Tunisia, 1943, il colonnello Conte Claus von Stauffenberg, ufficiale della 10. Panzer-Division. Disilluso dal regime nazista non nasconde la sua crescente avversione per il Fuhrer e per le sorti della guerra. Un attacco degli inglesi sorprende il suo battaglione, quasi pronto per la ritirata, e lui stesso rimane gravemente ferito perdendo un occhio, la mano destra e due dita della sinistra.
13 marzo dello stesso anno. Il generale Henning von Tresckow tenta di uccidere il Führer con una bomba chimica nascosta in una bottiglia di superalcolico. L'attentato fallisce ed uno dei congiurati viene arrestato. Diventa così necessario trovare qualcun altro per tentare di portare a termine il piano. Il nuovo accolito viene identificato proprio in von Stauffenberg, che darà nuova energia e nuove idee ai politici ed i militari impegnati nel complotto.
La base del piano di von Stauffenberg è quella di modificare il piano di difesa ideato per proteggere Hitler, l'operazione Valchiria, in modo che si permetta loro di prendere il potere dopo averlo assassinato.
Un primo tentativo, nella Tana del Lupo, il 13 luglio del 1944, non va. L'assenza di Himmler viene ritenuta troppo rischiosa, nel caso riuscisse di assassinare Hitler potrebbe prendere il potere e vanificare il loro piano. quindi i politicanti ed i militari timorosi ordinano di sospendere il piano.
Il 20 luglio 1944, è il giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca ancora alla Tana del Lupo. Gli imprevisti si moltiplicano, ma quello più che scombina i piani è che la riunione, dato il caldo, non si terrà più nel bunker in cemento armato, ideale per contenere e moltiplicare la potenza dell'espolsione, ma negli alloggi.
von Stauffenberg piazza la bomba e si allontana, vede l'esplosione e torna a Berlino dove scopre che al piano da lui organizzato non è stato ancora dato il via. La codardia del generale Friedrich Olbricht farà si che l'operazione Valchiria scatti solo con tre ore di ritardo. Il colpo di Stato è in atto.
Non è una delle migliori prove di regia di Bryan Singer, decisamente monotona, poco dinamica, molto incentrata sugli atteggiamenti dei personaggi, come giusto che sia, che sull'azione.
Tom Cruise è bravo, ma se sperava di ottenere la nomination all'Oscar per questa interpretazione si sbagliava di grosso. Superiore a questa è stata sicuramente la prova che ha dato in L'ultimo samurai. La sua personalità permea il film, come probabilmente quella di von Stauffenberg sovrastava quella dei politici ed i generali dell'epoca, ed è l'unica ragione di dinamicità della pellicola.
Il cast è di alto livello e tutti i protagonisti recitano con professionalità. Il vigliacco Friedrich Olbricht, colui che manderà in fumo il piano, è ben reso dal professionale Bill Nighy, ti fa veramente venire il nervoso. Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp sono solo i nomi famosi di un cast di alto livello composto, anche, da coprotagonisti altrettanto bravi.
La scenografia è curata in molti dettagli, gli interni sono spettacolari, ma durante le scene in città mi è parso strano che dopo tutti i bombardamenti (che nella realtà ha subito) Berlino fosse così pulita ed ordinata.
Una menzione per gli effetti speciali che hanno reso in modo impeccabile gli handicap di von Stauffenberg e che hanno permesso a Cruise di muoversi con libertà durante le riprese.
Non so fino a che punto essere d'accordo con la realizzazione e la spettacolarizzazione degli eventi legati alla seconda guerra mondiale, sopratutto quelli che rendono simpatici i tedeschi. Il fatto che la stessa German Federal Film Fund abbia finanziato con quasi 90 milioni di dollari la realizzazione del film mi lascia pensare che dietro a tutto ci possa essere un'operazione simpatia, atta a dimostrare come diversi tedeschi fossero contro le azioni di Hitler. Il problema che la maggior parte di loro erano a favore dell'espansione dei loro domini con la guerra e lo sterminio degli innocenti. Non è che in Italia in quegli anni fossimo messi meglio, oltre tutto la nostra incapacità si è dimostrata prendendo mazzate ovunque andassimo e venendo sfruttati dagli alleati più capaci.
Non lo so, il tentativo di von Stauffenberg fu sicuramente storicamente importante, ma quello che emerge di più dal tutto è che per la vigliaccheria di uno, Friedrich Olbricht, milioni di persone hanno continuato a morire ancora per più di un anno (la guerra finirà solo il 2 settembre del 1945) e che il grosso delle file dei politici e dell'esercito era, permanentemente, fedele al giuramento nazista elaborato dal generale Von Blomberg.
Al di la delle considerazioni storico politiche. Parlando puramente del film: un'opera di Singer sottotono che vale la pena essere vista solo per scoprire aspetti della seconda guerra mondiale sconosciuti ai più. Tanti ormai non si interessano e non leggono, alle volte un film è un veicolo più rapido ed immediato per far passare messaggi. Se poi uno è interessato li può approfondire da solo con i materiali recuperabili in rete, libreria, biblioteca.
Se lo vedete non vi fate del male, ma non aspettatevi un capolavoro.
Titolo originale Valkyrie
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 116 min
Genere storico
Regia Bryan Singer
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Produttore esecutivo Chris Lee, Ken Kamins, Daniel M. Snyder, Dwight C. Schar, Mark Shapiro
Casa di produzione United Artists, Bad Hat Harry Productions, Achte Babelsberg Film
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Effetti speciali Lucas Arnold
Musiche John Ottman
Scenografia Lilly Kilvert, Patrick Lumb
Costumi Joanna Johnston
Trucco Jacqueline Bhavnani
Interpreti e personaggi
Tom Cruise: colonnello Claus von Stauffenberg
Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
Terence Stamp: generale Ludwig Beck
Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
Kevin McNally: Carl Friedrich Goerdeler
Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
David Bamber: Adolf Hitler
Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
David Schofield: generale Erwin von Witzleben
Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
Matthias Freihof: reichsführer Heinrich Himmler
Harvey Friedman: ministro Joseph Goebbels
Manfred-Anton Algrang: architetto Albert Speer
Kenneth Cranham: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Andrew Schwerdt: attendente di Keitel
Halina Reijn: Margarethe von Oven
Danny Webb: capitano Haans
Christian Oliver: sergente Adam
Tim Williams: dottore
Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: colonnello Claus von Stauffenberg
Roberto Pedicini: generale Henning von Tresckow
Gianni Giuliano: generale Friedrich Olbricht
Franco Zucca: generale Friedrich Fromm
Francesca Fiorentini: Nina von Stauffenberg
Stefano Benassi: Otto Ernst Remer
Toni Garrani: generale Ludwig Beck
Christian Iansante: generale Erich Fellgiebel
Carlo Valli: Carl F. Goerdeler
Sergio Di Stefano: Mertz von Quirnheim
Rodolfo Bianchi: Adolf Hitler
Riccardo Niseem Onorato: colonnello Heinz Brandt
Gerolamo Alchieri: generale Erwin von Witzleben
Premi
1 Nomination al Visual Effects Society Award: Migliori effetti speciali per un film
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venerdì 10 febbraio 2012
martedì 31 gennaio 2012
Underworld Evolution
Alexander Corvinus fu il progenitore delle razze dei Vampiri e Lycan. I suoi figli furono Marcus, il Vampiro, e William, il Lycan. Data la sua pericolosità William viene rinchiuso in una speciale prigione costruita per lui dai genitori di Selene, la donna vampiro che ha dato origine al supervampiro che risiede nell'ultimo erede di Alexander Corvinus, Michael Corvin, e che ha ucciso il penultimo dei tra anziani e suo genitore alla nuova vita di immortale, Viktor.
Markus, risvegliato in quanto ultimo anziano e primo vampiro, si prodiga per liberare suo fratello, dopo 600 anni di prigionia. Per farlo gli serve una chiave divisa in due pezzi. La prima parte è in possesso di Selene, si tratta dell'amuleto raccolto dal cadavere di Lucian, e l'altra era nascosta sotto la pelle di Viktor, ora in locazione sconosciuta.
Markus, nella sua ricerca, dovrà scontrarsi con Selene e Michael e farà di tutto per ricongiungersi a suo fratello.
Len Wiseman accresce la leggenda intorno alla sua creatura. Dopo il successo del primo capitolo si dedica a questo film dirigendolo con il suo stile classico. I colori dai toni freddi usati nel primo film qui trovano ancora spazio. Persino il sole, nei rari momenti in cui fa capolino, non risulta caldo. Le scene d'azione sono ben girate, non risultano confuse, e coinvolgono lo spettatore.
Il make up dei licantropi è d'alto livello, come nel film precedente, mentre quello della trasformazione di Michael è decisamente scarso, come nel film precedente. Anche il Lycan ed il Vampiro originale sono ben fatti (a parte la scelta di far indossare la gonna a Markus, che sembra alquanto discutibile).
Kate Backinsale è in forma. Stretta nella sua suite di lattice nera è il valore aggiunto del film. Scott Speedman non è un granchè, e la scelta di toglierselo dalle scatole (almeno a quanto traspare) per il film nelle sale quest'anno, sembra azzeccata.
Un film per passare il tempo. Non un capolavoro del cinema horror, non è necessario vederlo.
Titolo originale Underworld: Evolution
Paese USA
Anno 2006
Durata 106 min.
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Tony Curran: Marcus Corvinus
Shane Brolly: Kraven
Derek Jacobi: Alexander Corvinus
Bill Nighy: Viktor
Steven Mackintosh: Andreas Tanis
Markus, risvegliato in quanto ultimo anziano e primo vampiro, si prodiga per liberare suo fratello, dopo 600 anni di prigionia. Per farlo gli serve una chiave divisa in due pezzi. La prima parte è in possesso di Selene, si tratta dell'amuleto raccolto dal cadavere di Lucian, e l'altra era nascosta sotto la pelle di Viktor, ora in locazione sconosciuta.
Markus, nella sua ricerca, dovrà scontrarsi con Selene e Michael e farà di tutto per ricongiungersi a suo fratello.
Len Wiseman accresce la leggenda intorno alla sua creatura. Dopo il successo del primo capitolo si dedica a questo film dirigendolo con il suo stile classico. I colori dai toni freddi usati nel primo film qui trovano ancora spazio. Persino il sole, nei rari momenti in cui fa capolino, non risulta caldo. Le scene d'azione sono ben girate, non risultano confuse, e coinvolgono lo spettatore.
Il make up dei licantropi è d'alto livello, come nel film precedente, mentre quello della trasformazione di Michael è decisamente scarso, come nel film precedente. Anche il Lycan ed il Vampiro originale sono ben fatti (a parte la scelta di far indossare la gonna a Markus, che sembra alquanto discutibile).
Kate Backinsale è in forma. Stretta nella sua suite di lattice nera è il valore aggiunto del film. Scott Speedman non è un granchè, e la scelta di toglierselo dalle scatole (almeno a quanto traspare) per il film nelle sale quest'anno, sembra azzeccata.
Un film per passare il tempo. Non un capolavoro del cinema horror, non è necessario vederlo.
Titolo originale Underworld: Evolution
Paese USA
Anno 2006
Durata 106 min.
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Musiche Marco Beltrami
Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Tony Curran: Marcus Corvinus
Shane Brolly: Kraven
Derek Jacobi: Alexander Corvinus
Bill Nighy: Viktor
Steven Mackintosh: Andreas Tanis
giovedì 5 gennaio 2012
Guida Galattica per Autostoppisti
La casa di Arthur Dent, casa di campagna circondata dal nulla, deve essere demolita per far passare una tangenziale. Poche scuse, lo sarà.
La Terra dovrà essere demolita per far passare un'autostrada spaziale. Poche scuse, lo sarà.
Gli unici esseri umani superstiti saranno Arthur Dent ed il suo vecchio amico, un alieno proveniente da un pianeta nei dintorni di Betelgeuse, Ford Perfect.
Sopravvivranno grazie all'intervento casuale della Cuore d'Oro, un'astronave alimentata dal motore ad improbabilità infinita, rubata dal Presidente della Galassia Zaphod Beebloebrox e guidata dalla terrestre, vecchia fiamma di Arthur, Trillian e con a bordo un robot costantemente depresso Marvin.
A furia di premere il pulsante di attivazione del motore ad improbabilità infinita finiranno in numerosi guai ed altrettanti pianeti, fino a giungere su Magrathea dove si trovano sia la fabbrica di pianeti che Pensiero Profondo, computer onnisciente che ha fornito la risposta alla vita, l'universo e tutto quanto, ma che non ha ancora trovato la domanda.
"For Duglas". Si legge prima dei titoli di coda. Quel Duglas è il Duglas Adams che ha scritto il romanzo (od i romanzi omonimi) da cui è stato tratto il film e che da molti anni tentava di far trasporre in film una sceneggiatura che lui stesso ne aveva tratto. Deceduto nel 2001 Adams non avrà la soddisfazione di vedere il suo film al cinema, in quanto verrà realizzato solo nel 2005.
Il film è assurdo. Una sequenza continua di calambour, di scene comiche, di scene assurde e di dialoghi dello stesso stampo. Garth Jennings si dimostra abbastanza folle da portare sullo schermo questo progetto affidandosi ad un cast non di prim'ordine , ma affiancandogli coprotagonisti noti. Infatti, accanto a Martin Freeman, Mos Def e Zooey Deschanel troviamo attori del calibro di Bill Nighy e John Malkovic e nella versione originale le voci di Alan Rickman (Marvin) ed Helen Mirren (Pensiero Profondo).
Il film si rivela essere assurdo e divertente, anche se, forse, qualche fan duro e puro potrebbe non apprezzare pienamente.
Don't Panic. Vedetelo e vi divertirete.
Titolo originale The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Paese USA, Gran Bretagna
Anno 2005
Durata 110 min
Genere fantascientifica
Regia Garth Jennings
Soggetto Douglas Adams (dall'omonimo romanzo)
Sceneggiatura Douglas Adams, Karey Kirkpatrick
Produttore Gary Barber, Jay Roach
Fotografia Igor Jadue-Lillo
Montaggio Niven Howie
Effetti speciali Paul Dunn
Musiche Joby Talbot
Scenografia Kate Beckly
Interpreti e personaggi
Martin Freeman: Arthur Dent
Mos Def: Ford Prefect
Sam Rockwell: Zaphod Beeblebrox
Zooey Deschanel: Tricia McMillan ("Trillian")
Bill Nighy: Slartibartfast
Warwick Davis: Marvin l'androide
Stephen Fry: Il Libro (voce)
John Malkovich: Humma Kavula
Alan Rickman: Marvin l'androide (voce)
Helen Mirren: Pensiero Profondo (voce)
Richard Griffiths: Vogon Jeltz (voce)
Kelly Macdonald: Reporter
Steve Pemberton: Mr. Prosser
Jason Schwartzman: Gag Halfrunt (non accreditato)
Doppiatori italiani
Massimo De Ambrosis: Arthur Dent
Michele Kalamera: Il Libro (voce)
Christian Iansante: Zaphod Beeblebrox
Pietro Ubaldi: Mr. Prosser
La Terra dovrà essere demolita per far passare un'autostrada spaziale. Poche scuse, lo sarà.
Gli unici esseri umani superstiti saranno Arthur Dent ed il suo vecchio amico, un alieno proveniente da un pianeta nei dintorni di Betelgeuse, Ford Perfect.
Sopravvivranno grazie all'intervento casuale della Cuore d'Oro, un'astronave alimentata dal motore ad improbabilità infinita, rubata dal Presidente della Galassia Zaphod Beebloebrox e guidata dalla terrestre, vecchia fiamma di Arthur, Trillian e con a bordo un robot costantemente depresso Marvin.
A furia di premere il pulsante di attivazione del motore ad improbabilità infinita finiranno in numerosi guai ed altrettanti pianeti, fino a giungere su Magrathea dove si trovano sia la fabbrica di pianeti che Pensiero Profondo, computer onnisciente che ha fornito la risposta alla vita, l'universo e tutto quanto, ma che non ha ancora trovato la domanda.
"For Duglas". Si legge prima dei titoli di coda. Quel Duglas è il Duglas Adams che ha scritto il romanzo (od i romanzi omonimi) da cui è stato tratto il film e che da molti anni tentava di far trasporre in film una sceneggiatura che lui stesso ne aveva tratto. Deceduto nel 2001 Adams non avrà la soddisfazione di vedere il suo film al cinema, in quanto verrà realizzato solo nel 2005.
Il film è assurdo. Una sequenza continua di calambour, di scene comiche, di scene assurde e di dialoghi dello stesso stampo. Garth Jennings si dimostra abbastanza folle da portare sullo schermo questo progetto affidandosi ad un cast non di prim'ordine , ma affiancandogli coprotagonisti noti. Infatti, accanto a Martin Freeman, Mos Def e Zooey Deschanel troviamo attori del calibro di Bill Nighy e John Malkovic e nella versione originale le voci di Alan Rickman (Marvin) ed Helen Mirren (Pensiero Profondo).
Il film si rivela essere assurdo e divertente, anche se, forse, qualche fan duro e puro potrebbe non apprezzare pienamente.
Don't Panic. Vedetelo e vi divertirete.
Titolo originale The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Paese USA, Gran Bretagna
Anno 2005
Durata 110 min
Genere fantascientifica
Regia Garth Jennings
Soggetto Douglas Adams (dall'omonimo romanzo)
Sceneggiatura Douglas Adams, Karey Kirkpatrick
Produttore Gary Barber, Jay Roach
Fotografia Igor Jadue-Lillo
Montaggio Niven Howie
Effetti speciali Paul Dunn
Musiche Joby Talbot
Scenografia Kate Beckly
Interpreti e personaggi
Martin Freeman: Arthur Dent
Mos Def: Ford Prefect
Sam Rockwell: Zaphod Beeblebrox
Zooey Deschanel: Tricia McMillan ("Trillian")
Bill Nighy: Slartibartfast
Warwick Davis: Marvin l'androide
Stephen Fry: Il Libro (voce)
John Malkovich: Humma Kavula
Alan Rickman: Marvin l'androide (voce)
Helen Mirren: Pensiero Profondo (voce)
Richard Griffiths: Vogon Jeltz (voce)
Kelly Macdonald: Reporter
Steve Pemberton: Mr. Prosser
Jason Schwartzman: Gag Halfrunt (non accreditato)
Doppiatori italiani
Massimo De Ambrosis: Arthur Dent
Michele Kalamera: Il Libro (voce)
Christian Iansante: Zaphod Beeblebrox
Pietro Ubaldi: Mr. Prosser
mercoledì 4 gennaio 2012
Underworld
Vampiri e licantropi si combattono ormai da centinaia d'anni. I secondi, servitori dai primi fin dagli albori, si sono ribellati e sono giunti a minacciare la sopravvivenza stessa dei vampiri.
2003. Un gruppo di licantropi è sulle tracce di un essere umano. A difenderlo, quasi per caso, si ritrova la bella vampira Selene.
Intrecci di discendenze permetteranno di scoprire che questo umano ha una caratteristica peculiare. Il suo sangue è identico a quello del primo immortale, Alexander Corvin, che, sopravvissuto alla peste, grazie ad una mutazione è in grado di ospitare le due mutazioni del genoma umano presenti nei licantropi e nei vampiri. Lo scopo del capo del clan dei lycan Lucian è quello di diventare lui stesso una nuova forma di vita nata dall'incrocio dei tre DNA e più forte di ciascuna delle tre razze.
Sulla sua strada Selene, per l'affetto che si scoprirà nutrire per Michael, Kraven, ambizioso, abbietto capo pro tempore dei vampiri, e Viktor, Vampiro Anziano risvegliato da Selene per contenere l'ambizione di Kraven.
Io sono personalmente convinto che il vero spartiacque che ha fatto conoscere al mondo giovane vampiri e licantropi sia stato questo film. Per colpa di Underworld scrittori di ogni risma si sono sentiti in dovere di riscrivere i miti e le origini di queste due razze mitologiche a loro piacere. Le deviazioni e le variazioni dai percorsi canonici hanno persino alla realizzazione di atrocità stile Twilight.
Tornando all'argomento. Underworld è un film veloce, vivace, quasi adrenalinico dove i miti del cinema anni trenta e quaranta del secolo scorso trovano nuova forma. Invenzioni come i proiettili ad argento fuso ringiovaniscono la saga e si contrappongono alla classicità dell'Anziano e della discepola. Il cast non è stellare, ma porta all'attenzione la bella Kate Beckinsale, in forma strepitosa nella parte che le ha dato più lustro, con indosso un'aderentissima tuta di latex nera. Il protagonista maschile è un innocuo Scott Speedman. La vera parte del leone la faranno Marin Sheen (si lo stesso che reciterà da protagonista in Frost/Nixon) e Bill Nighy (che nello stesso anno girerà anche Love Actually).
La regia di Len Wiseman (che se si esclude l'ultimo, buon, Die Hard del 2007 non ha fatto altro nella vita che dedicarsi al franchise di Underworld) è, anche per essere un film di esordio ad alto budget, decisamente di buon livello. Scelte di scene d'azione spettacolari, sparatorie e duelli classici sono bene miscelati.
In questi film grandi aspettative sono riposte sul reparto effetti speciali. Bisogna dire che si sono ben difesi creando anche dei lupi mannari credibili. Unica nota dolente è la creatura finale. Non mi ha convinto del tutto, poteva essere più spettacolare senza perdere di funzionalità.
Tutto sommato un film gradevole, per gli amanti del genere, che non richiede eccessivo impegno per essere seguito (rivedendolo mi sono messo a tagliare i funghi per la cena). Paragonato ai film odierni sul tema (anche ad alcuni suoi sequel) resta sempre una spanna sopra.
Titolo originale Underworld
Paese USA, Germania, Ungheria, Regno Unito
Anno 2003
Durata 121 min, 133 min (director's cut)
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Produttore Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Richard S. Wright
Fotografia Tony Pierce-Roberts
Montaggio Martin Hunter
Effetti speciali Nick Allder, Kinga Baranyai
Musiche Paul Haslinger, Maynard James Keenan
Scenografia Bruton Jones
Costumi Wendy Partridge
Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Michael Sheen: Lucian
Shane Brolly: Kraven
Bill Nighy: Viktor
Sophia Myles: Erika
Robbie Gee: Kahn
Wentworth Miller: dott. Adam Lockwood
Erwin Leder: Singe
Kevin Grevioux: Raze
Zita Görög: Amelia
Scott McElroy: Soren
Todd Schneider: Trix
Sandor Bolla: Rigel
Hank Amos: Nathaniel
Doppiatori italiani
Pinella Dragani: Selene
Vittorio De Angelis: Michael Corvin
Nino Prester: Lucian
Sergio Di Stefano: Kraven
Michele Gammino: Viktor
Dario Penne: Singe
Eleonora De Angelis: Erika
Massimiliano Virgilii: Kahn
Fabrizio Manfredi: dott. Adam Lockwood
2003. Un gruppo di licantropi è sulle tracce di un essere umano. A difenderlo, quasi per caso, si ritrova la bella vampira Selene.
Intrecci di discendenze permetteranno di scoprire che questo umano ha una caratteristica peculiare. Il suo sangue è identico a quello del primo immortale, Alexander Corvin, che, sopravvissuto alla peste, grazie ad una mutazione è in grado di ospitare le due mutazioni del genoma umano presenti nei licantropi e nei vampiri. Lo scopo del capo del clan dei lycan Lucian è quello di diventare lui stesso una nuova forma di vita nata dall'incrocio dei tre DNA e più forte di ciascuna delle tre razze.
Sulla sua strada Selene, per l'affetto che si scoprirà nutrire per Michael, Kraven, ambizioso, abbietto capo pro tempore dei vampiri, e Viktor, Vampiro Anziano risvegliato da Selene per contenere l'ambizione di Kraven.
Io sono personalmente convinto che il vero spartiacque che ha fatto conoscere al mondo giovane vampiri e licantropi sia stato questo film. Per colpa di Underworld scrittori di ogni risma si sono sentiti in dovere di riscrivere i miti e le origini di queste due razze mitologiche a loro piacere. Le deviazioni e le variazioni dai percorsi canonici hanno persino alla realizzazione di atrocità stile Twilight.
Tornando all'argomento. Underworld è un film veloce, vivace, quasi adrenalinico dove i miti del cinema anni trenta e quaranta del secolo scorso trovano nuova forma. Invenzioni come i proiettili ad argento fuso ringiovaniscono la saga e si contrappongono alla classicità dell'Anziano e della discepola. Il cast non è stellare, ma porta all'attenzione la bella Kate Beckinsale, in forma strepitosa nella parte che le ha dato più lustro, con indosso un'aderentissima tuta di latex nera. Il protagonista maschile è un innocuo Scott Speedman. La vera parte del leone la faranno Marin Sheen (si lo stesso che reciterà da protagonista in Frost/Nixon) e Bill Nighy (che nello stesso anno girerà anche Love Actually).
La regia di Len Wiseman (che se si esclude l'ultimo, buon, Die Hard del 2007 non ha fatto altro nella vita che dedicarsi al franchise di Underworld) è, anche per essere un film di esordio ad alto budget, decisamente di buon livello. Scelte di scene d'azione spettacolari, sparatorie e duelli classici sono bene miscelati.
In questi film grandi aspettative sono riposte sul reparto effetti speciali. Bisogna dire che si sono ben difesi creando anche dei lupi mannari credibili. Unica nota dolente è la creatura finale. Non mi ha convinto del tutto, poteva essere più spettacolare senza perdere di funzionalità.
Tutto sommato un film gradevole, per gli amanti del genere, che non richiede eccessivo impegno per essere seguito (rivedendolo mi sono messo a tagliare i funghi per la cena). Paragonato ai film odierni sul tema (anche ad alcuni suoi sequel) resta sempre una spanna sopra.
Titolo originale Underworld
Paese USA, Germania, Ungheria, Regno Unito
Anno 2003
Durata 121 min, 133 min (director's cut)
Genere horror
Regia Len Wiseman
Soggetto Kevin Grevioux, Danny McBride, Len Wiseman
Sceneggiatura Danny McBride
Produttore Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Richard S. Wright
Fotografia Tony Pierce-Roberts
Montaggio Martin Hunter
Effetti speciali Nick Allder, Kinga Baranyai
Musiche Paul Haslinger, Maynard James Keenan
Scenografia Bruton Jones
Costumi Wendy Partridge
Interpreti e personaggi
Kate Beckinsale: Selene
Scott Speedman: Michael Corvin
Michael Sheen: Lucian
Shane Brolly: Kraven
Bill Nighy: Viktor
Sophia Myles: Erika
Robbie Gee: Kahn
Wentworth Miller: dott. Adam Lockwood
Erwin Leder: Singe
Kevin Grevioux: Raze
Zita Görög: Amelia
Scott McElroy: Soren
Todd Schneider: Trix
Sandor Bolla: Rigel
Hank Amos: Nathaniel
Doppiatori italiani
Pinella Dragani: Selene
Vittorio De Angelis: Michael Corvin
Nino Prester: Lucian
Sergio Di Stefano: Kraven
Michele Gammino: Viktor
Dario Penne: Singe
Eleonora De Angelis: Erika
Massimiliano Virgilii: Kahn
Fabrizio Manfredi: dott. Adam Lockwood
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