e di comodo (un po' come quello del Ragno), anche perché, a certi livelli, non sempre tutto è come appare.

"So figo e anche tu lo sai."
Captain America: Civil War è un buon film, ma non uno dei migliori della Marvel. La tematica di fondo si è già vista, anche piuttosto recentemente, in Batman V Superman (anche se lì ha avuto conseguenze diverse e trama e montaggio, grazie ai toni cupi, mi hanno coinvolto decisamente di più ). La maggior parte delle scene hanno un senso di dejà-vu che ritorna spesso (giusto per citarne una: la scalata verso fine film). Le scene d'azione sono eccellenti ed i fratelli Russo di regia hanno dimostrato di capirne. Purtroppo, o per fortuna, per realizzare una Civil War servono molti personaggi, ma gestirli sullo schermo non è poi così semplice (non si sa più come giustificare l'assenza di Pepper e questo inizia ad essere stancante e ripetitivo). Sopratutto se all'ultimo devi aggiungere uno pezzo da novanta come l'Uomo Ragno (che, a dirla tutta, ha un gran bel costume, anche se nelle inquadrature strette sembra un po' spugnoso). Non tutti hanno avuto lo spazio che avrebbero meritato e le dinamiche ne hanno risentito. A volte "più grande" non vuol dire "migliore". 
"Giusto per sgranchirmi le gambe."
In una personale classifica dei film Marvel dove Winter Soldier e Avengers si lottano il primo posto e che chiude con Thor - Dark World, con nel mezzo ottimi film, questo stacca di molto l'ultima posizione, ma non si distingue dalla massa.

Nonostante si chiami Captain America, il film, abbraccia tutto il mondo Avengers. Diventa, così, il seguito diretto di Age of Ultron e non il terzo film dell'epopea del Primo Vendicatore. Resta godibile, divertente, piacevole, a tratti lento per le eccessive spiegazioni. Sarà un successo lo stesso.
Spoilerone?



Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2016 
Durata 147 min
Genere Cinecomic

Regia Anthony e Joe Russo 

Soggetto Joe Simon & Jack Kirby (personaggio), Mark Millar (fumetto) 
Sceneggiatura Christopher Markus & Stephen McFeely 
Produttore Kevin Feige 
Produttore esecutivo Nate Moore, Stan Lee, Victoria Alonso, Patricia Whitcher, Louis D'Esposito 
Casa di produzione Marvel Studios 
Distribuzione (Italia) Walt Disney Studios Motion Pictures 
Fotografia Trent Opaloch 
Montaggio Jeffrey Ford, Matthew Schmidt 
Musiche Henry Jackman 

Interpreti e personaggi

Chris Evans: Steve Rogers / Captain America
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Sebastian Stan: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Anthony Mackie: Sam Wilson / Falcon
Don Cheadle: James Rhodes / War Machine
Jeremy Renner: Clint Barton / Occhio di Falco
Chadwick Boseman: T'Challa / Pantera Nera
Paul Bettany: Visione
Elizabeth Olsen: Wanda Maximoff / Scarlet
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man / Giant-Man
Emily VanCamp: Sharon Carter / Agente 13
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Frank Grillo: Brock Rumlow / Crossbones
William Hurt: Thaddeus "Thunderbolt" Ross
Daniel Brühl: Helmut Zemo
 
Doppiatori italiani

Marco Vivio: Steve Rogers /Captain America
Angelo Maggi: Tony Stark / Iron Man
Domitilla D'Amico: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Emiliano Coltorti: Bucky Barnes / Soldato d'Inverno
Nanni Baldini: Sam Wilson / Falcon
Fabrizio Vidale: James Rhodes / War Machine
Christian Iansante: Clint Barton / Occhio di Falco
Francesco Venditti: T'Challa / Pantera Nera
Nino D'Agata: Visione
Gemma Donati: Wanda Maximoff / Scarlet
Riccardo Niseem Onorato: Scott Lang / Ant-Man / Giant-Man
Chiara Gioncardi: Sharon Carter / Agente 13
Simone Mori: Brock Rumlow / Crossbones
Luigi La Monica: Thaddeus "Thunderbolt" Ross
Francesco Pezzulli: Helmut Zemo

lunedì 29 aprile 2013

Iron Man 3

ATTENZIONE ATTENZIONE!!! IL FILM E' PRATICAMENTE USCITO IERI, QUINDI, SE NON VUOI RISCHIARE DI BECCARTI UN SPOILER A TRADIMENTO NON LEGGERE QUESTO POST. IO CERCO DI NON METTERCELI, MA NON SI SA MAI.

E' passato poco dagli eventi di New York e Tony Stark non riesce più a dormire dove essere entrato in contatto con alieni e dei provenienti da dimensioni parallele. La sua insonnia si traduce in giorni e notti nella taverna di casa sua a Malibu a costruire nuove versioni dell'armatura di Iron Man. Una dipendenza  che quando viene interrotta gli provoca forti attacchi di panico.
Dal passato, intanto, ritorna un vecchio peccato di gioventù di Tony: Aldrich Killian si presenta alla Stark Industries per proporre una nuova tecnologia: Extremis. Secondo gli studi della dottoressa Maya Hansen, ex fiamma di Stark, è possibile hackerare il cervello, grazie all'iniezione della sostanza Extremis, peccato che gli effetti collaterali siano decisamente importanti.
Sul fronte delle minacce internazionali un nuovo terrorista, dalle tecniche cruente e impietose, si affaccia sulla scena: il Mandarino. La minacce al governo americano ed al Presidente degli Stati Uniti si fanno sempre più precise e vicine al cuore della società americana. L'errore del terrorista è quello di ferire in un attentato il più caro amico di Tony Stark Happy Hogan.
La caccia al terrorista da parte di Iron Man sarà senza quartiere, ma non sarà facile e le ferite che l'eroe subirà sia a livello fisico che morale saranno molto profonde.

Non aspettatevi un film esplosivo e di ampio respiro come The Avengers. Questo Iron Man 3, o Three come scritto nei titoli di coda in stile anni '60 del secolo scorso, è molto più introspettivo e doloroso per il protagonista. Il primo tassello della Fase 2 dei cinecomics della Marvel è una ricostruzione dell'uomo, più che dell'eroe, dentro l'armatura. Tony Stark riconosce quello che ha di più caro ed il suo desiderio di proteggerlo con tutti i mezzi, peccato che la sua scelta rischi di rivelarsi tanto pericolosa per lui come per Pepper.
La sceneggiatura è solida, con le giuste battute brillanti in bocca ai protagonisti giusti. La scelta di valorizzare Pepper, molto sacrificata in The Avengers, è intelligente ed offre un nuovo spaccato della personalità della ragion d'essere di Tony Stark. La scelta degli avversari è su due livelli: quello esposto e quello nascosto. Non si lesinano neanche sottotrame motivazionali (ce ne è anche una che strizza l'occhio ai pards tanto cari a Stan Lee al momento della creazione dei supereroi) e rimorsi dell'ultimo minuto. Drastica è la trasformazione di War Machine in Iron Patriot, che rende più gradevole l'armatura, ma non convince più di tanto. Insomma, niente brividi. Però, poi, quando arivano 40epassa armature sullo schermo, allora sì, che ti esalti.
Robert Downey Jr. è nella parte, come sempre, anche se, a volte, fatica ad esprimersi. Brillante e tormentato, porta, comunque, sullo schermo la dipendenza del suo personaggio con coscienza e conoscenza.
Gwynet Paltrow si è divertita tantissimo a girare questo film, me lo sento. Vedetela nelle situazioni che gli autori l'hanno messa e mi darete ragione. Grandiosa.
Lo scienziato pazzo di turno è interpretato da Guy Pearce. Bello, bravo, intrigante, convinte, ma mi ha dato tanto l'idea di già visto.
Il genio, la follia, l'assoluta ragione di visione del film è, però, Ben Kingsley. Il suo Mandarino è molto di più di quello che ci si aspetta (quasi un Arancio). Una sorpresa su tutta la linea. Non sorprendente, ma confortante, vedere come un grande attore si riesca a mettere in gioco in un fumetto, gli dia spessore e dimostri in ogni scena il suo carisma. Fenomenale. Il must del film.
Di scene d'azione vere e proprie non ce ne sono molte, come detto è un film sui demoni interiori più che esteriori, ma quelle che ci sono ti piaceranno. Sia l'attacco alla villa che il gran finale che hai visto nei promo sono coinvolgenti.
La regia di Shane Black (alla sua seconda regia dopo Kiss Kiss Bang Bang del 2005, sempre con Robert Downey Jr.) non stona con i primi due film di Favreau (indimenticabile all'inizio del film con i capelli lunghi). Fluida e scorrevole focalizza il punto e lo tiene al centro dell'attenzione.
Colonna sonora apprezzabile, anche se di musica non me ne intendo.

Il film è disponibile nelle sale in versione classica ed in 3D. Ovviamente io ho visto la prima. Lasciatelo dire: non ci sono scene che valga la pena di vedere in 3D. Se hai visto Thor in 3D e vuoi andare a spendere i soldi extra del biglietto anche per questo non aspettarti troppe differenze. Anche la profondità di campo del girato in 3D non viene resa in 2D, quindi o è stato fatto un po' così od è stato convertito in post produzione.

Quindi cosa troverai che ti potrà non convincere in questo film? Per prima cosa il mutamento del rapporto tra Tony e Rhodes: qui da ironico dei film precedenti si trasforma spesso in comicità, quasi a ricalcare il rapporto tra Watson e Holmes, ed a molti potrebbe non soddisfare. Ti potrebbero deludere le due conclusioni a fine film, buttate lì senza un vero motivo, che, sinceramente avrebbero meritato maggiori spiegazioni.
Inoltre, se sei un fan duro e puro dei comics, potrebbero non andarti a genio i ruoli assegnati ad i villains del film. Se invece sei uno di quelli che pensano, come me, che al cinema si stia facendo qualcosa di nuovo con il meglio dei fumetti allora gradirai ciò che è stato messo in scena. Gradirai il modo in cui ti lascia basito una rivelazione fondamentale, che, comunque, non preclude strade future.

Se te lo stai chiedendo: sì c'è la scena post crediti e l'abbiamo vista in 10 al cinema. Se te lo stai chiedendo: sì, c'è qualcosa ancora un pochino dopo che ti lascia meno perplesso rispetto al finale del flim. Ah, sì c'è Stan Lee, anche se il cammeo è proprio piccolo piccolo.

Vedilo e poi mi dici. A me è piaciuto, anche se mi aspettavo più mazzate. E' un nuovo modo di intendere i film con i personaggi dei fumetti. Un film serio, che parla di problemi reali, ma con un tono più leggero, meno cupo, rispetto al capolavoro di Nolan per il personaggio principale de la Distinta Concorrenza. Un po' tutti, con chiarezza da Iron Man 3, dovremo guardare a questo genere di film non più solo come ad eroi in calzamaglia, ma a un vero e proprio modo di raccontare ogni genere di storia.

Aspiro il bigino da Wikipedia, non lo leggere se non vuoi ulteriori spoiler. Se lo fai non dirmi che non ti avevo avvisato.

Titolo originaleIron Man 3
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno2013
Durata130 min


AudioDolby DigitalDatasatSDDS
Rapporto2,35:1
Generecinecomic
RegiaShane Black
SoggettoStan LeeLarry LieberDon Heck,Jack Kirby
SceneggiaturaShane BlackDrew Pearce
ProduttoreKevin Feige
Produttore esecutivoStan LeeJon FavreauVictoria AlonsoStephen BroussardLouis D'EspositoAlan FineDan Mintz,Charles Newirth
Casa diproduzioneMarvel StudiosParamount PicturesDMG EntertainmentNoble MediaOutlaw Sinema
Distribuzione(Italia)Walt Disney Studios Motion Pictures
FotografiaJohn Toll
MontaggioJeffrey Ford
Effetti specialiMarc BanichJohn P. CazinJoel MitchellDavid HeronAlec Muradian4DMaxCapital T,CinesiteDigital Domain,FramestoreFuel VFXGentle Giant StudiosLuma PicturesMakeup Effects LaboratoriesMethod StudiosThe Base StudioThe Third FloorWeta Digital
MusicheBrian Tyler
ScenografiaBill Brzeski
CostumiLouise Frogley
TruccoAllan A. AponeJohn BlakePeter Tothpal
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

lunedì 14 maggio 2012

1.000.000.000


Ecco che The Avengers ha raggiunto l'invidiabile quota di UN MILIARDO di dollari guadagnati, non incassati, in 19 giorni.
Che sia un successo?
E voi l'avete visto?

martedì 10 gennaio 2012

Sherlock Holmes - Gioco di ombre

L'Europa del 1891 è sconvolta da attentati lungo tutto il continente. Destabilizzate dalle bombe le nazioni, Francia e Germania in testa, si avviano lungo la strada che porta ad un conflitto armato. Solo un uomo ha il sospetto che tutto quello che sta accadendo non sia casuale, ma orchestrato da un'unica mente geniale. L'investigatore inglese Sherlock Holmes sospetta di un brillante e geniale professore universitario, il professor Moriarty. Gli indizi da lui raccolti lo guidano sulle leggere impronte lasciate dal suo nuovo avversario attraverso l'Europa. Aiutato dal fedele Watson, impegnato tra l'altro nella celebrazione del suo matrimonio ed in uno dei viaggi di nozze più pericolosi della storia, e da suo fratello Mycroft cercherà di sventare con ogni mezzo i piani di Moriarty. Piani che lo porteranno ad intervenire a suo modo ad un conferenza di pace in un arroccato castello in Svizzera.

Le nuove avventure del celebre investigatore inglese creato da Sir Arthur Conan Doyle vivono nuovi capitoli grazie agli sceneggiatori Kieran e Michele Mulroney. In questo capitolo la violenza, che ha stupito nel primo, si riduce e lascia spazio ad un gioco psicologico, che va ben oltre gli scacchi usati come metafora nel film, decisamente più raffinato. Per riuscire a rispettare i canoni dettati di genialità del protagonista e del suo antagonista, dal suo creatore originale, gli autori hanno approfondito ulteriormente le tracce lasciate da Doyle nei suoi romanzi. Le citazioni presenti, più o meno evidenti, dalle opere classiche riconciliano i fan storici dell'investigatore di Baker Street con i nuovi appassionati delle sue vicende. Il buon dottore si ritaglia un ruolo sempre maggiore e maggiormente deduttivo, rispetto anche a quello riservatogli nei libri. I toni sono ben dosati lungo tutte le due ore ed a scene tese si alternano altre leggere (la cavalcata per valicare il confine attraverso le montagne è un esempio).
La regia di Guy Ritchie ricalca, nello stile, quella del primo capitolo. Appassiona, coinvolge e stupisce con la gestione delle inquadrature e le sequenze che dimostrano come l'equipaggiamento fornito al regista si stato sfruttato al meglio (esempio, in questo senso, è la scene della fuga dalla fabbrica d'armi).
L'interpretazione di tutti gli attori a partire dai collaudati protagonisti, Robert Downey Jr (che sono sempre più convinto che reciti se stesso e che trovo sempre più bravo nei ruoli iconici che, giustamente, gli vengono proposti) e Jude Law (anche lui non troppo alla ribalta prima di tornare in auge con questa saga), arrivando ai nuovi coprotagonisti Noomi Rapace (nel ruolo della chiaroveggente Madame Simza) e Jared Harris (in quelli difficili di Moriarty) è convincete. Non dimentichiamoci del sempre ottimo Stephen Fry nei panni del fratello di Holmes, Mycroft, sempre un grande.
Gli effetti speciali opportuni, ben realizzati e da atmosfera. I titoli di coda sono coinvolgenti, con l'effetto carboncino, e non noiosi.

Da "marito di Madonna" ed regista di uno dei peggiori remake della storia (Travolti dal destino, remake di Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974 di Lina Wertmuller ), finalmente, trova la sua strada e diventa un vero regista.
Se vi è piaciuto il primo questo non può non piacervi, se non vi è piaciuto questo potrebbe stupirvi.

Titolo originale Sherlock Holmes: A Game of Shadows
Lingua originale inglese
Paese Regno Unito, USA, Australia
Anno 2011
Durata 128 minuti

Genere giallo
Regia Guy Ritchie
Soggetto Arthur Conan Doyle (personaggio), Lionel Wigram (graphic novel)
Sceneggiatura Kieran Mulroney, Michele Mulroney
Produttore Susan Downey, Dan Lin, Joel Silver, Lionel Wigram
Produttore esecutivo Steve Clark-Hall, Bruce Berman
Casa di produzione Silver Pictures, Village Roadshow Pictures
Fotografia Philippe Rousselot
Montaggio James Herbert
Musiche Hans Zimmer

Interpreti e personaggi
Robert Downey Jr.: Sherlock Holmes
Jude Law: Dr. John Watson
Noomi Rapace: Madame Simza
Jared Harris: Prof. James Moriarty
Eddie Marsan: Ispettore Lestrade
Kelly Reilly: Mary Morstan
Stephen Fry: Mycroft Holmes
Rachel McAdams: Irene Adler
Geraldine James: Mrs. Hudson
Wolf Kahler: Dott. Hoffmanstal

Doppiatori italiani
Luca Ward: Sherlock Holmes
Niseem Onorato: Dr. John Watson
Laura Romano: Sim
Pino Insegno: Prof. James Moriarty
Stefano De Sando: Mycroft Holmes
Federica De Bortoli: Irene Adler
Valentina Mari: Mary Morstan
Edoardo Stoppacciaro: Ispettore Lastrade
Dante Biagioni: Dott. Hoffmanstal

lunedì 10 ottobre 2011

Parto con folle

Peter Higman, affermato architetto, si trova dalla parte opposta degli Stati Uniti rispetto a casa sua, per lavoro. Deve prendere un aereo per tornare in California, a Los Angeles, per assistere la moglie durante la nascita del loro primo figlio. Sulla sua strada si para, però, una calamità di nome Ethan Tremblay. Aspirante attore di sit com, Ethan, con i suoi modi debordanti causerà l'allontanamento dall'aereo di Peter, ma lo accompagnerà in un viaggio on the road di alcuni giorni per le strade degli USA per arrivare in tempo per il gran giorno. Ovviamente non sarà un viaggio tranquillo, ma ad i due compagni di avventura ne capiterà di ogni sorta.

Una commedia on the road, comica non demenziale ed abbastanza piacevole. La performance dei due attori principali Robert Downey Jr e Zach Galifianakis (Una notte da leoni) è nella norma. I testi e le situazioni create dagli autori sono divertenti e permettono allo spettatore di sorridere per gran parte del film. La regia risulta essere abbastanza didascalica. Diciamo che, tirando le somme, c'è poco di nuovo sotto al sole. La durata non è eccessiva, ma nonostante i sorrisi e le risate ripetute sembra un po' più lungo di quanto sia in realtà.

Per divertirsi una sera, ma non vi verrà voglia di rivederlo.

Titolo originale Due Date
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno 2010
Durata 100 min
Genere commedia
Regia Todd Phillips
Soggetto Alan R. Cohen, Alan Freedland
Sceneggiatura Alan R. Cohen, Alan Freedland, Adam Sztykiel, Todd Phillips
Casa di produzione Green Hat Films, Legendary Pictures, Road Rebel, Warner Bros.
Fotografia Lawrence Sher
Scenografia Bill Brzeski
Costumi Louise Mingenbach

Interpreti e personaggi
Robert Downey Jr.: Peter Highman
Zach Galifianakis: Ethan Tremblay
Michelle Monaghan: Sarah Highman
Juliette Lewis: Heidi
Jamie Foxx: Jim
RZA: Marshall
James Martin Kelly: Chuck
Danny McBride: Impiegato Wester Union
Charlie Sheen: Charlie Harper (Cameo)
Jon Cryer: Alan Harper (Cameo)

Doppiatori italiani
Luca Ward: Peter Highman
Roberto Stocchi: Ethan Tremblay
Barbara De Bortoli: Sarah Highman
Emanuela Rossi: Heidi
Roberto Draghetti: Jim
Alberto Angrisano: Impiegato Wester Union
Francesco Bulckaen: Charlie Harper (Cameo)