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giovedì 30 agosto 2012

Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

Otto anni. Tanti è passato da quando Batman si è assunto la responsabilità della morte di Harvey Dent ed è scomparso. Gotham si è ripresa e la criminalità è ai minimi storici. Grazie al Decreto Dent, mille prigionieri sono rinchiusi nella prigione cittadina di Blakcgate, senza possibilità di uscire.
La vita mondana, nel frattempo, ha perso il suo protagonista più celebre: Bruce Wayne. Ora l'eccentrico miliardario se ne sta rintanato in casa e non vede nessuno se non il suo fedele maggiordomo Alfred.
Il mondo fuori, però, continua a vivere. Il mercenario Bane ha rapito il Dr. Leonid Pavel, le imprese Wayne hanno finanziato degli studi sulle energie alternative indipendenti dai combustibili fossili ed una nuova ladra molto abile è presente in città.
Nelle ombre una congiura contro Wayne viene tramata.
Il pipistrello è pronto a tornare per fermare la nuova minaccia che sta per piombare su Gotham, ma non sarà facile. Sarà doloroso. Sarà epico.

Quattro anni. Tanti ne sono passati dall'ultimo Batman di Nolan, che era stato considerato da molti il miglior film di sempre.
Oggi il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939 torna sul grande schermo in un'avventura che conclude quella che verrà ricordata come la trilogia di Nola sul personaggio.
Musiche intense e di atmosfera perfettamente calzanti, come i momenti di silenzio presenti: anche loro sono parte della colonna sonora.
Una regia misurata, decisa, mai frenetica. La macchina da presa ed i suoi movimenti sono gestiti con tale cura da non creare mai caos sullo schermo, neanche nelle grandi scene di massa.
La computer grafica si integra alla perfezione nelle scene reali.
I mezzi a disposizione dei personaggi sono curiosi, adatti e stupefacenti. I loro costumi sono strani. Ci si mette un po' ad adattarsi alle tenute dei protagonisti. Quella che lascia un po' più sospesi è quella di Batman. Il collo stretto, il mantello morbido ed aderente. Strano, ma alla fine gradevole.
La trama è un capolavoro di certosina precisione. I collegamenti, i passaggi, i flashback, i riempitivi tutto collima ed è necessario per lo svolgimento della trama. Come complessità è, necessariamente, un gradino sotto all'ultima opera dei fratelli Nolan, Inception. Il tutto porta la spettatore ad essere concentrato su ogni momento del film. Un film nel quale la tensione parte, già dalle prime battute, da un livello alto e prosegue con picchi sempre più alti.
I personaggi trovano, nei 165 minuti della pellicola, ciascuno la sua dimensione. Ognuno ha il suo spazio, il suo tempo per mettere in mostra lati nuovi od approfondire quelli vecchi, per i vecchi personaggi, o per farsi conoscere ed amare, quelli nuovi.
Marion Cotillard è Miranda Tate. Una donna bellissima per un personaggio intrigante e stupefacente.
Tom Hardy è Bane. L'avversario del Cavaliere Oscuro, cattivo, cinico, spietato. Peccato che la maschera che indossi penalizzi molto l'interpretazione di Hardy. Come nella versione originale, anche qui, la caratterizzazione del personaggio è merito all'80% dalla voce. Quella italiana, perfetta, è di Filippo Timi. E' curioso notare la contrapposizione anche estetica tra Batman e Bane. Il villain è un personaggio mascherato con il volto scoperto ad eccezione della bocca, l'eroe, decostruito in questo episodio, è completamente mascherato ad eccezione della bocca.
Anne Hathaway è Selina Kyle. Proprio Selina, non tanto Catwoman. Anche se indossa il costume il personaggio sottolineato da Nolan è quello della ladra Selina Kyle. Oltreoceano non tanti ne sono rimasti colpiti. A me, invece, questa nuova gatta non è dispiaciuta per niente. Sensuale e felina ha dato spessore al suo personaggio.
Michael Caine è Alfred Pennyworth. Se nei film passati aveva funzione di alleggerire la situazione, in questo terzo capitolo ci mette del carico. Il suo affetto per Bruce travalica ogni confine. Viene munito di un paio di piccoli monologhi seri ed intensi che colpiscono dritti allo stomaco. A Firenze beve Fernet Branca.
Gary Oldman è James Gordon. Il commissario è l'unico a non sopravvalutare la tranquilla pace che regna su Gotham. Sa benissimo che prima della tempesta vi è una strana quiete e lui non vi si adagia. Lotta e si guadagna spazio prevalentemente nella seconda parte del film.
Joseph Gordon-Levitt è John Blake. Un agente di polizia intraprendente che ha come miti Batman ed il commissario Gordon. Un motorino perpetuo filo conduttore nella storia.
Morgan Freeman è Lucius Fox. Rispetto ai due film precedenti è il personaggio più sacrificato. Da una parte il fatto che abbia meno battute del solito è un bene. Purtroppo il doppiatore che ha sostituito Renato Mori, sua voce italiano ufficiale assente per motivi di salute, non ha nelle sue corde quel fondo ruvido e caldo a cui siamo abituati. Ugo Maria Morosi, che ha fatto conoscere a me l'attore in A spasso con Daisy, è l'anello debole del cast di doppiaggio.
Andando a scorre il cast vediamo quanti nomi di rilievo del cinema americano hanno partecipato alla realizzazione di quest'opera. Ci sono Matthew Modine, Nestor Carbonell, Cillian Murphy, Juno Temple, senza contare la presenza (ben più che un cameo) di Liam Neeson. Nota negativa nella scelta del cast: il Presidente degli Stati Uniti bianco.
Infine Christian Bale è sia Bruce Wayne che Batman. Con pizzetto, senza pizzetto, ferito, in forma, in auge, allo sfascio. Il suo Batman ritorno in azione non tanto perchè la città abbia  bisogno di lui, come alla sua nascita e come bene gli fa capire il suo amico e maggiordomo Alfred, ma per dimostrare a se stesso di poter essere ancora l'eroe mascherato paladino della giustizia. Infatti, per lunghi tratti, le imprese del Cavaliere Oscuro sono costellate dal fallimento. Fallimento che permette al regista di decostruire il personaggio e farlo rinascere a nuova vita. Per la sua ultima performance nei panni dell'Uomo Pipistrello Bale mette tutto se stesso. Il doppiaggio di Santamaria, alla sua seconda prova sul personaggio, è efficace e calzante. Nota estetica: peccato il neo sotto il sopracciglio destro, che in alcune scene la fa da padrone.

Che dire alla fine. Batman è trino. Batman è epico. Batman è dark. Batman è la speranza. Batman è un mito. Non importa chi ci sia sotto quel mantello, importa l'icona e quello che fa per mettere le cose a posto.
Questo film ti tiene sul filo della tensione per tutta la sua durata. Peccato che si esaurisca in 165 minuti, anche venti in più (con Batman sullo schermo) non mi sarebbero dispiaciuti. Centosessantacinque minuti che riassunti in una sola parola possono definirsi densi.
Sia come sia Christopher Nolan e Jonathan Nolan hanno realizzato un pezzo di storia del cinema e dei fumetti che difficilmente vedrà eguali. I film della DC si distanziano enormemente da quelli della Marvel, come i personaggi dei loro fumetti. Se The Avengers era un capolavoro d'azione, divertimento e metteva sullo schermo le icone più famose per la mia generazione, tutte in un botto solo, la saga di Batman analizza un personaggio tormentato ed immenso.
Di film a livello di questo ce ne sono pochi, sia come struttura che come storia. Un plauso a tutti quelli che l'hanno messo in piedi. Da oggi, come è successo con il Batman di Tim Burton, questi film cammineranno da soli..
Il mio Bruce Wayne/Batman preferito resterà sempre Micheal Keaton, ma questi film, ah questi film.

Titolo originale The Dark Knight Rises 

Lingua originale inglese 
Paese USA 
Anno 2012 
Durata 165 min 
Formato 1,44:1 (sequenze IMAX) 
Genere cinecomics

Regia Christopher Nolan 

Basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger 
Soggetto Christopher Nolan, David S. Goyer
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven 
Produttore esecutivo Kevin De La Noy, Benjamin Melniker, Thomas Tull, Michael E. Uslan 
Casa di produzione DC Entertainment e Legendary Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Wally Pfister 
Montaggio Lee Smith 
Musiche Hans Zimmer 
Scenografia Nathan Crowley, Kevin Kavanaugh 
Costumi Lindy Hemming 

Interpreti e personaggi 
Christian Bale: Bruce Wayne/Batman 
Anne Hathaway: Selina Kyle 
Tom Hardy: Bane 
Michael Caine: Alfred Pennyworth 
Marion Cotillard: Miranda Tate 
Joseph Gordon-Levitt: John Blake 
Gary Oldman: James Gordon 
Morgan Freeman: Lucius Fox 
Nestor Carbonell: Sindaco Anthony Garcia 
Josh Pence: Ra's al Ghul (giovane) 
Liam Neeson: Ra's al Ghul (adulto) 
Cillian Murphy: Jonathan Crane/Spaventapasseri 
Matthew Modine: Vice Commissario Peter Foley 
Alon Aboutboul: Dr. Leonid Pavel 
Juno Temple: Jen 
Ben Mendelsohn: John Daggett 
Daniel Sunjata: Capitano Jones 
Burn Gorman: Stryver 
Josh Stewart: Barsad 
Tomas Arana: avvocato 
Tom Conti: detenuto 
William Devane: Presidente degli Stati Uniti 
 
Doppiatori italiani 
Claudio Santamaria: Bruce Wayne/Batman 
Domitilla D'Amico: Selina Kyle 
Filippo Timi: Bane 
Dario Penne: Alfred Pennyworth 
Claudia Catani: Miranda Tate 
Andrea Mete: John Blake 
Angelo Maggi: James Gordon 
Ugo Maria Morosi: Lucius Fox 
Roberto Gammino: Sindaco Anthony Garcia 
Alessandro Rossi: Ra's al Ghul (adulto) 
Simone D'Andrea: Jonathan Crane/Spaventapasseri 
Antonio Sanna: Vice commissario Peter Foley 
Radislav Gillonsky: Dr. Leonid Pavel 
Rossa Caputo: Jen 
Franco Mannella: John Daggett 
Simone Mori: Capitano Jones 
Massimiliano Manfredi: Stryver 
Rodolfo Bianchi: avvocato 
Carlo Cosolo: detenuto 
Omero Antonutti: detenuto cieco 
Michele Gammino: Presidente degli Stati Uniti 

lunedì 18 giugno 2012

Midnight in Paris

Inez, di ricca famiglia, ed il suo fidanzato Gil, scrittore di copioni televisivi che sta tentando di scrivere un suo romanzo, sono in vacanza a Parigi in visita ai genitori di lei, appena trasferitisi per lavoro.  La vacanza diventa anche mezzo per Gil per distrarsi e per trovare l'ispirazione per completare il suo romanzo, anche se ogni giorno deve lottare contro il discredito e gli scoraggiamenti riversatigli addosso dalla sua fidanzata e da tutti quelli che incontra.
Ma una notte, a mezzanotte, sperso per le strade di Parigi, sale su un taxi d'epoca e si ritrova catapultato nella capitale parigina degli anni '20 del secolo scorso. Nella notte parigina incontrerà i celebri personaggi che ha sempre ammirato come Francis Scott Fitzgerald in compagnia di Zelda, Gertrude Stein, Salvador Dalí, Pablo Picasso, Henri Matisse, Thomas Stearns Eliot, Luis Buñuel, il torero Juan Belmonte, Man Ray, Cole Porter, ma su tutti  Ernest Hemingway con il quale stringerà una strana amicizia e dal quale riceverà preziosi consigli. Rimarrà, inoltre, incantato e folgorato da Adriana, l'amante di Picasso.

Musiche parigini riecheggianti, in un classico stile Alleniano. Immagini cariche di colore e di atmosfera. Fotografia di alto livello ed una regia fluida ed ammiccante. Scenografie ricche e dettagliate, così come i costumi. 
Attori bravi, in forma, odiosi allo stesso tempo. Protagonista dell'onirico viaggio  di Woody è un Owen Wilson in buona forma, dopo anni di limbo, che riesca a fare buona figura nonostante la parte di uno scrittore dall'aria un po' troppo smarrita e dal doppiatore eccessivamente mellifluo. Al suo fianco c'è un'altrettanto doppiata male Rachel McAdams, un odiosamente perfettino Michael Sheen, un ammirevole Tom "Loki" Hiddleston è Francis Scott Fitzgerald, granitico l'Hemingway di Carey Stoll, piacevole ed intrigante il Dalì dipinto da Adrien Brody. Il cast femminile si distingue per la presenza di Marion Cotillard, Adriana, e per il cameo di Kathy Bates nei panni di Gertrude Stein. Palesemente mal doppiato, tanto da rendere ancora più antipatica la ex premier dame,  il ruolo di guida turistica, alla fin fine gentile, affidato a Carla Burni.
Nel film si dice che Parigi sia molto più bella con la pioggia. Da turista è meglio il sole, od una pioggerella leggera, fidatevi.

Un film sui tempi migliori e sui sogni, velato di ironia, lento, ma piacevole. La parte ambientata negli anni '20 è veramente bene scritta e coinvolgente, mentre quella ai giorni nostri è fin troppo cinica e disfattista. Certo i coprotagonisti dei tempi contemporanei, a parte i genitori di Inez, vengono sacrificati e spariscono dopo poco, ma alla fine non se ne sente la mancanza.
Le belle atmosfere e la delicata narrazione ne fanno un film, un po' gigione, degno di essere visto. Tutto sempre che riusciate a superare l'ostacolo del mellifluo doppiaggio del protagonista.

Titolo originale Midnight in Paris 
Lingua originale inglese 
Paese Spagna, USA 
Anno 2011 
Durata 100 min 
Genere commedia
Regia e Sceneggiatura Woody Allen 
Produttore Letty Aronson, Stephen Tenenbaum, Jaume Roures, Helen Robin (co-produttore), Raphaël Benoliel (co-produttore), Eva Garrido (produttore associato) 
Produttore esecutivo Javier Méndez, Jack Rollins 
Casa di produzione Mediapro, Versátil Cinema, Gravier Productions, Pontchartrain Productions 
Distribuzione (Italia) Medusa Film 
Fotografia Darius Khondji 
Montaggio Alisa Lepselter 
Scenografia Anne Seibel 
Costumi Sonia Grande 
Trucco Lydia Pujols, Patricia Planche 

Interpreti e personaggi 
Owen Wilson: Gil 
Rachel McAdams: Inez 
Kurt Fuller: John 
Mimi Kennedy: Helen 
Michael Sheen: Paul 
Nina Arianda: Carol 
Carla Bruni: guida del museo 
Marion Cotillard: Adriana 
Léa Seydoux: Gabrielle 
Kathy Bates: Gertrude Stein 
Adrien Brody: Salvador Dalí 
Tom Hiddleston: Francis Scott Fitzgerald 
Alison Pill: Zelda Fitzgerald 
Yves Heck: Cole Porter 
Corey Stoll: Ernest Hemingway 
Daniel Lundh: Juan Belmonte 
Marcial Di Fonzo Bo: Pablo Picasso 
Adrien de Van: Luis Buñuel 
Sonia Rolland: Joséphine Baker 
Emmanuelle Uzan: Djuna Barnes 
Tom Cordier: Man Ray 
David Lowe: T.S. Eliot 
Yves-Antoine Spoto: Henri Matisse 
Vincent Menjou Cortes: Henri de Toulouse-Lautrec 
Olivier Rabourdin: Paul Gauguin 
François Rostain: Edgar Degas 
Serge Bagdassarian: detective Duluc 
Gad Elmaleh: detective Tisserant 
 
Doppiatori italiani 
Massimiliano Manfredi: Gil 
Chiara Colizzi: Inez 
Carlo Valli: John 
Melina Martello: Helen 
Loris Loddi: Paul 
Franca D'Amato: Carol 
Elsa Mollien: Adriana 
Diane Fleri: Gabrielle 
Ludovica Modugno: Gertrude Stein 
Neri Marcorè: Salvador Dalí 
Riccardo Rossi: Francis Scott Fitzgerald 
Alessia Amendola: Zelda Fitzgerald 
Adriano Giannini: Ernest Hemingway 
Franco Mannella: Man Ray 
Jacques Peyrac: detective Duluc 

Premi

2012 - Premio Oscar 
Migliore sceneggiatura originale a Woody Allen 

2012 - Golden Globe 
Migliore sceneggiatura a Woody Allen 

2012 - Broadcast Film Critics Association Award 
Migliore sceneggiatura a Woody Allen 

2011 - Southeastern Film Critics Association Award 
Migliore sceneggiatura a Woody Allen 

2012 - Writers Guild of America Award 
Migliore sceneggiatura originale a Woody Allen