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lunedì 6 marzo 2017

Anatomy Award 2017 - V.M. 14






Questo post non è adatto ai V.M.18. Non contiene niente di scandaloso, ma alcune immagini potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Perciò, a scanso di equivoci, non leggetelo e sopratutto non guardate le foto. Fermatevi adesso. 


Andate avanti sotto la vostra resposabilità.

Io vi ho avvisati. Non fate gli gnorri.



Devo ammettere che i premi alternativi agli Oscar, i Razzie, quest'anno non mi hanno particolarmente entusiasmato. Così son andato in giro per la rete ed ho scoperto che esiste un premio più piccante per gli appassionati cinema, si tratta degli Anatomy Awars. Il premio ideato dal sito Mr. Skin raggiunge la maggiore età, con la sua diciottesima edizione, e decidiamo di festeggiarlo dandogli un po' di spazio.
Per i non addetti ai lavori, di che premi parliamo? Vengono premiate le attrici femminili che si sono distinte per i loro attributi fisici nelle pellicole che hanno interpretato.
Abbiamo, così, il premio per migliore sedere (Keri Russel), miglior seno (Eline Powell) ed altri. Per esempio, la miglior serie tv è stata Westworld (come poteva non esserlo), ma è stata Games of Thrones a portarsi a casa due premi. Il primo, appunto, con Eline Powel ed il secondo con Emilia Clarke come migliore donna avvolta dalle fiamme. Tra questi premi troviamo nomi famosi anche da noi come Malina Akerman, che vince nella categoria miglior cosa a tre, Ellen Page, migliore coppa A, ed abbiamo il ritorno di Lisa Bonnet (i Robinson ed Ascensore per l'Inferno). Non dimentichiamo la migliore coppia di donne innamorate con Rooney Mara (Prometheus e la Lisbet Salander di Hollywood) e Cate Blanchett.

Come nei veri premi Oscar, anche l'Italia ha portato a casa un premio. Grazie al suo talento di Monica Bellucci si è aggiudicata la statuetta per miglior nudo over 50.

Il premio più simpatico? Il migliori fossette sul sedere assegnato ad Hannah Murray.

Quello più lieto? Miglior nudo frontale a Olivia Wilde.

Sotto la lista completa dei vincitori, con qualche foto. Tenete lontani i bambini.


Premio alla carriera: Penelope Cruz.
Breast Picture: White Girl


Best TV Show: Westworld
Best Breasts: Eline Powell in Game of Thrones
Best Full Frontal: Olivia Wilde in Vinyl
Best Over 50: Monica Bellucci in Mozart in the Jungle
Best Lesbian Scene: Rooney Mara & Cate Blanchett in Carol
Best Butt: Keri Russell in The American
Nude Debut: Ashley Greene in Rogue
Best Threesome: Kate Micucci & Malin Akerman in Easy


Best Flame Broiled Whoppers: Emilia Clarke in Game of Thrones
Best Butt Dimples: Hannah Murray in Bridgend
Best A-Cup All Star: Ellen Page in Into the Forest


Best Bath into the Sea: Minka Kelly
Best Barnyard Plow: Aubrey Plaza in Mike & Dave Need Wedding Dates

Best Doggy Style: Lisa Bonet in Ray Donovan


Best Debut: Taylor Marie Frey
Best Money Shot: Riley Keough in the Girlfriend Experience

Best Cleveland Streamer: Svenja Jung in Fucking Berlin

Most Mufftastic Merkin: Sugar Lyn Beard in Mike & Dave Need Wedding Dates
Best Squirting Scene: Jennifer Krukowski in Total Frat Movie
Best Public Nudity: Chelsea Handler in Chelsea Does

giovedì 14 novembre 2013

Cowboys & Aliens

Arizona. 1873. Nel bel mezzo del deserto americano un uomo senza memoria e ferito si risveglia. Al suo polso è  assicurato uno strano bracciale di foggia e materiali mai visti. Grazie ad un colpo di fortuna, chiamiamolo così, riesce a recuperare un cavallo e vestiti puliti ed a cavalcare verso la cittadina di Absolution. Qui, dopo aver ricevuto le prime cure da un prete, minacciato da un bullo lo mette a tappeto ed i due vengono messi in cella per la notte in attesa di essere trasferiti alla prigione federale.
A notte inoltrata arriva la diligenza che li dovrà portare a destinazione, ma qualcosa di strano solca i cieli della cittadina. Gli abitanti vengono rapiti da delle astronavi. Tra loro lo sceriffo, la moglie de proprietario del saloon ed il compagno di cella dello straniero, Percy Dolarhyde figlio del proprietario terriero da cui dipende il benessere economico di Absolution. Nella bagarre notturna il bracciale dello straniero, Jake Lonergan, inizia ad animarsi ed a sparare potenti raggi di energia, abbattendo le navi nemiche. Le navi cadute sfornano demoni antropomorfi all'apparenza imbattibili.
Alla fine della battaglia un gruppo di cittadini decide di andare a recuperare i rapiti, tra di loro la misteriosa Ella Swenson.

Una boiata pazzesca. Ci hanno messo dentro: gli alieni, gli indiani d'America, gli assalti alla diligenza, il buono cattivo ed il cattivo buono. Una macedonia insapore che ha l'ingrato compito di ricoprire di noia lo spettatore. E dire che la storia non è originale. Gli sceneggiatori Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof (Lost, Star Trek e molto altro dei recenti successi di Hollywood), Hawk Ostby, Mark Fergus si sono messi a lavorare sul fumetto di Scott Mitchell Rosenberg. Se il fumetto è debole perché lo scegli per produrre un film? Se è forte e vedi che il film sta venendo una boiata perché non ti fermi e ripensi qualcosa? Voglio dire i produttori sono, tra gli altri, Ron Howard e Steven Spielberg mica gli sprovveduti della corriera.
Passando al livello recitativo. Daniel Craig, protagonista della pellicola, riesce ad usare ancora meno espressioni di quante ne abbia messi in atto Kristen Stewart in Twilight; ed è record! La svogliatezza di recitare in questo film ha la faccia di Harrison Ford. Piacione di se stesso, penso cosciente di essere capitato in un film per il quale percepisce un bel mucchio di quattrini, se ne sta sullo schermo a fare faccioni ed a sparare ai cattivi. Il doppiaggio italiano, poi, ci mette il carico fornendogli una voce a dir poco improbabile. L'unica che si salva è Olivia Wilde, ma solo perché è Olivia Wilde.
Ulteriore capitolo negativo è la regia di Jon Favreau. Il regista dei primi due Iron Man, produttore del terzo, regista e fautore del successo di Kick Ass, qui toppa. Anche lui, adesso, ha uno scheletro da nascondere nell'armadio, un film del quale vergognarsi e del quale chiedere scusa. Non si capisce perché. pur credendoci, a parole, nel progetto, butta lì una regia anonima e sciapa che non fa altro che ricalcare e rafforzare i luoghi comuni che la sceneggiatura gli propone.

Un film a dir poco inutile e fastidioso. Uno spreco di energie creative e soldi. Vale giusto la pena vederlo se passa in tv. Ma anche no.

Titolo originale Cowboys & Aliens 

Paese di produzione USA 
Anno 2011 
Durata 118 min; 135 min (director's cut) 
Genere fantascienza western 

Regia Jon Favreau 

Soggetto dal fumetto di Scott Mitchell Rosenberg 
Sceneggiatura Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Hawk Ostby, Mark Fergus 
Produttore Ron Howard, Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Scott Mitchell Rosenberg 
Produttore esecutivo Steven Spielberg, Denis L. Stewart, Karen Johnson, Daniel Forcey, K.C. Hodenfield 
Casa di produzione Imagine Entertainment, DreamWorks SKG, Kurtzman/Orci, Platinum Studios 
Distribuzione (Italia) Universal Pictures 
Fotografia Matthew Libatique 
Effetti speciali Industrial Light & Magic 
Musiche Harry Gregson-Williams 
Scenografia Scott Chambliss 
Costumi Mary Zophres 

Interpreti e personaggi 
Daniel Craig: Jake Lonergan
Abigail Spencer: Alice
Buck Taylor: Wes Claiborne
Matthew Taylor: Luke Clairbone
Cooper Taylor: Muse Clairbone
Clancy Brown: Meacham
Paul Dano: Percy Dolarhyde
Chris Browning: Jed Parker
Adam Beach: Nat Colorado
Sam Rockwell: Doc
Ana de la Reguera: María
Noah Ringer: Emmett Taggart
Brian Duffy: Poliziotto
Olivia Wilde: Ella Swenson
Keith Carradine: Sceriffo John Taggart
Harrison Ford: Col. Woodrow Dolarhyde
Brendan Wayne: Charlie Lyle
Gavin Grazer: Ed
Toby Huss: Roy Murphy
Wyatt Russell: Piccola Mickey
Kenny Call: Greavey
Walton Goggins: Hunt
 
Doppiatori italiani 
Francesco Prando: Jake Lonergan
Luigi La Monica: Col. Woodrow Dolarhyde
Riccardo Rossi: Doc
Myriam Catania: Ella Swenson
Emiliano Coltorti: Percy Dolarhyde
Gianni Giuliano: Meacham
Antonio Palumbo: Sceriffo John Taggart
Francesco Bulckaen: Nat Colorado
Ilaria Stagni: María

mercoledì 19 gennaio 2011

Tron - Legacy

Sette anni dopo la sua prima immersione nel cyberspazio, avvenuta nel 1982, Kevin Flynn è ora il presidente della ENCOM, la società informatica per la quale lavorava. Lo scopo della sua vita è quello di realizzare un mondo nel quale programmi informatici e persone fisiche possano unirsi per dare vita ad una società perfetta. Una notte, però, dopo essere andato a lavorare nella sua vecchia sala giochi, Flynn non fa più ritorno a casa. Lascia suo figlio, già orfano di madre, ai nonni ponendogli sulle spalle il peso di essere l'azionista di maggioranza della società.
Vent'anni dopo. Sam Flynn, come ogni anno, raggiunge la ENCOM Tower e ne hackerizza i server per distribuire online gratuitamente il nuovo sistema operativo creato dalla sua azienda, a dispetto del consiglio di amministrazione.
La notte seguente, una volta uscito di galera, Sam riceve la visita del vecchio amico di suo padre, suo tutore, membro del consiglio di amministrazione, Alan Bradley che gli comunica di aver ricevuto, sul suo vecchio cercapersone, una chiamata dal telefono dell'ufficio della vecchia sala giochi di Kevin. Sam, tra l'incerto e lo stupefatto, si reca nella sala giochi del padre per cercare di capire come mai e scopre, dietro ad un vecchio coin up di Tron, un accesso al laboratorio segreto del padre. Una volta raggiunta una postazione informatica inizia a trafficare e si ritrova catapultato nel mondo digitale.
Dopo tanti anni un creativo torna ad entrare nel mondo dei programmi e la sua vita non è facile da subito. Verrà catturato, messo nell'arena del Lancio del Disco, a gareggiare con i Cicli Luce ed incontrerà Clu 2.0, la routine informatica creata da sua padre a sua immagine e somiglianza per rendere perfetto il mondo, che, dalla sua posizione di dominio, lo vorrà usare per trovare Kevin Flynn ed uscire nel mondo esterno.
Durante la gara coi Cicli Luce, in un momento di difficoltà, viene salvato da Quorra, un misterioso programma dall'aspetto femminile, che lo porta ad incontrare il suo vero padre.
Da qui, i tre, cercheranno di anticipare le mosse di Clu 2.0, in cerca di una via per uscire dal "La Rete" per completare il suo programma e rendere perfetto il mondo esterno (decretandone la fine), nel raggiungere il portale usato da Sam per accedere e ritornare nel mondo reale.

Tron. 1982. Il primo film girato con effetti speciali in computer grafica associa una storia sentimentale alla visione di un mondo sconosciuto ai più: programmi, routine, schede madri, sistemi di controllo e dei vincoli di interazione tra loro. Scarso successo cinematografico, un enorme successo negli anni decretato dagli appassionati di genere, dai nerd e dalle nuove generazioni.
Tron: Legacy. 2010. Son passati trent'anni dal primo capitolo di questa storia ed è cambiata la società pronta ad accoglierlo. Se negli anni '80 del secolo scorso eravamo in pochi a conoscere l'informatica, oggi chiunque ha a che fare con un computer, con uno smartphone, con internet ed è più semplice capire quello che si vede sullo schermo gigante. Il mondo reale, nella sceneggiatura realizzata, è marginale. Serve a svolgere la parte amarcord del film, farlo apparire un sequel. Ci sono luoghi, inquadrature, musiche, cognomi, personaggi e situazioni che si rifanno al primo capitolo e permettono all'appassionato di sentirsi a casa. Il mondo virtuale è la vera ambientazione concepita dalla mente dell'esordiente, al cinema, regista di videoclip Joseph Kosinski (ambientazione che per la verità deve molto alle verticalizzazioni architettoniche dei vari Star Wars, alla grafica delle interfacce informatiche nella Next Generation di Star Trek). Un mondo informatico, La Rete, spaccata in due: la città luminosa nella quale domina Clu 2.0, per perseguire il suo scopo, e la zona esterna brulla e desolata nella quale si è rifugiato Kevin Flynn.
Una trama che include, evolvendo i concetti del primo film, riferimenti religiosi intensi: la rivolta del prediletto, creato ad immagine e somiglianza, al suo creatore, la nascita autonoma di nuove forme di vita, la meditazione zen e la comunione con la natura della Rete. Quello che si potrebbe riassumere come una vittoria della spiritualità in quello che dovrebbe essere solo un mondo materiale e programmato.
A corollare tutto una intensa colonna sonora creata dai Daft Punk, protagonisti di un cameo nella pellicola, che rende l'esperienza di questo film un percorso completo sia sotto il punto di vista audio che da quello video.
Se lo spettatore si aspettava il ruolo di Jeff Bridges relegato ad un cammeo si vedrà disatteso. Se il giovane Garrett Hedlund è il protagonista, il buon vecchio Jeff interpreta i due ruoli contrapposti di Kevin Flynn, molto vicino ad uno Jedi stile Ben Kenobi, e del deciso Clu 2.0, giovane come trent'anni fa grazie alla computer grafica. Gli altri coprotagonisti si rivelano all'altezza del loro compito: Olivia Wilde è Quorra, protetta di Kevin Flynn, ingenua e curiosa, Michael Sheen ha il doppio ruolo di Castor/Zuse, nel quale riversa diabolicità ed umorismo incrociando l'Enigmista di Batman allo Charlot di Charlie Chaplin.
Chi ha visto la versione 3D parla di un'esperienza più intensa rispetto a quella di Avatar, più essenziale meno tecnicistica, nella quale la terza dimensione visiva è utilizzata durante l'esperienza all'interno del mondo informatico e non nelle scene ambientate nella nostra realtà (ricordando un po' il "Mago di Oz" degli anni '50 del secolo scorso, nel quale era il colore a rendere diverso il mondo della fantasia dal bianco e nero di quello da cui proveniva Dorothy).

Due ore intense di un film leggero che lascia, però. riflettere sul mondo in cui viviamo oggi e la sua dipendenza dalla tecnologia. Una tecnologia che potremmo non comprendere fino in fondo e che ci potrebbe riservare delle sorprese in futuro.

Da vedere, in 3D o 2D, dopo aver dato almeno una scorsa veloce al film originale, per meglio apprezzare i riferimenti.

Titolo originale Tron: Legacy
Lingua originale Inglese
Paese USA
Anno 2010
Durata 127 min.

Genere azione, fantascienza
Regia Joseph Kosinski
Soggetto sceneggiatura originale di Brian Klugman e Lee Sternthal
Sceneggiatura Adam Horowitz, Edward Kitsis, Brian Klugman, Lee Sternthal

Casa di produzione LivePlanet, Walt Disney Productions

Effetti speciali Quantum Creations FX
Musiche Daft Punk
Scenografia Darren Gilford
Costumi Michael Wilkinson

Interpreti e personaggi
Jeff Bridges: Kevin Flynn/Clu 2.0
Bruce Boxleitner: Alan Bradley/Tron
Garrett Hedlund: Sam Flynn
Olivia Wilde: Quorra
Michael Sheen: Castor/Zuse
Cillian Murphy: Edward Dillinger, Jr.
James Frain: Jarvis
Beau Garrett: Jem
Anis Cheurfa: Rinzler

Doppiatori italiani
Rodolfo Bianchi: Kevin Flynn / Clu 2.0
Luca Biagini: Alan Bradley / Tron
Andrea Mete: Sam Flynn
Laura Lenghi: Quorra
Christian Iansante: Castor / Zuse