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giovedì 16 maggio 2019

Ut - La serie completa

Ut - La serie completa

Soggetto e Disegni Corrado Roi 

Sceneggiatura Paola Barbato 

Editore Sergio Bonelli editore 
1ª edizione 25 marzo 2016 – 24 agosto 2016 
Periodicità mensile 
Albi 6 (completa)  

Prezzo: 4€ regular, 5.5€ Variant

Dopo la scomparsa dell’Uomo, quel che resta del pianeta è popolato da nuove specie antropomorfe, governate solo dai loro bisogni primordiali. UT è una creatura elementare, feroce e infantile, i cui compiti sono cercare insetti per l’entomologo Decio e sorvegliare un’antica mastaba. Da lì, un giorno, emerge accidentalmente un individuo diverso da tutti gli altri, Iranon, enorme, frastornato e privo di memoria. Decio incarica UT di non perderlo mai di vista, perché “è il solo esemplare della sua specie”. La comparsa di Iranon, però, non è passata inosservata, e gli equilibri faticosamente conquistati inizieranno a saltare…
Nella ricerca di tracce del proprio passato, Iranon conosce Labieno, uno scultore genetico che crea opere d’arte in parte vive. Questi gli chiede aiuto, in cambio di informazioni su Hog e sulle Case, e convince lui e Ut a mettersi sulle tracce di un misterioso vandalo che deturpa le sue creazioni. I due vengono così in contatto con alcune opere d’arte viventi, i cui tormenti influenzano entrambi, anche se in maniera totalmente diversa. Per poter ottenere le informazioni di Labieno dovranno affrontare i nemici dello scultore e salvare dalla follia un misterioso cancello animato…
Ut e Iranon fanno la conoscenza di Iv, Hor e Tommasa, che salvano da un’imboscata. Si uniscono alle tre, che li conducono nelle Vie dei Pensieri, consentendo loro di accedere al Periekon, il luogo nel quale vivono reclusi quindici filosofi che condividono un unico pensiero. Lì Iranon viene condotto da Gau, colei che li comanda e che custodisce alcune reliquie che riguardano Hog, l’architetto genetico. Iranon crede di aver ricevuto informazioni preziose, ma ben presto gli diventa chiaro che qualcuno sta cercando di manipolarlo, poiché in quel luogo viene nascosto un segreto…
Riemerso dalla terra e fatto prigioniero dalla specie dei Talpini, Caligari viene inaspettatamente liberato da Decio. L’entomologo gli racconta della comparsa dell’originale di Iv, la cui presenza preoccupa lui stesso e Gau, intimandogli di risolvere al più presto la situazione. La prima reazione di Caligari è di aizzare le Vie della Fame contro Iranon e Ut. I due subiscono a loro volta l’influenza della nuova arrivata, che, sebbene ancora stordita dall’improvviso risveglio, sembra conoscere cose che nessuno sa, come la Fiaba che Ut racconta a Yersinia per nutrirla. Questo sarà il primo segnale che le cose stanno inesorabilmente cambiando…
Iranon e Ut costringono Iv a portarli nelle Vie della Fame sino all’ingresso segreto delle Case, che si trova nell’abitazione dove viveva Yersinia. Ma non appena entrati un imprevisto fa rimanere indietro Ut insieme a Leopoldo, così che dovrà affrontare il suo percorso completamente da solo. La Casa, nella quale si sono fuse tutte le altre, sembra accoglierlo bene, fino a quando una reazione brusca di Ut non ne scatena il panico, dato che è terrorizzata da ogni forma di violenza. E proprio la violenza in cui inevitabilmente sfocia il percorso di Iranon e Iv farà precipitare le cose.
Si giunge alla resa dei conti tra le Case e Iranon, che finalmente, dopo lunghissima ricerca, avrà modo di ricordare il proprio passato e la ragione per cui è nato. Decio, e Gau, anche loro all’interno delle Case, cercano di impedire che questo avvenga, tentando di trovare un modo per evitare che gli errori del passato si ripetano. Caligari e Iv, invece, tramano contro di lui e contro il luogo che lo ha generato. Ma sarà Ut, alla disperata ricerca di Leopoldo, il solo che riuscirà a raggiungere davvero il punto più profondo delle Case e finalmente carpire il segreto della Fiaba.
Riassumere sei numeri in breve, senza dire troppo e senza dimenticare molto, a diversi mesi di distanza dalla loro lettura, non è facile. Per farlo, allora, mi sono affidato ai brevi riassunti che fanno capolino nelle pagine internet della Sergio Bonelli Editore dedicate a questo strano soggetto.
Anche perchè, a nessuno, se non agli autori, è ben chiaro cosa volesse raccontare Ut e quello che ci raccontano i redattori Bonelli è il percorso lineare accanto al quale si sviluppa l'intricata narrazione della immaginaria storia narrata sulle pagine dedicate a Ut.

Ut è una nota musicale, il primo dei sei suoni del sistema esacordale teorizzato da Guido d'Arezzo, corrispondente all'odierno Do. Sarà questo che ha ispirato il nome del protagonista del sogno da bambino di Corrado Roi?
Ut è un ricco parco di citazioni alte di letteratura e cinema, ma che non si ferma a citare gli altri e prova a vivere di vita propria, con le sue parole lo stesso Roi, nell’introduzione all’ultimo volume dicendo: «Troppo spesso il fumetto guarda alle altre arti, come per esempio il cinema, cercando riferimenti anziché creare da zero», ci tiene a sottolineare questa parte del suo lavoro. L'autore del soggetto e dei disegni ammette di aver cercato di restituire una centralità al fumetto come medium.
Quello che salta all'occhio dopo una prima lettura è che Ut non è un fumetto semplice, ma che richiede un ampio bagaglio culturale per essere decifrato in modo corretto. Un bagaglio culturale trasversale che non di limita ad un campo specifico, ma che chiede, per la decriptazione, uno sforzo al lettore.
In Ut ci sono riferimenti alla letteratura di Umberto Eco, del quale uno dei personaggi avrà le sembianze, al cinema di Wiene, il nome Caligari non può che venire da lì, alla narrativa di H.P. Lovercraft, in nome Iranon sembra essere ispirato da un suo racconto, e molti altri.
Gli autori ci calano in questo mondo dove l'homo sapiens si è estinto e gli abitanti del pianeta non sono altro che copie generate dalle Case. Copie che non conoscono ciò che l'umanità, come la intendiamo noi, era, ma che, a volte e tendono a cercare di emulare. La Fame del primo albo ne è un caposaldo palese, pur di nutrirsi le copie si divorano tra loro senza rispetto. Che sia anche un riferimento incrociato al mondo dell'arte, alla sua autoreferenzialtà, alla mancanza di originalità che lo percorre e che lo divora, finché non appare qualcosa di veramente originale da divorare?
Ut è un fumetto così strano che non si riesce a dire se sia piacevole o meno leggerlo. Se vi sia una trama effettiva o se sia una storia circolare raccontata attraverso metafore di difficile interpretazione.

Ut è un fumetto che nasce, a mio parere, come una riscossione di crediti accumulati da Corrado Roi presso la Sergio Bonelli Editore. Un fumetto personale che se non avesse avuto Paola Barbato alla sceneggiatura e i disegni dello stesso Roi nessuno avrebbe preso in considerazione di pubblicare. Un fumetto di difficile lettura, di difficile interpretazione, che non si capisce se vuole aiutare il lettore a crescere o se vuole essere solo essere un esercizio personale ad alta tiratura.

Dei disegni di Roi nulla si può dire. E' una serie suo e solo lui poteva inchiostrarla e disegnarla. Ogni tavola è una piccola opera d'arte che non scade nel banale nella quale il disegnatore ricerca, sempre, un effetto mirato per ciò che vuole rappresentare.

Ut, forse, è un fumetto che si può anche non leggere perché frustra la nostra ignoranza. Se si sceglie di leggerlo è bene sapere che una sola lettura veloce, come molti fumetti bonelliani di questi anni, non basta. E' un fumetto che chiede di sedimentare e di essere riletto per essere meglio apprezzato. Ma non è detto che ci si riesca.

martedì 15 maggio 2018

Dylan Dog - Nessuno è innocente

Dylan Dog N° : 380 
Nessuno è innocente

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 

Disegni: Franco Saudelli 
Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
uscita: 28/04/2018 
Prezzo: 3.50€

Dylan Dog è in galera, Bloch è accusato di favoreggiamento ed un'altra estesa lista di crimini. Carpenter è in ospedale dopo un incidente, sicuri che sia solo un incidente?, d'auto: cieco. Rania è infuriata con Dylan Dog, che tutte le prove indicano come colpevole sia del tentato omicidio di Carpenter che di quello di diversi testimoni che lo accusano. L'unico felice della situazione è il nuovo Ispettore Capo Grossman, che ha, da sempre, un conto in sospeso con Dylan Dog e Bloch.

Paola Barbato cerca di dare un senso ai discorsi di, quelli che sembrano, secoli fa con i quali Recchioni aveva presentato il suo corso del personaggio creato da Tiziano Sclavi. Quello che imbastisce è un giallo che dovrebbe costruire un tassello della tanto sbandierata continuity. Riemergono personaggi dal passato, si modificano rapporti tra i protagonisti, si scoprono loro aspetti ancora non visti, vengono imbastite trame nascoste tra le pagine. La motivazione che spinge il colpevole a comportarsi nel modo che ha fatto sono, ad ora, un po' deboli; spero che siano basi gettate per essere approfondite. Per il resto, l'intrigo generato dalla fantasia della Barbato è interessante, coinvolgente ed, a tratti, suscita rabbia. Curioso quanti parenti interessanti abbia Jenckins.

Franco Saudelli di Latina è in sella in casa Bonelli da decenni, su Dylan Dog disegna dal 1996, ma era dal 2012 che non si vedeva sulle pagine dell'Indagatore dell'Incubo. Ha vissuto l'epoca Sclavi (per il quale ha disegnato quattro storie) ed ha visto praticamente tutti i curatori dall'inizio a Recchioni. Il tratto è classico. Ricorda, con le dovute distinzioni, i tratti di Piccatto, Montanari&Grassani ed altri che hanno indicato una via. E' stato piacevole rivederlo alle matite dopo tanto tempo.

martedì 5 settembre 2017

Dylan Dog - Il bianco e il nero

Dylan Dog N°  372 
Il bianco e il nero

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 

Disegni: Corrado Roi 

Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità mensile 
uscita 29/08/2017 
Prezzo 3.50€

Macchie nere si formano su ogni oggetto o persona su cui si posano gli occhi di Dylan Dog. Solo lui riesce a vederle. Le macchie si espandono talmente tanto che, alla fine, l'Indagatore dell'Incubo è circondato dal nero assoluto. Qui vi trova un suo vecchio avversario: l'Uomo Nero.

Prendete un corto. Allungatelo e fatene un film. A volte viene bene, spesso no. Pixelsè l'esempio di un qualcosa di simpatico, ma che non è finito bene.
Il bianco e il nero di Paola Barbato segue lo stesso percorso. Nasce come corto di ventiquattro pagine (o qualcosa del genere) su una di quelle collane uscite con la Gazzetta dello Sport e diventa un albo di novantotto. Ormai si sa, Barbato ha perso il tocco. Aveva nella sua faretra un certo numero di frecce, le migliori, innegabilmente ottime storie, le ha sparate all'inizio della sua carriera. Ora vive di rendita su ciò che ha realizzato nel passato. Ormai è difficile che ci offra qualcosa d'effetto. Questa indagine sulle paure (di buoni e cattivi, che qui sono solo un punto di vista) si rivela decisamente banale e stancante.
Come spesso accade in casa Bonelli, a salvare la baracca interviene il disegnatore forte e carismatico. Corrado Roi è, innegabilmente, il maestro delle ombre e dei neri. Come bilancia lui le ombre nessuno. Anche se passano gli anni per tutti, il suo tratto rimane affascinate e piacevole. Riesce a dare qualcosa in più a questa storia debole.

La copertina di Cavenago è decisamente interessante ed aggressiva. Ottima.

La colpa della pubblicazione di queste storie inutili è del curatore della serie che non riesce a dare omogeneità del suo progetto. Hai riportato l'attenzione, per tre pagine, su John Ghost nel numero scorso? Porta avanti il tuo progetto: siamo fermi da due anni. Ovviamente del rapporto con Rania, anche questo mese, non si fa parola, così come del rapporto tra Rania e Carpenter.
Se, in più, ti è piaciuto un film come Babadook e ne vai orgoglioso, beh, hai dei problemi.

Giro a vuoto.

martedì 21 marzo 2017

Juric - Il fiore del male

Juric 1
Il fiore del male
Prologo e epilogo
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Andrea Accardi

Soggetto: Paola Barbato e Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Roberto De Angelis

Copertina: Sara Pichelli
Colori: José Andres Mossa

Prezzo: 6€
Pubblicazione mensile

Jsana Juric è morta. Ma ha lasciato ad un biografo ufficiale il compito di raccontare la sua storia.
Il passato da migrante orfana accolta in una casa prestigiosa fino alla carica di Presidente e salvatrice del mondo dagli alieni. Ma cosa c'è dietro? Come è cresciuta la bambina Jsana? Come è diventata la Presidente Juric? Quali decisioni hanno segnato la sua vita e portato il mondo dove era al momento della fine?

Orfani è in fase calante.
Se la prima stagione è stata un rinnovo nel panorama fumettistico, la seconda (Ringo) è stata un perno di rotazione nella sua esistenza. Si è protratta bene per molti numeri, l'ambientazione italica ha aiutato, ma non è stata in grado di lanciare le annate successive. La conferma c'è stata con Nuovo Mondo: calo di interesse, di vendite e di qualità. La decisione? Inondare le edicole ogni tre/sei mesi di numeri uno. Terra ne è stato l'ultimo esempio, Sam sarà quello a venire. Qualità? Discutibile.
Ora. Perchè Juric? Per la copertina variant di Sara Pichelli (anche perchè il copertinista regolare è Nicola Mari). Gran bella copertina! D'impatto, di derivazione classica, mitologica, capibile leggendo la storia nell'albo e descrittiva del carattere della rossa diabolica. Il resto? Recchioni si ritaglia un prologo ed un epilogo nei cui margini Paola Barbato deve scrivere. Scrivere un miniserie vuol dire tagliare via approfondimenti dai personaggi secondari e rischiare di rendere la narrazione troppo prevedibile. Intrigante l'idea della migrazione dei poveri verso Paesi più ricchi, centrata la genesi della Juric. Prevedibile il colpo di scena nel finale. Forse è una buona collana. Potrebbe essere la migliore dopo le prime due, ma l'ultima Barbato, a volte, ci ha tradito nei finali.

Se recupererò a buon prezzo gli altri due numeri saprò. Altrimenti: grazie Sara per la bella copertina.

martedì 6 dicembre 2016

Dylan Dog - Cose perdute

Dylan Dog N°  363 
Cose perdute

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Giovanni Freghieri 

Copertina: Gigi Cavenago 

Periodicità: mensile 
uscita 29/11/2016 

Gli incubi. Dylan Dog dovrebbe esserne l'Indagatore, ma anche lui ne soffre. Dopo una notte in cui uno di essi ha preso possesso dei suoi sogni, il nostro, si sveglia scosso e trova un biglietto firmato con una misteriosa "B.". Un sensazione, una presenza, un'aura, qualcosa di strano, insomma, inizia a influenzare la vita dell'Old Boy. Sensazioni che lo riportano all'infanzia ed a misteriose presenze che l'hanno in una lontana estate. Presenze che gli permettono di ricordare eventi di un passato dimenticato.

Ciò che salta all'occhio è l'assoluta novità di questo albo: il cambio di copertinista. Da oggi al posto dello storico Stano, a presentarci la nuova avventura di Dylan Dog, ci sarà un amico di Recchioni: Gigi Cavenago. Un giovane di ottime speranze che ci regala una copertina calda e rassicurante, tranne che per quell'angolo freddo ed inquietante, che muoverà la vicenda. Si vedeva che Stano non era a suo agio a lavorare nel nuovo corso Bonelli di Dylan Dog. Alla fine è riuscito a tirarsene fuori, od è stato fatto fuori nessuno lo saprà mai, e, forse, a dedicarsi ai suoi progetti. Magari lo vedremo con una serie tutta suo, con altre storie complete di Dylan o solo ai disegni per qualche sceneggiatore o, perché no, all'opera su altri personaggi. In bocca al lupo.

La storia di Paola Barbato, ormai abbonata ad inventarsi il passato del Nostro, aggiunge tasselli a chi fu Dylan. Tasselli di cui si era dimenticato pure lui. Interessanti certi sviluppi, ma, decisamente, incredibile la motivazione di B. per perseguitare l'adulto Dylan Dog. Calza decisamente bene il finale. Traendo le conclusioni, la storia si è lasciata leggere anche se, in certi passaggi, la sospensione dell'incredulità richiesta si è rivela eccessiva.
Ai disegni Giovanni Freghieri: valore aggiunto per qualsiasi storia. Grande lavoratore. Barbato ringrazia.

Qualche cambiamento estetico, ma pochi cambiamenti di sostanza.

lunedì 5 settembre 2016

Dylan Dog - Remington House

Dylan Dog  N°  360 
Remington House

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 

Disegni: Sergio Gerasi 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 27/08/2016
Prezzo: 3.20€

Una casa nella quale si è svolto il massacro di una famiglia. La guida turistica in questo triste luogo è il lavoro di Tara, nuova cliente di Dylan Dog. Lui in quella casa c'era stato proprio il giorno del tragico evento, in veste di poliziotto pivello di Scotland Yard. Lei spera di ottenere da lui qualche dettaglio in più sugli eventi di quel giorno, per riuscire a conservare il posto di lavoro. Nonostante le sue reticenze, l'Old Boy, si convince ad accompagnare la ragazza durante una visita, ma ovviamente, niente va come deve andare.
Davanti agli occhi dell'inquilino di Craven Road, come sotto l'influsso di una possessione, le persone iniziano ad uccidersi a vicenda.

Paola Barbato si ripete. Nel senso che ripete proprio un canovaccio che l'ha già vista protagonista in, almeno, una storia breve; la storia breve che l'ha vista protagonista sia ai disegni che ai testi. Una storia trita e ritrita, che non aggiunge niente di nuovo a quanto l'autrice ha proposto fino ad oggi. Anzi, quella che sembra scarsezza d'idee, le toglie un po' di appeal. La storia è tendenzialmente banale ed a tratti porta il lettore ad interrogarsi sulla logica delle azioni compiute in scena.
L'albo si salva per la capacita di Segio Gerasi di creare ambienti opprimenti e di rendere al meglio gli effetti spaventosamente speciali richiesti dalle situazioni.

Per assurdo, ovviamente l'albo è stato scritto con anticipo rispetto all'uscita del film al cinema, l'inizio della storia ricorda da molto vicino quello della pellicola dedicata alle nuove Acchiappa Fantasmi.

mercoledì 6 aprile 2016

Dylan Dog - L'uomo dei tuoi sogni

Dylan Dog N°  355 
L'uomo dei tuoi sogni

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Paolo Martinello 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 30/03/2016 

Chi è quell'uomo che compare da tempo, regolarmente, nei sogni di Sandy, la ragazza di Dylan Dog? Ogni volta che lei si addormenta, appena inizia a sognare, lui è lì: la aspetta. E' come se volesse farle del male, se fosse lì, minaccioso, per lei. Ma perché? Oltretutto, Dylan, riesce a scoprire che il sogno della sua ragazza ha qualcosa di anomalo. è un incubo che altre persone stanno vivendo e che le porta alla morte. Violenta. Come potrà l'Indagatore dell'Incubo aiutare la donna che ama? Ci potrà riuscire? A che prezzo?

Finalmente Paola Barbato ritorna in forma. Dopo qualche passaggio a vuoto riesce a maneggiare l'incubo con consapevole coinvolgimento. Rielabora in modo scorrevole e convincente il mito di Morfeo e lo mischia con il retaggio che Wes Craven e Freddy Kruger ci hanno lasciato in anni di film horror. Il risultato è un avversario temibile, e giurato, che Dylan Dog potrebbe tornare a trovarsi di fronte.
Fluidi, ricchi di dettagli, con qualche soluzione stilistica decisamente apprezzabile, sono i disegni di Paolo Martinello. Mi chiedo, vista la dovizia di dettagli, le innumerevoli sfumature dal nero al grigio che utilizza, quanto tempo ci metta a realizzare non dico una storia, ma, anche, solo, una tavola. Uno stile grafico decisamente corposo e ricco di particolari che rischia di saturare anche l'occhio più attento. Un bene od un male? A me è piaciuto, ma penso che sia un fattore puramente soggettivo.

Successo a metà per la copertina di Angelo Stano. L'idea di utilizzare vernice, o colori, fluorescenti per valorizzarla è interessante. Peccato che sia un'operazione all'apparenza riuscita a metà. L'idea grafica è che oltre all'area intorno alla testa di Dylan altre zone dovessero beneficiare dello stesso trattamento è forte. Infatti ci si aspetta che spenta la luce anche la chiave ed il volto del protagonista della serie diventino visibili. Così non è. Io punto su problemi in fase di stampa per questa mancanza. Se così non fosse sarebbe un peccato non averci pensato ed una pecca ulteriore nella gestione Recchioni.

Gestione Recchioni che merita due righe a parte. Dal momento in cui è stato annunciato come curatore ho supportato e sperato nel suo lavoro. E' innegabile, però, che troppo cose inizino alla lunga a non quagliare. Che fine hanno fatto le stagioni da dodici episodi, legate tra loro da una trama orizzontale? Come mai il rapporta tra Dylan e Rania continua a non svilupparsi, in un modo o nell'altro, nonostante l'accelerazione vista nel numero scorso? 

Tutta la carne lasciata sulla brace ormai da due anni inizia a bruciare, speriamo che qualcuno si ricordi di toglierla dal fuoco prima che diventi indigesta.

Continuiamo a confidare, in fondo questa è stata una buona storia. Ma di buone storie, per caso e senza tutti i proclami pregressi, c'erano anche durante l'era Gualdoni. Il che è tutto dire.

giovedì 18 febbraio 2016

Dylan Dog - Ancora un lungo addio

Titolo: Dylan Dog - I colori della paura 31
Ancora un lungo addio

Testi: Paola Barbato
Disegni e Copertina: Carmine Di Giandomenico

Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato:17x23 cm
Rilegato: brossura
Pagine: 36, a colori
Data di uscita: 17 Febbraio 2016
Prezzo: 1,99€

Con il numero 74 della collana regolare di Dylan Dog veniva dato alle stampe uno degli episodi che hanno segnato il protagonista ideato da Tiziano Sclavi. Lo stesso Sclavi era ai testi ed aveva alle matite un, ancora, genuino Ambrosini.

Dopo tanti anni, Paola Barbato, ormai colonna Bonelli, riprende l'idea sclaviana originale e gioca con le pieghe del racconto.
Intesse i classici battibecchi tra Dylan e Marina, ci mostra aspetti che non erano apparsi nella versione lunga del racconto e ci suggerisce sviluppi reconditi. Seppure scopriamo il perché della scelta dalla bionda Marina lo possiamo ritenere un pretesto abbastanza forzato. La conclusione non si rivela particolarmente originale, nonostante un piccolo dubbio sembri rimanere. Opportuna è la scelta di non mettere in continuity questa storia, vista la situazione narrativa made in Recchioni sulla collana mensile.
Si conferma un grande disegnatore Carmine Di Giandomenico. Apre il suo lavoro con una confidenziale immagine, per i lettori di lungo corso, mantiene per buona parte del suo lavoro la classica gabbia degli albi Bonelli e, poi, sfoga la sua fantasia creativa con delle elaborate splash page.
I colori mantengo la promessa fattaci dal disegnatore ed i diversi toni di colore sottolineano umori e sensazioni dei protagonisti.
All'opera sulla copertina ancora il buon Carmine Di Giandomenico. Immagine classica, intensa e perfettamente azzeccata.

Dopo il numero uno, la collana della Gazzetta dello Sport, ci propone un nuovo inedito decisamente soddisfacente. Un remake di un classico è sempre pericoloso. Non credo che ci fosse bisogno di aggiungere altro al Lungo Addio, però Barbato ha aggiunto qualcosa e svelato qualche retroscena. Un albo che potrebbe dividere i fan dell'Indagatore dell'Incubo, ma che bisogna leggere.

Appuntamento in edicola. 

giovedì 1 ottobre 2015

Dylan Dog - La morta non dimentica

Dylan Dog N°  349 
La morta non dimentica

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Bruno Brindisi 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 29/09/2015 

Direttamente dal paesino in cui si sono ritirati in pensione, Block e Jenkins si presentano, formali, alla porta dell'Indagatore dell'Incubo. Qualcosa di strano sta succedendo in una casa a pochi passa dalla loro: un uomo, del quale entrambi hanno partecipato al funerale , è stato visto seduto in casa sua.
Stranamente anche a Londra, l'Ispettore Carpenter, sta avendo a che fare con dei manichini che se ne vanno in giro per la città. Questi manichini sembrano essere dei cadaveri eviscerati ed impagliati, lasciati in giro come messaggio per qualcuno. Che quel qualcuno sia proprio Dylan Dog? E che quel messaggio, all'apparenza sempre più personale, sia opera di una sua vecchia conoscenza impossibilitata a morire? Che ci sia Nora Cuthbert dietro a questo evento eccezionale?

Tornano Nora e Gus, quindi vi dovete andare a rileggere (a meno che non abbiate una gran buona memoria) il numero 338 della serie regolare di Dylan Dog, per fare un po' il punto della situazione. Paola Barbato, già autrice della sceneggiatura dove sono apparse queste buonanime immortali per colpa dell'Old Boy, sfrutta pienamente, per la prima volta, la continuity. Dopo tanti anni, tornano dei personaggi che sembrano avere la possibilità di divenire ricorrenti. Nora e Gus sono una coppia psicopatica, ridotta senza ragione dalla condizione in cui sono costretti e con il solo obiettivo di tornare ad incrociare la strada di chi li ha ridotti così. La narrazione è abbastanza faticosa. A volte accelera, a volte rallenta, sopratutto quando ti chiede di ricordare cosa sia successo un anno fa. Il mio consiglio è quello di trovare una mezz'ora e ripassare prima Mai più, Ispettore Bloch e poi dedicarsi alla lettura del nuovo albo acquistato in edicola. I meccanismi narrati della Barbato risulteranno più chiari e fluidi.
Ai disegni Bruno Brindisi. Non lo so, accidenti. A volte mi piace, a volte no. Alcune pagine dici wow, in altre ti limiti ad oh. Caratterizza bene i personaggi, offre citazioni da altri mondi narrativ, dona a Nora l'aspetto di una giovane Madonna Ciccone, si esalta nelle scene semi-splatter (visto che, per forza di cose, di sangue ce ne è poco), ma ogni tanto si perde. A volte, nella ricerca di nitidezza dell'immagine, col tratto sottile, tende a creare l'effetto opposto ed a confondere l'occhio di chi legge.

La copertina di Stano, tendenzialmente dominata da ombre e colori scuri, perde di luminosità anche per la scelta del posizionamento del titolo. Se sapete da 349 numeri che la banda del titolo sarà a quell'altezza: non metteteci tutti quei dettagli sotto. Il cuore sul tavolino quasi sparisce, le gambe di Nora praticamente mozzate. Si stringe di meno l'inquadratura e si guadagna in godibilità dell'immagine, a mio modesto parere.

Il mese prossimo è il momento del numero 350, full color. Disegni e storia saranno di Carlo Ambrosini che nella sua ultima uscita tutta a colori su Orfani: Ringo non mi ha convinto per niente. Speriamo che quel numero, per lui e per Bonelli, sia stata un buona palestra e che entrambi sappiano stupirci con scelte coraggiose e coinvolgenti.

giovedì 30 luglio 2015

Dylan Dog - Gli abbandonati

Dylan Dog N° 347
Gli abbandonati

Soggetto, Sceneggiatura Paola Barbato
Disegni Giampiero Casertano

Copertina Angelo Stano

Una scomparsa misteriosa porta Dylan Dog e Bloch a Wynbring, cittadina limitrofa all'aeroporto di Southend. Il paese è stato abbandonato dopo pochi mesi dall'apertura dello scalo aereo e da allora sono cominciate a sparire diverse persone che vi si trovavano a transitare.
Stessa sorte capita ad i nostri eroi. Indagare sulle scomparse e rimanere entrambi vivi non sarà impresa semplice per l'Indagatore dell'Incubo e l'ex Ispettore di Scotland Yard in pensione.

Mancava solo la banda civica del comune di Golasecca, che intonava una marcia funebre, e Paola Barbato potrebbe aver descritto la situazione vissuta dai residenti nei paesi vicino all'aeroporto di Malpensa. 
Non so dire se in questa storia vi sia originalità o meno, quello che sento che manca è lo spirito del nuovo corso voluto da Recchioni. Forse a Paola Barbato non si può dire di no, ma, salvo alcuni piccoli dettagli, mi è sembrata una storia adatta al ciclo Gualdoni più che alla contemporaneità.
Casertano fa il suo. Riesce a raffigurare l'incubo voluto dall'autrice, ma senza spiccare in eccellenza. Gli aerei sono bellissimi, un paio di splash page intense, anche se simili e l'originalità di Casertano nel non disegnare solo il bello permettono all'albo di scorrere per tutte le 96 pagine. L'uomo ci ha abituato a grandi eccellenze sia sulle pagine di Dylan Dog, dove a debuttato col numero 10 ed ha espresso il suo capolavoro nel 19, che su molte altre collane. Gli piace molto sperimentare e cambiare, rischiando di diventare irriconoscibile: apprezziamolo.

Semplice la copertina di Stano. Citazione di un classico.

Roberto: sto ancora aspettando qualcosa di più.

lunedì 29 giugno 2015

Dylan Dog - ...e cenere tornerai

Dylan Dog N° 346
...e cenere tornerai

Soggetto e Sceneggiatura Paola Barbato

Disegni Raul & Gianluca Cestaro

Copertina Angelo Stano

Periodicità mensile
Uscita:27/06/2015

Un tunnel di paranoia. In questo è precipitato Dylan Dog. Senza motivo apparente i suoi nervi hanno ceduto, crede che tutto il mondo complotti contro di lui e che anche i suoi amici più cari gli siano infedeli. Persino Groucho potrebbe essere uno di quei nemici da combattere e lui non lo aveva mai sospettato. Ma quale sarà la realtà. La sua vita sarà destinata a cambiare o tutti i tasselli del puzzle torneranno a posto?

Finalmente un punto di svolta nella nuova gestione Recchionica di Dylan Dog. Finalmente le ultime due pagine di questo albo ci mettono qualche dubbio e qualche pulce nell'orecchio per il prosieguo di questo primo anno di gestazione.
Finalmente, oltre tutto, Stano realizza un copertina orribile come mai ne aveva fatte. Forse era di fretta, forse era svogliato, ma ho dovuto controllare tre volte per credere che in Bonelli non avessero sostituito il copertinista senza avvisare.
Ai testi, faccio tutto io, Paola Barbato. Non una delle sue storie più riuscite, con tanti dejà vù che, solo, i lettori più giovani possono aver apprezzato come novità. Una storia ripetitiva, ma che funziona solo per aver nel finale quelle due paginette di cui sopra. Ma comunque sia: ci sarà mai spiegato come mai Dylan sia finito in questo stato di paranoia? Sarà stato un tè con i pasticcini drogato od una sua elucubrazione sulla sua vita?
Ai disegni i Cestaro. Il loro stile è duro e graffiato, particolarmente adatto per rendere la situazione caotica e disperata in cui è precipitato l'ex Old Boy. Sono disegni poco amichevoli, ma decisamente curati. L'idea di introdurre volti famosi nella narrazione, per dare un aspetto ogni volta diverso alle persone che Dylan incontra, non è originale, ma è efficace. Quello che turba è come questa tecnica, troppo facilmente, risolva il problema narrativo. Probabilmente la scelta è stata presa ponderatamente e consultando testi di medicina o specialisti, ma non so quanto il lettore non la trovi una scorciatoia.

La storia si salva per aver gettato un seme destinato a crescere nel prossimo futuro. Speriamo che l'albero che ne nascerà dia buoni frutti.

venerdì 7 novembre 2014

Dylan Dog - Mai più, ispettore Bloch


Dylan Dog N° 338 
Mai più, ispettore Bloch

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato 
Disegni: Bruno Brindisi 

Copertina: Angelo Stano

Periodicità: Mensile 
Uscita: 29/10/2014 

Bloch, caro vecchio ispettore Bloch. Dopo una vita dedicata al lavoro, agli omicidi, alle indagini, agli antiemetici, finalmente è giunta la tua ora. La pensione per raggiunti limiti di età ti darà la possibilità di vivere una nuova vita fatta di vecchie amicizie e nuove passioni.
Nello stesso momento in cui l'ex-ispettore di Scotland Yard prende confidenza con la sua nuova situazione ecco che qualcosa di strano succede a Londra. La gente sembra non morire più. Una ragazza, Nora, uccisa per sgozzamento, si rivolge a Dylan Dog per capire come mai non riesce a morire.

Paola Barbato ha l'occasione di inaugurare la nuova vita editoriale di Dylan Dog. Il primo numero in canone della gestione Recchioni è un piccolo speciale di 112 pagine che getta abbastanza scompiglio nella vita dell'Old Boy. La storia si evolve in modo interessante e gustoso, anche nello spiegone finale comunque simpatico. Si introducono nuovi livelli di rapporti tra Bloch, Jenkins e Dylan. Conosciamo almeno due figure che potrebbero tornare a farci visita. La Morte torna protagonista di una storia.
Bruno Brindisi, abile artista del disegno e colonna storica della testata, fornisce un'ottima prova. Con il suo tratto curato rende piacevole la lettura ed intriganti i personaggi coinvolti. Non dimentica di disegnare dettagli importanti sottolineandoli con garbo e mestiere.
La copertina è di Stano. Come molti avranno letto in rete, visto in giro o semplicemente notato, è la citazione di una delle più iconiche di casa Marvel. Un storica copertina che sottolineava una decisione personale del più famoso Ragno di quartiere.

Da leggere e da seguire per tutta la sua prima stagione questa nuova vita di Dylan Dog.

martedì 2 ottobre 2012

Dylan Dog - Il crollo

Dylan Dog n. 313, mensile 
Il crollo  
 
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano  
 
Un crollo. Dylan Dog è rimasto sotto le macerie e deve trovare una via d'uscita prima che la claustrofobia abbia la meglio su di lui. L'essere intrappolato sotto terra non è il suo unico problema: anche la memoria a breve termine inizia a fare degli scherzi. Dov'è quel sottoterra? Che ci fa lì? Chi sono gli altri superstiti che incontra nella sua ricerca di un'uscita? C'è qualcun altro con loro? E' un altro essere umano? Una persona? Un creatura misteriosa?

Paola Barbato è, ormai, scrittrice di punta della serie Bonelli che vende di più dopo Tex, ma non è detto che ciò che scrive sia sempre oro. A volte capita anche a lei di essere sotto tono. La storia sembra essere abbastanza banale e scontata. Una strana creatura, nata dai sentimenti umani, (Ghostbusters?) si nutre e tiene prigionieri gli esseri umani (Super8, IT, Alien?). Un gruppo di pseudo scienziati giovani (Evolution?) cerca di tenerla sotto controllo, ma lei sfugge alla loro guardia (film a scelta). Un impavido esterno deve liberare la città dalla minaccia, ma nessuno saprà mai il ruolo che lui ha ricoperto.
Il tutto, però, è salvato dai disegni di Freghieri. L'albo che il disegnatore, storico della testata, è uno dei suoi migliori da anni (ed a me il suo stile di disegno piace parecchio, tanto, in altre occasioni, da perdonargli qualche ingenuità). Mi sono piaciuti molto il modo, da lui scelto, di rappresentare gli sprazzi di memoria che tornano nella mente dei protagonisti, la cura grafica di ogni ambientazione e la caratterizzazione dei, pochi, protagonisti della vicenda. Veramente un'ottima prova del disegnatore classe '50 in forza alla scuderia Bonelli.
Della copertina di Stano è inutile parlare. Il periodo di grazia che sta vivendo (tranne il famoso Maxi) continua e, da un mese all'altro, non vedo l'ora di avere tra le mani la replica della sua tavola per potermela gustare pienamente. Ambientazione classica e spaventosa, con quella luce in fondo al tunnel  ed i bozzoli moribondi in primo piano, crea l'atmosfera giusta per affrontare, con buoni propositi l'albo mensile.

Nella trama non il massimo, disegni e copertina di ottimo livello. Un lettura che scorre, anche se ci si aspetta qualcosa di più. Specialmente dalla Barbato.

mercoledì 4 luglio 2012

Maxi Dylan Dog - 17

Maxi Dylan Dog 16, semestrale 
Copertina: Angelo Stano
Disegni: Montanari & Grassani
 
Chiamata dall'Inferno
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato

I cellulari fanno male, si sa (o almeno così dicono). E' una certezza, però che gli sms uccidano. Provate a chiederlo alla nuova cliente di Dylan alla quale il marito non è sopravvissuto ad un semplice sms. Non chiedetelo neanche allo stesso Old Boy che, sul cellulare della sua nuova conquista, ha ricevuto un messaggino, da un utente anonimo, contenente la data ed il luogo della sua morte.

La verità sommersa
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Cromagh era un villaggio in una valle. Per necessità minerarie quella stessa valle è stata riempita d'acqua per creare un grande bacino idrico. Poco più in la il New Cromagh sorge ridente. Poco ridente per la verità dato che quando, dal lago, sorge una misteriosa nebbia, le persone che vi rimangono avvolte vengono trovate assassinate in modo orribile. C'è qualcosa di vero nelle leggende del posto? Ovviamente sindaco e polizia si rivolgono all'unico che potrebbe tirarli fuori dal guaio in cui si trovano: l'Indagatore dell'Incubo
 
Vite gemelle
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni

Lydia è la nuova fiamma di Dylan. Prima era solo una cliente e, come al solito, è diventato anche l'amore della sua vita. Il problema di Lydia è che vi è vista uccidere sotto un treno della metropolitana, ha vuoti di memoria ed ha paura di essere una veggente. Il problema è che tante altre donne identiche a lei stanno morendo nei modi più disparati. Sarà un caso che la donna lavori per un'azienda scientifica specializzata in clonazione?

Chiamata dall'Inferno è la classica reinterpretazione del mito di Ringu, The Cell e di tutti quegli altri film horror estivi che come spunto narrativo usano la minaccia tecnologica. La Barbato ci aggiunge anche un po' di vero soprannaturale, qualche personaggio di contorno (come la direttrice della rivista di gossip) ed una vecchia conoscenza del nostro, ma la storia non ha un vero e proprio mordente, come non ha dalla sua un'eccessiva originalità e colpi a sorpresa.

La verità sommersa di Marzano mi ricorda quel filmino sugli abitanti di un villaggio del Maine (?) che muoiono per via dei fantasmi di una nave affondata... ma si che l'avete visto... ah si, si, The Fog. Poco altro da aggiungere. Se avete visto il film aggiungeteci un po' di giallo in più ed avrete ottenuto questa storia.

Vite gemelle è lo Sliding Doors di Gualdoni. Che dire. Caruccia, ma non è che si sia sprecato troppo. Le copie, l'amore, la morte.

Discorso a parte meritano i disegni di Montanari & Grassani che sono la ragione per cui si compra il Maxi! Precisi. Puliti. Nitidi. Omogenei. Oh, a me sti due piacciono, che ci volete fare. L'unico appunto è che in tre storie Dylan finisce a letto con tre donne diverse e non mostra un minimo di fantasia. Ah, che anche l'Old Boy stia invecchiando veramente?

Copertina di Stano nella norma. Essenziale. Con richiami a storie passate.

Tutto sommato una buona lettura, poco impegnativa, ma, a tratti, anche poco coinvolgente. E' anche per questo che ci ho messo un po' a finirlo ed a scriverne.

venerdì 6 maggio 2011

Dylan Dog - La seconda occasione

Dylan Dog n. 296, mensile
La seconda occasione

Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano

Una fidanzata bipolare non è facile da gestire, ma Dylan è talmente innamorato che è pronto ad aiutarla ad affrontare il suo problema. Però se chi si vuol aiutare non aiuta se stesso, almeno prendendo le medicine, tutto è più difficile. Uscendo da casa di lei, dopo una lite, e la minaccia di un suicidio, ritorna sui suoi passi per essere sicuro che lei non commetta pazzie. La porta è chiusa dall'interno. Una volta sfondata la ragazza ha un coltello nel cuore. Qualcuno fugge dalla finestra del bagno. Inizia un inseguimento che porterà Dylan a volere un cieca vendetta, chiedere aiuto ad una vecchia avversaria e mettere in moto meccanismi temporali pericolosi.

Paola Barbato, per due volte in un mese, da sfogo a sentimenti di inadeguatezza. Una storia tragica, semplice semplice, scritta per riempire la cronologia che porterà al numero 300 ed alle sue rivelazioni. Un plot scontato, una corsa nel tempo e contro il tempo allo stesso momento che ha il merito di riportare alla nostra attenzione un avversario di Dylan Dog scomparso da molto tempo: Mastro Hora.
Giampiero Casertano realizza disegni mirabili, ritma la storia da maestro e dona importanza ad un albo poco interessante con il suo tratto pieno ed avvolgente. Un maestro.
Angelo Stano fa un passo indietro rispetto alle ultime tre copertine (Maxi incluso) con questo suo quarto esperimento nella nuova tecnica. Sempre apprezzabile, ma un po' meno del solito.

Una storia da un quarto d'ora. Ci si mette così tanto a leggerla per gustarsi i disegni di Casertano, altrimenti si sarebbe potuto correre un po' di più e finirla molto prima.

mercoledì 4 maggio 2011

Dylan Dog Color Fest n. 6

Dylan Dog Color Fest n. 6, semestrale
Copertina: Laura Zuccheri

La villa degli amanti
Soggetto, Sceneggiatura e Disegni: Vanna Vinci

Accettare un caso che ha come teatro una magione isolata nella foresta è proprio da Dylan Dog. Una coppia, che si sente in pericolo , assume l'Old Boy per tenere alla larga misteriosi fantasmi.

Ok è uno schifo. Diciamolo chiaramente e ci togliamo qualsiasi pensiero. Vanna Vinci in veste di autrice completa delude su tutta la linea. La sceneggiatura è ovvia come un piccione che si butta sul pane secco per mangiarlo. Alla quarta pagina sai già come andrà a finire e te ne rammarichi. Al tutto aggiungiamo il carico di disegni ridicoli che sembrano realizzati da una bambina di quattro anni e colorati da una di sei (almeno sta dentro ai bordi) e ci troviamo di fronte ad una delle peggiori storie di Dylan Dog di sempre. In un albo speciale, dal costo non proprio contenuto, dovuto soprattutto dalla buona carta, il colore, la copertina patinata, non trova il motivo di esistere

La camera chiusa
Soggetto e Sceneggiatura: Rita Porretto & Silvia Mericone
Disegni: Simona Denna

Una giovane ragazza assume Dylan per investigare su un misterioso personaggio che la spia ogni sera dal palazzo di fronte che dovrebbe essere disabitato.

Miglioriamo. La sceneggiatrice si ritrova in un vicolo cieco cercando di ripetere l'exploit realizzato da Stephen King con 1408, ma non sa come uscirne. Il colpo di scena finale è un espediente per creare una storia dalla quale poi sarà impossibile proseguire a scrivere Dylan Dog. Per fortuna il fumetto in questione è un seriale in cui ogni vicenda è slegata dalle altre, altrimenti avremmo chiuso. I disegni, facilitati dalla minima location utilizzata sono di buono spessore. Di buono c'è che vengono ripresi, almeno in alcuni dialoghi, i temi cari a Sclavi al momento del debutto del fumetto in edicola.

La predatrice
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Lola Airaghi

Dylan ha una nuova fidanzata: Thelma. Bella, simpatica, intraprendente, amante dell’horror e della pizza è la donna ideale per l'Indagatore dell'Incubo. Anche i suoi amici di sempre, Bloch e Groucho, l’adorano e la trovano adatta a lui. Quella che sembra essere la donna perfetta per Dylan si rivelerà però essere più pericolosa di molti suoi altri avversari.

Una storia sull'inadeguatezza scritta bene, ma senza quella marcia in più che l'aveva contraddistinta in passato, da Paola Barbato. Una follia minuziosa di una donna malata cresciuta nel mito di Dylan e di CSI quella mostrata in Thelma. Grazie ai disegni di Lola Airaghi la storia riesce essere più gradevole e leggibile.

Tagli aziendali
Soggetto e Sceneggiatura: Chiara Caccivio
Disegni: Valentina Romeo

Dylan Dog ha una famiglia, moglie e figlia, abita nella tranquilla cittadina di Stepford e lavora come impiegato in una ditta di elettronica locale: tutto ciò da cui il vecchio Dylan rifuggiva in passato. Un incubo quotidiano. Ma non tutto è quello che sembra.

Chiara Caccivio, partendo da un plot scontato, costruisce una storia che richiama numeri, e momenti , storici della vita editoriale dell'eroe bonelliano. Valentina Romeo li realizza con bravura disinvolta.

La copertina di Laura Zuccheri, dedicata alle Femmes Fatale, del titolo è un bell'affresco, ma un'esperienza che sarà bella se resterà unica.

Un albo che parte male, malissimo facendo rimpiangere la cifra appena sborsata all'amico edicolante. Si evolve nel modo migliore, ma recuperare una così falsa partenza è dura. Raggiunge la sufficienza giusto sullo sprint finale. Tutto sommato una buona lettura da vasca da bagno, senza bisogno di concentrarsi troppo.

Un'invocazione a Sergio Bonelli: gli albi contenitore come questo non devono essere usati come riciclo per le storie che non trovano sviluppi in altro formato. Non renda alla stregua dei Maxi o dei Giganti di Nathan Never anche questa pubblicazione che era partita bene. Tiziano Sclavi si è speso tanto, ricordiamocelo.

lunedì 4 aprile 2011

25 Anni di Dylan Dog

Un po' in ritardo, ma ecco qualche foto scattata durante l'incontro dedicato ai 25 anni di Dylan Dog, organizzato come spin off di Cartoomics 2011, al Palazzo della Provincia di Milano, in Via Corridoni.
Una vista d'insieme dei partecipanti
Luigi Mignacco
Carlo Ambrosini
Angelo Stano
Andrea G. Pinkets con l'organizzatore
Paola Barbato... che appena finita la conferenza se ne è scappata via.
Una giornata divertente, la stessa nella quale ho pisolato un po' su Nosferatu, a contatto con artisti che animano l'immaginazione di migliaia di persone ogni mese. Sotto il punto di vista dell'organizzazione (tempi e question time) un po' scarso, ma interessante lo stesso.
Una bella esperienza, da ripetere, dalla quale ho anche ricavato qualche autografo.

giovedì 30 dicembre 2010

Dylan Dog - Anime prigioniere

Dylan Dog n. 292, mensile
Anime prigioniere

Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Angelo Stano
Copertina: Angelo Stano

Lula ha perso la vita in un incidente stradale, ma il suo fantasma non riesce a passare oltre. Un gruppo di ragazzini porta il caso all'attenzione di Dylan che, seppur stupefatto, inizia la sua indagine coinvolgendo vecchi amici.

Una storia di fantasmi abbastanza originale graficamente rappresentata in modo magistrale da Angelo Stano. Il non bianco nero classico, ma la scelta di realizzare la storia con mezze tinte di grigio è stata proprio azzeccata per il tema trattato. Interessante che per proporre qualcosa di "nuovo" si debba far affidamento ad uno storico disegnatore di casa Bonelli. La trama della Barbato è, come sempre, ben scritta e fluida, anche se manca quel qualcosa che faccia apparire quella lacrimuccia richiesta nell'editoriale.

Buona storia per chiudere un buon anno Dylaniato.

mercoledì 22 settembre 2010

Dylan Dog - Il Santuario

Speciale Dylan Dog n. 24, annuale
Il santuario

Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano

Se non hai soldi per pagare le bollette e sei costretto a vendere tutto quello che hai in casa, se su un giornale leggi che un tuo vecchio amico potrebbe essere in pericolo allora accetti anche un caso strampalato ed il suo cospicuo anticipo monetario pur di risollevare la situazione. Così fa anche Dylan Dog. Dalle ultime informazioni giornalistiche sembra, infatti, che un uomo uccello sia stato avvistato su una misteriosa isoletta poco al largo dell'Inghilterra. Nonostante il mal di mare cronico, l'old boy, prende a noleggio una barchetta per investigare. Sulla sua rotta verso l'isola incontra uno yacht con a bordo il suo vecchio amico Lord Wells ed altri studiosi mandati dal proprietario dell'isola ad indagare. Eh si perché l'isola è di proprietà di un magnate che la vuole trasformare in un luogo di villeggiatura, ma ha riscontrato qualche problema. I suoi operai sono stati ripetutamente attaccati da stormi di uccelli, anche rari od estinti, e sono fuggito. Per non vedersi sfuggire anche l'investimento ha deciso di risolvere la situazione e le persone che ha inviato in missione non sono proprio tutte ciò che dicono di essere.
Dylan si troverà, suo malgrado, membro di una spedizione sanguinaria e cinica che lo alienerà e lo spingerà con sempre più fervore a tentare di salvare la fauna locale ed il suo amico ritrovato, Birdy.

Si sa che Dylan Dog è la serie con la quale vengono veicolati la maggior parte dei messaggi sociali da parte della Bonelli, ma la campagna anticementificazione degli ultimi mesi inizia ad essere pesante. Aggiungiamo la sceneggiatura debole, pomposamente definita ispirata da "Uccelli" di Hitchcok, in cui si mischiano Lost ed Harry Potter a reazioni eccessivamente inaspettate degli amici di Dylan e ci troviamo in questa storia. Partita bene la Barbato ora si rannicchia su se stessa con la necessità di stupire a tutti i costi, bisognerebbe spiegarle che, ogni tanto, una storia meno contorta può stupire altrettanto quanto altre più articolate.
I disegni di Freghieri rispecchiano il suo stile classico, luminosi anche nel buoi, ma sono stentorei nei dettagli. Nonostante dia un buon ritmo alla narrazione viene rallentato dalla storia stessa e dai piccoli buchi lasciati nella sceneggiatura dall'autrice.

Da uno speciale, vuoi per il prezzo, vuoi per il numero di pagine, ci si aspetta sempre qualcosa di più che da un numero regolare; una volta era così. Negli ultimi anni ed un po' in tutte le collane questa buona abitudine è andata persa. Lo speciale del 24esimo anno di Dylan Dog non fa eccezione.

Per favore impegnatevi un po' di più per il piacere dei vostri lettore che, invecchiando, diventano sempre più esigenti.