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mercoledì 9 gennaio 2019

Bird Box

Se guardi muori. Questa è la sintesi di Bird Box, film, in esclusiva Netflix da 21 dicembre 2018, con Sandra Bullock, John Malkovich e Rosa Salazar. Costato un ventina di milioni di dollari, dopo aver fatto il giro di un paio di studi cinematografici, è stato prodotto dal leader mondiale dei canali in streaming sulla sceneggiatura di  Eric Heisserer tratta dal libro di Josh Malerman.

Approfondiamo la storia, senza spoiler?  Tutto ad un tratto, nell'intero globo, la popolazione umana impazzisce. Gli occhi vedono qualcosa, invisibile per altri, e l'individuo prova l'irrefrenabile voglia di suicidarsi. Per sopravvivere, chi ha fatto in tempo ad accorgersi di questa situazione, si muovo in spazi aperti bendato o rimane chiuso in casa senza poter vedere fuori.

Tutto questo a me ricorda un altro film: E venne il giorno. Qui erano le piante ad emettere un tossina che faceva impazzire e suicidare l'uomo e lo costringeva a vivere in ambienti chiusi e dalla popolazione ridotta. Nel film di Susanne Bier, invece, la causa non è nota. Che sia un'invasione di alieni invisibili? Che sia una tossina? Un esperimento del governo? Un'autoinduzione per ridurre la specie? Non si sa. Si sa solo che se si guarda in un ambiente aperto si muore. Ma perché in casa no? Cioè, se lascio la porta aperta, con una tenda appesa di modo da non vedere fuori, perché queste cose non entrano e non si fanno vedere per uccidermi? E perché appena esco mi devono rompere le scatole? Boh.


In pratica assistiamo ad un film su dei non vedenti (perché bendati) che se ne vanno in giro in un mondo semi deserto, con le macchine parcheggiate sui marciapiedi, con degli ostacoli che li fanno inciampare, per tentare di vivere la loro vita un giorno dopo l'altro.

Protagonista di questa storia è Sandra Bullock (e ci si chiede perché abbia accettato). Il suo ruolo è quello di una madre non mamma che deve crescere due figli in questo mondo disastrato e con poche speranze. Primi piani troppo lunghi del suo volto mi fanno domandare cosa la spinga a truccarsi così tanto se nessuno la può vedere e poco altro. Lei è sempre lei, ma il personaggio è debole per via del modo in cui è stato scritto.
Accanto a lei Bambino e Bambina, uno inespressivo come la cenere di un caminetto e l'altra inerte come un gas nobile, e Trevante Rhodes che, almeno lui, seppure con un background che ti aspetti e che non riserva sorprese, ci mette del suo per dare un po' di brio alla pellicola. Inutile quanto inutile la presenza di John Malkovich, vecchio iroso ed alcolizzato. Meritano un accenno, tra gli altri, solo BD Wong, che riesce a fare la fine che fa in modo fortemente imbecille, e Rosa Salazar, giusto perché è molto carina.

Un film di una inutilità abissale. Di una banalità e di una piattezza che potrebbero essere considerate epocali. Mi chiedo a chi sia venuto in mente di acquistare i diritti del libro per trarne un film così mediocre. 

Non è che se guardi muori, ma se non guardi è meglio.

Due ore buttate via.

Titolo originale: Bird Box

Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America 
Anno 2018 
Rapporto 2,35 : 1 

Genere thriller 

Regia Susanne Bier 

Soggetto dal romanzo di Josh Malerman 
Sceneggiatura Eric Heisserer 

Produttore Chris Morgan, Barbara Muschietti, Scott Stuber, Clayton Townsend 
Produttore esecutivo Ryan Lewis 
Casa di produzione Bluegrass Films, Chris Morgan Productions 
Distribuzione (Italia) Netflix 

Fotografia Salvatore Totino 
Montaggio Ben Lester 
Effetti speciali Michael Meinardus 
Musiche Trent Reznor, Atticus Ross
Scenografia Jan Roelfs 
Costumi Signe Sejlund 
Trucco Kristina Vogel, Danny Wagner 

Interpreti e personaggi

Sandra Bullock: Malorie Hayes
Trevante Rhodes: Tom
Jacki Weaver: Cheryl
Rosa Salazar: Lucy
Danielle Macdonald: Olympia
Lil Rel Howery: Charlie
Tom Hollander: Gary
Colson Baker: Felix
BD Wong: Greg
Sarah Paulson: Jessica Hayes
John Malkovich: Douglas
David Dastmalchian:
Parminder Nagra: dott.ssa Lapham
Taylor Handley: Jason
Amy Gumenick: Samantha
Keith Jardine: Eagle Eye
 
Doppiatori italiani

Antonella Baldini: Malorie Hayes
Andrea Mete: Tom
Graziella Polesinanti: Cheryl
Eleonora Reti: Lucy
Joy Saltarelli: Olympia
Alessio Puccio: Charlie
Simone D'Andrea: Gary
Flavio Aquilone: Felix
Simone Crisari: Greg
Marina Guadagno: Jessica Heyes
Luca Biagini: Douglas
Alessandra Cassioli: dott.ssa Lapham


mercoledì 25 novembre 2015

Gravity

Lo Space Shuttle Explorer ha portato la dottoressa Ryan Stone nello spazio per migliorare ed aggiornare il telescopio spaziale Hubble. Mentre lei e l'astronauta Matt Kowalsky sono impegnati in una passeggiata spaziale per la manutenzione, vengono avvertiti che un missile russo ha colpito un satellite per le comunicazioni i disuso e ha creato un'onda di detriti diretta verso di loro. E' imperativo rientrare nella nave spaziale e spostarsi dalla traiettoria dei resti tecnologici che li stanno per investire. Le procedure richiedono più tempo del previsto ed i due, unici sopravvissuti alla tempesta, saranno solo nello spazio e dovranno trovare un modo per tornare a casa.

Gravity. Finalmente.
Sono due anni che cerco di vedere questo film e non ci riesco. Finalmente sono riuscito ad inserire il raggio blu nel mio lettore di raggi blu ed a gustarmi i quasi novanta minuti con cui Alfonso Cuarón ha vinto il premio Oscar come miglior regista nel 2014.
Ed il film è grandioso, sia in se stesso che nella capacità mostrata da tutto i team nel ricrea un ambiente ostile come lo spazio infinito. Grazie agli effetti speciali, guidati da Tim Webber, che sono presenti per l'ottanta per cento della durata del film (in Avatar solo il sessanta per cento), viviamo un costante senso di claustrofobia. Abbiamo la sensazione di essere in quelle tutte, di indossare quei pochi centimetri di stoffa ad alta tecnologia che ci separano dal vuoto spaziale e da una morte certa. Tuta che, alla fine dei conti, è una delle poche cose reali che vediamo sullo schermo. Grande lavoro è stato fatto sulla visiera dei caschi, completamente in digitale, creata applicando più livelli trasparenti e gestendo i luci e riflessi con grande maestria. Oltre agli ambienti ricostruiti digitalmente, particolare menzione va a fuoco nella stazione spaziale: affascinante ed inquietante.
Grande supporto all'aspetto visivo del film viene dato dalla musica di Steve Price. La scelta degli strumenti e dei momenti di silenzio durante quei momenti in cui in un film terrestre verrebbero uditi rumori assordanti è così naturale da non essere, nemmeno, percepita. Geniale.
La storia scritta da Alfonso e suo figlio Jonas è quella di una rinascita (anzi una doppia rinascita, forse un'allitterazione troppo reiterata per un film così breve). Una donna moralmente distrutta che deve trovare dentro di se le energie per salvarsi da una fine certa, questa è la sintesi del film. Visivamente semplice ed eccessivamente esplicita, tecnicamente altamente difficoltosa, ma significativa la scena del feto e della rinascita (eccessivo richiamo a 2001: Odissea nello spazio?). Tanto esplicita e tendenzialmente ridondante, ma incisiva, l'unica scena girata sulla Terra.
Agli attori, sopratutto a Sandra Bullock, offrono una performance decisamente impegnativa. Di particolare rilievo la curata gestione del respiro dalle Bullock. Oltre alle espressioni facciali, alla recitazione delle battute, a tutto, si aggiunge come mezzo espressivo il suo respiro e le condense che forma sul casco della tuta spaziale. Un cast decisamente ridotto (scelto con fatica) decisamente azzeccato come chimica e dinamica.
Una storia di base semplice, sembra quasi un videogame, ma che riesce a riportare il genere fantascienza ad un livello di cui da decenni, gli appassionati, non riuscivano a godere. Probabilmente è anche merito di questo film, di questo regista e del suo team creativo, che Interstellar ha potuto godere di un buon successo commerciale (premiato dalla gente, ma non dai critici purtroppo).

In sintesi, Gravity, è un film riuscito ed appassionante. Vedetevelo.

Ed ora un piccolo sunto dei premi più importanti portati a casa dal film nel 2013 e nel 2014.

2014 - Premio Oscar Migliore regia a Alfonso Cuarón
Miglior fotografia a Emmanuel Lubezki
Miglior montaggio a Alfonso Cuarón e Mark Sanger
Migliori effetti speciali a Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould e Nikki Penny
Miglior sonoro a Skip Lievsay, Christopher Benstead, Niv Adiri e Chris Munro
Miglior montaggio sonoro a Glenn Freemantle
Miglior colonna sonora a Steven Price

2014 - Golden Globes Miglior regista a Alfonso Cuarón

2014 - Premio BAFTA Miglior film britannico
Miglior regista a Alfonso Cuarón
Miglior fotografia a Emmanuel Lubezki
Miglior sonoro a Glenn Freemantle, Skip Lievsay, Christopher Benstead, Niv Adiri e Chris Munro
Miglior colonna sonora a Steven Price
Miglior effetti speciali a Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould e Nikki Penny

2014 - Empire Awards Miglior film
Miglior regista a Alfonso Cuarón
Miglior attrice a Sandra Bullock

2014 - Satellite Awards Migliori effetti visivi
Miglior colonna sonora
Miglior suono

2014 - Saturn Award Miglior film di fantascienza
Miglior regia ad Alfonso Cuaròn
Miglior attrice a Sandra Bullock

2013 - Hollywood Film Festival Miglior attrice dell'anno a Sandra Bullock

2013 - Mostra internazionale d'arte cinematografica Future Film Festival Digital Award ad Alfonso Cuarón
Titolo originale Gravity 

Lingua originale inglese, groenlandese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito 
Anno 2013 
Durata 90 min 
Genere fantascienza

Regia Alfonso Cuarón 

Soggetto Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón 
Sceneggiatura Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón 
Produttore Alfonso Cuarón, David Heyman 
Produttore esecutivo Stephen Jones, Nikki Penny, Gabriela Rodriguez, Christopher DeFaria 
Casa di produzione Warner Bros., Heyday Films, Esperanto Filmoj 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Emmanuel Lubezki 
Montaggio Alfonso Cuarón, Mark Sanger 
Effetti speciali Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould, Nikki Penny 
Musiche Steven Price 
Scenografia Andy Nicholson 
Costumi Jany Temime 
Trucco Ann Fenton 
Sfondi Rosie Goodwin 

Interpreti e personaggi

Sandra Bullock: Dottoressa Ryan Stone
George Clooney: Matt Kowalsky

Doppiatori originali

Ed Harris: Controllo da Houston
Paul Sharma: Shariff
Amy Warren: Controllo Explorer
Basher Savage: Capitano della stazione spaziale
Orto Ignatiussen: Aningaaq
 
Doppiatori italiani

Anna Cesareni: Dottoressa Ryan Stone
Francesco Pannofino: Matt Kowalsky
Roberto Gammino: Shariff
Alessio Cigliano: Controllo da Houston
Rachele Paolelli: Controllo Explorer

giovedì 27 ottobre 2011

Premonition

Linda e Jim sono genitori di due bambine, ma la loro relazione è consumata. Un mercoledì Jim prende la macchina per andare ad un colloquio di lavoro e muore in un incidente. Sconvolta dal dolore Linda va a dormire e si sveglia con Jim che si fa la doccia nel loro bagno. Pensa che quello che ricorda come reale sia un incubo, ma qualcosa non quadra. Il giorno dopo Jim è di nuovo morto e ci si sta apprestando a celebrare il funerale. La mente di Linda è sempre più sconvolta e pensa di stare impazzendo, finché non scopre che niente è casuale.

Il film parte con una bella idea, rivisitazione a metà tra Memento e Ricomincio da capo, ma il ritmo lento lo rende noioso e poco convincente. Il Dottor Destino recita in apatia, col pilota automatico inserito, e nessun personaggio di contorno riesce a caratterizzare in modo positivo la pellicola. Il film si incentra tutto sulle capacità di Sandra Bullock, che ben si difende, ma che è troppo poco per reggere un film che non lascia alcun sapore in bocca.
Si fa vedere, ma si dimostra inutile.

In una sera d'inverno con una tisana calda ed un pile va bene, in ogni altra situazione trovatevi altro da fare.

Titolo originale Premonition
Lingua originale Inglese
Paese USA
Anno 2007
Durata 110 min
Genere drammatico, thriller
Regia Mennan Yapo
Soggetto Bill Kelly
Sceneggiatura Bill Kelly
Produttore Ashok Amritraj, Jennifer Gibgot, Jon Jashni, Sunil Perkash e Adam Shankman
Produttore esecutivo Nick Hamson, Andrew Sugerman e Lars Sylvest
Casa di produzione Sony Pictures
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Torsten Lippstock
Montaggio Neil Travis
Effetti speciali Jack Lynch
Musiche Klaus Badelt
Scenografia J. Dennis Washington
Costumi Jill M. Ohanneson
Trucco Pamela S. Westmore

Interpreti e personaggi
Sandra Bullock: Linda Hanson
Julian McMahon: Jim Hanson
Nia Long: Annie
Kate Nelligan: Joanne Hanson
Amber Valletta: Claire Francis
Peter Stormare: Dr. Norman Roth
Courtney Taylor Burness: Bridgette Hanson
Shyanne McClure: Megan Hanson
E.J. Stapleton: Model Home Salesman