giovedì 11 agosto 2016

Fantastic 4

Reed Richards è un bambino intelligente e nel garage di casa sua ha creato il teletrasporto. Dopo sette anni di prove, insieme al suo amico Ben Grimm, lo presenta alla fiera della scuola e viene squalificato, perchè ritenuto un gioco di prestigio. Qui, però, viene notato dal Dott. Franklin Storm e sua figlia adottiva Susan. Per la sua idea viene premiato con una borsa di studio a New York e messo a lavorare sullo stesso progetto, ma in scala 1:1. Qui collabora con un altro genio, Victor Von Doom, e con l'altro figlio del Dott. Storm, Johnny.
La creazione riesce e prima che il Governo gli porti via la creazione i tre maschietti, più l'imbucato Ben, provano la macchina e vengono trasportati su un mondo verde e grigio in un'altra dimensione. Ovviamente Victor combina un casotto e non riesce a tornare indietro. Riescono gli altri tre, anche con l'aiuto di Sue, ma vengono travolti da un'onda di energia che muta i loro fisici. Ben diventa di roccia, Johnny di fuoco, Reed si allunga tutto e Sue diventa invisibile.

Sottoposti ad esperimenti dovranno tornare sul pianeta parallelo per salvare la Terra.

Ve l'ho fatta breve che 100 minuti di questo film sfrantumano i maroni già così, figuriamoci a raccontarli. Cosa non va? Tutto.
Alla fine della visione si ha la sensazione di aver assistito al nulla assoluto. La pellicola non ha una trama con un nucleo definito, ma si presenta come una successione di eventi telefonati che non stupiscono. I protagonisti passano la maggior parte del film, tranne gli ultimi dieci minuti, a fissare schermi di computer ed a digitare codici su delle tastiere. La loro trasformazione li spaventa tanto quanto la prima comparsa dei brufoli sul viso di un adolescente. Quello che però disturba, anche se si conosce veramente poco dei F4, è la mancanza di legame familiare tra i protagonisti. Dal momento della loro nascita il gruppo è sempre stato LA famiglia dell'Universo Marvel. Qui si ha solo un sentore di amicizie e cameratismo tra i maschi e, l'eventuale, attrazione tra Reed e Sue è così soffocata da non essere nemmeno intuibile.

"Me che film di me... è? "Il nostro sorellina."

E da qui parte il problema della recitazione. Se avessero disegnato degli smile su delle assi di legno e sostituito gli attori con questi il film ci avrebbe sicuramente guadagnato. I protagonisti sono legnosi ed incerti. Non c'è uno che si salvi. Mi chiedo come sia stato possibile, da parte della Fox, mettere insieme un cast così scarso e fuori registro.

Si salvano gli effetti speciali. No, scherzo. Non si salvano neanche quelli se non i dieci secondi di presenza dello scimmiotto. La classica cavia pre-viaggio umano, creata totalmente in CGI è veramente bella (anche perchè, si dice, abbia richiesto metà del budget del film solo per lei). Gli altri effetti (forse si salva solo quello delle fiamme della Torcia) sono evidentemente posticci ed appiccicati su fondali blu. Si nota benissimo l'interazione tra creature digitali ed esseri umani. Decisamente una profonda tristezza.


"Sò la mummia, te piaccio?"
Il tutto per non parlare dei costumi. Se possiamo soprassedere, nella loro necessaria semplicità, per quelli di Sue e Reed e di quello di Johnny abbiamo detto, non possiamo far spallucce per La Cosa e Destino. Quando ho visto il secondo sullo schermo ho pensato immediatamente di aver cambiato film e di essere capitato in un nuovo remake della Mummia. Invece non era così. Inguardabile. Se il Ben Grimm dei due film precedenti pagava il fatto di essere un essere umano costumato (molto convincente per l'epoca) e quindi di non poter così imponente come avrebbe dovuto, non si capisce perchè anche qui sia successo lo stesso. Senza pantaloni e senza un senso, la roccificazione del futuro eroe è triste e sconsolante.

Quello che mi consola è che sono riuscito a vederlo senza perdere tempo vitale importante per altre cose. Non invidio coloro che si sono recati al cinema, pagando il biglietto, per subire questa tortura. Se non avesse avuto già i suoi problemi, sarebbero stati autorizzati ad andare a casa sua a cercare Josh Trank ed a rifilargli uno schiaffone sonoro.
Finalone epico! No, scherzavo.
Decisamente il peggior film di supereroi ad alto budget che mi sia capitato tra le mani. Riqualifica pesantemente Lanterna Verde. Onestamente devo ancora vedere il secondo Amazing Spiderman, magari si insedia sul podio al secondo posto, chi lo sa.

Ricordiamo che, in ogni caso, il film ha ottenuto i premi che si è meritato. E' stato protagonista dei Razzie Awards 2016 con cinque candidature e tre premi vinti: Peggior film (ex aequo con Cinquanta sfumature di grigio), Peggior regista a Josh Trank, Peggior prequel, remake, rip-off o sequel.

Titolo originale Fantastic Four 

Lingua originale inglese 
Paese di produzione USA 
Anno 2015 
Durata 100 min 
Rapporto 2,35 : 1 
Genere Cinecomic

Regia Josh Trank 

Soggetto Stan Lee e Jack Kirby (fumetto), Josh Trank e Jeremy Slater (storia) 
Sceneggiatura Simon Kinberg, Jeremy Slater 
Produttore Simon Kinberg, Gregory Goodman, Hutch Parker, Matthew Vaughn 
Produttore esecutivo Avi Arad, Stan Lee 
Casa di produzione 20th Century Fox, Marvel Entertainment, Marv Films 
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox 
Fotografia Matthew Jensen 
Montaggio Elliot Greenberg 
Effetti speciali Skylar Gorrell, Matthew Brady Harris 
Musiche Marco Beltrami, Philip Glass 
Scenografia Chris Seagers 
Costumi George L. Little 
Trucco Bridget Bergman, Jack Lazzaro, LeDiedra Richard-Baldwin 

Interpreti e personaggi

Miles Teller: Reed Richards / Mister Fantastic
Kate Mara: Susan "Sue" Storm / Donna invisibile
Michael B. Jordan: Johnny Storm / Torcia Umana
Jamie Bell: Ben Grimm / La Cosa
Toby Kebbell: Victor von Doom / Dottor Destino
Tim Blake Nelson: Dott. Harvey Allen
Dan Castellaneta: Mr. Kenny
Reg E. Cathey: Dott. Franklin Storm
 

Doppiatori italiani

Flavio Aquilone: Reed Richards / Mister Fantastic
Letizia Scifoni: Susan "Sue" Storm / Donna invisibile
Simone Crisari: Johnny Storm / Torcia Umana
Luigi Morville: Ben Grimm / La Cosa
Andrea Mete: Victor von Doom / Dottor Destino
Francesco Prando: Dott. Harvey Allen
Raffaele Palmieri: Mr. Kenny
Alberto Angrisano: Dott. Franklin Storm

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