Nathan Never n. 249, mensile
Cielo di fuoco
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Guido Masala & Giacomo Pueroni
Copertina: Roberto De Angelis
La Guerra dei Mondi è al suo ultimo atto. Aran Drako sembra essere sconfitto. La ricerca dell'imperatore si è spostata su Marte, senza successo. Rintanato nel suo nascondiglio cerca di giocare nel modo migliore il suo ultimo asso. Solo l'intervento di Kay, la figlia telepate di Branko e May, aiuta Legs e Nathan a stanarlo e metterlo fuori gioco. Personaggi misteriosi, però, continuano a muoversi sullo sfondo di questo evento interplanetario. Personaggi ritenuti scomparsi da anni, senza affanno, raggiungono obietti prefissati. Il mistero del destino di Sigmund non è ancora stato scalfito, ma Nathan non desiste.
La Guerra dei Mondi è finita. L'evento che dovrebbe riscrivere la realtà del mondo di Nathan Never ha portato alcuni cambiamenti, anche se non ha sconvolto pienamente la realtà.
ATTENZIONE SPOILER.
La vignetta in cui Mister Alfa appare verso la fine del numero non penso abbia sorpreso alcuno. Un personaggio del genere, descritto come onnipotente e quasi immortale negli anni scorsi, non poteva certo mancare in uno scenario così ampio.
Sul mistero della scomparsa di Edward Reiser, finalmente, si getta qualche luce in più e si va nella direzione che ogni lettore fedele aveva sospettato.
Dopo la sospensione della testata sarebbe stato suicida tenere ancora a riposo Legs ed il suo reintegro non stupisce nessuno.
Vengono lasciate aperte due porte per storie future: le telepati e la razza Marziana in attesa di tempi miglior. Per quanto riguarda il destino di Sigmund Baginov dovremmo scoprire il tutto con i tre numeri in arrivo.
FINE SPOILER
Il soggetto di Vietti è buono. Tanta carne al fuoco che non si brucia, anche se è troppo per mangiarla disinvoltamente tutta. Certi dialoghi sono un po' buttati li, da altri se ne esce a stento, ma tutto sommato gradevole.
I disegni della coppia Masala Pueroni sono di alto livello, matite ed inchiostri per si amalgamano ed hanno grande resa grafica sulle pagine.
L'ultima copertina di Roberto De Angelis per la serie regolare è evocativa. Cielo rosso, città distrutta, Nathan di spalle che guarda un sole sull'orizzonte. E' il sole che sorge su un futuro difficile od il sole che cala sulla sua opera di copertinista sulla serie regolare. Non ci resta che ringraziare questo stupendo artista che per anni ci ha deliziato con le sue opere d'arte ed ha regalato valore aggiunta ad una serie in forte crisi d'idee.
Il punto sulla Guerra dei Mondi nel suo complesso.
Poche righe per dire che la rileggerò tutta di seguito per avere un'idea più concreta. A leggerla nel tempo le caratteristiche inutili, i numeri brutti, si dimenticano. Ricordo di aver riscontrato passaggi a vuoto, numeri inutili e numeri troppo densi, ma anche numeri interessanti ed adrenalinici. Quello che mi auguravo prima della lettura, uno sconvolgimento totale negli assetti storici fossilizzati, non mi sembra essere ad ora avvenuto. A parte qualche faccia nuova e qualche sottotrama aggiuntiva non vedo grossi cambiamenti. Anzi, vedo un ritorno al passato, alle origini della collana e dell'Agenzia Alfa, solo in un mondo distrutto e non efficente. Un, preoccupante, segnale di questa staticità viene dato dalla copertina del prossimo numero, il 250, in paragone con quella del n°1 del vent'anni fa. Poi ve le posto.
Non ho un giudizio definitivo, non ne sono convinto, ma neanche disgustato. Forse proseguirò ancora per un po' con la collana, ma con meno passione di prima. Extra, Maxi, Agenzia Alfa, Giganti, resteranno tagliati fuori. Solo serie regolare e Speciale continueranno, probabilmente, ad entrare nella mia fumettoteca.
Visualizzazione post con etichetta Stefano Vietti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stefano Vietti. Mostra tutti i post
martedì 21 febbraio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
Nathan Never - Scontro finale
Nathan Never n. 248, mensile
Scontro finale
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Roberto De Angelis, Giuseppe Barbati & Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
L'incursione nell'Uni-Mente non ha dato i frutti sperati. Gli agenti Alfa sono in fuga sul loro piccolo veicolo, dopo aver subito anche una perdita, inseguiti dai doni mutanti volanti dell'esercito d'invasione marziana. Le speranze di farcela sono poche, ma il sacrificio eroico di un altro membro della squadra permette agli altri di salvarsi.
Nonostante il fallimento della missione, Sigmund Baginov ha un piano di riserva. Un virus informatico capace di sbaragliare l'esercito avversario in un battito di ciglia. Nathan, Legs, Sigmund, Janet, Branko, i Tecnopati, Betty dovranno trovare un modo per rientrare nel palazzo dell'Agenzia Alfa per rimettere in funzione il mainframe ed inviare il virus.
Intanto, sul lato marziano della guerra i primi screzi mettono in pericolo tutto il piano ordito da Kos Aradan Primo. Nell'Uni-Mente il suo creatore ed Atticus Kane sono ai ferri corti, su Marte la resistenza sta per tentare l'assalto al generatore di energia che trasferisce la scarica distruttiva all'astronave da guerra in orbita, nello spazio le navi superstiti dell'esercito terrestre e di Melpomene tentano l'ultimo, disperato, attacco per distruggere quella stessa nave spaziale.
L'evocativa copertina di Roberto De Angelis ci introduce all'atto di svolta della Guerra dei Mondi. Se davvero tra tre numeri non sarà più lui il copertinista sarò dispiaciuto come quando andò via Castellini. Tre le nubi grigie che si dipanano, al di sopra dell'invasore, sprazzi di sereno cielo azzurro si intravedono.
Ai disegni troviamo un collaborazione. Lo stesso De Angelis disegna da pagina 1 a 5 e da 74 a 98, in mezzo si inserisce la coppia Giuseppe Barbati (matite) e Luca Casalanguida (chine). Il tutto sicuramente giustificato dall'alto tasso di particolari inserito e dalle scene ricche e dense richieste dalla sceneggiatura. Non si può non leggere una, probabilmente, sbagliata programmazione da parte dalla Casa delle Idee del milanese, ma il risultato è omogeneo e di grande effetto.
La sceneggiatura di Vietti è spiccia. Come trova il tempo di inserire dialoghi di crescita dei personaggi e ottime scene coordinate si imbatte, anche, in salti narrativi eccessivamente secchi che avrebbero richiesto, forse, una sola pagina per essere ammorbiditi. Se il colpo di scena finale stupisce, e lascia perplessi (finita la saga dovrò controllare alcuni dettagli nella ventennale vita editoriale di Nathan Never, se non mi sarà spiegato alcunché), la soluzione trovata per sconfiggere i Marziani ricalca il più classico pamphlet della Guerra dei Mondi. Un virus, che sia biologico od informatico poco importa, salva l'umanità. Più che un omaggio alla classicità una conclusione fin troppo scontata (sicuramente mi smentiranno sul prossimo numero, grazie alle spiegazioni del colpo di scena dell'ultima pagina).
Un buon numero, con i suoi difetti che bilanciano i pregi, che ci porta sulla via della fine del conflitto con ancora dubbi da sciogliere e battaglie da vivere.
Scontro finale
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Roberto De Angelis, Giuseppe Barbati & Luca Casalanguida
Copertina: Roberto De Angelis
L'incursione nell'Uni-Mente non ha dato i frutti sperati. Gli agenti Alfa sono in fuga sul loro piccolo veicolo, dopo aver subito anche una perdita, inseguiti dai doni mutanti volanti dell'esercito d'invasione marziana. Le speranze di farcela sono poche, ma il sacrificio eroico di un altro membro della squadra permette agli altri di salvarsi.
Nonostante il fallimento della missione, Sigmund Baginov ha un piano di riserva. Un virus informatico capace di sbaragliare l'esercito avversario in un battito di ciglia. Nathan, Legs, Sigmund, Janet, Branko, i Tecnopati, Betty dovranno trovare un modo per rientrare nel palazzo dell'Agenzia Alfa per rimettere in funzione il mainframe ed inviare il virus.
Intanto, sul lato marziano della guerra i primi screzi mettono in pericolo tutto il piano ordito da Kos Aradan Primo. Nell'Uni-Mente il suo creatore ed Atticus Kane sono ai ferri corti, su Marte la resistenza sta per tentare l'assalto al generatore di energia che trasferisce la scarica distruttiva all'astronave da guerra in orbita, nello spazio le navi superstiti dell'esercito terrestre e di Melpomene tentano l'ultimo, disperato, attacco per distruggere quella stessa nave spaziale.
L'evocativa copertina di Roberto De Angelis ci introduce all'atto di svolta della Guerra dei Mondi. Se davvero tra tre numeri non sarà più lui il copertinista sarò dispiaciuto come quando andò via Castellini. Tre le nubi grigie che si dipanano, al di sopra dell'invasore, sprazzi di sereno cielo azzurro si intravedono.
Ai disegni troviamo un collaborazione. Lo stesso De Angelis disegna da pagina 1 a 5 e da 74 a 98, in mezzo si inserisce la coppia Giuseppe Barbati (matite) e Luca Casalanguida (chine). Il tutto sicuramente giustificato dall'alto tasso di particolari inserito e dalle scene ricche e dense richieste dalla sceneggiatura. Non si può non leggere una, probabilmente, sbagliata programmazione da parte dalla Casa delle Idee del milanese, ma il risultato è omogeneo e di grande effetto.
La sceneggiatura di Vietti è spiccia. Come trova il tempo di inserire dialoghi di crescita dei personaggi e ottime scene coordinate si imbatte, anche, in salti narrativi eccessivamente secchi che avrebbero richiesto, forse, una sola pagina per essere ammorbiditi. Se il colpo di scena finale stupisce, e lascia perplessi (finita la saga dovrò controllare alcuni dettagli nella ventennale vita editoriale di Nathan Never, se non mi sarà spiegato alcunché), la soluzione trovata per sconfiggere i Marziani ricalca il più classico pamphlet della Guerra dei Mondi. Un virus, che sia biologico od informatico poco importa, salva l'umanità. Più che un omaggio alla classicità una conclusione fin troppo scontata (sicuramente mi smentiranno sul prossimo numero, grazie alle spiegazioni del colpo di scena dell'ultima pagina).
Un buon numero, con i suoi difetti che bilanciano i pregi, che ci porta sulla via della fine del conflitto con ancora dubbi da sciogliere e battaglie da vivere.
giovedì 15 dicembre 2011
Nathan Never - Speciale 22 - I Contaminati
Speciale Nathan Never n. 22, annuale
I contaminati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Gièz
Copertina: Roberto De Angelis
Una strana, e gigantesca, alga emerge proprio sotto un peschereccio al lavoro. Portata a riva mostra caratteristiche anomale per un vegetale, sembra un organismo naturalmente mutato geneticamente per migliorarsi e sopravvivere. Tra le sue fronde viene scoperta la presenza di Ysha, una studiosa marina mutata in stato confusionale. Trasportata in ospedale cade in un coma profondo. L'Agenzia Alfa, Nathan in primis, convocano la dottoressa Diane Weston, per provare a contattare la mente della mutata e cercare di interpretare le sue ultime parole, anche perchè l'alga viene riconosciuta come appartenente alla stessa, pericolosissima, specie già incontrata da Never in passato.
L'alga viene studiata e distrutta, ma un pezzo ne era stato rubato ed ha portato a termine il suo compito: la Città Est è completamente infestata da spore nocive. Entro 48 ore la popolazione sarà totalmente uccisa.
Nathan Never e la sua squadra lotteranno contro il tempo per riuscire ad evitare la catastrofe.
Stefano Vietti è sempre più padrone della serie. In questo secondo speciale annuale mette la città del buon Nathan a ferro e fuoco per mezzo di una pestilenza, prima che subisca l'attacco dalle truppe marziane.
La storia non scorre proprio bene. Il ristretto, seppur speciale (160), numero di pagine a sua disposizione non gli permette di articolare e snodare la storia nel modo corretto. Salti temporali eccessivi inducono il lettore a soffermarsi di più su quello che manca che sulla storia in se.
I disegni. Gièz. Aveva già lavorato per Bonelli e speravo se ne fossero definitivamente perse le tracce. Per avere un soprannome o sei un ragazzino delle medie che entra in chat o sei uno veramente bravo. Ecco per quanto riguarda questo disegnatore penso che sia valida la prima che ho detto. I volti dei personaggi cambiano di tavola in tavola, i loro contorni, quando sono su sfondo nero, non sono quasi mai definiti correttamente, sembra di vedere all'opera un Nicola Mari impreciso. Se un editore vuol far fare allenamento ad un disegnatore almeno non mi faccia pagare l'albo, che sia una scuola a spese sue e non nostre.
Come sempre De Angelis alla copertina non delude. Risulta essere estremamente evocativo mettendo in primo piano, quelli che paiono essere, degli zombie, sottolineati dal titolo dell'albo. Giusta la scelta di colori e intrigante la scelta di mettere in secondo piano, quasi non si nota, il protagonista della serie.
Peccato perchè avrebbe potuto essere una storia grandiosa, con collegamenti a numeri vecchi della serie, ma zoppica un po' troppo per entrare nel novero degli indimenticabili.
Tuttavia risulta essere una lettura intrigante, che stimola la rilettura di vecchi albi e da una boccata d'ossigeno dalla Guerra dei Mondi.
I contaminati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Gièz
Copertina: Roberto De Angelis
Una strana, e gigantesca, alga emerge proprio sotto un peschereccio al lavoro. Portata a riva mostra caratteristiche anomale per un vegetale, sembra un organismo naturalmente mutato geneticamente per migliorarsi e sopravvivere. Tra le sue fronde viene scoperta la presenza di Ysha, una studiosa marina mutata in stato confusionale. Trasportata in ospedale cade in un coma profondo. L'Agenzia Alfa, Nathan in primis, convocano la dottoressa Diane Weston, per provare a contattare la mente della mutata e cercare di interpretare le sue ultime parole, anche perchè l'alga viene riconosciuta come appartenente alla stessa, pericolosissima, specie già incontrata da Never in passato.
L'alga viene studiata e distrutta, ma un pezzo ne era stato rubato ed ha portato a termine il suo compito: la Città Est è completamente infestata da spore nocive. Entro 48 ore la popolazione sarà totalmente uccisa.
Nathan Never e la sua squadra lotteranno contro il tempo per riuscire ad evitare la catastrofe.
Stefano Vietti è sempre più padrone della serie. In questo secondo speciale annuale mette la città del buon Nathan a ferro e fuoco per mezzo di una pestilenza, prima che subisca l'attacco dalle truppe marziane.
La storia non scorre proprio bene. Il ristretto, seppur speciale (160), numero di pagine a sua disposizione non gli permette di articolare e snodare la storia nel modo corretto. Salti temporali eccessivi inducono il lettore a soffermarsi di più su quello che manca che sulla storia in se.
I disegni. Gièz. Aveva già lavorato per Bonelli e speravo se ne fossero definitivamente perse le tracce. Per avere un soprannome o sei un ragazzino delle medie che entra in chat o sei uno veramente bravo. Ecco per quanto riguarda questo disegnatore penso che sia valida la prima che ho detto. I volti dei personaggi cambiano di tavola in tavola, i loro contorni, quando sono su sfondo nero, non sono quasi mai definiti correttamente, sembra di vedere all'opera un Nicola Mari impreciso. Se un editore vuol far fare allenamento ad un disegnatore almeno non mi faccia pagare l'albo, che sia una scuola a spese sue e non nostre.
Come sempre De Angelis alla copertina non delude. Risulta essere estremamente evocativo mettendo in primo piano, quelli che paiono essere, degli zombie, sottolineati dal titolo dell'albo. Giusta la scelta di colori e intrigante la scelta di mettere in secondo piano, quasi non si nota, il protagonista della serie.
Peccato perchè avrebbe potuto essere una storia grandiosa, con collegamenti a numeri vecchi della serie, ma zoppica un po' troppo per entrare nel novero degli indimenticabili.
Tuttavia risulta essere una lettura intrigante, che stimola la rilettura di vecchi albi e da una boccata d'ossigeno dalla Guerra dei Mondi.
martedì 22 novembre 2011
Nathan Never - I difensori
Nathan Never n. 246, mensile
I difensori
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Roberto De Angelis
L'Agenzia Alfa ed i sopravvissuti membri del governo sono stati amichevolmente accolti a Sub City, che da ghetto di rinnegati è diventata il fortino delle speranza. Le truppe marziane avanzano nel loro piano di conquista, ma la resistenza umana cresce sempre di più. Accanto agli abitanti di Sub City, ed alle loro incursioni in territorio nemico, altri combattono in modo indipendente. Il Giudice ed i Tecnocrati sono altre forze in gioco che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riescono a stringere un'alleanza con Nathan e compagni. Le informazioni in possesso dei ribelli terrestri portano gli Agenti Alfa a credere che tutto l'attacco al loro pianeta natale sia organizzato da un'unica posizione, ribatezzata Uni-mente. Quello che manca loro è di individuarne la posizione. Fortuna vuole che Jerry Lone possa dar loro qualche indizio. Altra speranza arriva da Tecnocrati: credono di aver individuato la posizione, sottomarina, del disperso Link. Anche su Marte la situazione non è tranquilla. I filmati clandestini che i terrestri riescono a far arrivare sul pianeta rosso hanno agitato i sonni di alcuni indigeni. L'Impertatore è occupato a scovare i capi del movimento e debellarli. Buone notizie, però. gli arrivano dagli scavi archeologici in corso.
Tanta roba sto giro.
Partiamo da una copertina strepitosa di De Angelis, e mi dispiacerebbe che dopo la fine della Guerra dei Mondi lasciasse il suo ruolo di copertinista ufficiale della serie regolare. Dinamica, aggressiva, intensa, dai colori vivi, una delle migliori che io ricordi. E, dall'anticipazione a fine albo, quella del prossimo numero non deve essere da meno.
I disegni di Giardo sono un rivelazione. Magari a far disegnare a lui tutto il ciclo avrebbero guadagnato lettori. Tratto pulito, con mezzi toni piacevoli, elevato contenuto di dettagli, mecha appropriati. Un tratto coinvolgente e ricco. Stimabile.
La sceneggiatura di Vietti è densa di avvenimenti, come tante non ne sono state in passato. Devo riconoscere che è un compito titanico sviluppare un soggetto così enorme in sceneggiature da fumetto. Si farebbe fatica con una serie televisiva, figuriamoci quanto sia complicato con un mezzo così artigianale. Il disagio lo si nota sopratutto quando alcuni avvenimenti, necessari per la trama, sembrano accadere per caso (come quando si scopre che gli unici tre Tecnocrati di tre fazioni differenti e contrapposte sopravvissuti sono ...), ma il lettore, fedele ed accondiscendente, si lascia coinvolgere e non gli da troppo peso.
Uno degli albi migliori di questa saga, come non se ne vedono nel fumetto italico, spartiacque per il mondo di Nathan Never.
I difensori
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Roberto De Angelis
L'Agenzia Alfa ed i sopravvissuti membri del governo sono stati amichevolmente accolti a Sub City, che da ghetto di rinnegati è diventata il fortino delle speranza. Le truppe marziane avanzano nel loro piano di conquista, ma la resistenza umana cresce sempre di più. Accanto agli abitanti di Sub City, ed alle loro incursioni in territorio nemico, altri combattono in modo indipendente. Il Giudice ed i Tecnocrati sono altre forze in gioco che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riescono a stringere un'alleanza con Nathan e compagni. Le informazioni in possesso dei ribelli terrestri portano gli Agenti Alfa a credere che tutto l'attacco al loro pianeta natale sia organizzato da un'unica posizione, ribatezzata Uni-mente. Quello che manca loro è di individuarne la posizione. Fortuna vuole che Jerry Lone possa dar loro qualche indizio. Altra speranza arriva da Tecnocrati: credono di aver individuato la posizione, sottomarina, del disperso Link. Anche su Marte la situazione non è tranquilla. I filmati clandestini che i terrestri riescono a far arrivare sul pianeta rosso hanno agitato i sonni di alcuni indigeni. L'Impertatore è occupato a scovare i capi del movimento e debellarli. Buone notizie, però. gli arrivano dagli scavi archeologici in corso.
Tanta roba sto giro.
Partiamo da una copertina strepitosa di De Angelis, e mi dispiacerebbe che dopo la fine della Guerra dei Mondi lasciasse il suo ruolo di copertinista ufficiale della serie regolare. Dinamica, aggressiva, intensa, dai colori vivi, una delle migliori che io ricordi. E, dall'anticipazione a fine albo, quella del prossimo numero non deve essere da meno.
I disegni di Giardo sono un rivelazione. Magari a far disegnare a lui tutto il ciclo avrebbero guadagnato lettori. Tratto pulito, con mezzi toni piacevoli, elevato contenuto di dettagli, mecha appropriati. Un tratto coinvolgente e ricco. Stimabile.
La sceneggiatura di Vietti è densa di avvenimenti, come tante non ne sono state in passato. Devo riconoscere che è un compito titanico sviluppare un soggetto così enorme in sceneggiature da fumetto. Si farebbe fatica con una serie televisiva, figuriamoci quanto sia complicato con un mezzo così artigianale. Il disagio lo si nota sopratutto quando alcuni avvenimenti, necessari per la trama, sembrano accadere per caso (come quando si scopre che gli unici tre Tecnocrati di tre fazioni differenti e contrapposte sopravvissuti sono ...), ma il lettore, fedele ed accondiscendente, si lascia coinvolgere e non gli da troppo peso.
Uno degli albi migliori di questa saga, come non se ne vedono nel fumetto italico, spartiacque per il mondo di Nathan Never.
giovedì 20 ottobre 2011
Nathan Never - Il giorno più lungo
Nathan Never n. 245, mensile
Il giorno più lungo
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
Nathan, Branko e Sigmund sono sempre impegnati a cercare di decontaminare un laboratorio contenente virus mutati, una squadra di pretoriani è al recupero del figlio del governatore Elmore, Salomon, May, Link e Mendoza cercano di sfuggire ad un grande tripode che li minaccia, la Galhad Shields è minacciata dalla flotta marziana nello spazio e le stazioni orbitanti sono ad un passo, sempre nella prima giornata di guerra, a entrare nel vivo della battaglia.
A tutto questo si aggiunge una mossa a sorpresa degli abitanti di Sub City e delle Telepati. Importante da ora in poi sarà il ruolo ricoperto dalla giovane Kay, figlia adottiva di May e Branko.
Dopo un numero scoppiettante si torna un po' alla monotonia ed alle situazioni scontate. Un gigantesco tripode viene mosso contro il mezzo di trasporto dei fuggiaschi dell'Agenzia Alfa senza ben capirne il motivo, ma viene sopraffatto in modo abbastanza ovvio. Qualche colpo di scena, che non lascia troppo il segno, fa capolino sulle pagine, ma la trama si muove di poco. Bisogna ammettere che c'è veramente tanta carne al fuoco. Gli autori devono proprio stare attenti a non tirarla già dalla brace troppo cruda o bruciacchiata.
Olivares ci mette del suo e realizza ottimi disegni particolareggiata. Grande utilizzo di diverse tonalità di nero danno profondità e dettagli ai personaggi ed ai luoghi. Come sempre molto bravo.
Continua ad esserci molto Guerre Stellari e la Guerra dei mondi, finisce il coinvolgimento di Ghost in the Shell.
Andiamo avanti speranzosi
Il giorno più lungo
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
Nathan, Branko e Sigmund sono sempre impegnati a cercare di decontaminare un laboratorio contenente virus mutati, una squadra di pretoriani è al recupero del figlio del governatore Elmore, Salomon, May, Link e Mendoza cercano di sfuggire ad un grande tripode che li minaccia, la Galhad Shields è minacciata dalla flotta marziana nello spazio e le stazioni orbitanti sono ad un passo, sempre nella prima giornata di guerra, a entrare nel vivo della battaglia.
A tutto questo si aggiunge una mossa a sorpresa degli abitanti di Sub City e delle Telepati. Importante da ora in poi sarà il ruolo ricoperto dalla giovane Kay, figlia adottiva di May e Branko.
Dopo un numero scoppiettante si torna un po' alla monotonia ed alle situazioni scontate. Un gigantesco tripode viene mosso contro il mezzo di trasporto dei fuggiaschi dell'Agenzia Alfa senza ben capirne il motivo, ma viene sopraffatto in modo abbastanza ovvio. Qualche colpo di scena, che non lascia troppo il segno, fa capolino sulle pagine, ma la trama si muove di poco. Bisogna ammettere che c'è veramente tanta carne al fuoco. Gli autori devono proprio stare attenti a non tirarla già dalla brace troppo cruda o bruciacchiata.
Olivares ci mette del suo e realizza ottimi disegni particolareggiata. Grande utilizzo di diverse tonalità di nero danno profondità e dettagli ai personaggi ed ai luoghi. Come sempre molto bravo.
Continua ad esserci molto Guerre Stellari e la Guerra dei mondi, finisce il coinvolgimento di Ghost in the Shell.
Andiamo avanti speranzosi
lunedì 3 ottobre 2011
Nathan Never - Distruzione!
Nathan Never n. 244, mensile
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
Distruzione!
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Giancarlo Olivares
Copertina: Roberto De Angelis
L’attacco alla Terra è iniziato, la costa Est è assediata dalle forze marziane e nulla sembra in grado di fermare i terribili tripodi, che seminano ovunque distruzione e morte. La battaglia impazza anche nello spazio, mentre Melpomene e la Confederazione delle stazioni orbitanti si apprestano ad affiancare le forze terrestri in questa nuova guerra. Nuove pericolose missioni si preannunciano per Nathan e gli altri Agenti speciali, nel disperato tentativo di fermare il folle piano di conquista di Scipio e del suo nuovo diabolico alleato, Aran Darko!
Dopo ferie e malanni eccoci di nuovo a scrivere su queste pagine virtuali. Il riassunto è, come nelle migliori tradizioni, tratto da sito ufficiale Bonelli, mentre il commento farina del mio sacco.
Si inizia a vedere movimento. Dopo estenuanti numeri di politica, affari, sotterfugi e situazioni poco credibili, scoppia il conflitto. I, sinceramente poco originali, tripodi marziani vengono fatti razzolare per tutta la città Est mettendola a soqquadro e la dinamica dell'attacco diviene più chiara. Con metodi schietti e rapidi, forse eccessivamente per una guerra, vengono coinvolte anche le stazioni orbitanti e molte carte sono in gioco. Rimangono in sospeso alcuni punti toccati nei numeri passati, ma siamo ancora a metà della saga. Speriamo che i neuroni di Vietti si siano scambiati dati nel modo giusto e creato storie forti e salde tanto da portare alla cottura a puntino di tutta la carne al fuoco.
Olivares, con il suo tratto, delinea in modo preciso ed accurato lo scenario di guerra su più fronti. Si destreggia abilmente tra ambiente cittadino, marino e interplanetaria con la massima abilità. Il suo stile conferisce spessore ad una storia già buona di suo.
La copertina di De Angelis, con il classico strillo anni 60 nell'angolo alto, è evocativa ed esplicativa di quello che ci attenderà all'interno dell'albo a fumetti.
Una buona storia, finalmente, di questa saga che ci terrà compagnia ancora per mesi. Speriamo che si mantenga su buoni livelli per dare un po' di respiro ad un personaggio invecchiato troppo in fretta.
martedì 21 giugno 2011
Nathan Never - Le abitatrici dell'oscurità
Nathan Never n. 241, mensile
Le abitatrici dell'oscurità
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Simona Denna e Silvia Corbetta
Copertina: Roberto De Angelis
Il Presidente Abraham è morto. Atticus Kane prosegue la ricostruzione della Città e gli affari della potente Imperium Entreprise non sono mai andati così bene. Su Marte i Pretoriani trovano mausolei edificati in un lontano passato da una civiltà misteriosa. Sulla Terra l’Agenzia Alfa ottiene l’appoggio di Reysa e delle Telepati per proseguire le indagini seguenti alla morte di Abraham. L'analisi dei dati ricavati dall'utilizzo della macchina creata dallo stesso presidente da parte Kay, permette all'agenzia di scovare il nascondiglio segreto delle Telepati Oscure. Affiancati da una telepate unica nel suo genere gli Agenti Alfa, Never, Branko, Fray, Link e Betty vanno alla ricerca di risposte.
Stefano Vietti torna sulla retta via dopo un paio di giri a vuoto. Certo la sceneggiatura non è il massimo del dinamismo, ma mette sul fuoco carne importante. Viene ben gestita la vicenda delle telepati, viene ampliato, forse un po' a gradini troppo alti, il personaggio di Kay, ma la storia inizia a portare qualche sviluppo alla trama generale.
La coppia di disegnatrici Simona Denna e Silvia Corbetta ben esordisce su questo ventennale fumetto. Disegni intensi, precisi, puliti e dettagliati. I volti delle persone sono ben caratterizzati ed anche il mecha, che ritorna imponente i questo numero, è realistico e raffigurato con un buon dinamismo.
Nota estremamente positiva per la copertina di De Angelis che, con i toni del nero e del grigio, usando un po' di vedo e non vedo, offre la partenza col piede giusto all'albo che abbiamo tra le mani.
Un buon numero della saga neveriana. Saga che continua ad aver bisogno di aumentare il livello qualitativo delle storie, e di consolidarlo, per convincere alcuni lettori a rimanere dopo la conclusione di questa lunga avventura.
Le abitatrici dell'oscurità
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Simona Denna e Silvia Corbetta
Copertina: Roberto De Angelis
Il Presidente Abraham è morto. Atticus Kane prosegue la ricostruzione della Città e gli affari della potente Imperium Entreprise non sono mai andati così bene. Su Marte i Pretoriani trovano mausolei edificati in un lontano passato da una civiltà misteriosa. Sulla Terra l’Agenzia Alfa ottiene l’appoggio di Reysa e delle Telepati per proseguire le indagini seguenti alla morte di Abraham. L'analisi dei dati ricavati dall'utilizzo della macchina creata dallo stesso presidente da parte Kay, permette all'agenzia di scovare il nascondiglio segreto delle Telepati Oscure. Affiancati da una telepate unica nel suo genere gli Agenti Alfa, Never, Branko, Fray, Link e Betty vanno alla ricerca di risposte.
Stefano Vietti torna sulla retta via dopo un paio di giri a vuoto. Certo la sceneggiatura non è il massimo del dinamismo, ma mette sul fuoco carne importante. Viene ben gestita la vicenda delle telepati, viene ampliato, forse un po' a gradini troppo alti, il personaggio di Kay, ma la storia inizia a portare qualche sviluppo alla trama generale.
La coppia di disegnatrici Simona Denna e Silvia Corbetta ben esordisce su questo ventennale fumetto. Disegni intensi, precisi, puliti e dettagliati. I volti delle persone sono ben caratterizzati ed anche il mecha, che ritorna imponente i questo numero, è realistico e raffigurato con un buon dinamismo.
Nota estremamente positiva per la copertina di De Angelis che, con i toni del nero e del grigio, usando un po' di vedo e non vedo, offre la partenza col piede giusto all'albo che abbiamo tra le mani.
Un buon numero della saga neveriana. Saga che continua ad aver bisogno di aumentare il livello qualitativo delle storie, e di consolidarlo, per convincere alcuni lettori a rimanere dopo la conclusione di questa lunga avventura.
giovedì 19 maggio 2011
Nathan Never - Il tempio delle telepati
Nathan Never n. 240, mensile
Il tempio delle telepati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Fabio Jacomelli
Copertina: Roberto De Angelis
Alla fine la ricostruzione della città da parte di Atticus Kane è cominciata. L'Imperium Enterprise ha ottenuto gli appalti ed i suoi robot sono impegnati a ridare splendore a ciò che era stato distrutto dalla caduta di Urania.
Mentre sulla Terra l'inchiesta dell'Agenzia Alfa su Kane ed i suoi affari, però, ha dovuto arrestarsi, su Marte il governo Pretoriano assume più solidità e procede spedito nei suoi piani di conquista.
Il Presidente Abraham di ritorno da una visita su Melopomene contatta Nathan e Branko per chiedere l'aiuto delle figlia di quest'ultimo Kay, per trovare il tempio delle telepati, dove Resya e le sue adepte risiedono isolate dal mondo. La sua necessità scaturisce dal capire come mai una telepate accompagnasse una delegazione commerciale su Melopomene.
Telepati naturali e telepati artificiali saranno messe a confronto. Un tragico evento spingerà Resya a valutare e rivalutare la proposta di Abraham.
A Stefano Vietti viene affidato questo albo interlocutorio. Senza scene d'azione, la storia raccontato mette sul campo nuove tessere del domino interplanetario che si sta andando a creare. Un racconto necessariamente pesante, senza alcuno spunto di alleggerimento. Quello che stupisce, per il fatto di essere senza spiegazione, sono le intuizioni esatta che hanno sia i buoni che i cattivi nelle 98 pagine dell'albo. Come per magia i buoni intendono chi sono i cattivi che tramano nell'ombra ed i cattivi individuano, gli unici, che sospettano di loro. Peccato, Vietti era promettente, ora, sta calando vistosamente la qualità dei suoi intrecci. Mi chiedo come sia possibile non poter utilizzare qualche pagina in più per sostenere le deduzioni dei protagonisti in un'arco narrativo che durerà quasi 12 mesi.
I disegni di Jacomelli. L'artista è bravo. Gli vengono affidate tavole da realizzare in penombra e lui si metti di buzzo buono ed o con la computer grafica o con i retini riesce a realizzare l'effetto con bravura (anche se, sinceramente, alla lunga è stancante). Si alterna su più set, che siano lo spazio aperto, il tempio bajoriano, la città con abilità (piazzando un po' troppe volte il suo nome nelle tavole), ma cede qualche punto nella resa grafica dei personaggi secondari. Mantiene caratteristiche fisiche molto simili per tutte le new entry ,sopratutto donne, tanto da costringerti a chiederti se sono tutte sorelle.
La copertina di De Angelis di questo numero è alquanto al di sotto del suo standard abituale.
Sembra quasi che questa saga che dovrebbe cambiare per sempre il mondo di Nathan Never sia stata presa dagli autori leggermente sottogamba. Probabilmente ben studiata negli anni dai tre sardi non sta ottenendo la resa migliore, il fattore preoccupante è che il grosso della storia è già scritto/disegnato/stampato/in attesa della data di uscita nei magazzini Bonelli.3
Oltretutto questo numero era anche il 240: vent'anni di pubblicazione. Avrebbe dovuto essere a colori e contenere una storia importante. Il verdetto è: celebrazione dell'anniversario fallita. A questo proposito si scopre che sarà pubblicato un albo speciale a colori contente tre storie per celebrare il compleanno, sarà all'altezza?
Speriamo in bene per il prossimo numero.
Il tempio delle telepati
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Fabio Jacomelli
Copertina: Roberto De Angelis
Alla fine la ricostruzione della città da parte di Atticus Kane è cominciata. L'Imperium Enterprise ha ottenuto gli appalti ed i suoi robot sono impegnati a ridare splendore a ciò che era stato distrutto dalla caduta di Urania.
Mentre sulla Terra l'inchiesta dell'Agenzia Alfa su Kane ed i suoi affari, però, ha dovuto arrestarsi, su Marte il governo Pretoriano assume più solidità e procede spedito nei suoi piani di conquista.
Il Presidente Abraham di ritorno da una visita su Melopomene contatta Nathan e Branko per chiedere l'aiuto delle figlia di quest'ultimo Kay, per trovare il tempio delle telepati, dove Resya e le sue adepte risiedono isolate dal mondo. La sua necessità scaturisce dal capire come mai una telepate accompagnasse una delegazione commerciale su Melopomene.
Telepati naturali e telepati artificiali saranno messe a confronto. Un tragico evento spingerà Resya a valutare e rivalutare la proposta di Abraham.
A Stefano Vietti viene affidato questo albo interlocutorio. Senza scene d'azione, la storia raccontato mette sul campo nuove tessere del domino interplanetario che si sta andando a creare. Un racconto necessariamente pesante, senza alcuno spunto di alleggerimento. Quello che stupisce, per il fatto di essere senza spiegazione, sono le intuizioni esatta che hanno sia i buoni che i cattivi nelle 98 pagine dell'albo. Come per magia i buoni intendono chi sono i cattivi che tramano nell'ombra ed i cattivi individuano, gli unici, che sospettano di loro. Peccato, Vietti era promettente, ora, sta calando vistosamente la qualità dei suoi intrecci. Mi chiedo come sia possibile non poter utilizzare qualche pagina in più per sostenere le deduzioni dei protagonisti in un'arco narrativo che durerà quasi 12 mesi.
I disegni di Jacomelli. L'artista è bravo. Gli vengono affidate tavole da realizzare in penombra e lui si metti di buzzo buono ed o con la computer grafica o con i retini riesce a realizzare l'effetto con bravura (anche se, sinceramente, alla lunga è stancante). Si alterna su più set, che siano lo spazio aperto, il tempio bajoriano, la città con abilità (piazzando un po' troppe volte il suo nome nelle tavole), ma cede qualche punto nella resa grafica dei personaggi secondari. Mantiene caratteristiche fisiche molto simili per tutte le new entry ,sopratutto donne, tanto da costringerti a chiederti se sono tutte sorelle.
La copertina di De Angelis di questo numero è alquanto al di sotto del suo standard abituale.
Sembra quasi che questa saga che dovrebbe cambiare per sempre il mondo di Nathan Never sia stata presa dagli autori leggermente sottogamba. Probabilmente ben studiata negli anni dai tre sardi non sta ottenendo la resa migliore, il fattore preoccupante è che il grosso della storia è già scritto/disegnato/stampato/in attesa della data di uscita nei magazzini Bonelli.3
Oltretutto questo numero era anche il 240: vent'anni di pubblicazione. Avrebbe dovuto essere a colori e contenere una storia importante. Il verdetto è: celebrazione dell'anniversario fallita. A questo proposito si scopre che sarà pubblicato un albo speciale a colori contente tre storie per celebrare il compleanno, sarà all'altezza?
Speriamo in bene per il prossimo numero.
mercoledì 5 gennaio 2011
Greystorm - I capitoli dimenticati
Greystorm n. 12, mensile I capitoli dimenticati
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Antonio Serra e Stefano Vietti
Disegni: Simona Denna e Francesca Palomba, Anna Lazzarini, Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
I figli di Jason Howard, mecenate ed amico di Robert Greystorm, Mili e Hoanui durante il loro soggiorno a Londra hanno preso l'abitudine di correre sui tetti della città per scoprirla da un diverso punto di vista. Durante uno dei loro scorrazzamenti si imbattono in un furto, di una preziosa gemma, con omicidio ad opera di individui mascherati. I ragazzi, sopratutto Mili, incuriositi dalla vicenda procederanno ad indagare per conto loro, ma dovranno coinvolgere Greystorm nel momento di loro maggiore difficoltà.
Ammirevole l'abilità sia dell'editore, Sergio Bonelli, che quella degli autori, Serra e Vietti, di riuscire a rifilare al lettore poche pagine di mecha design, qualche abbozzo di caratterizzazione dei personaggi, due ministorie sulla morte di due personaggi secondari, una donna ed un mammuth, ed una storia completa pressoché inutile. Ammirevole in quanto, per stessa ammissione degli autori, la storia presentata avrebbe dovuto essere parte integrante della narrazione, suddivisa in due albi (5,40€) e viene qui presentata in un unico volume (a 6€). La scelta di eliminarla dalla narrazione principale è stata ottima in quanto non porta sviluppi al personaggio di Greystorm ed ha il solo scopo di far conoscere meglio comprimari di comprimari. I disegni della Lazzarini sono in stile con il progetto, ma, a volte, imprecisi ed incostanti. La trama è tendenzialmente quella di una classica indagine investigativa eseguita da dilettanti che si trovano nei guai e vengono salvati da un deus ex machina.
Un'operazione commerciale per sfruttare le rimanenze di un progetto partito estremamente bene, ma arenatosi in un finale scontato ed in un extra tendenzialmente inutile.
Si viveva bene anche senza.
Iscriviti a:
Post (Atom)







