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martedì 23 aprile 2013

The host

Gli alieni hanno invaso gli esseri umani, anziché il pianeta Terra. Invece di combattere una guerra che avrebbe portato alla distruzione del pianeta, alla diminuzione della popolazione indigena ed ad un deterioramento delle condizioni di vita le Anime hanno deciso di innestarsi nel corpo degli umani. Un'iniezione, un taglio alla base del collo e l'Anima viene innestata nell'ospite, del quale sopprimerà la personalità ed i ricordi della vita trascorsa.
Da quando le Anime hanno invaso la popolazione i crimini sono calati, il pianeta è più sicuro e pacifico, meno inquinato e meglio vivibile. Tutto questo, però, ha un costo l'annientamento della razza umana. I pochi esseri umani che ancora possono definirsi tali sono costretti a nascondersi come topi, a vivere rintanati, a muoversi di notte, a rubare per mangiare ed a stare attenti a non essere catturati per essere sottoposti alla conversione.
Tra questi fuggiaschi ci sono Melanie e suo fratello Jamie. Purtroppo, una sera, Melanie per sfuggire alla cattura da parte degli umani trasformati si lancia da un palazzo e quasi muore. Solo la medicina superiore delle Anime e l'impianto di una di esse nel suo corpo la riporta in vita. La fusione tra la nuova ospite, chiamata Viandante, ed il nuovo corpo non avviene perfettamente e la coscienza di Melanie sopravvive. Inizia così un dialogo silenzioso tra le due menti presenti nelle stesso corpo. Melanie si rivela forte e battagliera e riesce a convincere Viandante a raggiungere il nascondiglio di suo zio Jeb, in mezzo al deserto, per riabbracciare suo fratello. Qui Viandante, che verrà ribattezzata Wanda da Jeb, scopre che l'umanità non è poi così male ed inizia ad integrarsi con l'ostile comunità che la tiene prigioniera.
La fuga di Viandante non è passata inosservata. Sulle sue tracce si mette la Cercatrice. La donna non vuole lasciarsi sfuggire Viandante perché sospetta che la fusione in lei non sia avvenuta correttamente e spera che questa situazione la possa portare a qualche sacca di resistenza umana da catturare e convertire.
Melanie, intanto, riesce a migliorare la sua condizione di prigioniera godendo della fiducia di Jeb e Jamie, ma non del suo ragazzo Jared, ed inizia a flirtare con Ian, nonostante lui abbia tentato di ucciderla.
Solo quando la situazione si farà veramente critica i veri sentimenti e schieramenti verranno mostrati alla luce del giorno.

William Hurt, ormai a secco di ruoli importanti, e Diane Kruger sono i due volti famosi che si prestano a questa pagliacciata.
Saoirse Ronan (Amabili Resti di Peter Jackson) è colei che ha deciso di giocarsi la carriera parlando con se stessa per due ore, dando credito alla coppia Niccol/Meyer.
Il resto è fuffa, anche se il volto di qualche caratterista noto di Hollywood che rende la medicina meno amara.
Prendete L'invasione degli ultracorpi, metteteci un po' di The Village, aggiungere la saga di Twilight mettete tutto nel frullatore. Assaggiate. Buttate nel cesso la parte buona e tenete il resto. Avrete The Host.
Un film finto fantascientifico, infarcito di sopratrame sentimentali di un triangolo a quattro, con dialoghi scadenti e battute scontate che porterà, involontariamente, all'ilarità il pubblico in sala.
I motivi della trasposizione cinematografica di questa boiata sono evidenti. Stephenie Meyer scrive un nuovo libro, dopo i diversi Twilight, ed è obbligo metterlo in scena. Si prende in regista sessantenne, che oltre a S1m0ne e In Time non diretto nient'altro di minimamente rimarchevole, gli si affida anche la sceneggiatura per rimediare all'incapacità dell'autrice originale e si spera di spennare, ancora un po', i teenager appassionati di vampiri e gatte morte.
Un mondo perfetto in cui tutto è cromato e lucido, i vesti sono bianchi e gli occhi azzurri è l'ambientazione scelta per la pellicola. Peccato che durante la produzione si siano accorti di quanto fosse difficile mantenere questo standard ed abbiano optato per girare 6/8 del film in grotte buie e sporche, con uomini e donne poco lavate, tanto da ricordare i fasti de La casa nella prateria.
Di racconti di fantascienza buoni ce ne sono a centinaia, di scrittori meno pagati, ma di sicura presa sugli appassionati. Peccato che quello che conta di più al giorno d'oggi non sia di far volare la fantasia degli spettatori, ma gli incassi ed i profitti delle case di produzione.

Un film inutile. Tutto già visto e tutto realizzato meglio in epoche non sospette. Un'inutile macchina della quale la cinematografia avrebbe potuto fare a meno. Né carne né pesce, solo una boiata utile per andare al cinema e riderne in sala con gli amici. D'altronde "il sanguinaccio anemico non esiste mica" come dice il poeta.


Titolo originale The Host 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2013 
Durata 125 min 
Genere fantascienza
 
Regia Andrew Niccol 

Soggetto Stephenie Meyer 
Sceneggiatura Andrew Niccol 
Produttore Stephenie Meyer, Paula Mae Schwartz, Steve Schwartz, Nick Wechsler, Roger Schwartz, Jamie Audia, Lizzy Bradford 
Produttore esecutivo Ray Angelic, Claudia Bluemhuber, Marc Butan, Bill Johnson, John Brooks Klingenbeck, Jim Seibel 
Fotografia Roberto Schaefer 
Montaggio Thomas J. Nordberg 
Scenografia Andy Nicholson 

Interpreti e personaggi 
Saoirse Ronan: Melanie Stryder/Viandante
Emily Browning: Wanda
Jake Abel: Ian O'Shea
Max Irons: Jared Howe
Diane Kruger: Terra, la cercatrice
Chandler Canterbury: Jamie Stryde
Boyd Holbrook: Kyle O'Shea
Frances Fisher: Maggie Stryder
Marcus Lyle Brown: guaritore Fords
Scott Lawrence: Doc
Lee Hardee: Aaron
Mustafa Harris: Brandt
William Hurt: Jeb Stryder
Stephen Rider: cercatore Reed
 
Doppiatori italiani 
Erica Necci: Melanie Stryder/Viandante
Daniele Raffaeli: Ian O'Shea
Gianfranco Miranda: Jared Howe
Roberta Pellini: Terra, la cercatrice
Ruggero Valli: Jamie Stryde
Edoardo Stoppacciaro: Kyle O'Shea
Stefania Romagnoli: Maggie Stryder
Roberto Certomà: guaritore Fords
Pierluigi Astore: Doc
Massimo Aresu: Aaron
Andrea Lopez: Brandt
Carlo Valli: Jeb Stryder
Andrea Lavagnino: cercatore Reed

lunedì 7 marzo 2011

Dark City

John Murdoch si risveglia nella vasca da bagno della stanza 614 di un hotel sconosciuto con una donna morta sul pavimento accanto al letto. Peccato che lui non sappia ne chi è lei ne chi sia lui ne cosa stia succedendo. Una telefonata misteriosa lo avverte di fuggire dalla stanza perché qualcuno lo sta venendo a prendere per eliminarlo.
Sulle sue tracce si mettono sua moglie, un poliziotto caparbio, ma, sopratutto, degli extraterrestri giunti sul nostro pianeta per studiare l'individualità umana. Parte dal qui, e dal conseguimento di alcuni poteri particolari, la sua lotta contro questa specie invasore nella speranza di ottenere la sua libertà.

Se partiamo dal concetto che non sono riuscito a vederlo tutto capiamo come questo film non mi sia piaciuto. Atmosfere eccessivamente scure, trama particolarmente lenta. Dalla sua ha buoni effetti speciali ed una originalità di fondo, ai quali si aggiunge un cast di alto livello che comprende William Hurt, Kiefer Sutherland e Jennifer Connelly.
Non avendolo visto tutto non saprei come approfondirlo, sta di fatto che è, seguendo l'onda delle recensioni sulla rete, un classico della fantascienza fine anni '90 del secolo scorso. A detta di alcuni la visione è obbligatoria, anche perché segna il debutto nel grande cinema di Alex Proyas.

Per me non ne vale la pena, però nel caso sbagliassi la prossima volta che passa in tv dategli una possibilità.

Titolo originale Dark City
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1998
Durata 100 min

Genere fantascienza
Regia, Soggetto, Sceneggiatura Alex Proyas
Casa di produzione Mystery Clock Cinema, New Line Cinema
Distribuzione (Italia) New Line Cinema

Interpreti e personaggi
Rufus Sewell: John Murdoch
William Hurt: Ispettore Frank Bumstead
Kiefer Sutherland: Dottor Daniel Schreber
Jennifer Connelly: Emma Murdoch / Anna
Richard O'Brien: Mr. Hand
Bruce Spence: Mr. Wall
John Bluthal: Karl Harris
Colin Friels: Eddie Walenski
Melissa George: May
David Wenham: assistente di Bumstead

Premi
Saturn Award - Miglior film di fantascienza (1998)
Silver Scream Award (Amsterdam Fantastic Film Festival) - Alex Proyas
Bram Stoker Award - Sceneggiatura (Alex Proyas)
BIFFF 1999 Premio Pegaso