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venerdì 1 febbraio 2019

Titans - La serie

Titans è un progetto curioso. Si sviluppa su undici episodi e non chiude neanche il cerchio che narrativo che ci propone.

Titans è un progetto curioso perchè è gestito, anche, da Greg Berlanti, colui che ha dato vita all'Arrowerse televisivo. E' colui che ha preso il clone povero di Batman, Green Arrow, e, ormai, da sette anni sta espandendo il suo universo narrativo grazie a Flash, Supergirl (ad ora, per me, la sua creazione più interessante) e Legend's of Tomorrow. I tre solisti, inoltre, godono della possibilità, una volta all'anno, di incrociare le loro strade in crossover tra le tre serie, che stanno iniziando a dare vita ad una serie nelle serie decisamente interessante.

Titans è un progetto curioso perchè ha un compito difficile: estirpare dalle menti di almeno due generazioni di telespettatori l'immagine che hanno dei Titans.


Questa.
Titans è un progetto che ha come fulcro il fondatore del gruppo: Dick (mai nome fu più appropriato) Grayson. Nella pianificazione degli sceneggiatori l'ex Robin è diventato un violento giustiziere che adora far sanguinare a cazzotti i cadaveri degli avversari che ha steso, tanto da ritrovarsi più volte con il viso e la bocca imbrattati di sangue di sconosciuti (che non è né molto igienico né molto salutare). E' un personaggio complesso, orfano, praticamente, come tutti i protagonisti di questo primo esperimento televisivo ufficiale della Warner Bros., che si accompagnerà ad altri personaggi con altri problemi.
Rachel, Raven, è il moto narrativo della serie. Lei è il fulcro dell'avventura, lei è colei che ha un padre misterioso per il quale c'è chi vuole ucciderla e chi vuole salvarla. Lei, in fin dei conti, è colei che rende un po' troppo prevedibile la serie. Sopratutto quando vedi che sei a metà dell'ultimo episodio e non è ancora "in salvo".
Kori, Stafire, paga il look con la quale hanno deciso di rappresentarla. Senza memoria è alla ricerca di Rachel, ma è costantemente vestita da prostituta anni '80 del secolo scorso. Devo essere sincero: la scelta di questo look è stata il freno principale che mi ha ostacolato nella visione di questa serie.
Gar, Beast Boy, è un personaggio inutile già nei fumetti, nei cartoni e qui non può che confermare il suo ruolo. Serve per completare la cromia variopinta delle chiome dei protagonisti, col suo verde si abbina al viola acceso di Starfire ed al neroazzurro di Raven.



Ciò che c'è di buono in questa serie è che gli autori hanno potuto pescare a mani basse dagli dei minori della mitologia DC. Da questo lavoro di recupero lo spettatore può godere di personaggi come Jason Tood (già con le caratteristiche che ne segneranno il futuro), Donna Troy (Conor Leslie, una Wonder Woman in tono minore), ma, sopratutto Hawk and Dove (Falco e Colomba). Se i primi due personaggi si innestano nella narrazione, a parte per il gancio iniziale la coppia di eroi ornitologici si vede dedicato quasi il venti per cento del minutaggio totale della serie. Geoff Johns, uno degli sceneggiatori di punta della DC, ha da sempre molto a cuore questi due personaggi ed ha scritto per loro due episodi di spessore. Anche gli attori che sono stati scelti per ricoprire i ruoli li ho visti bene. Hank, Alan Ritchson, è quello reso meglio, sia per fisicità che per grugno e carattere. Dawn, Minka Kelly, in carne ed ossa si rispecchia molto in quella dei fumetti, ma paga il colore dei capelli obbligatoriamente decisamente forzato.


Poco igienico dire.
Andando a dare un'occhiata al cast dei personaggi principali, io personalmente, ho trovato una flotta di emeriti sconosciuti. Brenton Thwaites è Robin. Come detto un Robin travagliato da un misfatto che lo ha allontanato da Batman e che lo fa sentire in colpa per essere diventato quello che è diventato. L'attore è bravo, ha la giusta faccia da Dick per il ruolo.

Anna Diop è Starfire. E' un personaggio che nei fumetti ho visto sempre troppo poco in azione, ma che mi è sempre piaciuto. C'è chi si è scandalizzato perché è stata scelta una ragazza nera per interpretarla. A me poco importa chi vi sia sotto un'aliena arancione, quello che mi scoccia è che non sia arancione se non in alcuni momenti dello spettacolo.



Ryan Potter, lineamenti asiatici per dare ad ogni etnia il suo eroe e vendere meglio il prodotto nei Paesi ad est, è Beast Boy. Come detto, indipendentemente dall'attore, capelli verdi, la possibilità di trasformarsi solo, spero temporaneamente, in una tigre verde è un personaggio che mi dice poco. Carne da macello per attirare Raven in trappola.
Teagan Croft, è la Raven di cui sopra, quindicenne di belle aspettative. Occhi azzurri profondi, ruolo difficile da interpretare, tante aspettative per uno dei personaggi mistici più temuti nell'Universo DC. Devo dire che la ragazzina, con il suo personaggio, se la cava bene sullo schermo. Di sicuro non è aiutata dai piccoli buchi lasciati, consapevolmente, nella sceneggiatura dagli autori. Lo spettatore capisce presto quello che lei non ha ancora capito alla fine della serie. Rachel sembra essere un personaggio sveglio, ma, a volte, ignora indizi palesi che potrebbero svoltare la narrazione.



La serie, come si diceva, è un primo capitolo di qualcosa. E' come un fumetto americano che per via della serializzazione protrae una storia per un arco esteso di tempo (vedi il ciclo di Tynion IV su Detective Comics, per rimanere in tema). Si vuole costruire qualcosa di così ampio che negli ultimi minuti della serie vengono introdotti due personaggi che terranno impegnati sceneggiatori e spettatori nella prossima stagione. E, in ogni caso, non è detto che gli eventi siano lineari.

Unica nota negativa. Lo spettatore deve accettare, nel primo ventennio del nuovo secolo, un concetto vecchio di ottanta anni: la spalla. Non intesa come insaccato meno nobile del prosciutto cotto, ma come aiutante dell'eroe. Qui abbiamo Robin, l'altro Robin, Wonder Girl che sono spalle di Batman e Wonder Woman. Questo concetto serviva per rendere più vendibile il fumetto, per aumentarne la platea e per rendere le storie un po' meno cruente in quegli anni lì. Il quegli anni in cui c'era la Seconda Guerra Mondiale, in quegli anni in cui gli orfani, per un motivo o per l'altro, solo di padre o anche di madre, aumentavano in modo molto rapido. Anche per loro, dicevano in fumetti, c'era un possibilità. In un'epoca in cui il futuro non era che coperto dalle macerie, il ruolo di spalla poteva offrire ai piccoli lettori un sogno nel quale fuggire. Oggi gli eroi o sono tutti di un pezzo o si avvalgono di un team composto da altri eroi mascherati, tutti allo stesso livello. Ecco. Questo può essere un limite: un telefilm pieno di spalle.

Su Netflix. In italiano. Ne vale la pena.

Titolo originale Titans 

Paese Stati Uniti d'America 
Anno 2018 – in produzione 
Formato serie TV 
Genere telecomics
Stagioni 1 
Episodi 11 
Durata 41-55 min (episodio) 
Lingua originale inglese 

Crediti

Ideatore Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti 
Soggetto Robert Haney e Bruno Premiani (fumetto) 

Interpreti e personaggi

Brenton Thwaites: Richard "Dick" Grayson / Robin
Anna Diop: Koriand'r / Starfire
Teagan Croft: Rachel Roth / Raven
Ryan Potter: Garfield "Gar" Logan / Beast Boy

Doppiatori e personaggi

Emanuele Ruzza: Richard Grayson/Robin
Benedetta Ponticelli: Korlandìr/Starfire
Lucrezia Marricchi: Rachel Roth/Raven
Stefano Broccoletti: Garfield Logan/Beast Boy

Produttore Robert Ortiz 
Produttore esecutivo Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti, Sarah Schechter 
Casa di produzione Weed Road Pictures, Berlanti Productions, DC Entertainment, Warner Bros. Television 

Prima visione

Distribuzione originale
Dal 12 ottobre 2018 
Al in corso 
Distributore DC Universe 

Distribuzione in italiano
Dall' 11 gennaio 2019 
Al in corso 
Distributore Netflix 

Opere audiovisive correlate
Spin-off Doom Patrol 

martedì 29 gennaio 2019

Batman/Tartarughe Ninja

DC MINISERIE 39: Batman/Tartarughe Ninja

di James Tynion IV, Freddie E. Williams II

Contiene Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles 1-6


Rw-Lion, Batman, Ninja, DC, Freddie E. Williams II, James Tynion IV. 


Specifiche

Linea: Lion
Collana: Dc Miniserie 39
Serie: Batman/Tartarughe Ninja 
Autore: James Tynion IV, Freddie E. Williams II
ISBN: 9788893512305
16,8x25,6, B, col., 144 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Supereroi
Titolo da: libreria
Prezzo: € 12.50

E' un notte strana quella di Gotham. Una squadra di ninja assale un laboratorio scientifico per rubare un componente molto raro. A contrastarli non è il solito uomo mascherato da pipistrello, ma quattro "tartarughe" che utilizzano tecniche "ninja" per combattere.
Batman, però, visto che questo non è l'unico evento di tale portata che accade negli ultimi giorni nella sua città, è sulle tracce di questi criminali.
Ben presto,  il Cavaliere Oscuro incontrerà  Leonardo, Raffaello, Donatello, Michelangelo, tartarughe ninja provenienti da un'altra dimensione. Ma dall'altra dimensione non arrivano solo le quattro tartarughe, ma l'interno Clan del Piede ed il suo comandante Shredder. Cosa avranno in mente? E gli abituali criminali di Gotham come saranno coinvolti in questo scontro epocale?

Le premesse per la storia scritta da James Tynion IV, sì quello che sta gestendo la storyline della Colonia su Detective Comics, e disegnata da Freddie E. Williams II, con un passato su Green Arrow, sono quelle del criptico riassunto di qualche riga sopra.
Com'è alla fine questa strana storia? Strana è l'aggettivo giusto. Vedere Batman, che non fa una piega, combattendo contro e a fianco, a dividere la scena con quattro tartarughe ed un topo troppo cresciuti è decisamente particolare. Vedere come loro riescono a scoprire l'identità segreta del più grande detective del mondo, senza che lui sospetti nulla, lo è altrettanto.
La storia di Tynion IV è, sotto certi punti di vista, eccessivamente semplice. Un pretesto classico, il salto dimensionale e la necessità del ritorno a casa in tempi brevi, viene dipanato, con qualche crisi esistenziale e molte scazzottate, per quasi 150 pagine.
Williams gioca con uno stile di disegno abbastanza grasso e rotondo. Tale tratto grafico si adatta bene alle tartarughe, che grazie alla colorazione con tinte alla Snyder (anche se più luminose), ma che rende Batman meno tenebroso di quanto altri stili sul suo albo da edicola.

La storia resta godibile per tutta la sua corsa. I disegni, in fin dei conti piacevoli, offrono anche alcune inquadrature di impatto. La storia, per quanto semplice, ha dei risvolti curiosi (gli eventi ad Arkham) ed è godibile.

Una one shot (anche se ne è, ovviamente, uscito il seguito) che visto il prezzo contenuto, per un'edizione tutto sommato non male (data la copertina di cartoncino spesso, la rilegatura stretta e le pagine di una carta dalla grammatura adeguata).

Una curiosità che si può soddisfare, visto il prezzo abbordabile.

mercoledì 16 marzo 2016

Batman 46

Batman
di Snyder, Francis Manapul, Tom King, Tim Seeley, Greg Capullo, AA.VV
Contiene Batman 42, Detective Comics 42, Grayson 9 

Titolo: Batman 46 (103)
Linea: Lion
Collana: Batman
ISBN: 9788869717376
ISSN: 9771887472334-60103
16,8x25,6, S, col., 72 pp
Pubblico: Per Ragazzi
Genere: Supereroi
Titolo da: edicola
Prezzo: € 3.50

Batman

Il Commissario Gordon è diventato Batman. Un Batman tecnologico e legale, legato all'amministrazione pubblica, alle regole del GCPD e vincolato nelle azioni. La potenza di mezzi dispiegata per rendere agevole il suo lavoro è impressionante ed anche il cambiamento che ha subito Jim Gordon è marcato. Ad un guardiano della legge come Batman non mancano certo gli avversari. Adesso anche quelli che una vota erano criminali comuni paiono potenziati grazie a dei super poteri.
Intanto Bruce Wayne è nuovamente tornato a Gotham e si prende cura dei più bisognosi.

Superpesante lo è veramente. Questa storia di transizione con Gordon protagonista è veramente super pesante. Onestamente è il giro a vuoto di Snyder e spero che si concluda in fretta. Il cambiamento del Commissario di polizia è eccessivo e sarà, poi, dura rivederlo entrare nei suoi panni nel momento in cui Wayne tornerà a coprire il ruolo che gli spetta. Quello che spero è che con la conclusione della saga del Joker, e se è sopravvissuto l'uno non è detto che non lo sia anche l'altro, il nuovo Bruce Wayne, quando indosserà di nuovo il cappuccio di Batman, abbia motivazioni diverse dalla sua entrata in partita. Spero che riesca a cambiare un poco il registro delle sue storie e renderle decisamente meno cupe. Non dico di tornare al Batman degli anni '60 del secolo scorso, ma almeno a quello in tenuta blu.
Altra nota narrativa scocciante è che vicende importanti avvengano su collane diverse. Batgirl è a conoscenza della vera identità segreta del nuovo Batman, ma lo viene a sapere sulla sua testata e non qui, peccato.
Anche Capullo a trasformato la fisionomia di Gordon, non solo per la tenuta mascherata (che lo rende simile a Wayne), ma anche con taglio di barba e capelli. Ora sembra uno di quei marine spiritati dei film: pronto ad esplodere in un eccesso di follia da un momento all'altro. Un folle. Sinceramente spero che questa run termini presto,

Detective Comics vede l'interazione tra Bullock, Batman, Montoya ed Yp. Le due donne nascondono segreti a Bullock che, a sua volta, nasconde loro di sapere la vera identità del nuovo Batman. Qui la crescita dei personaggi minori funziona, anche con Gordon inguainato. Delle due bat-serie di questo numero è quella che si snoda meglio, anche se oscure mi sono alcune vicende del numero scorso che non hanno trovato prosieguo su questo. La storia con la Morte è intrigante e sarà curioso scoprire chi e perché sta organizzando questa guerra al Batman.

Anche su Grayson si riflettono le conseguenze della sparizione del Batman originale. Dick ha finito il suo lavoro in Spyral, ma non può andarsene finché il Sig. Malone non entra in contatto con lui. Nuove missioni metteranno a rischio la sua vita, quella di Matron e di Agente 1. Meglio di Nightwing, che si era avviluppata su se stessa. Una serie di spionaggio che potrebbe avere chiunque come protagonista, ma che si fa leggere.

giovedì 27 giugno 2013

Superman Terra Uno - Vol.2

Grandi Opere DC - Superman
SUPERMAN: TERRA UNO VOL.2
(Contiene Superman: Earth One 2 HC)
di J.M, Straczynski, Shane Davis
9788866914846
16,8x25,6, C, 144 pp, col.

Raymond Maxwell Jensen da bambino era sempre isolato per la sua attitudine a delinquere ed ad usare la violenza per risolvere le situazioni. L'unico punto fermo della sua vita era l'amore per la sorella, per la quale ha sempre fatto di tutto. Ora è un criminale incallito e senza scrupoli che non lascia tracce del suo passaggio. Un suo collaboratore, però, ha fatto un errore di troppo e lui, di persona deve andare a risolverlo. Cancellare un hard disk in un centro di esperimenti scientifici lo porterà a trasformarsi nel temibile Parassita.
Clark Kent da poco si è reso conto che i superpoteri con in quali è cresciuto possono aiutare chi è in difficoltà e stabilire un nuovo metro con il quale far crescere l'umanità. Nel contempo ha mantenuto la sua incertezza nei rapporti interpersonali. Trasferitosi in appartamento in un palazzo della periferia di Metropolis incontra i suoi nuovi vicini Eddy, ragazzo drogato perennemente seduto sugli scalini del palazzo, e Lisa, bella ed intraprendente vicina di casa.
Lo scontro tra Superman e Parassita è inevitabile, ma l'avversario, questa, volta riesce ad indebolire l'eroe. Infatti, la sua capacità è quella di assorbire energia per nutrirsi e diventare sempre più forte. A questo punto quale migliore spuntino dell'eroe dal costume rosso e blu.
Nel frattempo alla redazione del Daily Bugle Lois Lane indaga sul nuovo collega proveniente da Smallville e Jimmy Olsen si tiene allenato a scattare foto alla nuova meraviglia della città.
Negli Stati Uniti non tutti sono contenti dell'avvento di Superman. Lo stesso esercito, dopo essersi lascito sfuggire la navicella spaziale custodita per venti anni, sta mettendo a punto piani di emergenza per contrastare i poteri dell'alieno venuto da Krypton.

Il volume uno di Superman Terra Uno era decisamente verboso, ma narrava da un nuovo punto di vista la formazione di Clark Kent per diventare Superman.
Il volume due, probabilmente, semina germogli da far crescere in un prossimo futuro. Non si spiegherebbero altrimenti la presenza delle sottotrame che vedono protagonista Superman e gli altri co-protagonisti dell'albo. Tra queste story line, apparentemente inutili, ma che potrebbero dare luogo a sviluppi ci sono la rivolta in Borada (fittizio stato caraibico, probabilmente), la love story di Clark Kent con Lisa e gli intrecci che potrebbero svilupparsi tra Lois Lane e Jimmy Olsen.
Il nemico di turno sembra, purtroppo, essere degno di una storia di passaggio dell'Uomo d'Acciaio. Risolta con un escamotage finale, tutta la vicenda si presta per mostrare al lettore un classico combattimento (già visto per altro nel volume uno) che mette a ferro e fuoco la città di Metropolis. Sinceramente un po' poco per una graphic novel tanto attesa come questa. Interessante lo spunto che, invece, riporta l'attenzione di Clark su persone che possono avere bisogno di aiuto e che sono più vicine a lui (ed a noi) di quanto pensiamo.
J.M. Straczynski imbastisce una storia dai ritmi buoni, ma dal tessuto narrativo fragile. Limita la verbosità del primo episodio per lasciare spazio al pagine di combattimento, utili a mettere in mostra le abilità grafiche del suo disegnatore.
Shane Davis intrattiene l'occhio con le sue indiscutibili dote. Pagine di inquadrature realistiche, ma a volte un po' troppo statiche. Alcune splash page d'impatto non riescono a sfondare il muro che separa il disegno dal lettore. La grande cura ed il dettaglio impediscono, a volte, l'effetto sorpresa.
Niente da dire sulla colorazione e l'illuminazione delle tavole, nelle quali Davis è stato aiutato da Sandra Hope e Barbara Ciardo.

A disposizione del lettore italiano è l'edizione cartonata realizzata da RW-Lion. La copertina è di un bel cartone pesante e rigido. Le immagini e le scritte ivi presenti sono chiare, intelligibili e di pregevole stampa.
L'interno dell'albo, però, mostra al tatto una notevole diversità di grammatura della carta sulla quale sono stampate le tavole. Messo questo albo a confronto con il precedente pare, per questa scelta, decisamente meno ricco di pagine. Se andiamo a controllare il numero di pagine, invece, abbiamo la sorpresa di 144 del vol.2 contro le 136 del vol.1. In libreria, però, quello che fa la sua porca figura non è certo questo. E' solo un effetto della scelta editoriale, ma lascia perplessi al momento dell'acquisto ed all'esborso di ben 16,95€.
L'effetto psicologico di questi tempi conta anche per le vendite, è bene che RW-Lion se lo ricordi.
Per il resto tutto bene nel lettering (il balloon a pg 42, credo, è vuoto anche nell'originale, non è quindi un errore dell'editore italiano) e, fortunatamente, mancano gli errori, i refusi e le omissioni per le quali era nota Planeta De Agostini.

Terra Uno non è una serie che deve uscire con troppa frequenza. Le storie devono essere ben ponderate e strutturare per poter incidere e farsi largo tra i lettori. Questa, per Straczynski, è un'occasione di crescita di appeal e del personaggio persa. Sicuramente non si fermerà qui, ma bisognerà valutare attentamente i prossimi acquisti. Nel frattempo rimaniamo in attesa del Terra Uno Vol. 2 di Batman e del Terra Uno Vol.1 dedicato a Wonder Woman e scritto, profonda preoccupazione, da Grant Morrison.

venerdì 9 settembre 2011

The New 52

Come la Marvel, qualche anno fa, da Settembre anche la DC ha deciso di svecchiare i suoi supereroi. Nel parco personaggi la seconda casa editrice di fumetti americani sono presenti Superman, Batman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde ed ha deciso di renderli più appetibili per le nuove generazioni. Do principali personaggi della casa verranno rimessi in gioco 52 dei principali, con nuove testate, nuovi format e nuove storie: tutto da zero. Il tutto partirà con numero 1 della nuova Justice League of America a cui seguirà Superman (del quale assicurano che non narreranno di nuovo le origini) e poi Batman. Se tutto questo sarà opportuno ed un successo il tempo ce lo dirà, al momento sembra essere soltanto un'operazione commerciale per sfruttare l'onda dei prossimi debutti cinematografici; da qui all'anno prossimo Lanterna Verde, Batman e Superman, senza contare l'abortita serie di Wonder Woman.

Chi vivrà vedrà.

martedì 30 agosto 2011

lunedì 22 agosto 2011

Wonder Woman - Il pilot che non vedremo (ma che c'è sull'Internet)

Diana Themyscira è a capo della Themyscira Industries, ma allo stesso tempo è Wonder Woman, eroina di Los Angeles. La sua identità è conosciuta a tutti, non è segreta come quella di altri super eroi, ma quando non ricopre il suo ruolo di paladina della giustizia si rifugia nel suo appartamento con il suo gatto Sylvester e la sua identità da riposo, quella di Diana Prince.
Durante una sua ronda le capita di inseguire un malfattore, catturarlo con il suo lazo d'oro e piantargli una siringa nel collo.
Nei sobborghi di Los Angeles, nel frattempo, un ragazzo di colore che ha appena ricevuto la lettera di ammissione al college perde sangue da naso, occhi e bocca contemporaneamente e viene ricoverato in ospedale in gravi condizioni. La madre del ragazzo va da Diana e le chiede aiuto per il figlio malato. Lei organizza una conferenza stampa durante la quale incolpa la Cale-Anderson Pharmaceuticals, specificatamente nella figura della perfida Veronica Cale, vertice della ditta.
Tra un inseguimento e l'altro, un violento pestaggio e l'altro, una parolaccia e l'altra Wonder Woman, tra una crisi d'amore ed una d'identità, a seguito della morte del ragazzo di colore, riesce a sventare i piani di Veronica Cale e, cosa non meno importante a variare il suo stato su Facebook su single.

L'episodio l'ho visto on line, con le casse scrause di un computer scrauso in lingua originale, non sempre comprensibile. Quelle che seguono sono impressioni a caldo suscitate dalla messa in scena.
Ma fateli scrivere a me sti pilot! Come può essere che David E. Kelley abbia proposto alla WB una puntata pilota, per un serial televisivo su Wonder Woman, di così basso livello?
Analizzando il sequenza ciò che lo spettatore si trova ad affrontare nei 40 minuti di telefilm non si rimane stupiti del perché un più ampio progetto non sia stato approvato:
- il logo della serie sembra disegnato da un tamarro che teneva il pennarello al contrario;
- la trama fa acqua da tutte le parti (perché viene piantata una siringa nel collo del primo criminale? che cosa producono le Themyscira Industries? cosa servono due identità a Wonder Woman? ecc...);
- il primo costume di Wonder Woman è orribile;
- che originalità c'è nei soliti esperimenti farmaceutici a motore di tutto, quando ai a disposizione un grande personaggio come WW?;
- perché un donna super eroe deve avere sin dalla prima puntata una storia d'amore, od una storia d'amore finita male che ritorna?;
- Facebook? WW ha un profilo su Facebook?;
- proporre linguaggio forte da parte della protagonista si dalla prima puntata non favorisce gli investitori (tette e culo forse è meglio farglieli dire una volta che la serie è già avviata);
- perché la sicurezza del laboratorio segreto della cattiva è curata da un gruppo di culturisti in pantaloncini corti, t-shirt e tuta da ciclista?;
- va bene che WW è pettoruta, ma perché deve mettere le sue tette sotto il naso di ogni malato dell'ospedale?;
- il senatore baffone amico della cattiva: ma perché?
- ubricarsi con la birretta sul divano a fine serata. ma perché?
Qualche nota positiva si può trovare lo stesso:
- Adrianne Palicki, nonostante la sua faccia quadrata, la sua zoppia iniziale e grazie alle sue tette è una WW agli inizi, forse un po' troppo triste e seria, ma abbastanza convincente;
- Liz Hurley fa sempre piacere vedersela intorno.

Clicca per ingrandire la carrellata dei momenti migliori dell'episodio.

Voler essere fini, tirando le somme, il tutto, si può definire una gioiosa puttanta. Kelly non ha capito che i super eroi hanno fatto un salto di qualità. Si parte con i Batman degli anni '80 e '90 del secolo scorso, passando per quelli più recenti, fino ad arrivare ad un amletico Shakespeare ed un patriottico Capitan America. La trama troppo leggera, insulsa ed inutile buttata giù da Kelly ed i suoi collaboratori, per un personaggio così importante, non può essere considerata attuale ne presa in seria considerazione come punto di partenza di una serie tv. La DC stessa sa cercando di arrivare sugli schermi, televisivi e cinematografici, in modo importante ( The Dark Knigth Rises, Man of Steel e, l'ormai alle porte, Green Lantern, dopo essere passata per 10 anni di Smallville) e non lo può fare con idee così scarse. Marvel ha puntato tutto sul cinema ed entrambe partono dai fumetti e da bravi sceneggiatori degli stessi. Se la DC (o chi per lei gestisce la trasposizione di un personaggio in un live action) coinvolgesse gente che conosce il personaggio, che conosce gli archi narrativi prediletti dai lettori per rafforzare lo staff creativo forse otterrebbe frutti migliori.
Se la Palicki avesse avuto una trama intorno e non fosse stata solo lei a reggere tutto il telefim, forse, le cose sarebbero andata diversamente.

Nel caso voleste vedere la Donna Meraviglia in azione qui la potete trovare, ma non aspettatevi niente di buono (tenete lontano posate e lamette da barba mentre siete davanti alla tv, per cadere in tentazione e sporcare del vostro sangue il divano). Se avete tempo e voglia buttatevi sui, quasi, 60 episodi della serie con Lynda Carter, degli anni '70 del secolo scorso, e, se riuscite, recuperate anche il pilot del 1974 della stessa serie.

Azzardo un'ultima considerazione: diventerà un cult.

lunedì 8 agosto 2011

Batman - Hush

Titolo originale Batman: Hush
Testi Jeph Loeb
Disegni Jim Lee
Chine Scott Williams
Colori Alex Sinclair
Editore DC Comics
1ª edizione 2002 – 2003
Collana 1ª ed. Batman nn.608 - 619
Periodicità mensile
Formato 17 cm × 26 cm
Edizione Panorama Batman II Serie Platino n°19 e 20

Una sera di ronda Batman salva un ricco ragazzino, rapito a scopo di riscatto, da Killer Croc. Il criminale entrato lo stesso in possesso del riscatto lotta con Batman e nel mentre il bottino gli viene sottratto da Catwoman. Sconfitto Killer Croc, Batman, insegue la gatta per i tetti, ma qualcuno taglia la fune del batrang facendolo precipitare. Catwoman riesce a fuggire ed a portare il bottino a Poison Ivy, mentre lui rimane stordito a terra. Riportato alla Bat caverna, grazie all'intervento di Oracolo e della Cacciatrice, riesce a suggerire ad Alfred di farlo operare al cranio da un suo vecchio amico d'infanzia, l'ormai rinomato neurochirurgo, Thomas Elliot,
Passano i giorni e le sue condizioni migliorano. Rimessosi ad indagare rintraccia Catwoman e scopre come lei sia stata manipolata e tradita da Ivy. Qualcosa non torna, la mente del miglior detective del mondo analizza e riconsidera tutto quanto successo e si accorge che i criminali da lui incontrati non operano come al solito, ma hanno variato il loro modus operandi. Ciò non toglie che Batman e Catwoman si accordino per lavorare insieme e scoprire chi li sta manipolando. Suggellano l'alleanza con un bacio.
Scoperto che Ivy si è rifugiata a Metropolis, Bruce Wayne, si reca in visita a Lois Lane e Clark Kent, informa Superman di quello che è venuto a fare in città, ma una volta trovata la criminale le cose si mettono al peggio. In qualche modo Ivy riesce a controllare Superman ed a scagliarlo contro Batman, solo l'astuzia riesce a rallentare la furia violente dell'uomo d'acciaio e farlo uscire dalla manipolazione di Ivy.
Le stranezze si fanno sempre più insistenti e prima di scoprire la verità su quello che sta succedendo la nuovo coppia dovrà affrontare Harley Quinn, Joker, Enigmista, Ra's Al Ghul, l'ex Robin Jason Todd, Clayface ed affrontare la morte di un suo caro amico.

D'accordo doveva finire venerdì scorso, ma nel week end mi è capitata per le mani questa storia. Cosa dovevo fare?
Queste sono le storie di Batman che bisogna scrivere e disegnare. La sceneggiatura di Loeb ingloba in un'unica lunga storia più di una decina di amici nemici del cavaliere oscuro, andando dai criminali accaniti agli alleati come Nightwing , Robin, Gordon(tra quelli non citati prima). Inserisce abilmente dei flashback per coloro che si avvicinano al personaggio per la prima volta che non appesantiscono assolutamente la narrazione e non spezzano il ritmo incalzante della narrazione coinvolgente. Crea la situazione per rivedere in opera il crociato di Gotham e l'uomo d'acciaio di Metropolis, fin anche a farli combattere l'un l'altre e rinsaldare la loro amicizia. Il tutto senza tralasciare di analizzare la psicologia dell'uomo sotto il cappuccio da pipistrello, ma facendolo non solo con toni cupi, ma anche con autoanalisi leggere. La leggera instabilità mentale di Bruce Wayne, i suoi sensi di colpa, la sua storia con Catwoman che non decolla a pieno, gettando però buone basi per il futuro, per il suo non fidarsi totalmente degli altri, la sua necessità di avere qualcuno accanto, tutte queste sensazioni ed emozioni vengono proposte al lettore con sapienza. Un appunto all'autore: neanche lui è riuscito ad inserire in una trama così ampia il personaggio del Pinguino, sarà davvero così difficile da usare in storie serie come queste?
I disegni sono fenomenali. Jim Lee, coreano naturalizzato statunitense, non lo scopro certo io. Figure plastiche, ben delineate, fondali ricchi, dinamismo alla massima potenza, tutto perfetto. L'unico appunto che si può volgere a questo grande artista è che le sue donne, donne troppo belle e meravigliose, hanno una conformazione molto simile tra loro. Che sia Harley Quinn, Catwoman, Poison Ivy o Barbara Gordon, tutte sono fisicamente simili. Certo cambiano i lineamenti, ma il resto poco. Giusto un appunto perché sono talmente belle che un chisseneimporta ci sta molto a pennello.
Non possiamo dimenticare, parlando di questo storia di alto profilo, di citare il grande lavoro di inchiostratura svolto da Scott Williams per le chine e l'opera d'arte di Alex Sinclair nell'uso dei colori. Quest'ultimo riesce a donare luce a Ghotam anche nella sua cupezza classica. Riesca a mettere in evidenza il contrasto con la "luminosa anche di notte" Metropolis protetta da Superman. La scelta della brillantezza usata per colorare i costumi degli eroi e dei villains della storia fornisce loro spessore ulteriore ed anche i luoghi in cui si svolgono gli eventi risultano essere colorati in modo appropriato.

Il tutto per dire che questa storia, a partire da come è stata concepita a come è stata proposta ai lettori, è un capolavoro. Al contrario del R.I.P. qui tutto funziona e niente annoia. Forse per la DC sarà uno smacco leggere (se mai qualcuno di loro lo farà) queste righe, ma è una storia così ben realizzata che sembra una storia Marvel.

Volete appassionarvi di Batman e conoscere parte del sottobosco che lo circonda? Comprate un'edizione di Hush e la leggerete tutta d'un fiato.

giovedì 4 agosto 2011

Batman & Robin

Un nuovo criminale opera a Gotham City. Si tratta del ricercatore scientifico, premio Nobel ed ex campione olimpionico Victor Fries. Vittima di un incidente di laboratorio, una caduta in una vasca di liquido a -50°C, ora non può vivere se non in ambienti con temperatura sotto lo 0. Per muoversi usa una tuta refrigerante alimentata a diamanti. Il suo nome di battaglia è Mr. Freeze. L'animo del criminale è, in fondo, nobile, le sue rapine sono volte a raccogliere fondi per curare la moglie, ora ibernata, dalla Sindrome di MacGregor, per la quale ancora una cura non è stata scoperta. Il suo primo scontro con il dinamico duo, Batman e Robin, volge a suo favore, complice un'errore ingenuo del ragazzo meraviglia.
Nei laboratori Wayne in sudamerica, lo scienziato Jason Woodrue sta cercando di creare un assassino spietato ed inarrestabile con l'aiuto, inconsapevole, della ricercatrice Pamela Isley. Gli studi della donna gli sono stati utili per creare una sostanza, chiamata Veleno, che iniettata in un corpo ne moltiplica le forze all'inverosimile. Quando la dottoressa Isley se ne accorge lui tenta di ucciderla. Lo scaraventarle addosso scaffali di sostanze chimiche non sortiscono l'effetto sperato. Isley non muore, ma si trasforma in Poison Ivy, una psicopatica che si crede madre natura e con il potere di comandare le piante con la mente. L'esperimento principale di Woodrue ha migliore successo. Il risultato dell'iniezione del veleno in un uomo crea Flagello che, a seguito della vendetta di Ivy sullo scienziato e della sua morte, diventa il servitore della donna.
Una ragazza dalle mille sorprese giunge a casa del miliardario Bruce Wayne. Il suo nome è Barbara Wilson, nipote del maggiordomo Alfred Pennyworth. L'anziano zio ora è malato, proprio della Sindrome di MacGregor ad uno stadio iniziale, e Barbara entra in possesso di un cd con tutti i segreti custoditi dall'uomo. Alfred se lo aspettava ed era pronto a prendersi cura di lei preparandole un costume che la trasformerà in Batgirl. L'aiuto della ragazza sarà fondamentale per Batman e Robin nel momento in cui Ivy, Flagello e Freeze tenteranno di distruggere Gotham, e poi tutto il mondo, prima congelandola e poi disseminandola di una nuova generazione di piante ideate da Poison.

Sembra di essere in un grande negozio di giocattoli dall'inizio alla fine. Nuovi gadget, nuovi veicoli, nuove armature da battaglia, il tutto di colori sgargianti e pop. Finanche troppo pop perfino per gli anni '90 e per un regista allegro come Joel Schumacher, che torna alla regia del suo secondo Batman dopo il successo commerciale del precedente. La storia di questa pellicola è molto più leggera nei toni di tutte quelle precedenti. Il personaggio e le problematiche dell'uomo pipistrello sono state affrontate negli altri tre capitoli lasciando più dinamismo a questo. Più lotte, più corse in macchina ed in moto ed un'interazione maggiore tra i personaggi lo rendono più fluido e meno dark degli altri. Viene dato maggior rilievo alla figura di Alfred, nei suoi panni sempre l'ottimo Michael Gough dall'inizio della saga, che qui svolge un ruolo cardine per la motivazione ad agire di diversi protagonisti. I supercattivi, che per una volta non muoiono, sono due attori affermati di Hollywood: Arnold Schwarzenegger, nei gelidi panni di Freeze, e Uma Thurman, in quelli ultra ecologici di Poison Ivy. Le due interpretazioni sono convincenti. Il futuro Governator della California fornisce un'ottima prova in un curioso costume di alluminio, plexiglas e led azzurri, calvo e ricoperto di glitter argento. La futura Killer di Bill viene resa sexy dai differenti costumi di cui può godere il suo personaggio e dall'iconica scena della sua resurrezione. Chris O'Donnell torna nei panni di Robin con due tutte capezzolute, che se non fosse per quella caratteristica sarebbero, molto ben disegnate, colorate ma dark. Alicia Silverstone si ritrova suo malgrado nei panni di Batgirl, per noi è un piacere vederla in quella tutina sexy, ma ne avremmo fatto volentieri a meno.Il ruolo del protagonista questa volta tocca al bello dell'anno, reduce dai successi di E.R., George Clooney. Sia nei panni del crociato col cappuccio che in quelli del milionario gigione non sfigura. Ovviamente il paragone con Micheal Keaton non regge, ma lui si è dato da fare. D'altronde non essendoci bisogno di approfondire ulteriormente la psicologia del personaggio, ma di creare, soltanto, un po' di contrasto con la nuova generazione, lui era l'uomo giusto al posto giusto. Caso curioso: l'avversità al matrimonio di Bruce si ripercuote sulla vita reale del bell'attore anche ai giorni nostri.
Un'osservazione sul costume dei due Bat uomini. Ammettiamo che quelli di questo film sono i costumi che hanno l'impatto peggiore sullo spettatore. Non si può fare a meno di guardare i capezzoli disegnati sui pettorali degli eroi, pensando a quanto siano ridicoli. Se a questo aggiungiamo la mutanda rinforzata in neoprene e le inquadrature feticiste del pacco e delle chiappe, quando ciascuno indossa per la prima volta il costume, troviamo come il tutto li renda di cattivo gusto. Anche a Batgirl tocca la stessa sorte, ma per lo meno non devi indossare la mutanda sopra i calzoni ed i capezzoli del suo costume sono meno visibili.
Tra gli attori merita una critica a parte la bella Elle Macpherson. Forse presente per un fattore di sponsor, sta di fatto che presenza più inutile raramente si è vista in un film. Se a questo aggiungiamo il doppiaggio con voce da brasiliano operato capiamo bene quanto avremmo voluto che non fosse stata presente nel cast.
Tutto sommato un film vedibile. Una discreta conclusione del ciclo Batamaniano degli anni 90 sul grande schermo. Girati in un'epoca in cui creare mondi immaginari da zero richiedeva grande sforzo, lavoro manuale di artigiani esperti e lunghi tempi di pre e post produzione quanto di meglio è stato ottenuto. La debolezza, noiosità di alcuni tratti delle trame che hanno visto protagonista l'uomo pipistrello sono difetti che saltano all'occhio, ma nessun film riesce perfetto (forse tranne Il Cavaliere Oscuro ed Inception).

Se siete rimasti delusi dal Batman con Val Kilmer date un'altra possibilità al futuro cavaliere oscuro. Se proprio non vi piace la regia di Schumacher e la sua versione eccessivamente colorata del Forever lasciate perdere, qui, se possibile, viene fatto uso di colori ancora più fluo e di trovare ancora più pop. Però bisogna dire che i responsabili ed i realizzatori degli effetti visivi impiegati per gli ultimi due film da Schumacher avevano veramente le p@££€ quadrate, diamogli questo merito.

Titolo originale Batman & Robin
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1997
Durata 125 min

Genere azione, supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto personaggi di Bob Kane
Sceneggiatura Akiva Goldsman
Produttore Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Dennis Virkler, Mark Stevens
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling

Interpreti e personaggi
George Clooney: Batman/Bruce Wayne
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Arnold Schwarzenegger: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Uma Thurman: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Alicia Silverstone: Batgirl/Barbara Wilson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Commissario James Gordon
Jeep Swenson: Flagello
Elle Macpherson: Julie Madison
Vivica A. Fox: Ms. B. Haven
Elizabeth Sanders: Gossip Gerty
John Glover: Dott. Jason Woodrue
Michael Reid McKay: Antonio Diego
Coolio: Banker
Nicky Katt: Spike
Vendela K. Thommessen: Nora Fries

Doppiatori italiani
Massimo Corvo: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Alessandro Rossi: Mr. Freeze/Dott. Victor Fries
Roberta Greganti: Poison Ivy/Dott.ssa Pamela Isley
Stella Musy: Batgirl/Barbara Wilson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Commissario James Gordon
Massimo Lodolo: Dott. Jason Woodrue
Francesco Pezzulli: Banker

martedì 2 agosto 2011

Batman Returns

1940, a Gotham City nasce un bambino dall'aspetto deforme. Al suo primo Natale la sua famiglia lo abbandona nelle fogne. Il cestino di rattan in cui è stato messo conduce il pargolo nel vecchio zoo dismesso dove ancora dei pinguini sopravvivono e che lo salvano. Oswald Cobblepot diventa così il Pinguino.
Quarantanni dopo, nonostante l'opera di pulizia della criminalità che Batman sta portando avanti, la città è ancora in cattive acque. Max Shreck, magnate dell'energia, cerca di propinare al sindaco di Gotham la costruzione di un'altra centrale elettrica apparentemente inutile. La sua segretaria, Selina Kyle, scopre che la centrale elettrica non è quello che dovrebbe essere e lo stesso Max la uccide buttandola da una finestra. La sua morte non dura a lungo, in suo soccorso arrivano tutti i gatti di Gotham che le donano parte delle loro vite per salvarla. Nasce così Catwoman.
Gli ostacoli che il sindaco e lo stesso Wayne mettono sulla strada dei suoi progetti non piacciono a Shreck. L'industriale organizza un piano per far dimettere il sindaco e mettere al suo posto il redivivo, ed ormai eroe cittadino, Oswald Cobblepot. Il Pinguino, però, non è proprio uno sprovveduto ed, a sua volta, utilizza il potere di Shreck per raggiungere i suoi scopi. Quando poi si prospetta un'alleanza con Catwoman per mettere alle strette e screditare Batman non se lo fa ripetere due volte.
Intanto uno relazione sentimentale inizia tra Bruce e Selina da un lato e tra Batman e Catwoman dall'altro. I due non si rendono conto di essere attratti anche dai loro alter ego fino a quando una frase ripetuta da entrambi, sotto entrambe le identità, non li mette a conoscenza del segreto l'uno dell'altra.
Il Pinguino dal canto suo mette in atto il piano per screditare l'uomo pipistrello, ma gli si ritorce contro. Decide così per la vendetta autonoma. Abbandona i panni di Oswald Cobblepot e ritorna ad essere se stesso organizzando il rapimento dei primogeniti di tutte le famiglie di Gotham e la distruzione di parte della città stessa. Batman si opporrà a lui fino alle più tragiche conseguenze.

Burton torna dietro la macchina da presa per un nuovo Batman, tre anni dopo al primo. Sotto il mantello si nasconde ancora Michael Keaton. Ad interpretare i villains questa volta sono altre due icone perfette per i ruoli. L'ottimo Pinguino è un, irriconoscibile, Danny DeVito e la sensuale Catwoman è, una in formissima, Michelle Pfeiffer. Entrambi gli avversari dell'uomo pipistrello sono caratterizzati in modo spettacolare dagli attori che li impersonano, tanto è vero che, dopo Julie Newmar, quella della Pfeiffer sarà la seconda miglior Catwoman di sempre. Il Pinguino, invece, è un personaggio dalle grandi potenzialità sempre troppo sottovalutato dagli sceneggiatori dei fumetti della DC. Qui riesce ad esprimersi al meglio nella sua lucida follia, nel suo adattarsi per trovare un ruolo nella società, ma, sopratutto, per vendicarsi delle privazioni subite per colpa dei suoi genitori.
Assistiamo alla conferma di quando supposto dopo la visione del primo capitolo del 1989: Bruce è la maschera di Batman. In una delle scene madri del film, infatti, durante la festa in maschera organizzata da Shreck Wayne di presenta vestito in smoking e Selina in un abito da sera classico. Entrambi sono, dunque, consci che quello che mostrano quotidianamente alla gente altro non è una maschera che copre le loro vere identità: Batman e Catwoman.
Michael Keaton, nei panni di Batman, parla ancora meno di quanto facesse nel primo film. Delinea e cesella meglio la sua visione del crociato mascherato ottenendo un'altra performance degna di nota.
La tuta di Batman sembra essere leggermente modificata rispetto a quella precedente e qualche gadget è stato aggiunta alla Batmobile. Le scenografie ridisegnate danno sempre un aspetto dark alla città, ma mettono in risalto elementi architettonici tenuti in secondo piano tre anni prima. Gran parte del film si svolge nella piazza centrale della città, sempre gremita di comparse, tra shopping e scontri tra buoni e cattivi.

Di solito i sequel sono dei mezzi fallimenti. L'opera meritoria fatta da Tim Burton è stata quella di non considerare questo film un secondo capitolo del primo, ma di renderlo una pellicola a se stante. Il concetto viene ben sviluppato ed il film risulta godibile e di buona fattura.

Come il primo. E' Tim Burton. E' Batman. E' un connubio che rasenta la perfezione. Da vedere.

Titolo originale Batman Returns
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1992
Durata 126 min

Genere comics
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, Daniel Waters, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Daniel Waters, Wesley Strick (non accreditato)
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi
Produttore esecutivo Jon Peters, Peter Guber, Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Chris Lebenzon, Bob Badami
Musiche Danny Elfman
Scenografia Bo Welch
Costumi Bob Ringwood, Mary E. Vogt

Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Danny DeVito: Oswald Cobblepot/Pinguino
Michelle Pfeiffer: Selina Kyle/Catwoman
Christopher Walken: Max Shreck
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Michael Murphy: Sindaco
Paul Reubens: Tucker Cobblepot
Andrew Bryniarski: Chip Shreck
Cristi Conaway: Principessa del Ghiaccio
Vincent Schiavelli: Suonatore d'organetto
Henry Kingi: Rapinatore

Doppiatori italiani
Mario Cordova: Batman/Bruce Wayne
Giorgio Lopez: Oswald Cobblepot/Pinguino
Rossella Izzo: Selina Kyle/Catwoman
Luciano Roffi: Max Shreck
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Vincenzo Ferro: Comm. James Gordon
Carlo Sabatini: Sindaco
Stefano Benassi: Chip Shreck
Barbara Castracane: Principessa del Ghiaccio
Bruno Conti: Suonatore d'organetto

Premi
Saturn Award 1993: Miglior Trucco (Stan Winston, Ve Neill)
BMI Film & TV Awards 1993 (Danny Elfman)
2 nomination al Premio Oscar 1993:
Migliori Effetti ed Effetti Visivi (Michael L. Fink, Craig Barron, John Bruno, Dennis Skotak
Miglior Trucco (Ve Neill, Ronnie Specter, Stan Winston)
4 nomination ai Saturn Award 1993:
Miglior Costumi (Bob Ringwood, Mary E. Vogt, Vin Burnham)
Miglior Regia (Tim Burton)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Attore non Protagonista (Danny DeVito)
2 nomination ai BAFTA 1993:
Miglior Trucco (Ve Neill, Stan Winston)
Migliori Effetti Speciali (Michael L. Fink, John Bruno, Craig Barron, Dennis Skotak)
Candidato al premio Hugo 1993: Miglior presentazione drammatica (Tim Burton)
3 nomination agli MTV Movie Awards 1993:
Miglior Bacio (Michael Keaton, Michelle Pfeiffer)
Miglior Antagonista (Danny DeVito)
Donna Più Desiderabile (Michelle Pfeiffer)
Nomination ai Razzie Awards 1993: Peggior Attore non Protagonista (Danny DeVito)

lunedì 1 agosto 2011

Batman

Negli anni 80 a Gotham City qualcuno non vuole che il crimini dilaghi e si impegna per arginarlo. Non è il sindaco. Non è la polizia. E' un uomo vestito da pipistrello. Batman. Una genesi tragica ha portato Bruce Wayne, miliardario amante della bella vita, a diventare un vendicatore a protezione della sua città. Gli affari loschi Carl Grissom sono una grande piaga ed il suo braccio destro Jack Napier è il crudele esecutore delle sue missioni. L'equilibrio si spezza quando Jack inizia ad andare a letto con la donna di Carl. Una volta saputolo, il boss, invia il suo secondo ed i suoi scagnozzi in una trappola da lui organizzata in una fabbrica chimica. Ad attenderli sul posto ci sono sia la polizia che Batman. E' proprio la presenza di quest'ultimo a causare l'incidente che genererà la sua più grande nemesi. Quando Jack spara all'uomo pipistrello il proiettile viene rimbalzato e si ferisce, perde l'equilibrio e cade in una vasca di rifiuti radioattivi. Viene creduto morto, ma non è così. Sopravvissuto si reca da un chirurgo plastico illegale e si fa sistemare. La situazione è, però, disperata: il volto è, e sarà per sempre, sfigurato. Nasce il Jocker.
Il Jocker comincia a terrorizzare la città e Batman stesso deve scendere sul suo stesso piano se vuole affrontarlo e sconfiggerlo. Lo scontro finale avrà luogo sull'altissima cattedrale di Gotham. Solo uno di loro sopravvivrà.

48 milioni di dollari nel 1989, tanto è costato questo film di Tim Burton dedicato al mitico eroe dei fumetti della DC Comics. Il gotico regista ed i suoi collaboratori hanno creato una città oscura, cupa ed immersa nella malvagità nella quale è difficile vedere uno spiraglio di speranza. Hanno messo sul piatto personaggi di contorno importanti come Harvey Dent, il procuratore distrettuale che diverrà Due Facce, il commissario Gordon, tutore della legge della città, e Vicki Vale, fotografa impegnata unico punto di bianco per tutto il film, il tutto per dare un degno palcoscenico a due dei più memorabili avversari dei fumetti. Nei panni del cattivo troviamo Jack Nicholson in ottima forma, in quella che forse è la sua seconda performance migliore dai tempi di Shining (nella versione italiana lo aiuta anche il doppiaggio di Giancarlo Giannini). Il celebre attore riesce ad incarnare l'incontrollata follia che possiede il criminale ancora da prima che diventi il Jocker. Gli autori hanno creato una genesi originale ed azzeccata di questo personaggio tanto che nell'immaginario collettivo tranquillamente sostituisce quella originale dei fumetti di Bob Kane. Nei panni del suo antagonista un attore sia comico che drammatico allora semisconosciuto al grande pubblico: Michael Keaton. Profondità e spessore vengono dati al personaggio da questo attore che mette in evidenza come non sia Batman la maschera che Bruce Wayne indossa di giorno, ma come si Wayne il travestimento che Batman è costretto ad usare di giorno, attendendo di tornare in azione la notte. Tanti, sia all'epoca che oggi, hanno criticato Keaton per non essere riuscito a far emergere la figura del vendicatore mascherato sopra a quella del Jocker (e questo discorso è stato fatto anche per il secondo capitolo nei confronti del Pinguino). A mio parere, invece, il lavoro fatto dall'attore sui suoi due personaggi hanno definito quello che è uno dei migliori Batman/Bruce Wayne cinematografici di sempre. Se andiamo a vedere i lavori di Nolan sulla saga del Cavaliere Oscuro ed il suo attore, Bale, tanto di quanto mettono loro sul piatto deriva dalla caratterizzazione originale data nel 1989 da Keaton.
Come ricordato siamo alle porte degli anni 90 e girare un film di supereroi risulta rischioso, gli effetti speciali rischiano di non essere all'altezza di quanto immaginato dai lettori di fumetti. Burton ed il team di scenografi e costumisti crea un mondo che funziona. Di questo mondo fanno parte la, forse, migliore Batmobile di sempre ed una grande Bat suite. Certo Keaton aveva qualche difficoltà a girare la testa e con la visione periferica, ma vogliamo mettere l'effetto scenico di quel costume nero, in lattice e pesantissimo, quando appariva alle spalle dei nemici o gli dava la caccia? Evocativo, niente da aggiungere.
A far da contorno al piatto principale si aggiungono Jack Palance, la faccia di cuoio di tanti film western, nei panni di Carl Grissom, ma sopratutto Kim Basinger in quelli di Vicki Vale. La Basinger è bellissima, ad anni di distanza assomiglia alla Evangeline Lilly di Lost, bionda, vestita spesso di bianco a dare speranza e luce in una città oscura. Allo spettatore suggerisce l'idea di essere una ragazza si esperta di vita pericolosa, per via del suo lavoro, ma anche spiazzata nel trovarsi tra i due fuochi più caldi della città: contesa dal Jocker e da Batman, che sa essere Wayne.
Infine, azzeccata la musica del tema di Danny Elfman e persino piacevoli le canzoni di Prince.

Batman di Tim Burton risente degli anni solo sul ritmo narrativo, ma solamente perché non sono presenti effetti visivi in computer grafica ai quali i film tratti dai comics ci hanno abituato in questi anni. Sotto ogni altro punti di vista è un film attuale che molto ha da insegnare ad altri più recenti (citiamo Ghost Rider su tutti). Una piacevole visione, una storia interessante, attori di livello in ogni ruolo ed un lavoro per la realizzazione di tutto rispetto ancora adesso.

Per chi non l'ha visto un must da vedere, per chi ne ha già goduto, beh perché smettere?

Titolo originale Batman
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1989
Durata 126 min

Genere azione, fantastico, supereroi
Regia Tim Burton
Soggetto Sam Hamm, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Sam Hamm, Warren Skaaren
Produttore Jon Peters, Peter Guber
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Home Video, Laserdisc: Warner Home Video
Fotografia Roger Pratt
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Danny Elfman, Prince (canzoni)
Scenografia Anton Furst
Costumi Bob Ringwood, Tony Dunsterville

Interpreti e personaggi
Michael Keaton: Bruce Wayne/Batman
Jack Nicholson: Jack Napier/Joker
Kim Basinger: Vicki Vale
Robert Wuhl: Alexander Knox
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: Comm. James Gordon
Jack Palance: Carl Grissom
Billy Dee Williams: Harvey Dent
Lee Wallace: Sindaco Borg
Tracey Walter: Robert "Bob" Hawkins
William Hootkins: Ten. Max Eckhardt
Jerry Hall: Alicia Hunt
Bruce McGuire: Peter McElroy
George Roth: Eddie, il rapinatore
Christopher Fairbank: Nic, il rapinatore
Garrick Hagon: Harold, il turista
Joe Soresi: Medico
Hugo E. Blick: Jack Napier da giovane
Paul Birchard: Reporter

Doppiatori italiani
Luca Biagini: Bruce Wayne/Batman
Giancarlo Giannini: Jack Napier/Joker
Paila Pavese: Vicki Vale
Stefano De Sando: Alexander Knox
Silvio Spaccesi: Comm. James Gordon
Luigi Pistilli: Alfred Pennyworth
Gianni Musy: Carl Grissom
Paolo Buglioni: Harvey Dent
Sandro Pellegrini: Sindaco Borg
Ennio Coltorti: Ten. Max Eckhardt
Lisa Genovese: Alicia Hunt
Fabrizio Pucci: Peter McElroy
Loris Loddi: Eddie, il rapinatore
Pasquale Anselmo: Nic, il rapinatore
Carlo Valli: Harold, il turista
Luigi Ferraro: Medico
Giancarlo Giannini: Jack Napier da giovane

Premi
Premio Oscar 1990, per la migliore scenografia (Anton Furst)
ASCAP Film and Television Music Awards 1990: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Prince)
BMI Film & TV Awards 1990: Premio Migliori Musiche per Film (Danny Elfman)
Brit Awards 1990: Miglior Colonna Sonora (Danny Elfman)
Saturn Award 1991: Premio dei Presidenti (Tim Burton)
Evening Standard British Film Awards 1990: Miglior Scenografia (Anton Furst)
2 Premi ai People's Choice Awards 1990:
Film Drammatico Preferito (Tim Burton)
Film Preferito (Tim Burton)
5 nomination ai Saturn Award 1991:
Miglior Attore (Jack Nicholson)
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Film Fantastico (Tim Burton)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Lynda Armstrong, Nick Dudman)
Miglior Attrice non Protagonista (Kim Basinger)
6 nomination ai BAFTA 1990:
Miglior Attore in un Ruolo non Protagonista (Jack Nicholson
Miglior Costumi (Bob Ringwood)
Miglior Trucco (Paul Engelen, Nick Dudman)
Miglior Scenografia (Anton Furst)
Miglior Suono (Don Sharpe, Tony Dawe, Bill Rowe)
Migliori Effetti Speciali (Derek Meddings, John Evans)
Nomination al Premio Golden Globe 1990: Miglior Performance di un Attore in un Film - Commedia/Musical (Jack Nicholson)
2 nomination al Premio Grammy 1990:
Miglior Album di una Colonna Sonora Strumentale Originale Scritta per un Film (Danny Elfman)
Miglior Canzone Scritta Specificatamente per un Film o per la Televisione (Prince)
Candidato al premio Hugo 1990: Miglior Presentazione Drammatica (Tim Burton)
Nomination agli Young Artist Awards 1990: Miglior Film Family - Musical o Fantasy (Tim Burton)

lunedì 10 maggio 2010

Marvel vs DC Body Painting

Di gente strana in giro se ne trova e le immagini qui sotto lo dimostrano.
I Supereroi sono nell'immaginario di molti, e di vari tipi di Cosplay (vestirisi come il proprio eroe per andare a fiere, convention, o anche solo in giro) se ne sono visti tanti. Di body painting che sopperissero alla stessa funzione non proprio.
Ecco alcuni esempi...