martedì 7 settembre 2010

Tokyo Magnitude 8.0

Mirai e Yuuki sono due fratelli. Lei va in settima, lui all'asilo. La più grande è disincantata, contrappone la sua rudezza di ragazzina all'eccessiva assenza per lavoro dei genitori. Manica del telefonino e delle rane. Lui bimbo solare ed allegro, affezionato alla mamma ed al papà nonostante tutto cerca di tenere il più unita possibile la famiglia.
L'occasione per fare una gita tutti insieme, visto che sono iniziate le vacanze estive, è quella di andare ad Odaiba per vedere una mostra di robot, dei quali il piccolo Yuuki è un appassionato. Con le solite scuse lavorative i genitori affidano Yuuki a Mirai e li invitano ad andare da soli alla manifestazione.
La mostra è interessante, Yuuki ne e entusiasta. Un po' più annoiata sembra essere Mirai. Alla fine del giro Yuuki va in bagno e lei esce dal palazzo ad aspettarlo. Scrivendo sul telefonino sfoga la sua frustrazione concludendo il messaggio con la speranza che il mondo venga distrutto. In quel preciso momento un scossa di terremoto di magnitudo 8 si abbatte su Tokyo.
Yuuki ancora dentro il centro commerciale viene sorpreso dalla distruzione, Mirai e Mari, un'altruista fattorina motociclista, tornano all'interno per cercarlo.
Inizia così l'avventura dei tre per tornare a casa. Mari a Sangenjaya, dove sua figlia di quattro anni è sola a casa con la nonna, e Mirai e Yuuki a Setagaya, dove sperano di ritrovare i genitori.

Gli undici episodi di questo anime pongono la popolazione giapponese a confronto con la più temuta ed attesa minaccia con la quale vivono costantemente. Tokyo, megalopoli da 20 milioni di abitanti, è costruita su una faglia altamente sismica. Gli edifici che vengono costruiti sono studiati, la maggior parte, per resistere almeno a scosse di terremoto di magnitudo 6. Gli autori dell'anime dichiarano di aver studiato e simulato quello che potrebbe succedere alla capitale del Giappone se venisse scossa da una terremoto di magnitudo 8.
A ben veder dal risultato finale, circa 200.000 morti, migliaia di feriti, e dal livello di distruzione mostrato la città non ne risentirebbe più di tanto.
Il lato umano, invece, risulterebbe un po' alterato. Il self control dei giapponesi, sopratutto nei primi momenti, andrebbe a farsi benedire subentrando solo a due tre giorni di distanza.
Viene mostrata un macchina degli aiuti invidiabile. Ospedali da campo appaiono in breve ovunque e razioni di cibo vengono distribuite nelle aree più ampie, parchi, scuole, ospedali, agli sfollati. Scopriamo che le scuole stesse sono i palazzi meglio costruiti e manutenuti che fungono da centri di raccolta per gli sfollati, i feriti e come obitori. Le piccole case private vengono evidenziate come le più soggette a distruzione e morte, come lasciano intendere gli incendi a Sangenjaya.
Il punto di vista narrativo è la camminata on the road di Mirai, Yuuki, Mari. Questa famiglia improvvisata si darà man forte di fronte alle difficoltà lasciando da parte gli interessi personali e collaborando per raggiungere i loro scopi.

Tecnicamente ben realizzato, scientificamente provabile ed umanamente sensibile l'anime è godibile. Trasmette le emozioni giuste al momento giusto, anche se l'attesa di qualcosa di più catastrofico, che non si avvera, è dietro l'angolo. Trasmette bene la sofferenza e l'impotenza dell'essere umano a confronto con l'incontrollabile forza della natura che lo piega, fino a quasi spezzarlo.
Colonna sonora adeguata, sigle contrastanti tra loro ben si collocano nello spazio narrativo.

In giapponese sottotitolato in italiano, rintracciabile su Youtube.com.

Intenso, triste, coinvolgente da vedere. Per riflettere

Titolo originale Tōkyō Magunichūdo 8.0
Autore Natsuko Takahashi
Regia Masaki Tachibana
Character design Atsuko Nozaki
Studio Bones
Kinema Citrus

Musiche Kō ōtani
Rete Fuji TV
1a TV 9 luglio - 19 settembre 2009
Episodi 11

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