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giovedì 1 agosto 2019

Speciale Martin Mystère N°: 36

Periodicità: annuale
L'uomo dal Rinascimento
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno

Disegni: Stefano Santoro, Giovanni Romanini
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Uscita: 23/07/2019
Formato: 16x21 cm, b/n
Pagine: 144
Codice a barre: 977112365804190036
Prezzo: 7.5€

Il XXI è un secolo interessante. In cielo volano i dirigibili, sulla Luna vi è una misteriosa e pericolosa installazione infestata da alieni vampiri e molte altre attrattive.
Qui Martin Mystère è il Detective dell’Impossibile, il suo assistente è Kelly, e collabora con la base segreta di Altrove, per risolvere enigmi mysteriosi.
Ma come tutto questo è potuto accadere? Come può esistere un mondo così diverso da quello dove Martin Mystère agisce di solito? In che momento del tempo la storia di questo mondo ha imboccato la strada che l’ha portato a divergere così tanto dal nostro?

Torna in edicola, puntuale come le tasse, lo Speciale di Martin Mystère. Il 36° ed è dedicato a due eventi particolari che accadono nel 2019: i 50 anni dello sbarco sulla Luna e i 500 dalla nascita di Leonardo da Vinci.
Il lato regolare della storia celebra il più grande genio del medioevo e ne intreccia il destino con l’unico satellite naturale del nostro pianeta.
La storia scorre, con un What If? può fare. Sembra che questo speciale voglia tornare sulla falsa riga di quelli dedicati al Doctor Mystère ed il Giovane Martin Mystère, dedicarli ad un Martin alternativo al quale far vivere avventure un po’ diverse. Non è così Speciale, la vedo più come un’operazione da Almanacco o da Zona X. Non come la scelta presa per lo Speciale di Dylan Dog e nel quale Bilotta ci descrive un Dylan del futuro.

Ribaltando il fumetto accediamo alla storia extra. Un bigino di 44 pagine che racchiude un paio di racconti dedicati alla Luna ed al mysterioso fratello di Martin. Troviamo anche quattro pagine di solo testo, una novella, narrate da Alfredo Castelli che molto ricordano gli inserti di Stranger in Paradise di Moore. Un po' noioso, ma riempi le pagine.

Il prezzo è alto per un albo bonelliano non a colori di questo periodo, non vi sono novità di sorta, ma le due storie non sono noiose. Certo, come gli anziani, preferivo quando c’erano gli albetti allegati (fossero di piccolo o di grande formato), ma quei tempi non torneranno.

Per chi collezione Martin Mystèrè, per chi,  come me, ne compra un albo all’anno (a parte casi particolari), per chi è sotto l’ombrellone e ha 7.50€ in più in tasca.


venerdì 21 settembre 2018

Speciale Martin Mystère - Le ombre di Camelot

Speciale Martin Mystère N° : 35
Le ombre di Camelot

Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno

Disegni: Rodolfo Torti

Copertina: Giancarlo Alessandrini

Periodicità: annuale
Uscita: 21/07/2018 
Prezzo: 6.90€

Alla base di "Altrove" Chris Caro decide di invitare preventivamente coloro che turbano le sue estati. Si ritrovano, così, intorno ad un tavolo Miss Angie, Dee, Kelly e il BVZM. La motivazione di questo ritrovo è il rinvenimento archeologico durante uno scavo  sotto l’abbazia di Glastonbury: alcuni misteriosi artefatti sferici di origine sconosciuta. Inizierà, così, un'avventura sulle tracce della misteriosa Isola della California che vedrà come filo conduttore le leggende narrate su re Artù, i Cavalieri della Tavola Rotonda e la regina Ginevra. Ovviamente non saranno i soli a perseguire questa avventura, chi è l'Oscuro Signore che li precede?



Torna l'estate e torna la lettura dell'unico, salvo eccezioni, Martin Mystère dell'anno: lo Speciale numero 35, in questo caso. Ammetto che non sono più avvezzo alla lettura di questo personaggio di casa Bonelli, ma non riesco a staccare completamente il cordone ombelicale. Spero sempre che restando in contatto con le storie di Recagno e Castelli, le copertine di Alessandrini ed i disegni, in questo caso, di Torti, la passione possa risvegliarsi.
Invece no. Sarà che gli Speciali non sono più così speciali, ma ho trovato la storia di Recagno, colui che mi ricordo essere l'eredi di Castelli al timone delle storie, eccessivamente ripetitiva, prolissa e dispersiva, nonostante le sole 108 pagine lungo le quali si dipana. Certo, lo sceneggiatore ha dovuto, a mio parere, mettere così tanta carne al fuoco, tra passato ancestrale, passato medioevale, presente e collegamenti con la saga delle sette spade, in così poche pagine che potrebbe averne risentito. Forse, però, è anche colpa mia che è tanto che non leggo fumetti con riferimenti storici così marcati. Però, non ho avuto problemi a rileggere la Venezia di Nathan Never o Il Poeta di Vigna/Toffanetti.

I disegni di Torti sono sempre classici. Io mi ricordo Martin raffigurato col suo tratto o con quello di Alessandrini. Dei due preferisco il secondo, anche se non so bene il perché vista la poca distanza tra i tratti dei due disegnatori storici. Qui il Gianca ci mette la copertina, come al solito uno dei punti forti della collana, e Rodolfo i disegni della storia. Gabbie classiche narrano la storia sempre ben disegnata e con un alto livello del dettaglio. Gioca in casa Torti e ci gioca bene, mica come l'Inter a San Siro.

Come l'anno scorso, c'è da stare attenti al giochino della doppia copertina ribaltata. Da una parte, infatti, c'è quella dedicata a Camelot, dall'altra quella per i racconti alla rovescia. I curatori, dopo aver deciso di sopprimere gli allegati e gli albetti di varia natura, decidono di riprendere storie di difficile reperibilità per l'appassionato e di pubblicarle, unite da qualche nuova vignetta, sugli speciali. L'idea è carina, ma porta vi spazio alla storia principale. Per 6.90€ avrei realizzato un simil Maxi, dando la possibilità agli autori della storia inedita di muoversi più liberamente.

Anche se la storia è di maggior spessore, a mio parere, vale il discorso fatto l'anno scorso per lo Speciale 34. Il giochino del doppio verso di lettura finisce per penalizzare l'inedito.

venerdì 28 luglio 2017

Speciale Martin Mystère N° 34

Speciale Martin Mystère N°  34 
Le molte vite di Martin Mystère

Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli 

Disegni: Giancarlo Alessandrini, Esposito Bros., Rodolfo Torti, Luigi Coppola, Paolo Ongaro 

Copertina: Giancarlo Alessandrini, Lucio Filippucci 
 
Periodicità: annuale 
uscita 20/07/2017 

Prezzo 6.90€

Avevo smesso di leggere anni fa le avventure del Detective dell'Impossibile, perché? Perché, nonostante la passione ancestrale per il mistero, nonostante l'affetto per un personaggio che mi aveva accompagnato per più di vent'anni, nonostante la stima per Alfredo Castelli, Martin Mystère era diventato la triste reiterazione di se stesso. Avevo tentato, mesi fa, di avvicinarmi, nuovamente, a lui nella sua recente incarnazione. Ma anche quel viaggio era fallito (non è detto che non recuperi i numeri mancanti usati per vedere come è andata a finire, senza pagare il prezzo pieno).

Ora, nonostante la mole di fumetti che intasa l'estate sia notevole, mi sono lasciato trascinare nella tradizione de "Lo Speciale" annuale. Era sempre stato un buon appuntamento, durante il quale, pur con una certa ridondanza, si tornava in contatto con i vecchi compagni di letture, tralasciati lungo l'anno. Non sempre erano buone avventure, ma, il più delle volte, è stato un buon passatempo.

Quest'anno, invece...

Quest'anno, invece, ho persino fatto fatica a rintracciare l'albo nell'espositore dell'edicola. Ebbene sì, quest'anno Bonelli si è inventata il giochino della doppia copertina e l'edicolante l'ha esposto con la secondaria, anziché con la classica. Smascherato l'arcano, ecco la sorpresa dei sei euro e novanta del costo dell'albo. Paghiamo il fio per la storia più lunga, la carta in più ecc... E, invece no. La storia sono novantotto pagine, meno degli albi bimestrali di Mystère. Le altre sono ristampe di vecchie storie "prima dell'euro", ossia degli anni novanta del secolo scorso, che non hanno trovato spazio per essere pubblicate sulla collana Extra.

A tutto questo aggiungiamo che la storia speciale si riduce ad essere una riduzione, sopratutto in termini qualitativi, del Canto di Natale di Dickens. Cosa sarebbe successo se Martin avesse scelto un altro sentiero anziché quello che ha imboccato? Uno Sliding Doors, con protagonisti Tower, Angie; Dee e Kelly, di una tristezza ed inutilità rabbiose. Se poi si pensa che le ultime dieci pagine sono anche state utilizzate per lo spiegone finale, di come tutto sia stato realizzato e perché, la tristezza monta ancora più aggressiva.

Unica nota positiva: rivedere all'opera disegnatori che non ho più occasione di incontrare su altre testate.

Un albo inutile, con un costo esorbitante per quello che offre, che ad ogni affezionato lettore di Martin Mystère dovrebbe procurare l'orticaria.

venerdì 13 dicembre 2013

Martin Mystère - Il matrimonio di Sergej Orloff

Martin Mystère N°: 330

Il matrimonio di Sergej Orloff

Periodicità bimestrale
Uscita 11/12/2013

Soggetto Sceneggiatura Carlo Recagno
Disegni Esposito Bros.
Copertina Giancarlo Alessandrini

Il matrimonio di un amico, sopratutto se ne frattempo è stato un nemico e ci si è riappacificati, è un evento memorabile. Quando si è il testimone, poi, il ruolo chiave non ammette distrazioni. Invitati in Svizzera per il matrimonio di Sergej Orloff, Martin, Diana e Java, sono costretti ad assistere al misterioso rapimento della futura sposa, Monique, da parte di strane creature. 
Un vecchio debito di riconoscenza viene a bussare alla porta di Orloff. Solo Martin potrebbe aiutarlo ad uscirne in modo pulito, ma sarà costretto a scegliere un altro modo, molto più doloroso.

I matrimoni nei fumetti non sono stati mai dei momenti tranquilli. C'è sempre stato un super cattivo ad interromperli od un disastro, oppure sono finiti annullati da demoni infernali. Perchè mai questo dovrebbe essere diverso? Il vero dramma non sono le vicende che segnano i protagonisti, ma gli spiegoni pazzeschi che Recagno rifila al lettore per riempire le 150 pagine di fumetto. Il medesimo concetto viene spiegato e rispiegato più volte, giusto come riempitivo. Oltre a questo, visto che le pagine erano troppe, l'inizio è tutto un raccontare di aneddoti del passato che hanno coinvolto i due allievi di Kut Humi. Forse piacevole per chi si avvicina adesso alla lettura delle avventure del BVZM, ma decisamente noioso per tutti gli altri. La parte mysteriosa è ben breve. I twist narrativi sono ovvi e palesi fin dall'inizio, diventando addirittura annunciati più si va avanti nella lettura.
Esposito Bros non si complicano la vita. Disegnano le loro belle tavole statiche e dettagliate (tranne che per i muri delle abitazioni che danno un'intensa sensazione di vuoto e di mancanza), ma con mascelloni ovunque: mascella fortemente squadrata per tutti i maschi e leggermente meno per tutte le donne. Si concedono un passaggio nella bellezza femminile, nelle ultime pagine, mostrando una sensuale Morgana.
Copertina di Alessandrini con i colori di Muscillo sempre appropriata. Questa volta, però, la colorazione offusca, anche per via dei toni molto accesi e delle ombre plastiche, lo spirito tradizionale dello storico copertinista di Martin Mystère.

330. L'ultimo numero di questa collana che acquisterò per un po' di tempo. Le storie sono diventate troppo noiose e faticosamente sopportabili per chi ha vissuto le precedenti. Il duopolio Recagno/Mignacco ha prodotto, in me, un effetto repulsione verso il personaggio che, a dispetto dei vacui tentativi, è diventato sempre più sedentario e verboso. La logorrea del protagonista non è mai stato un problema per me  fino a quando chi scriveva sapeva gestirla. Castelli ha scritto delle cose eccellenti, dialogo di pagine e pagine senza azione, ma che avevano un loro perchè.
Il formato studiato e trovato da casa Bonelli per la pubblicazione degli albi del Detective dell'Impossibile è variato molto in questi 30 anni di presenza nelle edicole italiane. Si era partiti con storie che iniziavano su un albo e che finivano, anche per poche pagine, sul successivo dove iniziava la nuova avventura. Si era trovato un compromesso con storie autoconclusive sui classici albi di 98 pagine e si era andati bene, con storie divise anche su due numeri consecutivi, fino all'inizio di crisi di vendite. Negli ultimi anni la formula bimestrale quasi a balenottero era stata adatta a supportare il personaggio. Adesso oltre la crisi di vendite, la crisi economica c'è anche la crisi di idee. Riempire ogni bimestre un fumetto del mystero con nuovi spunti è difficile. Gli autori ed i curatori della collana non ci stanno riuscendo.  Peccato. Dalla parte del fruitore, non essendo mecenate, non vedo perchè devolvere 5€ bimestrali all'acquisto di un prodotto che non mi convince visto che, tra un anno o due, gli stessi albi si possono trovare nelle fiere del fumetto al costo di un Euro o poco più.

Sinceramente mi dispiace separarmi da un amico di cui ho letto con interesse le avventure per più di venti anni, recuperando tutti i numeri in edizione originale. Purtroppo, come mi ha detto il buon Castelli al cinema Arcobaleno di Milano in occasione del 30 Anniversario della vita editoria del BVZM, "Anche il mio fumetto risente dell'età e non è detto che un giorno o l'altro non chiuda." Per me aveva già chiuso qualche anno fa, avevo sperato che il 30° compleanno lo rivitalizzasse, ma così non è stato. Peccato.

A presto BVZM.

mercoledì 4 dicembre 2013

Martin Mystère - Almanacco del mistero 2014

Almanacco del Mistero N°: 27
Periodicità: annuale
Almanacco del Mistero 2014
Uscita:23/11/2013

Soggetto e Sceneggiatura Alfredo Castelli
Disegni e Copertina Giancarlo Alessandrini

Anni '30 del secolo scorso. Martin Mystère e Java sono imbarcati su un transatlantico che viene sequestrato da uno strano sommergibile. Dotato di un'arma magnetica, il sottomarino, trascina la nave sotto le acque dell'Oceano Atlantico verso una misteriosa città sottomarina.
In superficie Chris Tower e l'Altrove contemporanea tentano di risolvere il mistero della sparizione delle navi nel medesimo pezzo di Oceano solcato dalla nave di Martin.
Martin Mystère, Java, Angie, Diana, Chris Tower, Max Brody e l’Ispettore Travis recitano ruoli, a volte, un po' inconsueti per loro. In più qualche guest dal passato.

Partiamo dal fumetto contenuto in questo 27° Almanacco del Mistero. La storia, seppure un po' prolissa in alcuni dialoghi, è simpatica e scorrevole. Porta Martin Mystère ad essere, come agli albori della sua vita editoriale, un avventuriero esploratore con l'aggiunta di un briciolo d'azione che mai guasta. Se Castelli si diverte e giocare con le citazioni (da Mandrake al Mago di Oz passando per Aquaman e Stanlio ed Ollio, solo per citarne alcune) noi ci divertiamo con lui a leggerne. Tuttavia un pizzico di originalità in più non sarebbe stato male accetto. I disegni di Alessandrini sono ineccepibili come sempre ed è sempre bello vederlo all'opera. Particolarmente in forma nella rappresentazione delle figure femminili per le quali conserva un tratto corposo, nei punti giusti. La presenza di Miss Angie d'altronde lo richiede. La copertina in pieno stile anni '30 , quasi una citazione da Flash Gordon, risulta molto azzeccata, anche se può non incontrare i gusti di tutti.

L'Almanacco è noto per il suo comparto di dossier. La prima parte, quella che precede la storia a fumetti, come sempre è riservata ai libri, ai film ed alle serie tv. Aggiornata sulle ultime uscite questa sezione scivola un po' troppo sull'ovvio senza offrire spunti non noti al grande pubblico. Mi trovo in completo disaccordo, oltretutto, con due articoli della sezione film. Se si può parlare bene del Mago di Oz senza citare come Sam Raimi, che ammiro ed apprezzo, ne abbia ricalcato la trama sul suo L'armata delle Tenebre non vedo come si possa definire mediocre Man of Steel. Mediocre, secondo l'autore dell'articolo, per via della morte del cattivo per mano dell'eroe "cosa che l'ultimo figlio di Krypton non farebbe mai nemmeno sotto minaccia di una doccia di kryptonite" (citazione testuale). Forse il buon autore si dimentica delle volte, almeno due, in cui Zod è stato atteso dalla medesima sorte nelle storie a fumetti dell'Uomo d'Acciaio. Ancorato alla versione classica del 1978 chi scrive non accetta un punto di vista diverso ed una lettura parallela di un eroe che poco conosce. Le critiche ci stanno per carità: la morte del padre di Clark è una di quelle scene non esente da tale trattamento.  Arguta l'opinione di affidare a Tarsem Singh la regia di un film su Geppo il diavolo buono, anche perché si è visto il successo che ha riscosso il suo Biancaneve. 
Polemiche a parte. La seconda parte dei dossier, dopo la storia a fumetti, vede l'attenzione posata principalmente sulle Pulp Stories americane. Ne viene spiegata la nascita, la derivazione del nome del genere, vengono presentati gli autori più e meno noti e l'immancabile declino del genere. Abbastanza interessante, giusto per gli approfondimenti, anche se a tratti il tutto sembra essere ispirato dalle pagine elettroniche di Wikipedia.
Secondo approfondimento dedicato a George R.R. Martin. Non male, si scoprono molti lati nascosti dell'autore de Il Trono di Spade andando oltre il suo più grande successo. Qui sì che si trovano un paio di suggerimenti per gli acquisti interessanti: scartabellate tra i suoi titoli di fantascienza e ve ne convincerete.
Una buona prosa e poco altro è la forza dell'ultimo dossier: Geografia fantastica. Vengono qui presentati i luoghi creati dagli autori di romanzi e fumetti che dovrebbero esistere sui nostri atlanti ed invece non ci sono: da Derry a Caslte Rock passando per Arkham.

Un Almanacco mediocre. Di medio interesse. Che nasconde poche perle.
Nonostante, o forse proprio per via de, il 30° Anniversario dalla nascita (31 anni con quello corrente) tutto quello che risulta legato a Martin Mystère risulta invecchiato, lento ed impacciato. Il personaggio di cui è biografo il BVZA è destinato ad una vecchiaia difficile se proseguirà su questi binari.
E' probabile che questo sia per me l'ultimo Almanacco del Detective dell'Impossibile. Tutto dipenderà se la prossima storia in edicola l'11 di Dicembre 2013 risveglierà in me le antiche passioni. Ma deve essere veramente bella!

giovedì 24 ottobre 2013

Martin Mystère - La minaccia di Allagalla

Settimana avulsa per malanni, febbri, raffreddori e chi più ne ha più ne metta. Il risultato post spostati ed in ritardo. Quindi: cerchiamo di recuperare.

Martin Mystère N° 329
La minaccia di Allagalla

Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni Enrico Bagnoli e Maurizio Gradin
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Un insolito e violento terremoto colpisce lo Sri Lanka. In una zona immersa nella vegetazione, ai piedi del monte Allagalla, un laboratorio segreto nascosto dal verde e dal tempo custodisce un segreto pericoloso.
Un impossibile terremoto sconvolge New York a poche settimane di distanza. Un misterioso filmato, su bobina ed estremamente vecchio, arriva nelle mani del Detective dell'Impossibile ed una volta proiettato mostra la distruzione di New York, negli anni '40 del secolo scorso, ad opera di giganteschi robot.
Un ricatto da dieci miliardi di dollari incombe sulla grande mela: se non pagato porterebbe alla distruzione dell'isola di Manhattan da parte di un pazzo. Solo uno strano ragazzo, Bat-Boy, ed il BVZM potrebbero salvare l'ignara città dal suo destino.

Pesante. Monolitica. Noiosa. Come molte delle ultime avventure dedicate al personaggio creato da Alfredo Castelli. Mignacco si impegna, come sempre, a creare scene di gente seduta a parlare, parlare, parlare. Risulta assente, in ogni dove, un minimo di dinamica. La sceneggiatura è piatta, inutile e noiosa e, senza ombra di dubbio, tale ricchezza di difetti si riflette nel fumetto finito.
Sui disegni è discorso a parte. Bagnoli è scomparso l'anno scorso ed ha lasciato opere incompiute. "La minaccia di Allagalla" è stata pensata come un omaggio ad un suo lavoro giovanile "Il terrore di Allagalla" è, probabilmente, non poteva restare inedita. Si vede che i disegni sono in stile antico e, a volte, imprecisi, ma va bene così: Bagnoli è stato uno dei disegnatori che più hanno influenzato lo stile del BVZM e questo si accetta. Non si accetta lo schifo di lavoro svolto, senza eccessiva ombra di dubbio, da parte di Maurizio Gradin. L'inserimento inopportuno ed inappropriato di orrendi sfondi in computer grafica da il colpo finale all'oscenità perpetuata in questo albo. A parte lo scempio del Gradin: ma chi glielo ha permesso? Chi ha supervisionato questo albo e lo ha dato alle stampe? Chi?
Un omaggio ad Enrico Bagnoli si è rivelato uno dei peggiori albi di sempre.

Mi dispiace dirlo, ma 330 potrebbe essere un buon numero per smettere di comperare le biografie a fumetti di Martin Mystère.
Un cattivo usato, tra qualche mese, a uno o due euro è sempre meglio dello stesso cattivo nuovo a cinque.
Peccato.

lunedì 2 settembre 2013

Dylan Dog - L'odio non muore mai

Dylan Dog n°: 324
L'odio non muore mai
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giancarlo Alessandrini
Copertina: Angelo Stano

Starmouth. Britannia. Costa meridionale. Qui Dylan Dog si trova intrappolato in una bara d'acciaio senza la possibilità di uscirne. Il problema è ricordare come tutto ha avuto inizio. Ripercorrendo il filo dei ricordi ecco che gli sovviene alla mente quella ragazza mora che lo ha assunto, manifestazioni di una nebbia misteriosa, un'anziana donna con dei segreti e delle persone scomparse misteriosamente.
La situazione è critica, forse senza una via di scampo.

Con questo numero si chiude in ciclo per Dylan Dog. Si chiude con tale decisione da riportare a scrivere sulle pagine dell'albo anche Tiziano Sclavi. Certo non a scrivere una storia per la sua creatura, ma per fare un grosso in bocca al lupo al nuovo e giovane curatore della serie: Roberto Recchioni. Sclavi ci annuncia che qualcosa cambierà nella statica routine dell'inquilino di Craven Road numero 7. I cambiamenti non saranno solo per lui, ma anche per i comprimari a partire dallo stesso Bloch.
Si conclude, quindi, questo primo arco della vita dell'Indagatore dell'incubo e con Settembre 2013 ci sarà un reboot, come da tradizione delle case editrici americane e come già sperimentato dalla stessa Bonelli con Nathan Never.
Si conclude con questo albo che non è che sia tra i migliori dell'anno. Seppure disegnato con precisione e pulizia dal sempre bravo Giancarlo Alessandrini, di ritorno su queste pagine dopo tanto tanto tempo, la storia imbastita da Mignacco è lenta e pesante. Passaggi inutili si affastellano l'uno sull'altro, spiegazioni non richieste allungano il brodo di un albo che avrebbe potuto benissimo essere una storia breve e che invece è entrato a far parte della serie regolare.
L'ultima copertina fedele al vecchio corso di Angelo Stano è come spesso intensa ed evocativa. Un pregio per l'albo.

Tutto sommato è un bene che la Bonelli abbia deciso di cambiare corso ad uno dei suoi personaggi di punta. La situazione stagnava da parecchio tempo. Diamo fiducia al Rrobe e speriamo che la sua visione del figlio prediletto di Tiziano Sclavi ce ne restituisca una figura convincente in avventure di qualità.

martedì 20 agosto 2013

Martin Mystère - Protocollo Leviathan

Protocollo Leviathan
Martin Mystère 328
Periodicità: bimestrale
Soggetto e sceneggiatura: Sergio Badino
Copertina e disegni: Giancarlo Alessandrini

L'Oceano Pacifico ha i suoi misteri, è noto. Tra questo il più sottovalutato e meno considerato è quello che risiede nelle creature che lo abitano. Quando tentacoli enormi afferrano una nave turistica in gira sulla Fossa delle Marianne, però, l'attenzione di un vecchio combattente della seconda guerra mondiale viene risvegliata. Non esita a contattare Martin Mystère ed a confidargli che fin dall'epoca del conflitto un Leviatano, simile a quello descritto nella Bibbia, vive in quelle acque e che è stato usato sia da giapponesi che dagli americani per i loro scopi.
Il BVZM si imbarca in una missione che lo porterà in giro per il mondo per recuperare l'ultimo testimone della prima manifestazione del mostro ed a trovare un modo per fermarlo. Un aiuto inaspettato arriverà dalla collaborazione offertagli da un'oceanografa nippo americana in quel di Yokohama.

Un po' lunga ed intricata la vicenda imbastita da Sergio Badino, a memoria un esordiente sulla collana, è ricca di argomenti e di spunti interessanti. Si parte con le leggende legate al mondo biblico fino ad arrivare all'esplorazione delle figure dei Wind Talker Navajo utilizzati per le conversazione criptate durante la Seconda Guerra Mondiale da parte degli americani. Una sceneggiatura veramente ricca e curata, anche se a volte questo risulta essere un motivo di rallentamento per la narrazione.
I disegni di Alessandrini sono curati e pensati come sempre. Ogni volta che lo storico disegnatore prende in mano una storia del personaggio creato da Alfredo Castelli possiamo essere sicuri del sua massimo impegno. Certo gli possiamo trovare dei difetti, come in qualunque lavoro, ma non possiamo fare a meno di notare la cura che mette nei dettagli e la fantasia attiva che impiega.
La copertina è un classico originale che rende giustizia alla storia che si appresta a raccontare. Anche il risguardo ad opera di Castelli risulta intrigante e curioso, tanto da costringere il lettore a spendere il suo tempo per goderselo tutto.

Un'avventura tra intrigo e mare che vale la pena di essere letta. Sopratutto se state per affrontare una crociera nel Pacifico. Buon divertimento.

martedì 6 agosto 2013

Martin Mystère Speciale - Il segno di Venere

Speciale Martin Mystère N°: 30
Il segno di venere

Periodicità: annuale
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Rodolfo Torti
Copertina: Giancarlo Alessandrini


1769. Giugno. Il transito di Venere sul Sole. Un raro fenomeno astronomico che porta tutti gli astronomi del mondo alla sua osservazione ed alla registrazione di ogni dato. Uno di questi scienziati all'opera è Benjamin Franklin. Insieme a lui il suo assistente che non appena avvicina l'occhio la telescopio subisce uno shock tremendo.
Luglio 2013. Il comandante Tower è scomparso in modo incomprensibile da altrove. Martin Mystère viene invitato in una piccola cittadina a tenere una conferenza su un suo libro e qui trova i sosia delle persone che di solito incontra nel periodo estivo: Angie, che qui lavora come bibliotecaria, Dee e Kelly, che sono i migliori meccanici del luogo e qualcun altro.
Se da principio questi risultano essere curiose somiglianze però qualcosa non torna. L'istinto del Detective dell'Impossibile porta il BVZM ad indagare su quanto gli sta accedendo intorno ed, incredibile, ha qualcosa a che fare col suo passato di giovane studente.

Partiamo dalla bella copertina citazionista realizzata da Giancarlo Alessandrini, certo un'immagine abusata, ma rielaborata in modo gradevole.
La sceneggiatura di Recagno è semplice, ma con quel gusto nel nascondere gli indizi in giro per la storia che risulta piacevole alla lettura. Ottima l'idea di reinterpretare i co-protagonisti dello Speciale estivo del BVZM in chiave diversa, ma mantenendone i classi tratti distintivi. Buoni i parallelismi tra passato remoto, passato e presente del fulcro della vicenda. Sopratutto, una storia utile per imparare qualcosa di nuovo.
I disegni di Torti non possono essere che azzeccati e puntuali. Il disegnatore romano (classe 1947) non risente degli anni che passano e la sua mano è ancora una delle migliori per dare vita al personaggio creato da Alfredo Castelli 31 anni fa.

L'albo allegato, unico speciale di casa Bonelli a mantenere questa tradizione, è un crogiolo di storie brevissime basate sul concetto di assenza di un bene in uso quotidianamente in tutto il mondo. Interessante e catastrofico allo stesso tempo.

Quest'anno tutto molto piacevole e bene realizzato. Da leggere per divertirsi, distrarsi ed imparare.

martedì 18 giugno 2013

Martin Mystère - Gli abitatori del sottosuolo

Martin Mystère n. 327, bimestrale 
Gli abitatori del sottosuolo  
 
Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales
Disegni: Roberto Cardinale e Alfredo Orlandi
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Africa. Congo. Nazione devastata dalla guerra civile. Sulle televisioni di tutto il mondo, però, passa un'altra notizia. Il cadavere di un umanoide, con tutte le caratteristiche di essere nato e vissuto nel sottosuolo, viene rinvenuto dalle forze speciali dell'O.N.U. incaricate di mantenere l'ordine nella zona. Gli spettatori di tutto il mondo rimangono stupiti. Tranne Martin Mystère. Lui sa che quello mostrato sui teleschermi è il cadavere di uno degli abitatori del sottosuolo, discendenti dai nazisti rifugiatisi in caverne europee, da lui già incontrati in una grotta in Austria.
Il BVZM si reca con Diana a Vienna e, grazie a contatti nella polizia locale, riesce a sollevare il velo su alcuni misteri che lo porteranno nel cuore dell'Africa nera a rischiare la vita.

Paolo Morales, deceduto pochi mesi fa ancora giovane, è uno che sapeva dare senso alle sceneggiature. La sua storia, una delle ultime che aspettano di uscire sulle pagine della Casa delle Idee Milanese, è un buon motivo per leggere questo albo di Martin Mystère. Con delicata decisione tocca tasti, a diverso livello, nella coscienza del lettore. Se da un parte propone una bella storia di avventura che si dipana in tutto il mondo, dall'altra non si esime dal suo compito di denuncia. Attraverso il punto di vista dello spietato padrone d'azienda, puramente volto al profitto attraverso il risparmio, si entra nell'ottica del non riuscire a capire cosa sia veramente giusto o sbagliato. Tanto da lasciare anche perplesso e con incubi notturni finali il BVZM, che di acqua sotto i ponti ne ha vista passare. Interessante anche il modo dello scrittore di mettere in rilievo personaggi solitamente minori. Un ottimo esempio sono sia Diana, di cui parleremo dopo, e del poliziotto amico fraterno di Martin, Travis. Molta marginalità è stata data a Java, che sempre più sembra diventare un peso per gli autori. Pur di escluderlo, Morales, permette ad un giovane abitatore del sottosuolo di assurgere ad aiutante muto del BVZM per più di metà dell'albo. Forse l'albo Java addio era arrivato un po' presto, ma da lì il neanderthaliano non si è più ripreso.
Se non teniamo conto dell'elevato numero di imprecisioni che il duo Roberto Cardinale e Alfredo Orlandi commette quando realizza gli ambienti e ne cura i dettagli (cioè non li cura, buttando lì disegni a caso con oggetti che si spostano da una vignetta all'altra senza che nessuno li tocchi) allora i disegni sono di alto livello. Martin Mystère ringiovanisce ed i tratti del suo viso, nei primi piani, sono ben incarnati e dettagliati. Meritevole il lavoro svolto dal duo anche sulla palla al piede moglie del Detective dell'Impossibile. Dopo anni in cui Diana ha vissuto il ruolo di seconda algida str0n5a dopo quella originale comparsa fastidiosa, qui riesce a diventare utile e simpatica. Il duo ai pennelli riesce anche a donarle qualche chilo ed a renderla fisicamente interessante, persino sexy come mai nemmeno la buonanima di Castelli avrebbe pensato potesse essere. Come detto, però, il lavoro sui personaggi operato dai due disegnatori è sminuito da come hanno curato i fondali ed i dettagli di minore importanza. Dico, ci avete lavorato in due avreste dovuto stare più attenti. Peccato.
La copertina di Alessandrini è una bella idea. Peccato che con i nuovi colori i disegni non sembrano nemmeno più i suoi. Se a livello grafico è sempre bello vederlo all'opera è difficile abituarsi ad i nuovi toni pastello del giovane che ci mette i colori. Non lo so. Mi ci devo abituare.

Che dire. Una bella storia che restituisce, dopo le delusioni degli ultimi bimestri, la voglia di continuare a leggere le avventure del Detective dell'Impossibile creato più di 30 anni fa da Alfredo Castelli. I dubbi sulla tenuta della serie rimangono, ma la strada giusta è ancora in tempo per essere presa.

giovedì 2 maggio 2013

Martin Mystère - Il paradosso di Fermi

Martin Mystère n. 326, bimestrale 
Il paradosso di Fermi  
 
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Paolo Ongaro
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Il programma S.E.T.I. è attivo per la ricerca di forme di vita extraterrestri. Di notte, quando le interferenze terrestri sono più deboli, la possibilità di intercettare qualche segnale può essere maggiore, ma il personale in servizio presso i radiotelescopi è nettamente ridotto. Quando un astronomo riceve un segnale in codice binario dallo spazio la sua emozione è totale. Purtroppo, dopo la prima telefonata ad un vecchio professore dell'università, sia lo scienziato che il messaggio spariscono nel nulla nel giro di una notte.
Nello stesso tempo uno sconosciuto matematico è pronto a dimostrare la regola per identificare i numeri primi in pochissimo tempo, fenomeno matematico che sconvolgerebbe la nostra civiltà.
Il vecchio professore dell'astronomo, intanto, preoccupato, contatta un suo caro amico, Martin Mystère, ed il suo assistente, Java, e tutti insieme si mettono sulle tracce dello scomparso. Peccato che oltre a loro a percorrere gli stessi sentieri di indagine ci siano anche due gruppi armati molto pericolosi.

L'incipit della vicenda è intrigante: Enrico Fermi, la vita su altri pianeti, la comunicazione con specie aliene, un mistero matematico. Peccato che lo sviluppo della storia si evolva in una noia mortale. Un trama da sbadigli! Già l'elemento matematico, a cui gli sceneggiatori di Mystère ricorrono quando non hanno idee, è di una pesantezza assurda se poi lo prolunghi per più di 200 pagine e lo narri con la lentezza di un bradipo è ancora peggio.
Ulteriore macigno sulla fruibilità della storia sono i disegni di Paolo Ongaro. Il sessantenne illustratore veneziano torna dopo lunga assenza (dal 2011) sulle pagine del Detective dell'Impossibile con un prova pessima. Se sei un illustratore non è detto che tu debba per forza anche fare il disegnatore. I suoi personaggi sembrano omini del crash test, dopo l'incidente, che si muovo per vignette poco incisive e dettagliate. Le teste e gli arti dei personaggi assumono posizioni assurde che interdicono il lettore e lo distraggono e demoralizzano ulteriormente durante la lettura.
Ciliegina sulla torta è la caotica copertina di Alessandrini. Evidentemente, non avendo capito neanche lui molto bene la trama dell'albo a messo un po' di tutto, alla c@$$0. sperando che prendesse un senso dopo la lettura dell'albo. Nonostante il disegno curato ed i colori luminosi la prova del copertinista ufficiale della serie è insufficiente e non salva la pessima opera allestita da Mignacco e Ongaro.

A memoria Mignacco sembra essere un po' fuori forma, speriamo che si riprenda presto. Ongaro è meglio che torni alle sue illustrazioni, anche per la Cina (come si vanta sul suo sito internet) e che ci rifletta bene prima di fare sprecare soldi ai lettori di Martin Mystère. Il passaggio a vuoto di Alessandrini ci sta, dopo tanti decenni senza sbagliare un colpo.

Se volete avvicinarvi a questo personaggio Bonelli per la prima volta sappiate che questo non è il mese migliore, anzi forse proprio il peggiore da anni.
Se siete affezionati lettori lo accetterete.
Se siete indecisi verso quale fumetto della vostra collezione tagliare per risparmiare qualche soldo questo albo può ghigliottinare Martin Mystère.
Comunque una boiata.

mercoledì 27 febbraio 2013

Martin Mystère - Voci dal passato

Martin Mystère n. 325, bimestrale 
Voci dal passato  
 
Soggetto e sceneggiatura: Alfredo Castelli
Disegni: Giulio Camagni
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Una busta chiusa. Un cd misterioso. La voce del padre di Martin incisa sopra. Questa sequenza di eventi porta il BVZM ad  intraprendere con la memoria un nostalgico viaggio all’indietro nel tempo. Martin, con l'aiuto del fido Java e la compagnia di Diana, si getta sulle tracce lasciate da suo padre prima di morire. L'indagine lo porterà a scoprire l'esistenza di un oggetto impossibile grazia al quale, già dai tempi di Ipazia, si sarebbero potute preservare testimonianze della storia passata, senza l'utilizzo di testi scritti od immagini. La sua ricerca oltre a portare alla luce nuovi dettagli del passato del padre e della sua collaborazione con gli Uomini in Nero porrà l'attenzione di Martin Mystère su un geniale studioso del XVII secolo: Athanasius Kircher.

La parte positiva di questo albo? L'inseguimento in macchina, stile Transporter, a metà albo.
La parte negativa? Tutto il resto. Capisco l'esigenza di Castelli di porre basi per nuovi spunti narrativi per sè e per gli altri autori dell'albo bimestrale di casa Bonelli, ma, stavolta, ha voluto strafare. A me piacciono i fumetti dal testo denso. Ammetto che Watchman è da anni su una mensola e non l'ho ancora letto, ma solo perché non ho ancora trovato come dedicargli il tempo che merita. Questo albo, però, risulta eccessivamente verboso, persino per un prolisso logorroico come la buonanima di Alfredo Castelli. Tante parole, tanti concetti ripetuti più volte, come per riempire buchi di sceneggiatura, che affossano una trama creata su un oggetto altamente improbabile costruito nell'antica Grecia. Castelli sembra non ritrovarsi con i personaggi che ha creato 30 anni fa. Martin, come detto, persino troppo verboso, Java un inutile comparsa, Diana una petulante rompiballe (come agli albori), un contorno di situazioni poco chiare (un personaggio telefona a Martin ammettendo di non sapere perché lo ha fatto, il massimo) e degli Uomini in Nero eccessivamente svagati.
La scelta del disegnatore peggiora, se possibile, la situazione. Camagni ha una tecnica sua. Graffiata, anticata, vecchio stile. Accostare il suo tratto ad un testo così pesante di Castelli non fa altro che appesantire ulteriormente un albo. Disegnatore di lungo corso sulla testa Bonelli Napoleone, seria nata dalla fantasia di Carlo Ambrosini, ha un tratto molto realistico. Sinceramente lo stile del disegno utilizzato e l'eccessiva inconcludenza delle storie, sono le ragioni del mio abbandono della lettura della serie investigativo onirica dedicata all'albergatore svizzero. Per la prima volta da tanti anni ho rivissuto la stessa sensazione di insulso spreco di tempo di quei momenti. Tanto affossante da permettermi di leggere poche tavole per volta e da farmi pensare, più e più volte, di abbandonare l'albo.
Data la trama era difficile anche realizzare una buona copertina. Se graficamente è impeccabile, come tutti i lavori di Alessandrini, mi rammarico dell'effimeratezza del soggetto che poco vuole dire.

Tanto scoramento non lo provavo dai numeri precedenti a La Guerra dei Mondi di Nathan Never. Il reboot della serie è stato un'ottima scusa per abbandonare le avventure dell'investigatore del futuro al loro destino. Spero, sinceramente, in un miglioramento qualitativo delle storie del BVZM, personaggio a cui sono molto affezionato, per non dover salutare anche lui.

mercoledì 19 dicembre 2012

Martin Mystère - La fine del mondo


Martin Mystère n. 324, bimestrale
La fine del mondo
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Sergio Tuis con la collaborazione di Giovanni Romanini
Copertina: Giancarlo Alessandrini

E' la fine del mondo. Come i Maya avevano predetto, il 21 Dicembre 2012 sul pianeta Terra anomalie naturali stanno causando disastri. Martin Mystère, Diana e Java vengono prelevati dalla sede dell'ABC ed imbarcati su un'aereo militare su ordine del Colonnello Trag dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Con loro un medioevalista, una psicologa ed un matematico.
Un problema ai comandi, a seguito di un'aurora boreali nei cieli americani, obbliga il pilota dell'aereo ad un atterraggio d'emergenza su una strada statale. Per trovare aiuto il gruppo di militari e civili raggiunge un paese nelle vicinanze.
Non è tutto come sembra, però.

Partiamo dalle cose belle. La copertina di Alessandrini è evocativa, intensa ed i colori di Alessandro Muscillo sono perfettamente azzeccati. Seconda e terza di copertina ospitano uno studio di casa Mystère compuntamente devastato dalla catastrofe. L'approfondimento di Castelli alla fine dell'albo è interessante, anche se un po' ripetitivo. L'elogio al biografo del BVZM è, comunque, d'obbligo.
Arriviamo alle cose brutte. La storia di Mignacco è quanto di peggio abbia letto sulle pagine dell'Investigatore dell'impossibile da qui ad anni nel passato. Una storia noiosa, scontata, pesante e palesemente inutile.
Sergio Tuis con la collaborazione di Giovanni Romanini, si mettono in due ad appesantire, ulteriormente, la storia con disegni statici, incostanti ed imprecisi. I personaggi (tra cui lo stesso protagonista) cambiano fisionomia, età e caratteristiche del viso da una vignetta all'altra. Solo a guardare l'orribile sorte a Diana (personaggio pedante già di per sé) c'è da rimanere stupiti dalla scarsa attenzione prestata dai disegnatori.

Gli evidenti riferimenti a The Mist, Falling Skies, Jericho non salvano la storia che si rivela essere una delusione completa ed a tutto tondo.

Il modo peggiore per concludere l'anno sul bimestrale dedicato all'ignoto di casa Bonelli

mercoledì 5 dicembre 2012

Almanacco del mistero 2013

Almanacco del Mistero 2013
I cavalieri di Oz
Soggetto e sceneggiatura Alfredo Castelli
Disegni Alfredo Orlandi
Copertina Giancarlo Alessandrini

L'Almanacco del Mistero, come gli altri Almanacco di casa Bonelli, è qualcosa di più di un semplice albo a fumetti. E' una finestra sul mondo del Mystero che e si apre mostrando diversi punti di vista. Si va dai consigli letterari a quelli cinematografici. Se i primi li ho trovati interessanti, con i secondi sono in completo disaccordo: come si può preferire l'ultimo Spiderman al capitolo conclusivo della trilogia di Batman? Si affrontano telefilm e videogiochi e si leggono dossier interessanti. Bello ed approfondito, sul fenomeno cinematografico dell'anno prossimo, è il primo dossier dopo la storia a fumetti: Oz. Un piccolo malloppo di pagine che affronta la vita dell'autore che ha dato vita al magico mondo della fantasia, Baum, ed alle meraviglie da lui create. Di rilevante interesse anche il secondo capitolo di questa sezione, quello dedicato Alejandro Jodorowsky. L'autore del servizio ci guida alla scoperta di un personaggio eclettico e curioso. Amico di Marcel Marceu, autore teatrale, cinematografico, pittore, artista completo. La lettura del dossier fa venire voglia di recuperare tutti i suoi film in DVD, vedere El Topo deve essere esaltante, ammesso che siano disponibili in Italia. La speranza che i canali televisivi dedicati alla cinematografia gli dedichino serate a tema è alquanto remota, almeno credo.
La storia a fumetti di quest'anno è dedicata ad un fenomeno realmente diffuso nel mondo, molto conosciuto dai nerds dei comics, ma poco pubblicizzato sui media: i Real Life Super Heroes. Persone assolutamente comuni che si mascherano da super eroi e si dedicano ad aiutare la comunità nella quale vivono, assumendosi rischi, oneri ed onori (minimi). Nella storia scritta da Alfredo Castelli qualcuno rapisce questi super eroi reali, le sparizioni sono arrivate già a tre in pochi giorni. La comunità dei personaggi mascherati decide, allora, di chiedere un aiuto all'esterno della sua cerchia. La scelta dei membri ricade su Martin Mystère. Lo Spaventapasseri e l'Uomo di Latta si recano nella sua casa di New York per convincerlo a dedicarsi alla loro causa. Gli scomparsi sembrano avere un fattore in comune: tutti avevano sognato di vivere nel Mondo di Oz. Martin, che di mondi strani ne ha ben visti, e Java, con l'aiuto di Altrove si recano nel Mondo di Oz per recuperare i Real Super Heroes rapiti, trovandosi al centro di una lotta al potere senza precedenti.
La sceneggiatura di Castelli mette in luce molti aspetti del mondo fantastico di Oz, anche quelli sconosciuti ai più, ed intriga per bene. Peccata che, a volte, sembra che lasci qualche capo sospeso senza essere annodato saldamente alla trama.
I disegni sono di un omonimo di Castelli, Alfredo Orlandi mette a disposizione la sua mano e la sua arte per ricreare, nel pieno stile della serie bonelliana, luoghi e personaggi tratti dai libri che lo sceneggiatore ha tirato in ballo. La resa dei personaggi principali, lo stile ed il ritmo narrativo della storia ben si inseriscono nel canone della serie regolare di Martin Mystère. Questa storia non sarebbe sfigurata nella cronologia bimestrale delle avventure del Detective dell'Impossibile.
Come sempre la copertina dell'albo è di Giancarlo Alessandrini che, con il suo apprezzato classico tratto, fa il verso al celebre film dedicato al mondo di Oz con Judi Garland del 1937.

Una lettura raccomandata anche ai non amanti del mystero puro e semplice. Tante notizie utili e curiose che possono far nascere qualche spunto per aumentare la propria cultura personale.

martedì 30 ottobre 2012

Martin Mystère - I trentasei giusti

Martin Mystère n. 323, bimestrale
I trentasei giusti
Soggetto e sceneggiatura Carlo Recagno
Disegni Rodolfo Torti
Copertina Giancarlo Alessandrini

I trentasei giusti sono le persone grazie alle quali Dio non distrugge il mondo, nonostante sia corrotto e spregevole. I trentasei giusti non sanno di esserlo e non sanno chi oltre a loro sia stato scelto per ricoprire questo ruolo. L'omicidio di un medico altruista, buono e generoso, da parte di un'organizzazione misteriosa che ha voluto simulare un incidente, pone fine alla vita di uno di questi trentasei. Ora Kut Humi, mentore di Martin Mystère e reggente di Agharti, deve mandare un emissario sulla Terra per trovare, entro sette giorni, il successore del giusto ucciso. Sulla sua strada, però, si frappone l'organizzazione segreta che ha già deciso chi dovrebbe diventare il trentaseiesimo giusto: il figlio del capo della setta, che ha organizzato questo evento da tre generazioni.
Ovviamente Martin Mystère avrà un ruolo in tutto questo.

La storia di Recagno sviluppa nel lettore due sentimenti. Il primo è quello di interesse nel mito e nel mistero che vengono proposti nell'avventura bimestrale, buono. Il secondo è un immenso senso del già visto e sentito che pervade tutta la vicenda, male. Seppure ben sviluppata ed intrigante non si può far a meno di osservare come, per chi abbia una buona base di trame di film horror e misteriosi alle spalle, quest'avventura del Detective dell'Impossibile sia qualcosa di ridondante e come questo distragga durante la lettura.
Ai disegni dell'albo Rodolfo Torti. Ritmo e disegno pulito, classico e preciso sono la sua forza in questo albo. Le sue vignette scorrono via veloci ed intese ed il lettore si lascia trascinare nella narrazione, sopperendo al senso di dejà vù che lo avvolge.
La copertina di Alessandrini gode di colori intensi e di ombre misurate. Scenograficamente imponente è misteriosa ed accattivante nello stesso tempo, anche se non lascia trasparire grandi suggerimenti sulla trama dell'albo.

Non un pessimo prodotto, come mai potrebbe esserlo un'avventura di Martin Mystère? Ma se fosse stato realizzato in modo più originale avrebbe raccolto un mio maggiore plauso.

lunedì 27 agosto 2012

Martin Mystère - Congiura nei cieli

Martin Mystère n. 322, bimestrale 
Congiura nei cieli  
 
Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno
Disegni: Esposito bros.
Copertina: Giancarlo Alessandrini  
 
Le scie chimiche sono un grande mystero che preoccupa la popolazione mondiale. Dietro ai misteri c'è anche chi ci campa. Sebastian Holtz è un conduttore radiofonico di provincia che da spazio ai cittadini che credono nel complotto dietro alle Chemtrials (le scie chimiche, appunto). Il più battagliero dei suoi ascoltatori è Guerriero Blu. Tanto battagliero da portare le sue tesi fino a New York, all'attenzione di Martin Mystère. Le argomentazioni sono talmente assurde che, persino, il BVZM non riesce a prenderle sul serio. A seguito di una trasmissione televisiva, nella quale Martin ospita Sebastian Holtz, però, il Guerriero Blu impazzisce e commette un strage.
A seguito della suo morte, Martin viene contattato da un soggetto particolare che gli chiede aiuto per verificare di non essere paranoico. L'entrata in scena degli uomini in nero, però, cambia le carte in tavola e l'Investigatore dell'Impossibile ed il suo fido assistente prendono in mano le redini del, pericoloso, gioco.

L'idea di Recagno di prendere il toro per la coda anziché dalle corna non è male. I complottisti e tutto il resto, quanti di noi non han mai pensato che tali teorie fantastiche, anche se con un fondo di realtà, non siano studiate da qualcuno che vuole nascondere qualcosa di più grosso. Nel piccolo del nostro Paese questo lo abbiamo sperimentato più volte: notizie di secondo piano gonfiate per far passare sotto silenzio eventi che interessano uomini politici o potenti.
Qui, l'autore prende in considerazione il diffuso e pericoloso tema delle scie chimiche e mette Martin nei panni dello scettico per eccezione, come neanche Dylan Dog è nei confronti nei casi presentatigli dalle sue clienti.
I disegni degli Esposito Bros. sono, come sempre, ineccepibili e ricchi di dettagli. Quelle che mi lascia sempre un po' spiazzato sono le forme che acquistano i protagonisti. Se Diana ci acquista in gnoccaggine e Java rimane per lo più se stesso, Martin diventata un culturista col passato da nuotatore di 100 mt stile libero da record del mondo. Una volta che ci si abitua alla nuova conformazione fisica tutto scorre meglio.
La copertina di Alessandrini non è un capolavoro, non è azzeccatissima, ma ci sta.
Novità anche a pagina due e tre dove lo studio di Martin viene incorniciato in un iPad, per promuovere l'app dedicata al protagonista del fumetto in uscita a settembre sul tablet di casa Apple.

Un punto di vista di verso su un mistero che, sopratutto nelle belle stagioni, tutti notiamo alzando il naso al cielo.