Dylan Dog N° : 386
Hyppolita
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall'Agnol, Francesco Cattani
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 27/10/2018
Prezzo: 3.50€
Londra. Prima della Meteora.
Il Giardiniere innesta fiori rari nelle teste delle sue vittime. Sepolte fino al collo, rimossa la calotta cranica, le lascia lì, in modo che siano trovate dagli investigatori. Solo una donna sa chi è l'assassino. Anziana, con un passato doloroso alle spalle, confida a Dylan Dog che il colpevole di quelle efferatezze altri non è che suo figlio. Dato in adozione che era ancora un bambino, ora, dovrebbe essere un uomo, che lei non hai mai più visto. Come fa a sapere che è lui il colpevole? La guida l'istinto materno. Potrà l'Indagatore dell'incubo tranquillizzare una madre trovando suo figlio e dimostrandole che si sbaglia?
Non capisco perchè si siano messi in due, Piero Dall'Agnol e Francesco Cattani, a realizzare i disegni di questo albo dato che hanno ottenuto un risultato decisamente pessimo. Carpenter che cambia forma e dimensione a seconda delle sequenze in cui è coinvolto, Dylan che sembra spesso un ragazzino di quattordici anni, anzichè un uomo di quaranta (possibile che gli zigomi vadano e vengono a seconda di chi lo disegna?), Un ritmo dettato dalle vignette che fatica a coinvolgermi e che utilizza inquadrature molto didascaliche che non mi hanno stupito più di tanto.
Il tutto per realizzare una storia che parte da un concetto un po' più profondo del solito. Non è facile trovare accenni alla maternità sulle pagine del mensile ideato da Tiziano Sclavi, qui l'argomento viene trattato da un punto di vista già noto, ai frequentatori del genere, ma che ci offre qualche sorpresa. Mi è piaciuta la motivazione che Mignacco ha utilizzato per far accettare da Dylan il caso di Hyppolita, mi è piaciuta l'indagine convergente di Carpenter e Rania, mi è piaciuto il finale (che mi aspettavo, ma del quale non attendevo la motivazione del gesto).
Una storia che si lascia leggere con facilità, che offre qualche spunto di riflessione per l'argomento trattato, ma che risente del due alle matite.
Ultimo numero prima del ciclo della Meteora ideato da Recchioni per giustificare il suo lavoro su Dylan Dog, prima del suo probabile addio ai primi del 2020. Più di un anno di storie legate tra loro ci attende. Speriamo che sia un crescendo di coinvolgimento e di intrighi, che vedano coinvolti i personaggi visti in questi ultimi tre anni.
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lunedì 5 novembre 2018
lunedì 2 marzo 2015
Dylan Dog - Il cuore degli uomini
Dylan Dog N° 342
Il cuore degli uomini
Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Piero Dall'Agnol
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 27/02/2015
Le storia d'amore per Dylan Dog viaggiano ad il ritmo di almeno una al mese. Lui si innamora veramente della ragazza che incontra, ma, poi, immancabilmente, le spezza il cuore. La fiamma di turno, questa volta, si chiama Dora e lavora come commessa in un grande magazzino. Con molto, poco, tatto, l'Old Boy, si reca sul posto di lavoro della ragazza e la molla in tronco.
Questa volta, però, la ragazza ha un padre piuttosto protettivo che rapisce l'Indagatore dell'Incubo con l'intenzione di sottoporlo alle più atroci torture per indurlo a confessare di non aver mai amato veramente Dora. I suoi metodi avranno l'effetto desiderato? Per Dylan Dog ogni donna è un amore straordinario, ma sarà vero? Lui si innamora veramente della ragazza che incontra?
Roberto Recchioni destruttura un'abitudine del vecchio Dylan Dog per creare nuovi aspetti del carattere del personaggio che ha tra le mani. Distrugge il mito dell'eterno innamorato incostante e lo ricaccia nella massa dei latin lover seriali. Ora Dylan è solo un ragazzo piacente e disponibile, nonostante il suo essere vegetariano, ex alcolizzato, appassionato di pizza e film horror, che sfrutta questi suoi tratti per attirare a se ragazze belle e libere (tante volte anche non libere). Non più l'eterno innamorato di ogni ragazza che si porta a letto o nel letto della quale finisce. Diventa più uomo e meno eroe romantico di quanto è stato, e di quanto è ancora nelle pagine dei Maxi Old Boy (ma di questo parleremo poi). La svolta può piacere o meno, far riflettere o scorrere via. Quello che è certo è che una svolta, con questa storia del curatore di Dylan Dog, c'è stata. Non è una di quelle storie che mettono in piedi una rivoluzione e, poi, la smontano; il tutto in 98 pagine.
Ai disegni un Piero Dall'Agnol estremamente fuori forma. E' da apprezzare pagina 3, con una vignetta verticale doppia che raffigura un Darth Vader di tutto rispetto. Piacevole anche l'alternarsi di varie tecniche di disegno per i vari momenti della storia. Troviamo china, matita, carboncino e diversi pennini. Tutto questo, però, non basta a giustificare l'eccessiva carenza di dettaglio, l'estrema libertà delle linee morfologiche che il disegnatore propone con le sue pagine. Negli anni Dall'Agnol non è mai stati uno dei disegnatori più precisi e realistici, ma qui va oltre i suoi standard. Non so se sia stata una scelta di cifra stilistica o se si sia trattato di una storia realizzata in un brutto periodo, però è stato, a tratti, faticoso guardarla.
Un albo importante per l'evolversi del personaggio in cura a Recchioni. Potrebbe non piacere a tanti, ma bisogna dire che si è avuto il coraggio di fare qualcosa. Non di illudere il lettore e, poi, resettare tutto nelle ultime pagine.
Il cuore degli uomini
Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Piero Dall'Agnol
Copertina: Angelo Stano
Periodicità: mensile
Uscita: 27/02/2015
Le storia d'amore per Dylan Dog viaggiano ad il ritmo di almeno una al mese. Lui si innamora veramente della ragazza che incontra, ma, poi, immancabilmente, le spezza il cuore. La fiamma di turno, questa volta, si chiama Dora e lavora come commessa in un grande magazzino. Con molto, poco, tatto, l'Old Boy, si reca sul posto di lavoro della ragazza e la molla in tronco.
Questa volta, però, la ragazza ha un padre piuttosto protettivo che rapisce l'Indagatore dell'Incubo con l'intenzione di sottoporlo alle più atroci torture per indurlo a confessare di non aver mai amato veramente Dora. I suoi metodi avranno l'effetto desiderato? Per Dylan Dog ogni donna è un amore straordinario, ma sarà vero? Lui si innamora veramente della ragazza che incontra?
Roberto Recchioni destruttura un'abitudine del vecchio Dylan Dog per creare nuovi aspetti del carattere del personaggio che ha tra le mani. Distrugge il mito dell'eterno innamorato incostante e lo ricaccia nella massa dei latin lover seriali. Ora Dylan è solo un ragazzo piacente e disponibile, nonostante il suo essere vegetariano, ex alcolizzato, appassionato di pizza e film horror, che sfrutta questi suoi tratti per attirare a se ragazze belle e libere (tante volte anche non libere). Non più l'eterno innamorato di ogni ragazza che si porta a letto o nel letto della quale finisce. Diventa più uomo e meno eroe romantico di quanto è stato, e di quanto è ancora nelle pagine dei Maxi Old Boy (ma di questo parleremo poi). La svolta può piacere o meno, far riflettere o scorrere via. Quello che è certo è che una svolta, con questa storia del curatore di Dylan Dog, c'è stata. Non è una di quelle storie che mettono in piedi una rivoluzione e, poi, la smontano; il tutto in 98 pagine.
Ai disegni un Piero Dall'Agnol estremamente fuori forma. E' da apprezzare pagina 3, con una vignetta verticale doppia che raffigura un Darth Vader di tutto rispetto. Piacevole anche l'alternarsi di varie tecniche di disegno per i vari momenti della storia. Troviamo china, matita, carboncino e diversi pennini. Tutto questo, però, non basta a giustificare l'eccessiva carenza di dettaglio, l'estrema libertà delle linee morfologiche che il disegnatore propone con le sue pagine. Negli anni Dall'Agnol non è mai stati uno dei disegnatori più precisi e realistici, ma qui va oltre i suoi standard. Non so se sia stata una scelta di cifra stilistica o se si sia trattato di una storia realizzata in un brutto periodo, però è stato, a tratti, faticoso guardarla.
Un albo importante per l'evolversi del personaggio in cura a Recchioni. Potrebbe non piacere a tanti, ma bisogna dire che si è avuto il coraggio di fare qualcosa. Non di illudere il lettore e, poi, resettare tutto nelle ultime pagine.
martedì 9 novembre 2010
Dylan Dog Gigante n. 19
Dylan Dog Gigante n. 19, annuale Copertina: Angelo Stano
Belve di città
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Luigi Piccatto
Seline, la ragazza che Dylan ha salvato dagli incubi della tigre, ritorna a Londra per indagare su dei loschi traffici d’armi. Fatalmente, ricomincia in città una nuova serie di delitti che la polizia attribuisce a una belva feroce e su cui Dylan Dog dovrà investigare, con il rischio di giungere a verità che non avrebbe mai voluto conoscere...
Il bello di questi numeroni giganti è che ogni tanto permettono di chiudere archi narrativi iniziati decenni fa. Con questa storia si mette un punto nella situazione venutasi a creare dopo il numero 37 "Il Sogno della Tigre". I disegni spigolosi di Piccatto si mettono al servizio di una discreta sceneggiatura di Mignacco, nella quale torna in ballo la figura dell'industriale falsamente filantropo interessato al collaudo della sua nuova arma sui più deboli. Il tutto nel momento in cui ritorna una vecchia amica, e futura ex fiamma, di Dylan coinvolta, anni prima, in delitti eseguiti con un modus operandi molto simile. La storia si fa leggere, anche se non sbalordisce.
Autoscatto
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall’Agnol
Una semplice sessione di foto in una, apparentemente, comune cabina fotografica, trasporta l’Indagatore dell’Incubo in una seconda Londra dove nulla è come sembra e da cui fuggire è impossibile.
Storia breve di Marzano e pennelli allenati di Dall'Agnol per questo racconto ispirato al "Favoloso mondo di Amelie" con Audrei Tautou del 2001. Il collezionista di foto stavolta è morto ed il suo spirito vive al di là di una cabina fotografica, nella sua Londra. Breve, ma intensa storia di sentimenti.
Il penitente
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Un uomo si manifesta negli incubi di Dylan, accusandolo di una misteriosa colpa e sottoponendolo a terribili torture che lasciano ferite anche quando il Nostro si risveglia. Per salvarsi da questa persecuzione, che ha già condotto altri alla pazzia e alla morte, l’Old Boy dovrà scoprire ciò di cui è accusato.
I disegni di Freghieri sono sempre affascinanti, anche se in questo caso li ho trovati un po' carenti di inchiostro, la storia di Ruju è un classico di amore attraverso i secoli. Bella e ben costruita, lascia un, giusto, tocco di amaro in bocca alla fine della lettura, ma tante volte ciò che assomiglia troppo alla realtà lo fa.
La confessione
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Daniela Vetro
Cosa è accaduto di tanto orribile all’inquilino di Craven Road per costringerlo a puntarsi una pistola alla tempia e farla finita? È ciò che si scoprirà leggendo le sue ultime parole, affidate a una lettera d’addio che l'Indagatore dell'Incubo sta terminando di scrivere prima di togliersi la vita...
L'amore da girare il mondo, ma i soldi lo fanno girare più veloce. Mai fidarsi delle apparenze. I due avvisi che Gualdoni ci lancia possono aiutarci a vivere meglio. I disegni della Vetro son piacevoli, ma ormai tutti i nuovi artisti o si somigliano tra loro o somigliano troppo a cavalli in scuderia da più tempo. Peccato non essere più stupiti dalle nuove leve, speriamo che crescano in fretta trovando il loro stile.
martedì 6 luglio 2010
Dylan Dog - Programma di rieducazione
Dylan Dog n. 286, mensile - Programma di rieducazioneSoggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Piero Dall'Agnol
Copertina: Angelo Stano
Uno spietato assassino, catturato da Dylan Dog quando era ancora un agente di polizia, è ora nuovamente a piede libero grazie a un fantascientifico programma in grado di entrare nel cervello dei criminali e cancellare il male che vi risiede. Un esperimento che sembra fallire quando l’omicida scompare e i delitti con la sua firma ricominciano a spargere sangue tra le strade di Londra. Una macabra scia di morte che solo l’Indagatore dell’Incubo pare in grado di fermare.
Si prenda un po’ di Arancia Meccanica, lo si frulli con Estreme Measure e si ottiene questa storia di Dylan Dog. Un’antipatica sospettata, un terzo incomodo, ed una fantascientifica sottotrama piazzano questo episodio in un limbo tra Dylan e Martin Misture. Non certo un capolavoro, ma abbastanza godibile da giustificare i 2.70€ spesi per acquistarla.
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