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sabato 2 gennaio 2016

Dylan Dog - La calligrafia del dolore

DYLAN DOG 352
LA CALLIGRAFIA DEL DOLORE

Soggetto Sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Luigi Piccatto, Giulia Massaglia, Renato Riccio, Matteo Santaniello
Copertina: Angelo Stano

Periodicità: mensile
Uscita: 29/12/2015

Cosa lega un'antico maniero inglese, un' officina ed altre proprietà immobiliari? Solo il fatto che i proprietari muoiano di morte violenta e che Dylan Dog vi indaghi? O c'è dell'altro?
Mooncaster Manor, la magione, era di proprietà di un'ex dell'Old Boy ed ora lei, il suo nuovo marito e la sua giovane figlia sono morti in una tragedia familiare, ma non prima di suggerire al vecchio spasimante di indagare su eventi misteriosi legati alla casa.

Ci sono ancora. Il periodo natalizio mi ha obbligato ad una lunga assenza dalla tastiera del computer e dal plico di fumetti e letture varie arretrate che attendono in libreria (complici anche altre due spedizioni al cinema a vedere Episodio VII, e tutti sappiamo di cosa sto parlando vero?). Però, eccoci ancora qui. Questa volta per parlare dell'ultimo Dylan Dog del 2015.
Piena autonomia a Cavaletto per il soggetto e la sceneggiatura. La sua idea gira intorno ad un oggetto potente nelle mani di una persona influente. Mi è piaciuto il suo modo di legare i vari passaggi della storia, attraverso personaggi ed eventi, anche se alla fine la trama verticale che stiamo aspettando da più di un anno non viene troppo sviluppata.
Ai disegni si alternano, con omogeneità inaspettata, quattro artisti del disegno. Seppure il tratti siano simili, ma non identici, la storia non risente dei cambi volanti tra i disegnatori. Curioso esperimento, ne vorrei meglio capire i motivi.

Nota a margine. Si chiude il 2015 di Recchioni come curatore dell'unica serie Bonelli che sto ancora seguendo. Cosa ci lascia? Tendenzialmente nulla. Un cellulare rotto e ricomprato ed un piccolo cliffhunger con la Regina d'Inghilterra con i tentacoli al posto delle gambe. Mi sembra un po' poco per uno che aveva pubblicizzato e fatto bandiera di voler realizzare ogni anno una diversa serie di Dylan Dog di dodici episodi. Bene, se Dylan Dog fosse una serie televisiva avrei smesso di seguirla alla quinta, sesta, puntata.

Speriamo che il registro cambi, va bene che la qualità è cresciuta dall'epoca Gualdoni, ma siamo ancora lontani dalle vette del buon pensionato Marcheselli.

Buon anno a tutti!

martedì 18 novembre 2014

Maxi Dylan Dog Old Boy 1

Maxi Dylan Dog Old Boy
Maxi Dylan Dog N° 22 
Periodicità: Quadrimestrale 
Maxi Dylan Dog n°22
Uscita: 30/10/2014 

Copertina: Gigi Cavenago 

Il futuro alle spalle
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Corrado Roi

Dylan Dog tra modernità e passato. Per qualche strano motivo l'Old Boy salta tra due presenti che lo riportano a vivere una vicenda di un lontano passato, ma con avversari moderni. Cosa starà succedendo nella sua mente?

L’armonia del silenzio
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Luigi Piccatto, Matteo Santaniello, Renato Riccio

Andare al parco con la propria nuova fidanzata, di solito, è romantico. Per l'Indagatore dell'Incubo risulta essere quasi un lavoro. Attratto da una donna misteriosa la segue tra gli alberi e, lei, con voce suadente, gli mormora che "L'orrore è qui".
Intanto a Londra si susseguono misteriose e sanguinose morti di persone importanti. Che sia tutto collegato? Anche Scotland Yard ha bisogno di Dylan Dog per indagare.

La festa dei mostri
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Riccardo Torti

La notte di Halloween. I mostri invadono le strade e sono pronti a veder esaudite le loro richieste: dolcetto o scherzetto, Peccato che non siano solo le persone in costume ad andare in giro, ma anche mostri veri. Abitanti di Golconda, lupi mannari, vampiri e chi più ne ha più ne metta sono pronti a divertirsi. Tra loro dei serial killer di maschere seminano sconcerto e paura nella popolazione londinese ed anitemetici nello stomaco dell'Ispettore Bloch, che indaga sul caso.

La rivoluzione di Recchioni giunge anche qui. Il nuovo supervisore della testata rivoluziona, sia per periodicità che per titolo, il Maxi. Da semplice balenottero che ospitava le storie di scarto non adatte alla collana regolare, diventa il posto dove recuperare le storie già scritte e disegnate e che non è più possibile utilizzare per quello scopo. Continueremo a trovare Bloch in servizio e le vicende avventurose e sentimentali di Dylan saranno slegate dalla collana principale. Non è un male, perchè, alla fine, troviamo tre storie di Mignacco: probabilmente le migliori da anni. Certo nella prima realizza un lavoro di riscrittura, con effetto speciale finale, del numero 1, nella seconda si rivede l'impronta Atzeca di qualche numero fa,  e nella festa dei mostri vengono tirati in ballo vecchi amici ed avversari dell'Indagatore dell'Incubo. Quello che c'è di buono è che funziona. Le storie si leggono con piacere e sono scorrevoli.
I disegni sono tutti di classici disegnatori della testata e non possono essere meno che adatti alle atmosfere.
Un primo esperimento che non può che definirsi riuscito.

martedì 15 luglio 2014

Brendon Speciale 12 - La vita segreta delle parole

Speciale Brendon N° 12 
La vita segreta delle parole
Periodicità: Annuale 
Uscita: 05/07/2014 

Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti 

Disegni: Luigi Piccatto, Renato Riccio, Andrea Broccardo e Matteo Santaniello 

Copertina: Luigi Piccatto 

Un crocevia nel deserto. Un temporale improvviso. Brendon trova rifugio tra le ospitali mura della locanda. Seduto al tavolo con altri cinque viandanti le presentazioni sono d'obbligo. La persona più strana sembra essere una ragazza, Night, che vende parole. La sua occupazione è quella di scrivere lettere e documenti per gli analfabeti e, magari, regalare al proprio cliente una parola segreta. Alla fine della serata, la donna decide, vista le buona compagnia, di regalare ad ognuno una parola segreta. Anche Brendon avrà la sua, ma da quel momento le cose non saranno più lese stesse. Ogni membro della tavolata si troverà di fronte ai suoi sogni ed i suoi incubi. Ad ognuno la morte si avvicinerà sempre più velocemente. Come fare per interrompere questa catena?

Ultimo Speciale di Brendon. Almeno collegato alla serie regolare che terminerà tra tre bimestri.
Ultimo Speciale di Brendon ed ennesima storia di storie, solita solfa?
Ultimo Speciale di Brendon che, nonostante, si compone delle storie dei sette sventurati coinvolti riesce a trovare una sua via ed una sua originalità. I vari protagonisti vengono presentati a poco a poco, poche pagine per ognuno, ma decisive, prima di arrivare al crocevia. Rimaniamo in contatto con loro anche dopo, durante l'indagine di Brendon, ed il dipanarsi della trama non risulta mai noioso o ripetitivo.
L'idea del significato delle parole non è nuova, e la fonte di questa ispirazione è ben messa in evidenza nell'introduzione alla storia in seconda di copertina, ma è trattata con gusto e complicata semplicità.
I disegni vedono alternarsi e collaborare Luigi Piccatto (disegnatore principale ed autore della copertina), Renato Riccio, Andrea Broccardo e Matteo Santaniello. Gli stili sono abbastanza simili e si confondono abbastanza creando un'omogeneità nel disegno che non causa all'occhio del lettore uno stacco eccessivo. Strana scelta, non so dettata da quali motivi, ma, comunque, da non disprezzare.
Copertina di Piccatto, dicevamo, semplice e non stupefacente, pur restando apprezzabile.

Se questo è davvero l'ultimo Speciale di Brendon la chiusa è buona. Sicuramente migliore di tante altre storie, inscrivibili nel registro dei passi falsi, pubblicate negli anni precedenti.

lunedì 5 maggio 2014

Dylan Dog Color Fest 12

Dylan Dog Color Fest N° 12
Periodicità semestrale
Dylan Dog Color Fest 12
Uscita 23/04/2014

Copertina Sara Pichelli e Annalisa Leoni

Le radici del male
Soggetto e sceneggiatura Michele Masiero
Disegni Fabio Civitelli
Colori Luca Bertelé

Il passato ed il presente si intrecciano grazie ad una seduta spiritica a cui partecipa Dylan Dog. L'evento è stato organizzato per respingere il ritorno dello spirito immortale del giaguaro, Ananga, noto in Inghilterra come l'assassino dell'artiglio, e imprigionarlo nuovamente prima che si liberi. Per questo l'Old Boy avrà bisogno dell'aiuto del più grande esploratore del Rio Grande e di tutta l'Amazzonia. Mister No.

Incubo impossibile
Soggetto e sceneggiatura Luigi Mignacco e Alfredo Castelli
Disegni Luigi Piccatto e Renato Riccio
Colori Overdrive studio

l’Indagatore dell’Incubo si risveglia nell’ufficio di Martin Mystère ed il suo assistente non è Groucho,  ma Java. La stessa cosa accade al Detective dell’Impossibile  che si sveglia a Craven Road in casa dell'Indagatore dell'Incubo, dove, ad attenderlo, trova il baffone che lo mitraglia di battute.
Il ritrovamento, quasi contemporaneo, dei due investigatori di due mezze sfere misteriose sembra essere legato alla nuova situazione in cui sono costretti a vivere. Per risolvere il mistero dovranno, senza saperlo, collaborare tra loro, sperando di sopravvivere alle fazioni che vorrebbero entrare in possesso dei misteriosi manufatti.

Buggy
Soggetto e sceneggiatura Carlo Ambrosini
Disegni Paolo Bacilieri
Colori Erika Bendazzoli

Il tempo potrebbe non essere come noi uomini lo intendiamo. Potrebbe non avere un inizio ed una fine, ma sarebbe semplicemente eterno, esistendo indipendentemente dalla presenza della razza  umano. Almeno questa è la teoria del misterioso signor Perkins ospite dell'Hotel Astrid di Napoleone a Ginevra.
Allegra, pupilla dell'albergatore entomologo, è in gita a Londra ed incontra, un misterioso bambino che necessita dell'aiuto di Dylan Dog. Inevitabilmente, anche lei rimarrò invischiata nell'astruso intreccio di sogni, tempo e realtà.

Demoni e silicio
Soggetto e sceneggiatura Davide Rigamonti
Disegni Ivan Calcaterra
Colori Fabio D'Auria

Il futuro. Londra è diventata zona archeologica, ritrovata mentre venivano eseguiti scavi per la realizzazione di New London. Il quartiere emerso comprende Craven Road e la dimora di quello che una volta era stato l'Indagatore dell'Incubo. Qui due tombaroli sottraggono, dagli scaffali del n°7, sia un testo di magia antica in cui lo stesso Dylan aveva intrappolato un demone che il diario su cui l'Old Boy, a mano, vergava i ricordi delle sue avventure tra gli incubi.
Quando il testo magico finisce nelle mani di Kevin Vlakar, un tecnomante in cerca della vita eterna, ed un misterioso virus uccide coloro che sono collegati alla rete, Nathan Never e Sigmund Baginov sono costretti ad indagare rischiando la vita nel cyberspazio. Qui, però, grazie alle abilità informatiche del polacco, il musone avrà l'aiuto di un avatar virtuale d'eccezione: Dylan Dog.

Un discorso che vale per tutte le storie qui raccolte.
Avevo promesso di non prendere più dei fuori collana se non fossero stati eventi eccezionali. La vecchia tecnica di unire due personaggi importanti della Casa delle Idee Milanese ha creato un evento eccezionale, con una copertinista d'eccezione: Sara Pichelli. Reduce delle fatiche dell'Ultimate Spiderman di Bendis, con Miles Morales come protagonista, e dalle nuove imprese per i Guardiani della Galassia, eccola con una buona prova per uno storico personaggio del fumetto italico. La sua fortuna è anche quella di mettere su carta dei ritratti d'eccezione: mai si erano visti Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Napoleone e Mister No sulla stessa copertina. Due di questi personaggi, oltretutto, tornano alla vita editoriale dopo anni dalla chiusura delle loro testate (Napoleone e Mister No), gli altri vivono un momento di profonda crisi di idee e necessitano di un rilancio (Nathan Never e Martin Mystère). Una belle guest star che copre le lacune di un albo non eccezionale.
Le note positive si hanno dai colori, La parte forte del Color Fest è che tutte le storie sono completamente a colori. Nei primi numeri, il rodaggio, voleva che, a volte, la resa cromatica non valesse il gioco e smorzasse l'enfasi dei disegnatori. In questo caso il bilanciamento non pregiudica né i coloristi né coloro che hanno davo vita grafica ai personaggi in gioco.
Tutti i disegnatori chiamati in causa hanno reso al meglio le loro idee con il loro tratto caratteristico. Calcaterra ha raffigurato un Nathan Never pieno e ricco di dettagli, molto in stile americano anni '90 del secolo scorso, ma smorzato negli eccessi di quel tempo. Bacileri ha calato il lettore nelle classiche atmosfere a cui era abituato il lettore di Napoleone, con il suo stile franco belga perfetto per le atmosfere svizzere in gioco. Piccatto ha messo in gioco la sua esperienza ed il suo tratto sviluppato avendo lavorato su entrambi i personaggi per anni ed ha creato una giusta armonia, che può piacere o meno, ma che a me non dispiace. Civitelli ha rispettato l'iconografia di Mister No ed ha dato un senso ad una storia un po' tirata per i capelli.
Ecco, le trame dovevano essere il punto forte di questo albo: incontri impossibili di eroi di tempi diversi. Se per Mister No e Nathan Never viene creata una situazione ad hoc, visti i decenni ed i secoli che separano i due dal nostro, per gli altri si sarebbero potute creare storie con più team up ed un dinamismo maggiore. L'Incubo impossibile di Mignacco e Castelli, per lo meno, vede un incontro reale tra i due amici di lunga data, ma lascia un po' a bocca asciutta il lettore che si aspettava qualcosa di più intenso. Con Napoleone, in cui Dylan Dog aveva fatto una capatina per tentare di salvare la serie regolare, si poteva fare sicuramente meglio; ambientare una storia in terreno neutro nella quale le indagini parallele dei due investigatori potessero incrociarsi non sarebbe stata una brutta idea. A Nathan Never è andata peggio. Dopo aver incontrato Martin Mystère gli è toccato di rivivere un'esperienza simile con l'Old Boy, tanto da prospettargli la medesima soluzione adottata per il suo amico del passato.

Alla fine si ha la sensazione che si siano voluti creare dei Team Up, ma che non si sia voluto realizzare niente di serio ed impegnativo. Niente che potesse gettare basi per qualcosa di ripetibile in un prossimo futuro. Forse un'occasione mancata, in attesa degli incroci della vita dell'ex agente di Scotland Yard con Dampyr, Lukas, Julia e, perché no, Gregory Hunter.

lunedì 3 giugno 2013

Dylan Dog - Giovani vampiri

Dylan Dog n. 321, mensile 
Giovani vampiri  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano 
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano  
 
Cinque giovani appassionati di occulto. Cinque ragazzi tenebrosi che bramano solo l'incontro con un Maestro della Notte, vorrebbero ingaggiare l'Indagatore dell'Incubo a questo fine, ma Dylan si oppone. Nonostante tutto la coscienza ed il quinto senso e mezzo dell'Old Boy si attivano e lui tiene d'occhio i giovinetti.
Tanto gli sta dietro che vede come due ragazze del gruppo, effettivamente, sembrano essere cambiate dopo una notte in discoteca. Anche perché i cinque hanno stretto un patto: la prima persona che verrà cambiata in vampiro tornerà a cambiare gli altri. Che sia proprio successo?

Marzano. Sembra ormai un suo marchio di fabbrica. Un incipit interessante, un buon svolgimento ed un finale a cui manca qualcosa. Ultimamente le sue storie sanno sempre di occasione sprecata. Se tutto parte bene, a parte l'ovvia identità del Maestro della Notte, ecco che dopo la parte centrale la storia sia affloscia e perde mordente. Davvero un peccato. Forse, in questo periodo, Marzano dovrebbe dedicarsi solo alla stesura dei soggetti ed a girarli a qualcuno un po' più in forma per trasformarli in sceneggiature.
I disegni di Luigi Piccatto sono da sempre adatti alle storie di vampiri, secondo me. Il suo tratto da Nicola Mari bravo e senza eccessi di neri è sempre piacevole, personalmente parlando perché so che a molti non piace. Io mi ci trovo a mio agio e mi permette di passare sopra a molte manchevolezze della sceneggiatura.
Questo mese Angelo Stano non si rivela particolarmente in forma. La copertina riassume abbastanza bene il soggetto, ha colori azzeccati, ma pecca di eccessiva bidimensionalità. Sembra mancare l'uso proprio della prospettiva e tutto il disegno sembra essere su un unico livello, sacrificandolo.

Da questo mese, inteso come Maggio 2013, il responsabile della collana è diventato Roberto Recchioni autore di fumetti, anche per l'Old Boy (sceneggiatore di Mater Morbi di Dylan Dog, per dirne una), giovane, moderno. Speriamo che sotto la sua cura la percentuale di storie di alto livello nella serie mensile aumenti. Ci confido molto anche per la stima che ripongo nella professionalità di questo scrittore. Fare peggio dell'ultima gestione sembra essere difficile, anche se dopo un inizio stentato qualcosa di buono è venuto fuori, tanti auguri di buona fortuna al RRobe.

P.s.: Prima iniziativa del RRobe: portare Dylan Dog su Facebook dove leggere ed ascoltare suggerimenti dei fan dell'ex poliziotto di Scotland Yard per riportare in auge il personaggio.

mercoledì 6 marzo 2013

Maxi Dylan Dog 18

Maxi Dylan Dog 18, semestrale 
Copertina: Angelo Stano  
 
Effetti speciali
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Luigi Piccatto

Il mondo del cinema è interessante e divertente, ma se sei uno stuntman può anche essere pericoloso. Quando diversi acrobati trovano la morte nei Pinewood Studios di Londra i loro amici superstiti assumono Dylan Dog per svelare il mistero dietro le loro dipartite. Mentre ad uno ad uno i suoi clienti muoiono, l'Old Boy, tenterà di fare chiarezza tra addetti alla computer grafica, vecchi stuntman stanchi ed il mistero del motociclista fantasma.

Andrea Cavaletto si ispira pesantemente al mondo del comics americano, citando ripetutamente Ghost Rider, ma riesce a scrivere una storia che spiazza il lettore troppo abituato a tirare conclusioni logiche. Il colpo di scena finale che svela il mistero legato alla misteriosa morte degli stuntman è un richiamo alla vecchia tradizione dylandoghiana, molto piacevole.
Questo 18° Maxi è tutto disegnato da Luigi Piccatto. Ogni storia si avvale dei suoi pennelli, matite, chine. A me il suo stile non dispiace, sarà perché è uno dei disegnatori storici della serie, anche se non si può certamente definire costante e preciso. Riesce, comunque, in questa storia nell'inusuale rappresentazione di una doppietta di Dylan in due facciate.
 
Il processo
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Luigi Piccatto

Per una volta l'Indagatore dell'Incubo è assunto da un facoltoso avvocato. Il suo compito sarà quello di aiutare il professionista nello scagionare un uomo, il marito della sua assistente, dall'accusa di triplice omicidio. L'uomo, ricercatore genetico, è accusato di aver ucciso e decapitato tre suoi colleghi. Gli indizi portano tutti a lui, ma il quinto senso e mezzo del nostro pizzica forte ed accetta il caso per vederci chiaro. La verità, infatti, sarà molto più stupefacente di quanto Dylan possa mai sospettare.

Giuseppe De Nardo tocca un mondo nettamente meno etereo di quello di Cavaletto. La sua storia richiede una forte sospensione dell'incredulità, sia da parte dei protagonisti pronti ad accettare senza remore lo sviluppo della storia, che da parte del lettore. Una storia che sarebbe stata più a suo agio sulle pagine di Nathan Never, ma che con protagonista l'Indagatore dell'Incubo risulta essere ancora più interessante.
E' evidente che gli sceneggiatori hanno deciso di tirare matto Piccatto sottoponendogli soggetti i più diversi tra loro. Dopo una sceneggiatura con le radici nel piano etereo ecco prendere forma una soggetto che più materiale non può essere. Qui, però, vengono messi in evidenza i limiti del tratto del disegnatore astigiano. La richiesta di De Nardo di mettere in evidenza le mani dei protagonisti, purtroppo, mostra la caratteristica imprecisione del tratto di Piccatto nel chiudere le forme.

Le scarpe del morto
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Luigi Piccatto

Una ricca donna ultra centenaria si prepara per la sua dipartita. Chiama il suo avvocato e sistema le questioni riguardanti l'eredità e poi, stanca, si fa portare a letto dalla sua badante. Nella notte, effettivamente, ha luogo il decesso ed al funerale non va nessuno, se non l'avvocato e la badante stessa. Alla lettura del testamento la sorpresa: ai due nipoti vengono lasciati solo debiti mentre alla badante un paio di scarpe.
Da quel giorno la vita di tante donne cambia portandole alla morte. Ciò che è strano è che ogni cadavere femminile ritrovato risulta essere scalzo. Marito e figlia della prima vittima si rivolgono a Dylan Dog per far luce sui motivi della scomparsa della donna.

Giancarlo Marzano se la gioca a metà strada tre gli altri due autori del Maxi. Butta lì quella che sembra essere una storia di vita quotidiano con un elemento magico che non si capisce come possa esserlo fino a quando non fa la sua comparsa una vecchia amica di Dylan Dog. La storia è intrigante, curiosa e misteriosa fino al momento giusto. Quando si sbriglia corre ed appassiona ancora di più il lettore. Certo il finale in se, nel senso di colpo risolutore della storia, lascia un po' basiti, ma tant'è
Dopo avere sottoposto Piccatto alla tortura delle mani, nella storia precedente, eccolo alle prese con quella dei piedi. Un albo dedicato agli appassionati del  fumetto feticisti con il disegnatore che si impegna a copiare da riviste di moda piedi e scarpe.

Che dire. Le storie sono tutte e tre belle ed intriganti. Sopratutto varie. I disegni di Piccatto non stancano, ma in una run così lunga mettono in evidenza i difetti dello stile del sessantenne disegnatore.
Il balenottero della prima metà dell'anno è piacevole ed è una buona, lunga, lettura. L'unico appunto è sulla carta: risulta essere abbastanza gialla. Speriamo sia solo una fase Bonelli così e che tutto si sistemi presto.

martedì 16 ottobre 2012

Dylan Dog - Speciale - Viaggio senza speranza

Speciale Dylan Dog n. 26, annuale 
Viaggio senza speranza  
 
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano  
 
Dylan Dog è in una situazione senza via d'uscita. Sfiancato, sfinito, stanco è braccato, in una misteriosa foresta, da sconosciuti inseguitori.  Ma non è l'unico. Proseguendo alla ricerca di una via di fuga gli si accodano un giovane ragazza, un tipo strano con gli occhiali ed un strega cieca. Non tutto, però, è come sembra, anche perchè l'Old Boy non si ricorda, come gli altri suoi compagni di viaggio, come è finito in tale, disperata, situazione. Per fortuna il tipo strano sembra conoscere una via d'uscita ed il trucco per raggiungerla è quello di andare sempre avanti senza mai voltarsi indietro. Il mito di Orfeo che esce dagli inferi cercando di salvare la sua amata Euridice, sarà anche l'indizio di dove si trova l'Indagatore dell'Incubo?

Come la Barbato nella serie regolare anche il Gualdoni, nello speciale di quest'anno, non stupisce più di tanto. Mette giù una storia veloce da leggere, con un buon ritmo ed una marea di citazioni, sia da albi storici di Dylan (che non farebbe male rileggere e prima o poi lo farò) che da classi dell'horror anni '80 del secolo scorso, il tutto condito con un po' di mitologia greca. La struttura della storia è simile a quella del 313, ossia abbiamo flashback che dei ricordi di Dylan (o degli altri personaggi) che ci aiutano a capire meglio la situazione nello stesso tempo nel quale la comprendono anche i protagonisti. Qui, però, la scelta della transizione tra realtà e ricordo è più classica: i ricordi sono pagine a sfondo nero, che ben si distinguono dal resto dell'albo.
I disegni di Piccatto sono i disegni di Piccatto. Può piacere o non piacere, ma, secondo me, è uno dei disegnatori che, seppur con il suo stile, ultimamente, riesce a ben pennellare le vicende dell'ex agente di Scotland Yard-
La copertina di Stano è un classico. Il simbolo dell'infinito che condanna Dylan a non trovare via d'uscita dalla sua situazione. Curiosamente, cosa che capita poco spesso così evidente, immagini molto simili, anche se contestualizzate nella storia, sono presenti durante la narrazione.

Uno speciale autunnale che si fa leggere, niente da dire. Essendo, come da nome, un Speciale, però, ci si aspetta qualcosa di più, anche dato il numero di pagine ed il prezzo, di un albo regolare con spazio narrativo espanso.
Non è facile scrivere sempre cose nuove per un personaggio di 25 anni, ma, abbiamo visto, che qualche volta gli autori ci riescono.

giovedì 10 novembre 2011

Dylan Dog - Gigante n°20


Dylan Dog Gigante n. 20, annuale
Copertina: Angelo Stano

L’alleanza
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Luigi Piccatto

A Londra c'è qualcuno che anticipa le mosse dei vampiri che abitano la città e li cattura. Un'organizzazione di sconosciuta, che si serve di soldati armati, sta infliggendo profonde ferite alla comunità di queste creature della notte. Il loro Maestro è preoccupato e necessita di aiuto. Dal passato di Dylan emerge il signore dei vampiri Rutger che gli chiede aiuto. Una donna sarà la chiave per entrare nel meccanismo. Il tutto si risolverà, ma con grande spargimento di sangue.

Prendiamo un pizzico di Angel, mettiamoci una spruzzata di Buffy, qualche scienziato pazzo, un colpo di scena ed alcune ovvietà (ma ben gestite) ed otteniamo questa storia ritmata da Bilotta. Piacevole action comic che mette un po' di adrenalina nella vita dell'Indagatore dell'incubo. I disegni di Piccatto possono piacere o non piacere, ma in questa storia dinamica calzano a pennello

La sala della tortura
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Marco Bianchini

In una segreta, che sembra uscita da un castello medioevale, Dylan Dog si ritrova in compagni di altri sventurati prigioniero. Immemore di come ciascuno di loro sia giunto in quel luogo, una voce suggerisce l'unica via d'uscita: il sacrificio di un innocente. Dopo giorni di attesa e torture qualcosa scatta nella mente dei prigionieri e parte il massacro.

Prendiamo un pizzico di Saw aggiungiamo una porzione di The Twilight Zone ed abbiamo la base per questa sceneggiatura di Gualdoni. Una storia piacevole anche se non lascia un gran segno nella memoria. I disegni di Bianchini sono corposi ed antichi, quasi inadatti al personaggio, ma opportuni per l'ambientazione.

Effetti collaterali
Soggetto e sceneggiatura e Disegni: Carlo Ambrosini

Una nevicata inusuale copre Londra e l'Inghilterra. La vita di quattro persone gira intorno ad una serie di eventi ed ai suoi possibili sviluppi nelle diverse realtà. Un agente di borsa fallito, che ha truffato centinaia di persone, una ex tossica e sua nonna ed una ragazza dai molti ruoli ruotano intorno, coscientemente o meno, all'Old Boy. Da uno dei molteplici inferni, quello burocratico, qualcuno viene mandato per mettere un freno alla situazione

Prendiamo un pizzico di Hellboy, aggiungiamo qualche citazione letteraria e salta fuori una storia non male. Ambrosini si conferma ottimo interprete delle vicende del personaggio creato da Tiziano Sclavi 5 lustri fa e lo catapulta in una storia surreale. I molteplici finali, però, sanno tanto di brodo allungato che fa perdere credibilità al complesso. I disegni, da sempre per me, dello stesso Ambrosini son il punto più debole della storia. Il suo stile che prevede le atmosfere create con linee tracciate e non gradazioni di nero per i toni di grigio mi infastidisce.

Voodoo
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Piero Dall’Agnol

In un college londinese una serie di omicidi sospetti richiede l'intervento di Dylan Dog. Dalla dinamica degli assassini sembra proprio che uno zombie si stia nutrendo di insegnati e studenti. Una bella e giovane ragazza ed un pretendente incompreso sembrano essere il fulcro di tutto.

Bravo Gualdoni. Una short story con citazioni dal più classico Voodoo ben realizzata, dinamica, intrigante, con qualche colpo di scena carino. Dall'Agnol interpreta al meglio la sceneggiatura e ci fa vivere questo thriller soprannaturale in modo coinvolgente ed intrigante.

Tutto sommato un buon albo. Sperimentale nei tratti e nelle storie, con qualche ritorno, qualche debutto e qualche conferma.

Piacevole conferma anche il copertinista Angelo Stano che realizza un quadro d'atmosfera, per introdurre a noi le opere dei suoi colleghi, d'alto livello.
Una buona lettura in attesa dell'albo regolare.

mercoledì 5 ottobre 2011

Dylan Dog - L'imbalsamatore

Dylan Dog n. 301, mensile
L'imbalsamatore

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano

Follia omicida nella vecchia Londra. Dalla periferia della città si allarga un'ondata di violenza che va dalla semplice lite alla strage di massa. Suo malgrado l'Indagatore dell'Incubo vi si troverà immischiato. Il fantasma di una giovane donna lo metterà sulla giusta strada che ha a che fare con un ricco imbalsamatore che vive in una fabbrica di auto abbandonata.

Ruju, reduce dal controverso numero 300, si getta in una storia nelle sue corde. Un misto di horror vecchia maniera e splatter anni '80 che intriga e diverte il lettore. La narrazione scorre veloce e decisa, racconta una storia semplice, anche scontata se vogliamo, ma ricca di eventi e piacevoli sorprese.
Picatto, un Mari che disegna meglio, ben si adatta alla sceneggiatura dello scrittore.
L'opera dei due autori si risolve in una storia piacevole e rilassante che va via liscia.

Bravi ragazzi, continuate così.

lunedì 28 febbraio 2011

Dylan Dog - Piovono Rane

Dylan Dog n. 294, mensile
Piovono rane

Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Luigi Piccatto
Copertina: Angelo Stano

Craven Road è diventato un luogo di piogge misteriose: vermi, rane, meduse. Che sia per via dell'aura che circonda l'Indagatore dell'Incubo? Questo però non è il maggiore dei problemi. Infatti, alla sua porta bussa uno strano barbone che lascia nelle mani dell'Old Boy un foglio con una misteriosa sequenza numerica che potrebbe sconvolgere l'equilibrio climatico del mondo. Qualcuno vuole impossessarsene e farà di tutto per ottenerla.

Simpatiche le bibliche piaghe che si abbattono sulla casa del nostro, ma la storia pro ecologia fino al midollo è un po' noiosa ed eccessivamente scritta. La sceneggiatura non lascia la possibilità al disegnatore di rendere i dialoghi sulla situazione climatica, e su tutte le conseguenze possibili di un'alterazione della stessa, con sequenze di vignette. Assistiamo, perciò, a lunghi monologhi di personaggi secondari che nulla hanno da inviare alla logorrea del BVZM dei giorni migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista). I disegni di Piccatto si fanno guardare con piacere e fanno il possibile per salvare la situazione, rendendo meno pesante il leggere il fiume di parole. Simpatica la resa delle strane piogge su Craven Road.
Il nuovo corso colori di Stano è qualcosa di diverso che rende ancora più piacevoli le sue copertine. Sarebbe bello poterne sceglierne una ed appenderla in casa. Bravo.

Da leggere, ma con molta pazienza.

martedì 9 novembre 2010

Dylan Dog Gigante n. 19

Dylan Dog Gigante n. 19, annuale
Copertina: Angelo Stano

Belve di città
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Luigi Piccatto

Seline, la ragazza che Dylan ha salvato dagli incubi della tigre, ritorna a Londra per indagare su dei loschi traffici d’armi. Fatalmente, ricomincia in città una nuova serie di delitti che la polizia attribuisce a una belva feroce e su cui Dylan Dog dovrà investigare, con il rischio di giungere a verità che non avrebbe mai voluto conoscere...

Il bello di questi numeroni giganti è che ogni tanto permettono di chiudere archi narrativi iniziati decenni fa. Con questa storia si mette un punto nella situazione venutasi a creare dopo il numero 37 "Il Sogno della Tigre". I disegni spigolosi di Piccatto si mettono al servizio di una discreta sceneggiatura di Mignacco, nella quale torna in ballo la figura dell'industriale falsamente filantropo interessato al collaudo della sua nuova arma sui più deboli. Il tutto nel momento in cui ritorna una vecchia amica, e futura ex fiamma, di Dylan coinvolta, anni prima, in delitti eseguiti con un modus operandi molto simile. La storia si fa leggere, anche se non sbalordisce.

Autoscatto
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall’Agnol

Una semplice sessione di foto in una, apparentemente, comune cabina fotografica, trasporta l’Indagatore dell’Incubo in una seconda Londra dove nulla è come sembra e da cui fuggire è impossibile.

Storia breve di Marzano e pennelli allenati di Dall'Agnol per questo racconto ispirato al "Favoloso mondo di Amelie" con Audrei Tautou del 2001. Il collezionista di foto stavolta è morto ed il suo spirito vive al di là di una cabina fotografica, nella sua Londra. Breve, ma intensa storia di sentimenti.

Il penitente
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri

Un uomo si manifesta negli incubi di Dylan, accusandolo di una misteriosa colpa e sottoponendolo a terribili torture che lasciano ferite anche quando il Nostro si risveglia. Per salvarsi da questa persecuzione, che ha già condotto altri alla pazzia e alla morte, l’Old Boy dovrà scoprire ciò di cui è accusato.

I disegni di Freghieri sono sempre affascinanti, anche se in questo caso li ho trovati un po' carenti di inchiostro, la storia di Ruju è un classico di amore attraverso i secoli. Bella e ben costruita, lascia un, giusto, tocco di amaro in bocca alla fine della lettura, ma tante volte ciò che assomiglia troppo alla realtà lo fa.

La confessione
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Daniela Vetro

Cosa è accaduto di tanto orribile all’inquilino di Craven Road per costringerlo a puntarsi una pistola alla tempia e farla finita? È ciò che si scoprirà leggendo le sue ultime parole, affidate a una lettera d’addio che l'Indagatore dell'Incubo sta terminando di scrivere prima di togliersi la vita...

L'amore da girare il mondo, ma i soldi lo fanno girare più veloce. Mai fidarsi delle apparenze. I due avvisi che Gualdoni ci lancia possono aiutarci a vivere meglio. I disegni della Vetro son piacevoli, ma ormai tutti i nuovi artisti o si somigliano tra loro o somigliano troppo a cavalli in scuderia da più tempo. Peccato non essere più stupiti dalle nuove leve, speriamo che crescano in fretta trovando il loro stile.