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venerdì 1 febbraio 2019

Titans - La serie

Titans è un progetto curioso. Si sviluppa su undici episodi e non chiude neanche il cerchio che narrativo che ci propone.

Titans è un progetto curioso perchè è gestito, anche, da Greg Berlanti, colui che ha dato vita all'Arrowerse televisivo. E' colui che ha preso il clone povero di Batman, Green Arrow, e, ormai, da sette anni sta espandendo il suo universo narrativo grazie a Flash, Supergirl (ad ora, per me, la sua creazione più interessante) e Legend's of Tomorrow. I tre solisti, inoltre, godono della possibilità, una volta all'anno, di incrociare le loro strade in crossover tra le tre serie, che stanno iniziando a dare vita ad una serie nelle serie decisamente interessante.

Titans è un progetto curioso perchè ha un compito difficile: estirpare dalle menti di almeno due generazioni di telespettatori l'immagine che hanno dei Titans.


Questa.
Titans è un progetto che ha come fulcro il fondatore del gruppo: Dick (mai nome fu più appropriato) Grayson. Nella pianificazione degli sceneggiatori l'ex Robin è diventato un violento giustiziere che adora far sanguinare a cazzotti i cadaveri degli avversari che ha steso, tanto da ritrovarsi più volte con il viso e la bocca imbrattati di sangue di sconosciuti (che non è né molto igienico né molto salutare). E' un personaggio complesso, orfano, praticamente, come tutti i protagonisti di questo primo esperimento televisivo ufficiale della Warner Bros., che si accompagnerà ad altri personaggi con altri problemi.
Rachel, Raven, è il moto narrativo della serie. Lei è il fulcro dell'avventura, lei è colei che ha un padre misterioso per il quale c'è chi vuole ucciderla e chi vuole salvarla. Lei, in fin dei conti, è colei che rende un po' troppo prevedibile la serie. Sopratutto quando vedi che sei a metà dell'ultimo episodio e non è ancora "in salvo".
Kori, Stafire, paga il look con la quale hanno deciso di rappresentarla. Senza memoria è alla ricerca di Rachel, ma è costantemente vestita da prostituta anni '80 del secolo scorso. Devo essere sincero: la scelta di questo look è stata il freno principale che mi ha ostacolato nella visione di questa serie.
Gar, Beast Boy, è un personaggio inutile già nei fumetti, nei cartoni e qui non può che confermare il suo ruolo. Serve per completare la cromia variopinta delle chiome dei protagonisti, col suo verde si abbina al viola acceso di Starfire ed al neroazzurro di Raven.



Ciò che c'è di buono in questa serie è che gli autori hanno potuto pescare a mani basse dagli dei minori della mitologia DC. Da questo lavoro di recupero lo spettatore può godere di personaggi come Jason Tood (già con le caratteristiche che ne segneranno il futuro), Donna Troy (Conor Leslie, una Wonder Woman in tono minore), ma, sopratutto Hawk and Dove (Falco e Colomba). Se i primi due personaggi si innestano nella narrazione, a parte per il gancio iniziale la coppia di eroi ornitologici si vede dedicato quasi il venti per cento del minutaggio totale della serie. Geoff Johns, uno degli sceneggiatori di punta della DC, ha da sempre molto a cuore questi due personaggi ed ha scritto per loro due episodi di spessore. Anche gli attori che sono stati scelti per ricoprire i ruoli li ho visti bene. Hank, Alan Ritchson, è quello reso meglio, sia per fisicità che per grugno e carattere. Dawn, Minka Kelly, in carne ed ossa si rispecchia molto in quella dei fumetti, ma paga il colore dei capelli obbligatoriamente decisamente forzato.


Poco igienico dire.
Andando a dare un'occhiata al cast dei personaggi principali, io personalmente, ho trovato una flotta di emeriti sconosciuti. Brenton Thwaites è Robin. Come detto un Robin travagliato da un misfatto che lo ha allontanato da Batman e che lo fa sentire in colpa per essere diventato quello che è diventato. L'attore è bravo, ha la giusta faccia da Dick per il ruolo.

Anna Diop è Starfire. E' un personaggio che nei fumetti ho visto sempre troppo poco in azione, ma che mi è sempre piaciuto. C'è chi si è scandalizzato perché è stata scelta una ragazza nera per interpretarla. A me poco importa chi vi sia sotto un'aliena arancione, quello che mi scoccia è che non sia arancione se non in alcuni momenti dello spettacolo.



Ryan Potter, lineamenti asiatici per dare ad ogni etnia il suo eroe e vendere meglio il prodotto nei Paesi ad est, è Beast Boy. Come detto, indipendentemente dall'attore, capelli verdi, la possibilità di trasformarsi solo, spero temporaneamente, in una tigre verde è un personaggio che mi dice poco. Carne da macello per attirare Raven in trappola.
Teagan Croft, è la Raven di cui sopra, quindicenne di belle aspettative. Occhi azzurri profondi, ruolo difficile da interpretare, tante aspettative per uno dei personaggi mistici più temuti nell'Universo DC. Devo dire che la ragazzina, con il suo personaggio, se la cava bene sullo schermo. Di sicuro non è aiutata dai piccoli buchi lasciati, consapevolmente, nella sceneggiatura dagli autori. Lo spettatore capisce presto quello che lei non ha ancora capito alla fine della serie. Rachel sembra essere un personaggio sveglio, ma, a volte, ignora indizi palesi che potrebbero svoltare la narrazione.



La serie, come si diceva, è un primo capitolo di qualcosa. E' come un fumetto americano che per via della serializzazione protrae una storia per un arco esteso di tempo (vedi il ciclo di Tynion IV su Detective Comics, per rimanere in tema). Si vuole costruire qualcosa di così ampio che negli ultimi minuti della serie vengono introdotti due personaggi che terranno impegnati sceneggiatori e spettatori nella prossima stagione. E, in ogni caso, non è detto che gli eventi siano lineari.

Unica nota negativa. Lo spettatore deve accettare, nel primo ventennio del nuovo secolo, un concetto vecchio di ottanta anni: la spalla. Non intesa come insaccato meno nobile del prosciutto cotto, ma come aiutante dell'eroe. Qui abbiamo Robin, l'altro Robin, Wonder Girl che sono spalle di Batman e Wonder Woman. Questo concetto serviva per rendere più vendibile il fumetto, per aumentarne la platea e per rendere le storie un po' meno cruente in quegli anni lì. Il quegli anni in cui c'era la Seconda Guerra Mondiale, in quegli anni in cui gli orfani, per un motivo o per l'altro, solo di padre o anche di madre, aumentavano in modo molto rapido. Anche per loro, dicevano in fumetti, c'era un possibilità. In un'epoca in cui il futuro non era che coperto dalle macerie, il ruolo di spalla poteva offrire ai piccoli lettori un sogno nel quale fuggire. Oggi gli eroi o sono tutti di un pezzo o si avvalgono di un team composto da altri eroi mascherati, tutti allo stesso livello. Ecco. Questo può essere un limite: un telefilm pieno di spalle.

Su Netflix. In italiano. Ne vale la pena.

Titolo originale Titans 

Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2018 – in produzione 
Formato serie TV 
Genere telecomics
Stagioni 1 
Episodi 11 
Durata 41-55 min (episodio) 
Lingua originale inglese 

Crediti

Ideatore Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti 
Soggetto Robert Haney e Bruno Premiani (fumetto) 

Interpreti e personaggi

Brenton Thwaites: Richard "Dick" Grayson / Robin
Anna Diop: Koriand'r / Starfire
Teagan Croft: Rachel Roth / Raven
Ryan Potter: Garfield "Gar" Logan / Beast Boy

Doppiatori e personaggi

Emanuele Ruzza: Richard Grayson/Robin
Benedetta Ponticelli: Korlandìr/Starfire
Lucrezia Marricchi: Rachel Roth/Raven
Stefano Broccoletti: Garfield Logan/Beast Boy

Produttore Robert Ortiz 
Produttore esecutivo Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti, Sarah Schechter 
Casa di produzione Weed Road Pictures, Berlanti Productions, DC Entertainment, Warner Bros. Television 

Prima visione

Distribuzione originale
Dal 12 ottobre 2018 
Al in corso 
Distributore DC Universe 

Distribuzione in italiano
Dall' 11 gennaio 2019 
Al in corso 
Distributore Netflix 

Opere audiovisive correlate
Spin-off Doom Patrol 

martedì 18 dicembre 2012

Crisi Finale


Di solito scrivo la trama e poi il commento, ma per questa delusione, targata DC e Grant Morrison, non ci riesco proprio. Il tutto è un guazzabuglio irriassumibile se non che Darkside ritorna grazie agli scienziati umani, Batman muore, Supermen passa numeri al capezzale di Lois e poi torna per salvare il mondo, Wonder Woman diventa cattiva, la JLA cerca di resistere agli eventi ed al virus Antivita, Jimmy Olsen e la sua ragazza insetto non hanno nessuna rilevanza nella narrazione, c'è una marea di personaggi secondari (perlopiù dei buoni che si cimentano in cose a caso), Lex Luthor sembra uno dei buoni, una marea di Nuovi Dei e citazioni da opere di Kirby che solo appassionati possono conoscere, se non leggendo le note alla fine del volume.
Se Countdown a Crisi Finale e gli albi che hanno preceduto questa Crisi si potevano considerare storie organiche e ben costruite, anche se piuttosto lunghe, questa e da includere nei progetti commerciali con il solo scopo di far soldi. Infatti, solo parte della storia si svolge sulla run che ne porta il titolo: la maggior parte fa la sua comparsa sulle serie regolari di ciascun eroe. E' imprescindibile spendere una barca di soldi su uscite collaterali per godere e capire a pieno questo crossover. Oltre ai sette albi che completano la storia principale, per un appassionato, è d'obbligo l'acquisto di:

  • Batman n. 682 e 683
  • DC Universe n. 0
  • DC Universe: Last Will and Testament
  • Final Crisis: Legion of 3 Worlds dal n. 1 al n. 5
  • Final Crisis: Rage of the Red Lanterns (autoconclusivo)
  • Final Crisis: Requiem (autoconclusivo)
  • Final Crisis: Resist (autoconclusivo)
  • Final Crisis: Revelations dal n. 1 al n. 5
  • Final Crisis: Rogues' Revenge n. 1 e 3
  • Final Crisis: Secret Files (autoconsclusivo)
  • Final Crisis: Sketchbook (autoconclusivo)
  • Final Crisis: Submit (autoconclusivo)
  • Final Crisis: Superman Beyond n. 1 e 2
  • Justice League of America (vol. 2) n. 21
E se non si fosse contenti lo stesso Morrison ha suggerito un ordine di lettura consigliato di tutta la saga:

  1. Final Crisis dal n. 1 al n. 3;
  2. Superman Beyond n. 1 e 2;
  3. Submit;
  4. Final Crisis n. 4 e 5;
  5. Batman n. 682 e 683;
  6. Final Crisis n. 6 e 7.
Crisi Finale è il classico esempio per il quale ho odiato sin da piccolo il mondo dei comics americani e mi ci sono avvicinato, con la maturità, poco alla volta.
Mi sforzerò di leggere ancora qualche saga della DC, ma, per adesso, devo ammettere che la Distinta Concorrenza ha una qualità negli autori nettamente inferiore a quelli della Marvel. Come se non bastasse anche il panorama degli eroi, ed anti eroi, della casa editrice di New York non è paragonabile minimamente a quello della Casa delle Idee. La via scelta per valorizzare gli eroi come Question, Catwoman, Blue Beetle e tanti altri, è anche interessante, peccato che non sembra essere convinta. A leggere gli albi in cui sono assenti i magnifici tre (Superman, Batman e Wonder Woman) la loro aura incombe costantemente e ne lascia sentire la nostalgia. Anche le prime seconde linee, come Lanterna Verde, Flash, i vari Robin (e varianti), Atom e parenti di Superman fanno fatica ad intrigare. I rincalzi, poi, sono sì interessanti graficamente (Zatanna, Black Canary, Freccia Verde, ecc) ma si nota come siano surrogati faticosamente accettabili.

Per il resto niente da dire. La pochezza della trama è nascosta da ottimi disegni durante la narrazione e da copertine evocative per ogni numero.

Una lettura francamente sconsigliata ed inutile.


Wikipedia ricorda.

Titolo originaleFinal Crisis
TestiGrant Morrison
Disegni
EditoreDC Comics
1ª edizioneluglio 2008 – marzo 2009
Periodicitàmensile
Albi(completa)
Rilegaturaspillato
Editore it.Planeta DeAgostini

lunedì 8 agosto 2011

Batman - Hush

Titolo originale Batman: Hush
Testi Jeph Loeb
Disegni Jim Lee
Chine Scott Williams
Colori Alex Sinclair
Editore DC Comics
1ª edizione 2002 – 2003
Collana 1ª ed. Batman nn.608 - 619
Periodicità mensile
Formato 17 cm × 26 cm
Edizione Panorama Batman II Serie Platino n°19 e 20

Una sera di ronda Batman salva un ricco ragazzino, rapito a scopo di riscatto, da Killer Croc. Il criminale entrato lo stesso in possesso del riscatto lotta con Batman e nel mentre il bottino gli viene sottratto da Catwoman. Sconfitto Killer Croc, Batman, insegue la gatta per i tetti, ma qualcuno taglia la fune del batrang facendolo precipitare. Catwoman riesce a fuggire ed a portare il bottino a Poison Ivy, mentre lui rimane stordito a terra. Riportato alla Bat caverna, grazie all'intervento di Oracolo e della Cacciatrice, riesce a suggerire ad Alfred di farlo operare al cranio da un suo vecchio amico d'infanzia, l'ormai rinomato neurochirurgo, Thomas Elliot,
Passano i giorni e le sue condizioni migliorano. Rimessosi ad indagare rintraccia Catwoman e scopre come lei sia stata manipolata e tradita da Ivy. Qualcosa non torna, la mente del miglior detective del mondo analizza e riconsidera tutto quanto successo e si accorge che i criminali da lui incontrati non operano come al solito, ma hanno variato il loro modus operandi. Ciò non toglie che Batman e Catwoman si accordino per lavorare insieme e scoprire chi li sta manipolando. Suggellano l'alleanza con un bacio.
Scoperto che Ivy si è rifugiata a Metropolis, Bruce Wayne, si reca in visita a Lois Lane e Clark Kent, informa Superman di quello che è venuto a fare in città, ma una volta trovata la criminale le cose si mettono al peggio. In qualche modo Ivy riesce a controllare Superman ed a scagliarlo contro Batman, solo l'astuzia riesce a rallentare la furia violente dell'uomo d'acciaio e farlo uscire dalla manipolazione di Ivy.
Le stranezze si fanno sempre più insistenti e prima di scoprire la verità su quello che sta succedendo la nuovo coppia dovrà affrontare Harley Quinn, Joker, Enigmista, Ra's Al Ghul, l'ex Robin Jason Todd, Clayface ed affrontare la morte di un suo caro amico.

D'accordo doveva finire venerdì scorso, ma nel week end mi è capitata per le mani questa storia. Cosa dovevo fare?
Queste sono le storie di Batman che bisogna scrivere e disegnare. La sceneggiatura di Loeb ingloba in un'unica lunga storia più di una decina di amici nemici del cavaliere oscuro, andando dai criminali accaniti agli alleati come Nightwing , Robin, Gordon(tra quelli non citati prima). Inserisce abilmente dei flashback per coloro che si avvicinano al personaggio per la prima volta che non appesantiscono assolutamente la narrazione e non spezzano il ritmo incalzante della narrazione coinvolgente. Crea la situazione per rivedere in opera il crociato di Gotham e l'uomo d'acciaio di Metropolis, fin anche a farli combattere l'un l'altre e rinsaldare la loro amicizia. Il tutto senza tralasciare di analizzare la psicologia dell'uomo sotto il cappuccio da pipistrello, ma facendolo non solo con toni cupi, ma anche con autoanalisi leggere. La leggera instabilità mentale di Bruce Wayne, i suoi sensi di colpa, la sua storia con Catwoman che non decolla a pieno, gettando però buone basi per il futuro, per il suo non fidarsi totalmente degli altri, la sua necessità di avere qualcuno accanto, tutte queste sensazioni ed emozioni vengono proposte al lettore con sapienza. Un appunto all'autore: neanche lui è riuscito ad inserire in una trama così ampia il personaggio del Pinguino, sarà davvero così difficile da usare in storie serie come queste?
I disegni sono fenomenali. Jim Lee, coreano naturalizzato statunitense, non lo scopro certo io. Figure plastiche, ben delineate, fondali ricchi, dinamismo alla massima potenza, tutto perfetto. L'unico appunto che si può volgere a questo grande artista è che le sue donne, donne troppo belle e meravigliose, hanno una conformazione molto simile tra loro. Che sia Harley Quinn, Catwoman, Poison Ivy o Barbara Gordon, tutte sono fisicamente simili. Certo cambiano i lineamenti, ma il resto poco. Giusto un appunto perché sono talmente belle che un chisseneimporta ci sta molto a pennello.
Non possiamo dimenticare, parlando di questo storia di alto profilo, di citare il grande lavoro di inchiostratura svolto da Scott Williams per le chine e l'opera d'arte di Alex Sinclair nell'uso dei colori. Quest'ultimo riesce a donare luce a Ghotam anche nella sua cupezza classica. Riesca a mettere in evidenza il contrasto con la "luminosa anche di notte" Metropolis protetta da Superman. La scelta della brillantezza usata per colorare i costumi degli eroi e dei villains della storia fornisce loro spessore ulteriore ed anche i luoghi in cui si svolgono gli eventi risultano essere colorati in modo appropriato.

Il tutto per dire che questa storia, a partire da come è stata concepita a come è stata proposta ai lettori, è un capolavoro. Al contrario del R.I.P. qui tutto funziona e niente annoia. Forse per la DC sarà uno smacco leggere (se mai qualcuno di loro lo farà) queste righe, ma è una storia così ben realizzata che sembra una storia Marvel.

Volete appassionarvi di Batman e conoscere parte del sottobosco che lo circonda? Comprate un'edizione di Hush e la leggerete tutta d'un fiato.

giovedì 4 agosto 2011

Batman & Robin

Un nuovo criminale opera a Gotham City. Si tratta del ricercatore scientifico, premio Nobel ed ex campione olimpionico Victor Fries. Vittima di un incidente di laboratorio, una caduta in una vasca di liquido a -50°C, ora non può vivere se non in ambienti con temperatura sotto lo 0. Per muoversi usa una tuta refrigerante alimentata a diamanti. Il suo nome di battaglia è Mr. Freeze. L'animo del criminale è, in fondo, nobile, le sue rapine sono volte a raccogliere fondi per curare la moglie, ora ibernata, dalla Sindrome di MacGregor, per la quale ancora una cura non è stata scoperta. Il suo primo scontro con il dinamico duo, Batman e Robin, volge a suo favore, complice un'errore ingenuo del ragazzo meraviglia.
Nei laboratori Wayne in sudamerica, lo scienziato Jason Woodrue sta cercando di creare un assassino spietato ed inarrestabile con l'aiuto, inconsapevole, della ricercatrice Pamela Isley. Gli studi della donna gli sono stati utili per creare una sostanza, chiamata Veleno, che iniettata in un corpo ne moltiplica le forze all'inverosimile. Quando la dottoressa Isley se ne accorge lui tenta di ucciderla. Lo scaraventarle addosso scaffali di sostanze chimiche non sortiscono l'effetto sperato. Isley non muore, ma si trasforma in Poison Ivy, una psicopatica che si crede madre natura e con il potere di comandare le piante con la mente. L'esperimento principale di Woodrue ha migliore successo. Il risultato dell'iniezione del veleno in un uomo crea Flagello che, a seguito della vendetta di Ivy sullo scienziato e della sua morte, diventa il servitore della donna.
Una ragazza dalle mille sorprese giunge a casa del miliardario Bruce Wayne. Il suo nome è Barbara Wilson, nipote del maggiordomo Alfred Pennyworth. L'anziano zio ora è malato, proprio della Sindrome di MacGregor ad uno stadio iniziale, e Barbara entra in possesso di un cd con tutti i segreti custoditi dall'uomo. Alfred se lo aspettava ed era pronto a prendersi cura di lei preparandole un costume che la trasformerà in Batgirl. L'aiuto della ragazza sarà fondamentale per Batman e Robin nel momento in cui Ivy, Flagello e Freeze tenteranno di distruggere Gotham, e poi tutto il mondo, prima congelandola e poi disseminandola di una nuova generazione di piante ideate da Poison.

Sembra di essere in un grande negozio di giocattoli dall'inizio alla fine. Nuovi gadget, nuovi veicoli, nuove armature da battaglia, il tutto di colori sgargianti e pop. Finanche troppo pop perfino per gli anni '90 e per un regista allegro come Joel Schumacher, che torna alla regia del suo secondo Batman dopo il successo commerciale del precedente. La storia di questa pellicola è molto più leggera nei toni di tutte quelle precedenti. Il personaggio e le problematiche dell'uomo pipistrello sono state affrontate negli altri tre capitoli lasciando più dinamismo a questo. Più lotte, più corse in macchina ed in moto ed un'interazione maggiore tra i personaggi lo rendono più fluido e meno dark degli altri. Viene dato maggior rilievo alla figura di Alfred, nei suoi panni sempre l'ottimo Michael Gough dall'inizio della saga, che qui svolge un ruolo cardine per la motivazione ad agire di diversi protagonisti. I supercattivi, che per una volta non muoiono, sono due attori affermati di Hollywood: Arnold Schwarzenegger, nei gelidi panni di Freeze, e Uma Thurman, in quelli ultra ecologici di Poison Ivy. Le due interpretazioni sono convincenti. Il futuro Governator della California fornisce un'ottima prova in un curioso costume di alluminio, plexiglas e led azzurri, calvo e ricoperto di glitter argento. La futura Killer di Bill viene resa sexy dai differenti costumi di cui può godere il suo personaggio e dall'iconica scena della sua resurrezione. Chris O'Donnell torna nei panni di Robin con due tutte capezzolute, che se non fosse per quella caratteristica sarebbero, molto ben disegnate, colorate ma dark. Alicia Silverstone si ritrova suo malgrado nei panni di Batgirl, per noi è un piacere vederla in quella tutina sexy, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.Il ruolo del protagonista questa volta tocca al bello dell'anno, reduce dai successi di E.R., George Clooney. Sia nei panni del crociato col cappuccio che in quelli del milionario gigione non sfigura. Ovviamente il paragone con Micheal Keaton non regge, ma lui si è dato da fare. D'altronde non essendoci bisogno di approfondire ulteriormente la psicologia del personaggio, ma di creare, soltanto, un po' di contrasto con la nuova generazione, lui era l'uomo giusto al posto giusto. Caso curioso: l'avversità al matrimonio di Bruce si ripercuote sulla vita reale del bell'attore anche ai giorni nostri.
Un'osservazione sul costume dei due Bat uomini. Ammettiamo che quelli di questo film sono i costumi che hanno l'impatto peggiore sullo spettatore. Non si può fare a meno di guardare i capezzoli disegnati sui pettorali degli eroi, pensando a quanto siano ridicoli. Se a questo aggiungiamo la mutanda rinforzata in neoprene e le inquadrature feticiste del pacco e delle chiappe, quando ciascuno indossa per la prima volta il costume, troviamo come il tutto li renda di cattivo gusto. Anche a Batgirl tocca la stessa sorte, ma per lo meno non devi indossare la mutanda sopra i calzoni ed i capezzoli del suo costume sono meno visibili.
Tra gli attori merita una critica a parte la bella Elle Macpherson. Forse presente per un fattore di sponsor, sta di fatto che presenza più inutile raramente si è vista in un film. Se a questo aggiungiamo il doppiaggio con voce da brasiliano operato capiamo bene quanto avremmo voluto che non fosse stata presente nel cast.
Tutto sommato un film vedibile. Una discreta conclusione del ciclo Batamaniano degli anni 90 sul grande schermo. Girati in un'epoca in cui creare mondi immaginari da zero richiedeva grande sforzo, lavoro manuale di artigiani esperti e lunghi tempi di pre e post produzione quanto di meglio è stato ottenuto. La debolezza, noiosità di alcuni tratti delle trame che hanno visto protagonista l'uomo pipistrello sono difetti che saltano all'occhio, ma nessun film riesce perfetto (forse tranne Il Cavaliere Oscuro ed Inception).

Se siete rimasti delusi dal Batman con Val Kilmer date un'altra possibilità al futuro cavaliere oscuro. Se proprio non vi piace la regia di Schumacher e la sua versione eccessivamente colorata del Forever lasciate perdere, qui, se possibile, viene fatto uso di colori ancora più fluo e di trovare ancora più pop. Però bisogna dire che i responsabili ed i realizzatori degli effetti visivi impiegati per gli ultimi due film da Schumacher avevano veramente le p@££€ quadrate, diamogli questo merito.

Titolo originale Batman & Robin
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1997
Durata 125 min

Genere azione, supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto personaggi di Bob Kane
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Produttore Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Dennis Virkler, Mark Stevens
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling

Interpreti e personaggi
George Clooney: Batman/Bruce Wayne
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Arnold Schwarzenegger: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Uma Thurman: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Alicia Silverstone: Batgirl/Barbara Wilson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Commissario James Gordon
Jeep Swenson: Flagello
Elle Macpherson: Julie Madison
Vivica A. Fox: Ms. B. Haven
Elizabeth Sanders: Gossip Gerty
John Glover: Dott. Jason Woodrue
Michael Reid McKay: Antonio Diego
Coolio: Banker
Nicky Katt: Spike
Vendela K. Thommessen: Nora Fries

Doppiatori italiani
Massimo Corvo: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Alessandro Rossi: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Roberta Greganti: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Stella Musy: Batgirl/Barbara Wilson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Commissario James Gordon
Massimo Lodolo: Dott. Jason Woodrue
Francesco Pezzulli: Banker