Nathan Never Generazioni N° : 4
Base lunare Alfa
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Adriano Barone
Disegni e Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 24/08/2018
Prezzo: 3,90
La Base Lunare Alfa è l'ultima speranza dell'umanità. Dalla sua posizione anomala, la superficie lunare, è l'unica che può rifornire la Terra, ormai sull'orlo dell'esaurimento delle risorse energetiche, di materie prime per sostenere una vita umana sempre più difficile. I saggi sul pianeta, tra cui Reiser ed Eliana Moore, stanno per mettere in azione il Progetto Rinascita, ma necessitano di un ultimo sforzo da parte del comandante della base. Il Capitano Nathan Never, che con il suo equipaggio rende possibili le azioni sull'avamposto, sa che le criticità delle operazioni rischiano di compromettere la stabilità della base. Misteriosi incidenti stanno minando la sicurezza della base ed i suoi mezzi di trasporto. Incidenti o sabotaggi? Riusciranno, Nathan ed i suoi compagni, a portare a termine la loro missione?
Questo Generazioni è una serie che non acquisto con spiccata volontà. Questo numero, però, è disegnato da Sergio Giardo e che vuoi fare? Lasciarlo lì? Direi anche di no.
Come si può intuire, i disegni sono decisamente di alto livello. Giardo, da decenni colonna di Nathan Never e copertinista della serie regolare, è nato per disegnare fumetti e il suo tratto amplifica la narrazione delle vicende. Ha la possibilità, per quanto in un numero limitato di pagine, di giocare con, praticamente, tutti i personaggi apparsi negli anni nelle avventure di Nathan. Vediamo May, Branco, una Ann cresciuta, Legs e Janet, Sigmud e tanti altri interagire in ruoli al di fuori della norma e tutti raffigurati con grande cura. Seppure l'abbigliamento dei presenti sulla Base Alfa è identico per tutti, per via delle uniformi che indossano, il tratto del disegnatore piemontese conferisce a ciascuno un'elasticità caratteristica. Dato che l'albo è un omaggio a Spazio 1999 sul lato mecha. Sergio, è stato aiutato da numerose referenze e ha permesso ai lettori più datati di immergersi in qualche, piacevole, ricordo dei tempi andati. Non è questo l'unico riferimento alla fantascienza inglese che troviamo nelle 188 strisce da lui disegnate. Ho scritto strisce? Eh, sì. L'omaggio agli anni passati non viene solo dall'ambientazione della storia, ma, anche, da come i tre autori hanno deciso di presentarcela. In ogni pagina, da leggere ruotando di novanta gradi in senso orario l'albo rispetto al solito, sono presenti tra le quattro e le sei vignette suddivise in due strisce. Il ritmo, nonostante l'anomalia, si mantiene rapido ed intrigante. Ritmo che rallenta solo quando il lettore, maschio, vuole approfondire certi argomenti messi in luce da May, Legs ed altre protagoniste femminili.
Al soggetto, sempre, Antonio Serra per il quale sceneggia Andrea Barone. La coppia funziona bene. La lettura è agevole anche se, volutamente e per forza di cose, certe soluzioni narrative ci immergono in intensi dejà vù.
La loro narrazione parte da lontano e termina lontano. Troviamo citazioni di opere che hanno segnato la fantascienza tra gli anni '50 e i primi '80 del secolo scorso, tutte calibrate per dare il massimo effetto in un'avventura di Nathan Never.
Devo dire che questo capitolo di Generazioni è stato divertente e piacevole. Avendone letti solo due posso solo supporre di intuire un filo conduttore che attraversa le Generazioni in cui Nathan si trova a vivere.
Chi la sta seguendo tutta sta vivendo un bel momento della fantascienza in casa Bonelli.
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mercoledì 14 novembre 2018
martedì 21 agosto 2018
Nathan Never Magazine 2018
Nathan Never Magazine N° : 4
Nathan Never Magazine 2018
Copertina: Roberto De Angelis
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Esposito Bros.
Colori: GFB Comics
Periodicità: annuale
uscita: 25/07/2018
Prezzo: 6.9€
Venezia. Il futuro. sopravvissuta alla catastrofe che l'avrebbe voluta scomparsa, grazie al genio ed alla tecnologia degli uomini. Venezia che nasconde misteri sotto le sue fondamenta fatte di legno e palafitte. Venezia nella quale Nathan Never è in missione e dove conosce un uomo intrigante che lo porta ad incontra un vecchio amico. Venezia nella quale il professor Martin Altman, vecchio amico di Nathan, e sua moglie stanno eseguendo degli scavi che potrebbero rivelarsi rivoluzionari. Solo che quando Liz misteriosamente scompare ed al contempo appaiono vecchie maschere veneziane a spaventare i lavoratori dello scavo, l'Agente Alfa non può fare a meno di indagare su quanto sta succedendo. Un indagine oltre il tempo e lo spazio.
Forse si è capito: stiamo parlando di una storia di Antonio Serra, disegnata da Esposito Bros. e pubblicata, circa venticinque anni fa, sullo speciale numero 4 di Nathan Never. I Magazine, come si chiamano adesso o Almanacchi col vecchio nome, sono sempre stati interessanti sia per la presenza di storie inedite (alcune sulla gioventù dei personaggi a cui erano dedicati), per i servizi di ricapitolazione di quanto successo nell'annata fantascientifica e per i dossier di approfondimento. Questo Magazine tradisce nettamente sul primo punto. Una scelta editoria ha portato il volume da 192 a 178 pagine e da tre storie ad una ristampa. Una ristampa di un numero storico, sì, a colori. Colori che si sono rivelati indegni di un bambino alle elementari. Piatti, senza forza, hanno persino spento i disegni di Esposito Bros., tra i top disegnatori di Nathan degli anni d'oro, che, onestamente, non hanno retto benissimo al passare del tempo. La sceneggiatura di Serra, in ogni caso, resta un caposaldo sia per la struttura narrativa sia per le ricerche che vi sono dietro. In più: quanto si scriveva nei fumetti di due decenni fa? Veri dialoghi, ricchi, corposi, che, a volte, tendevano a occupare più spazio della parte grafica che li esplicava. Rileggerla è stato un piace, ma averi preferito farlo scientemente e sull'originale.
Per quanto riguarda la parte redazionale abbiamo un funzionale recap di quanto uscito al cinema, tv, videogiochi e libreria , che è sempre utile, un dossier su Nathan Never ed uno su Venezia. Utile il primo per entrare nell'argomento della storia, con cenni storici di come la città lagunare era già entrata nel mondo della fantascienza e diverse coordinate utile per saperne di più. Il secondo serve a presentare il personaggio creato dai tre sardi a chi ancora non lo conoscesse ed a pubblicizzare le nuove iniziative editoriali che lo vedono coinvolto; Generazioni in primis. Non manca uno stralcio del libro Bonelli dedicato a Nathan Never, ammetto che dopo averlo letto ne sento ancora meno l'esigenza.
Un fallimento editoriale. Un albo che sia acquista per errore, come nel mio caso, per collezionismo o per arrabbiarsi. Una scelta editoriale sbagliata, della quale Bonelli sui social, non si pente e che, anzi, difende a spada tratta sfidando i lettori a non comperare l'albo. Come detto anche a loro 6.90€ per un riassunto della fantascienza del 2017, una storia ristampata male, dossier non imperdibili sono una spesa eccessiva.
Un appuntamento decisamente mancabile, mannaggia a me.
Nathan Never Magazine 2018
Copertina: Roberto De Angelis
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Esposito Bros.
Colori: GFB Comics
Periodicità: annuale
uscita: 25/07/2018
Prezzo: 6.9€
Venezia. Il futuro. sopravvissuta alla catastrofe che l'avrebbe voluta scomparsa, grazie al genio ed alla tecnologia degli uomini. Venezia che nasconde misteri sotto le sue fondamenta fatte di legno e palafitte. Venezia nella quale Nathan Never è in missione e dove conosce un uomo intrigante che lo porta ad incontra un vecchio amico. Venezia nella quale il professor Martin Altman, vecchio amico di Nathan, e sua moglie stanno eseguendo degli scavi che potrebbero rivelarsi rivoluzionari. Solo che quando Liz misteriosamente scompare ed al contempo appaiono vecchie maschere veneziane a spaventare i lavoratori dello scavo, l'Agente Alfa non può fare a meno di indagare su quanto sta succedendo. Un indagine oltre il tempo e lo spazio.
Forse si è capito: stiamo parlando di una storia di Antonio Serra, disegnata da Esposito Bros. e pubblicata, circa venticinque anni fa, sullo speciale numero 4 di Nathan Never. I Magazine, come si chiamano adesso o Almanacchi col vecchio nome, sono sempre stati interessanti sia per la presenza di storie inedite (alcune sulla gioventù dei personaggi a cui erano dedicati), per i servizi di ricapitolazione di quanto successo nell'annata fantascientifica e per i dossier di approfondimento. Questo Magazine tradisce nettamente sul primo punto. Una scelta editoria ha portato il volume da 192 a 178 pagine e da tre storie ad una ristampa. Una ristampa di un numero storico, sì, a colori. Colori che si sono rivelati indegni di un bambino alle elementari. Piatti, senza forza, hanno persino spento i disegni di Esposito Bros., tra i top disegnatori di Nathan degli anni d'oro, che, onestamente, non hanno retto benissimo al passare del tempo. La sceneggiatura di Serra, in ogni caso, resta un caposaldo sia per la struttura narrativa sia per le ricerche che vi sono dietro. In più: quanto si scriveva nei fumetti di due decenni fa? Veri dialoghi, ricchi, corposi, che, a volte, tendevano a occupare più spazio della parte grafica che li esplicava. Rileggerla è stato un piace, ma averi preferito farlo scientemente e sull'originale.
Per quanto riguarda la parte redazionale abbiamo un funzionale recap di quanto uscito al cinema, tv, videogiochi e libreria , che è sempre utile, un dossier su Nathan Never ed uno su Venezia. Utile il primo per entrare nell'argomento della storia, con cenni storici di come la città lagunare era già entrata nel mondo della fantascienza e diverse coordinate utile per saperne di più. Il secondo serve a presentare il personaggio creato dai tre sardi a chi ancora non lo conoscesse ed a pubblicizzare le nuove iniziative editoriali che lo vedono coinvolto; Generazioni in primis. Non manca uno stralcio del libro Bonelli dedicato a Nathan Never, ammetto che dopo averlo letto ne sento ancora meno l'esigenza.
Un fallimento editoriale. Un albo che sia acquista per errore, come nel mio caso, per collezionismo o per arrabbiarsi. Una scelta editoriale sbagliata, della quale Bonelli sui social, non si pente e che, anzi, difende a spada tratta sfidando i lettori a non comperare l'albo. Come detto anche a loro 6.90€ per un riassunto della fantascienza del 2017, una storia ristampata male, dossier non imperdibili sono una spesa eccessiva.
Un appuntamento decisamente mancabile, mannaggia a me.
domenica 10 giugno 2018
Nathan Never Generazioni - Hell City Blues
Nathan Never Generazioni N° : 1
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
Hell City Blues
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni e Copertina: Alessandro Russo
Periodicità: mensile
uscita: 26/05/2018
Prezzo: 3,90€
Corre l'anno 1963. Dopo dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Città di San Angeles è un posto non proprio semplice dove vivere. Le innovazioni tecnologiche agevolano la vita terrena, antigravità e forni a microonde, e la Chiesa della Divina Presenza, che vede il suo maggiore esponente in Aristotele Skotos, quella spirituale.
Nathan Never è un ex poliziotto che non si è voluto piegare alla corruzione dilagante e, per tirare a campare, ora lavora per la dimessa agenzia privata Alfa. La svolta sembra avvenire quando Aristotele Skotos, che proprio una brava persona non è, ne richiede i servigi al proprietario, Edward Reiser. La missione sembra semplice, trovare un uomo, Sigmund Baginov, fuggito dai ranghi della sua Chiesa con importanti segreti.
Riuscirà Never a trovarlo prima che il serial killer Ned Mace vi metta le mani sopra?
Ho comprato un fumetto doppio e mi pareva brutto farmi ridare i soldi dell'edicolante, per questo le mie manone si sono posate, dopo tanti anni, su questa declinazione in salsa Antonio Serra di Nathan Never. Generazioni è l'ultima delle tre esalogie su what if Nathan Never, ognuna ideata da ciascuno dei Tre Sardi originali. Le altre non le ho lette.
Probabilmente Serra, è molto impegnato e, quindi, ha delegato lo sviluppo della storia a Giovanni Eccher: il primo ha messo il soggetto, il secondo la sceneggiatura. Il tutto ha un problema: non è Nathan Never. Non lo è non per l'ambientazione, non lo è non per la rappresentazione grafica enormemente distante da quelli di "quel" Castellini originale, non lo è perché se sostituissi i nomi ai volti potrebbe essere qualunque altro fumetto in circolazione. Potrebbe essere Dylan Dog, potrebbe essere Tex, potrebbe essere Kira di Death Note: potrebbe essere chiunque. Capisco il what if, ma non capisco perché non caratterizzare meglio i protagonisti, al di fuori di pochi stereotipi.
Il disegno, per me, nonostante si ispiri alle opere di Will Eisner, è atroce. Sembra che Russo abbia disegnato con il colore bianco, andando a coprire il nero di una tavola. Che si opera manuale o di disegno digitale, in pratica, sembra di vedere il negativo di qualcosa. I disegni mi risultano confusi, eccessivamente liquidi.
Ai bei tempi avevo già letto dei puri noir dedicati a Nathan Never. Quelle erano storie con un significato. Questa lascia il tempo che trova togliendo personalità al protagonista ed a chi gli gira attorno.
martedì 20 marzo 2012
Nathan Never -Il segreto di Sigmund
Nathan Never n. 250, mensile
Il segreto di Sigmund
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Sergio Giardo
Nathan Never è un solitario ex poliziotto che ha subito un dramma familiare e che si è rifugiato su una stazione orbitale, in un monastero shaolin, per ritrovare l'equilibrio. Dopo alcuni anni ha ricevuto un proposta per entrare nella nuova Agenzia Alfa.
Rebecca "Legs" Weaver è una solitaria appassionata di armi. Anche lei dopo un brutto periodo è stata reclutata per entrare a far parte dell'Agenzia Alfa.
Sigmund Baginov è un solitario polacco genio del computer. Balbetta quando parla con gli esseri umani, il difetto di pronunzia passa quando parla con i computer. Membro fondatore dell'Agenzia Alfa, nasconde un segreto a coloro che reputa la sua famiglia, ossia Nathan e Legs.
Edward Reiser è il CEO dell'Agenzia Alfa. E' colui che ha personalmente reclutato gli agenti Alfa e che condivide i segreti delle origini dell'Agenzia con Sigmund. Il suo unico scopo è ben figurare nelle missioni ed accumulare il più denaro possibile.
Aristotele Skotos è un predicatore religioso, folle, ricco e con mire espansionistiche al di la della religione. Il suo scopo finale è quello di diventare padrone del mondo. Affiancato in questa sua missione da sua moglie Sada ed il loro figlio Kal.
Dopo la Guerra dei Mondi ci si aspettava una svolta epocale. Ebbene. Non è avvenuta. Nonostante i colpi di scena lasciati in sospeso al termine del 249 la casa editrice ha preferito sospendere il tutto e ripartire da zero. Come promesso nello strillo di copertina questo 250 vale un numero 1. Infatti vengono narrate, in modo spicciativo, con dialoghi intensi e prolissi, molti dettagli del mondo di Nathan Never narrati nel corso dei primi 100 numeri. Viene svecchiato e denudato il personaggio di Legs, in modo da renderlo più simile a quello presente nella collana a fumetti a lei dedicata chiusa anni fa. Viene resettato il personaggio di Sigmund e ripristinato quello di Reiser. Nathan rimane se stesso, forse un pelo meno musone, e tornano le sue vicine di casa Katia e Giulia (omaggio a Kate & Yuri, anime degli anni '90 del secolo scorso che dovreste recuperare in dvd) ed il loro cane Ubiq.
L'operazione non mi convince. Questo è un reboot, come le case americane ci hanno insegnato che si può fare, per svecchiare e dare nuova linfa vitale al personaggio. Con questa mossa è possibile farlo uscire dalle trame, a volte complicate, a volte inutili, a volte piacevoli, nelle quali si era imbarcato nel corso degli anni. Il primo passo di questo nuovo inizio è noioso per il lettore di vecchia data e mi spinge ulteriormente nel, doloroso, abbandono della collana. Il primo passo di questo nuovo inizio è la prima parte di una miniserie che dovrebbe creare un ponte tra i primi 249 numeri ed i prossimi a venire. Dato che la stagione non è ancora delle migliori per andare in cantina a fare posto a nuove scatole farò questi "quattro passi" in una nuova direzione con questo personaggio, ma, da Giugno, non conterei molto su una passeggiata più lunga.
Uno sforzo. Leggere questo numero è stato uno sforzo. I disegni di Giardo sono spettacolari. Grandi neri e stelle nello spazio, grandi dettagli in ogni scena, grande fisicità ormonale data a Legs. Si ritorna davvero a venti anni fa e non è detto che sia un bene. Perniola fa un gran lavoro di scavo negli archivi per recuperare momenti, situazioni e personaggi persi nei meandri del tempo, ma tutto il suo lavoro non è sostenuto da una verve narrativa tale da interessare il lettore storico. Della copertina abbiamo già parlato in dettaglio qui.
Se non avete mai letto le avventure dell'Agente Alfa potete iniziare da qui. Non vi garantisco che vi piaceranno.
Il segreto di Sigmund
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Sergio Giardo
Nathan Never è un solitario ex poliziotto che ha subito un dramma familiare e che si è rifugiato su una stazione orbitale, in un monastero shaolin, per ritrovare l'equilibrio. Dopo alcuni anni ha ricevuto un proposta per entrare nella nuova Agenzia Alfa.
Rebecca "Legs" Weaver è una solitaria appassionata di armi. Anche lei dopo un brutto periodo è stata reclutata per entrare a far parte dell'Agenzia Alfa.
Sigmund Baginov è un solitario polacco genio del computer. Balbetta quando parla con gli esseri umani, il difetto di pronunzia passa quando parla con i computer. Membro fondatore dell'Agenzia Alfa, nasconde un segreto a coloro che reputa la sua famiglia, ossia Nathan e Legs.
Edward Reiser è il CEO dell'Agenzia Alfa. E' colui che ha personalmente reclutato gli agenti Alfa e che condivide i segreti delle origini dell'Agenzia con Sigmund. Il suo unico scopo è ben figurare nelle missioni ed accumulare il più denaro possibile.
Aristotele Skotos è un predicatore religioso, folle, ricco e con mire espansionistiche al di la della religione. Il suo scopo finale è quello di diventare padrone del mondo. Affiancato in questa sua missione da sua moglie Sada ed il loro figlio Kal.
Dopo la Guerra dei Mondi ci si aspettava una svolta epocale. Ebbene. Non è avvenuta. Nonostante i colpi di scena lasciati in sospeso al termine del 249 la casa editrice ha preferito sospendere il tutto e ripartire da zero. Come promesso nello strillo di copertina questo 250 vale un numero 1. Infatti vengono narrate, in modo spicciativo, con dialoghi intensi e prolissi, molti dettagli del mondo di Nathan Never narrati nel corso dei primi 100 numeri. Viene svecchiato e denudato il personaggio di Legs, in modo da renderlo più simile a quello presente nella collana a fumetti a lei dedicata chiusa anni fa. Viene resettato il personaggio di Sigmund e ripristinato quello di Reiser. Nathan rimane se stesso, forse un pelo meno musone, e tornano le sue vicine di casa Katia e Giulia (omaggio a Kate & Yuri, anime degli anni '90 del secolo scorso che dovreste recuperare in dvd) ed il loro cane Ubiq.
L'operazione non mi convince. Questo è un reboot, come le case americane ci hanno insegnato che si può fare, per svecchiare e dare nuova linfa vitale al personaggio. Con questa mossa è possibile farlo uscire dalle trame, a volte complicate, a volte inutili, a volte piacevoli, nelle quali si era imbarcato nel corso degli anni. Il primo passo di questo nuovo inizio è noioso per il lettore di vecchia data e mi spinge ulteriormente nel, doloroso, abbandono della collana. Il primo passo di questo nuovo inizio è la prima parte di una miniserie che dovrebbe creare un ponte tra i primi 249 numeri ed i prossimi a venire. Dato che la stagione non è ancora delle migliori per andare in cantina a fare posto a nuove scatole farò questi "quattro passi" in una nuova direzione con questo personaggio, ma, da Giugno, non conterei molto su una passeggiata più lunga.
Uno sforzo. Leggere questo numero è stato uno sforzo. I disegni di Giardo sono spettacolari. Grandi neri e stelle nello spazio, grandi dettagli in ogni scena, grande fisicità ormonale data a Legs. Si ritorna davvero a venti anni fa e non è detto che sia un bene. Perniola fa un gran lavoro di scavo negli archivi per recuperare momenti, situazioni e personaggi persi nei meandri del tempo, ma tutto il suo lavoro non è sostenuto da una verve narrativa tale da interessare il lettore storico. Della copertina abbiamo già parlato in dettaglio qui.
Se non avete mai letto le avventure dell'Agente Alfa potete iniziare da qui. Non vi garantisco che vi piaceranno.
lunedì 27 giugno 2011
Nathan Never - Speciale 21
Speciale Nathan Never n. 21, annuale
Copertina: Roberto De Angelis
Cyberspazio
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Nicola Mari
Sei mesi prima. Un'incursione nel cyberspazio di Nathan Never, l’agente governativo Forbes e l'hacker Dieter Harper alla ricerca di informazione si conclude con al morte di quest'ultimo e la scomparsa di 3 milioni di crediti.
Oggi. La moglie di Harper, sospettata dai due sopravvissuti di sapere qualcosa, viene contattata da un uomo misterioso che la guida nel mondo virtuale dicendo di essere suo amico e di volerla salvare da un imminente pericolo.
Guerra
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Germano Bonazzi
Adlan City sta conoscendo il primo momento di pace dopo anni di guerra. I residuati bellici sono sparsi ovunque sono la causa principale di morti e mutilazione tra i bambini che, per le strade della città, li usano come unico svago. Una di queste vittime, il piccolo Shady, viene rapito dall’ospedale in cui era ricoverato con una vera e propria azione da commando dopo aver riportato ferite nello scoppio di un velivolo. L’Agenzia Alfa viene incaricata dalla Federazione di indagare, ma il mistero che attende Nathan e Legs Weaver è ben più triste di quello che si aspettano di risolvere.
Futuro
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Roberto De Angelis
L'eruzione contemporanea di tutti i vulcani del pianeta è sicuramente un'anomalia. L'Agenzia Alfa dovrà indagare su chi c'è dietro. L'autore del malsano piano è una vecchia conoscenza che vuole dominare il mondo: Aristotele Skotos! Un'epocale missione, con mezzi tecnologici all'avanguardia vedrà coinvolta l'intera Agenzia. Ma è tutto come sembra o le tinte del racconto nascondono qualcosa di più?
Per festeggiare il 20 anno di vita dell'investigatore del futuro la Bonelli butta fuori uno speciale tutto a colori che contiene tre storie distinte, slegate dalla continuity dell'eroe nella serie regolare. Gli autori sono i tre papà del personaggio, all'opera singolarmente.
Vigna mette sul piatto una storia classica cyberpunk dove la parte del leone la fanno la rete e l'opera investigativa. Ai disegni un Nicola Mari, fortunatamente, castrato nell'uso eccessivo dei neri dall'opera coloratoria dell'albo. Una storia del buon ritmo, anche se un filo scontata nella sua evoluzione.
Medda rilancia con una tematica importante, trattata, questa volta, con un occhio diverso, non pietoso, ma indagatore. Quando la verità viene a galla, una verità vera anche ai giorni nostri, sconvolge un po' la coscienza dei benpensanti comuni. Una sceneggiatura forte, interessante, che avrebbe meritato maggior sviluppo anche in un albo regolare. I disegni di Bonazzi non si criticano, anche se in bianco e nero rendono di più.
Serra vede con una storia che riprende i temi della fantascienza classica. Astronavi, scienziati pazzi, eroi, mostri e tutti l'ambaradam sono oniricamente resi al meglio nelle poche pagine a sua disposizione in coda all'albo. Il disegnatore scelto per fare coppia con lui è quel grande di Roberto De Angelis, autore, peraltro, anche della copertina dello speciale. Niente da dire, a me il suo lavoro piace.
Come detto più volte non sono favorevole agli speciali che raccontano più storie. Bonelli ha creato, una marea, di albi paralleli a ciascuna serie per fare questo. Nell'occasione, però, non posso criticare il lavoro svolto. E' stato giusto dare spazio a ciascuno degli autori originali, ciascuno con suo disegnatore, piuttosto che realizzare una storia unica con più stili grafici, col rischio del pasticcio visivo.
Storie classiche, come da un po' mancano, che riconciliano il lettore anche con la fantascienza più pura e dimenticata.
Da sorseggiare nella vasca da bagno come un buon bicchiere di vino rosso frizzante.
Copertina: Roberto De Angelis
Cyberspazio
Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Nicola Mari
Sei mesi prima. Un'incursione nel cyberspazio di Nathan Never, l’agente governativo Forbes e l'hacker Dieter Harper alla ricerca di informazione si conclude con al morte di quest'ultimo e la scomparsa di 3 milioni di crediti.
Oggi. La moglie di Harper, sospettata dai due sopravvissuti di sapere qualcosa, viene contattata da un uomo misterioso che la guida nel mondo virtuale dicendo di essere suo amico e di volerla salvare da un imminente pericolo.
Guerra
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Germano Bonazzi
Adlan City sta conoscendo il primo momento di pace dopo anni di guerra. I residuati bellici sono sparsi ovunque sono la causa principale di morti e mutilazione tra i bambini che, per le strade della città, li usano come unico svago. Una di queste vittime, il piccolo Shady, viene rapito dall’ospedale in cui era ricoverato con una vera e propria azione da commando dopo aver riportato ferite nello scoppio di un velivolo. L’Agenzia Alfa viene incaricata dalla Federazione di indagare, ma il mistero che attende Nathan e Legs Weaver è ben più triste di quello che si aspettano di risolvere.
Futuro
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Roberto De Angelis
L'eruzione contemporanea di tutti i vulcani del pianeta è sicuramente un'anomalia. L'Agenzia Alfa dovrà indagare su chi c'è dietro. L'autore del malsano piano è una vecchia conoscenza che vuole dominare il mondo: Aristotele Skotos! Un'epocale missione, con mezzi tecnologici all'avanguardia vedrà coinvolta l'intera Agenzia. Ma è tutto come sembra o le tinte del racconto nascondono qualcosa di più?
Per festeggiare il 20 anno di vita dell'investigatore del futuro la Bonelli butta fuori uno speciale tutto a colori che contiene tre storie distinte, slegate dalla continuity dell'eroe nella serie regolare. Gli autori sono i tre papà del personaggio, all'opera singolarmente.
Vigna mette sul piatto una storia classica cyberpunk dove la parte del leone la fanno la rete e l'opera investigativa. Ai disegni un Nicola Mari, fortunatamente, castrato nell'uso eccessivo dei neri dall'opera coloratoria dell'albo. Una storia del buon ritmo, anche se un filo scontata nella sua evoluzione.
Medda rilancia con una tematica importante, trattata, questa volta, con un occhio diverso, non pietoso, ma indagatore. Quando la verità viene a galla, una verità vera anche ai giorni nostri, sconvolge un po' la coscienza dei benpensanti comuni. Una sceneggiatura forte, interessante, che avrebbe meritato maggior sviluppo anche in un albo regolare. I disegni di Bonazzi non si criticano, anche se in bianco e nero rendono di più.
Serra vede con una storia che riprende i temi della fantascienza classica. Astronavi, scienziati pazzi, eroi, mostri e tutti l'ambaradam sono oniricamente resi al meglio nelle poche pagine a sua disposizione in coda all'albo. Il disegnatore scelto per fare coppia con lui è quel grande di Roberto De Angelis, autore, peraltro, anche della copertina dello speciale. Niente da dire, a me il suo lavoro piace.
Come detto più volte non sono favorevole agli speciali che raccontano più storie. Bonelli ha creato, una marea, di albi paralleli a ciascuna serie per fare questo. Nell'occasione, però, non posso criticare il lavoro svolto. E' stato giusto dare spazio a ciascuno degli autori originali, ciascuno con suo disegnatore, piuttosto che realizzare una storia unica con più stili grafici, col rischio del pasticcio visivo.
Storie classiche, come da un po' mancano, che riconciliano il lettore anche con la fantascienza più pura e dimenticata.
Da sorseggiare nella vasca da bagno come un buon bicchiere di vino rosso frizzante.
mercoledì 5 gennaio 2011
Greystorm - I capitoli dimenticati
Greystorm n. 12, mensile I capitoli dimenticati
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Antonio Serra e Stefano Vietti
Disegni: Simona Denna e Francesca Palomba, Anna Lazzarini, Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
I figli di Jason Howard, mecenate ed amico di Robert Greystorm, Mili e Hoanui durante il loro soggiorno a Londra hanno preso l'abitudine di correre sui tetti della città per scoprirla da un diverso punto di vista. Durante uno dei loro scorrazzamenti si imbattono in un furto, di una preziosa gemma, con omicidio ad opera di individui mascherati. I ragazzi, sopratutto Mili, incuriositi dalla vicenda procederanno ad indagare per conto loro, ma dovranno coinvolgere Greystorm nel momento di loro maggiore difficoltà.
Ammirevole l'abilità sia dell'editore, Sergio Bonelli, che quella degli autori, Serra e Vietti, di riuscire a rifilare al lettore poche pagine di mecha design, qualche abbozzo di caratterizzazione dei personaggi, due ministorie sulla morte di due personaggi secondari, una donna ed un mammuth, ed una storia completa pressoché inutile. Ammirevole in quanto, per stessa ammissione degli autori, la storia presentata avrebbe dovuto essere parte integrante della narrazione, suddivisa in due albi (5,40€) e viene qui presentata in un unico volume (a 6€). La scelta di eliminarla dalla narrazione principale è stata ottima in quanto non porta sviluppi al personaggio di Greystorm ed ha il solo scopo di far conoscere meglio comprimari di comprimari. I disegni della Lazzarini sono in stile con il progetto, ma, a volte, imprecisi ed incostanti. La trama è tendenzialmente quella di una classica indagine investigativa eseguita da dilettanti che si trovano nei guai e vengono salvati da un deus ex machina.
Un'operazione commerciale per sfruttare le rimanenze di un progetto partito estremamente bene, ma arenatosi in un finale scontato ed in un extra tendenzialmente inutile.
Si viveva bene anche senza.
martedì 12 ottobre 2010
Greystorm - Attenzione Spoiler



Greystorm n. 1- Grandi progetti
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Simona Denna e Francesca Palomba
Copertina: Gianmauro Cozzi
Alla fine del Diciannovesimo secolo due amici Jason Howard e Robert Greystorm, studenti di un esclusivo college inglese. L'uno è disciplinato, studioso della natura e brillante l'altro è un genio della meccanica, studioso delle antiche teorie e osservatore dei progetti contemporanei. Un'amicizia epistolare importante caratterizza la sua vita e la sua visione del futuro, quella con Jules Verne. Il sogno di Robert è quello di realizzare una macchina che sia in grado di permettere all'uomo di volare e solcare i cieli. Il sogno che cova da una vita e che una voce nella sua mente alimenta.
Greystorm n. 2 - Il gigante dei cieli
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Antonella Vicari e Simona Denna
Copertina: Gianmauro Cozzi
L'Iron Cloud, dirigibile e natante insieme, è la summa dei sogno realizzati da Robert Greystorm. Realizzato grazie a finanziamenti di Jason e dall'abilità tecnica degli uomini sotto il suo comando è ormai pronto per solcare i cieli alla volta del Polo Sud. La presenza di un meccanico ribelle renderà il viaggio meno tranquillo, ma non costituirà motivo di eccessivo intralcio al sogno in corso di realizzazione. Oltre tutto la voce è sempre più vicina.
Greystorm n. 3 - Il Polo Sud
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
Giunti al Polo Sud, grazie ad un atterraggio di emergenza, l'equipaggio dell'Iron Cloud sarà sottoposto a prove dure. Verranno ripagati grazie a due scoperte destinate a cambiare il corso della storia: un gigante ibernato nel ghiaccio, la fonte della voce che sentiva sin da giovane nella sua testa, ed una foresta tropicale, ricca di flora e fauna estinti nel resto del mondo, li stupiranno non poco. Mentre una squadra estrae dal ghiaccio il corpo ibernato e costruisce un refrigeratore, su progetto di Greystorm, Robert guida un safari fotografico nella foresta. Oltre alle numerose fotografie riusciranno a portare sul dirigibile anche un animale raro destinato a confermare la sua scoperta una volta rientrati a Londra.



Greystorm n. 4 - La fine dell'Iron Cloud
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Simona Denna e Silvia Corbetta
Copertina: Gianmauro Cozzi
una spaventosa tempesta tropicale interrompe il viaggio di ritorno dell'Iron Cloud verso la Nuova Zelanda . Persi nel cuore dell'Oceano Pacifico su una strana isola apparentemente senza abitanti, senza selvaggina, ma ricca di pesce e vegetali, Greystorm riesce a mantenere in vita i suoi compagni e funzionante il refrigeratore per il gigante preistorico. La popolazione indigena li scopre diversi mesi dopo, grazie ad un suggerimento della sua sacerdotessa Ele'ele. Lei e Greystorm sono gli unici ad udire la voce dal passato. Saranno alleati od avversari?
Greystorm n. 5 - Morte sull'isola
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Melissa Zanella
Copertina: Gianmauro Cozzi
Mentre passano gli anni sull'isola e le condizioni di vita ed integrazione aumentano, la voglia di Greystorm di tornare a Londra non accenna a diminuire. La sventatezza di due ragazzi indigeni mette a repentaglio la conservazione del gigante, ma questo permette a Robert di confrontarsi con la voce che, si da giovane, gli sussurra nella mente. Strane morti iniziano sull'isola: prima i ragazzi indigeni, poi la guardia del corpo di Robert. Lo stesso Greystorm sembra impazzire e fa perdere per mesi le sue tracce nella vegetazione. Il suo ritorno è tanto improvviso quanto la sua scomparsa. Durante la sua assenza Jason ha sposato Ele'ele che è rimasta in cinta di due gemelli. Durante il parto qualcosa succede. I bambini sopravvivono, ma la madre impazzisce. Assassinati le puerpere e lo stregone della tribù fugge verso il mare e muore come erano morti mesi prima gli altri.
E' il 1900 quando Greystorm avvista una nave all'orizzonte, sua speranza per il ritorno in Inghilterra.
Greystorm n. 6 - Il segreto della mummia
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
Il rientro dall'avventura sull'isola, grazie al mercantile che per un'avaria aveva dovuto modificare la sua rotta, non è felice per Robert Greystorm. Le sue scoperte che prima della sua partenza erano avanzate ora sono sorpassate. In pochi anni lo sviluppo industriale ha permesso ad altri di realizzare i suoi sogni. Il racconto, senza essere supportato da prove di alcun genere, di ciò che gli è capitato negli anni passati non è creduto dalla comunità scientifica. L'unica sua prova è la mummia del gigante ancora ibernata nei meandri del suo maniero, ma nessuno scienziato è disposto ad esaminarla per non perdere credibilità di fronte alla comunità scientifica. La frustrazione porta Robert sull'orlo della pazzia.
L'invito a cena rivolto al capitano del mercantile si rivela più interessante del previsto. Viene messo a conoscenza dell'accadimento ad un marinaio che lo aveva aiutato a sistemare la mummia e l'impianto di refrigerazione: la sua morte misteriosa. La descrizione combacia con ciò che avvenne sull'isola e fornisce nuovo spunto ai suoi studi. Grazie alla fotografia scopre un insetto, una specie di zanzara, che vive tra i resti della mummia e che prende vita quando questa non è ibernata. Attraverso gli studi sul sangue di alcuni barboni ed esperimenti su un gruppo di loro scopre che solo alcuni esseri umani sono sensibili al suo morso. Diventano violenti e poi muoiono, apparentemente. Dopo un breve periodo ritornano in vita e si sottomettono ai comandi di Robert, unico sopravvissuto che ha mantenuto l'intelletto attivo.



Greystorm n. 7 - Ossessione
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Simona Denna e Francesca Palomba
Copertina: Gianmauro Cozzi
La psicologia di Robert e la sua frustrazione vengono alla luce. Una volta svelato i segreto della mummia ed avuta la conferma delle sue teorie dopo essersi recato sull'isola è preda dei rimorsi. Non riesce a capacitarsi di come il suo ingegno non gli abbia permesso di salvare il suo amico e la donna amata dalle conseguenze del morso della zanzara. Una volta tornato a Londra la voce riprende a parlargli e lo sprona a ricominciare il suo lavoro. La lettura di una lettera da parte di Jules Verne e del suo ultimo romanzo sono fonte di ispirazione per una nuova grande invenzione. Un veicolo che gli permetterà di vendicarsi delle persone che gli hanno fatto commettere errori o lo hanno dileggiato: in testa a tutti Jason Howard.
Greystorm n. 8 - Ai confini della terra
Soggetto e Sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
Il mondo sta per essere sconvolto dalla Prima Guerra Mondiale e Robert Greystorm lo sa. Si è rifugiato sulle coste della Cornovaglia, nel luogo chiamato Land's End, nella cittadella industriale dove gli zombie da lui creati lavorano senza sosta per creare la sua arma definitiva. Con la connivenza della polizia le file dei suoi non morti si infittiscono sempre di più destando il minimo dei sospetti.
Le spese folli insospettiscono il revisore dei conti, Ian Thompson, che si reca a Land's End per indagare. Sconvolto da ciò che ha visto parte per un viaggio via mare per riferire il tutto a Jason Howard. La sua visita a Makatea e le sue notizie sono spunto per Jason per ritornare a Londra e far vivere i due figli per un po' nel suo vecchio mondo, che lui ha ormai ripudiato.
La fiducia cieca e la gratitudine per avergli salvato la vita al Polo Sud, impediscono a Jason di voler indagare sui piani malvagi di Greystorm e, anzi, lo spingono a licenziare Thompson ed ingiungergli di star lontano da Mili.
Affranto e sperduto Ian si arruola nell'esercito di Sua Maestà e nel tentativo di salvare un soldato tedesco precipitato perde una mano.
Greystorm n. 9 - Padrone del mondo
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Sergio Giardo e Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
1919. La guerra è finita e Ian Thompson può essere dimesso dall'ospedale francese nel quale gli è stata applicata la protesi alla mano.
A Londra è giunto il momento per la famiglia Howard di tornare a Makatea, ma prima Mili verrà presentata al Re nell'annuale ricevimento per la nobiltà.
Il ritorno di Ian coinciderà con la sera del ricevimento. L'impedimento del padre a vederlo sarà aggirato grazie all'aiuto di Hoanui. Robert Greystorm farà da autista alla famiglia Howard e passerà con loro la serata.
Al rientro a casa Howard l'esercito di Greystorm attacca la villa. Robert, di sua mano, uccide Jason e dà fuoco alla villa. Ian e Hoanui riescono a fuggire, ma vengono feriti. Mili viene rapita, portata in Cornovaglia ed imbarcata sulla nuova invenzione di Greystorm: un sommergibile invincibile.
Ian e Hoanui sopravvivono grazie all'aiuto del tedesco salvato da Thompson in guerra e sul suo aereo prima raggiungono la Cornovaglia in tempo per veder partire il sottomarino ed esplodere Land's End. I due fratelli comunicano telepaticamente e Mili riesce a rivelare che la meta di Greystorm è Makatea e la sua distruzione.
L'aereo cambia rotta e si dirige sull'isola natale per avvisare la popolazione del pericolo


Greystorm n. 10 - La battaglia di Makatea
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Alessandro Bignamini
Copertina: Gianmauro Cozzi
Settimane prima dell'arrivo del sottomarina a Makatea Ian, Hoanui e Hans stanno organizzando la controffensiva. Grazie ai poteri mentali che uniscono i due fratelli, Mili riesce ad avvisare Hoanui dell'attacco. Il sommergibile ed il carro armato di Greystorm riescono a distruggere parte della fattoria modello creata da Jason, ma non producono nessuna vittima. L'esercito di centinaia di zombie viene sopraffatto da poche decine di indigeni e l'invasione fallisce. Robert è costretto a tornare al polo sud per le riparazioni ed il rifornimento
Greystorm n. 11 - L'alba del domani
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Alessandro Bignamini, Simona Denna e Francesca Palomba
Copertina: Gianmauro Cozzi
Con l'Iron Cloud 2 quattro coraggiosi riescono a raggiungere senza problemi il polo sud e, sempre grazie al legame telepatico tra Mili e Hoanui, trovare l'ingresso alla base segreta sotterranea di Greystorm. Appena arrivato, il genio, non ha ancora cominciato a riorganizzarsi che gli estranei si infiltrano nella base, producono danni, eliminano l'allevamento di bambini zombie, liberano Mili, affondano il sottomarino e lo uccidono.
Una miniserie va letta e trattata tutta di un fiato. Gli 11 numeri di Greystorm, più un 12° che racconta le storie mai raccontate, sono da vedere nella loro interezza.
Il personaggio principale è un genio burbero ed irascibile, con un handicap fisico che non gli permette di deambulare correttamente e per questo necessita dell'utilizzo di un bastone. Gregory House Robert Greystorm è molto ben caratterizzato e trova la sua controparte più razionale, ecologista, legata alla terra in WilsonJason Howard. L'unione di due caratteri opposti darà origine ad una coppia di avventurieri ben assortita e complementare senza creare il rapporto eroe/assistente presente sia nei comics americani sin dagli anni '40 del secolo scorso sia in molti fumetti Bonelli.
Il mecha delle creazioni di Greystorm, delle visioni del futuro e degli accessori in possesso degli attori del fumetto è ben curato e tutti i disegnatori vi si attengono abbastanza fedelmente. Oltre alla parte di disegno tecnico godiamo di un grande lavoro di ricerca, sia dell'autore che dello staff artistico, per la realizzazione delle forme di vita ritrovate nel mondo perduto circolo polare antartico, graficamente reso in modo superlativo da Alessandro Bignamini. Il cast di disegnatori si avvale della collaborazione di nomi storici di casa Bonelli, come Stefano Vietti, affiancati a piacevoli novità, come Alessandro Bignamini, ed a talenti ancora acerbi ed incostanti, come Melissa Zanella (chine e matite del numero 5, che alterna fondali strepitosi a soggetti con poca resa scenica).
Il soggetto sceneggiato dal suo stesso creatore, Antonio Serra, si sviluppa con una certa coerenza in tutti i numeri della miniserie. La contrapposizione tra la civiltà aspirata da Greystorm e quella intesa da Jason vengono messe in risalto nei numeri in cui l'Iron Cloud precipita sull'isola di Lost Makatea. La spirale della follia nella quale si attorciglia il protagonista è centellinata per poi nel finale emergere prepotente. Dall'euforia di poter controllare gli zombie coloro che vengono infettati dal mordo fino al ritorno alla cruda realtà.
Non mi sovviene chi diceva che creare una storia e rivoluzionare la realtà per poi riportarla al punto di partenza, come se niente fosse successo, gli sembrava inopportuno. Ecco la sensazione che lascia la lettura di questa miniserie si può proprio tradurre in questo. Il senso di stupefatta frustrazione per come si risolvono le, ben costruite, vicende dei primi nove numeri negli ultimi due sfocia in una infastidita delusione. Si sa che in ogni opera il finale è la parte più difficile e sbagliarlo è molto facile, qui si è scelta la via facile. Quattro scalzacani, spinti da nobili idee, riescono a vincere un genio del male dotato di un, seppur lento, numeroso esercito di asserviti, armi da fuoco a lunga gittata, cannoni e carri armati. Vengono fatti commettere errori a Greystorm, di pianificazione della battaglia finale, attribuendoli all'eccessiva sicurezza, all'arroganza, del suo genio. Decisamente poco credibile. In alternativa si può supporre che sia stato distratto dalla presenza a bordo di Mili, verso la quale ha un pensiero fisso, e della quale non nota i poteri mentali. Stranezza questa visto che già la madre era speciale e lui se ne era accorto subito, grazie al parassita dentro di lui.
I vincenti sono i buoni, l'isola si salva, il cubo Borg la base al polo sud con l'allevamento di bambini zombie viene distrutta, la mummia ha un'altra chance grazie alla nuova combattente che è riuscito a creare.
L'ultimo numero verrà recensito in un secondo articolo.
Vale la pena leggerlo per vedere all'opera Alessandro Bignamini (classe 1970, reduce da Mister No e Brad Barron) e le sue stupefacenti e dettagliate tavole (non tralasciamo le ottime copertine ed il progetto grafico di Gianmauro Cozzi). Tutto il male non viene per nuocere.
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