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mercoledì 25 novembre 2015

Gravity

Lo Space Shuttle Explorer ha portato la dottoressa Ryan Stone nello spazio per migliorare ed aggiornare il telescopio spaziale Hubble. Mentre lei e l'astronauta Matt Kowalsky sono impegnati in una passeggiata spaziale per la manutenzione, vengono avvertiti che un missile russo ha colpito un satellite per le comunicazioni i disuso e ha creato un'onda di detriti diretta verso di loro. E' imperativo rientrare nella nave spaziale e spostarsi dalla traiettoria dei resti tecnologici che li stanno per investire. Le procedure richiedono più tempo del previsto ed i due, unici sopravvissuti alla tempesta, saranno solo nello spazio e dovranno trovare un modo per tornare a casa.

Gravity. Finalmente.
Sono due anni che cerco di vedere questo film e non ci riesco. Finalmente sono riuscito ad inserire il raggio blu nel mio lettore di raggi blu ed a gustarmi i quasi novanta minuti con cui Alfonso Cuarón ha vinto il premio Oscar come miglior regista nel 2014.
Ed il film è grandioso, sia in se stesso che nella capacità mostrata da tutto i team nel ricrea un ambiente ostile come lo spazio infinito. Grazie agli effetti speciali, guidati da Tim Webber, che sono presenti per l'ottanta per cento della durata del film (in Avatar solo il sessanta per cento), viviamo un costante senso di claustrofobia. Abbiamo la sensazione di essere in quelle tutte, di indossare quei pochi centimetri di stoffa ad alta tecnologia che ci separano dal vuoto spaziale e da una morte certa. Tuta che, alla fine dei conti, è una delle poche cose reali che vediamo sullo schermo. Grande lavoro è stato fatto sulla visiera dei caschi, completamente in digitale, creata applicando più livelli trasparenti e gestendo i luci e riflessi con grande maestria. Oltre agli ambienti ricostruiti digitalmente, particolare menzione va a fuoco nella stazione spaziale: affascinante ed inquietante.
Grande supporto all'aspetto visivo del film viene dato dalla musica di Steve Price. La scelta degli strumenti e dei momenti di silenzio durante quei momenti in cui in un film terrestre verrebbero uditi rumori assordanti è così naturale da non essere, nemmeno, percepita. Geniale.
La storia scritta da Alfonso e suo figlio Jonas è quella di una rinascita (anzi una doppia rinascita, forse un'allitterazione troppo reiterata per un film così breve). Una donna moralmente distrutta che deve trovare dentro di se le energie per salvarsi da una fine certa, questa è la sintesi del film. Visivamente semplice ed eccessivamente esplicita, tecnicamente altamente difficoltosa, ma significativa la scena del feto e della rinascita (eccessivo richiamo a 2001: Odissea nello spazio?). Tanto esplicita e tendenzialmente ridondante, ma incisiva, l'unica scena girata sulla Terra.
Agli attori, sopratutto a Sandra Bullock, offrono una performance decisamente impegnativa. Di particolare rilievo la curata gestione del respiro dalle Bullock. Oltre alle espressioni facciali, alla recitazione delle battute, a tutto, si aggiunge come mezzo espressivo il suo respiro e le condense che forma sul casco della tuta spaziale. Un cast decisamente ridotto (scelto con fatica) decisamente azzeccato come chimica e dinamica.
Una storia di base semplice, sembra quasi un videogame, ma che riesce a riportare il genere fantascienza ad un livello di cui da decenni, gli appassionati, non riuscivano a godere. Probabilmente è anche merito di questo film, di questo regista e del suo team creativo, che Interstellar ha potuto godere di un buon successo commerciale (premiato dalla gente, ma non dai critici purtroppo).

In sintesi, Gravity, è un film riuscito ed appassionante. Vedetevelo.

Ed ora un piccolo sunto dei premi più importanti portati a casa dal film nel 2013 e nel 2014.

2014 - Premio Oscar Migliore regia a Alfonso Cuarón
Miglior fotografia a Emmanuel Lubezki
Miglior montaggio a Alfonso Cuarón e Mark Sanger
Migliori effetti speciali a Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould e Nikki Penny
Miglior sonoro a Skip Lievsay, Christopher Benstead, Niv Adiri e Chris Munro
Miglior montaggio sonoro a Glenn Freemantle
Miglior colonna sonora a Steven Price

2014 - Golden Globes Miglior regista a Alfonso Cuarón

2014 - Premio BAFTA Miglior film britannico
Miglior regista a Alfonso Cuarón
Miglior fotografia a Emmanuel Lubezki
Miglior sonoro a Glenn Freemantle, Skip Lievsay, Christopher Benstead, Niv Adiri e Chris Munro
Miglior colonna sonora a Steven Price
Miglior effetti speciali a Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould e Nikki Penny

2014 - Empire Awards Miglior film
Miglior regista a Alfonso Cuarón
Miglior attrice a Sandra Bullock

2014 - Satellite Awards Migliori effetti visivi
Miglior colonna sonora
Miglior suono

2014 - Saturn Award Miglior film di fantascienza
Miglior regia ad Alfonso Cuaròn
Miglior attrice a Sandra Bullock

2013 - Hollywood Film Festival Miglior attrice dell'anno a Sandra Bullock

2013 - Mostra internazionale d'arte cinematografica Future Film Festival Digital Award ad Alfonso Cuarón
Titolo originale Gravity 

Lingua originale inglese, groenlandese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito 
Anno 2013 
Durata 90 min 
Genere fantascienza

Regia Alfonso Cuarón 

Soggetto Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón 
Sceneggiatura Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón 
Produttore Alfonso Cuarón, David Heyman 
Produttore esecutivo Stephen Jones, Nikki Penny, Gabriela Rodriguez, Christopher DeFaria 
Casa di produzione Warner Bros., Heyday Films, Esperanto Filmoj 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Emmanuel Lubezki 
Montaggio Alfonso Cuarón, Mark Sanger 
Effetti speciali Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould, Nikki Penny 
Musiche Steven Price 
Scenografia Andy Nicholson 
Costumi Jany Temime 
Trucco Ann Fenton 
Sfondi Rosie Goodwin 

Interpreti e personaggi

Sandra Bullock: Dottoressa Ryan Stone
George Clooney: Matt Kowalsky

Doppiatori originali

Ed Harris: Controllo da Houston
Paul Sharma: Shariff
Amy Warren: Controllo Explorer
Basher Savage: Capitano della stazione spaziale
Orto Ignatiussen: Aningaaq
 
Doppiatori italiani

Anna Cesareni: Dottoressa Ryan Stone
Francesco Pannofino: Matt Kowalsky
Roberto Gammino: Shariff
Alessio Cigliano: Controllo da Houston
Rachele Paolelli: Controllo Explorer

lunedì 15 giugno 2015

Tomorrowland

1964.  Fiera Universale di New York. Un bambino di nome Frank Walker decide di presentare al concorso scientifico la sua invenzione: un jetpack. Il destino, nei panni di una ragazzina di nome Athena, gli permette di entrare a far parte di una comunità d'elitè che vuole contribuire a migliorare la vita dell'uomo.
2015. Casey Newton, teenager, ha il sogno di raggiungere le stelle. Vorrebbe volare nel cosmo e scoprire nuovi mondi. Il suo sogno, però, rischia di infrangersi da quando la NASA ha interrotto il programma Shuttle e deciso di demolire le rampe lancia razzi. Un giorno, però Casey, trova una spilletta a forma di T che, solo toccandola, le permetterà di vedere nel futuro. Davanti ai suoi occhi e tutto intorno a lei si paleserà un città ad alta tecnologia, senza crimini, diversità e popolata da grandi scienziati, letterati ed artisti. Da quel momento il suo unico scopo sarà trovare il modo per raggiungerla. Una strana bambina riuscirà a metterla in contatto con il solo che sembra potercela portare: il Frank Walker di oggi, difficile sarà convincerlo a portarcela.

Floppone incommensurabile. Come ogni anno in questo periodo Disney decide di farsi del male (economico).  L'anno scorso era toccato a The Lone Ranger, quello prima a John Carter da Marte (a ragione), quest'anno a Tomorrowland. Costato 140 milioni di dollari, più 100 di marketing, il film di Brad Bird (Gli Incredibili) ne ha incassati poco più di 70 milioni worldwide. Ma è veramente meritato il flop? Forse sì, forse no.
Il film parte da un'idea originale di casa Disney (come spesso accade con la casa americano, infatti stesso destino era toccato a I Pirati dei Caraibi ed abbiamo visto lo sfacelo di soldi che ha raccolto): l'attrazione Tomorrowland. L'impresa è ambiziosa. Sin dall'inizio si respira la voglia di realizzare qualcosa di diverso, originale, di partire da un soggetto nuovo e di svilupparlo, anche il classico castello di Cenerentola, dei titoli di testa, diventa futuristico e rappresenta lo skyline di Tomorrowland. Ci si appoggia alla faccia di George Clooney per far partire la macchina della promozione, ma i trailer non convincono.
Per tutta la durata del viaggio si vive tra stupore e razionale voglia di capire come tutto funzioni e come sia possibile raggiungere il Paese delle Meraviglie che Casey vede. Questo stupore e queste sensazioni ci vengono portate da attori in grado di dar vita ai loro personaggi con le giuste intensità. Britt Robertson, di cui ignoravo l'esistenza, è brava. E' il mezzo attraverso il quale lo spettatore viaggia e vive l'avventura. George Clooney lo conosciamo, lascia per paio d'ore i panni di produttore/regista/attore impegnato e si dedica a questa avventura per famiglie nella quale è l'adulto disincantato da un'utopia che l'ha tradito. Raffey Cassidy è la sorpresa; non che sia una sorpresa il personaggio che interpreta, quello lo si capisce alla prima inquadratura. E' una sorpresa lei come attrice. Brava, precisa, puntuale. Sperando non si perda lungo la strada, ha davanti a sé un possibile ottimo futuro. Hugh Laurie non mi capita spesso di vederlo sul grande schermo, anche se di film ne ha interpretati. Quando mi capita è sempre per ritrovarlo, più o meno, questo ruolo. Comunque: sa il fatto suo. Sarebbe stato più coraggiosa, da parte dei produttori, la scelta invertire i ruoli dei protagonisti maschili: mi sarebbe piaciuto vedere Hugh nei panni di Frank e George in quelli di Nix. 
Avvolgente ed azzeccata è la colonna sonora di Giacchino, che ormai non ne sbaglia una, e ben rispecchia il periodo d'oro che sta attraversando l'ispirazione dell'artista (per uno, come me, che di musica è ignorante).
Allora cosa c'è che non va in questo film?
L'idea è buona: tocchi la spilletta ti ritrovi a Tomorrowland, smetti di toccarla torni alla tua realtà. Secondo me sono due i fattori che non hanno funzionato.
Il primo è il periodo d'uscita mondiale: maggio. A maggio, ormai, esce troppa roba. Escono in tanti, i ragazzi ancora vanno a scuola, i soldi sono pochi e, da parte loro i film subiscono una cernita intensa. La selezione si compie per mezzo di un buon trailer e se il trailer, televisivo o nell'internet, lascia qualche dubbio allora il film perde la sua battaglia.
La seconda: è la trama prolissa e con qualche buco narrativo di troppo. Brad Bird e Damon Lindelof sviluppano il soggetto che hanno progettato con Jeff Jensen. Brad Bird crede molto nel tema di poter realizzare un futuro migliore mettendolo nelle mani di esseri umani particolarmente dotati che possano esprimersi al meglio. Alla fine non è un concetto tanto diverso da quello che aveva in mente lo stesso Walt Disney: l'idea alla base della sua Disneyland era quello di poter permettere a tutti di vivere in pace e tranquillità e mostrare come questa utopia fosse possibile. Quindi dove sbagliano i due sceneggiatori? Non è detto che sia uno sbaglio, ma un azzardo lo corrono di certo. Introducono il mondo meraviglioso, l'effetto Wow, subito. Già nei primi minuti del film il piccolo Frank ci porta a Tomorrowland e poi torniamo alla realtà. Lo spettatore, ormai, sa cosa aspettarsi nel prosieguo della pellicola ed è difficile sorprenderlo. Infatti la vera sorpresa sarà nel nostro mondo, nella nostra contemporaneità, anche se verrà da un passato lontano. 
I personaggi sono scritti con esperienza. Vengono stravolte le dinamiche narrative classiche e questo può risultare un po' difficile per lo spettatore alla prima visione. L'empatia con i protagonisti raggiungerà il climax solo nel finale. Ma è un male? Non entriamo in confidenza con le persone che conosciamo poco alla volta? Io ho apprezzato questa scelta narrativa, ma posso capire che molti non l'abbiano vista di buon occhio. Certo il film resta leggermente troppo lungo e con qualche spiegazione eccessivamente prolissa e questo non è un bene, visto che il film  stesso invita, spesso, ad accettare gli eventi per quel che sono e non cercane la causa.

Una piccola chicca l'ho lasciata per ultima. A circa metà film Casey entrerà, per un certo motivo, in un negozio di fumetti e  ooooooommmmiiooooo......!!! E' la location più bella che io abbia mai visto in vita mia. Ragazzi è un luogo così nerd che la fumetteria di Big Bang Theory è la mia cantina! Quella scena, che non dura neanche poco, permette a questo film di meritarne l'acquisto in Bluray, quando ne scenderà prezzo sotto i 10€, per poter effettuare decine di fermo immagine eslporativi. Qui ci dovrebbe scappare l'Oscar per migliore scenografia in un unico ambiente!

Il film? Da rivedere. Secondo me alla seconda dovrebbe soddisfare di più anche i più esigenti.

Titolo originale Tomorrowland
 
Lingua originale inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d'America
Anno 2015
Durata 130 min
Rapporto 2,20 : 1
Genere avventura

Regia Brad Bird
 
Soggetto Brad Bird, Damon Lindelof, Jeff Jensen
Sceneggiatura Brad Bird, Damon Lindelof
Produttore Brad Bird, Damon Lindelof, Jeffrey Chernov
Produttore esecutivo Bernard Bellew, Brigham Taylor
Casa di produzione Walt Disney Pictures
Distribuzione (Italia) Walt Disney Pictures
Fotografia Claudio Miranda
Montaggio Walter Murch
Effetti speciali Kelly Coe, Jayme Smith, Brad Zehr
Musiche Michael Giacchino
Scenografia Scott Chambliss
Costumi Jeffrey Kurland

Interpreti e personaggi

Britt Robertson: Casey Newton
George Clooney: Frank Walker
Hugh Laurie: David Nix
Raffey Cassidy: Athena
Tim McGraw: Eddie Newton
Judy Greer: Jenny Newton
Pierce Gagnon: Nate Newton
Kathryn Hahn: Ursula
Keegan-Michael Key: Hugo
Chris Bauer: padre di Frank
Thomas Robinson: giovane Frank Walker

Doppiatori italiani

Rossa Caputo: Casey Newton
Francesco Pannofino: Frank Walker
Luca Biagini: David Nix
Micaela Incitti: Ursula
Christian Iansante: Eddie Newton

venerdì 2 maggio 2014

Monuments Men

La Seconda Guerra Mondiale è a pochi mesi dalla conclusione, ma i bombardamenti americani delle città europee non accennano a calare. Le popolazioni locali si prodigano per mettere in salvo le opere d'arte più preziose, dopo che persino il Cenacolo Vinciano ha rischiato di essere distrutto. I tedeschi cercano, invece di accaparrarsi, rubandole, opere d'arte da destinare al museo che il Fuhrer vorrebbe creare una volta vinta la guerra.
In America, nel frattempo, un professore di storia dell'arte, Frank Stokes, chiede ed ottiene il permesso ai vertici dell'Esercito degli Stati Uniti di assemblare una squadra di esperti d'arte per andare a salvare dalle razzie e dalla distruzione le più importante opere disseminate in Europa, tra Belgio, Italia e Francia.
L'eterogenea formazioni di uomini non più giovanissimi dovrà vedersela con situazioni pericolose che metteranno a rischio sia le loro vite che l'integrità di ciò che vogliono difendere.

Regia, soggetto, sceneggiatura e produzione di George Clooney. Un soggetto interessante, culturalmente inaspettato per il cinema di Hollywood, infatti tendenzialmente indipendente anche se con qualche fondo dalla Columbia e dalla 20th Century Fox, che spiazza, ma non prende. La narrazione è lenta, scontata e poco avvincente. Per questa storia basata su personaggi realmente esistiti e fatti realmente accaduti, Il ritmo dato dal regista all'epopea di questi grandi uomini che hanno messo la loro vita a protezione di grandi opere d'arte non rende giustizia ha ciò che hanno passato,.
Un grande cast, a partire da Clooney e dal sodale Damon, che vede le piacevoli presenze di Bill Murray, John Goodman e Cate Blanchett e l'interessante interpretazione del vincitore per il premio Oscar come Miglior Attore Protagonista in The Artist Jean Dujardin.
Set ed effetti speciali interessanti e ben realizzati, buone interpretazione, colonna sonora decente, ma tutto sconta un finale noto e dei dialoghi, a volte, tendenti all'ovvio ed al banale.

Peccato, mi avrebbe veramente fatto piacere scrivere di aver visto un gran bel film. Purtroppo, a mio gusto personale, non è stato così.

Titolo originale The Monuments Men 
Lingua originale inglese 
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Germania 
Anno 2014 
Durata 118 min 
Genere drammatico 

Regia George Clooney 

Soggetto Robert M. Edsel, Bret Witter 
Sceneggiatura George Clooney, Grant Heslov 
Produttore George Clooney, Grant Heslov 
Produttore esecutivo Barbara A. Hall 
Casa di produzione Smokehouse Pictures
Studio Babelsberg
Columbia Pictures (co-produzione)
20th Century Fox (co-produzione) 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
Fotografia Phedon Papamichael 
Montaggio Ruy Diaz, Stephen Mirrione 
Effetti speciali Christoph Gartlacher, Mathias Spannagel, Thomas Thiele, Sebastian Venhus 
Musiche Alexandre Desplat 
Scenografia James D. Bissell 
Costumi Louise Frogley 

Interpreti e personaggi 
George Clooney: Frank Stokes
Matt Damon: James Granger
Cate Blanchett: Clair Simòne
Bill Murray: Rich Campbell
John Goodman: Walter Garfield
Jean Dujardin: Jean-Claude Clermont
Hugh Bonneville: Donald Jeffries
Bob Balaban: Preston Savitz
Diarmaid Murtagh: Capitano Harpen
Dimitri Leonidas: Sam Epstein
Sam Hazeldine: Colonnello Langton

Doppiatori italiani 
Francesco Pannofino: Frank Stokes
Massimiliano Manfredi: James Granger
Cinzia Villari: Rose Valland
Mario Cordova: Rich Campbell
Massimo Dapporto: Walter Garfield
Marco Rasori: Jean-Claude Clermont
Luca Biagini: Donald Jeffries
Mino Caprio: Preston Savitz
Davide Perino: Sam Epstein

Enrico Di Troia: Colonnello Langton

domenica 24 febbraio 2013

Oscar 2013


Notte di neve e grandine sull'Italia e notte di premi Oscar in quel di Hollywood.
Come è andata la notte del cinema mondiale in questa sera di fine Febbraio 2013 nella mecca del cinema?
Ci sono state alcune sorprese ed alcune certezze. Partiamo dagli Oscar che mi fanno più piacere: Christoph Waltz e Quentin Tarantino. Sono contento che un film particolare come Django Unchained abbia portato a casa due premi non pesanti, ma importanti. Il primo per il miglior attore protagonista ed il secondo per la migliore sceneggiatura originale, scritta proprio da Tarantino. Waltz porta a casa il suo secondo Oscar in tre anni proprio grazie alle interpretazioni per il regista di Pulp Fiction.
Altre certezze che avevo: Miglior Film di Animazione a Brave della Disney, Miglior corto di animazione a Paperman, Miglior Attrice non Protagonista ad Anne Hathaway (secondo me questo premio riassume l'ottimo anno che ha vissuto grazie, anche, a Nolan), Miglior Canzone ad Adele per Skyfall e Miglior attore Protagonista a Daniel Day-Lewis in Lincoln.
E' proprio Lincoln ad uscire deluso da questa celebrazione del talento. Dalle 12 candidature è riuscito a strappare solo 2 statuette: Miglior Attore Protagonista e Scenografia. Sinceramente non mi stupisco più di tanto. Si era capito nel corso degli ultimi mesi che pur di non premiare Spielberg per una qualsiasi cosa, fosse anche il miglior parcheggio a lisca di pesce, i vari addetti ai lavori avrebbero dato l'Oscar persino all'addetto delle pulizie dei bagni pubblici di Buffalo. Il buon Steven sperava, vista l'assenza di Ben Affleck tra i migliori registi, di portare a casa almeno questo premio personale. Invece, l'Academy ha voluto premiare Ang "Delusione Hulk" Lee per Vita di Pi (che non ho visto e non mi rammarcio, sarà pura un pregiudizio preconcetto).
Miglior Film Staniero all'acclamato Amour e curioso parimerito per Montaggio del suono per Skyfall e Zero Dark Thirty (questo secondo con la regia di Katerine Bigelow, premiata al posto dell'ex marito James Cameron con la statuetta per il miglio film qualche anno fa).
Soddsifazione per Ben Affleck e George Clooney per gli ennesimi premi di Argo dei quali il più importante è Miglior Film (gli altri due sono Montaggio e Sceneggiatura Adattata).


Mi dicono che anche la serata sia stata divertente e misurata. William Shatner ha chiacchierato con il conduttore della serata Seth McFarlane, si sono visti gli Avengers consegnare alcuni premi tecnici, Barbara Streisand ha cantato dopo 36 anni, Jennifer Lawrence è inciampata mentre saliva sul palco a ritirare la sua statuetta, Jack Nicholson ha passato la parola a Michelle Obama, in diretta dalla Casa Bianca, per annunciare il vincitore del premio per il Miglior Film. Mi dicono, anche, che ci sia stata una borsetta a forma di cane, un abito strano per Anne Hathaway ed uno per Halle Berry, ma devo ancora verificare. Come anche una strepitosa Sandra Bullock, di una bellissima Jennifer Lawrence e di una Kristen Stewart in abito bianco e stampella. Sembra che il bianco sia stato il colore portante della serata per le donne e che tutte abbiano fatto un figurone.


Merita una foto anche lei visto che, finalmente ha indossato un vestito decente (secondo solo alla scena dalla fuga in macchina di The Road).

Peccato non aver potuto vedere lo spettacolo, come al solito in esclusiva per Sky e per tutti coloro che hanno i soldi per poterselo permettere, ma mi rifarò vedendo foto, leggendo notizie nell'Internet e zappando i video su Youtube.

Comunque, per essere chiari, ecco tutti i vincitori, categoria per categoria.

ATTORE NON PROTAGONISTA
•Christoph Waltz in “Django Unchained”

ANIMAZIONE - LUNGOMETRAGGIO
•“Brave” Mark Andrews and Brenda Chapman

FOTOGRAFIA
•“Life of Pi” Claudio Miranda

COSTUMI
•“Anna Karenina” Jacqueline Durran

DOCUMENTARIO - CORTOMETRAGGIO
•“Inocente” Sean Fine and Andrea Nix Fine

TRUCCO E PARRUCCO
•“Les Misérables” Lisa Westcott and Julie Dartnell

ANIMAZIONE - CORTOMETRAGGIO
•“Paperman” John Kahrs

FILM - CORTOMETRAGGIO
•“Curfew” Shawn Christensen

EFFETTI VISIVI
•“Life of Pi” Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer and Donald R. Elliott

DOCUMENTARIO - LUNGOMETRAGGIO
•“Searching for Sugar Man”

FILM STRANIERO
•“Amour” Austria

MONTAGGIO DEL SUONO (doppio oscar)
•“Skyfall” Per Hallberg and Karen Baker Landers
•“Zero Dark Thirty”Paul N.J. Ottosson

SONORO
•“Les Misérables” Andy Nelson, Mark Paterson and Simon Hayes

ATTRICE NON PROTAGONISTA
•Anne Hathaway in “Les Misérables”

MONTAGGIO
•“Argo” William Goldenberg

SCENOGRAFIE
•“Lincoln”  Production Design: Rick Carter; Set Decoration: Jim Erickson

COLONNA SONORA
•“Life of Pi” Mychael Danna

MIGLIOR CANZONE
•“Skyfall” from “Skyfall” Music and Lyric by Adele Adkins and Paul Epworth

SCENEGGIATURA ADATTATA
•“Argo” Screenplay by Chris Terrio

SCENEGGIATURA ORIGINALE
•“Django Unchained” Written by Quentin Tarantino

ATTRICE PROTAGONISTA
•Jennifer Lawrence in “Silver Linings Playbook”

REGIA
•“Life of Pi” Ang Lee

ATTORE PROTAGONISTA
•Daniel Day-Lewis in “Lincoln”

FILM
•“Argo” Grant Heslov, Ben Affleck and George Clooney, Producers

Appuntamento a domani per altri, intensi, premi.

martedì 24 gennaio 2012

Oscar 2012 - Le Nominations


Ecco, fresche fresche le nomination agli Oscar 2012.

MIGLIOR FILM

The Artist - Thomas Langmann, Producer
The Descendants - Jim Burke, Alexander Payne and Jim Taylor, Producers
Extremely Loud & Incredibly Close - Scott Rudin, Producer
The Help -Brunson Green, Chris Columbus and Michael Barnathan, Producers
Hugo - Graham King and Martin Scorsese, Producers
Midnight in Paris - Letty Aronson and Stephen Tenenbaum, Producers
Moneyball - Michael De Luca, Rachael Horovitz and Brad Pitt, Producers
The Tree of Life- Nominees to be determined
War Horse - Steven Spielberg and Kathleen Kennedy, Producers
REGIA

The Artist - Michel Hazanavicius
The Descendants - Alexander Payne
Hugo - Martin Scorsese
Midnight in Paris - Woody Allen
The Tree of Life - Terrence Malick
ATTORE PROTAGONISTA

Demián bichir - A Better Life
George Clooney - The Descendants
Jean Dujardin - The Artist
Gary Oldman - Tinker, Taylor, Soldier, Spy
Brad Pitt - Moneyball
ATTORE NON PROTAGONISTA

Kenneth Branagh - My Week with Marilyn
Jonah Hill - Moneyball
Nick Nolte - Warrior
Christopher Plummer - Beginners
Max von Sydow - Extremely Loud & Incredibly Close
ATTRICE PROTAGONISTA

Glenn Close - Albert Nobbs
Viola Davis - The Help
Rooney Mara - The Girl with the Dragon Tattoo
Meryl Streep - The Iron Lady
Michelle Williams - My Week with Marilyn
ATTRICE NON PROTAGONISTA

Bérénice Bejo - The Artist
Jessica Chastain - The Help
Melissa McCarthy - Bridesmaids
Janet McTeer - Albert Nobbs
Octavia Spencer - The Help
FILM D'ANIMAZIONE

A Cat in Paris - Alain Gagnol and Jean-Loup Felicioli
Chico & Rita - Fernando Trueba and Javier Mariscal
Kung Fu Panda 2 - Jennifer Yuh Nelson
Puss in Boots - Chris Miller
Rango - Gore Verbinski
SCENOGRAFIE

The Artist
Production Design: Laurence Bennett
Set Decoration: Robert Gould
Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 2
Production Design: Stuart Craig
Set Decoration: Stephenie McMillan
Hugo
Production Design: Dante Ferretti
Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
Midnight in Paris
Production Design: Anne Seibel
Set Decoration: Hélène Dubreuil
War Horse
Production Design: Rick Carter
Set Decoration: Lee Sandales
FOTOGRAFIA

The Artist - Guillaume Schiffman
The Girl with the Dragon Tattoo - Jeff Cronenweth
Hugo - Robert Richardson
The Tree of Life - Emmanuel Lubezki
War Horse - Janusz Kaminski
COSTUMI

Anonymous - Lisy Christl
The Artist - Mark Bridges
Hugo - Sandy Powell
Jane Eyre - Michael O’Connor
W.E. - Arianne Phillips
DOCUMENTARIO

Hell and Back Again - Danfung Dennis and Mike Lerner
If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front - Marshall Curry and Sam Cullman
Paradise Lost 3: Purgatory - Joe Berlinger and Bruce Sinofsky
Pina - Wim Wenders and Gian-Piero Ringel
UndefeateD - TJ Martin, Dan Lindsay and Richard Middlemas
CORTO DOCUMENTARIO

The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement - Robin Fryday and Gail Dolgin
God Is the Bigger Elvis - Rebecca Cammisa and Julie Anderson
Incident in New Baghdad - James Spione
Saving Face - Daniel Junge and Sharmeen Obaid-Chinoy
The Tsunami and the Cherry Blossom - Lucy Walker and Kira Carstensen
MONTAGGIO

The Artist - Anne-Sophie Bion and Michel Hazanavicius
The Descendants - Kevin Tent
The Girl with the Dragon Tattoo - Kirk Baxter and Angus Wall
Hugo - Thelma Schoonmaker
Moneyball - Christopher Tellefsen
FILM STRANIERO

Bullhead - Belgium
Footnote- Israel
In Darkness - Poland
Monsieur Lazhar - Canada
A Separation - Iran
MAKEUP

Albert Nobbs - Martial Corneville, Lynn Johnston and Matthew W. Mungle
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2 - Nick Dudman, Amanda Knight and Lisa Tomblin
The Iron Lady - Mark Coulier and J. Roy Helland
COLONNA SONORA

The Adventures of Tintin - John Williams
The Artist - Ludovic Bource
Hugo - Howard Shore
Tinker Tailor Soldier Spy - Alberto Iglesias
War Horse - John Williams
MIGLIOR CANZONE

Man or Muppet
The Muppets - Music and Lyric by Bret McKenzie
Real in Rio
Rio - Music by Sergio Mendes and Carlinhos Brown, Lyric by Siedah Garrett
CORTOMETRAGGIO ANIMATO

Dimanche/Sunday - Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore - William Joyce and Brandon Oldenburg
La Luna - Enrico Casarosa
A Morning Stroll - Grant Orchard and Sue Goffe
Wild Life - Amanda Forbis and Wendy Tilby
CORTOMETRAGGIO LIVE ACTION

Pentecost - Peter McDonald and Eimear O’Kane
Raju - Max Zähle and Stefan Gieren
The Shore - Terry George and Oorlagh George
Time Freak - Andrew Bowler and Gigi Causey
Tuba Atlantic - Hallvar Witzø
MONTAGGIO SONORO

Drive - Lon Bender and Victor Ray Ennis
The Girl with the Dragon Tattoo - Ren Klyce
Hugo - Philip Stockton and Eugene Gearty
Transformers: Dark of the Moon - Ethan Van der Ryn and Erik Aadahl
War Horse - Richard Hymns and Gary Rydstrom
MISSAGGIO SONORO

The Girl with the Dragon Tattoo - David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce and Bo Persson
Hugo - Tom Fleischman and John Midgley
Moneyball - Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco and Ed Novick
Transformers: Dark of the Moon - Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush and Peter J. Devlin
War Horse - Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson and Stuart Wilson
EFFETTI VISIVI

Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2 - Tim Burke, David Vickery, Greg Butler and John Richardson
Hugo - Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman and Alex Henning
Real Steel - Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor and Swen Gillberg
Rise of the Planet of the Apes - Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White and Daniel Barrett
Transformers: Dark of the Moon - Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler and John Frazier
SCENEGGIATURA ADATTATA

The Descendants
Screenplay by Alexander Payne and Nat Faxon & Jim Rash
Hugo
Screenplay by John Logan
The Ides of March
Screenplay by George Clooney & Grant Heslov and Beau Willimon
Moneyball
Screenplay by Steven Zaillian and Aaron Sorkin
Story by Stan Chervin
Tinker Tailor Soldier Spy
Screenplay by Bridget O’Connor & Peter Straughan
SCENEGGIATURA ORIGINALE

The Artist
Written by Michel Hazanavicius
Bridesmaids
Written by Annie Mumolo & Kristen Wiig
Margin Call
Written by J.C. Chandor
Midnight in Paris
Written by Woody Allen
A Separat ion
Written by Asghar Farhadi

Notiamo le 11 nominations del primo lavoro in 3D di Martin Scorsese, le 10 per The Artist (film muto in bianco e nero), le 3 per il film di Woody Allen e la suggestiva la sfida tra Glenn Close e Meryl Streep per la statuetta di Miglior Attrice. Un occhio di riguardo lo darei a The Help, in uscita a breve anche in Italia, con le sue 4 nomination. Affascinanti le 5 candidature per il remake di Millennium e quella a Miglior Attore Protagonista per George Clooney in sfida con Brad Pitt e Gary Oldman.

giovedì 4 agosto 2011

Batman & Robin

Un nuovo criminale opera a Gotham City. Si tratta del ricercatore scientifico, premio Nobel ed ex campione olimpionico Victor Fries. Vittima di un incidente di laboratorio, una caduta in una vasca di liquido a -50°C, ora non può vivere se non in ambienti con temperatura sotto lo 0. Per muoversi usa una tuta refrigerante alimentata a diamanti. Il suo nome di battaglia è Mr. Freeze. L'animo del criminale è, in fondo, nobile, le sue rapine sono volte a raccogliere fondi per curare la moglie, ora ibernata, dalla Sindrome di MacGregor, per la quale ancora una cura non è stata scoperta. Il suo primo scontro con il dinamico duo, Batman e Robin, volge a suo favore, complice un'errore ingenuo del ragazzo meraviglia.
Nei laboratori Wayne in sudamerica, lo scienziato Jason Woodrue sta cercando di creare un assassino spietato ed inarrestabile con l'aiuto, inconsapevole, della ricercatrice Pamela Isley. Gli studi della donna gli sono stati utili per creare una sostanza, chiamata Veleno, che iniettata in un corpo ne moltiplica le forze all'inverosimile. Quando la dottoressa Isley se ne accorge lui tenta di ucciderla. Lo scaraventarle addosso scaffali di sostanze chimiche non sortiscono l'effetto sperato. Isley non muore, ma si trasforma in Poison Ivy, una psicopatica che si crede madre natura e con il potere di comandare le piante con la mente. L'esperimento principale di Woodrue ha migliore successo. Il risultato dell'iniezione del veleno in un uomo crea Flagello che, a seguito della vendetta di Ivy sullo scienziato e della sua morte, diventa il servitore della donna.
Una ragazza dalle mille sorprese giunge a casa del miliardario Bruce Wayne. Il suo nome è Barbara Wilson, nipote del maggiordomo Alfred Pennyworth. L'anziano zio ora è malato, proprio della Sindrome di MacGregor ad uno stadio iniziale, e Barbara entra in possesso di un cd con tutti i segreti custoditi dall'uomo. Alfred se lo aspettava ed era pronto a prendersi cura di lei preparandole un costume che la trasformerà in Batgirl. L'aiuto della ragazza sarà fondamentale per Batman e Robin nel momento in cui Ivy, Flagello e Freeze tenteranno di distruggere Gotham, e poi tutto il mondo, prima congelandola e poi disseminandola di una nuova generazione di piante ideate da Poison.

Sembra di essere in un grande negozio di giocattoli dall'inizio alla fine. Nuovi gadget, nuovi veicoli, nuove armature da battaglia, il tutto di colori sgargianti e pop. Finanche troppo pop perfino per gli anni '90 e per un regista allegro come Joel Schumacher, che torna alla regia del suo secondo Batman dopo il successo commerciale del precedente. La storia di questa pellicola è molto più leggera nei toni di tutte quelle precedenti. Il personaggio e le problematiche dell'uomo pipistrello sono state affrontate negli altri tre capitoli lasciando più dinamismo a questo. Più lotte, più corse in macchina ed in moto ed un'interazione maggiore tra i personaggi lo rendono più fluido e meno dark degli altri. Viene dato maggior rilievo alla figura di Alfred, nei suoi panni sempre l'ottimo Michael Gough dall'inizio della saga, che qui svolge un ruolo cardine per la motivazione ad agire di diversi protagonisti. I supercattivi, che per una volta non muoiono, sono due attori affermati di Hollywood: Arnold Schwarzenegger, nei gelidi panni di Freeze, e Uma Thurman, in quelli ultra ecologici di Poison Ivy. Le due interpretazioni sono convincenti. Il futuro Governator della California fornisce un'ottima prova in un curioso costume di alluminio, plexiglas e led azzurri, calvo e ricoperto di glitter argento. La futura Killer di Bill viene resa sexy dai differenti costumi di cui può godere il suo personaggio e dall'iconica scena della sua resurrezione. Chris O'Donnell torna nei panni di Robin con due tutte capezzolute, che se non fosse per quella caratteristica sarebbero, molto ben disegnate, colorate ma dark. Alicia Silverstone si ritrova suo malgrado nei panni di Batgirl, per noi è un piacere vederla in quella tutina sexy, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.Il ruolo del protagonista questa volta tocca al bello dell'anno, reduce dai successi di E.R., George Clooney. Sia nei panni del crociato col cappuccio che in quelli del milionario gigione non sfigura. Ovviamente il paragone con Micheal Keaton non regge, ma lui si è dato da fare. D'altronde non essendoci bisogno di approfondire ulteriormente la psicologia del personaggio, ma di creare, soltanto, un po' di contrasto con la nuova generazione, lui era l'uomo giusto al posto giusto. Caso curioso: l'avversità al matrimonio di Bruce si ripercuote sulla vita reale del bell'attore anche ai giorni nostri.
Un'osservazione sul costume dei due Bat uomini. Ammettiamo che quelli di questo film sono i costumi che hanno l'impatto peggiore sullo spettatore. Non si può fare a meno di guardare i capezzoli disegnati sui pettorali degli eroi, pensando a quanto siano ridicoli. Se a questo aggiungiamo la mutanda rinforzata in neoprene e le inquadrature feticiste del pacco e delle chiappe, quando ciascuno indossa per la prima volta il costume, troviamo come il tutto li renda di cattivo gusto. Anche a Batgirl tocca la stessa sorte, ma per lo meno non devi indossare la mutanda sopra i calzoni ed i capezzoli del suo costume sono meno visibili.
Tra gli attori merita una critica a parte la bella Elle Macpherson. Forse presente per un fattore di sponsor, sta di fatto che presenza più inutile raramente si è vista in un film. Se a questo aggiungiamo il doppiaggio con voce da brasiliano operato capiamo bene quanto avremmo voluto che non fosse stata presente nel cast.
Tutto sommato un film vedibile. Una discreta conclusione del ciclo Batamaniano degli anni 90 sul grande schermo. Girati in un'epoca in cui creare mondi immaginari da zero richiedeva grande sforzo, lavoro manuale di artigiani esperti e lunghi tempi di pre e post produzione quanto di meglio è stato ottenuto. La debolezza, noiosità di alcuni tratti delle trame che hanno visto protagonista l'uomo pipistrello sono difetti che saltano all'occhio, ma nessun film riesce perfetto (forse tranne Il Cavaliere Oscuro ed Inception).

Se siete rimasti delusi dal Batman con Val Kilmer date un'altra possibilità al futuro cavaliere oscuro. Se proprio non vi piace la regia di Schumacher e la sua versione eccessivamente colorata del Forever lasciate perdere, qui, se possibile, viene fatto uso di colori ancora più fluo e di trovare ancora più pop. Però bisogna dire che i responsabili ed i realizzatori degli effetti visivi impiegati per gli ultimi due film da Schumacher avevano veramente le p@££€ quadrate, diamogli questo merito.

Titolo originale Batman & Robin
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1997
Durata 125 min

Genere azione, supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto personaggi di Bob Kane
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Produttore Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Dennis Virkler, Mark Stevens
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling

Interpreti e personaggi
George Clooney: Batman/Bruce Wayne
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Arnold Schwarzenegger: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Uma Thurman: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Alicia Silverstone: Batgirl/Barbara Wilson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Commissario James Gordon
Jeep Swenson: Flagello
Elle Macpherson: Julie Madison
Vivica A. Fox: Ms. B. Haven
Elizabeth Sanders: Gossip Gerty
John Glover: Dott. Jason Woodrue
Michael Reid McKay: Antonio Diego
Coolio: Banker
Nicky Katt: Spike
Vendela K. Thommessen: Nora Fries

Doppiatori italiani
Massimo Corvo: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Alessandro Rossi: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Roberta Greganti: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Stella Musy: Batgirl/Barbara Wilson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Commissario James Gordon
Massimo Lodolo: Dott. Jason Woodrue
Francesco Pezzulli: Banker

giovedì 16 settembre 2010

Burn After Reading

Osbourne Cox, analista della CIA, viene convocato dal suo direttore. La riunione verte sul suo ricollocamento all'interno dell'agenzia, ma il diretto interessato non intende accettare e così si dimette.
Giunto a casa decide di scrivere le sue memorie e pubblicare i segreti di cui è a conoscenza, anche se la moglie Katie Cox lo deride. Sfortuna vuole che un cd con parte dei dati che ha raccolto venga perso e ritrovato in una palestra da un inserviente.
Chad Feldheimer e Linda Litzke, istruttore e manager della palestra, pensano di sfruttare i dati del disco per fare qualche soldo.
Harry Pfarrer è un marito legato alla moglie, ma cronicamente infedele.
Le vite di queste cinque persone si intrecceranno a dar vita ad un ridicolo complotto osservato dalle alte sfere della CIA, curiose di vedere come andrà a finire.

Stilisticamente il film è gradevole. Le interpretazioni di tutto di attori protagonisti sono di grande livello, parliamo di Brad Pitt, George Clooney, John Malkovich, Tilda Swinton e Frances McDormand. La storia si rivela a tratti lenta, a tratti spiritosa.
Un film godibile sulla vita di coppia e sull'eccessiva importanza che viene data ai segreti ed ai complotti negli Stati Uniti, di cui, però, non riesco a capire i giudizi spassionatamente entusiasti letti in rete o riferiti da persone conosciute. Le ultime opere dei Coen non mi hanno convinto a pieno, reputo ancora di un altro livello titoli come Fargo, Fratello dove sei? o Non è un paese per vecchi.

90 minuti di buon intrattenimento che, probabilmente, non vedrete una seconda volta.

Titolo originale Burn After Reading

Anno 2008
Durata 96 min

Genere commedia, drammatico
Regia Ethan Coen, Joel Coen
Sceneggiatura Ethan Coen, Joel Coen

Interpreti e personaggi
Brad Pitt: Chad Feldheimer
George Clooney: Harry Pfarrer
John Malkovich: Osbourne Cox
Tilda Swinton: Katie Cox
Frances McDormand: Linda Litzke
Richard Jenkins: Ted Treffon
J.K. Simmons: Presidente CIA
David Rasche: agente CIA

martedì 27 luglio 2010

Tra le Nuvole

Ryan Bingham è un "cacciatore di teste" professionista. Dove c'è un'azienda in crisi lui viene mandato a licenziare le persone in esubero, al posto dei diretti superiori. Uomo solo, con una casa vuota dove non passa più di 40 giorni l'anno, ha come obiettivo quello di raggiungere 10 milioni di miglia dell'American Airlines. La sua vita è scandita dagli appuntamenti di lavoro e dal passaggio delle diverse tessere magnetiche in suo possesso in porte di alberghi, pos di autonoleggi e aeroporti.
La sua vita viene sconvolta da un'innovazione che la ditta per la quale lavora vorrebbe apportare alla sua mansione: licenziamenti via chat, per abbassare i costi di gestione aziendali. La promotrice dell'idea è la giovane Natalie. Ryan si oppone e si trova a viaggiare con Natalie per insegnarle il mestiere. Grazie a lei riscopre l'importanza dei rapporti umani, inizia a vacillare la sua convinzione di "viaggiare con lo zaino vuoto". Nei suoi soggiorni in albergo conosce la bella Alex, che viaggia tanto quanto lui, e cerca di trasformare il suo rapporto da solo sesso a qualcosa di più. Negli stessi giorni si trova a partecipare al matrimonio della sorella ed a convincere il fidanzato di lei di quanto sia importante il matrimonio.

Una commedia delicata su un argomento delicato. Nei giorni della grande crisi viene presentato al mondo questo film dove la perdita del lavoro è l'argomento portante. L'esternalizzazione dell'onere del licenziamento sottintende alla vigliaccheria delle aziende che ne fanno uso, dalle più piccole (coinvolte nella crisi) alle più grandi (che con i loro manager dissoluti la crisi l'hanno creata).
I sentimenti di Ryan si evolvono lungo tutta la pellicola. Da scapolo integerrimo che non necessita di un recapito fisso inizia, poi, a pensare ad una relazione stabile. I cambiamenti affondano tanto le radici in lui che interrompe l'ultima sua conferenza motivazionale dopo pochi minuti dall'inizio.
Le due attrici non protagoniste, o meglio co-protagoniste, sono sia belle che brave. Anna Kendrick riesce ad uscire dal personaggio per teenager della saga di Twilght per entrare in questa nevrotica rampante ragazza in carriera, Vera Farmiga gioca per tutto il film con George Clooney al gatto col topo (da capire chi è il topo). Entrambe si sono meritate la candidatura all'Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista nel 2010 (vinto da Mo'Nique per Precious). George Clooney è un piacione aggressivo, incerto sulle sue certezze, ma di una professionalità estrema. Non da Oscar, ma certe sue facce ed espressioni sono da non perdere.
Jason e Ivan Reitman (figlio e padre) imbastiscono, producono e dirigono una commedia che si lascia guardare e che ti lascia pensare.

Per sorridere amaro. Per riflettere sulle nostre scelte

Titolo originale Up in the Air

Anno 2009
Durata 109 min

Regia Jason Reitman

Interpreti e personaggi
George Clooney: Ryan Bingham
Vera Farmiga: Alex
Anna Kendrick: Natalie