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lunedì 17 agosto 2015

Orfani: Ringo - Death metal

Orfani: Ringo N°  11 
Death metal

Soggetto e Sceneggiatura Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo 
Disegni Giancarlo Olivares 

Copertina Emiliano Mammucari 

Colori Alessia Pastorello 

Periodicità: mensile 
Uscita: 14/08/2015 

La galleria del San Gottardo l'ultimo, buio, ostacolo davanti Nuè, Ringo e Rosa per poter sperare in un futuro di salvezza. Dietro di loro i Corvi della Juric che vogliono le teste dei fuggitivi, su tutte quella di Ringo.
Anche ne buio della galleria, però, l'uomo ha imparato a sopravvivere dopo la catastrofe. Guidati da un bambino saltato fuori dalle ombre i tre si imbattono in una comunità che riesce a vivere in questo luogo inospitale. Peccato che i Corvi non abbiano intenzione di lasciar sopravvivere nessuno. La lotta tre loro e Ringo sarà all'ultimo sangue e non è detto che l'umanità riesca a battere la macchina.

Siamo al penultimo capitolo e come dalla parte dei buoni iniziano ad esserci perdite anche da quella dei cattivi non si può essere da meno. La morte di Seba, nel numero scorso, ha ridotto il gruppo di Ringo, ma ne ha aumentato la determinazione a raggiungere il loro obiettivo, Recchioni e Uzzeo si coordinano per darci un numero 11 ricco di azione e sentimento, che sia vendetta, amore, sofferenza od amicizia. La battaglia tra i ribelli ed i Corvi, per quanto sia lunga nel numero, ma breve nella saga, è dinamica e ricca di sorprese. Come una sorpresa è il jolly finale che gli autori permettono alla Juric di estrarre dal cilindro.
Dinamica nella quale è stato prezioso il debutto di Olivares. I suoi disegni curati, nel mecha come nei personaggi, e la decisioni di caricaturizzare alcune espressioni di Rosa e Nuè ci permettono di avvicinarci, inconsapevoli, ai momenti tristi e crudeli a cuor leggero per poi rimanerne più colpiti.
I colori di Alessia Pastorello sottolineano i vari momenti narrativi: un mix di rosso e blu ci immerge nella battaglia, riflessi di un giallo malato ci guidano lungo il tunnel, il caldo rosso dei fuochi ci accoglie nell'accampamento. Alla fine dei due anni, per alcuni, queste scelte potrebbero essere fin troppo ovvie e ripetitive, ma perseguono un obiettivo e tracciano uno stile.

Come in pochi albi precedenti ci si sente stretti nel Formato Bonelli. Alcune scene avrebbero giovato di vignette più grandi, che troveranno nel cartonato in libreria.

Penultimo e poi si chiude.

giovedì 20 ottobre 2011

Nathan Never - Il giorno più lungo

Nathan Never n. 245, mensile
Il giorno più lungo

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis

Nathan, Branko e Sigmund sono sempre impegnati a cercare di decontaminare un laboratorio contenente virus mutati, una squadra di pretoriani è al recupero del figlio del governatore Elmore, Salomon, May, Link e Mendoza cercano di sfuggire ad un grande tripode che li minaccia, la Galhad Shields è minacciata dalla flotta marziana nello spazio e le stazioni orbitanti sono ad un passo, sempre nella prima giornata di guerra, a entrare nel vivo della battaglia.

A tutto questo si aggiunge una mossa a sorpresa degli abitanti di Sub City e delle Telepati. Importante da ora in poi sarà il ruolo ricoperto dalla giovane Kay, figlia adottiva di May e Branko.

Dopo un numero scoppiettante si torna un po' alla monotonia ed alle situazioni scontate. Un gigantesco tripode viene mosso contro il mezzo di trasporto dei fuggiaschi dell'Agenzia Alfa senza ben capirne il motivo, ma viene sopraffatto in modo abbastanza ovvio. Qualche colpo di scena, che non lascia troppo il segno, fa capolino sulle pagine, ma la trama si muove di poco. Bisogna ammettere che c'è veramente tanta carne al fuoco. Gli autori devono proprio stare attenti a non tirarla già dalla brace troppo cruda o bruciacchiata.
Olivares ci mette del suo e realizza ottimi disegni particolareggiata. Grande utilizzo di diverse tonalità di nero danno profondità e dettagli ai personaggi ed ai luoghi. Come sempre molto bravo.
Continua ad esserci molto Guerre Stellari e la Guerra dei mondi, finisce il coinvolgimento di Ghost in the Shell.

Andiamo avanti speranzosi

lunedì 3 ottobre 2011

Nathan Never - Distruzione!

Nathan Never n. 244, mensile
Distruzione!

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis

L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!

Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.

Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.