venerdì 27 maggio 2016

Nathan Never - Altri mondi


Nathan Never N°  300
Altri mondi

Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni: Roberto De Angelis
Copertina: Sergio Giardo
Colori: Francesca Piscitelli

Periodicità: mensile
Uscita: 18/05/2016
Prezzo: 3,20€

Ogni tanto si torna sul luogo del delitto e, di solito, lo si fa in occasione di una ricorrenza. Se poi a questa ricorrenza ti invitano Bepi Vigna e Roberto De Angelis, per la modica spesa di 3.20€, e con un albo interamente a colori, beh, si accetta.

La premessa è buona, la copertina di Giardo è meglio di tanti lavori che, di sfuggita, gli ho visto mettere in copertina agli ultimi cinquanta numeri di Nathan Never. Il taglio delle vignette e la colorazione, che tanto devono alle prime serie di Orfani, hanno il loro perchè. Anche se in quelle pagine in cui i protagonisti sono a colori e tutto i resto in, quell'upgrade del, bianco e nero, a volte, si ha l'effettiva sensazione di trovarsi davanti ad un livello di Photoshop mal gestito.

I disegni dell'albo, come detto di De Angelis, sono una certezza. Il dinamismo che il disegnatore riesce ad imprimere alle scene è sempre credibile e la scelta di diverse inquadrature rende l'albo un piccolo film su carta. Anche la cura dei dettagli dei diversi ambienti in cui si svolge la vicenda si rivela essere un'arma vincente. Ogni pagina è ricca e ben bilanciata. Non satura mai l'occhio del lettore, ma, anzi, gli permette di essere maggiormente coinvolto in una vicenda che tende ad escluderlo.

Onestamente, quindi, la storia ideata da Vigna, il più tecnologico dei tre sardi che ha creato il poliziotto del futuro di casa Bonelli venticinque anni fa, mi ha deluso parecchio. Oltre al lasciarmi perplesso mi ha anche disorientato. Senza fare eccessivi spoiler, ma... La dinamica narrativa/commemorativa scelta da Bepi permette a Nathan di entrare ed uscire da Matrix per riaffiorare (lui o chi prima di lui) sulle pagine di altre, storiche, testate della casa editrice milanese. Si riconoscono, ad esempio, Darkwood, l'Amazzonia (no, non quella del commercio on-line), Londra e New York. I visitatori capitano in queste località mentre sono attivi gli eroi di carta che noi tutti conosciamo. Ciò che mi ha più disorientato è stata la reazione di Nathan nel trovarsi, nel passato, a respirare la stessa aria di Martin Mystère. Nei vent'anni in cui ho letto le avventure dell'Agente Alfa, lui era entrato in contatto con il Detective dell'Impossibile, che si era trovato a vivere nel futuro. Erano diventati amici. Come è possibile che leggendone il nome sui giornali, visitando i luoghi in cui è vissuto, a Nathan, non sia venuto in mente il tempo che avevano trascorso insieme? Ho trovato questo omissis decisamente disturbante. Poi, oh, nei quattro anni in cui sono stato assente dalla testata è successo qualcosa che ha resettato tutto, una specie di patto con Mefisto che dopo l'Uomo Ragno ha deciso di incasinare anche l'Universo Alpha.
A questo si unisca anche la profonda profusione di vocaboli tecnici, da puntata di Star Trek: Voyager in crisi di idee, e ne viene fuori una storia dalla quale il lettore ne esce frastornato. Chiudendo l'albo non può fare a meno di pensare: vabbè.

In ogni caso. Non mi pento nè di aver abbandonato la testata, nè di aver acquistato questo numero. Certo, ammetto la mia delusione per la poca originalità della trama, tendenzialmente paragura, anche se speravo, visti i nomi in campo per questo albo, di essere maggiormente coinvolto.

Giusto per festeggiare.

Ah, c'è anche una variant cover in vendita sul sito Bonelli. Ecco: anche no.

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