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venerdì 25 gennaio 2013

Full Metal Jacket

Il corpo dei Marines degli Stati Uniti d'America: l'elitè dell'esercito. Al momento di arruolarsi, però, nessuno dei ragazzi che decide di intraprendere quella vita è chi sarà dopo il corso di addestramento. Istruttori decisi, scurrili e violenti aggrediscono ciascuno di loro sopratutto sotto il profilo psicologico, annullando la volontà e la personalità di ognuno. Lo scopo è quello di fondere ciascun individuo con gli altri e di ottenere un corpo che si muova all'unisono con un solo obiettivo. Per prima cosa si perdono i nomi propri, quindi il tuo compagno sarà Joker, Cowboy, Biancaneve, Palla di Lardo, Handjob e non avrà un nome comune. L'addestramento è duro, ma alla fine tutti ce la fanno. Quello che succede dopo è ancora più duro, soprattutto se il dopo si chiama Guerra del Vietnam. Giovani ragazzi che vengono mandati a combattere in terra straniera sperando di sopravvivere, ad una guerra inutile, e tornare a casa. Non tutti ce la faranno, molti moriranno e molti impazziranno, pochi riusciranno a mantenere un tale distacco da poter tornare alla vita normale.

Perfetto.

Questo è uno di quei film che sa essere perfetto. Le musiche di atmosfera sono in stretto legame con le situazioni che si alterano sullo schermo mentre le canzoni ne sono esatto opposto.
I dialoghi, col tempo, sono diventati iconici e parti della vita comuni di tanti. I personaggi hanno subito la stessa sorte. Sicuramente quelli che rimangono in mente sono il Sergente Maggiore, Joker e Palla di Lardo, ma anche la figura del cecchino finale non passa inosservata. La regia di Kubrik è fluida ed esperta. Si distacca da quasi tutti i suoi lavori precedenti per trovare una dimensione dinamica inusuale per il regista inglese.
La critica sociale è poi evidente in ogni fotogramma. Joker con il simbolo della pace appuntato sul petto e l'elmetto con la scritta Born to kill, i pupazzi di topolino nella redazione al fronte vietnamita, ma anche nei monologhi del Sergente Maggiore durante il duro periodo addestramento e degli stessi soldati al fronte.

Non penso che ci siano critiche da fare su un film del genere, è solo d'obbligo guardarlo.

Perfetto.



Biginio di Wikipedia.

Titolo originaleFull Metal Jacket
Lingua originaleinglese, vietnamita
Paese di produzioneUSA
Anno1987
Durata116 min
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto1,37 : 1 (negativo)
1,66 : 1 (rapporto per i cinema europei)
1,85 : 1 (rapporto per i cinemastatunitensi e britannici)
GenereDrammaticoGuerra
RegiaStanley Kubrick
SoggettoGustav Hasford (romanzo)
SceneggiaturaStanley KubrickGustav Hasford,Michael Herr
ProduttoreStanley Kubrick
Produttore esecutivoJan Harlan
FotografiaStanley Kubrick
MontaggioMartin Hunter
Effetti specialiJohn Evans
MusicheVivian Kubrick, sotto lo pseudonimoAbigail Mead, AA. VV.
ScenografiaBarbara Drake
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

venerdì 21 dicembre 2012

Barry Lyndon

Parte I: con quali mezzi Redmond Barry acquisì lo stile e il titolo di Barry Lyndon.
1756. L'Irlanda è terra di transito di un reggimento militare del Regno Unito. In un piccolo villaggio Redmond Barry, giovane piacente, è innamorato della sua bella cugina Nora Brady. Quando, però, il villaggio viene attraversato dal reggimento ed il capitano John Quinn chiedere la mano di Nora. I fratelli della ragazza, puntando alla dote del militare, acconsentono. Redmond non si rassegna e sfida a duello il capitano dell'esercito. Nonostante il contro dei pronostici, il giovane irlandese vince, ma viene obbligato a lasciare la sua terra natia, in circa di migliori fortune, arruolato nell'esercito di Sua Maestà.
La vita del militare non fa per lui e la diserzione è la scelta più ovvia.
Nonostante tutto i piani non si realizzano per il meglio, tanto che dovrà entrare nell'esercito prussiano e fare anche da spia per il suo nuovo capitano.

Parte II: contenente un resoconto delle sventure e dei disastri che accaddero a Barry Lyndon.
Grazie al suo nuovo mentore. Barry si rende famoso per la sua bravura con la spada e per la sua bellezza, tanto da attirare a se diverse donne. La preda che potrebbe cambiargli la vita è la giovane Lady Lyndon. Nonostante sia sposata con sir Charles Reginald Lyndon, da cui ha avuto un figlio, non si risparmia dal concedersi a Barry. La relazione evolve in sentimenti profondi, tanto che un anno dopo la morte di sir Charles i due si sposano e poco dopo generano un discendente maschio. La rivalità tre il primogenito e Barry era già elevata e la nascita del piccolo Bryan Patrick, non fa che peggiorare le cose. Pochi anni dopo l'amore è già finito e la vita di Barry Lyndon è tutta votata alla ricerca dell'effimero riconoscimento sociale attraverso i soldi della moglie.
Tutto non può che peggiorare.

Nel 1976 il film ottiene 4 premi Oscar e quello più meritato è, senz'altro, quello per la fotografia. Lo studio che il mostro sacro della regia Stanley Kubrick svolge per la realizzazione di ogni singola scena è decisamente intenso. Ogni inquadratura, ogni campo largo, è un quadro rinascimentale. Paesaggi bucolici e romantici sono il punto forte del film. Un film biografico dalla narrazione un po' lenta e da un minutaggio lungo, ma gradevole e delicato. Mai urlato, mai volgare è una delizia sia per gli occhi che per le orecchie grazie a dialoghi raffinati e forbiti.
Protagonista assoluto di questa opera, girata dal Maestro senza l'utilizzo di luci elettriche (ma solo con luce naturale ed al massimo impiegando candele e lampade ad olio), è il personaggio interpretato da Ryan O'Neal (Love Story). Compassato ed empatico è perfetto nel ruolo assegnatogli.

Un film con più di trenta anni sul groppone, ma che merita di essere visto. E' come andare ad una mostra sul Rinascimento nella quale i quadri si animano è ci fanno scoprire sentimenti, emozioni e passioni dei personaggi dipinti sulla tela.

Stanley Kubrick è Stanley Kubrick.

Premi e Nomination
  • 1976 - Premio Oscar
    • Migliore fotografia a John Alcott
    • Migliore scenografia a Ken AdamRoy Walker e Vernon Dixon
    • Migliori costumi a Ulla-Britt Soderlund e Milena Canonero
    • Miglior colonna sonora a Leonard Rosenman
    • Nomination Miglior film a Stanley Kubrick
    • Nomination Migliore regia a Stanley Kubrick
    • Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Stanley Kubrick
  • 1976 - Golden Globe
    • Nomination Miglior film drammatico
    • Nomination Migliore regia a Stanley Kubrick
  • 1977 - Premio César
    • Nomination Miglior film straniero a Stanley Kubrick
  • 1976 - Premio BAFTA
    • Migliore regia a Stanley Kubrick
    • Migliore fotografia a John Alcott
    • Nomination Miglior film
    • Nomination Migliore scenografia a Ken Adam
    • Nomination Migliori costumi a Ulla-Britt Soderlund e Milena Canonero
  • 1975 - National Board of Review Award
    • Miglior film
    • Migliore regia a Stanley Kubrick
    • Migliori dieci film
    • 1977 - David di Donatello
      • David Europeo a Stanley Kubrick
    • 1975 - Los Angeles Film Critics Association Award
      • Migliore fotografia a John Alcott
    • 1975 - British Society of Cinematographers
      • Migliore fotografia a John Alcott
    • 1976 - Directors Guild of America
      • Nomination DGA Award a Stanley Kubrick
    • 1975 - National Society of Film Critics Award
      • Migliore fotografia a John Alcott
    • 1977 - Sant Jordi Award
      • Miglior film straniero a Stanley Kubrick
    • 1976 - Writers Guild of America
      • Nomination WGA Award a Stanley Kubrick
    • 1977 - Cinema Writers Circle Award
      • Miglior film straniero
    • 1978 - Guild of German Art House Cinemas
      • Miglior film straniero a Stanley Kubrick
    • 1975 - New York Film Critics Circle Award
      • Nomination Miglior film
      • Nomination Migliore regia a Stanley Kubrick



Bugiardino di Wikipedia.

Titolo originaleBarry Lyndon
Lingua originaleinglese, tedesco, francese
Paese di produzioneRegno Unito/Stati Uniti
Anno1975
Durata184 min[1]/
Colorecolore
Audiomono
Rapporto1,37:1 (negative ratio)[2]
1,66:1 (intended ratio)[2]
Generedrammatico, romantico, guerra[1]
RegiaStanley Kubrick
SoggettoWilliam Makepeace Thackeray(romanzo)
SceneggiaturaStanley Kubrick
ProduttoreStanley Kubrick
Produttore esecutivoJan HarlanBernard Williams
Casa diproduzioneHawk Films Ltd.PeregrineWarner Bros.
Distribuzione(Italia)Warner Bros. Italia
FotografiaJohn Alcott
MontaggioTony Lawson
MusicheLeonard Rosenman
Tema musicaleSarabande Main Title (National Philharmonic Orchestra)
ScenografiaKen Adam
CostumiMilena Canonero
TruccoAlan Boyle
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani