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lunedì 17 giugno 2013

Into Darkness - Star Trek

COME AL SOLITO!!! IL FILM E' NELLE SALE DA POCO. PER NARRARE PARTE DELLA TRAMA NECESSITO DI BUTTARE LI' QUALCHE SPOILER PICCOLO PICCOLO. SE NON VUOI SAPERE NULLA DI NULLA NON CONTINUARE A LEGGERE!

Una normale missione di ricognizione dell'Enterprise nei pressi di un pianeta di classe M, sul quale la civiltà non ha ancora conosciuto la ruota, si rivela un pericolo enorme per parte dell'equipaggio. Per salvare il membro in pericolo il Capitano James T. Kirk decide di violare la Prima Direttiva, che impedisce di rivelarsi a civiltà all'oscuro della tecnologia per realizzare motori a curvatura, e mostrare la sua nave spaziale agli indigeni.
Il suo gesto non passa inosservato al suo ritorno sulla Terra. Viene giudicato tanto grave da costringere l'Ammiraglio Pike a rendere esecutiva una dura decisione del Consiglio della Federazione Unita dei Pianeti.
Nel mentre un terrorista terrestre reputa opportuno far esplodere un edificio della Federazione nel centro di Londra, radendolo al suolo. L'attacco è visto come un atto di guerra e il Presidente della Federazione l'Ammiraglio Alexander Marcus convoca i capitani delle migliori navi della flotta ed i loro primi ufficiali nel quartier generale a San Francisco. Un altro attentato a luogo e molti perdono la vita.
Marcus incarica, quindi, Kirk e Spock di andare a stanare il terrorista su Kronos, pianeta dell'Impero Klingon, dove si è rifugiato in una zona disabitata e bombardarlo con 72 missili di nuova generazione.
Un autentico atto di guerra contrario ad ogni direttiva ed ad ogni principio in base al quale la Federazione è stata fondata.
Kirk è combattuto ed inizia a sospettare che non proprio tutto sia bianco o nero come può sembrare.

Se hai letto la trama ammettilo: sono stato bravo a non spoilerare troppo. Ti ho raccontato il grosso, ma molto grosso, e non ti ho detto niente che ti possa rovinare il film. Son stato bravo.
Adesso inizio a dirti la mia.
Sono rimasto stupito da Michael Giacchino. Non sembrava neanche che fosse stato lui a comporre le musiche. Durante la proiezione mi chiedevo se JJ avesse cambiato collaboratore per la parte sinfonica ed alla fine sono rimasto piacevolmente colpito da come Giacchino abbia saputo rinnovarsi per questa pellicola. I suoi ritmi sono coinvolgenti ed azzeccati, complimenti. Quando alla fine entra la classica fanfara di Alexander Courage è, poi, apoteosi.
Il cast è, tutto sommato quello del primo capitolo di 4, e dico 4, anni fa, con qualche aggiunta di rilievo. Per cortesia parliamo prima degli ospiti. La parte da leone la fa Benedict Cumberbatch. L'attore inglese interpreta al meglio quello che può essere considerato il cattivo della pellicola. Profondo ed intenso anche senza un gran mimica facciale, grazie alla sua prolungata impassibilità crea un muro di perplessità che disorienta gli avversari. E sì, ve lo devo dire è chi pensate che sia.
Peter Weller è una sorpresa. Il primo Robocop interpreta una figura già vista in un film con Picard, almeno nel ruolo, ma non ti dico in quale. Deciso e perseverante sprigiona tutte le emozioni che Cumberbatch nasconde dietro la sua maschera. Gran bella sorpresa vederlo.
Sempre ottimo Zachary Quinto, ormai non più una rivelazione, ma una conferma del nuovo cinema americano e molto deciso Chris Pine, nel raccogliere il testimone di Shatner. Più spazio è stato dato a Zoë Saldaña, a discapito di John Cho che anche se si siede sulla poltrona aveva avuto maggiore azione nel primo capitolo. Tanto invecchiato Simon Pegg, grande caratterista, e con un ruolo diverso dal solito guadagna qualche battuta anche Anton Yelchin. Karl Urban, infine, è un degno erede, anche se più muscoloso, di Leonard Nimoy.
Altra nuova aggiunta al cast, forse solo per questo film, è Alice Eve. Bellissima e brava, offre anche un siparietto in intimo, pressoché inutile, ma piacevole.
Giustappunto - Alice Eve
Il 3D è utilizzato con buoni risultati. Più che per far uscire oggetti dallo schermo viene utilizzato per fornire profondità alle inquadrature. Io continuo a reputarla una tecnica inutile ai fini dei film nei quali viene inserita, ma utile a far incrementare gli incassi dei cinema in periodi di ridotta affluenza nelle sale. L'avrei visto più che volentieri in 2D, ma, purtroppo UCI non permette questa scelta.
Avete notato che ho tralasciato giudizi sulla trama?
Io l'ho trovata fantastica. Non ho riscontrato pesanti buchi narrativi e sono riuscito a riconoscere diversi omaggi alla serie classica. Alcuni sono ovvi e scontati, che dir si voglia, ma tutti sono stati portati con coscienza e rispetto. Tanto quanto la squadra di autori si era tenuta lontano da evidenti contiguità con la TOS nel primo film, tanto è riuscita a gestire bene tutto quello che hanno messo in questa. C'è il cattivo, c'è il cognome, c'è la creaturina strana, c'è la scena della morte, c'è la frase (ma non la controfrase), c'è l'amicizia, c'è tanta roba. Ci sono un po' tante scazzottate e troppi scontri armati, ci sono molti panorami alla Star Wars, c'è tanta avventura che si svolge sulla Terra. Insomma c'è tanto di tanto e molto di questo è gestito bene. Altro, poca roba, farà imbestialire il fan duro e puro della Serie Classica, ma attirerà lo spettatore medio americano al cinema. Tra la poca roba, ma importante, c'è lo scarno riferimento ai valori coi quali il fenomeno Star Trek è nato. Si parte con quelli, ma poi ci si perde negli effetti speciali e nella crescita dei personaggi.
La regia dura è pura è la classica di JJ. Sequenze adrenaliniche, primi piani, inquadrature ardite e migliaia di flare. Ecco, adesso ti dico un cosa JJ: "Sono carini e simpatici i flare. Ricorda, però, che il film dura più di due ore! In 3D! Alla fine rompono un po' la minc...". Così mi sono sfogato. Sinceramente pensavo che in questo secondo capitolo ne avrebbe usati di meno, vana speranza.
Il doppiaggio italiano non è affatto male. L'opera di mixaggio voci/sonoro è ben realizzata e non capita mai di perdere battute. Certo, poi ci sono i puristi della lingua originale e per quelli non c'è niente da fare.

Io posso solo dire due parole e consigliarvi di andare al cinema a vederlo al più presto. Le due parole sono: Gran Bello!

Ora parliamo di noi. Curiosa la scelta dell'UCI Certosa a Milano sulle modalità di proiezione della pellicola. Spettacolo previsto per le 14.40, inizio reale, da cartello, 15.05 (per spot e trailer), inizio in sale alle 14.25. Sì, avete letto bene: 40 minuti prima dell'orario reale! Io sono arrivato in sala 3 per primo alle 14.30 e sono riuscito a far ricominciare la proiezione da capo, ma non sono stato l'unico. Qualcuno che è arrivato alle 15.00 è riuscito ad ottenere lo stesso, giustamente. Quindi, grazie alla disorganizzazione casuale della struttura mi sono goduto per due volte i primi 20/25 minuti di film e risparmiato la noiosa pubblicità. Valli a capire. Tutto sommato un episodio divertente.

Titolo originale Star Trek Into Darkness 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2013 
Durata 129 min 
Audio Dolby Digital, SDDS 
Rapporto 2,39:1 e 1,44:1 (versione IMAX) 
Genere azione, fantascienza

Regia J. J. Abrams 

Soggetto basato su Star Trek di Gene Roddenberry 
Sceneggiatura Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof 
Produttore J. J. Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Bryan Burk 
Produttore esecutivo Jeffrey Chernov, David Ellison, Dana Goldberg, Paul Schwake 
Casa di produzione Paramount Pictures, Bad Robot Productions, Kurtzman/Orci, Skydance Productions 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Fotografia Daniel Mindel 
Montaggio Maryann Brandon, Mary Jo Markey 
Musiche Michael Giacchino 
Scenografia Scott Chambliss 
Costumi Michael Kaplan 
Trucco Jeanne Van Phue 

Interpreti e personaggi 
Chris Pine: James T. Kirk
Zachary Quinto: Spock
Zoë Saldaña: Nyota Uhura
Benedict Cumberbatch: Khan
Alice Eve: Dott.ssa Carol Marcus
Karl Urban: Dott. Leonard 'Bones' McCoy
Simon Pegg: Montgomery Scott
John Cho: Hikaru Sulu
Anton Yelchin: Pavel Chekov
Bruce Greenwood: Amm. Christopher Pike
Peter Weller: Amm. Alexander Marcus
Noel Clarke: Thomas Harewood
Nazneen Contractor: Rima Harewood
Leonard Nimoy: Spock anziano
 
Doppiatori italiani 
Stefano Crescentini: James T. Kirk
Alessio Cigliano: Spock
Ilaria Stagni: Nyota Uhura
Francesco Bulckaen: Leonard McCoy
Nanni Baldini: Montgomery Scott
Gianfranco Miranda: Hikaru Sulu
Davide Perino: Pavel Chekov
Angelo Maggi: Amm. Christopher Pike
Simone D'Andrea: John Harrison / Khan
Domitilla D'Amico: Dott.ssa Carol Marcus
Stefano De Sando: Amm. Marcus
 

venerdì 6 aprile 2012

American Horror Story - Stagione 1

La famiglia Harmon, Ben, Vivien, Violet, si trasferisce da Boston a Los Angeles. Lui, psichiatra, ha tradito la moglie con un sua studentessa in un momento difficile della loro vita familiare. Lei li ha scoperti, cogliendoli sul fatto, ed ha deciso di troncare il rapporto. La figlia di è trovata in mezzo ed è caduta in una specie di depressione. Per ripartire da zero, allontanandosi dall'amante di Ben, decidono di trasferirsi in una villa d'epoca, molto bella e poco costosa, a Los Angeles. Il prezzo basso, come spiega loro la venditrice, è dovuto alla triste storia legata ai vecchi proprietari, un coppia gay, morti in un omicidio suicidio. Dopo l'acquisto, però, i nuovi proprietari si accorgono che i misteri non si fermano li. Infatti, si trovano tra i piedi ogni tre per due Adelaide la figlia, affetta da sindrome di Down, della loro vicina di casa, Constance. Vicina di casa che si rivela essere anche ex proprietaria del maniero e madre di Tate, ragazzo difficile, psicotico e violento, tra i primi pazienti del dott. Harmon. Ovviamente Tate si infatuerà di Violet e questo sarà fonte di nuovi problemi e di tensione familiare. Tensione che viene accresciuta anche con l'assunzione da parte di Vivien di Moira O'Hara, la domestica storica della casa. Vivien la vede come una donna anziana e con un occhio di vetro, mentre Ben vede in lei un'affascinante e provocante rossa che veste un sexy abito da cameriera corredato da un reggicalze.
La casa porta con se un passato tragico, si dai giorni della sua costruzione, riuscirà la famiglia Harmon ad essere la prima ad entrarvi in sintonia e sopravvivere?

Innanzi a tutto il cast. Jessica Lange è il punto di forza della serie. Interpreta il personaggio di Constance con carisma e flemma tale da renderla inquietante ad ogni inquadratura. Sotto la superficie di una donna sola e gentile nasconde un carattere forte, possessivo e violento. Tutto reso al meglio dalla recitazione della Lange. Gli altri protagonisti, perché si può ben definire un telefilm corale, si attestano mediamente su un alto livello qualitativo. Si alternano, sul piccolo schermo, nomi famosi come Zachary Quinto (uno dei due ragazzi gay, precedenti proprietari) e Dylan McDermott (Ben Harmon) accanto a cognomi famosi come Kate Mara (sorella di Rooney Mara di Millennium versione americana, bella psicotica) e Taissa Farmiga (sorella minore di Vera Farmiga, Up in the Air con Clooney) ed attori sconosciuto al grande pubblico italiano, ma, come detto, tutti danno al loro personaggio la loro carica di credibilità.
I creatori della serie sono Ryan Murphy e Brad Falchuk, che già nel 2009 hanno dato vita al fenomeno Glee. Se il principale contributo a Glee sembra essere di Falchuk ecco che in questa serie paiono emergere le preferenze e lo stile di Murphy. Infatti, sembrano essere richiamate le atmosfere cupe e fedifraghe di Nip/Tuck messe in scenda dal 2003 al 2010 nella serie creata da Murphy stesso. Il rapporto marito/moglie tra Ben e Vivien richiama molto quello tra Sean e Julia McNamara di Nip/Tuck.
La trama di fondo è interessante, ma lo svolgimento mostra qualche lacuna. Anche se l'idea, ammettiamolo economica, di svolgere tutta la serie in una casa e nel suo giardino, salvo qualche esterno poco costoso, è abusata da anni di cinema, ma nelle prime cinque puntate (di dodici che è la serie) ti tiene attaccato alla poltrona. Alla sesta si inizia a sentire qualche scricchiolio, si stabilizza fino alla decima e nelle ultime due fa succedere tutto quello che ti eri aspettato. Certo le soluzioni non sono tutte scontate, ma il sospetto che sarebbe andato a finire così era nell'aria. Le caratterizzazioni dei personaggi sono tutte molto buone, sopratutto quelle dei protagonisti saltuari. Adelaide e Chad sono quelli che mi sono piaciuti di più, mentre il due ragazzini gemelli rossi mi sono stati quelli più odiosi.
Gli autori hanno messo tanta, tanta, carne al fuoco peccato che avessero solo dodici episodi per cuocerla. D'altra parte il fatto che la serie si sia chiusa in fretta ha permesso di tenere il livello della tensione abbastanza costantemente alto per tutti gli episodi.
A parte meritano un commento la sigla e la fotografia.
La musica della sigla è odiosa: non c'entra con il telefilm ed è talmente fastidiosa che definirla musica è far torto ai musicisti. Il montaggio delle immagini, invece, richiama la serie ed i fotogrammi presenti vengono spiegati con l'andare delle puntate.
La fotografia è confusa. Il tempo in questa serie scorre tutto per i fatti suoi. Un esempio è l'ultima puntata nella quale due donne ed un neonato si ritrovano nello scantinato di sera. Da una finestra sullo sfondo entra una luce che neanche durante una giornata d'agosto in Sicilia. Capisco che per girare si necessiti di luce, ma allora non ambientate il tutto di sera o di notte perché, in quei momenti, di luce ce ne è poca.

Tutto sommato vedibile ed apprezzabile, anche se si appiattisce un po' nel finale. Un esperimento come pochi se ne vedono in tv. Una serie horror, difficile, che va sostenuta per lo sforzo, dandole una seconda possibilità.

Premi
Satellite Awards
Nel 2011 premio per la miglior serie tv di genere.
Nel 2011 premio speciale per la straordinaria perfomance in una serie tv a Jessica Lange.
Golden Globe
Nel 2012 premio per la migliore attrice non protagonista in una serie tv a Jessica Lange.
Guild Awards
Nel 2012 premio per la migliore attrice in una serie drammatica a Jessica Lange.

Paese Stati Uniti d'America
Anno 2011 – in produzione
Formato serie TV
Genere horror
Stagione 1
Episodi 12
Durata 45 min (episodio)
Lingua originale inglese

Caratteristiche tecniche
Risoluzione 720p
Audio Dolby Digital 5.1

Ideatore Ryan Murphy, Brad Falchuk
Produttore esecutivo Ryan Murphy, Brad Falchuk, Dante Di Loreto
Casa di produzione 20th Century Fox Television

Interpreti e personaggi
Dylan McDermott: Benjamin "Ben" Harmon
Connie Britton: Vivien Harmon
Taissa Farmiga: Violet Harmon
Evan Peters: Tate Langdon
Jessica Lange: Constance Langdon
Denis O'Hare: Larry Harvey
Kate Mara: Hayden
Alexandra Breckenridge: Moira O'Hara (giovane)
Frances Conroy: Moira O'Hara (anziana)
Zachary Quinto: Chad
Sarah Paulson: Billie Dean

Doppiatori e personaggi
Massimo Rossi: Benjamin "Ben" Harmon
Claudia Catani: Vivien Harmon
Virginia Brunetti: Violet Harmon
Davide Perino: Tate Langdon
Micaela Esdra: Constance Langdon
Luca Dal Fabbro: Larry Harvey

Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 5 ottobre 2011
Al in corso
Rete televisiva FX
Prima TV in italiano (pay TV)
Dal 8 novembre 2011
Al in corso
Rete televisiva Fox

martedì 18 ottobre 2011

Dichiarazioni

Zachary Quinto ha dichiarato di essere omosessuale, durante un'intervista.
Speriamo che gli Studios di Hollywood siano pronti per questo passo ed un altro bravo attore non venga relegato in un ghetto, come successo a Rupert Everett.