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mercoledì 9 dicembre 2015

Devilman Vs Hades

DEVILMAN VS HADES 
Numeri 3
Testata  STORIE DI KAPPA 
Nr. Testata  244/245/246
Data di uscita  da settembre a novembre 2015 
Autore  Go Nagai, Team MOON 
Dimensioni  13x18 
Stampa  b/n
Pagine  240
Sovraccoperta  Si 
Cover con alette  No

Qualche mese fa si è parlato, anche su queste pagine, del manga celebrativo Devilman Vs Hades, che aveva visto all'opera il Team MOON sul personaggio di Nagai Go.
Come è andata a finire?
E' andata a finire che non è andata a finire. In che senso?
Il Team MOON ha confermato per tutti i tre volumi la sua capacità grafica di alto livello (nonostante il loro amore per i deformed e le espressioni buffe e fuori luogo che, per fortuna, si sono andate diradando nell'arco della narrazione). Donne, uomini, robot, tutto quello che hanno raffigurato nei tre volumi è stato decisamente apprezzabile, solo che... Solo che la trama ha voluto essere troppo ricca, per le così poche pagine che avevano a disposizione.

Attenzione piccoli spoiler.
Sono rimasto stupito quando, nel volume 2, è apparso il Grande Mazinga. Stupito nel senso che se celebri un eroe non mi sembra troppo corretto tirarne in ballo altri, anche se il nemico è, od è stato, comune. Vedere, però, tutta la famiglia di personaggi creati da Nagai negli anni d'oro nello stesso calderone mi ha un po' indispettito. Il ruolo di Koji, la gestione scarsa della sicurezza della Fortezza delle Scienze, Daisuke, Sayaka, Jun, l'ampio margine d'azione per Boss. Tutti questi intermezzi hanno portato via tempo alla storia principale ed hanno, più o meno volutamente, permesso che la trama giungesse al non finale che abbiamo letto.
Fine piccoli spoiler.

Il non finale che abbiamo letto, figlio della gestione, compiacente e compiaciuta, dello spazio a disposizione dagli autori mi ha lasciato dell'amaro in bocca. Sì, tante belle strade aperte per una possibile prosecuzione, ma, alla fin fine, non si è quagliato nulla. Se pensiamo che è un manga del 2012, pubblicato in Italia a fine 2015 e che non generato un seguito, conosciuto, a cui affidarsi per dare le risposte richieste ecco: a me un po' girano.

Disegni di alto livello, che calano di qualità e di nitidezza nelle scene di combattimento molto cinetiche, una storia in cui lo spazio narrativo è stato tirato troppo per le lunghe e non ha portato a nessuna conclusione. Queste caratteristiche mi spingono a continuare a considerare questo manga un acquisto interessante, ma mi portano, anche, a credere che sia un'occasione fallita giocata, oltre tutto, per un evento decisamente unico. Tanto di bello era stato fatto con Amon Saga e Strange Days, peccato non aver replicato in qualità con questa nuova avventura.

Per veri appassionati, non per chi passa di qui per caso.

giovedì 29 ottobre 2015

Devilman Vs Hades

DEVILMAN VS HADES 
Numero 1
Testata  STORIE DI KAPPA 
Nr. Testata  244
Data di uscita  24/09/2015 
Autore  Go Nagai, Team MOON 
Dimensioni  13x18 
Stampa  b/n
Pagine  224
ISBN 
Sovraccoperta  Si 
Cover con alette  No
Solo in fumetteria

Miki è morta durante la saga classica di Devilman. Il suo omicidio è stato la molla che ha spinto Amon a vendicarsi della sua specie ed ad entrare in guerra con i demoni. Ora che, però, anche l'umanità è stata sterminata dal Devilman, Akira decide di recarsi negli inferi e riprendersi, anche con la forza, l'anima della sua amata. Gli ostacoli non saranno pochi, gli avversari, anche quelli che erano stati da lui già uccisi, torneranno per fermarlo su ordine di Hades.

Questo manga in tre volumi è uscito nel 2012 per il 40° anniversario della nascita della serie Devilman. Serie di culto per milioni di lettori in Giappone e nel mondo, che ha visto una trasposizione televisiva, degli OAV (home video) e diversi seguiti cartacei, più o meno influenzati da Nagai Go.
Qui Nagai non ci mette becco. Accetta la proposta di Team MOON di vedere cose succederebbe se il nemico di Mazinga Z, che ha incrociato la strada del Grande Mazinga, affrontasse il demone più potente della Terra. Nasce così il plot di Devilman vs Hades. L'Hades del titolo altri non è che l'Imperatore delle Tenebre mai sconfitto dai robottoni nipponici e ritiratosi a miglior vita.
La storia ripercorre i passi, in chiave moderna e generosamente violenta, di Orfeo che scende agli inferi per ritrovare la sua amata. Qui, però, Akira lo fa a suon di massacri e cazzottoni, sacrificando al suo passaggio, anche, Persefone moglie di Hades. La decisione di rendere la disputa più complicata di una discussione davanti ad un Branca Menta con ghiaccio è interessante e genera un'ondata di morti viventi sulla superficie del pianeta. La storia si sposta presto dagli inferi sotterranei a quelli a cielo aperto. I personaggi secondari, qui, vanno e vengono decisamente in fretta. Interessanti i capitoli dedicati a Jinmen e Silen, ma quest'ultima esce di scena con troppa solerzia.
Oltre la storia, narrativamente un po' caotica, ma in divenire, il punto debole del manga sono i disegni. Tendenzialmente bellissimi e di alto livello. Curati allo spasimo quando si tratta di rappresentare i protagonisti o le bellezze femminili, perdono nelle scene d'azione. Per intenderci, non è che siano brutte, ma sono eccessivamente caotiche, tanto da renderne alcune praticamente inleggibili. Altra tara del Team MOON sono le situazioni, anche un po' fuori luogo ed al limite dello slapstick, con il protagonista deformed nelle brevi vignette in cui interagisce con la spalla comica. Mi sarebbe piaciuto vedere queste situazioni rese in un modo nagaianamente migliore. Non che il Maestro non lo facesse, ma il suo stile di disegno deformed si amalgamava bene con il suo tratto reale. Qui viene sospesa la complicità tra mangaka e lettore, la scelta degli autori riporta lo riporta alla realtà espellendolo dalle pagine del fumetto.

A fine albo troviamo una semplice intervista a Nagai dove, chiaramente, ci dice che è contento che altri autori lavorino sui suoi personaggi e gli paghino i diritti di sfruttamento. Anche io lo sarei.

Sono solo tre volumi e posto per loro i libreria c'è. Speriamo nella maggiore qualità narrativa dei prossimi.

martedì 25 novembre 2014

Le notti dei Super Robot - Parte 1

Mazinga Z contro Devilman, Mazinga Z contro il Generale Nero e Il Grande Mazinga contro Getta Robot. Questi sono i titoli proposti nella prima Notte dei Super Robot.
Ma come è andata?
Al cinema, sala di 150 posti circa quasi piena, una allegra formazioni di trenta/quarantenni, chi con pargoli, chi con mogli, si è ritrovata, per rivivere, con simpatica nostalgia, i primi anni della loro infanzia, tra risa ed applausi a scena aperta.
Da quando scorrono sullo schermo le prime immagini si capisce che non tutti si ricordavano come erano in realtà i robot che amavano da bambini. Molti rimangono sorpresi dalle proporzioni approssimative, molti dai dialoghi semplici e dalle dinamiche narrative poco articolate. Per tanti il ricordo è più bello della realtà dei fatti.
Sotto il profilo tecnico niente si può dire al lavoro svolto per la presentazione sul grande schermo. Si è proceduto ad un nuovo doppiaggio, mantenendo le voci originali dove possibile, che ha portato, per me purtroppo, a scegliere di proporre i nomi della prima versione italiana dei personaggi di Nagai e non i loro originali (per intenderci Koji è Ryo). La scelta ha, comunque, il suoi lati positivi: finalmente si è abbandonato l'audio in mono degli anni '970 e ci si è aggiornati per godere meglio delle battaglie sui dispositivi moderni.
La parte grafica è quella che ha acquisito maggiore forza con questa operazione. Il restauro del colore ha portato sullo schermo i toni forti delle tinte, ha valorizzato i fondali, dei dipinti di alto livello, esaltandone i toni dei rossi, viola e neri di Apocalittica visione. Non dobbiamo dimenticarci che in ogni singolo episodio la Terra è in pericolo e l'estinzione della razza umana. Tra i mostri di Micene, quelli comandati dal Barone Ashura o dei mostri spaziali e la nostra salvezza i baluardi solidi sono pochi: Mazinga Z, Il Grande Mazinga ed il Getta Robot.
Del trittico proposto in questa prima serata non posso che preferire il secondo capitolo. La sofferenza di Mazinga Z, e del suo pilota, nella battaglia finale è palpabile ed intensa. Anche i più sprezzanti tra il pubblico si sono uniti a soffrire e tifare per questo grande robot Super Lega Z, ma con un grande cuore umano al suo interno. Uniti a soffrire e pronti ad esultare quando il colpo di scena ha spazzato ogni dubbio su chi avrebbe vinto la battaglia finale.
Nel primo episodio, pur nelle sue articolazioni narrative semplici rispetto ad alcuni prodotti contemporanei, il legame tra Akira Fudo e Ryo Kabuto cresce in modo graduale. L'uno spinge l'altro a crescere ed a vincere i punti deboli del suo robot, seppure con arroganza, ma, il secondo, non si pone il minimo dubbio di aiutare un futuro amico nel momento di difficoltà.
Il Getter Robot l'ho sempre visto poco. La rivalità forzata tra i suoi tre piloti ed Tetsuya Tsurugi è palesemente poco credibile ed utile all'umanità, ma non sempre tutto può filare liscio tra gli eroi. La mentalità giapponese, però, riesce a sistemare tutto: anche il nemico più imbattibile riesce ad essere sconfitto con la collaborazione.
Palese, rispetto alla narrativa contemporanea, il ruolo di contorno delle donne. Già nella società giapponese fanno più fatica ad emergere adesso, figuriamoci in quegli anni. I robot guidati da Sayaka Yumi sono carne da macello in ogni momento, non riescono a portare un solo colpo contro gli avversari e vengono subito distrutti. Venus Alpha, invece, guidato dalla bellissima Jun Hono, è un'altra cosa. In anticipo sui tempi qui come su tanto altro, Nagai Go, ritaglia una parte, ed un carattere, più importante per questa ragazza combattiva.

Uno sguardo sulla società giapponese, nella quale da sempre i giovani devono lottare contro i più anziani per trovare il loro posto nella società, lanciato attraverso gli occhi dei robot giganteschi. Robot enormi che ospitano dentro di loro piloti danno tutto ciò che possono per garantire un futuro al nostro pianeta.

Una buona operazione nostalgia destinata ad un unico passaggio in sala (si replica con altri tre episodi settimana prossima), ma con l'intento di aprire un nuovo mercato di DVD e gadget sfruttando le icone che hanno visto crescere generazioni di bambini e sbarcare i cartoni animati giapponesi nel Bel Paese.

Majinga Zetto tai Debiruman
Regia: Tomoharu Katsumata
Origine: Giappone, 1973

Majinga Zetto tai Ankoku Daishogun
 Nobutaka Nishizawa
1974

Gureto Majinga tai Getta Robo

Masayuki Akehi
1975

Distribuzione: Yamato Video/Koch Media
Durata: 116'

mercoledì 28 maggio 2014

Shin Mazinger Zero 001

Shin Mazinger Zero 001 - VARIANT CUT PRICE!
Edizioni: BD
Collana: J-Pop
Prezzo: 1,00 € (numero 1 regular price 5.90€)
Volumi 9 (conclusa)
Pubblicazione: Maggio 2014

E' il futuro. Mazinger Z è una creatura robotica senziente e determinata a compiere la missione per la quale è stata creata: distruggere ogni minaccia per la Terra. Peccato che tra le minacce sia incluso anche l'essere umano.
Un unico uomo è sopravvissuto alla sua ira: Koji Kabuto, colui che sarebbe potuto diventare il pilota del Demone che sta distruggendo la vita sul pianeta che gli ha dato i natali.
La missione è suicida. L'unica che può aiutarlo è Minerva X, nelle sue sembianze umane e dotata di poteri eccezionali riesce a mandare ripetutamente indietro nel tempo ed in universi alternativi il figlio del professor Kabuto. Lo scopo è trovare un tempo ed un luogo in cui sia possibile far coesistere gli umani e Mazinger Z.

Il famoso duo Tabata e Yogo (autori di Akumetse e Wolf Guy) è alle prese con l'iconica creatura ideata dal Maestro del Manga Nagai Go, per la gioia di grandi e piccini di tutto il mondo.
Quello che accade, con buoni disegni ed una storia, in questo primo numero, con un incipit interessante, ma un po' ripetitiva è intrigante. Purtroppo la moda delle mega onomatopee, degli urli a piena pagina, sacrifica molto la resa grafica delle tavole e la lettura.
Passando all'edizione italiana. La scelta di tradurre le onomatopee parallelamente e non in sostituzione delle originali, aggrava ulteriormente il senso di pesantezza delle tavole. La definizione di stampa è adatta per rappresentare i disegni principali. Risulta essere un po' scarsa, però, per tutti quei flashback che coinvolgono Koji Kabuto e che narrano le sue vite precedenti nei diversi universi paralleli.
Per quanto riguarda la qualità dei dialoghi, chiudo con un'immagine emblematica.
Numero uno, pagina tre, vignetta tre.

venerdì 8 novembre 2013

Go Nagai Robot Collection

Ho avuto tra le mani la prima uscita della Go Nagai Robot Collection.
Ne avevo letto e sentito parlare, male, un po' ovunque: ero curioso di capire come fossero ed ecco tra le mie mano Jeeg Robot d'Acciaio.
Ecco, di acciaio c'è proprio il nulla, ma andiamo con ordine.
Il packaging è spettacolare. Scatola nera con scritte anni '80 del secolo scorso e sagoma del robot contenuto stampata sia sui laterali che sul retro. A dir la verità le sagome sono due: quella del Jeeg e quella del Goldrake, che si collocano come prima e seconda uscita della serie. E' probabile che il packaging non cambierà per tutta la durata della pubblicazione, ma sarebbe stata una bella idea quella di personalizzare ogni box con il profilo del personaggio contenuto. Sul box niente da rimarcare. Rigorosamente in cartone copre tutti e quatto i lati dell'alloggiamento in plastica in esso contenuto. Solo il lato frontale ha una finestra per mostrare il robot in tutta la sua artistica potenza. Peccato che il cartone, qui, oscuri il volto del robot.
In penombra.


I crediti dell'opera.
L'apertura della scatola, o unboxing come viene sempre più spesso chiamato, è difficoltoso. La linguetta di cartone che chiude il tutto è così bene incastrata che si rischia la rottura ad esercitare troppa forza.
Una volta rimosso il giaciglio plasticoso del Jeeg lo troviamo ben chiuso, grazie a delle parti in plastica concava vs convessa che ne permettono la chiusura senza l'utilizzo di scotch. Sicuramente qui abbiamo un grande passo avanti rispetto ai box in cui sono custodite le varie miniature Eaglemoos, siano esse Marvel, Dc o gli scacchi di Star Wars. D'altronde il licenziatario è la Dynamic Planning ed i giapponesi son da sempre maestri nel packaging.
I dolori arrivano quando viene estratto il personaggio dalla scatola.
Saltano subito all'occhio difetti di pittura, disomogenea, con bolle, mancante, ma il dettaglio anomalo è il peso. Ovviamente, come accennato, il confronto con i prodotti Eaglemoss è di dovere visto che ci muoviamo sul loro territorio. Quindi, paragonato ad una miniatura della ditta inglese delle stesse dimensioni è ben più leggera. Il personaggio, in posizione di battaglia, è alto circa 12 cm e sebbene sia la riproduzione dell'amato Jeeg non convince.

Davvero è troppo leggero. Il suo interno sembra essere vuoto e non pieno come un Galactus od un Batman sul gargoyle. La leggerezza della miniatura rovina la magia e causa ripetuti danni alla consegna nelle edicole. Girando un po' i rivenditori della mia città mi sono sentito spesso dire: "Me ne sono arrivati 5 (3 o qualche altro basso numero, fate voi ndr) e di sani ce ne erano pochissimi.". Sani si intende con entrambe le braccia integre, con la basetta di plastica, per la stabilità nell'esposizione, ancora attaccata sotto i piedi o la testa sul collo. Troppo leggeri, quindi, vuol dire poco resistenti e perciò facilmente rompibili in fase di consegna.
Ma il livello di dettaglio? I colori sono i suoi. Le forme pure, ma il viso ecco. Il viso ricorda quello di Jeeg, ma la ridotta dimensione della scultura fa si che se osservato attentamente ricordi molto quello di un topo muschiato del deserto.
Un po' diverso da quello della pubblicità, vero?
Parlando in soldoni. 5€ la prima uscita e perché no. Non è così pessimo da non valerli, ma neanche così stratosferico da paragonarsi con i prodotti Eaglemoss che costavano tra i 11 ed i 12€. Seconda uscita, Goldrake, 10€: ecco, già non ci siamo. Il valore massimo di queste miniature, se la qualità assume come costante la prima uscita, non può essere superiore di 5€. Terza uscita, Grande Mazinga, e prezzo definitivo per tutte le restanti, successive, quarantasette, uscite: 13 carte! Dai, ma state scherzando! Sono d'accordo che in tutto questo c'è lo zampino della Yamato, i cui prezzi non sono mai stati popolari, ma così è veramente fuori mercato. Da considerare che ai robot si alterneranno astronavi, nemici e piloti. Se i robot sono di dodici centimetri i piloti dovranno essere più piccoli, di quanto? A 13€? Siamo su candid camera.

Giuro, la mia scimmia collezionista vorrebbe contribuire al successo commerciale di questa idea, almeno comprando i piloti, ma i prezzi sono spropositati. Peccato.

Ecco la lista delle uscite:
1) Jeeg
2) Goldrake
3) Grande Mazinga
4) Mazinga Z
5) Duke Fleed
6) Garada K7
7) Venus Alfa
8) Hiroshi Shiba (Cyborg)
9) Boss Robot
10) Generale Nero
11) Big Shooter
12) Re Vega
13) Tetsuya Tsurugi
14) Afrodite A
15) Regina Himika
16) Koji Kabuto
17) Takeru
18) Giru Giru
19) Ministro Argos
20) Ministro Amano
21) Nave Madre
22) Diana A
23) Generale Scarabeth
24) Comandante Gandal
25) Ministro Mimashi
26) Generale Angoras
27) Doublas M2
28) Koji Kabuto (Alcor)
29) Sayaka yumi
30) Ministro Ikima
31) Miwa Uzuki
32) Generale Drayato
33) Dottor Inferno
34) Jun Hono
35) Generale Birdler
36) Generale Flora
37) Comandante Hydargos
38) Generale Rigarn
39) Astronave delle Regina Himika
40) Mikeros
41) Ministro della scienza Zuril
42) Generale Ardias
43) Barone Ashura
44) Generale Yuri Cesar
45) Marchesa Yanus
46) Gran Maresciallo delle Tenebre
47) Duca Gorgon
48) Conte Blocken
49) Signore del Drago
50) Fortezza Demoniaca

venerdì 1 marzo 2013

Ufo Robot Goldrake - Ritorno alla Terra


Come nel caso precedente. Io l'idea per il soggetto ce l'ho. Se qualcuno di voi ha voglia di disegnarla scrivo anche la sceneggiatura.

martedì 5 febbraio 2013

Shin Z Mazinger Hen


Koji Kabuto è un ragazzo come tanti. E' orfano dei genitori, ha un fratello più piccolo, un nonno scienziato mezzo matto ed è un mezzo teppista appassionato di moto. La sua vita cambierà quando dal mare giungeranno dei mostri meccanici di origine Micenea ai comandi del Dott. Hell e dei suoi luogotenenti: il Barone Ashura, il Conte Blocken, il Visonte Pigman. L'esercito di Hell attacca la città costiera giapponese di Atami per impossessarsi della Fortezza delle scienze, al comando della quale c'è il Dottor Yumi, e dell'energia fotonica e del japanium ivi custodite.
Il Dottor Kabuto, nonno di Koji, nel tempo libero, ha costruito un potente robot che è l'ultimo baluardo a difesa dell'umanità: Mazinger Z. Sarà compito di Koji guidarlo e combattere le armate del nemico. Potrà, però, contare sull'aiuto dell'Armata Mazinger, su Aprhodite A, pilotata dalla figlia del Dottor Yumi, Sayaka, e su improbabili alleati che si riveleranno molto importanti.
La battaglia è solo il primo tassello di un puzzle che porterà a svelare i reconditi segreti di insospettabili protagonisti.

Nagai Go mette mano, nuovamente, alla storia del robottone che lo ha reso famoso: Mazinga Z. Dopo numerose versioni del manga, però, questa volta decide di portare le gesta del robot costruito in super lega z sugli schermi televisivi con un nuovo anime.
Se soprassediamo a due episodi particolarmente lenti e riassuntivi, la 6 e la 21, il resto è decisamente godibile. Certo, troviamo spesso ripetizioni di situazioni, imbambolamenti intollerabili nei momenti d'azione che necessiterebbero reattività e qualche dialogo superfluo, ma tutto sommato questo non danneggia la qualità complessiva del prodotto. Vi troviamo, anche, un ricco parterre di personaggi. Oltre ai classici Koji, Shiro, Sayaka, Boss assistenti e scienziati vari, non manca la presenza di protagonisti e comprimari che stupiscono per il ruolo che ricoprono. La residenza Kurogane è piena di individui strani ed interessanti, mentre il visconte Pigman è persino di troppo. Curiosa la scelta degli avversari micenei ed azzeccata la scelta di narrare le origini del Barone Ashura e nel contempo introdurre concetti mitologici greci, ritrovabili nelle ultime svolte dei manga Z.
Aspettatevi di trovare una marea di sorprese, nuovi robot e loro nuove versioni e qualche guest veramente speciale.
L'aspetto grafico è decisamente molto curato, moderno, ma nel contempo classico. Intriganti i colori e piacevole la scelta di introdurre colori fluorescenti per certi dettagli. Anche la computer grafica è usata con una misura equilibrata, meglio anche che in alcuni anime meno recenti sempre dedicati ai personaggi Nagaiani.

Che dire. Io me lo sono goduto e mi è piaciuto. Forse non è proprio per tutti, ma credo sia godibile sia per i nostalgici degli anni '80 del secolo scorso e per chi voglia avvicinarsi a loro per la prima volta.

Pilder On!!!!!!

Titolo originaleNuovo Mazinger Impatto! Capitolo Z
Autori
RegiaYasuhiro Imagawa
Character designShinji Takeuchi
Mecha designTsuyoshi Nonaka
StudioBEEMEDIA - Code
MusicheAkira Miyagawa
Reti
1ª TV4 aprile 2009 – 26 settembre2009
Episodi26 (completa)
Rete italianaMan-Ga
1ª TV it.21 gennaio 2011 – 13 maggio2011
Episodi it.26 (completa)

venerdì 8 giugno 2012

Kekkou Kamen

Vagando nell'Internet mi sono imbattuto in questa news folgorante, ma pariamo dall'inizio.
Gli appassionati di manga giapponesi ben conoscono il Maestro Nagai Go. Per tutti gli altri: l'uomo prima menzionato è colui che ha ideato i più noti robottoni dell'animazione giapponese, che hanno dato vita e forma alla prima, pacifica, invasione di cartoni animati dal Paese del Sol Levante.
Chi di voi non conosce Ufo Robot Goldrake, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Jeeg Robot d'Acciaio e tanti altri,
Un minor numero di appassionati è a conoscenza che il Maestro ha esordito con manga poco ortodossi. Ha sviluppato la fantasia di molti adolescenti nipponici con i suoi manga un po', tanto a volte, scollacciati. In Italia, anche perchè pubblicato dalla defunta d/visual, il più noto (ed in Giappone anche più longevo) è Cutie Honey. Quello, però, che ha dato una scossa alla società ed al sistema scolastico nipponico è stato Kekkou Kamen.
Dal 1973 al 1978 sul mensile della Shueisha Monthly Shonen Jump i lettori hanno potuto leggere le vicende dell'istituto Sparta. Isolato tre le montagne, l'istituto scolastico garantisce il più alto numero di ammessi all'università migliori del Paese. Gli studenti che escono da questa scuola hanno quasi la certezza di entrare a far parte dell'elite che governa il Giappone. Il merito di questo successo è dovuto ai metodi insensatamente crudeli e sadici del corpo insegnate e dal preside della scuola, "l'unghia del piede di Satana". L'unico baluardo nella difesa degli studenti è una misteriosa eroina mascherata. Con indosso solo una maschera, dei guanti, degli stivali ed una sciarpa rossa combatte le ingiustizie completamente nuda. Come ogni super eroe ha una mossa definitiva, derivata dal wrestling, ossia la Headscissors Takedown, con la quale chiude, vincente, ogni incontro premendo l'inguine nudo sul viso dell'avversario. Il tutto sviluppato su cinque tonbakon, pubblicati anche in Italia nella collana d/books.
Ora sappiamo che quando una cosa piace ai giapponesi nessuno li ferma. Dopo aver letto il manga hanno trasposto il tutto in 4 OAV da 45 minuti agli inizi degli anni novanta del secolo scorso (pubblicati in Italia in VHS dalla Dynamic Planning), ma non si sono fermati li.
A partire dal 1991 si sono succeduti, tra cinema e televisione, ben 9 Live Action Movie. I Live Action Movie altro non sono quello che sta succedendo con i super eroi Marvel nel mondo occidentale. Si prende un personaggio disegnato, si trova un attore in carne ed ossa e si gira un film dal vivo.
Dal 2 Giugno, dopo Rie Nakano, Shino Saito, Sasa Handa, i fortunati spettatori dagli occhi a mandorla possono vedere le forme della loro eroina portate in vita da Aino Kishi (idol dei film per adulti al suo terzo film regolare i tre anni).

Ora potete guardare il video qui sotto.



E' o non è di un'oscenità assurda? Non tanto per il soggetto, tanto uno sa cosa va a vedere quindi, poi non sono io a poter giudicare i gusti dei nippi. Quello che mi ha sconvolto è l'infima qualità del complesso: recitazione, sonoro, regia, coreografie di combattimento, effetti speciali.
Hanno osato criticare il Devilman del 2004 (Debiruman) di Hiroyuki Nasu, ultima sua opera prima della precoce morte per un tumore il 27 Febbraio del 2005, un film non eccelso, ma girato col cuore e la devozione verso un personaggio tanto amato e poi mettono in produzione un'indecenza del genere.

Sicuramente non sarà così male come l'ho dipinto e come il trailer può far credere e diventerà un piccolo cult nel suo Paese.

Sarete in Giappone il 2 Giugno? Non dimenticatevi di prenotare il vostro biglietto al cinema.

mercoledì 9 maggio 2012

Anniversario

A fine anno, non so se ve lo avevo già detto o no, un grande personaggio compirà 40 anni. Quest'essere meraviglio è nato dalla fervida immaginazione di un giovane giapponese bloccato in un ingorgo, che non vedeva l'ora di tornare a casa a disegnare fumetti. Una volta giunto nella sua abitazione non ci pensò due volte e mise su carta la sua idea. L'abbozzo era quello che ritraeva un'autovettura che si trasformava in un robot e si faceva strade nel traffico. Era il primo vagito di colui che prima si sarebbe chiamato Energer Z poi Iron Z ed infine... Mazinger Z!
Si proprio il grande robottone che si accompagnava alla Dianan A sui nostri teleschermi negli anni '80 del secolo scorso.
Da Barcellona, e non dal Giappone, dove Nagai Go è presente ad un evento fieristico, arrivano delle novità succose. La prima e più tangibile è che usciranno in Blu Ray tutti i film che avevano Koji Kabuto ed il suo robot come protagonisti, che saranno:

Mazinga Z contro Devilman (1973, 43 min.);
Mazinga Z contro il Generale nero (1974, 43 min.);Il Grande Mazinga contro Getta Robot (1975, 30 min.);Il Grande Mazinga contro Getta Robot G (1975, 25 min.);La grande battaglia dei dischi spaziali (film pilota di Goldrake, datato 1975, 30 min.);UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga (1976, 24 min.);Il Grande Mazinga, Getta Robot G e UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro (1976, 31 min.);

il tutto sviluppato su due dischi ai quali si aggiunge un disco extra, il terzo, contenente un breve documentario “This Is a UFO!” (1975, 16 min. circa) ed una serie di episodi selezionati delle varie serie tv che lo hanno visto protagonista:
Mazinga Z – Il fantasma di Mazinga Z (ep. 5);
Mazinga Z – L’operazione Giappone del Dottor Inferno (ep. 57);
Getta Robot – Grande Jack Tokyo(ep. 6);
Goldrake – Missione da Vega (Ep. 7);
Goldrake – Il mostro ribelle” (ep. 49).

Praticamente un box imperdibile per chiunque abbia amato i robottoni in gioventù. Il prezzo? 15750 Yen tasse incluse.




La seconda ed ultima, per ora, che il mangaka ha rivelato personalmente, è che esiste una trattativa tra una società giapponese ed una europea per la realizzazione di un Live Action Movie dedicato a Mazinger Z. 
Che dopo l'invasione di personaggi tratti da fumetti Marvel il cinema veda anche quella dei robot dal Sol Levante.


Speriamo, ma non mi illudo. Da quanti anni è che si parla di un film dal vivo dedicato a Goldrake?

giovedì 18 novembre 2010

Jeeg Robot - L'uomo d'acciaio (Anime)


Uno scavo archeologico in una zona di grande interesse in Giappone. Il professore Shiba, eclettico scienziato giapponese, scopre un oggetto mitico: un'antica campana di bronzo. Oggetto dai grandi poteri mistici, del periodo intorno al 250 d.c, usata per l'evocazione di divinità. La particolarità dell'essere in bronzo, e non in ferro come la maggior parte di quelle di tale periodo, la rende ancora più particolare. Talmente rara che è cercata da millenni dal popolo Yamatai da utilizzare come viatico per il loro ritorno trionfante sulla superficie del territorio giapponese ed impossessarsene.
La regina Himika, capo del potente e nascosto sotto terra, popolo Yamatai ne è alla disperata ricerca. Il giorno che scopre che il professor Shiba ne è entrato in possesso organizza un agguato per rubargliela, ma l'unico effetto che ottiene è l'omicidio dello scienziato. La pattuglia di emissari dell'esercito Yamatai scappa ed in quel momento sopraggiunge l'assistente del professore, una ragazza di nome Miwa, che lo porta a casa dove, in fin di vita, l'uomo riesce a consegnare a suo figlio Hiroshi una collana con un particolare ciondolo ed un paio di guanti da moto.
Hiroshi è un meccanico e pilota di F1. Proprio durante la gara di quel giorno aveva subito un grave incidente dal quale era uscito misteriosamente illeso. Già perplesso per quell'evento rimane ancora più interdetto dall'ultimo regalo del padre. Non è a conoscenza del segreto custodito nel suo corpo: anni prima lo stesso professore aveva impiantato nel corpo del ragazzo, per nasconderla e dotare lui di poteri particolari, la campana di bronzo.
Nel frattempo nel regno Yamatai si assapora la delusione della sconfitta. Himika decide di trovare la campana di bronzo a tutti i costi. Invia sulla superficie, guidati dai suoi tre ministri Ikima, Mimashi e Amaso, orde di mostri Haniwa.

Nessuno può fermarli. Hiroshi viene convocato alla base antiatomica dove il professor Dairi, vecchio assistente e amico del padre, lo conduce in una stanza in cui è presente un grande computer centrale. Sul monitor principale appare l'immagine olografica del padre che gli spiega come, in previsione della sua morte, abbia trasferito la sua coscienza nel computer e che lui, suo figlio, è in grado di combattere i mostri nemici.
Hiroshi è incredulo, ma ciò che gli ha raccontato il padre si rivela la verità. Unendo i pugni ed invocando il suo grido di battaglia può trasformarsi nella testa di in un potente robot: Jeeg Robot. Grazie alla sua amica Miwa, ai comandi del Big Shooter, potrà completare la trasformazione e diventare un robot completo con armi potentissime per mezzo delle quali sconfiggere gli avversari di turno.

Dopo innumerevoli vittorie la regina Himika riesce a mettere a segno un colpo a suo favore. Rapisce Hiroshi e grazie ad una radiografia individua la campana di bronzo nel suo petto. Dopo averne decifrate le iscrizioni riesce ad evocare l'Imperatore del Drago. Potentissimo. Quest'ultimo anziché venire in aiuto a Himika la ucciderà e la sostituisce sul trono del regno. Al posto dei tre ministri fedeli ad Himika i poteri verranno concentrati nelle mani di un'umana risorta dallo stesso imperatore, di nome Flora. La guerra diviene più crudele, ma allo stesso tempo una breccia si apre nelle difese del regno Yamatai. L'umanità di Flora entrerà ben presto in risonanza con i sentimenti di Hiroshi. Sarà lei stessa a salvarlo il giorno in cui verrà rapito e portato nelle viscere del suo regno. Scoperto il tradimento della sua fedelissima l'Imperatore del Drago la uccide in modo disumano indebolendo ulteriormente il suo esercito. Vedendosi alle corde l'Imperatore progetta un attacco con tutte le forze che ha a disposizione. Per il solo Jeeg diventa sempre più difficile difendere il Giappone. Sarà solo grazie al definitivo sacrificio del professor Shiba che Jeeg potrà giungere al sanguinose ed estenuante scontro finale con l'Imperatore del Drago.

Trasmesso per la prima volta in Italia nel 1979, l'anime televisivo di 46 episodi prodotto dalla Toei Animation nel 1975 su soggetto di Go Nagai, riscuote un enorme successo. Si colloca nel periodo dei "robottoni" nati dalla fertile mente del mangaka giapponese instaurandosi nella memoria collettiva dei "bambini degli anni '80", insieme a Goldrake, Mazinga Z e il Grande Mazinga.
La serie è, a vederla oggi, caratterizzata da singoli episodi a volte ingenui nello svolgimento. Hiroshi è un ragazzo, adulto per i canoni dell'animazione moderna, che si trova suo malgrado a dover difendere il Giappone grazie a dei superpoteri donatigli dal padre. Per gli standard di quegli anni si rende, quindi, necessaria la sua maturazione sia per la sua stessa crescita che per la salvezza dei suoi compatrioti. Il cast principale vede il giudizioso, ma con moti di ribellione, Hiroshi affiancato dall'integerrima Miwa, pilota del Big Shooter coetanea del protagonista, la madre di Hiroshi, la sorellina Mayumi, l'aiutante d'officina Shorty, i proprietari dell'officina concorrente e piloti del MekaDon, Don e Sancho, la reincarnazione del professor Shiba e il professore Dairi scienziato al comandando della base antiatomica. Gli antagonisti sono la Regina Himika, i suoi tre generali Ikima, Amaso, Mimashi e dopo la morte di Himika il Signore del Drago e la sua braccio destro Flora. In più un accenno alla presenza di una mascotte, incarnata dalla talpa rosa parlante che prende in Don dopo le disfatte subite dal suo robot.
I personaggi si muovono alternativamente in un script tanto semplice quanto efficace, anche se alla lunga ripetitivo: i buoni vengono mostrati in una situazione di disagio o difficoltà, i cattivi attaccano, Jeeg difende la popolazione, va in difficoltà ed alla fine vince.
La vera impresa ardua della realizzazione di questi episodi deve essere stata la faticosa ricerca di nomi nuovi per i mostri, sempre diversi, presentati in ogni puntata; tenendo presente gli episodi delle più famose serie robotiche di Nagai credo che siano stati ricercati più di 500 nomi per gli avversari.
Una chicca è l'approfondimento storiche che sta dietro alla creazione del mito di Jeeg e dei suoi avversari. Himiko (Himika nella serie), il cui nome significa Figlia del Sole, quindi discendente della dea Amaterasu, era una regina del Giappone nel periodo storico che va dal III secolo a.C. al III secolo d.C. nel quale si sviluppa la cultura Yayoi. Tale periodo è quello immediatamente precedente al periodo Yamato, che segnerò la nascita dell'impero e l'inizio della storia del Giappone moderno. Durante il suo regno venne interrotta , senza spiegazione storica, la produzione delle mistiche campane in bronzo. Anche i mostri Haniwa hanno una spiegazione storica: nelle tombe a tumulo del periodo storico citato vennero ritrovati cilindri in argilla raffiguranti animali, oggetti e, appunto, guerrieri.
A guardarla oggi si prova molta nostalgia per la semplicità delle storie con le quali venivamo intrattenuti davanti allo schermo. Trame così semplici da far rischiare l'abbiocco se viste dopo un pranzo pesante od in tardo orario in posizione supina.
Nella versione italiana abbiamo goduto delle sigle dei Superbots e di Fogus (versione televisiva e versione 45 giri) cantate sulla base musicale originale, la stessa che possiamo ascoltare in sottofondo durante i combattimenti e che esalta lo spettatore ancora oggi. Peccato che da metà serie in poi, gli autori originali, abbiano deciso di variare leggermente il tema musicale utilizzando arrangiamenti più elettronici che armonici.
Tutto sommato se avete un bambino piccolo, ancora da istruire sulla fruizione televisiva, dovreste provare a proporglielo potrebbe piacergli. Se lo stesso bambino è già entrato in contatto con l'animazione contemporanea è probabile che preferisca mettersi ad imparare a leggere iniziando dai "Promessi Sposi" di Manzoni.
Alcuni fotogrammi particolari presi direttamente dall'anime.

La nascita di Flora.

Miwa in relax ed a colloquio col professor Shiba durante la battaglia.
Io preferisco il buon Goldrake, ma il "build up" del Jeeg ed ancor prima le due trasformazioni in cyborg di Hiroshi sono eventi che lasciano il segno.

Caratteristiche tecniche Jeeg Robot
Altezza 10 Metri
Peso 25 tonnellate
Capacità di salto 800 Metri
Velocità su terra 300 Km/h
Velocità in acqua 55 nodi
Velocità in volo Mach 10

Armi
Maglio perforante, stretta ma mano a pugno l’avambraccio viene lanciato contro il nemico
Doppio maglio perforante, intrecciando le dita delle mani i due pugni vengono lanciati contemporaneamente,
Raggio protonico, consueta arma finale dei combattimenti un fascio di protoni rossi e neri viene sparato dall'ombelico di Jeeg

Armi Accessorie
Missili perforanti, lanciati dal Bis Shooter sostituiscono le braccia di Jeeg e gli permettono di volare per brevi tragitti e perforare i nemici
Bazooka spaziale, lanciato dal Big Shooter sostituisce un braccio e spara colpi micidiali
Raggi delta, escono da quattro fori sul torace
Scudi rotanti, lanciati dal Bis Shooter coppia di ruote dentate lanciate dal Big Shooter sostituiscono le braccia
Modulo H305 Hantares, unica arma lanciata direttamente in quanto costituita da un cavallo robot bianco che permette a Jeeg di innestarsi al posto della testa e creare un potente centauro robot
Missili super perforanti, lanciati dal Bis Shooter, parte dei supercomponenti sono un'evoluzione dei missili perforanti, le gambe sono dotate di cingoli sullo stinco per muoversi agilmente sotto terra
Componenti subacquei , lanciati dal Bis Shooter, parte dei supercomponenti, permettono a Jeeg di muoversi agilmente sott'acqua e sono dotati di torpedini
Astro componenti, lanciati dal Bis Shooter, parte dei supercomponenti, permettono di volare a lungo e fino nello spazio, sono dotati di laser spaziale e missili anteriori

01. Il risveglio dei mostri
02. Il rapimento di Mayumi
03. L'inganno di Mimashi
04. Missili perforanti
05. Macchie solari
06. Formula 1
07. Radioattività
08. La sfida di Don
09. La Principessa delle nevi
10. S.O.S. Big Shooter
11. Lotta senza quartiere
12. Prigioniero di Himika
13. Nessun compromesso
14. All'ultimo istante
15. Sangue blu
16. Prigioniero di un sogno
17. Mecadon 2
18. Transfert di memoria
19. Il cavaliere senza macchia e senza paura
20. Costretto a battersi
21. Trappola infernale
22. Uragano
23. Infame ricatto
24. Epidemia
25. Condizionamento telepatico
26. Il segreto della campana di bronzo
27. Odio implacabile
28. Attacco suicida
29. L'Imperatore delle Tenebre
30. La scomparsa di Miwa
31. Ad altissima quota
32. Rivolta al centro della Terra
33. Sabotaggio
34. Attacco dall'oltretomba
35. Situazione di stallo
36. La rosa nera
37. Missione senza ritorno
38. L'ultima carica
39. A qualsiasi costo
40.Raggi Omega
41. Il ritorno di Himika
42. Tragico errore
43. Preso in ostaggio
44. Oltre la vita
45. Fino all'ultimo respiro
46.Verso la vittoria

Titolo Originale Kotetsu Jeeg
Soggetto originale Go Nagai e Dynamic Planning
Produzione Toei Animation
Programmazione Giappone : 05/101975 al 29/08/1976
Programmazione Italia : 1979
Episodi : 46
Sceneggiature : Hiroyasu Yamamura, Keisuke Fujikawa e Toyohiro Ando.
Character designer : Kazuo Nakamura
Regia : Yoshio Nitta, Kazuja Miyazaki, Masayuki Akehi, Yugo Serikawa e Kazuo Nakamura.

A seguito della serie esce il manga di Nagai Go di cui abbiamo parlato in questa pagina.

venerdì 5 novembre 2010

Grendizer - Volume Unico

Dallo spazio arriva un disco volante. Il suo pilota è in fuga da una razza aliena che ha appena terminato di sterminare il suo mondo. Il suo pilota è Duke Fleed, Principe della stella Fleed, ed è in fuga dall'esercito di Vega.
Il disco volante atterra sulla Terra per un motivo ben preciso: i Veghiani hanno sul loro cammino di conquista anche il pianeta azzurro.
Pochi mesi dopo la sua venuta giungono, come previsto, anche i malvagi conquistatori e la battaglia ha inizio.
Il cattivo generale Gandal manda all'attacco i suoi mostri robot che vengono sbaragliati dal misterioso alieno, che ormai vive come terrestre nella fattoria Shirakaba ed è stato adottato dal dottor Umon del centro per le ricerche spaziali, grazie all'aiuto dell'invincibile Grendizer (il robot contenuto nel suo disco volante).
La resistenza non era prevista nei piani dell'esercito di re Vega che invia ulteriori aiuti in soccorso del suo avamposto sulla Luna, la base Skullmoon sul lato oscuro del satellite terrestri.
Gli scienziati veghiani riescono a scoprire che sulla Terra esistevano già due potenti robot ormai in disuso e conservati in hangar e musei: Mazinger Z e Grande Mazinger. Con uno stratagemma riescono a prendere possesso delle menti dei due piloti, Koji Kabuto e Tetsuya Tsurugi, e spingere i robot all'attacco del Grendizer. Il piano non va a buon fine, ma permette ai generali veghiani di studiare un altro stratagemma. Viene mandato in azione il carnefice più cruento tra le loro fila che prende possesso del Grande Mazinger, occupa il centro ricerche e lega tutti coloro che vi trova all'interno intorno alla corpo del robot per poi ergersi a combattere contro Grendizer.
Brutti ricordi si affastellano nella mente di Duke Fleed, ma se vorrà salvare il pianeta dovrà affrontarli e superarli.

Per chi non fosse aggiornato Grendizer è il nome originale di Goldrake, e d'visual per venire in contro a nostalgici ed affezionati al classico ci propone questo volumetto in due versioni una con i nomi originali giapponesi ed una con i nomi italiani dei personaggi, così come con due copertine dalla grafica del testo differente a richiamare il nome del robot nelle due versioni.
La versione di Nagai Go del manga dedicato al personaggio a lui creato è più cruenta e realistica dei quella propostaci anni fa ad opera di Ota Gosaku. Se la storia di base è più o meno simile il Maestro si diletta a colorire la sua versione con guest stars speciali e richiami a sue altre opere. Emozionanti il ritorno in azione del Grande Mazinger e del Mazinger Z, così come quello dei loro piloti. Veramente cruenta e forte la scena della pioggia di bambini che mette fine al conflitto tra Veghiani a Fleediani, a favore dei primi. Così come inaspettata la citazione da Devilman, di Jinmen, durante lo scontro finale tra Grendizer ed il "sequestrato" Great Mazinger.
L'ottima dinamica degli scontri rende ancora più piacevole la lettura.

Un volume per nostalgici immancabile nella propria collezione, che va ad arricchire il piccolo panorama italiano dedicato a questo storico robottone.
Il prezzo, non proprio politico, è quello che potrebbe frenare l'acquisto: 7,10€

lunedì 13 settembre 2010

Jeeg Robot d'Acciaio - manga


Una nuova minaccia si abbatte sugli archeologi giapponesi. La Regina Himika, dell'antico regno Yamatai, vuole tornare in possesso della superficie terrestre dopo aver vissuto per secoli sul fondo del Mar del Giappone. Per riuscire nella sua impresa deve preparare il terreno ed eliminare tutti gli studiosi dell'antica, e mitica, cultura scomparsa.
Nelle mire dei suoi sicari rientra Senjirou Shiba, famoso archeologo giapponese. L'occasione di eliminarlo si presenta quando, insieme al figlio Hiroshi, pilota di Formula 1, rientra da un Gran Premio. Su una stradina di montagna i sicari di Himika fucilano sia lui che Hiroshi. Motivato dalla voglia di sopravvivere, di non lasciare morire il figlio e dall'intenzione di sventare i piani di conquista del regno Yamatai, riesce a portare Hiroshi nel suo laboratorio. Qui, prima di morire, trasformerà il ragazzo in un cyborg, grazie all'innesto nel petto della Campana di Bronzo.
Alla morte dello scienziato l'esercito invasore inizia ad attaccare il Giappone con mostri Haniwa, l'umanità sembra impotente. L'ultima opera del dottor Shiba ha, però, dato una speranza all'umanità. Il suo nome è Jeeg Robot d'Acciaio.
Il corpo di Hiroshi è, ora, in grado di trasformarsi nella testa del robot e la sua amica Miwa, ai comandi della navicella Big Shooter, di lanciargli i componenti utili a completare la nascita del grande paladino. Attraverso innesti magnetici alla testa di Jeeg si attaccano tutte le altre parti del corpo. Con le armi a sua disposizione è in grado di distruggere i mostri Haniwa e cercherà di impedire il ritorno del regno Yamatai e della crudele Regina Himika.

Nel 1975 Nagai Go dona la vita a due grandi robot creando per loro due linee narrative estremamente distanti: Ufo Robot Grendizer (il mitico Goldrake) e Jeeg Robot d'Acciaio. Se la prima è una serie fantascientifica, la seconda si rivela grandemente basata sulla storia del Giappone stesso.
L'edizione Dynamic Italia del 2002 ci aiuta a capirne un po' di più.
Nagai recupera i miti della cultura Yayoi, che si sviluppa dal III secolo a.C. al III secolo d.C. della storia del Giappone. Si colloca nel periodo immediatamente precedente al periodo Yamato. Yamato, antico nome dell'odierno Giappone, è l'era storica con la quale, grazie alla nascita dell'impero, inizia la storia moderna del paese del Sol Levante.
I riferimenti al periodo Yayoi sono molteplici:
- La regina Himika: ispirata dal vero personaggio storico della Regina Himiko del Regno Yamatai che, dotata di arti magiche grazie alle quali comunicava con gli dei, vissuta nel III secolo d.C.;
- Le statuette Haniwa: nell'anime troviamo i mostri Haniwa, mentre nella realtà le statuette erano "cilindri d'argilla", statuette, sui quali venivano raffigurati persone, oggetti od animali che venivano seppellite insieme al defunto;
- La campana di bronzo: viene inserita nel corpo di Hiroshi durante l'operazione che lo riporterà in vita. Il Giappone era un paese povero dal punto di vista minerario e le campane venivano solitamente realizzare in ferro. I materiali per realizzare la lega di bronzo erano più rari e scarsi. Le campane realizzare con questo materiale vennero avvolte in un manto di sacralità. Le dōtaku erano utilizzate per invocare le divinità, e come sappiamo i robot nelle serie nagaiane lo sono considerate, e la loro produzione si fermò con la salita al potere della Regina Himiko;
- La Yamata no Orochi: è l'astronave, dalla quale sporgono otto teste di drago, base operativa della Regina Himika. Nell'antichità era un mostro sanguinario ad otto teste della mitologia giapponese.
Dalla ricerca storica svolta dal suo creatore vediamo come il manga di Jeeg riesca a trasmette oltre avventura e divertimento un minimo di cultura.
I due volumi che ne compongono la saga sono illustrati da Yasuda Tatsuya. Pur essendo un allievo di Nagai non riesce ad infondere quel misticismo e dinamismo che si riscontra nelle opere realizzare totalmente di pugno da Nagai. Pur riempiendo bene le tavole si nota l'assenza di quello spunto ulteriore, di quella disciplina artistica che ha reso il suo mentore avanti nei tempi.

L'edizione Dynamic Italia non è di grande qualità. Già nel 2002 si constatava come le pagine fossero di una carta non di qualità e nella stampa l'inchiostro non fosse distribuito in modo omogeneo. Il ribaltamento delle tavole, come in MazinSaga, è deleterio.

Affezionati del robot magnetico per eccellenza questo è il manga per voi. Sappiate, però, che si discosta parecchio dalla serie animata del 1975, e non ha un finale conclusivo.

Titolo originale Kōtetsu Jeeg
Testi Go Nagai
Disegni Tatsuya Yasuda
Editore Kodansha
1ª edizione aprile 1975
Collana 1ª ed. Dynamic Manga n. 13
Tankōbon 2 (completa)
Editore it. Dynamic Italia
1ª edizione it. marzo/aprile 2002 – giugno/luglio 2002
Collana 1ª ed. it. Dynamic Manga n. 13
Periodicità it. bimestrale
Tankōbon it. 2 (completa)
Formato it. 12,5 cm × 17,5 cm
Prezzo 4,40€ cad.
Rilegatura it. brossurato con sovracoperta
Lettura it. ribaltata rispetto all'ed. orig.
Editore it. d/visual
1ª edizione it. marzo/aprile 2009
Periodicità it. 2 volumi in contemporanea
Tankōbon it. 2 (completa)
Formato it. 12,5 cm × 18 cm
Prezzo 5,20€ cad.
Rilegatura it. brossurato con sovracoperta