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lunedì 5 novembre 2018

Dylan Dog - Hyppolita

Dylan Dog  N° : 386 
Hyppolita

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Disegni: Piero Dall'Agnol, Francesco Cattani 

Copertina: Gigi Cavenago 
  
Periodicità: mensile 
uscita: 27/10/2018 
Prezzo: 3.50€

Londra. Prima della Meteora.
Il Giardiniere innesta fiori rari nelle teste delle sue vittime. Sepolte fino al collo, rimossa la calotta cranica, le lascia lì, in modo che siano trovate dagli investigatori. Solo una donna sa chi è l'assassino. Anziana, con un passato doloroso alle spalle, confida a Dylan Dog che il colpevole di quelle efferatezze altri non è che suo figlio. Dato in adozione che era ancora un bambino, ora, dovrebbe essere un uomo, che lei non hai mai più visto. Come fa a sapere che è lui il colpevole? La guida l'istinto materno. Potrà l'Indagatore dell'incubo tranquillizzare una madre trovando suo figlio e dimostrandole che si sbaglia?

Non capisco perchè si siano messi in due, Piero Dall'Agnol e Francesco Cattani, a realizzare i disegni di questo albo dato che hanno ottenuto un risultato decisamente pessimo. Carpenter che cambia forma e dimensione a seconda delle sequenze in cui è coinvolto, Dylan che sembra spesso un ragazzino di quattordici anni, anzichè un uomo di quaranta (possibile che gli zigomi vadano e vengono a seconda di chi lo disegna?), Un ritmo dettato dalle vignette che fatica a coinvolgermi e che utilizza inquadrature molto didascaliche che non mi hanno stupito più di tanto.
Il tutto per realizzare una storia che parte da un concetto un po' più profondo del solito. Non è facile trovare accenni alla maternità sulle pagine del mensile ideato da Tiziano Sclavi, qui l'argomento viene trattato da un punto di vista già noto, ai frequentatori del genere, ma che ci offre qualche sorpresa. Mi è piaciuta la motivazione che Mignacco ha utilizzato per far accettare da Dylan il caso di Hyppolita, mi è piaciuta l'indagine convergente di Carpenter e Rania, mi è piaciuto il finale (che mi aspettavo, ma del quale non attendevo la motivazione del gesto).

Una storia che si lascia leggere con facilità, che offre qualche spunto di riflessione per l'argomento trattato, ma che risente del due alle matite.

Ultimo numero prima del ciclo della Meteora ideato da Recchioni per giustificare il suo lavoro su Dylan Dog, prima del suo probabile addio ai primi del 2020. Più di un anno di storie legate tra loro ci attende. Speriamo che sia un crescendo di coinvolgimento e di intrighi, che vedano coinvolti i personaggi visti in questi ultimi tre anni.

lunedì 12 febbraio 2018

Dylan Dog - Non umano

Dylan Dog n° 377 
Non umano

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano 

Disegni: Giulio Camagni 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile
Uscita: 27/01/2018
Prezzo: 3,50€

Londra non è una città tranquilla. Sopratutto quando popolata di mostri soprannaturali che uccidono seguendo uno schema. Dylan Dog si trova ad indagare in quanto infatuato di una delle vittime da prima che diventasse tale. La bella Tracy fa girare la testa all'Indagatore dell'Incubo, ma non sono tutte rose e fiori quelle sul loro cammino.
L'Old Boy è sulle tracce di un normale serial killer o su quelli di qualcuno di non umano?

A questo punto penso di essere. Credo che sia proprio colpa mia se non riesco a godermi a pieno le storie di Dylan Dog della gestione Recchioni. Da quanto annunciato, la mia aspettativa di continuity, di una serie completa in dodici numeri mensili, promessa anni fa dal curatore della serie, vedrà la luce solo alla fine di quest'anno. Nel frattempo vanno ad essere prodotte ed acquistate storie di riempimento. Che non danno, neppure, soddisfazione. Torna alla scrivania Giancarlo Marzano, ma quello che scrive è di una banalità tremenda. Guarda caso Dylan è innamorato proprio di Tracy, ma va? Se, per l'ennesima volta, la sua fidanzata non fosse stata chi era, questa storia sarebbe potuta finire dopo quattro pagine, con pizza e cinema inclusi. Lo svolgimento è talmente banale da mettere tristezza al momento della rivelazione che sconvolgerà Dylan, che per sua stessa ammissione non è mai stato un poliziotto sveglio.
Si salvano, per gli amanti del disegno "alla Ferri", le tavole di Camagni. Il disegnatore viennese, nativo di Udine, con già all'attivo storie per Napoleone e Martin Mystère, ci offre il suo tratto pulito e nitido, senza sovraccaricare di inchiostro nero le tavole ambientate di notte. Ne esce una storia sì cupa quando serve, ma luminosa e dai tratti godibili.

Come detto deve essere colpa mia se non riesco a godere di queste storie come gli autori sperano.
Non voglio smettere di acquistarlo, se ho resistito a Gualdoni dovrei poter resistere a tutto.

lunedì 2 marzo 2015

Maxi Dylan Dog Old Boy 2

Maxi Dylan Dog Old Boy 2
Maxi Dylan Dog N° 23 

Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: quadrimestrale 
Uscita: 26/02/2015 

Chiuso nell’incubo
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo

A volte le giornate non girano per il verso giusto. Lo sa Dylan Dog quando Groucho viene mortalmente ferito da un demone ed in ospedale appare chiaro che le sue speranze di sopravvivere sono ridotte. Quando Bloch finisce sotto inchiesta per aver passato un fascicolo riservato al suo vecchio amico. Quando un altro te stesso ti appare davanti ogni volta che ti guardi allo specchio o ti addormenti, per indurti ad un mortale esame di coscienza.
Un periodo davvero brutto per Dylan ed i suoi amici che, forse, non si risolverà per il meglio.

Una storia deludente. In altro modo non si può definire questa sceneggiatura di Di Gregorio. Lo sceneggiatore imbastisce un profondo dramma psicologico per il protagonista. Lo getta nella disperazione. Gli affonda gli amici. Lo allontana dall'amore. Quasi lo sacrifica sull'altare della sofferenza. Poi tutti si alzano e gridano scherzone! E' inaccettabile che dopo venticinque anni di pubblicazione ci si riduca ancora a questi mezzucci su Dylan Dog. Non si è mai avuto il coraggio di cambiarlo e continuando così lo si sarebbe portato alla morte editoriale. Non per vendite forse, ma per idee sicuramente. Per fortuna Recchioni sul numero 342 della serie regolare, in edicola a fine febbraio 2015 quindi in contemporanea a questo Maxi, ha deciso di fare le cose per bene e, riprendendo la trama di base di questa storia, ha deciso di percorrere una strada diversa. Per inciso vorrei ricordare quello che penso io della collana Old Boy: qui vengono riciclare, a 6.50€ a numero quadrimestrale, le storie di scarto che non sono state reputate degne, dalla nuova gestione editoriale, di essere pubblicate tra gli albi della serie regolare. Ovviamente una ditta come la Bonelli non può permettere di pagare autori e disegnatori per la realizzazione di storie che, una volta finite, vanno buttate nel cestino. Ecco quindi nascere Old Boy. Una piccola spesa in più per l'editore, ma un maggiore rientro dato dalla vendita degli albi. Questa storia rientra, sicuramente, tra quelle non selezionate da Recchioni, anche se, come detto, lo stesso autore romano ne ricicla l'idea e la fa sua, e buttata nel calderone di Maxi.
Di Vincenzo realizza con tratto spigoloso ed affilato questa storia di specchi, normalità, passioni sopite e tristi svolte ed è, a ben vedere, l'unica ragione per la quale questa storia si salva.

A volte non ritornano
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giorgio Pontrelli

Gregory Talbot. Da bambino ha assistito al ritorno, temporaneo, di suo nonno dal mondo dei morti. Quella è stata la prima volta che ha visto operare la sua capacità di risvegliante. Adesso, convocato e remunerato, si reca a casa della gente con un lutto recente per permettere a coloro che hanno subito la perdita di interagire per l'ultima volta con i defunti. Quando, però, il suo potere inizia a funzionare male si reca dall'Indagatore dell'Incubo per far luce su quello che gli sta accadendo. Ormai in sua presenza i morti risorgono ed aggrediscono i vivi. Persino per Dylan Dog l'unica soluzione potrebbe essere quella di spegnere la vita del signor Talbot per salvare quella di tutti gli altri.

Marzano a volte cade dal primo scalino tenendosi al corrimano ed altre tira fuori delle storie decisamente accattivanti. Quella che potrebbe essere la classica storia di zombie mostra un personaggio ottimamente sfaccettato come Gregory Talbot. Introduce nella vita dell'Old Boy quello che potrebbe essere un suo nuovo amico e collaboratore, peccato che, con ogni probabilità, non lo vedremo mai nella serie regolare. Risulta essere bonariamente interessante e sarebbe potuto essere un comprimario importante in sceneggiature ben studiate per la coesistenza con Dylan Dog. Da qui, probabilmente, Recchioni ha preso un'altra delle idee in sviluppo nella serie regolare: Dylan Dog senza distintivo di Scotland Yard. Che, anche qui, ovviamente, finisce a scherzose.
Pontrelli è incostante. Passa da voler gestire il nero e le sue sfumature come Roi fino a rasentare l'essenziale come Picatto o Dall'Agnol. Si vede un calo stilistico, da pagina 1 a pagina 98, vertiginoso. Sembra quasi che ad un certo punto la realizzazione di questa storia sia diventata per lui od un peso o gli abbiano chiesto di accelerare perché in ritardo coi tempi di consegna. Peccato perché partiva bene. Tutto sommato, però, il disegno rimane pulito e nitido ed aiuta ad avvicinarsi all'animo del povero signor Talbot.
Una buona storia.

Sciopero generale
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Alessandro Baggi

Sembra che un giorno di sciopero abbia cambiato la realtà di Londra. Dylan Dog, alle prese con un misterioso committente ed un incarico ancora non chiaro ma già pagato, attraversa la città  vuota.

Io ci spero sempre. Spero che Gualdoni riesca a tirare fuori una buona storia e riesca a riprendersi dal baratro in cui è caduto prima di essere rimosso da curatore di Dylan Dog. Ci spero, ma lui non ce la fa.
Sciopero generale è il suo modo di vendicarsi dei detrattori del suo modo di raccontare. Alterna sulle pagine della sceneggiatura eventi assurdi, senza senso, slegati e tramite un suo avatar grafico, un disegnatore disperato, immagina di concludere la storia a caso distraendo con colpi di scena il lettore. Ed è esattamente quello che fa. Tra riferimenti a passati numeri della serie regolare (indizio numero uno che rafforza la mia tesi sul riciclo) e poche idee, ma confuse, come il rifiuto di fornire "spiegoni" non solo finisce fuori strada, ma sembra dar ragione a chi lo critica. Sembra, quasi, dire al lettore: "io non son più capace di scrivere, ma sono qui lo stesso. Fatti vostri.".
I disegni di Baggi sono vecchi. Non solo perché sono del 2013 (indizio numero due che rafforza la mia tesi sul riciclo), ma anche graficamente. Uno stile antico, che piacerà ai datati lettori di Martin Mystère che si ricordano del buon Ricci. Urbanisticamente interessanti, calano vistosamente sulla raffigurazione dei soggetti.
Per rispondere alla domanda finale dell'albo: "e poi, parliamone chiaramente, cosa spaventa di più un lettore della consapevolezza di non avere il controllo su quello che legge?" possiamo esporci con due soluzioni:
- "uno sceneggiatore che non sa cosa scrivere e non se ne rende conto";
- "Gualdoni".

mercoledì 5 marzo 2014

Dylan Dog - La magnifica creatura

Dylan Dog n° 330
La magnifica creatura
Periodicità: mensile

Uscita 27/02/2014

Soggetto e Sceneggiatura Giancarlo Marzano
Disegni Gianmarco Nizzoli
Copertina: Angelo Stano

L'inverno è calato anche su Londra. I bobbies fanno il loro lavoro, quando una fanciulla avvolta solo da una vecchia coperta sfreccia davanti all'agente Grant e lei tenta di fermarla la ragazza scivola in strada proprio davanti al vecchio maggiolino dell'Indagatore dell'Incubo. Completamente nuda, scossa e silente viene portata in ospedale dove la sua misteriosa natura viene svelata.
I complotti di ditte farmaceutiche e personaggi corrotti  faranno di tutti per catturare la ragazza, chiamata Neve da Dylan, e l'Old Boy e l'Ispettore Bloch, a rischio della sua pensione, faranno di tutto per proteggerla.

Nizzoli è proprio bravo. Gran bel tratto, cura dei dettagli e della figura dei personaggi da manuale, rispetto per le creature che Tiziano Sclavi ed Angelo Stano hanno messo al mondo. Veramente un artista che potrebbe valorizzare Dylan Dog ancora di più nel futuro con le sue capacità. Finalmente sono tornato a vedere un Bloch graficamente simile all'attore che aveva ispirato Sclavi e dei personaggi che non cambiano fisionomia ogni due pagine.
Marzano offre ai lettori di Dylan Dog una delle migliori storie di questo periodo Recchioni pre Recchioni. Una sceneggiatura snella, mai noiosa, che valorizza tutti i personaggi che vede coinvolti. Anche quelli secondari.
Il nuovo corso delle copertine di Stano a tanti piace ed a tanti non piace. A me questa copertina in bianco e nero, con tanto di titolo della testata a tono, e solo la giacca di Dylan in rosso piace assai. Ottimo lavoro Angelo.

venerdì 21 febbraio 2014

Maxi Dylan Dog 20

Maxi Dylan Dog n° 20

Uscita:14/02/2014

Copertina: Angelo Stano

Io uccido, tu uccidi
Soggetto e sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Ugolino Cossu

Una ragazza ferita bussa alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Nella corsa per portarla all'ospedale Dylan investe con il suo maggiolone un uomo che da una moto gli spara contro. Qui inizia la sua disavventura in un gioco al massacro a cui non vorrebbe partecipare. Groucho viene rapito e la sua vita è appesa all'unica possibilità: Dylan Dog deve uccidere dei bersagli indicatigli e non farsi ammazzare dal cacciatore incaricato di eliminarlo. Un gioco estremamente pericoloso nel quale non si può contare sugli alleati: ognuno di loro ha qualcosa di prezioso da perdere.

Interessante. Un storia decisamente ispirata al romanzo di cui fa menzione anche il protagonista al suo amico più caro, il Commissario Bloch, che prende. Buon ritmo ed una bella agilità nei dialoghi la rendono piacevole nonostante sia evidente che la "regola 6" metta in gioco troppe variabili per un gioco così complicato. Di Gregorio porta il gioco d'azzardo ad un nuovo livello.

L'attimo morente
Soggetto e sceneggiatura Giancarlo Marzano
Disegni Ugolino Cossu

Philip Baxter, definito dalla critica il “poeta del dolore”, fotografo. Da alcuni giorni la moglie non riceve più sue notizie ed una sua mostra personale è alle porte. Dylan Dog viene incaricato di ricercare l'artista scomparso, ma l'indagine sembra condurlo anche sulla strada di una serie di efferati omicidi, in qualche modo legati tra loro.

Non si era parlato di fotografia così spesso su Dylan Dog quanto in questo mese solare. Il numero della serie regolare del mese di Gennaio, ... E lascia un bel cadavere, era proprio incentrato su un fotografo e la sua capacità di intrappolare l'anima dei suoi soggetti. Questa storia del Maxi di Febbraio ha il suo fulcro su un fotografo ossessionato dalla morte e dal suo bisogno di fotografarla. Se devo essere sincero, dato che il paragone è d'obbligo, ho preferito la storia del mensile a questa. Nonostante l'opera di Marzano sia intrigante e ben articolata, anche se a tratti risulta prevedibile, avrebbe guadagnato dall'essere pubblicata a qualche mese di distanza dall'altra, visti i punti di contatto.

Racconti sotterranei
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco
Disegni Ugolino Cossu

Alle case editrici arrivano parecchi manoscritti. Se lavori per un editore di testi horror ti capiterà di leggere di morti ammazzati da streghe, licantropi, vampiri e fantasmi. Quando, però, i racconti letti la sera prima rispecchiano fatti di sangue che avvengono nelle strade della tua città la situazione si fa problematica. Una redattrice alla quale stanno capitando queste terribili coincidenze si rivolge all'Old Boy per assegnargli un'indagine che lo metterà sulle tracce di parecchie creature soprannaturali. 

La peggiore del gruppo. Ma di tanto. Mignacco continua ad essere in crisi profonda di idee e si rifugia nella classica formula di chi non ha ispirazione: i racconti. Legati dal filo rosso che è la redattrice della casa editrice, i diversi racconti spaziano tra il banale, il penoso e l'inutile toccando picchi di tristezza narrativa raramente raggiunti. Mi dispiace molto, e devo averlo già scritto in altri post, per la fine della vena di un autore che ci ha regalato storie che hanno creato il mito di Dylan Dog. Un accorato appello alla Bonelli: fermatelo! Dategli un minimo salariale per non scrivere per un anno o due e poi chiedetegli non più di una storia all'anno. Vedrete che avendo più tempo per concentrarsi qualcosa di decente la cava fuori. Oppure giratelo su altre delle vostre serie minori, che so Dampyr per rimanere in tema o Nathan Never, visto che su Martin Mystère ha fallito pure lì. Salvatelo.

Visto che l'albo è "dedicato" ad un unico disegnatore ho pensato di tirare le somme su di lui in chiusura.
Cossu è un autore molto amato dai fan di Dylan Dog. Il suo tratto pulito e preciso dove i neri sono neri, i bianchi sono bianchi e la divisione spaziale della monocromia è sempre piacevole sono i suoi grandi punti di forza. Quello che gli si può rimproverare, bonariamente, è la fatica che fa nel tentare di distinguere fisicamente i comprimari femminili delle storie che disegna. Molto spesso le sue donne sono caratterizzate da visi tondi, occhi piccoli, ma espressivi, molto delicate. Donne molte belle ed intriganti, che vorresti incontrarne così tutti i giorni, che spingono il lettore all'invidia verso il loro beniamino che ha la fortuna di avere a che fare con loro così da vicino.

Un buon albo, anche se 6.20€ non sono pochi per un prodotto del genere, che propone una storia intrigante, un piacevole dejà-vù ed un triste canto del cigno tutte disegnate da una mano capace, ferma e gustosa.

lunedì 3 giugno 2013

Dylan Dog - Giovani vampiri

Dylan Dog n. 321, mensile 
Giovani vampiri  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano 
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano  
 
Cinque giovani appassionati di occulto. Cinque ragazzi tenebrosi che bramano solo l'incontro con un Maestro della Notte, vorrebbero ingaggiare l'Indagatore dell'Incubo a questo fine, ma Dylan si oppone. Nonostante tutto la coscienza ed il quinto senso e mezzo dell'Old Boy si attivano e lui tiene d'occhio i giovinetti.
Tanto gli sta dietro che vede come due ragazze del gruppo, effettivamente, sembrano essere cambiate dopo una notte in discoteca. Anche perché i cinque hanno stretto un patto: la prima persona che verrà cambiata in vampiro tornerà a cambiare gli altri. Che sia proprio successo?

Marzano. Sembra ormai un suo marchio di fabbrica. Un incipit interessante, un buon svolgimento ed un finale a cui manca qualcosa. Ultimamente le sue storie sanno sempre di occasione sprecata. Se tutto parte bene, a parte l'ovvia identità del Maestro della Notte, ecco che dopo la parte centrale la storia sia affloscia e perde mordente. Davvero un peccato. Forse, in questo periodo, Marzano dovrebbe dedicarsi solo alla stesura dei soggetti ed a girarli a qualcuno un po' più in forma per trasformarli in sceneggiature.
I disegni di Luigi Piccatto sono da sempre adatti alle storie di vampiri, secondo me. Il suo tratto da Nicola Mari bravo e senza eccessi di neri è sempre piacevole, personalmente parlando perché so che a molti non piace. Io mi ci trovo a mio agio e mi permette di passare sopra a molte manchevolezze della sceneggiatura.
Questo mese Angelo Stano non si rivela particolarmente in forma. La copertina riassume abbastanza bene il soggetto, ha colori azzeccati, ma pecca di eccessiva bidimensionalità. Sembra mancare l'uso proprio della prospettiva e tutto il disegno sembra essere su un unico livello, sacrificandolo.

Da questo mese, inteso come Maggio 2013, il responsabile della collana è diventato Roberto Recchioni autore di fumetti, anche per l'Old Boy (sceneggiatore di Mater Morbi di Dylan Dog, per dirne una), giovane, moderno. Speriamo che sotto la sua cura la percentuale di storie di alto livello nella serie mensile aumenti. Ci confido molto anche per la stima che ripongo nella professionalità di questo scrittore. Fare peggio dell'ultima gestione sembra essere difficile, anche se dopo un inizio stentato qualcosa di buono è venuto fuori, tanti auguri di buona fortuna al RRobe.

P.s.: Prima iniziativa del RRobe: portare Dylan Dog su Facebook dove leggere ed ascoltare suggerimenti dei fan dell'ex poliziotto di Scotland Yard per riportare in auge il personaggio.

martedì 9 aprile 2013

Dylan Dog - I ritornanti

Dylan Dog n. 319, mensile 
I ritornanti  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Roberto Rinaldi 
Copertina: Angelo Stano  
 
Dai loro eterni loculi al cimitero scappano diversi ospiti che ritornano, sotto forma di zombi e spettri, nel mondo dei vivi. La preoccupazione dei responsabili del campo santo è relativa, ma i ritornanti sono decisi a vendicarsi di coloro che han fatto loro torti nella vita passata.
Anche la nuova cliente di Dylan Dog, spogliarellista in un night club, è vittima di uno di questi fantasmi. Una donna le appare e la accusa di averla uccisa tanto tempo prima, ma lei è sicura di non essere colpevole di alcun omicidio. Le indagini dell'Old Boy lo porteranno a scoprire la verità sia sugli inattesi ospiti che sullo strano cimitero.

Certo la storia di Marzano è anche piacevole, ma abbastanza scontata sin dalle prime rivelazioni. Il lettore si può illudere, con tortuosità mentali, che i Ritornanti siano qualcosa si diverso, ma sappia che la sua prima intuizione è quella giusta.
Ritorna ai disegni della serie regolare Roberto Rinaldi e non è che non sia bravo. Forse lo stile è un po' troppo statico e contrapposto al Freghieri dell'Almanacco la cosa non gli rende giustizia. Se il suo albo fosse uscito contro quello di un disegnatore meno forte che la scuderia Bonelli riserva all'Indagatore dell'Incubo sarebbe stato meglio.
La copertina di Stano è la solita opera d'arte. Si vede che si sente a suo agio con morti viventi e vivi morenti. La scena ed i colori utilizzati colpiscono il lettore come un pugno di preoccupazione allo stomaco.

Tutto sommato semplice e godibile, anche se da Marzano ci si aspetta di più. A dire il vero non è il primo albo in cui gira un po' a vuoto, ma non si può sempre essere al top.

lunedì 8 aprile 2013

Dylan Dog - Almanacco della Paura 2013

Almanacco della Paura 2013 , annuale 
La cara mamma  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano 
Disegni: Giovanni Freghieri 
Copertina: Angelo Stano  
 
Dylan Dog ha una nuova fidanzata che lavora alla biblioteca nazionale di Londra. Il suo capo è una persona strana ed introversa e quando inizia ad aprirsi con la ragazza la cosa la impaurisce.
In città, nel frattempo, un misterioso serial killer uccide donne giovani e belle staccando loro di netto la testa senza lasciarla sul luogo del delitto.
A questo si aggiunge il fantasma di una misteriosa donna che sembra indirizzare le indagini dell'Old Boy su questo mistero dell'orrore proprio sul capo della sua ragazza.
Riuscirà l'indagatore dell'Incubo a risolvere l'enigma prima che qualcuno vicino a lui perda la testa?


La storia di quest'anno contenuta nell'Almanacco della Paura è un'avventura un po' scontata di Giancarlo Marzano. L'ovvietà della soluzione dell'enigma è palese si dalle prime tavole in cui si manifesta il mistero, ma, per fortuna, si l'avventura si lascia leggere con piacevole leggerezza. Il merito è sopratutto dei disegni luminosi, puliti, precisi ed al contempo intensi e delicati di Giovanni Freghieri. So che il suo stile può non piacere a tutti, ma se io potessi scegliere gli farei disegnare molte più storie della serie regolare, rispetto ad adesso, per poterne godere più spesso nell'anno.
Anche qui Stano, in copertina, la fa da padrone. Prendendo spunto dalla storia contenuta nell'Almanacco realizza un'ammirevole copertina ispirata, nel contempo, al classico dell'horror L'Esorcista.

Per quanto riguarda i contenuti. Come sempre libri, fumetti e film (con un po' di spazio a serie televisive e videogiochi) occupano la prima parte dell'albo. Qualche consiglio azzeccato, qualche critica non condivisibile ed un errore madornale: Anthony Perkins che interpreta Hannibal Lecter.
La seconda parte dell'Almanacco si incentra, con piacere, su Neil Gaiman e sulle sue creature (la più conosciuta è Sandman, edito ora in Italia in lussuosi libri brossurati da RW Lion), sulle storie maledette, tra zingari e gitani, del cinema e della letteratura e sui classici film horror inglesi.

Come ogni anno l'Almanacco è un appuntamento immancabile anche per chi segue solo la serie regolare di Dylan Dog. Serve per accrescere la cultura sul mondo che circonda l'horror e offre spunti interessanti per la crescita culturale personale. Alcuni anni può essere soddisfacente ed altri meno. Quest''anno è stato una lettura piacevole, grazie anche alla presenza del fumetto illustrato da Giovanni Freghieri.

mercoledì 6 marzo 2013

Maxi Dylan Dog 18

Maxi Dylan Dog 18, semestrale 
Copertina: Angelo Stano  
 
Effetti speciali
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Luigi Piccatto

Il mondo del cinema è interessante e divertente, ma se sei uno stuntman può anche essere pericoloso. Quando diversi acrobati trovano la morte nei Pinewood Studios di Londra i loro amici superstiti assumono Dylan Dog per svelare il mistero dietro le loro dipartite. Mentre ad uno ad uno i suoi clienti muoiono, l'Old Boy, tenterà di fare chiarezza tra addetti alla computer grafica, vecchi stuntman stanchi ed il mistero del motociclista fantasma.

Andrea Cavaletto si ispira pesantemente al mondo del comics americano, citando ripetutamente Ghost Rider, ma riesce a scrivere una storia che spiazza il lettore troppo abituato a tirare conclusioni logiche. Il colpo di scena finale che svela il mistero legato alla misteriosa morte degli stuntman è un richiamo alla vecchia tradizione dylandoghiana, molto piacevole.
Questo 18° Maxi è tutto disegnato da Luigi Piccatto. Ogni storia si avvale dei suoi pennelli, matite, chine. A me il suo stile non dispiace, sarà perché è uno dei disegnatori storici della serie, anche se non si può certamente definire costante e preciso. Riesce, comunque, in questa storia nell'inusuale rappresentazione di una doppietta di Dylan in due facciate.
 
Il processo
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Luigi Piccatto

Per una volta l'Indagatore dell'Incubo è assunto da un facoltoso avvocato. Il suo compito sarà quello di aiutare il professionista nello scagionare un uomo, il marito della sua assistente, dall'accusa di triplice omicidio. L'uomo, ricercatore genetico, è accusato di aver ucciso e decapitato tre suoi colleghi. Gli indizi portano tutti a lui, ma il quinto senso e mezzo del nostro pizzica forte ed accetta il caso per vederci chiaro. La verità, infatti, sarà molto più stupefacente di quanto Dylan possa mai sospettare.

Giuseppe De Nardo tocca un mondo nettamente meno etereo di quello di Cavaletto. La sua storia richiede una forte sospensione dell'incredulità, sia da parte dei protagonisti pronti ad accettare senza remore lo sviluppo della storia, che da parte del lettore. Una storia che sarebbe stata più a suo agio sulle pagine di Nathan Never, ma che con protagonista l'Indagatore dell'Incubo risulta essere ancora più interessante.
E' evidente che gli sceneggiatori hanno deciso di tirare matto Piccatto sottoponendogli soggetti i più diversi tra loro. Dopo una sceneggiatura con le radici nel piano etereo ecco prendere forma una soggetto che più materiale non può essere. Qui, però, vengono messi in evidenza i limiti del tratto del disegnatore astigiano. La richiesta di De Nardo di mettere in evidenza le mani dei protagonisti, purtroppo, mostra la caratteristica imprecisione del tratto di Piccatto nel chiudere le forme.

Le scarpe del morto
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Luigi Piccatto

Una ricca donna ultra centenaria si prepara per la sua dipartita. Chiama il suo avvocato e sistema le questioni riguardanti l'eredità e poi, stanca, si fa portare a letto dalla sua badante. Nella notte, effettivamente, ha luogo il decesso ed al funerale non va nessuno, se non l'avvocato e la badante stessa. Alla lettura del testamento la sorpresa: ai due nipoti vengono lasciati solo debiti mentre alla badante un paio di scarpe.
Da quel giorno la vita di tante donne cambia portandole alla morte. Ciò che è strano è che ogni cadavere femminile ritrovato risulta essere scalzo. Marito e figlia della prima vittima si rivolgono a Dylan Dog per far luce sui motivi della scomparsa della donna.

Giancarlo Marzano se la gioca a metà strada tre gli altri due autori del Maxi. Butta lì quella che sembra essere una storia di vita quotidiano con un elemento magico che non si capisce come possa esserlo fino a quando non fa la sua comparsa una vecchia amica di Dylan Dog. La storia è intrigante, curiosa e misteriosa fino al momento giusto. Quando si sbriglia corre ed appassiona ancora di più il lettore. Certo il finale in se, nel senso di colpo risolutore della storia, lascia un po' basiti, ma tant'è
Dopo avere sottoposto Piccatto alla tortura delle mani, nella storia precedente, eccolo alle prese con quella dei piedi. Un albo dedicato agli appassionati del  fumetto feticisti con il disegnatore che si impegna a copiare da riviste di moda piedi e scarpe.

Che dire. Le storie sono tutte e tre belle ed intriganti. Sopratutto varie. I disegni di Piccatto non stancano, ma in una run così lunga mettono in evidenza i difetti dello stile del sessantenne disegnatore.
Il balenottero della prima metà dell'anno è piacevole ed è una buona, lunga, lettura. L'unico appunto è sulla carta: risulta essere abbastanza gialla. Speriamo sia solo una fase Bonelli così e che tutto si sistemi presto.

mercoledì 4 luglio 2012

Maxi Dylan Dog - 17

Maxi Dylan Dog 16, semestrale 
Copertina: Angelo Stano
Disegni: Montanari & Grassani
 
Chiamata dall'Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato

I cellulari fanno male, si sa (o almeno così dicono). E' una certezza, però che gli sms uccidano. Provate a chiederlo alla nuova cliente di Dylan alla quale il marito non è sopravvissuto ad un semplice sms. Non chiedetelo neanche allo stesso Old Boy che, sul cellulare della sua nuova conquista, ha ricevuto un messaggino, da un utente anonimo, contenente la data ed il luogo della sua morte.

La verità sommersa
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Cromagh era un villaggio in una valle. Per necessità minerarie quella stessa valle è stata riempita d'acqua per creare un grande bacino idrico. Poco più in la il New Cromagh sorge ridente. Poco ridente per la verità dato che quando, dal lago, sorge una misteriosa nebbia, le persone che vi rimangono avvolte vengono trovate assassinate in modo orribile. C'è qualcosa di vero nelle leggende del posto? Ovviamente sindaco e polizia si rivolgono all'unico che potrebbe tirarli fuori dal guaio in cui si trovano: l'Indagatore dell'Incubo
 
Vite gemelle
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni

Lydia è la nuova fiamma di Dylan. Prima era solo una cliente e, come al solito, è diventato anche l'amore della sua vita. Il problema di Lydia è che vi è vista uccidere sotto un treno della metropolitana, ha vuoti di memoria ed ha paura di essere una veggente. Il problema è che tante altre donne identiche a lei stanno morendo nei modi più disparati. Sarà un caso che la donna lavori per un'azienda scientifica specializzata in clonazione?

Chiamata dall'Inferno è la classica reinterpretazione del mito di Ringu, The Cell e di tutti quegli altri film horror estivi che come spunto narrativo usano la minaccia tecnologica. La Barbato ci aggiunge anche un po' di vero soprannaturale, qualche personaggio di contorno (come la direttrice della rivista di gossip) ed una vecchia conoscenza del nostro, ma la storia non ha un vero e proprio mordente, come non ha dalla sua un'eccessiva originalità e colpi a sorpresa.

La verità sommersa di Marzano mi ricorda quel filmino sugli abitanti di un villaggio del Maine (?) che muoiono per via dei fantasmi di una nave affondata... ma si che l'avete visto... ah si, si, The Fog. Poco altro da aggiungere. Se avete visto il film aggiungeteci un po' di giallo in più ed avrete ottenuto questa storia.

Vite gemelle è lo Sliding Doors di Gualdoni. Che dire. Caruccia, ma non è che si sia sprecato troppo. Le copie, l'amore, la morte.

Discorso a parte meritano i disegni di Montanari & Grassani che sono la ragione per cui si compra il Maxi! Precisi. Puliti. Nitidi. Omogenei. Oh, a me sti due piacciono, che ci volete fare. L'unico appunto è che in tre storie Dylan finisce a letto con tre donne diverse e non mostra un minimo di fantasia. Ah, che anche l'Old Boy stia invecchiando veramente?

Copertina di Stano nella norma. Essenziale. Con richiami a storie passate.

Tutto sommato una buona lettura, poco impegnativa, ma, a tratti, anche poco coinvolgente. E' anche per questo che ci ho messo un po' a finirlo ed a scriverne.

lunedì 20 febbraio 2012

Maxi Dylan Dog 16

Maxi Dylan Dog 16, semestrale
Copertina: Angelo Stano

Gli spietati
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri

Dylan, in una notte di pioggia, sta ritornando a Londra dopo aver chiuso un caso. La stanchezza si fa sentire ed un colpo di sonno lo sorprende alla guida. Un colpo di clacson gli permette di evitare giusto in tempo il frontale con un'altra vettura. Una sosta di riposo in una piazzola SOS è d'obbligo. Quando si risveglia, una giovane donna lo sorprende chiedendogli aiuto per fuggire da un gigantesco Hammer che la insegue per ucciderla. I due troveranno rifugio in un casa di vacanza disabitata, ma la loro tranquillità durerà ben poco.

L’avversario
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giovanni Freghieri

L'Indagatore dell'Incubo non è più il solo ad esercitare la professione, già da qualche volta trova sul luogo d'indagine un arrogante Lord che si dimostra molto abile a persuadere i fantasmi a passare oltre. Ha così inizio una faticosa collaborazione tra i due per dar pace alle anime perse, ma qualcosa non torna al nostro. Il suo quinto senso e mezzo è sicuro che ci sia qualcosa di anomalo nel suo nuovo antagonista.

Dritto al cuore
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Freghieri

Quando in un negozio di giocattoli di Londra appaiono in vendita delle bamboline voodoo la curiosità prende il sopravvento negli ingenui. Alcuni clienti ne sperimentano l'utilizzo secondo le istruzioni ed i destinatari della maledizione iniziano a morire. Dylan viene coinvolto nella vicenda da una sua cliente che vuole essere sicura di non essere vittima di qualche vendetta di magia nera per aver fatto abbondante uso di queste bamboline. L'Old Boy si rivolgerà ad un suo vecchio amico, esperto in magia nera.

Questo Maxi è celebrativo dell'opera artistica di Giovanni Freghieri. Dopo a Corrado Roi tocca a lui realizzare il primo dei due Maxi di quest'anno (l'altro sarà sempre di Montanari e Grassani) ed è sempre un piacere vederlo all'opera. Disegni carnosi, qualità costante, atmosfere intense, giochi di luci ed ombre come nel suo più classico repertorio di alto livello.
Le trame ideate da Marzano e Mignacco sono alquanto scontate per chi ha esperienza col personaggio ed entrambe, non so quanto casualmente, parlano di fantasmi. Curioso è vedere Dylan guidare una moto, ne Gli spietati, e solo questo vale l'acquisto dell'albo.
La storia di Di Gregorio chiama in causa un personaggio disperso negli anni, amico?, di Dylan. Bello vedere che ogni tanto qualche autore va a riprendere figure poco utilizzate per irrorare di nuova linfa la testata.

Per tutti è in comune un copertina poco ispirata di Angelo Stano. Statica e non all'altezza delle sue ultime prestazioni non convince.

Tutto sommato non un albo imperdibile, ma comunque piacevole lettura e piacevole visione per gli occhi.

lunedì 4 luglio 2011

Maxi Dylan Dog 15

Maxi Dylan Dog 15, annuale
Copertina: Angelo Stano

L’avamposto perduto
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Montanari & Grassani

E' un caso che Dylan al ritorno da un'indagine fuori Londra si perda sempre e si cacci nei guai? Probabilmente no, ma questa volta il suo smarrimento lo porta in un posto proprio inconsueto: un campo d'atterraggio dell’aviazione militare inglese. Qui una compagnia della Royal Air Force è rimasta prigioniera, nessuno ha la possibilità di allontanarsi e sperare di ritornare. Anche quelli che sono rimasti nelle loro baracche cominciano a sparire rapiti da una misteriosa luce aliena.

La nave nera
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Montanari & Grassani

Il Tamigi è teatro di macabri omicidi. Una chiatta nera lo risale e miete vittime tra coloro che incontra sulla sua rotta. Nel contempo la scomparsa di una ragazza, appartenente ad un setta di adoratori del fiume porta Dylan ad indagare. Si troverà invischiato nelle limacciose acque del fiume e della bramosia umana.

Il vigilante
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Montanari & Grassani

Finalmente la criminalità a Londra è tornata sotto il livello di guardia. L'unico a commettere omicidi è, colui che è stato soprannominato dai giornali, Prekiller. Questo giustiziere misterioso assassina chiunque solamente pensi di realizzare un crimini. Alcuni poliziotti lo inneggiano, i più savi cercano di scoprire chi si nasconde dietro la sua maschera per arrestarlo. Per fare un favore al suo amico Bloch anche l’Indagatore dell’Incubo si mette sulle sue tracce. Le indagini lo condurranno su un terreno pericoloso e sorprendente.

Tutte sceneggiature di buon livello, con colpi di scena, uno o due per storia, che tengono legato il lettore alle pagine senza sforzo. Tornano le storie di fantasmi dopo tanto tempo, un'originale reincarnazione di una divinità e una storia ispirata a "Minority report", senza rapporto di minoranza e con un precog serial killer.
Ai disegni una coppia collaudata di disegnatori che, in questi anni in cui è stata loro affidata la realizzazione grafica del Maxi, ha creato una continuity nelle location vicine alla residenza del nostro tali da rendere l'ambiente ancora più familiare. Si affiancano alle loro classiche inquadrature tagli sperimentali che ben si incastrano nel ritmo narrativo del quale si fanno tedofori.
Lo stile di Stano nelle copertine degli ultimi mesi è sempre gradevole. Particolarmente riuscita quella di quest'albo. Peccato non riuscire a trovare in vendita sue tavole originali.

Una buona lettura da assaporare con calma, gustandola.

lunedì 6 giugno 2011

Dylan Dog - Il sortilegio

Dylan Dog n. 297, mensile
Il sortilegio

Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Angelo Stano

Una nuova fidanzata, amorevole e disponibile, è al fianco dell'Old Boy. Questo dovrebbe renderlo felice, rilassato e tranquillo, invece. Invece una serie di improvvisi malanni inspiegabili e variegati lo colpiscono. Dolori alle mani, al petto, alle gambe, afonia (grazie Dario) in momenti distinti singoli acciacchi distinti. Gli amici preoccupati ed i dottori che anziché cercare di individuare una causa fisica ai disturbi li associano a stress e depressione. Ma la verità è ben altra: qualcuno si diverte a conficcare spilloni in una bambolina di cera che riproduce le fattezze dell'Indagatore dell'Incubo. Riuscirà il nostro a fermare la mano misterioso prima che ponga termine alla sua vita?

Un storia condita di tali malanni e malesseri che sembra essere scritta dallo stesso Sclavi dei bei tempi. Invece è opera di Giancarlo Marzano, in formissima. Dopo l'originale "Tra moglie e marito" di due mesi fa mette sul piatto una storia con un forma ed un percorso ben distinto ed originale. Riprendendo la classica vicenda della vendetta per mezzo del Vudù riesce a far patire al nostro sofferenze indicibili che riescono a fiaccarlo ed anche a metterlo di fronte ad una parte della società che troppo spesso viene poco considerata: gli anziani. Facendo la fila dal medico, ricoverato in ospedale, Dylan si mette a confronto con questo mondo lento ed isolato che vive parallelo al nostro, frenetico, ed al quale facciamo poco caso. Lo sceneggiatore, del 1969, riesce a far riflettere il lettore su quella che è una condizione per molti sconosciuta. Interessante, inoltre, la, possibile, filosofia sulla vita da anziano che propone.
Del disegnatore non si può dire alcunché. E' Corrado Roi e questo dovrebbe bastare a chiunque. Alto standard qualitativo ed emotivo proposto in ogni tavola ed inquadratura. Ogni disegno curato nel dettaglio di ogni ombra, niente lasciato al caso.
Copertinista di rito l'amorevole Angelo Stano che cita in prima pagina una sequenza dell'albo, con i colori ad acquarello che contraddistinguono le sue tavole degli ultimi mesi.

Uno dei migliori albi della stagione, da leggere sia tutto d'un fiato che a piccoli respiri. Vale la pena non perderselo anche se non si è lettori della serie.

giovedì 31 marzo 2011

Dylan Dog - Tra moglie e marito…

Dylan Dog n. 295, mensile
Tra moglie e marito…

Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Franco Saudelli
Copertina: Angelo Stano

Un uomo timido, noioso, ordinario sposa un'avvenente ragazza straniera appena conosciuta. Dopo qualche settimana di convivenza, a seguito di misteriosi avvenimenti ed incidenti, sorge in lui il sospetto di aver sposato una strega. L'arrivo degli strani genitori dal suo Paese d'origine non fa che ingarbugliare di più la situazione. Un po' per simpatia verso il pover'uomo, un po' per curiosità e molto per il fascino emanato dalla consorte, Dylan accetta di provare a smentire i sospetti di Brett Balsey, l'uomo comune.

Marzano alterna toni da commedia a pure e semplici immersioni nell'horror con abile giocosità. La storia si rivela piacevole e lascia il dubbio fino alla fine su come sia composta la strana famiglia al centro della vicenda.
Saudelli disegna con tratto chiaro, forse in alcune tavole un po' incostante, atmosfere classiche alla Dylan Dog. Esalta la bellezza della protagonista e caratterizza con sicurezza i coprotagonisti.
Stano ha preso una piega che mi piace molto. Ha cambiato set di colori con i quali dipinge le copertine degli ultimi numeri e ciò mi piace molto. Toni di rosa azzurro di legano con il nero e le figure di zombie in modo armonico.

Il numero è divertente, si fa leggere e distrae dalla vita quotidiana quanto basta. In generale, forse, a Dylan Dog manca, volutamente, un balzo evolutivo che lo renderebbe più personaggio dei comics dei nostri giorni. Ma a noi va anche bene così.

giovedì 17 febbraio 2011

Maxi Dylan Dog n. 14

Maxi Dylan Dog n. 14, semestrale
Copertina: Angelo Stano

La capanna nel bosco
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Corrado Roi

Uno sperduto bivio nella campagna inglese. Il maggiolone di Dylan viene tamponato da un furgoncino con a bordo quattro ragazzi in vacanza. Affranti per il danno arrecato si offrono di rimorchiare la macchina dell'Indagatore dell'Incubo al più vicino paese in cerca di un'officina. Come potrebbero capitare in un paese normale? Sul retro del benzinaio officina c'è una baracca prigione per una giovane ragazza. Uno dei ragazzi le permette di fuggire, gli abitanti del villaggio se ne accorgono e Dylan ed i suoi compagni di disavventura son costretti a rifugiarsi nel bosco per cercare di salvare la pelle.

Paranoia
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Corrado Roi

E' ferragosto anche nella città di Londra. Groucho è partito per qualche giorno di ferie. A rimanere solo in casa è Dylan. Forse il caldo, forse il sonno, qualcosa, però, lo turba. Strane visioni, città deserta, un'oscura presenza lo turbano. Sarà la sola altra anima viva, una ragazza, in città a salvarlo, od a precipitarlo in un nuovo incubo?

Gita fuori porta
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Corrado Roi

L'Old Boy ed il suo assistente Groucho son talmente persi nella campagna inglese che neanche il navigatore satellitare, vinto con i punti del supermercato, riesce a rimetterli sulla retta via. Anzi, qualcosa di anomalo sta succedendo. Strani personaggi, fanciulle in pericolo, draghi e serial killer rendono lo smarrirsi ancora più pericolo.

Buttiamo sul mercato un Maxi ogni sei mesi. Con questo slogan la Bonelli ci sottopone questo balenottero con tre storie dylaniate.
La prima cosa in comune che hanno è la copertina che li racchiude. Evocativa, intrigante, spaventosa ed azzeccata. E' da un po' di tempo che Stano azzecca il mio gusto in fatto di copertine e questa più di tutte. I Dylan zombie che aggrediscono quello vivente ha qualcosa di tanto inquietante che fai fatica a staccarne gli occhi.
Seconda caratteristica comune: il disegnatore: Corrado Roi. Uno dei maestri del brivido disegnato si lancia in tre storie rilegate assieme, o manca per troppo tempo dalla serie regolare o si sfoga su quelle parallele. Tranne la prima parte di "Paranoia" le storie non permettono al suo lato oscuro di invadere completamente le tavole. Le storie richiedono luce (tra campagne e boschi) e lui non si tira indietro. Il suo tratto caratteristico ci accompagna piacevolmente per tutta la lettura, dimostrando che se uno è un grande lo resta anche quando nel leggi tre storie di fila senza assuefarti.
Gli autori sono tre, invece, uno per ogni storia. Giancarlo Marzano con la prima storia non stupisce. Un senso di profondo "ma io sta storia l'ho già vista" pervade tutta la narrazione. Piacevole, ma non originale. Pasquale Ruju sfoga, nella seconda, le paure recondite di ognuno di noi con abile maestria mettendoci scarafaggi in primo piano e sconvolgendo la mente di Dylan come non mai. Luigi Mignacco affronta il mondo della fiaba per creare mostri e difficoltà all'Old Boy in modo abbastanza originale. La sensazione che abbia preso lo spunto generale della storia da "Cornelio" di Lucarelli, però, è forte.
Siamo ad un buon livello. Il lettore smaliziato troverà le storie piacevole (anche se con qualche deja vu) mentre il novizio ne sarà preso. Tutto sommato un buon albo che vale i suoi soldi. Un Roi in forma è sempre un piacere, a poter avere delle sue illustrazioni originale a far da quadro in casa ci metterei la firma.

Un albo di buon livello. Da leggere.