Sanremo 2013 è finito. E' finito sabato scorso ed io, pur vedendone più di quanto mi aspettassi, mi son perso quasi tutta la finale. Poco di male. Ero in una bella città, in compagnia di amici simpatici e devo dire che non ero minimamente preoccupato di sapere cosa stesse succedendo nella cittadina ligure. Il caso ha voluto che rientrassi in albergo proprio durante la proclamazione, da parte dei presentatori, del terzetto sul podio. Sia come sia son rimasto sbalordito a sentire il nome di Elio nel terzetto che si sarebbe giocato la vittoria finale: loro, che puntavano al quarto posto, ci saranno rimasti più male di me. Non mi ha sorpreso Mengoni, mi ha messo tristezza la presenza dei Modà, che sono un gruppo che proprio non capisco.
Sappiamo chi ha vinto, ma non come. Quindi ecco le percentuali che hanno ottenuto i primi tre della classifica: Marco Mengoni ha ottenuto il primo posto con il 36% delle preferenze, gli Elio e le Storie tese il secondo con il 33%, seguiti dai Modà col 31%.
Ma gli altri come sono arrivati. Unendo le classifiche del televoto di giovedì e sabato e quella della giuria di qualità ecco la classifica finale:
1. Marco Mengoni;
2. Elio e Le Storie Tese;
3. Modà;
4. Malika Ayane;
5. Raphael Gualazzi;
6. Daniele Silvestri;
7. Max Gazzè;
8. Chiara;
9. Annalisa;
10. Maria Nazionale;
11. Simone Cristicchi;
12. Marta sui tubi;
13. Simona Molinari e Peter Cincotti;
14. Almamegretta.
Classifica del Televoto (sommatoria dei voti di giovedì e sabato):
1. Marco Mengoni;
2. Modà;
3. Annalisa Scarrone;
4. Chiara Galiazzo;
5. Raphael Gualazzi;
6. Elio e Le Storie Tese;
7. Maria Nazionale;
8. Daniele Silvestri;
9. Simone Cristicchi;
10. Simona Molinari e Peter Cincotti;
11. Malika Ayane;
12. Max Gazzè;
13. Marta sui Tubi;
14. Almamegretta.
Classifica della Giuria di Qualità:
1. Elio e Le Storie Tese;
2. Malika;
3. Gualazzi;
4. Daniele Silvestri;
5. Gazzè;
6. Mengoni;
7. Modà;
8. Chiara -Marta sui Tubi (pari merito);
10. Maria Nazionale;
11. Simone Cristicchi;
12. Annalisa;
13. Molinari – Cincotti e Almamegretta (pari merito).
Ad Elio e Le Storie Tese, oltre al secondo posto in classifica generale, sono andati anche il Premio della Critica "Mia Martini", il Premio per il miglior arrangiamento ed il Premio della Giuria "Lucio Dalla", sicuramente tutti meritati.
E' curioso, però, vedere come la Giuria di Qualità abbia assegnato anche alla band milanese la vittoria nella sua classifica provvisoria. A conti fatti, però, la classifica finale uscita dall'unione di quella della Giuria di Qualità e del pubblico a casa è la migliore sintesi del gradimento delle serate. Dispiace vedere sul podio i Modà, che ci hanno ammorbato per tre sere con i loro inutili Se, e solo nona una delle più belle voci della settimana: Annalisa. Spiace vedere al 12° e 14° posto Marta sui tubi e Almamegretta. Spiace perchè capisci che non sono stati squalificati per orrendezza, ma sono stati tenuti in considerazione fino alla fine. Tutti gli altri han fatto la loro gara, senza pretese, e poche delle canzoni presentate rimarranno.
Un complimento a parte meritano gli Elii. Il loro secondo posto è giusto, non un'infamata come quella di 17 anni fa. La loro Canzone Mononota è simpatica ed artisticamente valida, ma Marco Mengoni, finalmente, ha meritato la vittoria. I ragazzi delle Storie Tese ed il loro vocalist si sono messi in gioco ogni sera, stupendo il pubblico anche sotto il punto di vista visivo. Mi chiedo come abbiano fatto a resistere per sei, sette, ore con il trucco da uomini obesi (una soluzione di peso per recuperare terreno) ed a cantare per bene tre volte, senza schiattare sul palco.
Della serata finale mi rimangono solo alcune istantanee su internet o qualche spezzone televisivo: la farfallina di Luciana, un giovane direttore d'orchestra che apre la kermesse con Wagner, una frase di Bisio letta in rete e la descrizione della performance di Bocelli.
Quello che si può dire è che la 63a Edizione del Festival della musica italiana di Sanremo è stata una rivelazione. Fabio Fazio ha riletto la manifestazione storica in una chiave nuova ed aggiornata. Ha elevato il ruolo della donna da semplice valletta a presentatrice a tutti gli effetti (attenzione però! La donna deve essere brava e pronta, non pensate che la stessa operazione possa essere ripetuta con una Gregoraci od una Fico di turno). Si è messo in gioco e si è sciolto un po' rispetto all'impettito e, tante volte, prostrato presentatore domenicale di Rai3. Luciana Littizzetto è stata lei. Brava per molti tratti dello spettacolo, a volte eccezionale (il monologo a favore della lotta contro la violenza sulle donne e la seguente danza) ed a volte, rare, eccessivamente sopra le righe.
Rimarranno Maurizio Crozza, Rocco Siffredi, alcuni duetti inopportuni nella Serata Storica, Verdi, Wagner e la musica classica in prima serata, Mengoni che canta Tenco, i costumi di Elio, la voce di Annalisa, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto su tutto e forse poco altro, perchè abbiamo la memoria corta.
Chi l'ha visto ha potuto godere di serate leggere e divertenti, anche se arrivare alla una di notte in settimana è deleterio per molti, che hanno proposto spunti riflessivi conditi da musica a volte buona a volte no.
Chi non l'ha visto avrà avuto le sue buone ragioni, ma per criticarlo pesantemente anche quest'anno non basta appellarsi alle memorie di quando si era bambini. Dalla prima edizione targata Gianni Morandi le cose sono cambiate. La libertà di uscire dagli schemi, seguendo la liturgia che questa manifestazione storica richiede, è aumentata. Con l'edizione di quest'anno si è esplorato qualche nuovo territorio sconosciuto.
Chissà che la mentalità da reality, da tv commerciale, da "ti interrompo mentre parli, perchè così ottengo visibilità", non sia stata scalfita da una televisione educata e pacata. Io me lo auguro.
Da domani si torna a parlare di amenità varie, tranquilli.
Grazie a chi ha letto queste deliranti righe di metà Febbraio e grazie a chi mi ha permesso di scriverle.
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lunedì 18 febbraio 2013
Sanremo 2013 - Serata finale
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venerdì 15 febbraio 2013
Sanremo 2013 - Quarta serata
Ultima serata settimanale, prima della finale di sabato, ed ultima serata in diretta, per me, per quest'anno della 63a edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Lunedì tireremo le somme di quello che succederà nel week end.
Dopo la gara dei giorni scorsi, ecco una serata revival. I cantanti in gara reinterpreteranno quattordici classici vincitori delle edizioni storiche del Festival.
20.45. La diretta inizia con immagine d'epoca in bianco e nero. Entra, scendendo dalla scala, Luciana Littizzetto con indosso una replica, su misura per lei, del vestito di Nilla Pizzi del 1951 e con un'acconciatura che la valorizza. Fazio è semplice in grigio e camicia bianca, senza cravatta, e l'inizio è brioso come sempre.
20.56. Malika Ayane. Cosa hai messo nel caffè del 1969. Non bastavano i gesti che la ragazzona d'acciaio ha sperperato in questi prime tre giorni, stasera ha anche due paia di mani extra di due bellocci che si è portata sul palco. La canzone è simpatica, anche se avrebbe potuto essere arrangiata in un modo po' più invitanti, vista la tara della voce tonda e roca della, quasi agile, cantante. Simpatica.
21.02. Daniele Silvestri. Piazza Grande. 1972. Vestito da mafioso con la coppola si siede sugli scalini del palco e la butta un po' via. Confrontarsi con un classico, cantato in originale da un mostro sacro della musica italiana, è sempre difficile. Silvestri ne esce un po' con le ossa rotte. Dalla è un'altra cosa, ma lui si è messo in gioco.
Da questa sera scopriamo la giuria di qualità, che lavorerà stasera e domani per aiutare a decidere i vincitori delle due categorie. Si inizia questa sera con i giovani. Il presidente è Nicola Piovani. Con lui Daniela Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecila Sciai, Serana Dandini (coi capelli lunghi), Claudio Cocconuto, (l'esempio dell'eleganza), Marco Tulli, Paolo Giordano, Neri Marcorè (sostituisce Carlo Verdone, a casa con un ascesso) ed infine Nicoletta Mantovani Pavarotti.21.20. La Littizzetto cambia abito e presenta la canzone vincitrice del Sanremo del 1981. Per Elisa. Annalisa con Afònia. Annalisa è vestita! Credo che questa sia la notizia della serata. Due voce diverse. Nel senso che una ce l'altra no, indovinate un po' chi è delle due ad ridurre la qualità della prestazione? Non mi convincono. Si sente che non è loro e non è nelle loro corde. Decisamente troppo urlata e veloce.
21.28. Marta sui tubi con Antonella Ruggero. Nessuno. Festival del 1959, ottava classificata, cantata da Wilma De Angelis. Opportunamente rallentata per far permettere al cantante sui tubi di scandire le parole della canzone, per poi partire rapida ed allegra. La voce della Ruggiero è piacevole in tutte e due le versioni mentre, come previsto, Tubo si mangia le parole nella seconda parte. Fino ad adesso i migliori.
21.34. Ritornano "I Figli di " Paola Dominghin, Gianmarco Tognazzi, Denny Quinn, Rosita Celentano della deludente 39a edizione del Festival. Degli spezzoni impietosi permettono di fare quattro risate su un passato indimenticabile. Gli viene anche offerta un'ultima possibilità per redimersi dagli orrori del passato: la presentazione del prossimo cantante. Raphael Gualazzi. Luce (tramonti a nord est). 2001. Con il suo fidato piano il roco ex giovane dagli occhi perennemente chiusi ne da' una sua versione jazz.
Son sempre convinto che sia oggettivamente bravo, ma soggettivamente lo considero inascoltabile.
21.52. Modà. Io che non vivo. 1965. Una versione estremamente classica che valorizza un po' il gruppo. Buoni, ma non i più bravi.
21.57. Simone Cristicchi. Canzone per te. 1968. No, cioè, ma è stonato. Cioè, ci fa o ci è? E' questo il mistero, oltre a come faccia essere lì sul palco di una manifestazione del genere. Si impegna, per carità. E' bravo a fare altro, per carità. Al massimo invitatelo come ospite, non come concorrente. Onestamente si salva un po' sul finale.
22.03. Nuovo riproduzione 012 di un abito storico di Luciana Litizzetto. Entra con un caschetto dorato stile Caterina Caselli in un vestito carta da zucchero. Siparietto simpatico e spontaneo per pubblicità ed in attesa del prossimo concorrente. Simona "Bella" Molinari e Peter "Edward" Cincotti con il Maestro Franco Cerri (jazzista). Tua. Quarta nel 1959. Bella Cullen, quasi desnuda, e suo marito interpretano un canzone in pieno stile anni '60 del secolo scorso, della quale poco si capiscono le parole ed a volte fuori tempo l'uno sull'altro. Metto la sveglia per quando finisce, intanto recupero un po' di sonno arretrato di questi giorni. Una tristezza totale. Si gioca la palma di peggiore fino ad ora.
22.17. Maria Nazionale. Perdere l'amore. 1988. Tra napoletani ci si intende e speriamo che la pettoruta cantante neomelodica non sbrachi. Io me la ricordavo un po' più veloce, ma forse mi sbaglio. Buona voce, ma, forse grazie ai vampiri di prima, la noia si affastella intorno alle mie caviglie. Mi sembra di aver anche visto il mio gatto Yoda tentare di impiccarsi con uno dei nastri con i quali, di solito, gioca.
22.24. Marco Mengoni. Ciao Amore ciao. 1967. Quest'anno il ragazzo è sempre elegante. La musica un po' alta, ma la canzone di Tenco non è certo maltrattata, anzi. Finalmente una canzone storica trattata con rispetto, un ottimo arrangiamento per una bella voce. Un cantante che potrebbe essere grande se venisse valorizzato meglio.
22.30. Un caro e divertente ricordo di Mike Buongiorno, re di undici edizioni del Festival. Fazio va in piazza a partecipare all'inaugurazione della statua dedicata al Mike nazionale.
Luciana è ora padrona del Festival e si rotola sul palco come un labrador nel fango.
All'aperto, Corso Matteotti nel centro di Sanremo, la famiglia Buongiorno al completo è pronta ad inaugurare la statua di Mike.
22.43. Rocco Siffredi si presenta all'improvviso sul palco per introdurre Elio e Le Storie Tese che con lui canteranno Un bacio piccolissimo. 1964. Con la fronte sempre più alta, come un complessino degli anni '60 del secolo scorso, con gli strumenti piccolissimi e piccolissimi loro stessi, come il bacio decantato si dilettano in una strana versione della canzone. Bravi e simpatici. Anche Rocco si ammorbidisce un po' e dimostra una grande simpatia.
22.51. Dopo aver smontato gli Elii, non senza difficoltà si passa al 1969. Max Gazzè. Ma che freddo fa. Max si presenta con un frac in muratura con incollate delle piume di pavone all'altezza delle natiche. Si cimenta nella canzone di Nada e ne esce abbastanza bene anche se, forse, con meno abbrivio dell'originale.
22.55. Luciana Littizzetto è già su di giri ed emozionata. Ritira il premio città di Sanremo Pippo Baudo. Incanutito e non inutilmente tinto è sempre un grande. Un bel momento, comico, leggero, ma intenso allo stesso momento. Baudo è un professionista di altri tempi. Si vede. Si merita i riconoscimenti che gli porgono.
23.16. Chiara. Almeno tu nell'universo. 1989. Presumo un'esecuzione impeccabile. Una canzone storica, che ogni anno ritorna sul palco di Sanremo o di qualche importante manifestazione televisiva. Chiara è brava, anche se un po' algida e distante.
23.22. Almamegretta, senza il loro cantante. Il ragazzo della via Gluck. 1966. James Senese al sax, Clementino rapper ed altra gente sostituiscono il leader del gruppo che non canta per lo shabbat. Devo dire che ci guadagnano. Potrebbero mantenere Marcello Coleman anche per il proseguio del Festival e prenderebbero più voti. Una buona versione, che avrebbe fatto meno del rapper, in stile Bob Marley. "Lasciate crescere l'erba". Sì, ma quale? Secondo me intendeva la gatta.
23.32. Apaneci cavaquinio. Stefano Bollani. Altro ospite pianista del Festival targato Fazio. Uno dotato veramente. Per dimostrarlo, prima di lasciare il palco, esegue un medley di canzoni a richiesta. Ad una velocità incredibile! Tutte e cinque. Io ho riconosciuto solo Papaveri e Papere, Imagine e Nel blu dipinto di blu. Una terra promessa e vita spericolata per nulla.
23.46. Inizia la gara dei giovani. Antonio Maggio. Mi servirebbe sapere. Diretto da Massimo Morini e dalla sua moneta da 0€. Espressivo, simpatico, un po' alla Silvestri/Gazzè dei primi tempi. Del quartetto quello che preferisco.
23.58. Ilaria Porceddu. In equilibrio. Vestito della stessa fantasia di quello di ieri sera, ma con colori meno brillanti. Anche lei è brava. A mio gusto buona seconda, per via della parte di testo non in italiano nella canzone.
00.04. Blastema. Dietro l'intima ragione. Sembrano i Blackstone di Nana, ma senza la loro grinta. Mi mettono tristezza.
00.11. Renzo Rubino. Il postino (amami uomo). Il Gualazzi dei giovani, con una canzone sull'omosessualità. Sicuro qualcosa la porta a casa, visto che i giudici ed il pubblico di Sanremo è sempre sensibile a questi argomenti. La dimostrazione è ciò che si è visto con Povia e la Tantangelo negli anni passati.
00.19. Caetano Veloso. Voce Linda e Piove. 75 anni ben portati. Regge tutto sulle sue spalle e sulla sua chitarra senza sforzo apparente. E per di più si scusa con l'orchestra per non averla fatta suonare. Veloso consegna il premio per il miglior testo di ogni canzone a Il Cile per Le parole non servono più, attribuito dalla giuria di qualità.
alle 00.29, quindi in evidente ritardo ritorna Stefano Bollani per accompagnare al piano Caetano Veloso in Come prima.
00.39. Revival anni '80 del secolo scorso: Rockfeller e Josè Luis Moreno. Cinque minuti per ricordare un personaggio simpatico del passato.
00.45. Iniziamo a scoprire chi vince tra i giovani. Premio della critica Mia Martini sezione giovani a Renzo Rubino con Il postino (amami uomo). La canzone vincitrice della sezione giovani è Mi servirebbe sapere di Antonio Maggio. Strano, ma ci ho azzeccato! Il ragazzo è in lacrime. Si può tranquillamente dire: Primo Maggio!!!
Domani sera la finale. Non la seguirò, ma saprò come andrò a finire e lunedì ci faremo un discorsetto. Conto su Youtube per aggiornarmi e, sopratutto, per vedere la prestazione di Annalisa, Mengoni e gli Elii.
Buon notte, buon week end e buona giornata a tutti.
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Sanremo 2013 - Terza Serata
Ieri sera, dopo un'abbuffata di gnocchi allo zola fatti in casa, con gli amici ci siamo seduti sul divano ed abbiamo assistito alla terza serata della 63a Edizione del Festival di Sanremo. Certo, abbiamo anche divorato un'ottima torta al cioccolato e marmellata d'arancia, interessante variante della Sacher Torte, ma non abbiamo disdegnato di tenere un occhio sul televisore e spendere qualche commento acido ed opportuno su quello che succedeva sul palco dell'Ariston.
Cosa è rimasto nella memoria di quello che è accaduto nella ridente località ligure?
Delle quattordici canzoni in gara sono rimaste le certezze come:
. di Almamegretta, Marta sui tubi e dei Modà si potrebbe tranquillamente fare a meno;
. Malika Ayane ha sbagliato qualche cosa e nonostante la sua voce il pezzo non arriva;
. Elio e Le Storie Tese sono sempre più pazzi. Fronti sempre più alte e braccia finte con le mani in tasca. Solo loro sono uno show dentro lo show;
. Marco Mengoni ed Annalisa sono quelli che hanno più chance;
. continuo a non capire il bravo Raphael Gualazzi;
. tutti gli altri son contorno.
Dello spettacolo, invece:
. la grande intesa tra Littizzetto e Fazio;
. il bacio tra i due presentatori;
. la voce rotonda e particolare di Anthony and the Johnsons, con una canzone profonda dedicata alla sorella. Ecco la traduzione del testo:
Sei mia sorella, siamo nati
Così innocenti, così bisognosi
Alcune volte siamo stati amici, altre sono stato crudele
Ogni notte ti chiedevo di vegliarmi nel sonno
Avevo così tanta paura della notte
Sembrava che tu attraversassi i luoghi da me temuti
Vivevi nel mio mondo così dolcemente
Protetta solo dalla tua naturale bontà
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
Allora ci sentivamo così diversi
Ma poi negli anni così simili
Il modo di ridere o di soffrire
Così tanti ricordi
Ma nulla più si può ottenere dai ricordi
Facce e mondi che nessun altro conoscerà mai
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
È quello che voglio per te
Si avvereranno (si avvereranno);
. il flash mob danzante di Luciana Littizzette nel giorno contro la violenza sulle donne, dopo il suo monologo forte, preciso ed incisivo. Parte comica ed arriva serie ed in gamba tesa sugli uomini che non rispettano le donne ed esercitano su di loro violenze di ogni genere. Proprio nel giorno di San Valentino. Proprio nel giorno in cui un atleta di fama mondiale, per errore e per pazzia, uccide la sua fidanzata. Ecco la traduzione del testo di Break the Chain:
Sollevo le braccia al cielo
Prego in ginocchio
Non ho più paura
Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati (2x)
Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
Sicure e libere da ogni oppressione
Non più stupro, o incesto, o abuso
Le donne non sono proprietà
Tu non mi hai mai posseduta, neppure sai chi sono
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati (2x)
Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati (2x)
Sorella, non mi aiuterai? Sorella, non ti solleverai?
Danza, sollevati (2x)
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena (2x)
. il taglio di un ciuffo di barba allo smarrito Beppe Vessicchio;
. un Albano meno pieno di se del solito, con un medley di canzoni orecchiabili che ha portato a Sanremo nelle sue quattordici partecipazioni. Rammarico ancora maggiore per non aver potuto ascoltare, per la nota vicenda, i Ricchi e Poveri ieri sera;
. Antonio Maggio, Ilaria Porceddu, i due giovani che passano il turno. E dei quattro di stasera tre erano meglio dei quattro di ieri sera;
. Roberto Baggio;
. la classifica parziale, che vede, dal quattordicesimo al primo posto: Almamegretta, Marta sui tubi, Malika Ayane, Simone Cristicchi, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Elio e Le Storie Tese, Maria Nazionale, Simona Molinari e Peter Cincotti, Rapahel Gualazzi, Chiara, Annalisa Modà, Marco Mengoni.
. Mezzanotte e trenta: tutti a nanna.
A stanotte per la quarta serata. I quattordici cantanti in gara eseguiranno, probabilmente con una guest star, una canzone tra le vincitrici del Festival degli anni passati. Cresce la curiosità.
Cosa è rimasto nella memoria di quello che è accaduto nella ridente località ligure?
Delle quattordici canzoni in gara sono rimaste le certezze come:
. di Almamegretta, Marta sui tubi e dei Modà si potrebbe tranquillamente fare a meno;
. Malika Ayane ha sbagliato qualche cosa e nonostante la sua voce il pezzo non arriva;
. Elio e Le Storie Tese sono sempre più pazzi. Fronti sempre più alte e braccia finte con le mani in tasca. Solo loro sono uno show dentro lo show;
. Marco Mengoni ed Annalisa sono quelli che hanno più chance;
. continuo a non capire il bravo Raphael Gualazzi;
. tutti gli altri son contorno.
Dello spettacolo, invece:
. la grande intesa tra Littizzetto e Fazio;
. il bacio tra i due presentatori;
. la voce rotonda e particolare di Anthony and the Johnsons, con una canzone profonda dedicata alla sorella. Ecco la traduzione del testo:
Sei mia sorella, siamo nati
Così innocenti, così bisognosi
Alcune volte siamo stati amici, altre sono stato crudele
Ogni notte ti chiedevo di vegliarmi nel sonno
Avevo così tanta paura della notte
Sembrava che tu attraversassi i luoghi da me temuti
Vivevi nel mio mondo così dolcemente
Protetta solo dalla tua naturale bontà
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
Allora ci sentivamo così diversi
Ma poi negli anni così simili
Il modo di ridere o di soffrire
Così tanti ricordi
Ma nulla più si può ottenere dai ricordi
Facce e mondi che nessun altro conoscerà mai
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
È quello che voglio per te
Si avvereranno (si avvereranno);
. il flash mob danzante di Luciana Littizzette nel giorno contro la violenza sulle donne, dopo il suo monologo forte, preciso ed incisivo. Parte comica ed arriva serie ed in gamba tesa sugli uomini che non rispettano le donne ed esercitano su di loro violenze di ogni genere. Proprio nel giorno di San Valentino. Proprio nel giorno in cui un atleta di fama mondiale, per errore e per pazzia, uccide la sua fidanzata. Ecco la traduzione del testo di Break the Chain:
Sollevo le braccia al cielo
Prego in ginocchio
Non ho più paura
Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati (2x)
Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
Sicure e libere da ogni oppressione
Non più stupro, o incesto, o abuso
Le donne non sono proprietà
Tu non mi hai mai posseduta, neppure sai chi sono
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati (2x)
Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati (2x)
Sorella, non mi aiuterai? Sorella, non ti solleverai?
Danza, sollevati (2x)
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena (2x)
. il taglio di un ciuffo di barba allo smarrito Beppe Vessicchio;
. un Albano meno pieno di se del solito, con un medley di canzoni orecchiabili che ha portato a Sanremo nelle sue quattordici partecipazioni. Rammarico ancora maggiore per non aver potuto ascoltare, per la nota vicenda, i Ricchi e Poveri ieri sera;
. Antonio Maggio, Ilaria Porceddu, i due giovani che passano il turno. E dei quattro di stasera tre erano meglio dei quattro di ieri sera;
. Roberto Baggio;
. la classifica parziale, che vede, dal quattordicesimo al primo posto: Almamegretta, Marta sui tubi, Malika Ayane, Simone Cristicchi, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Elio e Le Storie Tese, Maria Nazionale, Simona Molinari e Peter Cincotti, Rapahel Gualazzi, Chiara, Annalisa Modà, Marco Mengoni.
. Mezzanotte e trenta: tutti a nanna.
A stanotte per la quarta serata. I quattordici cantanti in gara eseguiranno, probabilmente con una guest star, una canzone tra le vincitrici del Festival degli anni passati. Cresce la curiosità.
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