Plum Island. Isola al largo del Delaware. La famiglia del patriarca Patrick O'Flynn decide di ripulire l'isola da tutti i morti che ritornano in vita a seguito dell'epidemia degli ultimi mesi. Di contro, il capofamiglia dalle idee opposte, Seamus Muldoon vuole trovare una soluzione per poter convivere con amici e parenti zombie. Sul continente, intanto, un gruppo ex militari, formato da Sarge "Nicotina" Crocket, Chuck, Cisco e Tomboy, è alla ricerca di un posto sicuro dove stare. Il suggerimento giunge da un ragazzo tratto in salvo da un gruppo di crudeli cacciatori di zombie. Il giovane mostra ai militari un messaggio lanciato in internet nel quale Patrick O'Flynn promette pace e tranquillità sulla sua isola. Omissione del messaggio è che lui da quell'isola è stato cacciato e sta cercando un modo per ritornarci per vendicarsi.
La decisione è presa: si va a Plum Island. Ma qui non è tutto rose e fiori, anzi oltre che dai morti bisogna stare attente anche ai vivi: la famiglia Muldoon ci tiene a che nessuno interferisca.
George Romero, anche se non più verde nell'età, rinnova con costanza il mito da lui creato degli zombie. Classici, lenti, pericolosi ed affamati zombie. Uccisi, maltrattati, schiavizzati, ma sempre affamanti e pronti alla caccia. Dopo l'esperimento, peraltro riuscito, girato in prima persona in Diary of the Dead, si torna ad un classico film western dove la fa da padrona la faida tra le due famiglie che si dividono l'isola di Plum. A loro si uniscono gli "stranieri" che sposteranno, nel bene o nel male, l'ago della battaglia da una parte o dall'altra. Un film in cui l'umanità scopre di avere una possibilità di sopravvivenza alle creature romeriane in un finale meno apocalittico del solito per il sesto film della saga zombie. Il consumatore medio americano, come sempre reso sullo schermo dai non morti, forse, trova un modo per non seguire solo gli istinti indotti dalla massa, ma riesce a formulare un'alternativa importante all'abitudine. Un barlume di ragionamento che rappresenta una fioca luce di speranza per un mondo condannato.
Girato in Canada, per i soliti motivi economici, il film è una produzione indipendente. Costato poco, destinato ad un grande pubblico, è una bella sorpresa in un panorama horror sempre più scontato. L'abilità registica di Romero, che si scrive e sceneggia da solo, non è costretta negli schemi e nelle censure delle major e può mettere sul piatto allo spettatore scene splatter, mai fini a se stesse, come forse mai aveva potuto fare (da vedere con attenzione le due scene verso il finale). Recitato con convinzione da tutti i protagonisti di questo film corale scorre con piacere in tutti i suoi 90 minuti, dosando la tensione per tutta le pellicola.
Se non avete seguito le opere del maestro americano dell'horror, nato a New York nel 1940, ecco la cronologia dei suoi film dedicati agli zombie:
La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead) (1968)
Zombi (Dawn of the Dead) (1978)
Il giorno degli zombi (Day of the Dead) (1985)
La terra dei morti viventi (Land of the Dead) (2005)
Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi (Diary of the Dead) (2007)
Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti (Survival of the Dead) (2009).
Cult. Da vedere.
Titolo originale Survival of the Dead
Paese USA, Canada
Anno 2009
Durata 90 min
Genere horror
Soggetto, Sceneggiatura, Regia George A. Romero
Produttore Paula Devonshire
Produttore esecutivo D.J. Carson, Michael Doherty, Dan Fireman, Peter Grunwald, Ara Katz, George A. Romero, Art Spiegel, Patrice Theroux
Casa di produzione Artfire Pictures
Distribuzione (Italia) Terminal Video
Effetti speciali Mark Ahee, Aaron Dinsmore, Philippe Maurais
Musiche Robert Carli
Scenografia Arvinder Grewal, Joshu de Cartier
Interpreti e personaggi
Alan Van Sprang: Sarge "Nicotina" Crocket
Kenneth Welsh: Patrick O'Flynn
Kathleen Munroe: Janet /Jane O'Flynn
Devon Bostick: Ragazzo
Richard Fitzpatrick: Seamus Muldoon
Athena Karkanis: Tomboy
Stefano DiMatteo: Francisco
Joris Jarsky: Chuck
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mercoledì 6 aprile 2011
martedì 10 agosto 2010
Le Cronache dei morti viventi
Il compito di 8 ragazzi ed un professore per la fine dell'anno è quello di realizzare un cortometraggio. Jason, il regista, opta per il genere horror e di notte in un bosco sta filmando la scena clue: una ragazza in abito ottocentesco è inseguita da una mummia.Lo stop del ciak è il momento in cui Eliot, il ragazzo che si occupa della registrazione del suono, richiama l'attenzione dei suoi amici per una notizia trasmessa dai notiziari: i morti risorgono dalle tombe ed aggrediscono i vivi.
Inizia un'avventura on the road attraverso la Pennsylvania per raggiungere la casa dei genitore di Debra , ragazza di Jason, in ansia per loro. Gli intoppi sulla strada non mancheranno: auto di traverso, frotte di zombie che tentano di aggredirli, ospedali svuotati da esseri umani caduti nelle mani dei risorti.
Constata la situazione disperata a casa di Debra l'unico posto sicuro sembra essere la casa di un amico che si era separato da loro sin da subito: un maniero isolato e ben difeso.
Arrivati sul posto i ragazzi non possono che constatare come nessun luogo della Terra si possa reputare al sicuro dalla minaccia.
George Romero, libero dai paletti e dalle censure delle grandi case di distribuzione, realizza un nuovo inizio per la sua saga dei morti viventi dal 1968. Questa sua opera non si può ne definire un prequel né un sequel o null'altro, ma solo un nuovo inizio contestualizzato nei nostri giorni. Non molti soldi, un mese di lavoro in Canada, un cast di esordienti, fidati collaboratori alle spalle gli permettono di realizzare un film convincente e fresco. L'introduzione della tecnica in soggettiva delle riprese può, forse, risultare, a volte, fastidiosa, ma è posta in atto con metodologie originali. La telecamera che documenta gli avvenimenti è in primis quella del regista/studente Jason alla quale si aggiungono quella trovata da Debra nell'ospedale, quella amatoriale di Tracy. Il tutto arricchito con finti/veri filmati recuperati dall'Internet mondiale. Tutte queste fonti vengono montate, commentate e sonorizzate da Debra prima dell'inizio del film. Un tocco di classe del re degli Zombie è quello di farci iniziare la visione della sua creatura in un momento imprecisato dopo la fine della stessa. In breve vediamo quello che è successo ai ragazzi nelle 24 ore in cui sono stati in giro per le strade americane, ed affrontato i pericoli, non in tempo reale, ma soltanto dopo che Debra ha raccolto e montato il tutto per proporcelo. Il tutto avviene in un luogo del quale si capirà la natura solo che si sarà vista tutta la pellicola.
Ci consola che il finale è meno pessimistico di quello di altri film dell'autore, il quale, per abitudine, non è amante di finali tranquilli. Secondo una sua stessa dichiarazione "I film partono da un presupposto, ribaltano la concezione della realtà sconquassandola e scuotendola. Che senso ha alla fine riportare il tutto al punto di partenza?". Cosa chiedere di più ad un regista che ha creato un genere e che decide di reinventarlo?
Da vedere sebbene se non si sia amanti dell'horror per apprezzare l'opera di un grande maestro, da recuperare anche l'originale "La notte dei morti viventi" del 1968.
Titolo originale Diary of the Dead
Anno 2007
Durata 95 min
Regia George A. Romero
Soggetto George A. Romero
Sceneggiatura George A. Romero
Interpreti e personaggi
Michelle Morgan: Debra
Joshua Close: Jason
Shawn Roberts: Tony
Amy Ciupak Lalonde: Tracy
Joe Dinicol: Eliot
Scott Wentworth: Maxwell
Philip Riccio: Ridley
Chris Violette: Gordo
Tatiana Maslany: Paduma
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