Senza spolier. Lo giuro.
Anche perché ogni parola sbagliata detta sulla trama di questo film potrebbe mandare a monte la magia che genera. Sembra strano parlare di magia riferendosi ad un film di pura fantascienza, ma è così. La magia di Nolan. Devo ammettere che questo regista ha guadagnato la mia stima film dopo film. Partendo, per me, da Insomnia, passando per Memento fino a giungere alla trilogia di Batman ed all'onirico Incepition.
In questa pellicola, di quasi tre ore che non si sentono neanche a voler guardare l'orologio, l'atmosfera creata dai fratelli Nolan in fase di sceneggiatura e dal soggetto di Kip Thorne è un attore che si muove con gli altri sullo schermo.
La decadenza del nostro Pianeta, l'estinzione a cui è destinata l'umanità. Niente di tutto questo può essere accettato con rassegnazione. Lo spettatore viene messo in uno stato d'animo di profondo disagio. Quasi a volerlo mettere alla prova, a vedere come potrebbe reagire in un momento così drastico e definitivo.
La speranza, la famiglia e l'amore sono le tre basi su cui poggia l'impianto emotivo del film. Sono le molle che spingono i protagonisti nelle loro decisioni.
Altra componente solida, che era da tanto assente nel cinema di fantascienza degli ultimi decenni, è la scienza. Non si tratta di teorie messe lì a caso. Si parla con proprietà di relatività, warmhole e tanto altro: se ne sentiva la mancanza. Certo sono tutte tematiche che possono annoiare il grande pubblico, ma per chi vuole vedere un film in cui non tutto deve essere spiegato per forza fin nelle virgole, questo è ottimo. Rimettere in moto il cervello per capire: ogni tanto ci vuole.
C'è chi l'ha paragonato a 2001: Odissea nello spazio. A volerlo fare si può. Ma non bastano lo spazio stellato, una stazione orbitante e dei robot con personalità ad accomunare i due film. Secondo me, Nolan ci ha giocato su questo possibile paragone, ma non è lì che voleva arrivare. Il regista ha creato un suo modo di vedere e proporre la scienza. Pur essendo il primo film un capolavoro indiscusso e questo una pellicola in fase di valutazione, fresca di stampa, credo che Interstellar troverà la collocazione indipendente dal capolavoro di Kubrick nei cuori degli spettatori.
Le musiche scelte per accompagnare le varie fasi della pellicola calzano a pennello e suscitano loro stesse emozioni. Hans Zimmer d'altronde ha grande esperienza ed ha incrociato più volte il percorso artistico di Nolan nell'ultimo decennio (tipo almeno gli ultimi cinque suoi film li ha musicati lui).
Gli effetti speciali hanno qualcosa di grandioso. Ad occhio la maggior parte sono stati realizzati alla vecchia maniera, modellini e quant'altro, e l'inevitabile parte di computer grafica è opportuna e di altissimo livello.
Difetti? Beh, la scena d'azione a quasi un'ora dalla fine è un tipica americanata, un cowboy in un rodeo spaziale, ma ci voleva. Una grande scarica d'adrenalina.
Gli attori. Oltre al vecchio socio Michael Caine, sempre carismatico e misterioso, Nolan chiama di nuovo con sé Anne Hathaway, gran begli occhi non c'è che dire, ed il sempre più sorprendente Matthew McConaughey, che dopo l'Oscar sembra essere rinato. Anche il cast di contorno, i caratteristi, è di alto livello; basti pensare che per una parte da non protagonista è stato chiamato anche Matt Damon.
E' un film da vedere?
Assolutamente.
Dove?
Al cinema, possibilmente su uno schermo IMAX. A casa sarà sempre bello, sopratutto con un impianto sonoro appropriato, ma perderà molto.
Da soli?
No. Decisamente non è il caso di fare come ho fatto io ed andare a vederlo da soli. Si ha bisogno di qualcuno accanto, un amico, qualcuno a cui si vuole bene, per avere un appiglio che ci supporti. Il film è molto forte e coplisce nel profondo. Se avete qualcuno accanto per farvi supportare o da tenere per mano tanto meglio.
Titolo originale Interstellar
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno 2014
Durata 169 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1 e 1,44:1 (sequenze IMAX)
Genere fantascienza
Regia Christopher Nolan
Soggetto Kip Thorne
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Lynda Obst
Produttore esecutivo Jordan Goldberg, Jake Myers, Kip Thorne
Casa di produzione Syncopy Films, Warner Bros., Paramount Pictures, Legendary Pictures, Lynda Obst Productions
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Hoyte Van Hoytema
Montaggio Lee Smith
Effetti speciali Michael Clarke, Neil Garland, Robert L. Slater
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Nathan Crowley
Costumi Mary Zophres
Interpreti e personaggi
Matthew McConaughey: Cooper
Anne Hathaway: Amelia Brand
Jessica Chastain: Murphy "Murph"
Michael Caine: Professor Brand
John Lithgow: Donald
Casey Affleck: Tom
Matt Damon: Dr. Mann
Topher Grace: Getty
Wes Bentley: Doyle
David Gyasi: Romilly
Ellen Burstyn: Murphy "Murph" anziana
Mackenzie Foy: Murphy "Marph" bambina
Timothée Chalamet: Tom da giovane
Leah Cairns: Lois
William Devane: Membro del consiglio NASA
Jeff Hephner: dottore
Elyes Gabel: scienziato
David Oyelowo: preside
Collette Wolfe: Miss Kelly
Doppiatori originali
Bill Irwin: TARS
Josh Stewart: CASE
Doppiatori italiani
Francesco Prando: Cooper
Domitilla D'Amico: Amelia Brand
Chiara Colizzi: Murphy
Dario Penne: Professor Brand
Giorgio Lopez: Donald
Massimiliano Alto: Tom
Riccardo Rossi: Dr. Mann
Fabrizio Manfredi: Getty
Giorgio Borghetti: Doyle
Melina Martello: Murphy anziana
Emanuela Ionica: Murphy bambina
Francesca Manicone: Miss Kelly
Roberto Draghetti: preside
Michele Gammino: Membro del consiglio NASA
Andrea Di Maggio: Tom bambino
Gianfranco Miranda: dottore
Alessandra Cassioli: Lois
Alberto Angrisano: Romilly
Marco Vivio: scienziato
Alessandro Quarta: TARS
Marco Mete: CASE
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lunedì 24 novembre 2014
domenica 24 febbraio 2013
Oscar 2013
Notte di neve e grandine sull'Italia e notte di premi Oscar in quel di Hollywood.
Come è andata la notte del cinema mondiale in questa sera di fine Febbraio 2013 nella mecca del cinema?
Ci sono state alcune sorprese ed alcune certezze. Partiamo dagli Oscar che mi fanno più piacere: Christoph Waltz e Quentin Tarantino. Sono contento che un film particolare come Django Unchained abbia portato a casa due premi non pesanti, ma importanti. Il primo per il miglior attore protagonista ed il secondo per la migliore sceneggiatura originale, scritta proprio da Tarantino. Waltz porta a casa il suo secondo Oscar in tre anni proprio grazie alle interpretazioni per il regista di Pulp Fiction.
Altre certezze che avevo: Miglior Film di Animazione a Brave della Disney, Miglior corto di animazione a Paperman, Miglior Attrice non Protagonista ad Anne Hathaway (secondo me questo premio riassume l'ottimo anno che ha vissuto grazie, anche, a Nolan), Miglior Canzone ad Adele per Skyfall e Miglior attore Protagonista a Daniel Day-Lewis in Lincoln.
E' proprio Lincoln ad uscire deluso da questa celebrazione del talento. Dalle 12 candidature è riuscito a strappare solo 2 statuette: Miglior Attore Protagonista e Scenografia. Sinceramente non mi stupisco più di tanto. Si era capito nel corso degli ultimi mesi che pur di non premiare Spielberg per una qualsiasi cosa, fosse anche il miglior parcheggio a lisca di pesce, i vari addetti ai lavori avrebbero dato l'Oscar persino all'addetto delle pulizie dei bagni pubblici di Buffalo. Il buon Steven sperava, vista l'assenza di Ben Affleck tra i migliori registi, di portare a casa almeno questo premio personale. Invece, l'Academy ha voluto premiare Ang "Delusione Hulk" Lee per Vita di Pi (che non ho visto e non mi rammarcio, sarà pura un pregiudizio preconcetto).
Miglior Film Staniero all'acclamato Amour e curioso parimerito per Montaggio del suono per Skyfall e Zero Dark Thirty (questo secondo con la regia di Katerine Bigelow, premiata al posto dell'ex marito James Cameron con la statuetta per il miglio film qualche anno fa).
Soddsifazione per Ben Affleck e George Clooney per gli ennesimi premi di Argo dei quali il più importante è Miglior Film (gli altri due sono Montaggio e Sceneggiatura Adattata).
Mi dicono che anche la serata sia stata divertente e misurata. William Shatner ha chiacchierato con il conduttore della serata Seth McFarlane, si sono visti gli Avengers consegnare alcuni premi tecnici, Barbara Streisand ha cantato dopo 36 anni, Jennifer Lawrence è inciampata mentre saliva sul palco a ritirare la sua statuetta, Jack Nicholson ha passato la parola a Michelle Obama, in diretta dalla Casa Bianca, per annunciare il vincitore del premio per il Miglior Film. Mi dicono, anche, che ci sia stata una borsetta a forma di cane, un abito strano per Anne Hathaway ed uno per Halle Berry, ma devo ancora verificare. Come anche una strepitosa Sandra Bullock, di una bellissima Jennifer Lawrence e di una Kristen Stewart in abito bianco e stampella. Sembra che il bianco sia stato il colore portante della serata per le donne e che tutte abbiano fatto un figurone.
Merita una foto anche lei visto che, finalmente ha indossato un vestito decente (secondo solo alla scena dalla fuga in macchina di The Road).
Peccato non aver potuto vedere lo spettacolo, come al solito in esclusiva per Sky e per tutti coloro che hanno i soldi per poterselo permettere, ma mi rifarò vedendo foto, leggendo notizie nell'Internet e zappando i video su Youtube.
Comunque, per essere chiari, ecco tutti i vincitori, categoria per categoria.
ATTORE NON PROTAGONISTA
•Christoph Waltz in “Django Unchained”
ANIMAZIONE - LUNGOMETRAGGIO
•“Brave” Mark Andrews and Brenda Chapman
FOTOGRAFIA
•“Life of Pi” Claudio Miranda
COSTUMI
•“Anna Karenina” Jacqueline Durran
DOCUMENTARIO - CORTOMETRAGGIO
•“Inocente” Sean Fine and Andrea Nix Fine
TRUCCO E PARRUCCO
•“Les Misérables” Lisa Westcott and Julie Dartnell
ANIMAZIONE - CORTOMETRAGGIO
•“Paperman” John Kahrs
FILM - CORTOMETRAGGIO
•“Curfew” Shawn Christensen
EFFETTI VISIVI
•“Life of Pi” Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer and Donald R. Elliott
DOCUMENTARIO - LUNGOMETRAGGIO
•“Searching for Sugar Man”
FILM STRANIERO
•“Amour” Austria
MONTAGGIO DEL SUONO (doppio oscar)
•“Skyfall” Per Hallberg and Karen Baker Landers
•“Zero Dark Thirty”Paul N.J. Ottosson
SONORO
•“Les Misérables” Andy Nelson, Mark Paterson and Simon Hayes
ATTRICE NON PROTAGONISTA
•Anne Hathaway in “Les Misérables”
MONTAGGIO
•“Argo” William Goldenberg
SCENOGRAFIE
•“Lincoln” Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Jim Erickson
COLONNA SONORA
•“Life of Pi” Mychael Danna
MIGLIOR CANZONE
•“Skyfall” from “Skyfall” Music and Lyric by Adele Adkins and Paul Epworth
SCENEGGIATURA ADATTATA
•“Argo” Screenplay by Chris Terrio
SCENEGGIATURA ORIGINALE
•“Django Unchained” Written by Quentin Tarantino
ATTRICE PROTAGONISTA
•Jennifer Lawrence in “Silver Linings Playbook”
REGIA
•“Life of Pi” Ang Lee
ATTORE PROTAGONISTA
•Daniel Day-Lewis in “Lincoln”
FILM
•“Argo” Grant Heslov, Ben Affleck and George Clooney, Producers
Appuntamento a domani per altri, intensi, premi.
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giovedì 30 agosto 2012
Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno
Otto anni. Tanti è passato da quando Batman si è assunto la responsabilità della morte di Harvey Dent ed è scomparso. Gotham si è ripresa e la criminalità è ai minimi storici. Grazie al Decreto Dent, mille prigionieri sono rinchiusi nella prigione cittadina di Blakcgate, senza possibilità di uscire.
La vita mondana, nel frattempo, ha perso il suo protagonista più celebre: Bruce Wayne. Ora l'eccentrico miliardario se ne sta rintanato in casa e non vede nessuno se non il suo fedele maggiordomo Alfred.
Il mondo fuori, però, continua a vivere. Il mercenario Bane ha rapito il Dr. Leonid Pavel, le imprese Wayne hanno finanziato degli studi sulle energie alternative indipendenti dai combustibili fossili ed una nuova ladra molto abile è presente in città.
Nelle ombre una congiura contro Wayne viene tramata.
Il pipistrello è pronto a tornare per fermare la nuova minaccia che sta per piombare su Gotham, ma non sarà facile. Sarà doloroso. Sarà epico.
Quattro anni. Tanti ne sono passati dall'ultimo Batman di Nolan, che era stato considerato da molti il miglior film di sempre.
Oggi il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939 torna sul grande schermo in un'avventura che conclude quella che verrà ricordata come la trilogia di Nola sul personaggio.
Musiche intense e di atmosfera perfettamente calzanti, come i momenti di silenzio presenti: anche loro sono parte della colonna sonora.
Una regia misurata, decisa, mai frenetica. La macchina da presa ed i suoi movimenti sono gestiti con tale cura da non creare mai caos sullo schermo, neanche nelle grandi scene di massa.
La computer grafica si integra alla perfezione nelle scene reali.
I mezzi a disposizione dei personaggi sono curiosi, adatti e stupefacenti. I loro costumi sono strani. Ci si mette un po' ad adattarsi alle tenute dei protagonisti. Quella che lascia un po' più sospesi è quella di Batman. Il collo stretto, il mantello morbido ed aderente. Strano, ma alla fine gradevole.
La trama è un capolavoro di certosina precisione. I collegamenti, i passaggi, i flashback, i riempitivi tutto collima ed è necessario per lo svolgimento della trama. Come complessità è, necessariamente, un gradino sotto all'ultima opera dei fratelli Nolan, Inception. Il tutto porta la spettatore ad essere concentrato su ogni momento del film. Un film nel quale la tensione parte, già dalle prime battute, da un livello alto e prosegue con picchi sempre più alti.
I personaggi trovano, nei 165 minuti della pellicola, ciascuno la sua dimensione. Ognuno ha il suo spazio, il suo tempo per mettere in mostra lati nuovi od approfondire quelli vecchi, per i vecchi personaggi, o per farsi conoscere ed amare, quelli nuovi.
Marion Cotillard è Miranda Tate. Una donna bellissima per un personaggio intrigante e stupefacente.
Tom Hardy è Bane. L'avversario del Cavaliere Oscuro, cattivo, cinico, spietato. Peccato che la maschera che indossi penalizzi molto l'interpretazione di Hardy. Come nella versione originale, anche qui, la caratterizzazione del personaggio è merito all'80% dalla voce. Quella italiana, perfetta, è di Filippo Timi. E' curioso notare la contrapposizione anche estetica tra Batman e Bane. Il villain è un personaggio mascherato con il volto scoperto ad eccezione della bocca, l'eroe, decostruito in questo episodio, è completamente mascherato ad eccezione della bocca.
Anne Hathaway è Selina Kyle. Proprio Selina, non tanto Catwoman. Anche se indossa il costume il personaggio sottolineato da Nolan è quello della ladra Selina Kyle. Oltreoceano non tanti ne sono rimasti colpiti. A me, invece, questa nuova gatta non è dispiaciuta per niente. Sensuale e felina ha dato spessore al suo personaggio.
Michael Caine è Alfred Pennyworth. Se nei film passati aveva funzione di alleggerire la situazione, in questo terzo capitolo ci mette del carico. Il suo affetto per Bruce travalica ogni confine. Viene munito di un paio di piccoli monologhi seri ed intensi che colpiscono dritti allo stomaco. A Firenze beve Fernet Branca.
Gary Oldman è James Gordon. Il commissario è l'unico a non sopravvalutare la tranquilla pace che regna su Gotham. Sa benissimo che prima della tempesta vi è una strana quiete e lui non vi si adagia. Lotta e si guadagna spazio prevalentemente nella seconda parte del film.
Joseph Gordon-Levitt è John Blake. Un agente di polizia intraprendente che ha come miti Batman ed il commissario Gordon. Un motorino perpetuo filo conduttore nella storia.
Morgan Freeman è Lucius Fox. Rispetto ai due film precedenti è il personaggio più sacrificato. Da una parte il fatto che abbia meno battute del solito è un bene. Purtroppo il doppiatore che ha sostituito Renato Mori, sua voce italiano ufficiale assente per motivi di salute, non ha nelle sue corde quel fondo ruvido e caldo a cui siamo abituati. Ugo Maria Morosi, che ha fatto conoscere a me l'attore in A spasso con Daisy, è l'anello debole del cast di doppiaggio.
Andando a scorre il cast vediamo quanti nomi di rilievo del cinema americano hanno partecipato alla realizzazione di quest'opera. Ci sono Matthew Modine, Nestor Carbonell, Cillian Murphy, Juno Temple, senza contare la presenza (ben più che un cameo) di Liam Neeson. Nota negativa nella scelta del cast: il Presidente degli Stati Uniti bianco.
Infine Christian Bale è sia Bruce Wayne che Batman. Con pizzetto, senza pizzetto, ferito, in forma, in auge, allo sfascio. Il suo Batman ritorno in azione non tanto perchè la città abbia bisogno di lui, come alla sua nascita e come bene gli fa capire il suo amico e maggiordomo Alfred, ma per dimostrare a se stesso di poter essere ancora l'eroe mascherato paladino della giustizia. Infatti, per lunghi tratti, le imprese del Cavaliere Oscuro sono costellate dal fallimento. Fallimento che permette al regista di decostruire il personaggio e farlo rinascere a nuova vita. Per la sua ultima performance nei panni dell'Uomo Pipistrello Bale mette tutto se stesso. Il doppiaggio di Santamaria, alla sua seconda prova sul personaggio, è efficace e calzante. Nota estetica: peccato il neo sotto il sopracciglio destro, che in alcune scene la fa da padrone.
Che dire alla fine. Batman è trino. Batman è epico. Batman è dark. Batman è la speranza. Batman è un mito. Non importa chi ci sia sotto quel mantello, importa l'icona e quello che fa per mettere le cose a posto.
Questo film ti tiene sul filo della tensione per tutta la sua durata. Peccato che si esaurisca in 165 minuti, anche venti in più (con Batman sullo schermo) non mi sarebbero dispiaciuti. Centosessantacinque minuti che riassunti in una sola parola possono definirsi densi.
Sia come sia Christopher Nolan e Jonathan Nolan hanno realizzato un pezzo di storia del cinema e dei fumetti che difficilmente vedrà eguali. I film della DC si distanziano enormemente da quelli della Marvel, come i personaggi dei loro fumetti. Se The Avengers era un capolavoro d'azione, divertimento e metteva sullo schermo le icone più famose per la mia generazione, tutte in un botto solo, la saga di Batman analizza un personaggio tormentato ed immenso.
Di film a livello di questo ce ne sono pochi, sia come struttura che come storia. Un plauso a tutti quelli che l'hanno messo in piedi. Da oggi, come è successo con il Batman di Tim Burton, questi film cammineranno da soli..
Il mio Bruce Wayne/Batman preferito resterà sempre Micheal Keaton, ma questi film, ah questi film.
Titolo originale The Dark Knight Rises
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2012
Durata 165 min
Formato 1,44:1 (sequenze IMAX)
Genere cinecomics
Regia Christopher Nolan
Basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger
Soggetto Christopher Nolan, David S. Goyer
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven
Produttore esecutivo Kevin De La Noy, Benjamin Melniker, Thomas Tull, Michael E. Uslan
Casa di produzione DC Entertainment e Legendary Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Wally Pfister
Montaggio Lee Smith
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Nathan Crowley, Kevin Kavanaugh
Costumi Lindy Hemming
Interpreti e personaggi
Christian Bale: Bruce Wayne/Batman
Anne Hathaway: Selina Kyle
Tom Hardy: Bane
Michael Caine: Alfred Pennyworth
Marion Cotillard: Miranda Tate
Joseph Gordon-Levitt: John Blake
Gary Oldman: James Gordon
Morgan Freeman: Lucius Fox
Nestor Carbonell: Sindaco Anthony Garcia
Josh Pence: Ra's al Ghul (giovane)
Liam Neeson: Ra's al Ghul (adulto)
Cillian Murphy: Jonathan Crane/Spaventapasseri
Matthew Modine: Vice Commissario Peter Foley
Alon Aboutboul: Dr. Leonid Pavel
Juno Temple: Jen
Ben Mendelsohn: John Daggett
Daniel Sunjata: Capitano Jones
Burn Gorman: Stryver
Josh Stewart: Barsad
Tomas Arana: avvocato
Tom Conti: detenuto
William Devane: Presidente degli Stati Uniti
Doppiatori italiani
Claudio Santamaria: Bruce Wayne/Batman
Domitilla D'Amico: Selina Kyle
Filippo Timi: Bane
Dario Penne: Alfred Pennyworth
Claudia Catani: Miranda Tate
Andrea Mete: John Blake
Angelo Maggi: James Gordon
Ugo Maria Morosi: Lucius Fox
Roberto Gammino: Sindaco Anthony Garcia
Alessandro Rossi: Ra's al Ghul (adulto)
Simone D'Andrea: Jonathan Crane/Spaventapasseri
Antonio Sanna: Vice commissario Peter Foley
Radislav Gillonsky: Dr. Leonid Pavel
Rossa Caputo: Jen
Franco Mannella: John Daggett
Simone Mori: Capitano Jones
Massimiliano Manfredi: Stryver
Rodolfo Bianchi: avvocato
Carlo Cosolo: detenuto
Omero Antonutti: detenuto cieco
Michele Gammino: Presidente degli Stati Uniti
La vita mondana, nel frattempo, ha perso il suo protagonista più celebre: Bruce Wayne. Ora l'eccentrico miliardario se ne sta rintanato in casa e non vede nessuno se non il suo fedele maggiordomo Alfred.
Il mondo fuori, però, continua a vivere. Il mercenario Bane ha rapito il Dr. Leonid Pavel, le imprese Wayne hanno finanziato degli studi sulle energie alternative indipendenti dai combustibili fossili ed una nuova ladra molto abile è presente in città.
Nelle ombre una congiura contro Wayne viene tramata.
Il pipistrello è pronto a tornare per fermare la nuova minaccia che sta per piombare su Gotham, ma non sarà facile. Sarà doloroso. Sarà epico.
Quattro anni. Tanti ne sono passati dall'ultimo Batman di Nolan, che era stato considerato da molti il miglior film di sempre.
Oggi il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939 torna sul grande schermo in un'avventura che conclude quella che verrà ricordata come la trilogia di Nola sul personaggio.
Musiche intense e di atmosfera perfettamente calzanti, come i momenti di silenzio presenti: anche loro sono parte della colonna sonora.
Una regia misurata, decisa, mai frenetica. La macchina da presa ed i suoi movimenti sono gestiti con tale cura da non creare mai caos sullo schermo, neanche nelle grandi scene di massa.
La computer grafica si integra alla perfezione nelle scene reali.
I mezzi a disposizione dei personaggi sono curiosi, adatti e stupefacenti. I loro costumi sono strani. Ci si mette un po' ad adattarsi alle tenute dei protagonisti. Quella che lascia un po' più sospesi è quella di Batman. Il collo stretto, il mantello morbido ed aderente. Strano, ma alla fine gradevole.
La trama è un capolavoro di certosina precisione. I collegamenti, i passaggi, i flashback, i riempitivi tutto collima ed è necessario per lo svolgimento della trama. Come complessità è, necessariamente, un gradino sotto all'ultima opera dei fratelli Nolan, Inception. Il tutto porta la spettatore ad essere concentrato su ogni momento del film. Un film nel quale la tensione parte, già dalle prime battute, da un livello alto e prosegue con picchi sempre più alti.
I personaggi trovano, nei 165 minuti della pellicola, ciascuno la sua dimensione. Ognuno ha il suo spazio, il suo tempo per mettere in mostra lati nuovi od approfondire quelli vecchi, per i vecchi personaggi, o per farsi conoscere ed amare, quelli nuovi.
Marion Cotillard è Miranda Tate. Una donna bellissima per un personaggio intrigante e stupefacente.
Tom Hardy è Bane. L'avversario del Cavaliere Oscuro, cattivo, cinico, spietato. Peccato che la maschera che indossi penalizzi molto l'interpretazione di Hardy. Come nella versione originale, anche qui, la caratterizzazione del personaggio è merito all'80% dalla voce. Quella italiana, perfetta, è di Filippo Timi. E' curioso notare la contrapposizione anche estetica tra Batman e Bane. Il villain è un personaggio mascherato con il volto scoperto ad eccezione della bocca, l'eroe, decostruito in questo episodio, è completamente mascherato ad eccezione della bocca.
Anne Hathaway è Selina Kyle. Proprio Selina, non tanto Catwoman. Anche se indossa il costume il personaggio sottolineato da Nolan è quello della ladra Selina Kyle. Oltreoceano non tanti ne sono rimasti colpiti. A me, invece, questa nuova gatta non è dispiaciuta per niente. Sensuale e felina ha dato spessore al suo personaggio.
Michael Caine è Alfred Pennyworth. Se nei film passati aveva funzione di alleggerire la situazione, in questo terzo capitolo ci mette del carico. Il suo affetto per Bruce travalica ogni confine. Viene munito di un paio di piccoli monologhi seri ed intensi che colpiscono dritti allo stomaco. A Firenze beve Fernet Branca.
Gary Oldman è James Gordon. Il commissario è l'unico a non sopravvalutare la tranquilla pace che regna su Gotham. Sa benissimo che prima della tempesta vi è una strana quiete e lui non vi si adagia. Lotta e si guadagna spazio prevalentemente nella seconda parte del film.
Joseph Gordon-Levitt è John Blake. Un agente di polizia intraprendente che ha come miti Batman ed il commissario Gordon. Un motorino perpetuo filo conduttore nella storia.
Morgan Freeman è Lucius Fox. Rispetto ai due film precedenti è il personaggio più sacrificato. Da una parte il fatto che abbia meno battute del solito è un bene. Purtroppo il doppiatore che ha sostituito Renato Mori, sua voce italiano ufficiale assente per motivi di salute, non ha nelle sue corde quel fondo ruvido e caldo a cui siamo abituati. Ugo Maria Morosi, che ha fatto conoscere a me l'attore in A spasso con Daisy, è l'anello debole del cast di doppiaggio.
Andando a scorre il cast vediamo quanti nomi di rilievo del cinema americano hanno partecipato alla realizzazione di quest'opera. Ci sono Matthew Modine, Nestor Carbonell, Cillian Murphy, Juno Temple, senza contare la presenza (ben più che un cameo) di Liam Neeson. Nota negativa nella scelta del cast: il Presidente degli Stati Uniti bianco.
Infine Christian Bale è sia Bruce Wayne che Batman. Con pizzetto, senza pizzetto, ferito, in forma, in auge, allo sfascio. Il suo Batman ritorno in azione non tanto perchè la città abbia bisogno di lui, come alla sua nascita e come bene gli fa capire il suo amico e maggiordomo Alfred, ma per dimostrare a se stesso di poter essere ancora l'eroe mascherato paladino della giustizia. Infatti, per lunghi tratti, le imprese del Cavaliere Oscuro sono costellate dal fallimento. Fallimento che permette al regista di decostruire il personaggio e farlo rinascere a nuova vita. Per la sua ultima performance nei panni dell'Uomo Pipistrello Bale mette tutto se stesso. Il doppiaggio di Santamaria, alla sua seconda prova sul personaggio, è efficace e calzante. Nota estetica: peccato il neo sotto il sopracciglio destro, che in alcune scene la fa da padrone.
Che dire alla fine. Batman è trino. Batman è epico. Batman è dark. Batman è la speranza. Batman è un mito. Non importa chi ci sia sotto quel mantello, importa l'icona e quello che fa per mettere le cose a posto.
Questo film ti tiene sul filo della tensione per tutta la sua durata. Peccato che si esaurisca in 165 minuti, anche venti in più (con Batman sullo schermo) non mi sarebbero dispiaciuti. Centosessantacinque minuti che riassunti in una sola parola possono definirsi densi.
Sia come sia Christopher Nolan e Jonathan Nolan hanno realizzato un pezzo di storia del cinema e dei fumetti che difficilmente vedrà eguali. I film della DC si distanziano enormemente da quelli della Marvel, come i personaggi dei loro fumetti. Se The Avengers era un capolavoro d'azione, divertimento e metteva sullo schermo le icone più famose per la mia generazione, tutte in un botto solo, la saga di Batman analizza un personaggio tormentato ed immenso.
Di film a livello di questo ce ne sono pochi, sia come struttura che come storia. Un plauso a tutti quelli che l'hanno messo in piedi. Da oggi, come è successo con il Batman di Tim Burton, questi film cammineranno da soli..
Il mio Bruce Wayne/Batman preferito resterà sempre Micheal Keaton, ma questi film, ah questi film.
Titolo originale The Dark Knight Rises
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2012
Durata 165 min
Formato 1,44:1 (sequenze IMAX)
Genere cinecomics
Regia Christopher Nolan
Basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger
Soggetto Christopher Nolan, David S. Goyer
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven
Produttore esecutivo Kevin De La Noy, Benjamin Melniker, Thomas Tull, Michael E. Uslan
Casa di produzione DC Entertainment e Legendary Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Wally Pfister
Montaggio Lee Smith
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Nathan Crowley, Kevin Kavanaugh
Costumi Lindy Hemming
Interpreti e personaggi
Christian Bale: Bruce Wayne/Batman
Anne Hathaway: Selina Kyle
Tom Hardy: Bane
Michael Caine: Alfred Pennyworth
Marion Cotillard: Miranda Tate
Joseph Gordon-Levitt: John Blake
Gary Oldman: James Gordon
Morgan Freeman: Lucius Fox
Nestor Carbonell: Sindaco Anthony Garcia
Josh Pence: Ra's al Ghul (giovane)
Liam Neeson: Ra's al Ghul (adulto)
Cillian Murphy: Jonathan Crane/Spaventapasseri
Matthew Modine: Vice Commissario Peter Foley
Alon Aboutboul: Dr. Leonid Pavel
Juno Temple: Jen
Ben Mendelsohn: John Daggett
Daniel Sunjata: Capitano Jones
Burn Gorman: Stryver
Josh Stewart: Barsad
Tomas Arana: avvocato
Tom Conti: detenuto
William Devane: Presidente degli Stati Uniti
Doppiatori italiani
Claudio Santamaria: Bruce Wayne/Batman
Domitilla D'Amico: Selina Kyle
Filippo Timi: Bane
Dario Penne: Alfred Pennyworth
Claudia Catani: Miranda Tate
Andrea Mete: John Blake
Angelo Maggi: James Gordon
Ugo Maria Morosi: Lucius Fox
Roberto Gammino: Sindaco Anthony Garcia
Alessandro Rossi: Ra's al Ghul (adulto)
Simone D'Andrea: Jonathan Crane/Spaventapasseri
Antonio Sanna: Vice commissario Peter Foley
Radislav Gillonsky: Dr. Leonid Pavel
Rossa Caputo: Jen
Franco Mannella: John Daggett
Simone Mori: Capitano Jones
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venerdì 18 novembre 2011
Agente Smart - Casino Totale
Un attentato alla centrale operativa sconvolge l'organigramma di CONTROL, un'agenzia ultrasegreta americana sotto il patrocinio della presidenza. Rimangono attivi e coperti dalle loro identità segrete solo un manipolo di agenti che devono tentare di sventare la minaccia di attacchi nucleari portata dall'organizzazione criminale KAOS. Della missione operativa faranno parte la bella Agente 99 ed il neo Agente 86, ex analista appena promosso ad operativo.
Raramente ho visto un film più noioso. Il tempo non passava più. Gag senza mordente che non strappano sorrisi, battute loffie e scadenti (tranne un paio dette dal Capo). Azione zero. Situazioni banali e straviste spacciate come citazioni da 007, The Avenger, Austin Powers, Johnny English (i va dalla festa di compleanno nella base segreta di KAOS in Russia, alla sequenza delle porte che si aprono prima del passaggio del protagonista all'accesso a CONTROL). Gli attori, tutti drammaticamente sotto tono, si distinguono per la loro inutilità. Dwayne Johnson, il The Rock del wrestling, The Great Khali, anche lui proveniente dalla WWE, stuzzicano la curiosità, ma si fan ben presto dimenticare. Neanche la presenza di Terence Stamp, forse in crisi occupazionale, risolleva il morale dello spettatore. Il protagonista è Steve Carell (40 anni vergine) esprime con orgoglio tutta la sua gamma di espressioni facciali: una! Sia quando guarda il sedere della sua coprotagonista che quando spara agli avversari ha la faccia di colui che si sta annoiando a fare quello che fa, ma che lo fa per ricevere una buona busta paga. L'unica nota positiva è la bella Anne Hathaway. Non che anche lei si sprechi troppo in quello che fa, ma per lo meno ci mostra una coscia ogni tanto: il miglior effetto speciale di tutta le pellicola.
La regia è didascalica, pesante e pedante. Peter Segal, che dopo questa pellicola non ha diretto più niente, non riesce a gestire il film e crea un Casino Totale. Certo avesse avuto una sceneggiatura seriamente competitiva su cui lavorare, forse, avrebbe potuto fare di più.
Di tutto il film si salva solo la colonna sonora. Solo perchè vi è inclusa la Nona di Beethoven, mica per altro.
Ma veramente un film fatto male che non auguro ad alcuno di vedere. Che boiata. Se poi pensiamo che la serie degli anni 60 del secolo scorso dalla quale è tratto il film è stata ideata da Mel Brooks e fu vincitrice di 7 Emmy in tre anni dal 1967 al 1969 (a fronte di 14 candidature) lo sconforto cresce ancora di più.
Titolo originale Get Smart
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2008
Durata 110 min
Genere commedia
Regia Peter Segal
Soggetto Mel Brooks, Buck Henry
Sceneggiatura Tom J. Astle, Matt Ember
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Dean Semler
Montaggio Richard Pearson
Musiche Trevor Rabin
Scenografia Wynn Thomas
Interpreti e personaggi
Steve Carell: Maxwell Smart / Agente 86
Anne Hathaway: Agente 99
Dwayne Johnson: Agente 23
Alan Arkin: Il Capo
Terence Stamp: Siegfried
Terry Crews: Agente 91
David Koechner: Larabee
James Caan: Presidente degli Stati Uniti
Bill Murray: Agente 13
Patrick Warburton: Hymie
Masi Oka: Bruce
The Great Khali: Dalip
Doppiatori italiani
Massimo de Ambrosis: Maxwell Smart / Agente 86
Rossella Acerbo: Agente 99
Roberto Pedicini: Agente 23
Manlio De Angelis: Il Capo
Dario Penne: Siegfried
Luciano De Ambrosis: Presidente degli Stati Uniti
Michele Gammino: Agente 13
Raramente ho visto un film più noioso. Il tempo non passava più. Gag senza mordente che non strappano sorrisi, battute loffie e scadenti (tranne un paio dette dal Capo). Azione zero. Situazioni banali e straviste spacciate come citazioni da 007, The Avenger, Austin Powers, Johnny English (i va dalla festa di compleanno nella base segreta di KAOS in Russia, alla sequenza delle porte che si aprono prima del passaggio del protagonista all'accesso a CONTROL). Gli attori, tutti drammaticamente sotto tono, si distinguono per la loro inutilità. Dwayne Johnson, il The Rock del wrestling, The Great Khali, anche lui proveniente dalla WWE, stuzzicano la curiosità, ma si fan ben presto dimenticare. Neanche la presenza di Terence Stamp, forse in crisi occupazionale, risolleva il morale dello spettatore. Il protagonista è Steve Carell (40 anni vergine) esprime con orgoglio tutta la sua gamma di espressioni facciali: una! Sia quando guarda il sedere della sua coprotagonista che quando spara agli avversari ha la faccia di colui che si sta annoiando a fare quello che fa, ma che lo fa per ricevere una buona busta paga. L'unica nota positiva è la bella Anne Hathaway. Non che anche lei si sprechi troppo in quello che fa, ma per lo meno ci mostra una coscia ogni tanto: il miglior effetto speciale di tutta le pellicola.
La regia è didascalica, pesante e pedante. Peter Segal, che dopo questa pellicola non ha diretto più niente, non riesce a gestire il film e crea un Casino Totale. Certo avesse avuto una sceneggiatura seriamente competitiva su cui lavorare, forse, avrebbe potuto fare di più.
Di tutto il film si salva solo la colonna sonora. Solo perchè vi è inclusa la Nona di Beethoven, mica per altro.
Ma veramente un film fatto male che non auguro ad alcuno di vedere. Che boiata. Se poi pensiamo che la serie degli anni 60 del secolo scorso dalla quale è tratto il film è stata ideata da Mel Brooks e fu vincitrice di 7 Emmy in tre anni dal 1967 al 1969 (a fronte di 14 candidature) lo sconforto cresce ancora di più.
Titolo originale Get Smart
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2008
Durata 110 min
Genere commedia
Regia Peter Segal
Soggetto Mel Brooks, Buck Henry
Sceneggiatura Tom J. Astle, Matt Ember
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Dean Semler
Montaggio Richard Pearson
Musiche Trevor Rabin
Scenografia Wynn Thomas
Interpreti e personaggi
Steve Carell: Maxwell Smart / Agente 86
Anne Hathaway: Agente 99
Dwayne Johnson: Agente 23
Alan Arkin: Il Capo
Terence Stamp: Siegfried
Terry Crews: Agente 91
David Koechner: Larabee
James Caan: Presidente degli Stati Uniti
Bill Murray: Agente 13
Patrick Warburton: Hymie
Masi Oka: Bruce
The Great Khali: Dalip
Doppiatori italiani
Massimo de Ambrosis: Maxwell Smart / Agente 86
Rossella Acerbo: Agente 99
Roberto Pedicini: Agente 23
Manlio De Angelis: Il Capo
Dario Penne: Siegfried
Luciano De Ambrosis: Presidente degli Stati Uniti
Michele Gammino: Agente 13
giovedì 10 giugno 2010
I Segreti di Brokeback Mountain
Due giovani spiantati cowboy, provenienti da vite diverse, si presentano per lo stesso lavoro estivo: condurre le pecore al pascolo sui monti Brokeback. Ennis del Mar, il biondo, si occupa di accudire le pecore al pascolo in alta montagna, mentre Jack Twist, il moro, si occupa della gestione del campo base ai piedi dei monti. La loro conoscenza superficiale si approfondisce nei giorni e nei mesi in cui restano isolati suoi monti. Da perfetti sconosciuti a confidenti, per poi passare alla ricerca di un rapporto umano più intenso nella solitudine. La relazione tra i due uomini diventa, a breve, intima ed intensa.Finito il pascolo e tornati alle loro vite Ennis si sposa con la sua fidanzata storica e da lei ha due figlie, Jack si dedica ai rodei finchè non incontra Laureen, figlia di un ricco industriale, la sposa ed ha da lei un figlio.
Dopo quattro anni di silenzio Jack invia ad Ennis una cartolina per chiedergli di poterlo andare a trovare, la risposta è affermativa.
Si riaccende la passione tra i due uomini. Una passione che porterà Ennis al divorzio, al non riuscire a mantenere un lavoro stabile ed a non riuscire più a gestire la sua vita sociale, ed al tormento di Jack di non poter vivere insieme.
Un passione ed una storia d'amore tra due uomini che durerà più di vent'anni, ma che si interromperà bruscamente.
Ang Lee. Ritroviamo il regista taiwanese alle prese con una pellicola hollywoodiana. Sceneggiatori, regista ed ottimi attori hanno permesso che questo film vincesse una sfilza di premi tali da renderlo il film più premiato del 2005, tra questi l'Oscar come miglior film, il Golden Globe per lo stesso motivo ed il Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Fotografia intensa, paesaggi bellissimi, molte pecore all'inizio, ed approfondita analisi dei personaggi rendono apprezzabile un film di più di due ore. La ricerca della poetica ne pregiudica però il ritmo che, per via dei pochi cambi di registro, si mantiene lento e riflessivo per quasi tutta la durata. La scelta di girare una pellicola sulla storia d'amore di due cowboy, simbolo del machismo americano per eccellenza, è coraggiosa, ma la grande abilità del regista è stata nel riuscire a non banalizzare il rapporto ed a non dileggiare un simbolo della cultura statunitense.
Da sottolineare la prova dei due attori protagonisti. Sia Heath Ledger, colui di cui più seguiamo le vicende, che Jake Gyllenhaal riescono a dare spessore e credibilità agli uomini che interpretano. Ci trasmettono il loro dubbi, le loro paure e le loro gioie con convinzione, accettando una parte che avrebbe fatto paura a molti altri. Jake Gyllenhaal si sta affermando ora come attore di primo piano, mentre Heath Ledger è stato premiato con un Oscar come miglior attore per la sua interpretazione nel Cavaliere Oscuro di Chirstopher Nolan. Premio arrivato postumo per la dipartita prematura dell'attore.
I Segreti di Brokeback Mountain con Heath Ledger (Ennis Del Mar), Jake Gyllenhaal (Jack Twist), Michelle Williams (Alma Beers Del Mar), Anne Hathaway (Lureen Twist), 130 min, 2005 per la regia di Ang Lee
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