venerdì 4 dicembre 2015

Golem

Titolo: Golem

Autore completo: LRNZ

Editore: BAO Publishing
Genere: Chi ha paura del nanolupo cattivo? 
Pagine: 280 
ISBN: 978-88-6543- 257-0 
Formato e rilegatura: Brossurato, 18,2 x 25,7 
Data di pubblicazione: 12/12/14 


E' un fumetto di satira sociale sull'estrema evoluzione del capitalismo? Un esperimento di narrazione a fumetti? Una distopica parabola politica? Come si inquadra veramente il primo romanzo grafico che Lorenzo Ceccotti ha partorito dopo venti anni di lungo lavoro?

La storia. Ambientata nell'Italia del 2030. La società sembra essere finalmente entrata in un'epoca d'oro. Tutti si possono permettere tutti i beni che desiderano, non sembra esserci povertà: il benessere per tutti. Il Bel Paese è entrato a far parte dell'Eurasia e l'Euro è stato sostituto dallo Pseudo, la nuova moneta che tiene in piedi tutte le economie.
Quattro corporazioni internazionali, però, sono le proprietarie del mondo intero. I governi sono fantocci nelle loro mani e si reggono su una bugia, un segreto nascosto, di cui intimo custode è il Presidente della Repubblica Italiana. 
Sarà un semi adolescente, il cui destino è stato segnato molto tempo prima a sua insaputa, di un amore giovanile e di un gruppo di geek eversivi tentare di aprire gli occhi a tutti coloro che non riescono a vedere oltre l'ultimo modello di cellulare o di automobile.

Quello che salta subito all'occhio è come l'autore abbia voluto sottolineare le dimensioni narrative con evidenti cambi di stile grafico. L'avventura dei ragazzi, Steno e Rosabella, è disegnata in tipico stile manga, vi si affiancano lo stile pittorico e impressionistico utilizzato da LRNZ  per mostrarci le visioni di Steno, e le parti dove la grafica vettoriale è naturalmente esibita per illustrare ciò che gli Shorai vedono nei loro visori durante le missioni che li vedono protagonisti. Già da qui il designer insito nella natura del Cecconi unisce la funzionalità con l'espressività.
Da interviste rilasciate in giro per la rete e dalla post fazione presente nel volume, LRNZ ha disseminato di indizi esoterici tutto il volume. Si citano le ricorrenze negli sfondi, le forme di loghi, i graffiti sui visori che aprono il terzo occhio ai membri de Shorai. Si passa per i nomi, Oudeis Presidente della Repubblica Italiana sembra trarre origine dal “nessuno” del greco antico usato da Ulisse per sfuggire a Polifemo ed, infatti, si rivela essere un niente in mano alle multinazionali. Lamaco ricorda il generale ateniese del V secolo A.C. ed Oxyopes  è proprio il nome scientifico di un aracnide, questi son solo due dei nome dei membri del gruppo eversivo Shorai. Gli stessi Shorai che per i loro gruppo scelgono un nome nella quale è contenuta la radice Sho che significa pino in giapponese, trovandosi così legati a doppio filo con Steno e con suo padre Ago Critone Altri esempi li possiamo ricavare citando Wired, da una interessante ed approfondita intervista:

"I colori. Partiamo per esempio dai due protagonisti: Steno e Rosabella. Uno è il figlio di un famoso scienziato, morto in circostanze misteriose, l’altra è la figlia del Primo ministro Cleo Filagone.
“Steno e Rosabella sono chiaramente due protagonisti complementari opposti. Quindi anche tutto il loro carico simbolico è tale. A partire dal basilare maschio/femmina, si arriva al loro modo di essere, di comportarsi, fino anche ai loro colori. Ecco qui le cose si fanno interessanti: creare una color palette partendo dagli strumenti di analisi degli opposti mi avrebbe portato a un risultato chiaro forse solo agli esperti della teoria del colore, mentre ho preferito attingere alle caratteristiche di due opposti che in natura siamo tutti abituatissimi a riconoscere, l’alba e il tramonto.
“E questo porta ad un sistema molto più profondo anche di utilizzo dei colori stessi: ecco che il nero del vestito di Steno è il nero delle ombre con cui all’alba il Sole annuncia la forma delle cose a venire, al contrario del nero della notte. È un nero che anticipa il futuro, come Steno che da bambino è solo l’ombra dell’uomo che diventerà da lì a poco (nel finale è a torso nudo anche per questo)”.
Questo è solo il primo, ma forse più folgorante esempio di ciò che LRNZ definisce “un sistema di connessione fra piani diversi”, ovvero un meccanismo “in cui tutte le cose piccole si aiutano per venire fuori nella maniera più esplicita possibile con un segnale forte, in cui magari non tutto può essere colto”.

I nomi. (approfondendo quanto detto nel paragrafo precedente ndF) Passiamo adesso a un altro potente vincolo di suggestioni: i nomi. Si accennava prima agli Shorai, personaggi che viaggiano tra il ninja, il terrorista e il ribelle.
“Ogni Shorai ha un nome che rimanda esattamente alla sua funzione nel libro, al suo carattere. Il personaggio di Mesotes, per esempio: ‘la parte che è nel mezzo‘ in greco antico, è l’hub di comunicazione di tutti gli Shorai. E il suo aspetto è tecnicamente quello di un hub/router/switch, ed è chiaramente una persona disponibile a seguire i problemi di tutti, tiene in equilibrio gli istinti di tutti i suoi compagni durante le missioni. È il mediatore, la bilancia, è il simbolo di una tecnologia che unisce, non divide”.

La tecnologia foresight A ogni missione gli Shorai indossano maschere con simboli che coprono i loro occhi, ma che gli permettono di intuire il futuro grazie a una tecnica che sfiora la divinazione, e che ricorda i visori come Oculus Rift.
“I foresight aprono un terzo occhio della mente e coprono gli altri due. In un mondo in cui tutto è rivestito di menzogne, la verità si può raggiungere solo con una visione assistita dalla conoscenza. Un paradosso in cui a conti fatti mi sono ritrovato a credere, sebbene fossi un fautore totale di un futuro fortemente augmented. Ma l’aumentato non toccherà mai l’inconscio come il reale. È per questo che in Golem è il reale a essere mistificato, direttamente”.
Un punto interessante della questione è che esiste uno Shorai senza Foresight, ma lasciamo a voi il piacere di scoprire perché.

Il denaro. In Golem, inoltre, anche i nomi delle cose possono celare significati nascosti. Questo vale per esempio per le multinazionali che tengono in pugno il mondo così come per la sua moneta: lo pseudo.
“Lo pseudo è il nome della moneta euroasiatica. Il denaro è una forma di rappresentazione astratta della ricchezza. Una ricchezza che non ha ormai neanche più un riferimento reale in oro o beni concreti. Il denaro regola la nostra libertà. Se il denaro è una menzogna, cosa è la nostra libertà? Lo pseudo ha questo nome alla luce di queste considerazioni”.

Il governo. E infine, ecco quella che forse è la metafora più grande di Golem, una metafora così grande, ma per certi versi così occultata, che il modo migliore per nasconderla è senza dubbio metterla in bella vista.
“Lo Stato non è forse l’incarnazione più perfetta del concetto stesso di Golem? Una massa informe resa intelligente da un sapiente, con la magia, che fa le veci di quest’ultimo, che prende il suo posto. È lo schiavo perfetto. Lo Stato ci cura, ci protegge, ci allontana dalla reale durezza della vita. Ma cosa succede se lo stato prende l’iniziativa e diventa una creatura senziente? “



La lettura di questo romanzo si rivela, quindi, sfaccettata. Si parte da una prima lettura superficiale, ricca di semplici rimandi e visivamente incisiva, e si può arrivare ad uno studio approfondito, quasi semiologico, tale da renderlo un manuale di esoterismo e filosofia estremamente moderno.

Molto più immediate sono certe referenzialità grafiche che richiamano il mondo del manga giapponese degli anni '90 del secolo scorso. E' impossibile non scorgere tra le pagine influenze, più o meno conscie nell'autore, da Ghost in The Shell di Masamune Shirow o, molto più esplicite nel finale, da Akira di Katsuhiro Otomo. Qualcuno ci ha visto anche parallelismi con Evangelion di Hideaki Anno: "Lì troviamo l’Albero delle Sephirot, qui l’esoterismo alchemico. Lì l’A.T. Field degli angeli, qui l’Active Denial System di X. Evangelion è una saga in cui l’universo creato non lascia nulla al caso, e in cui si fondono mitologia e cabala, religione e scienza, disseminando di input nascosti le pieghe delle pagine e della trama. Proprio come Golem." Personalmente trovo questo paragone eccessivamente forzato, ma può essere che mi sbagli. Quello su cui concordo è il parallelismo che si viene a creare tra alcune inquadrature utilizzate in questo, ricco, volume, di 270 pagine, con quelle utilizzate in diverse sue opere da Moebius.

LRNZ va anche oltre al volume cartaceo. Offre ai suoi lettori muniti di smartphone con NFC incorporato la possibilità di ampliare ed approfondire il fumetto che hanno per le mani. Grazie alla moderna tecnologia del Desmo Scanner (la app gratuita collegata, appunto, al libro da un chip NFC inserito nella copertina), ed a Bao che l'ha coraggiosamente implementata nell'opera, i fruitori possono godere di contenuti extra sull'internet. Contenuti che con la loro assenza non pregiudicano, comunque, per gli altri, la godibilità dell'opera.
Anche per i fortunati possessori di iPhone, telefono non dotato di NFC, è possibile usufruire dei contenuti multimediali. Per sopperire alla mancanza è possibile scaricare l'application di Golem, Desmo Scanner. Basterà inquadrare le vignette del fumetto e, se qualche contenuto sarà disponibile, apparirà il link da attivare.



Tornando per un attimo alla storia, prima di chiudere questo lungo post, non posso non notare come il tutto si inneschi dal più classico dei meccanismi narrativi (sopratutto del mercato nipponico): un ragazzo incontra una ragazza. Da qui tutto comincia. La conoscenza scolastica tra Rosabella e Steno si sviluppa fino ad diventare il motore della vicenda ed a portarlo su una strada conosciuta. Quello che differenzia Golem da tanti altri prodotti editoriali è l'abilità di LRNZ di organizzare una narrativa circolare intorno a questo evento. In sole 270 pagine, a dire la verità un po' strette per lasciar fluire tutto quello che l'autore potrebbe raccontarci, riescono ad essere gestiti una ventina di personaggi senza sacrificarne nessuno: e questa è una grand abilità. Le pagine scorrono fluide e veloci, con un ritmo da serie d'animazione giapponese di livello lasciandoci dentro la voglia di riprendere la lettura dall'inizio non appena terminato il volume.

Golem si rivela essere un'allegoria della nostra società. Un'osservazione iniziata venti anni fa e che ha portato il suo autore a trasformare e maturare la sua storia insieme a lui. Sotto certi aspetti lo si può anche considerare un racconto d'amore. Amore verso il prossimo sconosciuto, per il quale si può giungere a sacrificare ciò che sia ha di più prezioso pur di garantirgli un futuro libero da gioghi, ed amore verso la propria famiglia.

Golem è tanto di più di quanto ognuno di noi possa vedere. Golem è una lettura da affrontare in tanti e di cui parlare tra amici per approfondire i diversi punti di vista.

Golem sarà un film per Hollywood. Non si sa quando. Non si sa per chi. Non si sa con chi. Si sa che LRNZ è stato/è là per curarne la riduzione su grande schermo. Mai come in questo caso è giusto utilizzare il termine "ridurre".

In bocca al lupo.

Nessun commento:

Posta un commento