Speciale Dylan Dog N° : 32
Nel nome del figlio
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Marco Mastrazzo
Periodicità: annuale
uscita: 21/09/2018
Prezzo: 5.80€
Godwin Dog, figlio di Dylan e di Sybil Browning, sembra aver seguito le orme del padre ed essere diventato Indagatore dell'Incubo a sua volta. In quello che sembra essere un futuro di un passato ancora da vivere, è a caccia di colui che ha dato vita alla setta dei Flagellanti, la setta che si inietta il sangue dei Ritornanti per cercare di raggiungere la vita eterna. In un passato di un presente intangibile, invece, Dylan Dog è alla ricerca di risposte tra il suo letto d'ospedale ed i suoi vagabondaggi sulle tracce di Sybil. Le risposte che si attende sono tante, ma, lui, è ormai avanti con gli anni e le minacce alla sua vita sono ancora di più.
L'anno scorso, qui, Bilotta mi lasciava credere che il ciclo de Il Pianeta dei Morti potesse essere stato chiuso. Chiuso alla Castle (stagione 1 episodio 1), ma l'autore romana ha tirato fuori un cilindro dal coniglio. Come l'anno scorso, Dylan non è la figura centrale dell'albo, lo sono quelli che credevamo comprimari negli anni precedenti. Scopriamo di più su Sybil, conosciamo Godwin (forse persino troppo), Jenkins si guadagna un po' di spazio e constatiamo lo stato dell'Ispettore Osmond. Tutti questi personaggi, più Dylan Dog, si muovono su piani temporali difficilmente distinguibili alla prima lettura. Durante la lettura sembra che Alessandro Bilotta abbia deciso di raccontarci gli eventi in modo caotico, senza un vero e proprio schema. Solo un volta giunti alla fine possiamo pensare di aver capito ciò che è accaduto e quando. Per sicurezza, però, meglio rileggere una seconda e, perché no, una terza volta le centosessanta pagine del tomo annuale.
Ai disegni una certezza. Giampiero Casertano riempie la pagine con il suo tratto pregevolmente pulito, che non si dimentica dei dettagli. Da ammirare le pagine ambientate ad Undead e tutte quelle che richiedono un'ambientazione scenografica. Peccato per un eccesso di vignette senza sfondi, ma è un mio fastidio personale che non deve inficiare il giudizio su un'ottima prova del maestro milanese classe '61.
Torna in copertina Marco Mastrazzo che si ispira a Live After Death degli Iron Maiden per offrirci una copertina energetica e grintosa.
Un nuovo inizio per la saga Speciale, che merita di stare su queste pagine, di Bilotta. Chissà se il prossimo anno deciderà di andare più a fondo nei misteri di questo futuro distopico e alternativo o troverà spunti che noi umani non possiamo neanche immaginare.
Anche perché Alessandro Bilotta è fresco vincitore del Premio ANAFI come miglior sceneggiatore e del premio Boscarato 2018 per la sua serie Mercurio Loi. Che se non la state leggendo siete delle brutte persone.
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mercoledì 17 ottobre 2018
venerdì 30 giugno 2017
Dylan Dog - Il terrore
Dylan Dog N° 370
Il terrore
Soggetto e Sceneggiatura: Gabriella Contu
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita 29/06/2017
Prezzo: 3.50€
Alta è l'allerta terrorismo nella capitale inglese. Londra sarà ospite di una manifestazione scientifica internazionale e potrebbe essere bersaglio del fondamentalismo islamico. La paura è alta ed anche un ragazzino che gira con una valigetta 24h con dei fili penzolanti è motivo di preoccupazione. Quando poi Ahmed si dirige verso un luogo affollato l'isteria raggiunge livelli estremi.
Mi è sembrato di leggere su carta uno di quegli episodi dei cartoni animati per bambini dove tutto succede per caso. Dylan, che non avrebbe dovuto avere nulla a che fare con la conseguenza degli eventi, si ritrova essere protagonista di un attentato a Londra senza neanche sapere il perché: con una scusa banalissima. Bloch viene tirato in mezzo, non si capisce bene a che scopo. I politici si comportano come sotto cocaina, senza che un vero studio sui comportamenti sociali possa sostenere le loro azioni.
La trama è scontata dalla prima vignetta all'ultima e, oltretutto, l'impiego del McGuffin di hitchcockina memoria e tremendamente deludente. Mischia una sequenza di "già visto" e "scontato" imbarazzante. Senza contare che l'autrice desatura della tensione di cui è intrisa l'iconica copertina di Cavenago già nelle prime due pagine.
Alle matite un Casertano, senza infamia e senza lode, che deve tenere a battesimo la nuova leva di casa Bonelli cercando di sopperire graficamente alle mancanze in sceneggiatura.
Speriamo che quella di Gabriella Contu sia una sceneggiatura di prova, per prendere le misure, e che nelle sue prossime apparizioni tiri fuori un po' di carattere ed originalità. Un'avventura che aveva Dylan Dog come protagonista, ma che sarebbe stata più adatta a Nick Rider, Julia e forse, persino, a Morgan Lost.
Ce li facessero spendere meglio sti soldi anziché dedicarsi a crossover con Dampyr, con doppie copertine...
Il terrore
Soggetto e Sceneggiatura: Gabriella Contu
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita 29/06/2017
Prezzo: 3.50€
Alta è l'allerta terrorismo nella capitale inglese. Londra sarà ospite di una manifestazione scientifica internazionale e potrebbe essere bersaglio del fondamentalismo islamico. La paura è alta ed anche un ragazzino che gira con una valigetta 24h con dei fili penzolanti è motivo di preoccupazione. Quando poi Ahmed si dirige verso un luogo affollato l'isteria raggiunge livelli estremi.
Mi è sembrato di leggere su carta uno di quegli episodi dei cartoni animati per bambini dove tutto succede per caso. Dylan, che non avrebbe dovuto avere nulla a che fare con la conseguenza degli eventi, si ritrova essere protagonista di un attentato a Londra senza neanche sapere il perché: con una scusa banalissima. Bloch viene tirato in mezzo, non si capisce bene a che scopo. I politici si comportano come sotto cocaina, senza che un vero studio sui comportamenti sociali possa sostenere le loro azioni.
La trama è scontata dalla prima vignetta all'ultima e, oltretutto, l'impiego del McGuffin di hitchcockina memoria e tremendamente deludente. Mischia una sequenza di "già visto" e "scontato" imbarazzante. Senza contare che l'autrice desatura della tensione di cui è intrisa l'iconica copertina di Cavenago già nelle prime due pagine.
Alle matite un Casertano, senza infamia e senza lode, che deve tenere a battesimo la nuova leva di casa Bonelli cercando di sopperire graficamente alle mancanze in sceneggiatura.
Speriamo che quella di Gabriella Contu sia una sceneggiatura di prova, per prendere le misure, e che nelle sue prossime apparizioni tiri fuori un po' di carattere ed originalità. Un'avventura che aveva Dylan Dog come protagonista, ma che sarebbe stata più adatta a Nick Rider, Julia e forse, persino, a Morgan Lost.
Ce li facessero spendere meglio sti soldi anziché dedicarsi a crossover con Dampyr, con doppie copertine...
martedì 27 giugno 2017
Mercurio Loi - La legge del Contrappasso
Mercurio Loi n°2
La legge del Contrappasso
Disegni: Giampiero Casertano
Colori: Stefano Simeone
Copertina: Manuele Fior
Il Contrappasso, il criminale che ha lasciato senza voce il Colonnello Belforte, è tornato a seminare il panico tra i malvagi altolocati di Roma. E' il carnevale nella città eterna e le persone si preparano ad indossare le maschere ed a mettere a nudo la propria anima. In questo groviglio di sentimenti, attese, colpi di scena, sarà Mercurio Loi a mettersi sulla strada del vendicatore ed a tentare di svelarne l'identità celata dalla maschera.
Tanto sulla griglia. Questo numero di Mercurio Loi mi pare meno solido del primo. Se si vede la voglia di raccontare e l'abilità nel farlo di Bilotta, si nota anche l'eccessiva presenza di sottotrame che faticano a trovare il loro spazio per essere espresse. I carbonari, Amalia ed il suo impresario, il sarto e la sua apprendista, Contrappasso, Mercurio, Belforte tutti hanno una linea narrativa che li guida e che li intreccia. Per essere un Bonelli di 96 pagine, tutti, fanno fatica a trovare il loro spazio. Se, in un passato remoto, il settantenne Castelli riempiva di verbosità il suo Detective dell'Impossibile, ora, Bilotta, riempie di dialoghi, di ottima fattura anche se necessiterebbero, nei baloon più ricchi, di un lettering meglio scandito, la vita di Loi e dei suoi co-protagonisti. L'ambientazione, gli intrecci, le trovate narrative sono d'effetto intrigante, ma tutto viene soffocato dal troppo diversificare le linee narrative. Non so se l'autore ha un numero massimo di albi in cui sviluppare la storia del suo eroi fuori dai canoni, ma ha infilato in questo albo ciò che avrebbe potuto essere materiale per almeno due mesi di pubblicazione.
Ai disegni il vate Giampiero Casertano, che, onestamente, svolge il suo compito, ma non lascia il segno. Non credo per demerito suo, ma più per il tipo di colorazione decisa da Stefano Simeone.
La copertina di Fior è sintetica e puntuale.
Rimango in attesa dell'assestamento del terzo numero, ma Mercurio Loi rimane la serie più interessante partorita dalla casa delle idee milanese negli ultimi anni.
giovedì 3 novembre 2016
Dylan Dog - Dopo un lungo silenzio
Dylan Dog N° 362
Dopo un lungo silenzio
Soggetto e Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Nessuno
Periodicità: mensile
uscita 28/10/2016
L'alcolismo è una gran brutta bestia. Dylan Dog lo sa bene, visto che ne è uscito a costo di grandi sofferenze. E' un incubo che si nasconde dietro ad i momenti più belli. Infatti un bicchiere di vino bevuto in un momento di felicità è il sasso che sdruciola e che fa precipitare l'Old Boy, nuovamente, lungo il burrone dell'alcool. Parallelamente a lui, un uomo, la cui moglie è morta da tempo, è nella sua stessa situazione e gli chiede aiuto per contattare il fantasma della defunta compagna.
Due uomini nello stesso abisso. Due punti di partenza così diversi, ma un traguardo identico alla fine di un percorso di sofferenza.
Dopo un tempo lunghissimo torna ad impugnare la penna il papà di Dylan Dog. Tiziano Sclavi racconta una nuova pagina di autobiografica sofferenza tramite il suo figlio prediletto. Il problema di un personaggio seriale, mensile, in edicola da trenta ininterrotti anni, è quello di rischiare di scrivere storie tanto per riempire pagine ed andare in stampa. Questo succede. Il piacere si riscontra quando un autore posa la penna per un po' e poi la riafferra tra le sue dita capaci. Se, poi, la scelta è quella di narrare di un'esperienza personale, seppur dolorosa, il riscontro positivo da parte del lettore sarà forte. Sclavi percorre lo stesso sentiero che ha portato Recchioni a diventare curatore della sua creatura. Con Mater Morbi, Recchioni, raccontava del suo dolore e della sua malattia. Ha aperto una breccia nei cuori dei fan dell'Indagatore dell'Incubo ed è diventato colonna portante della collana; addirittura colui che ha convinto l'eremita di Broni a sceneggiare nuovi soggetti. Due, E un quarto. Incluso questo.
Ai disegni Casertano. Anche se all'inizio ho trovato strana la scelta di combinare il ritorno di Sclavi con Casertano, devo ammettere che l'accoppiata ha funzionato. Dove lo sceneggiatore ha riempito con tavole di passaggio, l'artista è riuscito a giocarle a suo favore per evocare emozioni con il suo tratto.
La scelta della copertina completamente bianca è stilosa, ma, in edicola, è difficile trovare un esemplare del fumetto che conservi l'idea iniziale. Il bianco, pulito e luminoso, lascia presto spazio a polvere e segni neri, anche quando trattato con la massima cura. La scelta di lasciarla bianca potrebbe anche essere il modo di sottolineare il cambiamento di copertinista che ci aspetta il mese prossimo. Da dicembre 2016 perderemo Stano, autore di un ottimo lavoro anche sotto la gestione Recchioni, che cederà l'iconico testimone ad un giovane di belle speranze (sempre amico del curatore).
La mancanza di redazionali ha messo in evidenza la poca voglia di Recchioni nel curarli, più che il rispetto per il ritorno del padre prodigo all'ovile. Se la scelta fosse stata seguita per tutta la linea non avremmo dovuto trovare nemmeno nulla in terza di copertina e godere dell'anteprima del prossimo albo solo in quarta.
Dopo un lungo silenzio è tornato Sclavi ed è stato un piacere.
Dopo un lungo silenzio
Soggetto e Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Nessuno
Periodicità: mensile
uscita 28/10/2016
L'alcolismo è una gran brutta bestia. Dylan Dog lo sa bene, visto che ne è uscito a costo di grandi sofferenze. E' un incubo che si nasconde dietro ad i momenti più belli. Infatti un bicchiere di vino bevuto in un momento di felicità è il sasso che sdruciola e che fa precipitare l'Old Boy, nuovamente, lungo il burrone dell'alcool. Parallelamente a lui, un uomo, la cui moglie è morta da tempo, è nella sua stessa situazione e gli chiede aiuto per contattare il fantasma della defunta compagna.
Due uomini nello stesso abisso. Due punti di partenza così diversi, ma un traguardo identico alla fine di un percorso di sofferenza.
Dopo un tempo lunghissimo torna ad impugnare la penna il papà di Dylan Dog. Tiziano Sclavi racconta una nuova pagina di autobiografica sofferenza tramite il suo figlio prediletto. Il problema di un personaggio seriale, mensile, in edicola da trenta ininterrotti anni, è quello di rischiare di scrivere storie tanto per riempire pagine ed andare in stampa. Questo succede. Il piacere si riscontra quando un autore posa la penna per un po' e poi la riafferra tra le sue dita capaci. Se, poi, la scelta è quella di narrare di un'esperienza personale, seppur dolorosa, il riscontro positivo da parte del lettore sarà forte. Sclavi percorre lo stesso sentiero che ha portato Recchioni a diventare curatore della sua creatura. Con Mater Morbi, Recchioni, raccontava del suo dolore e della sua malattia. Ha aperto una breccia nei cuori dei fan dell'Indagatore dell'Incubo ed è diventato colonna portante della collana; addirittura colui che ha convinto l'eremita di Broni a sceneggiare nuovi soggetti. Due, E un quarto. Incluso questo.
Ai disegni Casertano. Anche se all'inizio ho trovato strana la scelta di combinare il ritorno di Sclavi con Casertano, devo ammettere che l'accoppiata ha funzionato. Dove lo sceneggiatore ha riempito con tavole di passaggio, l'artista è riuscito a giocarle a suo favore per evocare emozioni con il suo tratto.
La scelta della copertina completamente bianca è stilosa, ma, in edicola, è difficile trovare un esemplare del fumetto che conservi l'idea iniziale. Il bianco, pulito e luminoso, lascia presto spazio a polvere e segni neri, anche quando trattato con la massima cura. La scelta di lasciarla bianca potrebbe anche essere il modo di sottolineare il cambiamento di copertinista che ci aspetta il mese prossimo. Da dicembre 2016 perderemo Stano, autore di un ottimo lavoro anche sotto la gestione Recchioni, che cederà l'iconico testimone ad un giovane di belle speranze (sempre amico del curatore).
La mancanza di redazionali ha messo in evidenza la poca voglia di Recchioni nel curarli, più che il rispetto per il ritorno del padre prodigo all'ovile. Se la scelta fosse stata seguita per tutta la linea non avremmo dovuto trovare nemmeno nulla in terza di copertina e godere dell'anteprima del prossimo albo solo in quarta.
Dopo un lungo silenzio è tornato Sclavi ed è stato un piacere.
martedì 29 settembre 2015
Speciale Dylan Dog - La casa delle memorie
Speciale Dylan Dog N° 29
La casa delle memorie
Soggetto e Sceneggiatura Alessandro Bilotta
Disegni Giampiero Casertano
Copertina Massimo Carnevale
Periodicità annuale
Uscita 19/09/2015
In una Londra di un futuro non troppo distante, Dylan Dog è invecchiato ed a capo di un corpo speciale di Scotland Yard per il contrasto dei ritornanti, che altro non sono che morti viventi affamati di carne umana.
Ora, oltre a questo problema, ne è sorto un altro: quello degli Immemori. Gli immemori altri non sono persone che tornano alle loro case dopo anni dal momento della scomparsa. Non sono morti, non sono affamati di carne umana, ma non hanno ricordi del tempo trascorso lontano. Da dove arrivano? Dalle misteriose Oasi delle quali si parla sottovoce e che sembrano accogliere chi paga cifre profumante? O queste oasi non esistono, come afferma il Primo Ministro Lynwood?
Saggia decisione quella di Roberto Recchioni quella di dedicare gli Speciali di Dylan Dog alla saga de "Il pianeta dei morti " di Alessandro Bilotta. Iniziata sul seconde Color Fest e proseguita prima sul decimo numero della medesima collana e poi sul ventiduesimo Albo Gigante, tutte le storie, poi, raccolte da BAO in questo volume qui, è un aspetto narrativo interessante del mondo di Dylan Dog.
La storia di questo albo è un nuovo inizio, un po' in tutti i sensi, e permette a chi non ha mai letto, goduto, recuperato le storie precedenti di addentrarsi in questa era angosciosa. Il Dylan di Bilotta è disincantato, alcolizzato, solo per scelta e senza più una ragione di vita. L'atmosfera che lo circonda è cupa e pesante ed i soli raggi di luce sono dovuti alla presenza delle tre bionde figure femminili che si alternano sulle 160 pagine del volume.
La storia scorre e funziona, mettendo tanta carne al fuoco per il futuro (come se non ne fosse stata messa abbastanza nei capitoli precedenti). La scelta di riempire alcune pagine con il passato di alcuni ritornanti è utile sia al narratore, per riempire spazi morti nella sceneggiatura, che al lettore, per distrarsi dalle vicende dei protagonisti e vedere gli eventi da un punto di vista differente. Poi quella sorpresa finale ed i vari cliffhanger lasciati in sospeso mantengono alta la curiosità.
Giampiero Casertano alle matite è una garanzia. Belle donne, tratto coinvolgente, dettagli felici di esserci, buon ritmo.
La copertina illustrata da Massimo Carnevale è un po' così. Stilisticamente molto bella, ma poco comunicativa.
Il titolo, La casa delle memorie, sembra riferirsi a qualcosa di più astratto che reale. Adatto? Ad ora, ancora, non lo so. Però, sicuramente, intrigante.
Appuntamento a tra un anno con un nuovo, mortale, episodio.
La casa delle memorie
Soggetto e Sceneggiatura Alessandro Bilotta
Disegni Giampiero Casertano
Copertina Massimo Carnevale
Periodicità annuale
Uscita 19/09/2015
In una Londra di un futuro non troppo distante, Dylan Dog è invecchiato ed a capo di un corpo speciale di Scotland Yard per il contrasto dei ritornanti, che altro non sono che morti viventi affamati di carne umana.
Ora, oltre a questo problema, ne è sorto un altro: quello degli Immemori. Gli immemori altri non sono persone che tornano alle loro case dopo anni dal momento della scomparsa. Non sono morti, non sono affamati di carne umana, ma non hanno ricordi del tempo trascorso lontano. Da dove arrivano? Dalle misteriose Oasi delle quali si parla sottovoce e che sembrano accogliere chi paga cifre profumante? O queste oasi non esistono, come afferma il Primo Ministro Lynwood?
Saggia decisione quella di Roberto Recchioni quella di dedicare gli Speciali di Dylan Dog alla saga de "Il pianeta dei morti " di Alessandro Bilotta. Iniziata sul seconde Color Fest e proseguita prima sul decimo numero della medesima collana e poi sul ventiduesimo Albo Gigante, tutte le storie, poi, raccolte da BAO in questo volume qui, è un aspetto narrativo interessante del mondo di Dylan Dog.
La storia di questo albo è un nuovo inizio, un po' in tutti i sensi, e permette a chi non ha mai letto, goduto, recuperato le storie precedenti di addentrarsi in questa era angosciosa. Il Dylan di Bilotta è disincantato, alcolizzato, solo per scelta e senza più una ragione di vita. L'atmosfera che lo circonda è cupa e pesante ed i soli raggi di luce sono dovuti alla presenza delle tre bionde figure femminili che si alternano sulle 160 pagine del volume.
La storia scorre e funziona, mettendo tanta carne al fuoco per il futuro (come se non ne fosse stata messa abbastanza nei capitoli precedenti). La scelta di riempire alcune pagine con il passato di alcuni ritornanti è utile sia al narratore, per riempire spazi morti nella sceneggiatura, che al lettore, per distrarsi dalle vicende dei protagonisti e vedere gli eventi da un punto di vista differente. Poi quella sorpresa finale ed i vari cliffhanger lasciati in sospeso mantengono alta la curiosità.
Giampiero Casertano alle matite è una garanzia. Belle donne, tratto coinvolgente, dettagli felici di esserci, buon ritmo.
La copertina illustrata da Massimo Carnevale è un po' così. Stilisticamente molto bella, ma poco comunicativa.
Il titolo, La casa delle memorie, sembra riferirsi a qualcosa di più astratto che reale. Adatto? Ad ora, ancora, non lo so. Però, sicuramente, intrigante.
Appuntamento a tra un anno con un nuovo, mortale, episodio.
giovedì 30 luglio 2015
Dylan Dog - Gli abbandonati
Dylan Dog N° 347
Gli abbandonati
Soggetto, Sceneggiatura Paola Barbato
Disegni Giampiero Casertano
Copertina Angelo Stano
Una scomparsa misteriosa porta Dylan Dog e Bloch a Wynbring, cittadina limitrofa all'aeroporto di Southend. Il paese è stato abbandonato dopo pochi mesi dall'apertura dello scalo aereo e da allora sono cominciate a sparire diverse persone che vi si trovavano a transitare.
Stessa sorte capita ad i nostri eroi. Indagare sulle scomparse e rimanere entrambi vivi non sarà impresa semplice per l'Indagatore dell'Incubo e l'ex Ispettore di Scotland Yard in pensione.
Mancava solo la banda civica del comune di Golasecca, che intonava una marcia funebre, e Paola Barbato potrebbe aver descritto la situazione vissuta dai residenti nei paesi vicino all'aeroporto di Malpensa.
Non so dire se in questa storia vi sia originalità o meno, quello che sento che manca è lo spirito del nuovo corso voluto da Recchioni. Forse a Paola Barbato non si può dire di no, ma, salvo alcuni piccoli dettagli, mi è sembrata una storia adatta al ciclo Gualdoni più che alla contemporaneità.
Casertano fa il suo. Riesce a raffigurare l'incubo voluto dall'autrice, ma senza spiccare in eccellenza. Gli aerei sono bellissimi, un paio di splash page intense, anche se simili e l'originalità di Casertano nel non disegnare solo il bello permettono all'albo di scorrere per tutte le 96 pagine. L'uomo ci ha abituato a grandi eccellenze sia sulle pagine di Dylan Dog, dove a debuttato col numero 10 ed ha espresso il suo capolavoro nel 19, che su molte altre collane. Gli piace molto sperimentare e cambiare, rischiando di diventare irriconoscibile: apprezziamolo.
Semplice la copertina di Stano. Citazione di un classico.
Roberto: sto ancora aspettando qualcosa di più.
Gli abbandonati
Soggetto, Sceneggiatura Paola Barbato
Disegni Giampiero Casertano
Copertina Angelo Stano
Una scomparsa misteriosa porta Dylan Dog e Bloch a Wynbring, cittadina limitrofa all'aeroporto di Southend. Il paese è stato abbandonato dopo pochi mesi dall'apertura dello scalo aereo e da allora sono cominciate a sparire diverse persone che vi si trovavano a transitare.
Stessa sorte capita ad i nostri eroi. Indagare sulle scomparse e rimanere entrambi vivi non sarà impresa semplice per l'Indagatore dell'Incubo e l'ex Ispettore di Scotland Yard in pensione.
Mancava solo la banda civica del comune di Golasecca, che intonava una marcia funebre, e Paola Barbato potrebbe aver descritto la situazione vissuta dai residenti nei paesi vicino all'aeroporto di Malpensa.
Non so dire se in questa storia vi sia originalità o meno, quello che sento che manca è lo spirito del nuovo corso voluto da Recchioni. Forse a Paola Barbato non si può dire di no, ma, salvo alcuni piccoli dettagli, mi è sembrata una storia adatta al ciclo Gualdoni più che alla contemporaneità.
Casertano fa il suo. Riesce a raffigurare l'incubo voluto dall'autrice, ma senza spiccare in eccellenza. Gli aerei sono bellissimi, un paio di splash page intense, anche se simili e l'originalità di Casertano nel non disegnare solo il bello permettono all'albo di scorrere per tutte le 96 pagine. L'uomo ci ha abituato a grandi eccellenze sia sulle pagine di Dylan Dog, dove a debuttato col numero 10 ed ha espresso il suo capolavoro nel 19, che su molte altre collane. Gli piace molto sperimentare e cambiare, rischiando di diventare irriconoscibile: apprezziamolo.
Semplice la copertina di Stano. Citazione di un classico.
Roberto: sto ancora aspettando qualcosa di più.
giovedì 2 luglio 2015
Avengers 24
AVENGERS 39
AVENGERS 24 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #38 - #37, Avengers World #11 (seconda parte), Avengers World #12, Avengers World #13
Autori: Jonathan Hickman (S), Nick Spencer (S), Stefano Caselli (D), Raffaele Ienco (D), Marco Checchetto (D)
17x26, S., 80 pp., col.
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 11/06/2015
prezzo: € 3.50
Avengers ci racconta le origini di Pod (non quello della Apple, ma il nuovo membro dei vendicatori) e ci riassume tutto quanto visto finora. Ultimamente ci stiamo sorbendo un sacco di riassunti. Forse perché la storia di Hickman oltre ad essere lunga è molto contorta e dispersiva. Non è che sia male, anzi, ma pare tirare un po' troppo per le lunghe molteplici eventi. Sinceramente, però, devo dire che mi sta annoiando parecchio. Credo che più che la storia stessa a crearmi disagio sia la sua funzione: far ripartire, nuovamente, parte dell'Universo Marvel dal numero 1. Disegna Caselli e che vorresti mai dirgli?
Avengers World continua a presentare i nuovi personaggi dell'Euroforce e dello SPEAR ed a svolgere la funzione narrativa di creare una rete internazionale di Vendicatori. Trama sempre di Spencer, che alterna mondo di sopra con quello di sotto, e disegni italiani di Ienco e Checchetto. Se il secondo lo apprezzo molto al tempo stesso credo che il primo debba farsi un po' più le ossa. Disegna meglio di molti "minori" di Marvel e DC, ma sarebbe bello progredissi per diventare un altro forte disegnatore di origini italiane.
Mi dispiacerà smettere di leggere Avengers solo per il fatto che, spesso, tutto l'albo è disegnato da italiani.
AVENGERS 24 ALL NEW MARVEL NOW!
Contiene: Avengers #38 - #37, Avengers World #11 (seconda parte), Avengers World #12, Avengers World #13
Autori: Jonathan Hickman (S), Nick Spencer (S), Stefano Caselli (D), Raffaele Ienco (D), Marco Checchetto (D)
17x26, S., 80 pp., col.
MARVEL ITALIA
Disponibile dal 11/06/2015
prezzo: € 3.50
Avengers ci racconta le origini di Pod (non quello della Apple, ma il nuovo membro dei vendicatori) e ci riassume tutto quanto visto finora. Ultimamente ci stiamo sorbendo un sacco di riassunti. Forse perché la storia di Hickman oltre ad essere lunga è molto contorta e dispersiva. Non è che sia male, anzi, ma pare tirare un po' troppo per le lunghe molteplici eventi. Sinceramente, però, devo dire che mi sta annoiando parecchio. Credo che più che la storia stessa a crearmi disagio sia la sua funzione: far ripartire, nuovamente, parte dell'Universo Marvel dal numero 1. Disegna Caselli e che vorresti mai dirgli?
Avengers World continua a presentare i nuovi personaggi dell'Euroforce e dello SPEAR ed a svolgere la funzione narrativa di creare una rete internazionale di Vendicatori. Trama sempre di Spencer, che alterna mondo di sopra con quello di sotto, e disegni italiani di Ienco e Checchetto. Se il secondo lo apprezzo molto al tempo stesso credo che il primo debba farsi un po' più le ossa. Disegna meglio di molti "minori" di Marvel e DC, ma sarebbe bello progredissi per diventare un altro forte disegnatore di origini italiane.
Mi dispiacerà smettere di leggere Avengers solo per il fatto che, spesso, tutto l'albo è disegnato da italiani.
mercoledì 3 dicembre 2014
Dylano Dog - Anarchia nel Regno Unito
Dylan Dog N° 339
Anarchia nel Regno Unito
Soggetto: Gigi Simeoni e Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Uscita: 28/11/2014
Periodicità: Mensile
Tyron Carpenter, Ispettore Capo di Scotland Yard, è alla porta di Dylan Dog pronto a metterlo in manette ed a condurlo in gattabuia. Una volta in centrale, per Londra, la protesta dei lavoratori si trasforma in una vera e propria rivolta. La città è messa a ferro e fuoco subito dopo un altro arresto eccellente: quello di John Malloy, capo carismatico dei dimostranti.
Scotland Yard è assediata. I poliziotti all'interno devono difendersi in ogni modo dagli attacchi dei ribelli. Anche ricorrendo alle armi da fuoco.
L'unica speranza per la città è quel ciarlatano in gattabuia che si occupa di incubi.
E bravo Gigi Simeoni. Una storia in bottiglia, tutta ambientata a Scotland Yard, con al centro due nuovi personaggi Tyron Carpenter, erede di Bloch dai dialoghi molto macho anni '80 del secolo scorso, e Rania Rakim, sergente di polizia. La storia è avvincente e ben costruita, anche se, a ben vedere, non mancano riferimenti e citazioni da classici di genere. Quello che conta, però, è che funziona e che il lettore si trova ad essere coinvolto.
I testi di Simeoni risultano valorizzati dai disegni di Casertano. Il Maestro, colonna Bonelli da tempo indefinito, regala allo sceneggiatore sequenze dinamiche di grande impatto senza risparmiare buone dosi di violenza.
Di grande impatto la copertina di Stano.
Dopo questa avventura il mondo di Dylan Dog non sarà più così semplice. Anche tra i buoni ci sarà chi tenterà di mettergli i bastoni tra le ruote. Unica consolazione l'amicizia duratura con il caro vecchio ex ispettore Bloch. Ma questo è materiale per il prossimo numero.
Mentre Dylan viene trascinato in manette a Scotland Yard, a Londra scoppia la rivolta!
Dopo il pensionamento di Bloch, nuovi eventi intervengono a cambiare l’assetto di Scotland Yard e la vita dell’Indagatore dell’Incubo. Entra in scena l’ispettore Carpenter e, su suo ordine, a Dylan viene ritirato, una volta per tutte, il vecchio tesserino di poliziotto. Come se non bastasse, inoltre, l'Indagatore dell'Incubo viene portato in manette alla centrale di Polizia, mentre, nelle strade di Londra, esplode la rivolta!
Anarchia nel Regno Unito
Soggetto: Gigi Simeoni e Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Uscita: 28/11/2014
Periodicità: Mensile
Tyron Carpenter, Ispettore Capo di Scotland Yard, è alla porta di Dylan Dog pronto a metterlo in manette ed a condurlo in gattabuia. Una volta in centrale, per Londra, la protesta dei lavoratori si trasforma in una vera e propria rivolta. La città è messa a ferro e fuoco subito dopo un altro arresto eccellente: quello di John Malloy, capo carismatico dei dimostranti.
Scotland Yard è assediata. I poliziotti all'interno devono difendersi in ogni modo dagli attacchi dei ribelli. Anche ricorrendo alle armi da fuoco.
L'unica speranza per la città è quel ciarlatano in gattabuia che si occupa di incubi.
E bravo Gigi Simeoni. Una storia in bottiglia, tutta ambientata a Scotland Yard, con al centro due nuovi personaggi Tyron Carpenter, erede di Bloch dai dialoghi molto macho anni '80 del secolo scorso, e Rania Rakim, sergente di polizia. La storia è avvincente e ben costruita, anche se, a ben vedere, non mancano riferimenti e citazioni da classici di genere. Quello che conta, però, è che funziona e che il lettore si trova ad essere coinvolto.
I testi di Simeoni risultano valorizzati dai disegni di Casertano. Il Maestro, colonna Bonelli da tempo indefinito, regala allo sceneggiatore sequenze dinamiche di grande impatto senza risparmiare buone dosi di violenza.
Di grande impatto la copertina di Stano.
Dopo questa avventura il mondo di Dylan Dog non sarà più così semplice. Anche tra i buoni ci sarà chi tenterà di mettergli i bastoni tra le ruote. Unica consolazione l'amicizia duratura con il caro vecchio ex ispettore Bloch. Ma questo è materiale per il prossimo numero.
Mentre Dylan viene trascinato in manette a Scotland Yard, a Londra scoppia la rivolta!
Dopo il pensionamento di Bloch, nuovi eventi intervengono a cambiare l’assetto di Scotland Yard e la vita dell’Indagatore dell’Incubo. Entra in scena l’ispettore Carpenter e, su suo ordine, a Dylan viene ritirato, una volta per tutte, il vecchio tesserino di poliziotto. Come se non bastasse, inoltre, l'Indagatore dell'Incubo viene portato in manette alla centrale di Polizia, mentre, nelle strade di Londra, esplode la rivolta!
mercoledì 7 agosto 2013
Dylan Dog - L'occhio di Balor
Dylan Dog N°: 323
L'occhio di Balor
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni di: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Da quando una giovane ragazza irlandese si è trasferita per vivere a Londra strani omicidi accadono. Un mostro che sembra provenire dall'antica mitologia celtica uccide uomini che possono avere a che fare col passato di Honey. Come al solito, quando una bella ragazza sbarca in città, Dylan se ne innamora e cerca di corteggiarla, invano, in tutti i modi. Cercando di starle vicino finirà per indagare sull'incubo per conto dell'ispettore Bloch.
De Nardo, De Nardo, tu mi stupisci. Anche se questa è una di quelle storie che poteva vedere come protagonista uno qualunque dei personaggi Bonelli, tra Dylan, Martin e Brendon, bisogna dire che la presenza dell'Old Boy risulta più che giustificata. L'autore di sceneggiatura e soggetto va a prendere una mitica creatura irlandese e le da una vita ed una missione. Dylan è quasi un comprimario in una storia che lo coinvolge tanto da mettere in pericolo la bella Honey.
I disegni di Casertano sono sempre pieni e piacevoli. Anche se la protagonista non è la classica bellezza, nelle tavole che il disegnatore milanese classe 1961 realizza lei risulta ammaliante e misteriosa. Tutto risulta essere curato, dai sobborghi di Londra, al pub, all'Irlanda. Piacevole riempirsi gli occhi con questi disegni.
Come piacevole torna ad essere la copertina di Angelo Stano. Notturna, illuminata dalla luce della Luna, cattura l'attenzione e getta il lettore nelle atmosfere di Un lupo mannaro americano a Londra.
A pochi numeri dal passaggio alla gestione di Roberto Recchioni, una cartuccia ben sparata dal team Bonelli che cura Dylan Dog.
L'occhio di Balor
Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni di: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Da quando una giovane ragazza irlandese si è trasferita per vivere a Londra strani omicidi accadono. Un mostro che sembra provenire dall'antica mitologia celtica uccide uomini che possono avere a che fare col passato di Honey. Come al solito, quando una bella ragazza sbarca in città, Dylan se ne innamora e cerca di corteggiarla, invano, in tutti i modi. Cercando di starle vicino finirà per indagare sull'incubo per conto dell'ispettore Bloch.
De Nardo, De Nardo, tu mi stupisci. Anche se questa è una di quelle storie che poteva vedere come protagonista uno qualunque dei personaggi Bonelli, tra Dylan, Martin e Brendon, bisogna dire che la presenza dell'Old Boy risulta più che giustificata. L'autore di sceneggiatura e soggetto va a prendere una mitica creatura irlandese e le da una vita ed una missione. Dylan è quasi un comprimario in una storia che lo coinvolge tanto da mettere in pericolo la bella Honey.
I disegni di Casertano sono sempre pieni e piacevoli. Anche se la protagonista non è la classica bellezza, nelle tavole che il disegnatore milanese classe 1961 realizza lei risulta ammaliante e misteriosa. Tutto risulta essere curato, dai sobborghi di Londra, al pub, all'Irlanda. Piacevole riempirsi gli occhi con questi disegni.
Come piacevole torna ad essere la copertina di Angelo Stano. Notturna, illuminata dalla luce della Luna, cattura l'attenzione e getta il lettore nelle atmosfere di Un lupo mannaro americano a Londra.
A pochi numeri dal passaggio alla gestione di Roberto Recchioni, una cartuccia ben sparata dal team Bonelli che cura Dylan Dog.
domenica 4 novembre 2012
Dylan Dog - I segni della fine
Dylan Dog n.314, mensile
I segni della fine
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Misteriose morti coinvolgono normali cittadini londinesi. Oggetti all'apparenza innocui prendono vita e uccidono le persone con cui vengono in contatto. Dylan Dog è innamorato di una bella assistente sociale che forse sa qualcosa in più di quello che ammette di sapere, persino con Scotland Yard.
Perchè la metropolitana impazzisce, le cabine telefoniche diventano trappole mortali? Volente o nolente l'indagatore dell'incubo si troverà coinvolto in un'indagine sul filo del rasoio.
Stavolta partiamo la dalla bella copertina di Stano, curata con l'effetto acquerello e luminosa nonostante l'ambientazione sul fondo del Tamigi. Ecco, ad essere puntigliosi, manca proprio quell'effetto acqua e che, probabilmente, avrebbe reso l'immagine meno chiara, ma più realistica.
Gualdoni fa tutto da se, a parte i disegni, e realizza una storia coinvolgente nell'ambiente giovane delle Tag e dei graffiti mischiandola con elementi della cabala ebraica. Strano come i due amici delle due testate bonelliani Martin Mystère e Dylan Dog si trovino ad indagare, nello stesso mese, su enigmi generati dalla stessa matrice culturale. Gualdoni trova il tempo, e lo spazio, per citare famose icone del piccolo e grande schermo. Si parte con il Dottor Who per poi addentrarsi nella Monster House e, perchè no, incrociando il vermone del deserto di Star Wars.
Ai disegni il grande e sempre stupefacente Giampiero Casertano. E' incredibile come il suo tratto, inequivocabilmente legato alla Disney, si adatti in modo calzante e armoniosa alla figura del personaggio creato da Tiziano Sclavi. Vedere all'opera Casertano è sempre piacevole ed esaltante. Grazie allo staff delle Bonelli che ci permette di godere delle sue opere sulle pagine della Casa delle Ideee Milanese.
Buon albo autunnale, piacevole e scorrevole.
I segni della fine
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Misteriose morti coinvolgono normali cittadini londinesi. Oggetti all'apparenza innocui prendono vita e uccidono le persone con cui vengono in contatto. Dylan Dog è innamorato di una bella assistente sociale che forse sa qualcosa in più di quello che ammette di sapere, persino con Scotland Yard.
Perchè la metropolitana impazzisce, le cabine telefoniche diventano trappole mortali? Volente o nolente l'indagatore dell'incubo si troverà coinvolto in un'indagine sul filo del rasoio.
Stavolta partiamo la dalla bella copertina di Stano, curata con l'effetto acquerello e luminosa nonostante l'ambientazione sul fondo del Tamigi. Ecco, ad essere puntigliosi, manca proprio quell'effetto acqua e che, probabilmente, avrebbe reso l'immagine meno chiara, ma più realistica.
Gualdoni fa tutto da se, a parte i disegni, e realizza una storia coinvolgente nell'ambiente giovane delle Tag e dei graffiti mischiandola con elementi della cabala ebraica. Strano come i due amici delle due testate bonelliani Martin Mystère e Dylan Dog si trovino ad indagare, nello stesso mese, su enigmi generati dalla stessa matrice culturale. Gualdoni trova il tempo, e lo spazio, per citare famose icone del piccolo e grande schermo. Si parte con il Dottor Who per poi addentrarsi nella Monster House e, perchè no, incrociando il vermone del deserto di Star Wars.
Ai disegni il grande e sempre stupefacente Giampiero Casertano. E' incredibile come il suo tratto, inequivocabilmente legato alla Disney, si adatti in modo calzante e armoniosa alla figura del personaggio creato da Tiziano Sclavi. Vedere all'opera Casertano è sempre piacevole ed esaltante. Grazie allo staff delle Bonelli che ci permette di godere delle sue opere sulle pagine della Casa delle Ideee Milanese.
Buon albo autunnale, piacevole e scorrevole.
giovedì 1 dicembre 2011
Dylan Dog - Il divoratore di ossa
Dylan Dog n. 303, mensile
Il divoratore di ossa
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Il progresso avanza ed anche le aree più sacre delle grandi città devono essere riciclate, stavolta non per costruire un nuovo palazzo, ma un parco. Solo che la scelta di riqualificazione ha deciso un vecchio cimitero, ormai in disuso, il luogo dove il parco debba essere realizzato. Come si sa lavorare sui vecchi cimiteri è una sicurezza di incontrare creature soprannaturali. Gli operai incaricati di rimuovere i resti dei defunti vivono in uno stato di costante terrore, odono rumori, vedono misteriose e sinistre apparizioni, ed alcuni di loro spariscono nel nulla. I superstiti si recano dall'Indagatore dell'Incubo per cercare di risolvere il mistero. Le tracce che l'old boy raccoglierà porteranno al vecchio custode del cimitero, che ha qualcosa da nascondere.
Quando si pensa una storia di cimiteri, fantasmi e creature misteriose si pensa subito a Corrado Roi, ma Bonelli ha voluto sorprenderci. Ha messo all'opera su questo bell'albo Giampiero Casertano. Il suo disegno ricco, dettagliato, preciso, curato si adatta perfettamente alle atmosfere immaginate nella sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio. Casertano ci offre personaggi carnosi, quasi tridimensionali, realizzando tutto l'albo con un'alta costanza qualitativa del tratto, ci invoglia nella lettura e riempie piacevolmente gli occhi. Di Gregorio riesce a trattare un tema frequente nel genere horror con rinnovato vigore e senza sfociare, anzi utilizzandoli come trampolino per l'originalità, in luoghi comuni.
La carta da regalo che confeziona questo albo, che si colloca tra i migliori del 2011 di Dylan Dog, c'è la bella ed avventurosa copertina di Angelo Stano.
Bello ed originale, da leggere.
Il divoratore di ossa
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Il progresso avanza ed anche le aree più sacre delle grandi città devono essere riciclate, stavolta non per costruire un nuovo palazzo, ma un parco. Solo che la scelta di riqualificazione ha deciso un vecchio cimitero, ormai in disuso, il luogo dove il parco debba essere realizzato. Come si sa lavorare sui vecchi cimiteri è una sicurezza di incontrare creature soprannaturali. Gli operai incaricati di rimuovere i resti dei defunti vivono in uno stato di costante terrore, odono rumori, vedono misteriose e sinistre apparizioni, ed alcuni di loro spariscono nel nulla. I superstiti si recano dall'Indagatore dell'Incubo per cercare di risolvere il mistero. Le tracce che l'old boy raccoglierà porteranno al vecchio custode del cimitero, che ha qualcosa da nascondere.
Quando si pensa una storia di cimiteri, fantasmi e creature misteriose si pensa subito a Corrado Roi, ma Bonelli ha voluto sorprenderci. Ha messo all'opera su questo bell'albo Giampiero Casertano. Il suo disegno ricco, dettagliato, preciso, curato si adatta perfettamente alle atmosfere immaginate nella sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio. Casertano ci offre personaggi carnosi, quasi tridimensionali, realizzando tutto l'albo con un'alta costanza qualitativa del tratto, ci invoglia nella lettura e riempie piacevolmente gli occhi. Di Gregorio riesce a trattare un tema frequente nel genere horror con rinnovato vigore e senza sfociare, anzi utilizzandoli come trampolino per l'originalità, in luoghi comuni.
La carta da regalo che confeziona questo albo, che si colloca tra i migliori del 2011 di Dylan Dog, c'è la bella ed avventurosa copertina di Angelo Stano.
Bello ed originale, da leggere.
venerdì 6 maggio 2011
Dylan Dog - La seconda occasione
Dylan Dog n. 296, mensile
La seconda occasione
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Una fidanzata bipolare non è facile da gestire, ma Dylan è talmente innamorato che è pronto ad aiutarla ad affrontare il suo problema. Però se chi si vuol aiutare non aiuta se stesso, almeno prendendo le medicine, tutto è più difficile. Uscendo da casa di lei, dopo una lite, e la minaccia di un suicidio, ritorna sui suoi passi per essere sicuro che lei non commetta pazzie. La porta è chiusa dall'interno. Una volta sfondata la ragazza ha un coltello nel cuore. Qualcuno fugge dalla finestra del bagno. Inizia un inseguimento che porterà Dylan a volere un cieca vendetta, chiedere aiuto ad una vecchia avversaria e mettere in moto meccanismi temporali pericolosi.
Paola Barbato, per due volte in un mese, da sfogo a sentimenti di inadeguatezza. Una storia tragica, semplice semplice, scritta per riempire la cronologia che porterà al numero 300 ed alle sue rivelazioni. Un plot scontato, una corsa nel tempo e contro il tempo allo stesso momento che ha il merito di riportare alla nostra attenzione un avversario di Dylan Dog scomparso da molto tempo: Mastro Hora.
Giampiero Casertano realizza disegni mirabili, ritma la storia da maestro e dona importanza ad un albo poco interessante con il suo tratto pieno ed avvolgente. Un maestro.
Angelo Stano fa un passo indietro rispetto alle ultime tre copertine (Maxi incluso) con questo suo quarto esperimento nella nuova tecnica. Sempre apprezzabile, ma un po' meno del solito.
Una storia da un quarto d'ora. Ci si mette così tanto a leggerla per gustarsi i disegni di Casertano, altrimenti si sarebbe potuto correre un po' di più e finirla molto prima.
La seconda occasione
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano
Una fidanzata bipolare non è facile da gestire, ma Dylan è talmente innamorato che è pronto ad aiutarla ad affrontare il suo problema. Però se chi si vuol aiutare non aiuta se stesso, almeno prendendo le medicine, tutto è più difficile. Uscendo da casa di lei, dopo una lite, e la minaccia di un suicidio, ritorna sui suoi passi per essere sicuro che lei non commetta pazzie. La porta è chiusa dall'interno. Una volta sfondata la ragazza ha un coltello nel cuore. Qualcuno fugge dalla finestra del bagno. Inizia un inseguimento che porterà Dylan a volere un cieca vendetta, chiedere aiuto ad una vecchia avversaria e mettere in moto meccanismi temporali pericolosi.
Paola Barbato, per due volte in un mese, da sfogo a sentimenti di inadeguatezza. Una storia tragica, semplice semplice, scritta per riempire la cronologia che porterà al numero 300 ed alle sue rivelazioni. Un plot scontato, una corsa nel tempo e contro il tempo allo stesso momento che ha il merito di riportare alla nostra attenzione un avversario di Dylan Dog scomparso da molto tempo: Mastro Hora.
Giampiero Casertano realizza disegni mirabili, ritma la storia da maestro e dona importanza ad un albo poco interessante con il suo tratto pieno ed avvolgente. Un maestro.
Angelo Stano fa un passo indietro rispetto alle ultime tre copertine (Maxi incluso) con questo suo quarto esperimento nella nuova tecnica. Sempre apprezzabile, ma un po' meno del solito.
Una storia da un quarto d'ora. Ci si mette così tanto a leggerla per gustarsi i disegni di Casertano, altrimenti si sarebbe potuto correre un po' di più e finirla molto prima.
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