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lunedì 26 marzo 2012

Priscilla - La regina del deserto - Il musical

Priscilla è un vecchio autobus (che diventerà rosa nel corso del viaggio) scassato sul quale viaggiano tre Drag Queens per raggiungere Alice Springs (nel centro del nulla australiano) da Sydney. Ma perché di questo viaggio? La scusa ufficiale è che Tick (in arte Mitzi) ha trovato per se e le altre due sue amiche Bernadette (in origine Ralph) e Felicia (nata Adam) un ingaggio al Casinò di Alice Springs per esibirsi. La vera ragione è che Tick, una volta etero, ha avuto un figlio, Benji, da Marion, la sua ex moglie, che ora gestisce il casinò ed ha deciso di vederlo per la prima volta, adesso che ha sei anni.
Tre persone dai caratteri diversi si imbarcano in questo viaggio, ognuna per motivazioni diverse. Tick per vedere il figlio, Bernadette, la più carismatica del gruppo, per riprendere in mano una vita di successi lasciata andare, e Felicia, la più estrosa, per cantare un brano di Madonna sulla cima di Ayers Rock vestita di lustrini e paillettes.
Un viaggio on the road che parla di amicizia, famiglia, sentimenti, tolleranza e vita.

Nel 1994 Stephan Elliot portava sul grande schermo le avventure di tre Drag Queens disperse nel deserto australiano trovando supporto in attori, all'epoca poco noti, come Hugo Weaving (Matrix, Il Signore degli anelli, V per Vendetta) e Guy Pearce (Memento), ma, sopratutto, Terence Stamp (simbolo della mascolinità degli anni '70 e '80). Il mix messo da loro in opera, supportato da un'ottima sceneggiatura ed una grande colonna sonora, ha dato vita ad un fenomeno esploso in quell'anno ed in continua espansione ancora oggi.
Tanto fragorosa è stata l'esplosione che oggi dal film è stato tratto un musical di Broadway. 25 canzoni, tra appartenenti originalmente al film e nuovi innesti, 500 sgargianti costumi, incorniciano le prestazioni di un cast spettacolare sul palco del Teatro Ciak di Milano, presso la Fabbrica del Vapore. Lo spettacolo sta facendo il giro del mondo, Londra, New York, Milano, Sidney, tutto con lo stesso formato. Gli spettatori di tutto il mondo possono ammirare le scenografie, le coreografie, di Ross Coleman e Andrew Hallsworth, ed i costumi e rimanerne estasiati. La messa in scena e l'adattamento teatrale di un film cult ha trasceso qualsiasi immaginazione e catapulta lo spettatore nel mezzo dei sentimenti che attraversano il palco. Il plus di cui è dotato lo spettacolo milanese è che, oltre ad essere recitato in italiano, tutti i brani sono cantati in lingua originale e le musiche eseguite dal vivo, dalla band in sottovuoto. Gli attori, le cantanti, i coristi tutti sono eccezionali, ma le parole non bastano per farvi capire quanto. Coinvolgenti, espressivi, emozionanti per tutti i 130 minuti dello show. 130 minuti che passano in un attimo, proprio come vuole la teoria del tempo relativo. Colori, voci, balletti, luci, musica si rivelano azzeccati e sorprendenti.
Sinceramente spendere parole sul singolo attore non è neanche giusto. Se i tre protagonisti Antonello Angiolillo, Simone Leonardi, Mirko Ranù sono quelli che mettono la faccia per più tempo sul palco tutti gli altri membri del cast sono alla loro altezza. Le tre Divas, Valentina Ferrari, Loredana Fadda ed Elena Nieri, coloro che permettono di realizzare "l'effetto playback" presente nel film, hanno voci angeliche ed espressività grandiose. I coprotagonisti sono bravi ed ironici. Tutti gli ingranaggi funzionano a meraviglia. Ma come non citare il protagonista assoluto? Priscilla, il bus, è una sorpresa scena dopo scena, da grigio verrà dipinto di rosa, fino a diventare vero proprio traino narrativo della vicenda. Grazie alle trovate tecnologiche che sono state applicate a questo personaggio la storia scorre in modo impeccabile, per capire di quello che parlo lo dovete vedere.
La regia di Dean Bryant chiude il cerchio. Mai pesante, mai rallentata, offre brio e freschezza per tutto lo spettacolo e lo spettatore ringrazia.

Sia come sia Priscilla non è solo uno spettacolo divertente e colorato. E' un modo per veicolare un messaggio. Anzi più di uno. Un papà diverso dalla norma, divorziato, è comunque sempre un padre che vuole bene a suo figlio. Gli intolleranti, che sono ovunque nel mondo, possono ferire le persone contro cui si scagliano, ma non potranno mai abbatterle. Sarà la società a cambiare per accogliere le Drag Queens, i diversi dalla massa, ed espellere, come pus virulento, i razzisti e gli intolleranti. E' bello vedere che in una città come Milano, a botte di 1000/1500 persone a spettacolo riusciamo a recepire il messaggio e proviamo a diffonderlo sensibilizzando gli altri. L'opera di Priscilla è come la goccia d'acqua sulla roccia. Poco alla volta scava nelle coscienze e le risveglia.

Non avete visto il film? Andate a teatro e vedetevi lo show.
Avete visto il film? Non siete ancora andati a teatro a vedervi lo show? Avete tempo fino al 30 di Aprile 2012.

Priscilla - La regina del deserto il musical

Teatro Ciak - Priscilla Palace - Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4, Milano

regia di Dean Bryant

Interpreti e personaggi

Antonello Angiolillo TICK
Simone Leonardi BERNADETTE
Mirko Ranù ADAM
Maurizio Arena BOB
Elena Nieri DIVAS
Loredana Fadda DIVAS
Valentina Ferrari DIVAS
Alice Mistroni MARION
Giada D'Auria CYNTHIA
Elisa Musso SHIRLEY
Andrea Verzicco MISS UNDERSTANDING
Cesar Josè Piombo JIMMY - ENSEMBLE
Gianluca Sticotti FARRAH/YOUNG BERNADETTE - ENSEMBLE
Gianluca Briganti FRANK - ENSEMBLE
Nicola Ciulla ENSEMBLE
Aldo Esposito ENSEMBLE
Luciano Guerra ALTERNANTE ADAM e ENSEMBLE
Massimiliano Barbato ENSEMBLE
Andrea Rossi ENSEMBLE
Samuele Cavallo ENSEMBLE
Thomas Signorelli DANCE CAPTAIN - SWING
Dania Mansi COVER/SWING
Elisa Colummi COVER/SWING
Roberto Archetti SWING
Cristian Maiolino SWING
Riccardo Lardinelli BENJI
Alessandro Bendinelli BENJI
Kevin Palmieri BENJI
Eric Sarzano BENJI

venerdì 10 febbraio 2012

Operazione Valchiria

Tunisia, 1943, il colonnello Conte Claus von Stauffenberg, ufficiale della 10. Panzer-Division. Disilluso dal regime nazista non nasconde la sua crescente avversione per il Fuhrer e per le sorti della guerra. Un attacco degli inglesi sorprende il suo battaglione, quasi pronto per la ritirata, e lui stesso rimane gravemente ferito perdendo un occhio, la mano destra e due dita della sinistra.
13 marzo dello stesso anno. Il generale Henning von Tresckow tenta di uccidere il Führer con una bomba chimica nascosta in una bottiglia di superalcolico. L'attentato fallisce ed uno dei congiurati viene arrestato. Diventa così necessario trovare qualcun altro per tentare di portare a termine il piano. Il nuovo accolito viene identificato proprio in von Stauffenberg, che darà nuova energia e nuove idee ai politici ed i militari impegnati nel complotto.
La base del piano di von Stauffenberg è quella di modificare il piano di difesa ideato per proteggere Hitler, l'operazione Valchiria, in modo che si permetta loro di prendere il potere dopo averlo assassinato.
Un primo tentativo, nella Tana del Lupo, il 13 luglio del 1944, non va. L'assenza di Himmler viene ritenuta troppo rischiosa, nel caso riuscisse di assassinare Hitler potrebbe prendere il potere e vanificare il loro piano. quindi i politicanti ed i militari timorosi ordinano di sospendere il piano.
Il 20 luglio 1944, è il giorno dell'attentato, Stauffenberg, insieme al tenente von Haeften, si reca ancora alla Tana del Lupo. Gli imprevisti si moltiplicano, ma quello più che scombina i piani è che la riunione, dato il caldo, non si terrà più nel bunker in cemento armato, ideale per contenere e moltiplicare la potenza dell'espolsione, ma negli alloggi.
von Stauffenberg piazza la bomba e si allontana, vede l'esplosione e torna a Berlino dove scopre che al piano da lui organizzato non è stato ancora dato il via. La codardia del generale Friedrich Olbricht farà si che l'operazione Valchiria scatti solo con tre ore di ritardo. Il colpo di Stato è in atto.

Non è una delle migliori prove di regia di Bryan Singer, decisamente monotona, poco dinamica, molto incentrata sugli atteggiamenti dei personaggi, come giusto che sia, che sull'azione.
Tom Cruise è bravo, ma se sperava di ottenere la nomination all'Oscar per questa interpretazione si sbagliava di grosso. Superiore a questa è stata sicuramente la prova che ha dato in L'ultimo samurai. La sua personalità permea il film, come probabilmente quella di von Stauffenberg sovrastava quella dei politici ed i generali dell'epoca, ed è l'unica ragione di dinamicità della pellicola.
Il cast è di alto livello e tutti i protagonisti recitano con professionalità. Il vigliacco Friedrich Olbricht, colui che manderà in fumo il piano, è ben reso dal professionale Bill Nighy, ti fa veramente venire il nervoso. Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp sono solo i nomi famosi di un cast di alto livello composto, anche, da coprotagonisti altrettanto bravi.
La scenografia è curata in molti dettagli, gli interni sono spettacolari, ma durante le scene in città mi è parso strano che dopo tutti i bombardamenti (che nella realtà ha subito) Berlino fosse così pulita ed ordinata.
Una menzione per gli effetti speciali che hanno reso in modo impeccabile gli handicap di von Stauffenberg e che hanno permesso a Cruise di muoversi con libertà durante le riprese.

Non so fino a che punto essere d'accordo con la realizzazione e la spettacolarizzazione degli eventi legati alla seconda guerra mondiale, sopratutto quelli che rendono simpatici i tedeschi. Il fatto che la stessa German Federal Film Fund abbia finanziato con quasi 90 milioni di dollari la realizzazione del film mi lascia pensare che dietro a tutto ci possa essere un'operazione simpatia, atta a dimostrare come diversi tedeschi fossero contro le azioni di Hitler. Il problema che la maggior parte di loro erano a favore dell'espansione dei loro domini con la guerra e lo sterminio degli innocenti. Non è che in Italia in quegli anni fossimo messi meglio, oltre tutto la nostra incapacità si è dimostrata prendendo mazzate ovunque andassimo e venendo sfruttati dagli alleati più capaci.
Non lo so, il tentativo di von Stauffenberg fu sicuramente storicamente importante, ma quello che emerge di più dal tutto è che per la vigliaccheria di uno, Friedrich Olbricht, milioni di persone hanno continuato a morire ancora per più di un anno (la guerra finirà solo il 2 settembre del 1945) e che il grosso delle file dei politici e dell'esercito era, permanentemente, fedele al giuramento nazista elaborato dal generale Von Blomberg.

Al di la delle considerazioni storico politiche. Parlando puramente del film: un'opera di Singer sottotono che vale la pena essere vista solo per scoprire aspetti della seconda guerra mondiale sconosciuti ai più. Tanti ormai non si interessano e non leggono, alle volte un film è un veicolo più rapido ed immediato per far passare messaggi. Se poi uno è interessato li può approfondire da solo con i materiali recuperabili in rete, libreria, biblioteca.
Se lo vedete non vi fate del male, ma non aspettatevi un capolavoro.

Titolo originale Valkyrie
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania
Anno 2008
Durata 116 min
Genere storico

Regia Bryan Singer
Sceneggiatura Christopher McQuarrie, Nathan Alexander
Produttore Bryan Singer, Christopher McQuarrie, Gilbert Adler
Produttore esecutivo Chris Lee, Ken Kamins, Daniel M. Snyder, Dwight C. Schar, Mark Shapiro
Casa di produzione United Artists, Bad Hat Harry Productions, Achte Babelsberg Film
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Newton Thomas Sigel
Montaggio John Ottman
Effetti speciali Lucas Arnold
Musiche John Ottman
Scenografia Lilly Kilvert, Patrick Lumb
Costumi Joanna Johnston
Trucco Jacqueline Bhavnani

Interpreti e personaggi
Tom Cruise: colonnello Claus von Stauffenberg
Kenneth Branagh: generale Henning von Tresckow
Bill Nighy: generale Friedrich Olbricht
Tom Wilkinson: generale Friedrich Fromm
Carice van Houten: Nina von Stauffenberg
Thomas Kretschmann: maggiore Otto Ernst Remer
Terence Stamp: generale Ludwig Beck
Eddie Izzard: generale Erich Fellgiebel
Kevin McNally: Carl Friedrich Goerdeler
Christian Berkel: colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim
David Bamber: Adolf Hitler
Tom Hollander: colonnello Heinz Brandt
David Schofield: generale Erwin von Witzleben
Jamie Parker: tenente Werner von Haeften
Waldemar Kobus: capo della polizia Wolf-Heinrich von Helldorf
Matthias Freihof: reichsführer Heinrich Himmler
Harvey Friedman: ministro Joseph Goebbels
Manfred-Anton Algrang: architetto Albert Speer
Kenneth Cranham: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Andrew Schwerdt: attendente di Keitel
Halina Reijn: Margarethe von Oven
Danny Webb: capitano Haans
Christian Oliver: sergente Adam
Tim Williams: dottore

Doppiatori italiani
Roberto Chevalier: colonnello Claus von Stauffenberg
Roberto Pedicini: generale Henning von Tresckow
Gianni Giuliano: generale Friedrich Olbricht
Franco Zucca: generale Friedrich Fromm
Francesca Fiorentini: Nina von Stauffenberg
Stefano Benassi: Otto Ernst Remer
Toni Garrani: generale Ludwig Beck
Christian Iansante: generale Erich Fellgiebel
Carlo Valli: Carl F. Goerdeler
Sergio Di Stefano: Mertz von Quirnheim
Rodolfo Bianchi: Adolf Hitler
Riccardo Niseem Onorato: colonnello Heinz Brandt
Gerolamo Alchieri: generale Erwin von Witzleben

Premi
1 Nomination al Visual Effects Society Award: Migliori effetti speciali per un film

venerdì 18 novembre 2011

Agente Smart - Casino Totale

Un attentato alla centrale operativa sconvolge l'organigramma di CONTROL, un'agenzia ultrasegreta americana sotto il patrocinio della presidenza. Rimangono attivi e coperti dalle loro identità segrete solo un manipolo di agenti che devono tentare di sventare la minaccia di attacchi nucleari portata dall'organizzazione criminale KAOS. Della missione operativa faranno parte la bella Agente 99 ed il neo Agente 86, ex analista appena promosso ad operativo.

Raramente ho visto un film più noioso. Il tempo non passava più. Gag senza mordente che non strappano sorrisi, battute loffie e scadenti (tranne un paio dette dal Capo). Azione zero. Situazioni banali e straviste spacciate come citazioni da 007, The Avenger, Austin Powers, Johnny English (i va dalla festa di compleanno nella base segreta di KAOS in Russia, alla sequenza delle porte che si aprono prima del passaggio del protagonista all'accesso a CONTROL). Gli attori, tutti drammaticamente sotto tono, si distinguono per la loro inutilità. Dwayne Johnson, il The Rock del wrestling, The Great Khali, anche lui proveniente dalla WWE, stuzzicano la curiosità, ma si fan ben presto dimenticare. Neanche la presenza di Terence Stamp, forse in crisi occupazionale, risolleva il morale dello spettatore. Il protagonista è Steve Carell (40 anni vergine) esprime con orgoglio tutta la sua gamma di espressioni facciali: una! Sia quando guarda il sedere della sua coprotagonista che quando spara agli avversari ha la faccia di colui che si sta annoiando a fare quello che fa, ma che lo fa per ricevere una buona busta paga. L'unica nota positiva è la bella Anne Hathaway. Non che anche lei si sprechi troppo in quello che fa, ma per lo meno ci mostra una coscia ogni tanto: il miglior effetto speciale di tutta le pellicola.
La regia è didascalica, pesante e pedante. Peter Segal, che dopo questa pellicola non ha diretto più niente, non riesce a gestire il film e crea un Casino Totale. Certo avesse avuto una sceneggiatura seriamente competitiva su cui lavorare, forse, avrebbe potuto fare di più.
Di tutto il film si salva solo la colonna sonora. Solo perchè vi è inclusa la Nona di Beethoven, mica per altro.

Ma veramente un film fatto male che non auguro ad alcuno di vedere. Che boiata. Se poi pensiamo che la serie degli anni 60 del secolo scorso dalla quale è tratto il film è stata ideata da Mel Brooks e fu vincitrice di 7 Emmy in tre anni dal 1967 al 1969 (a fronte di 14 candidature) lo sconforto cresce ancora di più.

Titolo originale Get Smart
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2008
Durata 110 min
Genere commedia

Regia Peter Segal
Soggetto Mel Brooks, Buck Henry
Sceneggiatura Tom J. Astle, Matt Ember
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Dean Semler
Montaggio Richard Pearson
Musiche Trevor Rabin
Scenografia Wynn Thomas
Interpreti e personaggi
Steve Carell: Maxwell Smart / Agente 86
Anne Hathaway: Agente 99
Dwayne Johnson: Agente 23
Alan Arkin: Il Capo
Terence Stamp: Siegfried
Terry Crews: Agente 91
David Koechner: Larabee
James Caan: Presidente degli Stati Uniti
Bill Murray: Agente 13
Patrick Warburton: Hymie
Masi Oka: Bruce
The Great Khali: Dalip

Doppiatori italiani
Massimo de Ambrosis: Maxwell Smart / Agente 86
Rossella Acerbo: Agente 99
Roberto Pedicini: Agente 23
Manlio De Angelis: Il Capo
Dario Penne: Siegfried
Luciano De Ambrosis: Presidente degli Stati Uniti
Michele Gammino: Agente 13