Carrie è l'unica figlia di Margaret White. Figlia unica di una madre ossessionata dalla religione, sempre in pensiero per la figlia, ogni volta che esce di casa, tanto da non averle mai detto delle mutazioni che avrebbe subito il suo giovane corpo nell'adolescenza. A diciotto anni, Carrie, è una ragazza isolata, senza amici, vittima di scherzi da parte delle sue compagne di scuola.
Con l'arrivo del suo primo ciclo, però, le cose cambiano. Scopre di avere poteri magici: di poter far levitare gli oggetti, di riuscire a sovraccaricare a distanza le luci e tante altre cose curiose.
I nuovi poteri si scateneranno in tutta la loro potenza la sera del ballo di fine anno. Durante il momento culminante dell'evento uno scherzo di cattivo gusto la porterà a vendicarsi di tutti coloro che le hanno fatto del male.
Lo sguardo di Satana - Carrie, titolo italiano, è ovviamente il remake di Carrie - Lo sguardo di Satana, novella del Re del brivido Stephen King. Non è la prima volta che questo soggetto viene riportato sullo schermo dopo il 1976, era già successo nel 2002 con un esperimento per la televisione, ed i dubbi sulla necessità di un remake di un simile successo sono subito stati molti fin da subito.
Kimberly Peirce si incarica di dirigere il film, ma non lascia il segno. Aggiorna qualche trovata (come la diffusione via Youtube del video di uno scherzo di pessimo gusto a Carrie), ma non incide con vigore sulla storia. Per altro una storia che va avanti da sola visto il calibro del suo autore. La regista, però, si può fregiare dell'aiuto dei moderni effetti speciali di cui fa sfoggio nelle due scene finali.
Il cast si regge su due interpretazioni quella di Julienne Moore, la madre drogata di cattolicesimo di Carrie, e Chloë Grace Moretz, Carrie. Entrambe calate nella parte mostrano, in modo quasi psicotico, le varie sfaccettature dei loro personaggi. Forse, e dico forse, la Moretz si rifà troppo alla Carrie originale e dopo averla vista come Hit Girl la cosa lascia molto spiazzati.
Era necessario questo remake? No. E' brutto? No. A cosa serve? Credo possa servire ad attirare nuovi, giovani spettatori, verso un classico del cinema horror e della letteratura di genere. Piacevole e non tanto lungo riempie un pomeriggio senza farlo pesare. Godibile.
Premi
2014 - People's Choice Awards
Vinto - Miglior film horror
Titolo originale Carrie
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2013
Durata 99 min
Genere orrore
Regia Kimberly Peirce
Soggetto Stephen King
Sceneggiatura Roberto Aguirre-Sacasa, Lawrence D. Cohen
Produttore Kevin Misher
Produttore esecutivo J. Miles Dale
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer, Screen Gems
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Steve Yedlin
Montaggio Lee Percy
Effetti speciali John MacGillivray, Cameron Patterson, David Reaume, Steve Newburn, Rob Sanderson, Skyler Wilson
Musiche Marco Beltrami
Scenografia Carol Spier
Costumi Luis Sequeira
Trucco Jordan Samuel, Cliona Furey
Interpreti e personaggi
Chloë Grace Moretz: Carrie White
Julianne Moore: Margaret White
Judy Greer: Miss Desjardin
Portia Doubleday: Chris
Gabriella Wilde: Sue Snell
Alex Russell: Billy Nolan
Michelle Nolden: Estelle Parsons
Max Topplin: Jackie Talbott
Cynthia Preston: The Beak
Zoë Belkin: Tina
Samantha Weinstein: Heather
Ansel Elgort: Tommy Ross
Skyler Wexler: giovane Carrie
Doppiatori italiani
Veronica Puccio: Carrie White
Roberta Greganti: Margaret White
Tiziana Avarista: Miss Desjardin
Erica Necci: Chris
Giulia Tarquini: Sue Snell
Manuel Meli: Tommy Ross
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mercoledì 2 aprile 2014
martedì 3 settembre 2013
Kick Ass 2
Kick Ass si è ritirato dalla scena. Il primo supereroe che abbia agito nella vita reale ha lasciato il testimone ad altre decine di suoi eredi. In tutte le città, ormai, singoli o gruppi di cittadini organizzati cercano di potare sicurezza nelle strada con la loro presenza. Nonostante i limiti imposti dal suo nuovo tutore anche Hit-Girl continua nella suo missione nel ricordo del padre.
Dave Lizewski però non è contento di aver dismesso i panni dell'eroe da lui creato e frequentando la stessa scuola dell'alter ego di Hit Girl, Mindy Macready, ritrova lo spirito e la voglia di tornare ad allenarsi per affrontare i cattivi.
Bisogna ammetterlo, però, la nascita di Kick Ass ha destato molta approvazione, ma non è che come eroe fosse esattamente imbattibile, quindi per le uscite in strada gli è necessario un apporto. Lui ed Hit Girl iniziano a fare squadra fino a quando il tutore di Mindy non scopre che lei sta infrangendo il divieto e la punisce.
Mindy è obbligata a riflettere sulla sua vita ed ad accettare il suo ruolo di quindicenne. Iniziano così i pigiama party, i video delle boy band, i provini per la scuola di danza ed i primi approcci con i ragazzi.
Dave non accetta la decisione di Mindy e cerca in tutti i modi di farle cambiare idea. Quando capisce che è tutto inutile contatta via internet altri supereroi reali nella speranza di mettere su una squadra. Entra in contatto con Doctor Gravity e quindi con il Colonnello Stars and Strips. Grazie a loro si unisce alla Justice Forever ed inizia la sua vera lotta al crimine.
Sul fronte opposto l'ex Red Mist, supereroe antagonista di Kick Ass ai tempi del suo debutto, eredita l'impero criminale del padre e decide di vendicarsi di Kick Ass diventando il primo super criminale della storia. Il suo super potere sarà quello dei soldi, per corrompere ed ingaggiare criminali con doti speciali.
Inizia, così, una danza di avvicinamento tra i due protagonisti che li porterà allo scontro finale.
Kick Ass, prodotto e diretto da Matthew Vaughn, era stato un grande successo. Con il secondo capitolo mi aspettavo una mezza delusione, anche per via del cambio di regista. Però, bisogna dire che Jeff Wadlow, che ha curato anche la sceneggiatura, non ha fatto rimpiangere il suo predecessore. La dinamica delle scene d'azione, la scelta delle inquadrature, il montaggio fluido danno un ritmo al film che permette allo spettatore di restare sempre attendo.
La parte forte dell'ossatura di questo film rimane, comunque, il fumetto di Mark Millar e John Romita Jr. da cui è tratto. La fantasia dei due autori ha permesso a coloro che si sono occupati della trasposizione per il grande schermo di lavorare su materiale interessante e ricco di spunti. Ovviamente non ci si deve aspettare il classico film di supereroi Marvel. Qui abbiamo sangue, violenza, morte (anche di personaggi principali). Nonostante i piccoli ruoli che ricoprono sono stati ben caratterizzati anche i personaggi secondari, sopratutto quelli della Justice Forever come Doctor Gravity, Night Bitch ed il Colonnello Stars and Strips. Nei panni di quest'ultimo troviamo un irriconoscibile Jim Carey in una delle sue migliori interpretazioni. Tornando per una attimo alla trama quello che spiazza ad una prima visione è l'eccessivo spazio lasciato alla coprotagonista del film. Gli autori, infatti, approfondiscono, quasi maggiormente dello stesso Kick Ass, sotto ogni aspetto il personaggio interpretato da Chloë Grace Moretz. La scelta non è del tutto sbagliata, ma lascia un po' spiazzati. Certo all'attrice certi passaggi saranno serviti anche per entrare nel personaggio di Carrie nel remake del celebre film tratto dal libro di Stephen King.
E' strano trovare un sequel sul livello del suo predecessore. Kick Ass 2 è uno di quei film che riesce a mantenere vivo l'interesse per un personaggio e che non cade nell'errore di ripetere quello che era già stato proposto.
Un gran bel film da vedere con la coscienza che questi sono supereroi tra la gente comune e che le loro azioni hanno conseguenze dirette sulla loro vita.
Fa anche un po' riflettere.
Titolo originale Kick-Ass 2
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 2013
Durata 103 min
Audio Dolby Digital, SDDS, DTS
Rapporto 2,35:1
Genere Cinecomic
Regia Jeff Wadlow
Soggetto Mark Millar, John Romita Jr.
Sceneggiatura Jeff Wadlow
Produttore Matthew Vaughn, Adam Bohling, Tarquin Pack, Brad Pitt, David Reid, Leonie Mansfield
Produttore esecutivo Mark Millar, John Romita Jr., Claudia Schiffer, Trevor Duke-Moretz, Pierre Lagrange, Stephen Marks
Casa di produzione Universal Pictures, Marv Films, Plan B Entertainment
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Tim Maurice-Jones
Montaggio Eddie Hamilton
Effetti speciali Mark White, Sam Conway, Alastair Vardy, Jennifer Groves, Jack Whinnett
Musiche Henry Jackman, Matthew Margeson
Scenografia Sophie Newman
Costumi Sammy Sheldon
Trucco Lisa Martin, Roo Maurice, Rachael Speke, Emmy Beech, Fae Hammond
Interpreti e personaggi
Aaron Taylor-Johnson: David "Dave" Lizewski/Kick-Ass
Chloë Grace Moretz: Mindy Macready/Hit-Girl
Christopher Mintz-Plasse: Chris D'Amico/The Mother Fucker
Jim Carrey: Sal Bertolinni/colonello Stelle e Strisce
Donald Faison: Doctor Gravity
Robert Emms: Uomo insetto
Lindy Booth: Night Bitch
Daniel Kaluuya: Black Death
Clark Duke: Marty Eisenberg/Battle Guy
Augustus Prew: Todd Haynes/Ass-Kicker
Olga Kurkulina: Madre Russia
Andy Nyman: The Tumor
John Leguizamo: Javier
Enzo Cilenti: aiutante di Javier
Morris Chestnut: Marcus Williams
Yancy Butler: Angie D'Amico
Lyndsy Fonseca: Katie Deauxma
Claudia Lee: Brooke
Garrett M. Brown: signor Lizewski
Steven Mackintosh: padre di Tommy
Iain Glen: Ralph D'Amico
Todd Boyce: capo della sicurezza
Benedict Wong: Kim
Doppiatori italiani
Davide Perino: David "Dave" Lizewski/Kick-Ass
Angelica Bolognesi: Mindy Macready/Hit-Girl
Gabriele Patriarca: Chris D'Amico/The Mother Fucker
Roberto Pedicini: Sal Bertolinni/colonello Stelle e Strisce
Edoardo Stoppacciaro: Doctor Gravity
Daniele Giuliani: Uomo insetto
Chiara Gioncardi: Night Bitch
Alessio De Filippis: Marty Eisenberg/Battle Guy
Alessandro Ward: Todd Haynes/Ass-Kicker
Nanni Baldini: Javier
Saverio Indrio: Marcus Williams
Virginia Brunetti: Katie Deauxma
Valentina Favazza: Brooke
Ambrogio Colombo: signor Lizewski
Alberto Caneva: padre di Tommy
Luca Biagini: Ralph D'Amico
Luciano Roffi: capo della sicurezza
Luigi Ferraro: Kim
Dave Lizewski però non è contento di aver dismesso i panni dell'eroe da lui creato e frequentando la stessa scuola dell'alter ego di Hit Girl, Mindy Macready, ritrova lo spirito e la voglia di tornare ad allenarsi per affrontare i cattivi.
Bisogna ammetterlo, però, la nascita di Kick Ass ha destato molta approvazione, ma non è che come eroe fosse esattamente imbattibile, quindi per le uscite in strada gli è necessario un apporto. Lui ed Hit Girl iniziano a fare squadra fino a quando il tutore di Mindy non scopre che lei sta infrangendo il divieto e la punisce.
Mindy è obbligata a riflettere sulla sua vita ed ad accettare il suo ruolo di quindicenne. Iniziano così i pigiama party, i video delle boy band, i provini per la scuola di danza ed i primi approcci con i ragazzi.
Dave non accetta la decisione di Mindy e cerca in tutti i modi di farle cambiare idea. Quando capisce che è tutto inutile contatta via internet altri supereroi reali nella speranza di mettere su una squadra. Entra in contatto con Doctor Gravity e quindi con il Colonnello Stars and Strips. Grazie a loro si unisce alla Justice Forever ed inizia la sua vera lotta al crimine.
Sul fronte opposto l'ex Red Mist, supereroe antagonista di Kick Ass ai tempi del suo debutto, eredita l'impero criminale del padre e decide di vendicarsi di Kick Ass diventando il primo super criminale della storia. Il suo super potere sarà quello dei soldi, per corrompere ed ingaggiare criminali con doti speciali.
Inizia, così, una danza di avvicinamento tra i due protagonisti che li porterà allo scontro finale.
Kick Ass, prodotto e diretto da Matthew Vaughn, era stato un grande successo. Con il secondo capitolo mi aspettavo una mezza delusione, anche per via del cambio di regista. Però, bisogna dire che Jeff Wadlow, che ha curato anche la sceneggiatura, non ha fatto rimpiangere il suo predecessore. La dinamica delle scene d'azione, la scelta delle inquadrature, il montaggio fluido danno un ritmo al film che permette allo spettatore di restare sempre attendo.
La parte forte dell'ossatura di questo film rimane, comunque, il fumetto di Mark Millar e John Romita Jr. da cui è tratto. La fantasia dei due autori ha permesso a coloro che si sono occupati della trasposizione per il grande schermo di lavorare su materiale interessante e ricco di spunti. Ovviamente non ci si deve aspettare il classico film di supereroi Marvel. Qui abbiamo sangue, violenza, morte (anche di personaggi principali). Nonostante i piccoli ruoli che ricoprono sono stati ben caratterizzati anche i personaggi secondari, sopratutto quelli della Justice Forever come Doctor Gravity, Night Bitch ed il Colonnello Stars and Strips. Nei panni di quest'ultimo troviamo un irriconoscibile Jim Carey in una delle sue migliori interpretazioni. Tornando per una attimo alla trama quello che spiazza ad una prima visione è l'eccessivo spazio lasciato alla coprotagonista del film. Gli autori, infatti, approfondiscono, quasi maggiormente dello stesso Kick Ass, sotto ogni aspetto il personaggio interpretato da Chloë Grace Moretz. La scelta non è del tutto sbagliata, ma lascia un po' spiazzati. Certo all'attrice certi passaggi saranno serviti anche per entrare nel personaggio di Carrie nel remake del celebre film tratto dal libro di Stephen King.
E' strano trovare un sequel sul livello del suo predecessore. Kick Ass 2 è uno di quei film che riesce a mantenere vivo l'interesse per un personaggio e che non cade nell'errore di ripetere quello che era già stato proposto.
Un gran bel film da vedere con la coscienza che questi sono supereroi tra la gente comune e che le loro azioni hanno conseguenze dirette sulla loro vita.
Fa anche un po' riflettere.
Titolo originale Kick-Ass 2
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 2013
Durata 103 min
Audio Dolby Digital, SDDS, DTS
Rapporto 2,35:1
Genere Cinecomic
Regia Jeff Wadlow
Soggetto Mark Millar, John Romita Jr.
Sceneggiatura Jeff Wadlow
Produttore Matthew Vaughn, Adam Bohling, Tarquin Pack, Brad Pitt, David Reid, Leonie Mansfield
Produttore esecutivo Mark Millar, John Romita Jr., Claudia Schiffer, Trevor Duke-Moretz, Pierre Lagrange, Stephen Marks
Casa di produzione Universal Pictures, Marv Films, Plan B Entertainment
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Tim Maurice-Jones
Montaggio Eddie Hamilton
Effetti speciali Mark White, Sam Conway, Alastair Vardy, Jennifer Groves, Jack Whinnett
Musiche Henry Jackman, Matthew Margeson
Scenografia Sophie Newman
Costumi Sammy Sheldon
Trucco Lisa Martin, Roo Maurice, Rachael Speke, Emmy Beech, Fae Hammond
Interpreti e personaggi
Aaron Taylor-Johnson: David "Dave" Lizewski/Kick-Ass
Chloë Grace Moretz: Mindy Macready/Hit-Girl
Christopher Mintz-Plasse: Chris D'Amico/The Mother Fucker
Jim Carrey: Sal Bertolinni/colonello Stelle e Strisce
Donald Faison: Doctor Gravity
Robert Emms: Uomo insetto
Lindy Booth: Night Bitch
Daniel Kaluuya: Black Death
Clark Duke: Marty Eisenberg/Battle Guy
Augustus Prew: Todd Haynes/Ass-Kicker
Olga Kurkulina: Madre Russia
Andy Nyman: The Tumor
John Leguizamo: Javier
Enzo Cilenti: aiutante di Javier
Morris Chestnut: Marcus Williams
Yancy Butler: Angie D'Amico
Lyndsy Fonseca: Katie Deauxma
Claudia Lee: Brooke
Garrett M. Brown: signor Lizewski
Steven Mackintosh: padre di Tommy
Iain Glen: Ralph D'Amico
Todd Boyce: capo della sicurezza
Benedict Wong: Kim
Doppiatori italiani
Davide Perino: David "Dave" Lizewski/Kick-Ass
Angelica Bolognesi: Mindy Macready/Hit-Girl
Gabriele Patriarca: Chris D'Amico/The Mother Fucker
Roberto Pedicini: Sal Bertolinni/colonello Stelle e Strisce
Edoardo Stoppacciaro: Doctor Gravity
Daniele Giuliani: Uomo insetto
Chiara Gioncardi: Night Bitch
Alessio De Filippis: Marty Eisenberg/Battle Guy
Alessandro Ward: Todd Haynes/Ass-Kicker
Nanni Baldini: Javier
Saverio Indrio: Marcus Williams
Virginia Brunetti: Katie Deauxma
Valentina Favazza: Brooke
Ambrogio Colombo: signor Lizewski
Alberto Caneva: padre di Tommy
Luca Biagini: Ralph D'Amico
Luciano Roffi: capo della sicurezza
Luigi Ferraro: Kim
lunedì 21 maggio 2012
Dark Shadows
Nel 1760 l'aristocratica famiglia inglese di Collins, padre, madre ed un figlio maschio, decide di partire da Liverpool per l'America e crearsi un futuro radioso. Approdati nel Maine fondano un'azienda ittica il cui successo commerciale sarà tale da crearvi intorno una cittadina: Collinsport. I coniugi decidono, allora, di stanziare nella campagna intorno alla nuova città e commissionano la costruzione del loro maniero: Collinwood.
Da piccolo bambino che era Barnabas Collins cresce diventando affascinante e seduttore. I modo quasi morboso, però, a lui si lega la cameriera Angelique Bouchard. Respinta per l'amore sincero di Barnabas per un'altra ragazza, Josette, gli distrugge la vita praticando la magia nera sulla sua famiglia. Procura la morte dei genitori di Barnabas, quella di Josette e trasforma in vampiro lo stesso Barnabas, in modo che non possa morire e debba soffrire per sempre.
Non paga gli rivolta la cittadina contro e lo seppellisce vivo in una bara.
E' il 1972 quando dei lavori vicino ad una superstrada provocano il disseppellimento della bara in cui era stato rinchiuso Barnabas. Dopo aver pranzato con gli operai si reca al suo castello, stupendosi di tutto ciò che vede intorno a se ed attribuendolo a Mefistofele. Giunto a destinazione trova la casa in rovina, abitata solo da Elizabeth e Robert Collins, fratelli che gestiscono ciò che rimane dell'orgoglio dei Collins, i loro figli Carolyn (di lei) e David (di lui), due domestici e una psicologa ubriacona. A questo nucleo storico, appena pochi giorni prima del ritorno di Barnabas, si unisce una ragazza misteriosa che si fa chiamare Victoria, come tata di David (ragazzino problematico la cui mamma è morta in un naufragio, ma che continua a parlargli in forma di fantasma), estremamente somigliante alla perduta Josette di Barnabas.
La famiglia è in rovina. I pescatori non vendono più il pesce al loro stabilimento, nessuno noleggia più i loro pescherecci e tutto per colpa della spietata concorrenza dell'AngelBay, azienda con a capo una donna stranamente somigliante a quella Angelique Bouchard, tanto esperta in magia nera, contemporanea del risorto vampiro.
Riuscirà Barnabas, con il suo stile d'altri tempi, a riportare in auge la sua famiglia?
La capacità di Johnny Depp di adattarsi a ruoli sempre nuovi e particolari ricorda un po' le grandi trasformazioni alle quali si sottoponeva Bela Lugosi per creare le sue creature mostruose. Come da anni gli accade, il buon Johnny, non sbaglia il colpo. Prende le distanze da Jack Sparrow e da Willy Wonka e riesce a creare un moderno vampiro classico convincente e spiritoso.
Eva Green non sarà un'attrice da Oscar, ma sopperisce a questo con la bellezza e la fisicità che perfettamente si adattano al ruolo scelto per lei,.
Michelle Pfeiffer, ogni anno che passa sempre più bella, è un'attrice con tutti i crismi e fa valere le sue qualità anche nel ruolo della matriarca che gestisce al meglio i resti della nobile famiglia Collins.
Chloë Moretz, dopo essere stata la Hit Girl di Kick Ass e prima di diventare la Carrie nel remake tratto dal libro di Stephen King, si distingue nella parte della teenager ribelle con un segreto ben nascosto.
Helena Bonham Carter, imprescindibile in ogni film del marito, riesce a dare un po' più di spessore al suo personaggio, rispetto a quanto fatto in Alice. Peccato che debba sempre accontentarsi di interpretare freak psicologici.
La sceneggiatura è opera di Seth Grahame-Smith (scrittore anche di Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, dal quale verrà tratto un atteso film, quando riusciranno a trovare cast e regista). Sebbene sia scorrevole, divertente ed articolata ha anche dei vuoti. Nella prima parte del film sembrano tanto importanti i ruoli ricoperti nel 1972 da Gulliver McGrath (David Collins) e Bella Heathcote (Victoria Winters/Josette duPres). Però, più ci sia addentra nella storia e nei suoi snodi più i loro personaggi diventano marginali e riappaiono solo per introdurre nuove vicende.
Tim Burton si esibisce in una ottima prova. Forse non così ispirato come nei suoi capolavori, riesce, però, a divertire, spaventare ed intrattenere per quasi due ore con questo suo ultimo film. La sua opera ha anche il merito di riportare i vampiri alla loro origine: nobili affascinanti che temono la luce del sole, che non si riflettono negli specchi col fondo d'argento e che si nutrono senza troppe remore di esseri umani.
Dark Shadow è un film piacevole. Si lascia vedere anche da chi non ha mai visto la serie tv americana andata in onda dal 1966 al 1971, per un totale di 1225 episodi. Certo sapere qualcosa prima permetterebbe di capire meglio colpi di scena inaspettati e neanche minimamente pianificati che oltrepassano il senso della meraviglia e finiscono nelle domande "ma perché?" "ma quando?".
Titolo originale Dark Shadows
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2012
Durata 113 min
Genere horror
Regia Tim Burton
Soggetto Dan Curtis
Sceneggiatura Seth Grahame-Smith
Produttore Graham King, Johnny Depp, Christi Dembrowski, Richard D. Zanuck, David Kennedy, Derek Frey
Produttore esecutivo Bruce Berman, Nigel Gostelow, Chris Lebenzon
Casa di produzione GK Films, Infinitum Nihil, Tim Burton Productions, Dan Curtis Productions, Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, The Zanuck Company
Fotografia Bruno Delbonnel
Montaggio Chris Lebenzon
Musiche Danny Elfman
Scenografia Rick Heinrichs
Costumi Colleen Atwood
Interpreti e personaggi
Johnny Depp: Barnabas Collins
Eva Green: Angelique Bouchard
Michelle Pfeiffer: Elizabeth Collins Stoddard
Jonny Lee Miller: Roger Collins
Chloë Moretz: Carolyn Stoddard
Gulliver McGrath: David Collins
Helena Bonham Carter: Dr. Julia Hoffman
Jackie Earle Haley: Willie Loomis
Bella Heathcote: Victoria Winters / Josette duPres
Christopher Lee: Bill Malloy
Alice Cooper: sé stesso
Ray Shirley: Mrs. Johnson
Ivan Kaye: Joshua Collins
Susanna Cappellaro: Naomi Collins
Josephine Butler: mamma di David
Doppiatori italiani
Fabio Boccanera: Barnabas Collins
Domitilla D'Amico: Angelique Bouchard
Emanuela Rossi: Elizabeth Collins Stoddard
Christian Iansante: Roger Collins
Lilian Caputo: Carolyn Stoddard
Andrea Di Maggio: David Collins
Claudia Razzi: Dr. Julia Hoffman
Gaetano Varcasia: Willie Loomis
Gemma Donati: Victoria Winters / Josette duPres
Omero Antonutti: Bill Malloy
Da piccolo bambino che era Barnabas Collins cresce diventando affascinante e seduttore. I modo quasi morboso, però, a lui si lega la cameriera Angelique Bouchard. Respinta per l'amore sincero di Barnabas per un'altra ragazza, Josette, gli distrugge la vita praticando la magia nera sulla sua famiglia. Procura la morte dei genitori di Barnabas, quella di Josette e trasforma in vampiro lo stesso Barnabas, in modo che non possa morire e debba soffrire per sempre.
Non paga gli rivolta la cittadina contro e lo seppellisce vivo in una bara.
E' il 1972 quando dei lavori vicino ad una superstrada provocano il disseppellimento della bara in cui era stato rinchiuso Barnabas. Dopo aver pranzato con gli operai si reca al suo castello, stupendosi di tutto ciò che vede intorno a se ed attribuendolo a Mefistofele. Giunto a destinazione trova la casa in rovina, abitata solo da Elizabeth e Robert Collins, fratelli che gestiscono ciò che rimane dell'orgoglio dei Collins, i loro figli Carolyn (di lei) e David (di lui), due domestici e una psicologa ubriacona. A questo nucleo storico, appena pochi giorni prima del ritorno di Barnabas, si unisce una ragazza misteriosa che si fa chiamare Victoria, come tata di David (ragazzino problematico la cui mamma è morta in un naufragio, ma che continua a parlargli in forma di fantasma), estremamente somigliante alla perduta Josette di Barnabas.
La famiglia è in rovina. I pescatori non vendono più il pesce al loro stabilimento, nessuno noleggia più i loro pescherecci e tutto per colpa della spietata concorrenza dell'AngelBay, azienda con a capo una donna stranamente somigliante a quella Angelique Bouchard, tanto esperta in magia nera, contemporanea del risorto vampiro.
Riuscirà Barnabas, con il suo stile d'altri tempi, a riportare in auge la sua famiglia?
La capacità di Johnny Depp di adattarsi a ruoli sempre nuovi e particolari ricorda un po' le grandi trasformazioni alle quali si sottoponeva Bela Lugosi per creare le sue creature mostruose. Come da anni gli accade, il buon Johnny, non sbaglia il colpo. Prende le distanze da Jack Sparrow e da Willy Wonka e riesce a creare un moderno vampiro classico convincente e spiritoso.
Eva Green non sarà un'attrice da Oscar, ma sopperisce a questo con la bellezza e la fisicità che perfettamente si adattano al ruolo scelto per lei,.
Michelle Pfeiffer, ogni anno che passa sempre più bella, è un'attrice con tutti i crismi e fa valere le sue qualità anche nel ruolo della matriarca che gestisce al meglio i resti della nobile famiglia Collins.
Chloë Moretz, dopo essere stata la Hit Girl di Kick Ass e prima di diventare la Carrie nel remake tratto dal libro di Stephen King, si distingue nella parte della teenager ribelle con un segreto ben nascosto.
Helena Bonham Carter, imprescindibile in ogni film del marito, riesce a dare un po' più di spessore al suo personaggio, rispetto a quanto fatto in Alice. Peccato che debba sempre accontentarsi di interpretare freak psicologici.
La sceneggiatura è opera di Seth Grahame-Smith (scrittore anche di Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, dal quale verrà tratto un atteso film, quando riusciranno a trovare cast e regista). Sebbene sia scorrevole, divertente ed articolata ha anche dei vuoti. Nella prima parte del film sembrano tanto importanti i ruoli ricoperti nel 1972 da Gulliver McGrath (David Collins) e Bella Heathcote (Victoria Winters/Josette duPres). Però, più ci sia addentra nella storia e nei suoi snodi più i loro personaggi diventano marginali e riappaiono solo per introdurre nuove vicende.
Tim Burton si esibisce in una ottima prova. Forse non così ispirato come nei suoi capolavori, riesce, però, a divertire, spaventare ed intrattenere per quasi due ore con questo suo ultimo film. La sua opera ha anche il merito di riportare i vampiri alla loro origine: nobili affascinanti che temono la luce del sole, che non si riflettono negli specchi col fondo d'argento e che si nutrono senza troppe remore di esseri umani.
Dark Shadow è un film piacevole. Si lascia vedere anche da chi non ha mai visto la serie tv americana andata in onda dal 1966 al 1971, per un totale di 1225 episodi. Certo sapere qualcosa prima permetterebbe di capire meglio colpi di scena inaspettati e neanche minimamente pianificati che oltrepassano il senso della meraviglia e finiscono nelle domande "ma perché?" "ma quando?".
Titolo originale Dark Shadows
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2012
Durata 113 min
Genere horror
Regia Tim Burton
Soggetto Dan Curtis
Sceneggiatura Seth Grahame-Smith
Produttore Graham King, Johnny Depp, Christi Dembrowski, Richard D. Zanuck, David Kennedy, Derek Frey
Produttore esecutivo Bruce Berman, Nigel Gostelow, Chris Lebenzon
Casa di produzione GK Films, Infinitum Nihil, Tim Burton Productions, Dan Curtis Productions, Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, The Zanuck Company
Fotografia Bruno Delbonnel
Montaggio Chris Lebenzon
Musiche Danny Elfman
Scenografia Rick Heinrichs
Costumi Colleen Atwood
Interpreti e personaggi
Johnny Depp: Barnabas Collins
Eva Green: Angelique Bouchard
Michelle Pfeiffer: Elizabeth Collins Stoddard
Jonny Lee Miller: Roger Collins
Chloë Moretz: Carolyn Stoddard
Gulliver McGrath: David Collins
Helena Bonham Carter: Dr. Julia Hoffman
Jackie Earle Haley: Willie Loomis
Bella Heathcote: Victoria Winters / Josette duPres
Christopher Lee: Bill Malloy
Alice Cooper: sé stesso
Ray Shirley: Mrs. Johnson
Ivan Kaye: Joshua Collins
Susanna Cappellaro: Naomi Collins
Josephine Butler: mamma di David
Doppiatori italiani
Fabio Boccanera: Barnabas Collins
Domitilla D'Amico: Angelique Bouchard
Emanuela Rossi: Elizabeth Collins Stoddard
Christian Iansante: Roger Collins
Lilian Caputo: Carolyn Stoddard
Andrea Di Maggio: David Collins
Claudia Razzi: Dr. Julia Hoffman
Gaetano Varcasia: Willie Loomis
Gemma Donati: Victoria Winters / Josette duPres
Omero Antonutti: Bill Malloy
lunedì 13 febbraio 2012
Hugo Cabret
Hugo Cabret aveva perso la madre da piccolo. Viveva con il padre orologiaio finché un incendio nel museo, in cui era andato per una riparazione, non l'ha ucciso. L'unico suo ricordo rimastogli, dopo essere andato a vivere con lo sconsiderato zio ubriacone nella stazione di Montparnasse, è un automa che insieme stavano cercando di riparare. La scomparsa dello zio, che teneva in funzione tutti gli orologi della stazione, lo ha obbligato a prenderne il posto pur di non finire in un orfanotrofio. La sua vita si svolge all'interno dei cunicoli della stazione rubando il cibo per sopravvivere, dormendo in sottotetti freddi, con pochi vestiti e cercando pezzi per riparare l'automa. Il pericolo che corre è quello di essere arrestato dall'ispettore Gustav e sbattuto in orfanotrofio. Per recuperare i pezzi si affida al mirato saccheggio di un negozio di giocattoli gestito da un imbronciato e triste anziano signore. Tentando di rubare un topo a molla viene, però, catturato ed il prezioso taccuino con gli appunti di suo padre per la riparazione dell'automa sequestrato dall'anziano proprietario.
Per recuperarlo si affiderà alla nipote dello stesso, Isabelle, con la quale instaurerà una duratura amicizia che lo porterà a scoprire i misteri delle vita passata dello zio. Capirà la tristezza dentro Georges Méliès e cercherà di restituirgli la felicità in un modo che non si aspetta.
Era tanto tempo che non vedevo un film di Martin Scorsese (l'ultimo era stato Shutter Island) e finalmente mi è capitata l'occasione di gustarmi questa sua ultima opera, candidata all'Oscar. Nata in 3D, io ho avuto la possibilità di vederla nel modo classico, in un cinema teatro di provincia, con un ottimo audio, poltrone abbastanza comode, bello schermo, proiezione accurata e freddo barbino in sala. Gli effetti visivi risaltano in modo piacevole anche in 2D, ma sicuramente la visione con gli occhialini si sarebbe fatta vale e sarebbe stata un valore aggiunto. Treni, fumo, scivoli, scale, orologi, ingranaggi includono in modo piacevole lo spettatore nel mondo del giovane Hugo.
Gli attori. Il cast consta di protagonisti certi della scena cinematografica. Sacha Baron Cohen, Ispettore Gustav, si smarca dai soliti ruoli esagerati e si cala in una persona frustrata che cerca di combattere il suo passato facendolo vivere a più orfani possibili. Jude Law apre il prologo nei panni del padre di Hugo con tale tenerezza che tanto lo distanzia dal vecchio ruolo in Alfie. Christopher Lee, il libraio della stazione, è una certezza carismatica anche solo con la sua presenza ed i suoi sguardi, mai celebrato abbastanza. Ben Kingsley, Georges Méliès, trova un ruolo interessante dove può esprimere le sue capacità artistiche come non vedevo da tempo, Scorsese lo ha voluto ancora con se dopo l'ottimo rapporto che si era instaurato tra i due in Shutter Island, dell'anno prima. Carismatico e profondo sviscera bene l'animo di un uomo che si sente deluso ed inutile dopo aver dovuto distruggere i suoi sogni.
A loro si aggiungono i due giovani protagonisti. Asa Butterfield è Hugo Cabret, attore con poche pellicole alle spalle non è niente di superlativo. Semplice e pulito, ha qualche espressione coinvolgente, ben interpreta la sua parte. Promette bene, ma deve ancora crescere. Chloë Moretz è Isabelle, ragazzina che legge di avventure, senza avere l'occasione di viverne di sue. Lei è la stessa ragazzina che solo nel 2010 sparava ed uccideva i criminali in Kick Ass. Oltre ad essere cresciuta notevolmente di statura si conferma una brava attrice, espressiva e coinvolgente.
Le scenografie di Dante Ferretti (storico collaboratore del regista) sono sempre eccezionali e puntuali, anche in computer grafica.
Gli effetti speciali sono di qualità elevata (fatevi affascinare sia dai più moderni trucchi computerizzati che dai più antichi effetti artigianali mischiati insieme), le musiche sottolineano in modo opportuno le situazioni in cui sono state inserite.
Affascinanti e coinvolgenti gli inserti dei film originali di Méliès e la loro destrutturazione nei momenti di flashback.
Un pesante appunto sul montaggio. Posizioni che cambiano in scena da un controcampo all'altro, biro che appaiono e scompaiono a seconda dell'angolo di inquadratura, non sono errori permessi in un film di così alta professionalità. Molti occhi non li noteranno, ma per chi cerca il dettaglio ed il particolare sono anomalie che danno fastidio e che, almeno momentaneamente, guastano la visione omogenea della pellicola.
Hugo Cabret è un film per chi ama il cinema, così come lo è Super8. Il secondo si rivolge a chi è cresciuto con il film di Spielberg e Lucas, questo coinvolge una platea più ampia. Chiunque ami il cinema e lo viva con curiosità, non solo come un intrattenimento colorato su un piccolo schermo casalingo, non potrà che amarlo. L'emozione che si prova a vedere in un film contemporaneo, girato in Imax 3D, le opere che il genio del cinema, di decenni in anticipo sui tempi, aveva girato negli anni tra il 1896 ed il 1912 è fortissima. Vedere il dietro le quinte di film come Viaggio nella Luna, Viaggio attraverso l'impossibile, e tantissimi altri, è estasiante. E' piacevole anche vedere i piccoli spettatori in sala che rimangono a bocca aperta non solo per il treno che sfonda la stazione dove abita Hugo (omaggio al primo film dei fratelli Lumiere), ma anche davanti ad un drago in cartapesta tirato da corte od al primo piano di un acquario dietro al quale si svolgono le vicende di un mondo sottomarino.
L'amore che Scorsese stesso ha messo per realizzarlo, lo spirito di ricerca che ha spinto sceneggiatori, autori e produttori per andare a riscoprire anche i vecchi modi di far cinema, è un motivo in più per partecipare a questa godibile celebrazione.
Titolo originale Hugo
Paese USA
Anno 2011
Durata 127 minuti
Genere avventura,
Regia Martin Scorsese
Soggetto Brian Selznick
Sceneggiatura John Logan
Produttore Martin Scorsese, Johnny Depp, Tim Headington, Graham King
Produttore esecutivo David Crockett, Barbara De Fina, Christi Dembrowski, Georgia Kacandes, Charles Newirth, Emma Tillinger Koskoff
Casa di produzione GK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Robert Richardson
Montaggio Thelma Schoonmaker
Effetti speciali Simon Cockren
Musiche Howard Shore
Scenografia Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Costumi Sandy Powell, Fola Solanke
Interpreti e personaggi
Asa Butterfield: Hugo Cabret
Chloë Moretz: Isabelle
Ben Kingsley: Georges Méliès
Sacha Baron Cohen: Ispettore Gustav
Jude Law: Papà di Hugo
Christopher Lee: Monsieur Labisse
Helen McCrory: Jeanne d'Alcy
Michael Stuhlbarg: René Tabard
Marco Aponte: Julien Carette
Emily Mortimer: Lisette
Ray Winstone: Zio Claude
Frances de la Tour: Madame Emile
Richard Griffiths: Monsieur Frick
Doppiatori italiani
Andrea Di Maggio: Hugo Cabret
Emanuela Ionica: Isabelle
Dario Penne: Georges Méliès
Pino Insegno: Ispettore Gustav
Riccardo Niseem Onorato: Papà di Hugo
Roberta Pellini: Mama Jeanne
Franco Mannella: René Tabard
Aurora Cancian: Madame Emile
Bruno Alessandro: Monsieur Frick
Premi
Golden Globe 2012: miglior regista
2 National Board of Review Awards 2011: miglior film e miglior regista
Per recuperarlo si affiderà alla nipote dello stesso, Isabelle, con la quale instaurerà una duratura amicizia che lo porterà a scoprire i misteri delle vita passata dello zio. Capirà la tristezza dentro Georges Méliès e cercherà di restituirgli la felicità in un modo che non si aspetta.
Era tanto tempo che non vedevo un film di Martin Scorsese (l'ultimo era stato Shutter Island) e finalmente mi è capitata l'occasione di gustarmi questa sua ultima opera, candidata all'Oscar. Nata in 3D, io ho avuto la possibilità di vederla nel modo classico, in un cinema teatro di provincia, con un ottimo audio, poltrone abbastanza comode, bello schermo, proiezione accurata e freddo barbino in sala. Gli effetti visivi risaltano in modo piacevole anche in 2D, ma sicuramente la visione con gli occhialini si sarebbe fatta vale e sarebbe stata un valore aggiunto. Treni, fumo, scivoli, scale, orologi, ingranaggi includono in modo piacevole lo spettatore nel mondo del giovane Hugo.
Gli attori. Il cast consta di protagonisti certi della scena cinematografica. Sacha Baron Cohen, Ispettore Gustav, si smarca dai soliti ruoli esagerati e si cala in una persona frustrata che cerca di combattere il suo passato facendolo vivere a più orfani possibili. Jude Law apre il prologo nei panni del padre di Hugo con tale tenerezza che tanto lo distanzia dal vecchio ruolo in Alfie. Christopher Lee, il libraio della stazione, è una certezza carismatica anche solo con la sua presenza ed i suoi sguardi, mai celebrato abbastanza. Ben Kingsley, Georges Méliès, trova un ruolo interessante dove può esprimere le sue capacità artistiche come non vedevo da tempo, Scorsese lo ha voluto ancora con se dopo l'ottimo rapporto che si era instaurato tra i due in Shutter Island, dell'anno prima. Carismatico e profondo sviscera bene l'animo di un uomo che si sente deluso ed inutile dopo aver dovuto distruggere i suoi sogni.
A loro si aggiungono i due giovani protagonisti. Asa Butterfield è Hugo Cabret, attore con poche pellicole alle spalle non è niente di superlativo. Semplice e pulito, ha qualche espressione coinvolgente, ben interpreta la sua parte. Promette bene, ma deve ancora crescere. Chloë Moretz è Isabelle, ragazzina che legge di avventure, senza avere l'occasione di viverne di sue. Lei è la stessa ragazzina che solo nel 2010 sparava ed uccideva i criminali in Kick Ass. Oltre ad essere cresciuta notevolmente di statura si conferma una brava attrice, espressiva e coinvolgente.
Le scenografie di Dante Ferretti (storico collaboratore del regista) sono sempre eccezionali e puntuali, anche in computer grafica.
Gli effetti speciali sono di qualità elevata (fatevi affascinare sia dai più moderni trucchi computerizzati che dai più antichi effetti artigianali mischiati insieme), le musiche sottolineano in modo opportuno le situazioni in cui sono state inserite.
Affascinanti e coinvolgenti gli inserti dei film originali di Méliès e la loro destrutturazione nei momenti di flashback.
Un pesante appunto sul montaggio. Posizioni che cambiano in scena da un controcampo all'altro, biro che appaiono e scompaiono a seconda dell'angolo di inquadratura, non sono errori permessi in un film di così alta professionalità. Molti occhi non li noteranno, ma per chi cerca il dettaglio ed il particolare sono anomalie che danno fastidio e che, almeno momentaneamente, guastano la visione omogenea della pellicola.
Hugo Cabret è un film per chi ama il cinema, così come lo è Super8. Il secondo si rivolge a chi è cresciuto con il film di Spielberg e Lucas, questo coinvolge una platea più ampia. Chiunque ami il cinema e lo viva con curiosità, non solo come un intrattenimento colorato su un piccolo schermo casalingo, non potrà che amarlo. L'emozione che si prova a vedere in un film contemporaneo, girato in Imax 3D, le opere che il genio del cinema, di decenni in anticipo sui tempi, aveva girato negli anni tra il 1896 ed il 1912 è fortissima. Vedere il dietro le quinte di film come Viaggio nella Luna, Viaggio attraverso l'impossibile, e tantissimi altri, è estasiante. E' piacevole anche vedere i piccoli spettatori in sala che rimangono a bocca aperta non solo per il treno che sfonda la stazione dove abita Hugo (omaggio al primo film dei fratelli Lumiere), ma anche davanti ad un drago in cartapesta tirato da corte od al primo piano di un acquario dietro al quale si svolgono le vicende di un mondo sottomarino.
L'amore che Scorsese stesso ha messo per realizzarlo, lo spirito di ricerca che ha spinto sceneggiatori, autori e produttori per andare a riscoprire anche i vecchi modi di far cinema, è un motivo in più per partecipare a questa godibile celebrazione.
Titolo originale Hugo
Paese USA
Anno 2011
Durata 127 minuti
Genere avventura,
Regia Martin Scorsese
Soggetto Brian Selznick
Sceneggiatura John Logan
Produttore Martin Scorsese, Johnny Depp, Tim Headington, Graham King
Produttore esecutivo David Crockett, Barbara De Fina, Christi Dembrowski, Georgia Kacandes, Charles Newirth, Emma Tillinger Koskoff
Casa di produzione GK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Robert Richardson
Montaggio Thelma Schoonmaker
Effetti speciali Simon Cockren
Musiche Howard Shore
Scenografia Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Costumi Sandy Powell, Fola Solanke
Interpreti e personaggi
Asa Butterfield: Hugo Cabret
Chloë Moretz: Isabelle
Ben Kingsley: Georges Méliès
Sacha Baron Cohen: Ispettore Gustav
Jude Law: Papà di Hugo
Christopher Lee: Monsieur Labisse
Helen McCrory: Jeanne d'Alcy
Michael Stuhlbarg: René Tabard
Marco Aponte: Julien Carette
Emily Mortimer: Lisette
Ray Winstone: Zio Claude
Frances de la Tour: Madame Emile
Richard Griffiths: Monsieur Frick
Doppiatori italiani
Andrea Di Maggio: Hugo Cabret
Emanuela Ionica: Isabelle
Dario Penne: Georges Méliès
Pino Insegno: Ispettore Gustav
Riccardo Niseem Onorato: Papà di Hugo
Roberta Pellini: Mama Jeanne
Franco Mannella: René Tabard
Aurora Cancian: Madame Emile
Bruno Alessandro: Monsieur Frick
Premi
Golden Globe 2012: miglior regista
2 National Board of Review Awards 2011: miglior film e miglior regista
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