Grandi Opere DC - Superman
SUPERMAN: TERRA UNO VOL.2
(Contiene Superman: Earth One 2 HC)
di J.M, Straczynski, Shane Davis
9788866914846
16,8x25,6, C, 144 pp, col.
Raymond Maxwell Jensen da bambino era sempre isolato per la sua attitudine a delinquere ed ad usare la violenza per risolvere le situazioni. L'unico punto fermo della sua vita era l'amore per la sorella, per la quale ha sempre fatto di tutto. Ora è un criminale incallito e senza scrupoli che non lascia tracce del suo passaggio. Un suo collaboratore, però, ha fatto un errore di troppo e lui, di persona deve andare a risolverlo. Cancellare un hard disk in un centro di esperimenti scientifici lo porterà a trasformarsi nel temibile Parassita.
Clark Kent da poco si è reso conto che i superpoteri con in quali è cresciuto possono aiutare chi è in difficoltà e stabilire un nuovo metro con il quale far crescere l'umanità. Nel contempo ha mantenuto la sua incertezza nei rapporti interpersonali. Trasferitosi in appartamento in un palazzo della periferia di Metropolis incontra i suoi nuovi vicini Eddy, ragazzo drogato perennemente seduto sugli scalini del palazzo, e Lisa, bella ed intraprendente vicina di casa.
Lo scontro tra Superman e Parassita è inevitabile, ma l'avversario, questa, volta riesce ad indebolire l'eroe. Infatti, la sua capacità è quella di assorbire energia per nutrirsi e diventare sempre più forte. A questo punto quale migliore spuntino dell'eroe dal costume rosso e blu.
Nel frattempo alla redazione del Daily Bugle Lois Lane indaga sul nuovo collega proveniente da Smallville e Jimmy Olsen si tiene allenato a scattare foto alla nuova meraviglia della città.
Negli Stati Uniti non tutti sono contenti dell'avvento di Superman. Lo stesso esercito, dopo essersi lascito sfuggire la navicella spaziale custodita per venti anni, sta mettendo a punto piani di emergenza per contrastare i poteri dell'alieno venuto da Krypton.
Il volume uno di Superman Terra Uno era decisamente verboso, ma narrava da un nuovo punto di vista la formazione di Clark Kent per diventare Superman.
Il volume due, probabilmente, semina germogli da far crescere in un prossimo futuro. Non si spiegherebbero altrimenti la presenza delle sottotrame che vedono protagonista Superman e gli altri co-protagonisti dell'albo. Tra queste story line, apparentemente inutili, ma che potrebbero dare luogo a sviluppi ci sono la rivolta in Borada (fittizio stato caraibico, probabilmente), la love story di Clark Kent con Lisa e gli intrecci che potrebbero svilupparsi tra Lois Lane e Jimmy Olsen.
Il nemico di turno sembra, purtroppo, essere degno di una storia di passaggio dell'Uomo d'Acciaio. Risolta con un escamotage finale, tutta la vicenda si presta per mostrare al lettore un classico combattimento (già visto per altro nel volume uno) che mette a ferro e fuoco la città di Metropolis. Sinceramente un po' poco per una graphic novel tanto attesa come questa. Interessante lo spunto che, invece, riporta l'attenzione di Clark su persone che possono avere bisogno di aiuto e che sono più vicine a lui (ed a noi) di quanto pensiamo.
J.M. Straczynski imbastisce una storia dai ritmi buoni, ma dal tessuto narrativo fragile. Limita la verbosità del primo episodio per lasciare spazio al pagine di combattimento, utili a mettere in mostra le abilità grafiche del suo disegnatore.
Shane Davis intrattiene l'occhio con le sue indiscutibili dote. Pagine di inquadrature realistiche, ma a volte un po' troppo statiche. Alcune splash page d'impatto non riescono a sfondare il muro che separa il disegno dal lettore. La grande cura ed il dettaglio impediscono, a volte, l'effetto sorpresa.
Niente da dire sulla colorazione e l'illuminazione delle tavole, nelle quali Davis è stato aiutato da Sandra Hope e Barbara Ciardo.
A disposizione del lettore italiano è l'edizione cartonata realizzata da RW-Lion. La copertina è di un bel cartone pesante e rigido. Le immagini e le scritte ivi presenti sono chiare, intelligibili e di pregevole stampa.
L'interno dell'albo, però, mostra al tatto una notevole diversità di grammatura della carta sulla quale sono stampate le tavole. Messo questo albo a confronto con il precedente pare, per questa scelta, decisamente meno ricco di pagine. Se andiamo a controllare il numero di pagine, invece, abbiamo la sorpresa di 144 del vol.2 contro le 136 del vol.1. In libreria, però, quello che fa la sua porca figura non è certo questo. E' solo un effetto della scelta editoriale, ma lascia perplessi al momento dell'acquisto ed all'esborso di ben 16,95€.
L'effetto psicologico di questi tempi conta anche per le vendite, è bene che RW-Lion se lo ricordi.
Per il resto tutto bene nel lettering (il balloon a pg 42, credo, è vuoto anche nell'originale, non è quindi un errore dell'editore italiano) e, fortunatamente, mancano gli errori, i refusi e le omissioni per le quali era nota Planeta De Agostini.
Terra Uno non è una serie che deve uscire con troppa frequenza. Le storie devono essere ben ponderate e strutturare per poter incidere e farsi largo tra i lettori. Questa, per Straczynski, è un'occasione di crescita di appeal e del personaggio persa. Sicuramente non si fermerà qui, ma bisognerà valutare attentamente i prossimi acquisti. Nel frattempo rimaniamo in attesa del Terra Uno Vol. 2 di Batman e del Terra Uno Vol.1 dedicato a Wonder Woman e scritto, profonda preoccupazione, da Grant Morrison.
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giovedì 27 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
Superman Terra Uno - Vol. 1
Clark Kent è un ragazzo diverso dagli altri. Perchè viene da un altro pianeta. Sa che da neonato i suoi genitori terrestri l'hanno trovato tra i rottami di una nave, avvolto in una coperta rossa e blu, e che l'hanno adottato fingendolo figlio di un lontano parente. L'unica cosa, oltre alla coperta che, a vent'anni di distanza, è stata trasformata in un costume blu con un mantello rosso ed una S stampata sul petto, è un piccolo pezzo del sua astronave.
Clark è un ragazzo serio ed un po' cupo, cosciente di non aver ancora trovato il suo posto in questo mondo. Per lui, dotato di capacità fisiche e mentali paragonabili a quelle di un dio, le opportunità sono infinite. Giocatore professionista di football o scienziato ad altissimi livelli in ogni ruolo, in ogni colloquio, gli vengono offerte cifre esorbitanti per entrare a far parte di una o dell'altra organizzazione. Lui, però, non è convinto. E' combattuto tra l'avere una vita normale e, come suggeritogli dai suoi genitori, essere un faro per l'umanità.
Solo un'invasione aliena che minaccia l'esistenza stessa di tutto il pianeta Terra gli farà prendere la decisione d'indossare il costume cucito da sua madre e trovare la sua collocazione naturale a difesa dei più deboli. Rischiando la vita.
Superman è un eroe perfetto. Superman non è il mio eroe preferito. Fatico a leggere di lui come faticano gli scrittori a gestirlo. Come si può gestire un dio. Superman è onnipotente. Superman ha poteri che sono la summa di tutti quelli che, poi, negli anni saranno divisi tra le nuove generazioni di supereroi. Vola, va più veloce della luce, è dotato di una forza incommensurabile, supervista, superudito, spara raggi calorici dagli occhi, soffia vento congelante dai polmoni e chi più ne ha più ne metta. Praticamente è immortale.
Superman ha origini perfette. Il piccolo Kal-El è l'ultimo superstite di un pianeta distrutto, Kripton, adottato da due fattori americani che l'hanno cresciuto con sani e radicati principi cattolici di uguaglianza, misericordia, perdono.
Dati questi presupposti è impossibile narrare un nuovo Superman. J.Michael Straczynski, ai testi di questo albo, non commetti, infatti, questo errore. Straczynski stravolge il punto di vista e racconta Clark Kent. Un Clark Kent conscio di essere qualcosa di unico e speciale, solo in mezzo a tanti. Clark Kent sa di poter riuscire in tutto, senza però ottenere vera soddisfazione personale. Clark Kent è un ragazzo di venti anni legato alla famiglia, sua madre, per la quale farebbe di tutto. Clark Kent nasconde il segreto che non gli permette di vivere in pace con se stesso. Straczynski, dai testi verbosi e prolissi, ma efficaci, analizza nelle quasi 140 pagine di questo albo la genesi psicologica di Superman attraverso le esperienze di vita di Clark. L'autore in questo albo avvincente, curato e piacevole, non risparmia citazioni dagli albi storici di coloro che l'hanno preceduto e dimostra grande amore e rispetto per questo difficile personaggio.
Shane Davis traduce in disegno la ricca sceneggiatura messagli a disposizione. E lo fa con un tratto realistico, pulito ed efficacie come meritano le migliori produzioni di fumetti. Il realismo delle figure è quasi eccessivo, per chi è abituato ai personaggi dei fumetti americani i cui corpi si flettono in maniera innaturale, ma permette ai suoi personaggi di mantenere un filo diretto con il lettore. Ogni dettaglio è al suo posto.
I due riescono a dare, in poche pagine, dignità e spessore anche ai comprimari storici dell'Uomo d'Acciaio. Lois Lane mantiene la sua scorza dura ed è dedita al raggiungimento dei suoi obiettivi, Jimmy Olsen guadagna carisma, decisione e determinazione, Perry White sembra essere un uomo stupendo e comprensivo. Persino i genitori adottivi di Kal-El sono delineati oltre che fisicamente e moralmente anche con qualche accenno alle loro passioni.
L'edizione che ho tra le mani è quella Planeta De Agostini che soffre dei soliti difetti imperituri con i quali la casa spagnola ha pubblicato i fumetti DC in Italia, fino all'anno scorso. Come al solito gli editor spagnoli si sono dimenticati di togliere i mascherini di traduzione dal parole inglesi (Exit - Salida) e, più volte non hanno gestito correttamente gli a capo nella nostra lingua (spesso nel baloon si leggono cose tipo atten-zione senza che si vada a capo). Però il resto è fantastico. Il fumetto è un cartonato strepitoso. La copertina è pesante e rigida, piacevole al tatto, e riporta in seconda/terza e quarta/quinta di copertina un bellissimo disegno di Superman, a matita, in doppia pagina. Le pagine interne, nelle quali tutte le vignette sono su fondo nero e non bianco come al solito, sono di una carta piacevolmente pesante e stampate con grande cura. I colori sono spettacolari, intensi e coinvolgenti. Le ultime pagine, sempre di elevato spessore, riportano gli articoli scritti da Clark e Lois e le foto scattate da Jimmy apparsi sul Daily Planet il giorno dopo la tentata distruzione del pianeta, piacevole chicca.
Che dire. Un albo imprescindibile per gli appassionati di fumetti. Come detto a me non piace particolarmente Superman, ma questa avventura ha qualcosa di più e merita proprio di essere letta ed apprezzata.
Testi: J.Michael Straczynski
Disegni: Shane Davis
Edizione originale: Superman Earth One USA
Formato: Libro cartonato, 136 pp., a colori.
Editore RW-Lion
Edizione Planeta De Agostini
Prezzo: 14,95€
Clark è un ragazzo serio ed un po' cupo, cosciente di non aver ancora trovato il suo posto in questo mondo. Per lui, dotato di capacità fisiche e mentali paragonabili a quelle di un dio, le opportunità sono infinite. Giocatore professionista di football o scienziato ad altissimi livelli in ogni ruolo, in ogni colloquio, gli vengono offerte cifre esorbitanti per entrare a far parte di una o dell'altra organizzazione. Lui, però, non è convinto. E' combattuto tra l'avere una vita normale e, come suggeritogli dai suoi genitori, essere un faro per l'umanità.
Solo un'invasione aliena che minaccia l'esistenza stessa di tutto il pianeta Terra gli farà prendere la decisione d'indossare il costume cucito da sua madre e trovare la sua collocazione naturale a difesa dei più deboli. Rischiando la vita.
Superman è un eroe perfetto. Superman non è il mio eroe preferito. Fatico a leggere di lui come faticano gli scrittori a gestirlo. Come si può gestire un dio. Superman è onnipotente. Superman ha poteri che sono la summa di tutti quelli che, poi, negli anni saranno divisi tra le nuove generazioni di supereroi. Vola, va più veloce della luce, è dotato di una forza incommensurabile, supervista, superudito, spara raggi calorici dagli occhi, soffia vento congelante dai polmoni e chi più ne ha più ne metta. Praticamente è immortale.
Superman ha origini perfette. Il piccolo Kal-El è l'ultimo superstite di un pianeta distrutto, Kripton, adottato da due fattori americani che l'hanno cresciuto con sani e radicati principi cattolici di uguaglianza, misericordia, perdono.
Dati questi presupposti è impossibile narrare un nuovo Superman. J.Michael Straczynski, ai testi di questo albo, non commetti, infatti, questo errore. Straczynski stravolge il punto di vista e racconta Clark Kent. Un Clark Kent conscio di essere qualcosa di unico e speciale, solo in mezzo a tanti. Clark Kent sa di poter riuscire in tutto, senza però ottenere vera soddisfazione personale. Clark Kent è un ragazzo di venti anni legato alla famiglia, sua madre, per la quale farebbe di tutto. Clark Kent nasconde il segreto che non gli permette di vivere in pace con se stesso. Straczynski, dai testi verbosi e prolissi, ma efficaci, analizza nelle quasi 140 pagine di questo albo la genesi psicologica di Superman attraverso le esperienze di vita di Clark. L'autore in questo albo avvincente, curato e piacevole, non risparmia citazioni dagli albi storici di coloro che l'hanno preceduto e dimostra grande amore e rispetto per questo difficile personaggio.
Shane Davis traduce in disegno la ricca sceneggiatura messagli a disposizione. E lo fa con un tratto realistico, pulito ed efficacie come meritano le migliori produzioni di fumetti. Il realismo delle figure è quasi eccessivo, per chi è abituato ai personaggi dei fumetti americani i cui corpi si flettono in maniera innaturale, ma permette ai suoi personaggi di mantenere un filo diretto con il lettore. Ogni dettaglio è al suo posto.
I due riescono a dare, in poche pagine, dignità e spessore anche ai comprimari storici dell'Uomo d'Acciaio. Lois Lane mantiene la sua scorza dura ed è dedita al raggiungimento dei suoi obiettivi, Jimmy Olsen guadagna carisma, decisione e determinazione, Perry White sembra essere un uomo stupendo e comprensivo. Persino i genitori adottivi di Kal-El sono delineati oltre che fisicamente e moralmente anche con qualche accenno alle loro passioni.
L'edizione che ho tra le mani è quella Planeta De Agostini che soffre dei soliti difetti imperituri con i quali la casa spagnola ha pubblicato i fumetti DC in Italia, fino all'anno scorso. Come al solito gli editor spagnoli si sono dimenticati di togliere i mascherini di traduzione dal parole inglesi (Exit - Salida) e, più volte non hanno gestito correttamente gli a capo nella nostra lingua (spesso nel baloon si leggono cose tipo atten-zione senza che si vada a capo). Però il resto è fantastico. Il fumetto è un cartonato strepitoso. La copertina è pesante e rigida, piacevole al tatto, e riporta in seconda/terza e quarta/quinta di copertina un bellissimo disegno di Superman, a matita, in doppia pagina. Le pagine interne, nelle quali tutte le vignette sono su fondo nero e non bianco come al solito, sono di una carta piacevolmente pesante e stampate con grande cura. I colori sono spettacolari, intensi e coinvolgenti. Le ultime pagine, sempre di elevato spessore, riportano gli articoli scritti da Clark e Lois e le foto scattate da Jimmy apparsi sul Daily Planet il giorno dopo la tentata distruzione del pianeta, piacevole chicca.
Che dire. Un albo imprescindibile per gli appassionati di fumetti. Come detto a me non piace particolarmente Superman, ma questa avventura ha qualcosa di più e merita proprio di essere letta ed apprezzata.
Testi: J.Michael Straczynski
Disegni: Shane Davis
Edizione originale: Superman Earth One USA
Formato: Libro cartonato, 136 pp., a colori.
Editore RW-Lion
Edizione Planeta De Agostini
Prezzo: 14,95€
giovedì 10 maggio 2012
Before Watchmen
Sono settimane che in rete, tra gli appassionati di fumetto e cinema, non si parla d'altro.
Dopo aver ottenuto un successo mondiale con la trasposizione cinematografica di Zack Snyder, non molto apprezzata dai fan storici, la DC Comics, forte di un nuovo logo, ha deciso di produrre l'antefatto a Watchmen.
Per chi non fosse sulle ultime, Watchmen è una graphic novel (come amano chiamare adesso i fumetti per darsi un tono gli intellettuali) scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons circa 25 anni fa. Interessante e ben costruita, prima o poi ne parleremo approfonditamente, ha visto lievitare enormemente le vendite dopo l'uscita del film. Io sono tra quelli che l'ha acquistata dopo e che sta cercando il tempo per leggere e godere del malloppone. E' ovvio che prima o poi la DC decidesse di fare soldi con i personaggi presenti nella novella.
Infatti ecco gli albi monografici dedicati a loro.
RORSCHACH (4 numeri) di Brian Azzarello e Lee Bermejo
MINUTEMEN (6 numeri) di Darwyn Cooke
COMEDIAN (6 numeri) di Brian Azzarello e J.G. Jones
DR. MANHATTAN (4 numeri) di J. Michael Straczynski e Adam Hughes
NITE OWL (4 numeri) di J. Michael Straczynski, Andy e Joe Kubert
OZYMANDIAS (6 numeri) di Len Wein e Jae Lee
SILK SPECTRE (4 numeri) di Darwyn Cooke e Amanda Conner
Indubbiamente il calibro degli autori e dei disegnatori messi all'opera su questo progetto è veramente esplosivo. Le domande che sorgono, però, sono diverse.
Era necessario (oltre che economicamente) pensare ad una serie di prequel?
E' giusto sezionare così un'opera nata per essere unica?
Non sarebbe opportuno sentire l'opinione dei creatori dei personaggi prima di intraprendere una strada che rischia di snaturare una, radicata, mitologia? In questo caso l'eccentrico Moore si è già incavolato, mentre Gibbons, si dice, che abbia mandato una mail alla DC rammentando loro il suo IBAN.
Come si accennava, la reazione di Moore, persona strana di per se anche solo a vederla in foto (mi ricorda un po' la buonanima del mio prof. di chimica analitica alle superiori), non si è fatta attendere troppo. Un po' tra l'incavolato ed il disgustato si è aggiunto alle voci su Twitter in protesta. Altri, invece si sono dimostrati curiosi ed attendono con ansia questo esperimento. I non mi precludo niente, spero solo che quanto la DC si sta mettendo a fare sia affrontato con serietà e cura. Rimaneggiare un'icona del fumetto, come è diventata quest'opera, rischia di attrarre critiche fin eccessive
L'unica mia speranza è che non si mettano a toccacciare altre opere, altrimenti non saprei che destino aspettarmi per V per Vendetta.
Dopo aver ottenuto un successo mondiale con la trasposizione cinematografica di Zack Snyder, non molto apprezzata dai fan storici, la DC Comics, forte di un nuovo logo, ha deciso di produrre l'antefatto a Watchmen.
Per chi non fosse sulle ultime, Watchmen è una graphic novel (come amano chiamare adesso i fumetti per darsi un tono gli intellettuali) scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons circa 25 anni fa. Interessante e ben costruita, prima o poi ne parleremo approfonditamente, ha visto lievitare enormemente le vendite dopo l'uscita del film. Io sono tra quelli che l'ha acquistata dopo e che sta cercando il tempo per leggere e godere del malloppone. E' ovvio che prima o poi la DC decidesse di fare soldi con i personaggi presenti nella novella.
Infatti ecco gli albi monografici dedicati a loro.
RORSCHACH (4 numeri) di Brian Azzarello e Lee Bermejo
MINUTEMEN (6 numeri) di Darwyn Cooke
COMEDIAN (6 numeri) di Brian Azzarello e J.G. Jones
DR. MANHATTAN (4 numeri) di J. Michael Straczynski e Adam Hughes
NITE OWL (4 numeri) di J. Michael Straczynski, Andy e Joe Kubert
OZYMANDIAS (6 numeri) di Len Wein e Jae Lee
SILK SPECTRE (4 numeri) di Darwyn Cooke e Amanda Conner
Indubbiamente il calibro degli autori e dei disegnatori messi all'opera su questo progetto è veramente esplosivo. Le domande che sorgono, però, sono diverse.
Era necessario (oltre che economicamente) pensare ad una serie di prequel?
E' giusto sezionare così un'opera nata per essere unica?
Non sarebbe opportuno sentire l'opinione dei creatori dei personaggi prima di intraprendere una strada che rischia di snaturare una, radicata, mitologia? In questo caso l'eccentrico Moore si è già incavolato, mentre Gibbons, si dice, che abbia mandato una mail alla DC rammentando loro il suo IBAN.
Come si accennava, la reazione di Moore, persona strana di per se anche solo a vederla in foto (mi ricorda un po' la buonanima del mio prof. di chimica analitica alle superiori), non si è fatta attendere troppo. Un po' tra l'incavolato ed il disgustato si è aggiunto alle voci su Twitter in protesta. Altri, invece si sono dimostrati curiosi ed attendono con ansia questo esperimento. I non mi precludo niente, spero solo che quanto la DC si sta mettendo a fare sia affrontato con serietà e cura. Rimaneggiare un'icona del fumetto, come è diventata quest'opera, rischia di attrarre critiche fin eccessive
L'unica mia speranza è che non si mettano a toccacciare altre opere, altrimenti non saprei che destino aspettarmi per V per Vendetta.
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giovedì 19 gennaio 2012
Thor - Il cerchio si chiude
Il Mjolnir si è rotto. I poteri di Thor sono, ora, limitati. Persino la trasformazione da Dio del Tuono a Donald Blake è dolorosa e non senza conseguenze. Il martello va riparato, ma essendo stato creato da un dio defunto, Odino, può non essere facile trovare chi lo faccia. La necessità si rivela impellente quando Loki rivela a Blake dove è custodito lo spirito di Lady Sif, l'amata di Thor. A quel punto il biondo dio asgardiano si rivolge al Dottor Strange. Un incantesimo potente è necessario, la vita stessa del suo possessore sarà da ora legata al destino del martello. La magia riesce e Thor si reca a liberare Sif.
Negli stessi momenti il piano di Loki per convincere il prode Balder a trasferire la popolazione di Asgard sta avendo successo. Tranne i tre amici di Thor, che decidono di rimanere in Oklahoma, tutti gli altri, compresi Kelda e Bill (il terrestre di cui è innamorata) accettano con entusiasmo il trasferimento in Latveria, nella nazione centroeuropea su cui si estende il regno di Victor Von Doom, il Dottor Destino. Le promessi di Destino e Loki si rivelano essere una trappola per gli dei ed i semidei di Asgard. Le loro vite vengono, di nascosto, sacrificate per creare nuove mostruosità al servizio della coppia di folli ed ingannatori.
La lotta per riconquistare la libertà, l'onore e vendicarsi dei due non avrà tregua. Un manipoli di asgardiani, con in testa Balder, sfiderà Destino. Al loro fianco giungerà anche il loro re esiliato, Thor in uno scontro dall'esito non proprio scontato.
Un storia d'amore. Su questo si concentra il terzo volume di Michael J. Stracinsky dedicato alla rinascita di Thor e del suo storico alterego Donald Blake. Ai disegni questa volta non troviamo il fido Coipel, dei primi due volumi, ma Marko Djurdjevic e Billy Tan. Entrambi i disegnatori, dal tratto non troppo dissimile, interpretano al meglio il nuovo spirito del Dio del Tuono e lo caratterizzano in modo convincente e godibile (l'unica tavola che non ho apprezzato è quella della penultima pagina, che mi è sembrata qualitativamente un po' buttata li). Come accennato all'inizio ci sono molte storie d'amore in questo volume: Thor/Sif, Donald Blake/Jane Foster, Bill/Kelda e l'amore di Balder per Asgard. Tutti amori sinceri e fedeli, che fanno correre rischi, ma che non sarebbero così intensi e pieni di soddisfazioni se così non fosse.
Al termine del volume sono riportate alcune storie dedicate ad Asgard ed ai suoi miti del duo Stan Lee e Jack Kirby risalenti agli anni 60 del secolo scorso. Convinto sempre più che la colorazione non sia quella originale e che questa caratteristica le renda meno pregevoli.
L'albo (prendendo in considerazione solo le prime 154 pagine Stracinsky) è la degna conclusione del grande ciclo di questo scrittore e dei suo collaboratori. Un cilco che si riverbererà molto nella storia del primo film cinematografico dedicato a Thor e che rende familiari le storie ed il personaggio anche a chi prima ha visto il film e poi letto il fumetto (come me).
L'unico appunto che mi sento di fare da lettore è che l'intero ciclo avrebbe potuto essere pubblicato in un unico volume de Le Grandi Saghe o de Le Leggende, visti anche alcuni balenotteri in cui si sono lanciati. Certo la scelta è comprensibile dal punto di vista dell'editore, ma meno da quello delle tasche del lettore.
Tutto sommato un'esperienza da provare. Lasciarsi coinvolgere nel mito è sempre piacevole.
Negli stessi momenti il piano di Loki per convincere il prode Balder a trasferire la popolazione di Asgard sta avendo successo. Tranne i tre amici di Thor, che decidono di rimanere in Oklahoma, tutti gli altri, compresi Kelda e Bill (il terrestre di cui è innamorata) accettano con entusiasmo il trasferimento in Latveria, nella nazione centroeuropea su cui si estende il regno di Victor Von Doom, il Dottor Destino. Le promessi di Destino e Loki si rivelano essere una trappola per gli dei ed i semidei di Asgard. Le loro vite vengono, di nascosto, sacrificate per creare nuove mostruosità al servizio della coppia di folli ed ingannatori.
La lotta per riconquistare la libertà, l'onore e vendicarsi dei due non avrà tregua. Un manipoli di asgardiani, con in testa Balder, sfiderà Destino. Al loro fianco giungerà anche il loro re esiliato, Thor in uno scontro dall'esito non proprio scontato.
Un storia d'amore. Su questo si concentra il terzo volume di Michael J. Stracinsky dedicato alla rinascita di Thor e del suo storico alterego Donald Blake. Ai disegni questa volta non troviamo il fido Coipel, dei primi due volumi, ma Marko Djurdjevic e Billy Tan. Entrambi i disegnatori, dal tratto non troppo dissimile, interpretano al meglio il nuovo spirito del Dio del Tuono e lo caratterizzano in modo convincente e godibile (l'unica tavola che non ho apprezzato è quella della penultima pagina, che mi è sembrata qualitativamente un po' buttata li). Come accennato all'inizio ci sono molte storie d'amore in questo volume: Thor/Sif, Donald Blake/Jane Foster, Bill/Kelda e l'amore di Balder per Asgard. Tutti amori sinceri e fedeli, che fanno correre rischi, ma che non sarebbero così intensi e pieni di soddisfazioni se così non fosse.
Al termine del volume sono riportate alcune storie dedicate ad Asgard ed ai suoi miti del duo Stan Lee e Jack Kirby risalenti agli anni 60 del secolo scorso. Convinto sempre più che la colorazione non sia quella originale e che questa caratteristica le renda meno pregevoli.
L'albo (prendendo in considerazione solo le prime 154 pagine Stracinsky) è la degna conclusione del grande ciclo di questo scrittore e dei suo collaboratori. Un cilco che si riverbererà molto nella storia del primo film cinematografico dedicato a Thor e che rende familiari le storie ed il personaggio anche a chi prima ha visto il film e poi letto il fumetto (come me).
L'unico appunto che mi sento di fare da lettore è che l'intero ciclo avrebbe potuto essere pubblicato in un unico volume de Le Grandi Saghe o de Le Leggende, visti anche alcuni balenotteri in cui si sono lanciati. Certo la scelta è comprensibile dal punto di vista dell'editore, ma meno da quello delle tasche del lettore.
Tutto sommato un'esperienza da provare. Lasciarsi coinvolgere nel mito è sempre piacevole.
mercoledì 18 gennaio 2012
Thor - Vittoria
Ad Asgard la vita scorre tranquilla, forse fin troppo per molti eroi. Thor governa con giustizia, ma qualcuno vuole rivivere i vecchi brividi della battaglia e cercare di fare del bene ad ogni costo. Il prode Balder, colui che con la sua morte ha scatenato il Ragnarok, è uno di questi. Quale terreno migliore per un meschino ingannatore come Loki?
Loki spinge Balder su una strada lastricata di buone intenzioni, ma che porteranno a risultati prevedibili per la rovina di Thor.
Le incursioni al di fuori della terrena Asgard portano Loki e Balder, dopo aver ucciso due giganti del ghiaccio per difendere degli automobilisti in difficoltà, ad essere arrestati dalle forze dell'ordine ed ad essere presi in custodia da Thor stesso.
Le trame di Loki non si fermano. Grazie all'aiuto di Hela riesce, temporaneamente, a riprendere il suo aspetto ed a tornare indietro nel tempo ed a mettere in moto gli eventi che porteranno Odino a prenderlo, nel passato, nella sua famiglia dopo la morte di suo padre. Non solo, riuscirà anche a causare l'evento che tormenterà per tutta la vita lo stesso Odino e che si ripercuoterà sul rapporto con suo figlio Thor.
Tutto questo mentre Thor è impegnato a cercare gli ultimi asgardiani che mancano all'appello, tra i quali la sua amata Sif.
Con un colpo di scena la vittoria del titolo arriderà ad uno dei tre figli di Odino, ma a quale?
I due autori de Il ritorno del Dio del Tuono proseguono la saga della nuova genesi del protagonista con questo secondo, avvincente, capitolo.
I disegni di Coipel si confermano adatti a conferire maestosità a Thor e sfuggevolezza a Loki. Anche se a volte il Dio del Tuono risulta essere un po' squadrato questo non pregiudica la riuscita grafica dell'accurato albo.
J. Michael Straczynski, sempre lui è ai testi. Rispetto al primo capitolo (Le Grandi Saghe n°16) qui si fa più largo la figura di Loki. Subdolo ed interessato solo alla destabilizzazione di Asgard ed allo sterminio della sua popolazione viene ben reso con i testi e le azioni che l'autore scrive per lui. Una seconda parte più cerebrale che d'azione mette in risalto le doti di scrittore completo di Straczynski. Forse non vi sono punti narrativi particolarmente alti, ma si fa notare il dialogo tra Thor ed il defunto Capitan America. Thor ne visita la tomba il giorno del primo anniversario della sua morte e lo spirito di Cap gli si palesa. I due hanno un toccante scambio di battute che rafforza il mito incarnato da Steven Rogers e consolida ulteriormente la sua amicizia con il Dio.
Il finale è pirotecnico e la realizzazione completa dei piani di Loki spiazza il lettore, conscio di dover aspettare il terzo capitolo della saga di Straczynski-Coipel per avere il quadro completo.
Storie Bonus di questo albo, inoltre, sono i racconti di Asgard scritti da Lee e Kirby nei lontani anni '60 del secolo scorso che forniscono una visione aggiornata e basilare per conoscere al meglio le origini della mitologia norrena. Vignette grandi, ampie descrizioni nella parte superiore, dialoghi veloci, ma tutto realizzato con arte e cura dai due grandi autori americani. Unico neo è che, credo, le tavole siano state ricolorate al computer per dare un aspetto più moderno ai disegni del Maestro.
Da leggere senza riserve, anche se Thor, come per me, non è uno dei vostri personaggi preferiti.
Loki spinge Balder su una strada lastricata di buone intenzioni, ma che porteranno a risultati prevedibili per la rovina di Thor.
Le incursioni al di fuori della terrena Asgard portano Loki e Balder, dopo aver ucciso due giganti del ghiaccio per difendere degli automobilisti in difficoltà, ad essere arrestati dalle forze dell'ordine ed ad essere presi in custodia da Thor stesso.
Le trame di Loki non si fermano. Grazie all'aiuto di Hela riesce, temporaneamente, a riprendere il suo aspetto ed a tornare indietro nel tempo ed a mettere in moto gli eventi che porteranno Odino a prenderlo, nel passato, nella sua famiglia dopo la morte di suo padre. Non solo, riuscirà anche a causare l'evento che tormenterà per tutta la vita lo stesso Odino e che si ripercuoterà sul rapporto con suo figlio Thor.
Tutto questo mentre Thor è impegnato a cercare gli ultimi asgardiani che mancano all'appello, tra i quali la sua amata Sif.
Con un colpo di scena la vittoria del titolo arriderà ad uno dei tre figli di Odino, ma a quale?
I due autori de Il ritorno del Dio del Tuono proseguono la saga della nuova genesi del protagonista con questo secondo, avvincente, capitolo.
I disegni di Coipel si confermano adatti a conferire maestosità a Thor e sfuggevolezza a Loki. Anche se a volte il Dio del Tuono risulta essere un po' squadrato questo non pregiudica la riuscita grafica dell'accurato albo.
J. Michael Straczynski, sempre lui è ai testi. Rispetto al primo capitolo (Le Grandi Saghe n°16) qui si fa più largo la figura di Loki. Subdolo ed interessato solo alla destabilizzazione di Asgard ed allo sterminio della sua popolazione viene ben reso con i testi e le azioni che l'autore scrive per lui. Una seconda parte più cerebrale che d'azione mette in risalto le doti di scrittore completo di Straczynski. Forse non vi sono punti narrativi particolarmente alti, ma si fa notare il dialogo tra Thor ed il defunto Capitan America. Thor ne visita la tomba il giorno del primo anniversario della sua morte e lo spirito di Cap gli si palesa. I due hanno un toccante scambio di battute che rafforza il mito incarnato da Steven Rogers e consolida ulteriormente la sua amicizia con il Dio.
Il finale è pirotecnico e la realizzazione completa dei piani di Loki spiazza il lettore, conscio di dover aspettare il terzo capitolo della saga di Straczynski-Coipel per avere il quadro completo.
Storie Bonus di questo albo, inoltre, sono i racconti di Asgard scritti da Lee e Kirby nei lontani anni '60 del secolo scorso che forniscono una visione aggiornata e basilare per conoscere al meglio le origini della mitologia norrena. Vignette grandi, ampie descrizioni nella parte superiore, dialoghi veloci, ma tutto realizzato con arte e cura dai due grandi autori americani. Unico neo è che, credo, le tavole siano state ricolorate al computer per dare un aspetto più moderno ai disegni del Maestro.
Da leggere senza riserve, anche se Thor, come per me, non è uno dei vostri personaggi preferiti.
martedì 17 gennaio 2012
Thor - Il ritorno del Dio del Tuono
Il Ragnarok è avvenuto. Tutti gli dei del pantheon asgardiano sono morti. La magia di Odino è svanita. Sulla Terra riappare Donald Blake, alter ego zoppo del Dio del Tuono. Dentro il suo animo si agita ancora l'essenza di Thor stesso. Sarà quest'uomo, la sua prima incarnazione quando era stato punito da Odino ed esiliato da Asgard, a convincere Thor di tornare in vita è cercare gli altri dei in modo da ricreare Asgard. Il primo passo del biondo eroe sarà quello di erigere una nuova Asgard in Oklahoma, lungo la statale 66, grazie alla magia ereditata dal padre. Il secondo sarà quello di svegliare le coscienze degli dei sopite nei corpi mortali dopo il Ragnarok. Svegliarli in modo oculato però, cercando di portare in vita solo i meritevoli e gli onesti. Purtroppo il Dio dell'Inganno, Loki, suo fratello, non è molto d'accordo ed organizza un tranello. Per obbligare il nuovo re degli dei rapisce molti incarnati, li imprigiona in un sotterraneo nel deserto ed a loro guardia pone il Distruttore. La battaglia che ne segue mette in crisi la forza di Thor che per concluderla in fretta sveglia tutti i suoi confratelli rinchiusi nelle celle. Il piano di Loki si compie. Viene liberato dal corpo mortale in cui si trovava, assumendo però l'aspetto di Lady Sif, l'amata del Dio del Tuono.
Alcuni sensi di colpa assalgono Thor: sarà giusto non cercare lo spirito di Odino? D'altronde il padre degli dei è morto prima del Ragnarok e, secondo la leggenda, non avrebbe possibilità di risorgere. Con un gesto che mette alla prova il suo fisico di dio, Thor, si innalza nello spazio e libera tutti i suoi fratelli in ogni parte del mondo.
Per curarsi si immerge nella capsula che Odino utilizzava per rigenerarsi. Durante il sonno ristoratore, tra la vita e la morte, Thor incontra suo padre impegnato nella sua battaglia eterna contro Suron. Ogni giorno lo uccide ed ogni giorno lui stesso muore. Suo figlio decide che è ora di riportarlo in vita, ma è Odino stesso che si oppone. Lui è l'ultima barriera che si frappone ad un nuovo Ragnarok. Thor combatte con lui una battaglia e poi ritorna, pensieroso alla sua vita di nuovo Re degli Dei.
Premessa importante. Come per Hulk, Thor non è uno dei miei personaggi preferiti dell'universo Marvel. Ho sempre faticato a capire perché e come un dio di Asgard possa convivere con umani e supereroi nati dalla scienza o mutati alla nascita.
Detto questo, mi sono fatta convincere a leggere la saga dedicata a questo personaggio scritta da J. Michael Straczynski e disegnata da Oliver Coipel.
Per una volta partiamo dal disegno. Coipel, che già avevo apprezzato in House of M, si conferma essere un bravo disegnatore. Il suo tratto spigoloso, ma pulito, ben si adatta alle atmosfere messe in scena dallo sceneggiatore.
Straczynski. Cosa vuoi dire di più? Allora. Thor era morto da più di tre anni (editorialmente parlando), ne era stato creato un clone (da Tony Stark) che aveva ammazzato Goliath e nel frattempo c'erano stati l'atto di registrazione dei supereroi e la Civil War. I fan di Thor rimpiangevano la scomparsa del suo alter ego umano originale Donald Blake. La Marvel voleva un rilancio in grande stile del personaggio ed ha affidato il tutto a Straczynski, che a sua volta ha coinvolto nel progetto Coipel. Lo scrittore ha preso tutto quello che di meglio c'era nel passato del personaggio, gli ha aggiunto la sua bravura ed ha tirato fuori sei albi da urlo. La storia si beve. Mette sul piano conti in sospeso, tra Thor, Loki, Odino, Iron Man, dilemmi umani, tra Donald Blake e Jane Foster, propone eventi e personaggi che hanno fatto la storia della casa delle idee in modo nuovo e coinvolgente. Ridisegna il personaggio del Dio del Tuono in modo moderno ed avvincente. Tanto è vero che questa nascita del personaggio è stata presa come spunto per la proposizione cinematografica dell'eroe da Branagh (se leggete i titoli di testa tra gli sceneggiatori troverete lo stesso Straczynski).
Stan Lee nel 1962 aveva avuto l'idea originale di prendere spunto dai miti norreni per creare un nuovo eroe, che si opponesse al Superman della DC, ed aveva avuto ragione. Tre il 2007 ed il 2008 Straczynski soffia nuova linfa vitale in questo storico personaggio e lo rende memorabile.
Prima di chiudere alcune note biografiche sintetiche, ma molto sintetiche e non molto aggiornate per la verità, prese da Wikipedia sullo sceneggiatore di questa saga.
"Joseph Michael Straczynski, più noto come J.M. Straczynski (17 luglio 1954), è un fumettista e sceneggiatore statunitense.
Straczynski è divenuto famoso per essere l'autore sella serie televisiva Babylon 5 e per i suoi cicli di storie su fumetti come I Fantastici Quattro, Uomo Ragno (Amazing Spiderman 471-545) Supreme Power, Silver Surfer e la nuova serie di Thor. Ha scritto anche Bullet Points (2007), The Twelve, Dream Police e Book of the Last Soul pubblicati con l'etichetta Icon della Marvel Comics.
All'inizio del 2008 ha deciso di non rinnovare l'esclusiva con la Marvel, che però non abbandona completamente, e firma un contratto con la DC Comics, che gli affida la serie antologica The Brave and the Bold. e scriverà uno story arc per la testata Superman/Batman. Inoltre è al lavoro su due serie per la Image Comics, di cui egli stesso ha comunicato i titoli alla Emerald City Comicon: The Grand e Final Justice.
È l'autore della sceneggiatura di Changeling, di Clint Eastwood, in concorso al festival di Cannes 2008, e sta ultimando la sceneggiatura tratta dal libro World War Z."
Questo libro delle Grandi Saghe del Corriere della Sera (volume n°16) è il primo di una trilogia che comprende il n°69 della medesima collana ed il n°2 de Le Leggende Marvel, sempre edite dal Corriere. Il mio consiglio è di recuperarli tutti e tre di leggerveli tutti d'un fiato come sto facendo io in questi giorni (ho letto già il secondo) perché sono spettacolari.
Alcuni sensi di colpa assalgono Thor: sarà giusto non cercare lo spirito di Odino? D'altronde il padre degli dei è morto prima del Ragnarok e, secondo la leggenda, non avrebbe possibilità di risorgere. Con un gesto che mette alla prova il suo fisico di dio, Thor, si innalza nello spazio e libera tutti i suoi fratelli in ogni parte del mondo.
Per curarsi si immerge nella capsula che Odino utilizzava per rigenerarsi. Durante il sonno ristoratore, tra la vita e la morte, Thor incontra suo padre impegnato nella sua battaglia eterna contro Suron. Ogni giorno lo uccide ed ogni giorno lui stesso muore. Suo figlio decide che è ora di riportarlo in vita, ma è Odino stesso che si oppone. Lui è l'ultima barriera che si frappone ad un nuovo Ragnarok. Thor combatte con lui una battaglia e poi ritorna, pensieroso alla sua vita di nuovo Re degli Dei.
Premessa importante. Come per Hulk, Thor non è uno dei miei personaggi preferiti dell'universo Marvel. Ho sempre faticato a capire perché e come un dio di Asgard possa convivere con umani e supereroi nati dalla scienza o mutati alla nascita.
Detto questo, mi sono fatta convincere a leggere la saga dedicata a questo personaggio scritta da J. Michael Straczynski e disegnata da Oliver Coipel.
Per una volta partiamo dal disegno. Coipel, che già avevo apprezzato in House of M, si conferma essere un bravo disegnatore. Il suo tratto spigoloso, ma pulito, ben si adatta alle atmosfere messe in scena dallo sceneggiatore.
Straczynski. Cosa vuoi dire di più? Allora. Thor era morto da più di tre anni (editorialmente parlando), ne era stato creato un clone (da Tony Stark) che aveva ammazzato Goliath e nel frattempo c'erano stati l'atto di registrazione dei supereroi e la Civil War. I fan di Thor rimpiangevano la scomparsa del suo alter ego umano originale Donald Blake. La Marvel voleva un rilancio in grande stile del personaggio ed ha affidato il tutto a Straczynski, che a sua volta ha coinvolto nel progetto Coipel. Lo scrittore ha preso tutto quello che di meglio c'era nel passato del personaggio, gli ha aggiunto la sua bravura ed ha tirato fuori sei albi da urlo. La storia si beve. Mette sul piano conti in sospeso, tra Thor, Loki, Odino, Iron Man, dilemmi umani, tra Donald Blake e Jane Foster, propone eventi e personaggi che hanno fatto la storia della casa delle idee in modo nuovo e coinvolgente. Ridisegna il personaggio del Dio del Tuono in modo moderno ed avvincente. Tanto è vero che questa nascita del personaggio è stata presa come spunto per la proposizione cinematografica dell'eroe da Branagh (se leggete i titoli di testa tra gli sceneggiatori troverete lo stesso Straczynski).
Stan Lee nel 1962 aveva avuto l'idea originale di prendere spunto dai miti norreni per creare un nuovo eroe, che si opponesse al Superman della DC, ed aveva avuto ragione. Tre il 2007 ed il 2008 Straczynski soffia nuova linfa vitale in questo storico personaggio e lo rende memorabile.
Prima di chiudere alcune note biografiche sintetiche, ma molto sintetiche e non molto aggiornate per la verità, prese da Wikipedia sullo sceneggiatore di questa saga.
"Joseph Michael Straczynski, più noto come J.M. Straczynski (17 luglio 1954), è un fumettista e sceneggiatore statunitense.
Straczynski è divenuto famoso per essere l'autore sella serie televisiva Babylon 5 e per i suoi cicli di storie su fumetti come I Fantastici Quattro, Uomo Ragno (Amazing Spiderman 471-545) Supreme Power, Silver Surfer e la nuova serie di Thor. Ha scritto anche Bullet Points (2007), The Twelve, Dream Police e Book of the Last Soul pubblicati con l'etichetta Icon della Marvel Comics.
All'inizio del 2008 ha deciso di non rinnovare l'esclusiva con la Marvel, che però non abbandona completamente, e firma un contratto con la DC Comics, che gli affida la serie antologica The Brave and the Bold. e scriverà uno story arc per la testata Superman/Batman. Inoltre è al lavoro su due serie per la Image Comics, di cui egli stesso ha comunicato i titoli alla Emerald City Comicon: The Grand e Final Justice.
È l'autore della sceneggiatura di Changeling, di Clint Eastwood, in concorso al festival di Cannes 2008, e sta ultimando la sceneggiatura tratta dal libro World War Z."
Questo libro delle Grandi Saghe del Corriere della Sera (volume n°16) è il primo di una trilogia che comprende il n°69 della medesima collana ed il n°2 de Le Leggende Marvel, sempre edite dal Corriere. Il mio consiglio è di recuperarli tutti e tre di leggerveli tutti d'un fiato come sto facendo io in questi giorni (ho letto già il secondo) perché sono spettacolari.
venerdì 17 settembre 2010
Supreme Power (J.M.Straczynski, Gary Frank)
Una coppia in crisi, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, assiste ad un evento eccezionale: una navicella spaziale, con a bordo un bambino, precipita davanti ai loro occhi. La donna non si fa pregare e raccoglie il bambino, lo interpreta come segno divino per tenere in piedi il matrimonio. Poche ore dopo alla loro porta bussano degli agenti governativi che sequestrano il piccolo.Gli Stati Uniti d'America, dall'amministrazione Carter a quella di Bush figlio, si prendono cura di lui. Lo fanno crescere in un ambiente controllato, gli instillano le doti del perfetto americano, lo rendono devoto alla patria per poter ottenere la sua incondizionata fiducia e lo sfruttamento dei poteri fantastici che hanno osservato in lui: l'udito, la vista, la velocità, la forza sono al di fuori di qualsiasi schema umano, in più la capacita di volare ne fanno un superuomo.
Una volta formato, questo patriota provetto, viene impiegato per scopi militari sui fronti di guerra dell'Iraq e dell'Afghanistan.
Un giornalista curioso nota le anomalie nelle strategie di battaglia dell'esercito americano, osserva come certe operazioni siano troppo facili ed inizia ad indagare. Il suo investigare lo porta a scoprire informazioni sul Progetto Hyperion, ne viene sconvolto. A breve, guidato dall'intelligence americana, pubblica un articolo, futuro vincitore del premio Pulitzer, in cui svela al mondo che Mark Milton è Hyperion, è dotato di superpoteri ed è il difensore dell'America.
Il nuovo ruolo sorprende Mark, e scontenta i politici e gli scienziati che ne hanno seguito e finanziato la crescita. Grandi interessi iniziano a ruotare introno a lui.
La rivelazione al mondo che esiste un superuomo fa uscire allo scoperto altri personaggi simili a lui. Uno su tutti è Blur, ragazzo di colore, figlio di madre vedova e della campagna americana, sopravvissuto ad una forte malattia e ripresosi dotato di ipervelocità. Un altro è il misterioso Nottolole, uomo di colore non dotato di poteri, ma mosso da vendetta contro la razza bianca per l'assassinio di suo padre e sua madre da parte di razzisti.
Durante le sue missioni sul suolo di casa Mark viene colto da dubbi ed incertezze, alla comparsa di quelli che lui ritiene due simili non esita a contattarli, ma i dubbi non fanno altro che crescere fino a spingerlo a ribellarsi contro le autorità che l'hanno cresciuto. Autorità che nel frattempo si sono impossessate del cristallo che faceva funzionare l'astronave che aveva portato l'alieno sulla Terra. Cristallo che è sfuggito al loro controllo e si è innestato nel corpo di un mercenario trasformandolo nella nemesi obbligata di Hyperion.
Ad indirizzare le azioni ed i pensieri di Mark appare una ragazza di nome Zarda, anche lei aliena e designata altra sua metà, che gli racconta parte, confusa, della storia del loro passato.
Stanco dei soprusi di un genere umano inferiore e gretto Hyperion si ribella e dimostra come lui possa disporre della vita di coloro che l'hanno schiavizzato per anni, per ottenere di essere lasciato in pace.
J.M.Straczynski è in ottima forma e lo si vede. La sua rilettura dei miti classici dei fumetti DC e Marvel è strabiliante, avvincente, mai noiosa. Tanta carne al fuoco viene messa in queste, più di 400, pagine e molte domande rimangono aperte. Possiamo tranquillamente riconoscere nei nuovi personaggi la matrice originale:
Blur, modernizzazione di Flash, nato nel 1934, è l'umano con il potere alieno della velocità;
Nighthawk, Nottolone basato su Batman, del 1939, e sui suoi problemi, non ha superpoteri, ma la vendetta ed i soldi lo rendono estremamente pericoloso;
Zarda, riscrittura dell'amazzone Wonder Woman, del 1941, rinasce dopo 2000 anni di attesa per soccorrere Hyperion in pericolo;
Kingsley, nuova interpretazione di Namor del 1939, nasce da genitori umani avendone solo l'aspetto, viene depositata dalla madre in mare pochi minuti dopo la sua messa al mondo;
Hyperion, è l'evidente nuovo Superman, del 1938, al quale la sorte ha riservato un destino diverso rispetto a quello originale.
Indeciso se difendere o distruggere la Terra, senza ricordi della sua nascita ed informazioni sulla sua missione e sul luogo della sua venuta, trova in Zarda la sua metà e colei che è depositaria di risposte ad alcune sue domande.
Riprendendo personaggi storici e linee narrative già tentate nel 1969, l'autore, crea una vicenda molto ben congegnata che ci permette di esplorare i miti sotto nuovi punti di vista. Miti che ora hanno una serie di scelte diverse da intraprendere che permettono loro di percorrere strade diverse rispetto a quelle da noi conosciute.
I disegni di Gary Frank sono godibili, precisi e puliti rendono questa vicenda, narrativamente lunga e complessa, semplice da seguire e da assimilare.
Uno sforzo colossale per chi l'ha scritta e per chi sceglie di leggerla ne "Le Grandi Saghe": tenere in mano un albo di 450 per 5 o 6 ore richiede anni di palestra. Io l'ho letto in più riprese, eheh.
Ottimo per capire la genesi di quelli che sono gli dei dell'Olimpo degli ultimi decenni.
Titolo originale Supreme Power
Testi J.M. Straczynski
Disegni Gary Frank
Editore Marvel Comics – Marvel MAX
1ª edizione agosto 2003 – agosto 2005
Periodicità mensile
Albi 18 (completa)
Formato 17 cm × 26 cm
Editore it. Panini Comics – Marvel Italia
1ª edizione it. ottobre 2004 – febbraio 2006
Collana 1ª ed. it. 100% Marvel MAX
Periodicità it. irregolare
Albi it. 3 (completa)
Formato it. 17 cm × 26 cm
Rilegatura it. brossurato
Pagine it. 144
Edizione recensita Le Grandi Saghe
settembre 2010
volume unico
Pagine 450
giovedì 6 maggio 2010
Spiderman One More Day
Soltanto un altro giorno. L'Uomo Ragno si trova in una situazione difficile. Zia May è stata colpita da un proiettile destinato a lui firmato Kingpin, ed ora è in fin di vita. Tutto questo si deve agli sviluppi di Civil War durante la quale l'arrampicamuri è stato convinto da Tony Stark, Iron Man, a rivelare la sua identità segreta al mondo in modo da convincere altri eroi mascherati della bontà del programma di registrazione.La ferita mortale di zia May scaglia Peter in un vortice di pentimenti e depressione. Per cercare di porre rimedio alla situazione cerca di interrogare tutti i più importanti scienziati che conosce: Dottor Strange, Dottor Destino, L'Alto Funzionario, Mister Fantastic ed il Dottor Octopus. Nessuno di loro gli dà una risposta positiva: May Parker è condannata a morte.
Dopo una visita in ospedale alla zia Peter incontra una bambina dai capelli rossi che gli fa cenno di seguirla. Per quanto si sforzi non riesce mai a raggiungerla. Durante l'inseguimento si trova faccia a faccia con Mefisto, l'unico che si proclama in grado di salvare la zia morente. Il prezzo è un patto con il diavolo: la sua felicità con Mary Jane, sua moglie, in cambio della vita della zia. Come classico i due avranno fino alla mezzanotte per decidere se accettare o rifiutare l'offerta.
La decisione è tanto scontata quanto sofferta. MJ e Peter accettano lo scambio, ma prima MJ pone un'ulteriore condizione alla rinuncia alla loro felicità. Avvicinandosi a Mefisto gli chiede di cancellare dalla mente della gente la conoscenza dell'identità segreta dell'Uomo Ragno; anche questo ha un prezzo, di cui non siamo a conoscenza. Mefisto acconsente, ma come ulteriore beffa li rende partecipi della notizia che la bambina inseguita da Peter era la figlia che loro due mai avranno.
Dopo l'incantesimo di Mefisto, Peter, si risveglia nella sua camera da letto in casa di zia May, con lei ancora viva, nel giorno in cui si festeggia il ritorno di Harry Osborn dall'Europa. Alla festa partecipa anche MJ che, però, ben presto, lascia con aria affranta la casa mentre gli altri brindano al "nuovo giorno".
J. Michael Straczynski mette la sua prosa a disposizione di questa storia fortemente voluta da Joe Quesada, che la disegnerà. Arrivato ad essere il capo editore della Marvel, Quesada, decide di cancellare con un colpo di spugna vent'anni di storie dell'Uomo Ragno: dal matrimonio con MJ in poi. Come di direbbe in Italia "Questo matrimonio non s'ha d'esser fatto", parafrasando il Manzoni. A Quesada il Parker sposato è sempre stato sullo stomaco ed ora è libero di rimettere le cose nell'ordine che piacciono a lui.
Inutile dire che questa storia dalla pubblicazione travagliata, da settembre a dicembre del 2007, è stata accolta con i toni più diversi dagli appassionati. Da "truffa colossale" a "evento geniale".
Nel breve sunto della trama si accennava a Mefisto. Mefisto, ispirato al Mefistofele di Faust, altri non è che un demone il cui compito è quello di stringere patti con i mortali in cambio dell'esaudimento di un loro desiderio. L'anima dello sfortunato finirà nell'Ade da dove lui proviene. Dal 1968, anno della suo nascita, ad oggi Mefisto è apparso ben poco nelle vicende del Ragno. Proprio questa soluzione al problema è stata base di accese controversie; l'opinione di Quesada è che la magia non debba essere spiegata, secondo Straczynski anche la magia ha le sue regole ed un minimo di spiegazione deve essere data.
Sotto l'aspetto puramente tecnico troviamo una Straczynski in grande forma per i primi due capitoli della saga, un po' meno negli altri due (c'è da dire che non è detto che li abbia scritti veramente lui, sembra che dopo i sentiti contrasti con Quesada ed i punti di vista diversi, emersi durante la stesura, il suo soggetto sia stato rivisto dallo stesso Quesada e da altri sceneggiatori della Marvel, tra cui Brian Michael Bendis, Mark Millar e Ed Brubaker), ed un Quesada, forse pressato da troppi impegni, altalenante. Se alcune tavole sono dettagliate e con atmosfere di ampio respiro adeguate, altre, sopratutto verso la fine, sembrano risentire dei ritardi nella pubblicazione: frequenti primi piani ed un uso intenso dei neri ne sono indice.
In America questo evento ha portato una razionalizzazione delle collane del Tessiragnatele, in Italia l'evidenza principale del nuovo corso è stato il cambio del nome della testata da "L'Uomo Ragno" a "Spiderman".
Si è voluto, secondo me, portare l'Uomo Ragno dei fumetti ad assomigliare di più a quello dei film cinematografici. Di un personaggio senza legami fissi è più facile scrivere e raccontare le avventure per immagini. L'appunto che si può fare alla Marvel è che proprio Speedy è il personaggio per mezzo del quale sono state veicolate tematiche difficili con grande abilità. Starà al gusto personale, nel leggere la storia, a giudicare se la trovata "magica" di Quesada sarà stata la via giusta od il "divorzio del secolo" poteva essere gestito in modo diverso.
Sicuramente il mondo dell'Uomo Ragno non è più quello che abbiamo conosciuto negli ultimi vent'anni, ma, da questa storia in poi, sarà più vicino a quello degli anni 70.
Solo un punto rimane fermo: "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità". (e ciò vale anche per gli chief editor).
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