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mercoledì 3 settembre 2014

Dylan Dog - Brucia, strega... brucia!

Dylan Dog N° 336 
Brucia, strega... brucia!

Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo 
Disegni Gabriele Ornigotti 
Copertina Angelo Stano 

Periodicità: Mensile 
Uscita: 29/08/2014 

Nel bene e nel male la campagna offre qualche diversivo in più di cui godere che non la città. Quando, però , si tratta di uomini annegati e divorati da coccodrilli nella loro camera da letto, serpenti velenosi che affollano un pub frequentato, manichini vampiri in un piccolo negozio d'abbigliamento femminile, forse è il caso di ingaggiare Dylan Dog per risolvere il problema.
Su Greenhaven un barbagianni vola alto nel cielo ed aria di stregoneria sferza costante. Ci sono ancora le streghe? Una di loro vive in questo piccolo paese alle porte di Londra?

Ultimo capitolo del vecchio Dylan Dog. Dal mese prossimo si cambia e si entra nel regno assoluto di Roberto Recchioni. Questa è la notizia. Anche perché parlare di questo numero tende a mettere un po' a disagio. La storia di De Nardo sembra scritta con l'accetta. Lo sceneggiatore, apparentemente, raccoglie ispirazioni da diversi episodi della vecchia serie in bianco e nero de Ai Confini della Realtà e li unisce per mezzo dell'espediente strega. Lo svolgimento della trama procede a strattoni ed eccessivi singhiozzi per essere godibili.
Si aggiungono i mediocri disegni di Ornigotti: poveri di dettagli, nervosi nel tratto, quasi sporchi di carboncino.
Vedremo quale sarà il corso dei prossimi dodici mesi dell'Indagatore dell'Incubo e da lì potremo sì valutare l'operato del curatore della serie.

lunedì 5 maggio 2014

Dylan Dog - Destinato alla terra

Dylan Dog N° 332
Destinato alla terra

Periodicità mensile
Uscita 29/04/2014

Soggetto e Sceneggiatura Giuseppe De Nardo
Disegni Luca Dell'Uomo

Copertina Angelo Stano

Legato, incatenato, segregato, denutrito, in preda ad allucinazioni. Questa è la situazione disperata in cui si trova Dylan Dog.
Morto, freddo, gelido, rigido sul tavolo dell'obitorio di Scotland Yard. Questa è la situazione di Dylan Dog.
Ma quale dei due è quello vero? Quale dei due ha ancora una debole speranza di vita?
L'Ispettore Bloch come reagirà alla triste notizia? Chi è la misteriosa agente Carter?
Sarà l'ultima storia di Dylan Dog?


Luca Dell'Uomo, per essere uno che aveva deciso di abbandonare la professione di disegnatore, è, ancora, molto prolifico. Suo il numero 326, suo, a sei mesi di distanza il 332. Sinceramente ero rimasto più impressionato dal suo ritorno che da questo nuovo albo. Ci regala una protagonista femminile ambigua e ben caratterizzata caratterialmente, grazia a De Nardo, con tratti simili a quelli di Scarlett Johansson (e finché non potremo vedere nuda lei ci accontenteremo dell'Agente Carter). Disegni tutto sommato godibili e comunque di alto livello.
La trama è un pochino inconsistente. Nel senso che il titolo, alla fine, non è correlato per nulla al contesto trattato nel racconto, che si rivela essere una mera storia di stregoneria ed intrigo di passioni adulterine. Ben delineato, come già detto, l'Agente Carter che si rivela essere una figura femminile un po' diversa rispetto allo standard ai quali ci abituati il contesto dell'Old Boy.
Copertina di Angelo Stano fuori tema rispetto alla storia contenuta, ma perfettamente in linea con il titolo dell'albo.

mercoledì 7 agosto 2013

Dylan Dog - L'occhio di Balor

Dylan Dog N°: 323
L'occhio di Balor

Periodicità: mensile
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni di: Giampiero Casertano
Copertina: Angelo Stano

Da quando una giovane ragazza irlandese si è trasferita per vivere a Londra strani omicidi accadono. Un mostro che sembra provenire dall'antica mitologia celtica uccide uomini che possono avere a che fare col passato di Honey. Come al solito, quando una bella ragazza sbarca in città, Dylan se ne innamora e cerca di corteggiarla, invano, in tutti i modi. Cercando di starle vicino finirà per indagare sull'incubo per conto dell'ispettore Bloch.

De Nardo, De Nardo, tu mi stupisci. Anche se questa è una di quelle storie che poteva vedere come protagonista uno qualunque dei personaggi Bonelli, tra Dylan, Martin e Brendon, bisogna dire che la presenza dell'Old Boy risulta più che giustificata. L'autore di sceneggiatura e soggetto va a prendere una mitica creatura irlandese e le da una vita ed una missione. Dylan è quasi un comprimario in una storia che lo coinvolge tanto da mettere in pericolo la bella Honey.
I disegni di Casertano sono sempre pieni e piacevoli. Anche se la protagonista non è la classica bellezza, nelle tavole che il disegnatore milanese classe 1961 realizza lei risulta ammaliante e misteriosa. Tutto risulta essere curato, dai sobborghi di Londra, al pub, all'Irlanda. Piacevole riempirsi gli occhi con questi disegni.
Come piacevole torna ad essere la copertina di Angelo Stano. Notturna, illuminata dalla luce della Luna, cattura l'attenzione e getta il lettore nelle atmosfere di Un lupo mannaro americano a Londra.

A pochi numeri dal passaggio alla gestione di Roberto Recchioni, una cartuccia ben sparata dal team Bonelli che cura Dylan Dog.

mercoledì 6 marzo 2013

Maxi Dylan Dog 18

Maxi Dylan Dog 18, semestrale 
Copertina: Angelo Stano  
 
Effetti speciali
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto
Disegni: Luigi Piccatto

Il mondo del cinema è interessante e divertente, ma se sei uno stuntman può anche essere pericoloso. Quando diversi acrobati trovano la morte nei Pinewood Studios di Londra i loro amici superstiti assumono Dylan Dog per svelare il mistero dietro le loro dipartite. Mentre ad uno ad uno i suoi clienti muoiono, l'Old Boy, tenterà di fare chiarezza tra addetti alla computer grafica, vecchi stuntman stanchi ed il mistero del motociclista fantasma.

Andrea Cavaletto si ispira pesantemente al mondo del comics americano, citando ripetutamente Ghost Rider, ma riesce a scrivere una storia che spiazza il lettore troppo abituato a tirare conclusioni logiche. Il colpo di scena finale che svela il mistero legato alla misteriosa morte degli stuntman è un richiamo alla vecchia tradizione dylandoghiana, molto piacevole.
Questo 18° Maxi è tutto disegnato da Luigi Piccatto. Ogni storia si avvale dei suoi pennelli, matite, chine. A me il suo stile non dispiace, sarà perché è uno dei disegnatori storici della serie, anche se non si può certamente definire costante e preciso. Riesce, comunque, in questa storia nell'inusuale rappresentazione di una doppietta di Dylan in due facciate.
 
Il processo
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Luigi Piccatto

Per una volta l'Indagatore dell'Incubo è assunto da un facoltoso avvocato. Il suo compito sarà quello di aiutare il professionista nello scagionare un uomo, il marito della sua assistente, dall'accusa di triplice omicidio. L'uomo, ricercatore genetico, è accusato di aver ucciso e decapitato tre suoi colleghi. Gli indizi portano tutti a lui, ma il quinto senso e mezzo del nostro pizzica forte ed accetta il caso per vederci chiaro. La verità, infatti, sarà molto più stupefacente di quanto Dylan possa mai sospettare.

Giuseppe De Nardo tocca un mondo nettamente meno etereo di quello di Cavaletto. La sua storia richiede una forte sospensione dell'incredulità, sia da parte dei protagonisti pronti ad accettare senza remore lo sviluppo della storia, che da parte del lettore. Una storia che sarebbe stata più a suo agio sulle pagine di Nathan Never, ma che con protagonista l'Indagatore dell'Incubo risulta essere ancora più interessante.
E' evidente che gli sceneggiatori hanno deciso di tirare matto Piccatto sottoponendogli soggetti i più diversi tra loro. Dopo una sceneggiatura con le radici nel piano etereo ecco prendere forma una soggetto che più materiale non può essere. Qui, però, vengono messi in evidenza i limiti del tratto del disegnatore astigiano. La richiesta di De Nardo di mettere in evidenza le mani dei protagonisti, purtroppo, mostra la caratteristica imprecisione del tratto di Piccatto nel chiudere le forme.

Le scarpe del morto
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Luigi Piccatto

Una ricca donna ultra centenaria si prepara per la sua dipartita. Chiama il suo avvocato e sistema le questioni riguardanti l'eredità e poi, stanca, si fa portare a letto dalla sua badante. Nella notte, effettivamente, ha luogo il decesso ed al funerale non va nessuno, se non l'avvocato e la badante stessa. Alla lettura del testamento la sorpresa: ai due nipoti vengono lasciati solo debiti mentre alla badante un paio di scarpe.
Da quel giorno la vita di tante donne cambia portandole alla morte. Ciò che è strano è che ogni cadavere femminile ritrovato risulta essere scalzo. Marito e figlia della prima vittima si rivolgono a Dylan Dog per far luce sui motivi della scomparsa della donna.

Giancarlo Marzano se la gioca a metà strada tre gli altri due autori del Maxi. Butta lì quella che sembra essere una storia di vita quotidiano con un elemento magico che non si capisce come possa esserlo fino a quando non fa la sua comparsa una vecchia amica di Dylan Dog. La storia è intrigante, curiosa e misteriosa fino al momento giusto. Quando si sbriglia corre ed appassiona ancora di più il lettore. Certo il finale in se, nel senso di colpo risolutore della storia, lascia un po' basiti, ma tant'è
Dopo avere sottoposto Piccatto alla tortura delle mani, nella storia precedente, eccolo alle prese con quella dei piedi. Un albo dedicato agli appassionati del  fumetto feticisti con il disegnatore che si impegna a copiare da riviste di moda piedi e scarpe.

Che dire. Le storie sono tutte e tre belle ed intriganti. Sopratutto varie. I disegni di Piccatto non stancano, ma in una run così lunga mettono in evidenza i difetti dello stile del sessantenne disegnatore.
Il balenottero della prima metà dell'anno è piacevole ed è una buona, lunga, lettura. L'unico appunto è sulla carta: risulta essere abbastanza gialla. Speriamo sia solo una fase Bonelli così e che tutto si sistemi presto.

mercoledì 2 maggio 2012

Dylan Dog - La Dea Madre

Dylan Dog n. 308, mensile
La Dea Madre

Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Marco Nizzoli
Copertina: Angelo Stano

La nuova fiamma di Dylan è la bella ed intelligente Myra. Una sera a casa sua ne conosce la figlia maggiorenne Hillary, appena fuggita dal collegio femminile esclusivo alla quale la madre l'ha iscritta. Per una serie di impegni, Myra, chiede a Dylan se la mattina dopo può riaccompagnare la figlia al collegio. A corto di lavoro, pieno di tempo libero, Dylan accetta. Purtroppo il collegio nasconde profondi e pericolosi segreti. Poco prima del suo arrivo una ragazza è stata trovata morta ed un'altra farà la sua stessa fine durante la sua presenza li, a questo proposto la direttrice chiede all'Old Boy di indagare, ma un attacco di anemia lo sorprende e sviene. Nel frattempo, Hillary è sempre più attratta da lui e lo aiuta in situazioni pericolose, ma quando l'Investigatore dell'incubo cede alla passione carnale per la ragazza le cose precipitano.

Se si esclude, abusato nei vari media in questo periodo, l'uso dei fantasmi soccorritori dell'eroe la storia non è male. Strizza l'occhio a classici del cinema di qualche decennio fa ed al passato stesso del Dylan Dog. Con decapitazioni e ragazze giovani mezze nude è come fare un salto nel passato. La storia è semplice e lineare, ma coinvolgente, in alcuni passaggi sembra di essere dentro in una storia di Martin Mystère. I disegni di Nizzoli, anche se tracciati con tratti decisi, sono piacevoli e ben realizzati. La copertina di Stano riprende in modo azzeccato i disegni di Nizzoli. Sia il totem della Dea Madre che la ragazza e l'arma che impugna provengono direttamente dalla storia.

Un albo ben confezionato, piacevole da leggere. Non uno dei tanti da acquistare solo per proseguire la collezione. A proposito dal mese di Aprile ho abbandonato la lettura di Nathan Never. E' stata dura, ma fatti gli scatoloni e liberato spazio in libreria la sofferenza si è ridotta di molto.

martedì 4 ottobre 2011

Dylan Dog - La piramide capovolta

Speciale Dylan Dog n. 25, annuale
La piramide capovolta

Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Angelo Stano

Un architetto appassionato di occultismo sta edificando sotto Londra una città alternativa atta a contenere i servizi e liberare spazio nella Londra a cielo aperto. Parcheggi, uffici, centri commerciali, cinema, tutto quello che si può spostare sotto terra lo sarà. Il sospetto di un archeologo ritenuto scomparso da tempo è che tale opera venga realizzata come una piramide capovolta, studiata per liberare le forze maligne imprigionate nelle altre dimensioni. L'Old Boy ha poche ore di tempo per verificare l'esattezza delle informazioni ed, eventualmente, guidare un manipolo di coraggiosi a fermare il folle ed il rito sanguinario che si prospetta all'orizzonte.

Storia che ricorda un po' il primo Dylan Dog incontra Martin Mystère con elevate punte di citazioni da fonti esterne. Una parata di personaggi secondari interessanti sfila sul palcoscenico dell'avventura di De Nardo, rendendola molto piacevole.
I disegni di Roi, per lui quest'anno super lavoro, non si discutono. Evocano le atmosfere claustrofobiche giuste e ben si adattano al classicismo della storia.
Unica nota negativa è il finale. Una storia in crescendo, avventurosa, ma che si conclude con una pagina pari anomala e dall'effetto spaesante.

Bella l'idea di usare così tanti comprimari, interessanti le situazioni, ma l'ultima pagina lascia l'amaro in bocca. Tutto sommato uno speciale di qualità.

venerdì 29 ottobre 2010

Dylan Dog - L'erede oscuro

Dylan Dog n. 290, mensile
L'erede oscuro

Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano

Per impedire che il Male trionfi, Dylan Dog e il professor Bill Porter dovranno ricorrere a tutta la loro astuzia per risolvere i tanti enigmi posti sulla strada che li conduce a ritrovare l’unica arma in grado di fermare il loro infernale avversario: un demone spietato che fa dell'inganno un'arte e che sembra aver teso loro un terribile tranello...(da www.sergiobonelli.it)

Bella, bella, bella. Dispiace che alla fine finisca, ma questa storia è proprio ben scritta e disegnata. Alcuni enigmi sarebbero anche semplici da risolvere se uno volesse fermarsi e rifletterci, ma è così bello lasciarsi trasportare dalla narrazione che non viene neanche l'idea di farlo. Lo scoprire le soluzioni insieme a Dylan e chi l'accompagna è così piacevole che si la storia va giù tutto d'un fiato.
Ottimi i disegni di Bigliardo e la sceneggiatura di De Nardo, così come la copertina di Stano è perfettamente evocativa.

Vale la pena collezionare Dylan Dog per godere di questi lampi di piacere. Aspettando il ritorno di Sclavi.

martedì 6 luglio 2010

Dylan Dog - Programma di rieducazione

Dylan Dog n. 286, mensile - Programma di rieducazione

Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Piero Dall'Agnol
Copertina: Angelo Stano

Uno spietato assassino, catturato da Dylan Dog quando era ancora un agente di polizia, è ora nuovamente a piede libero grazie a un fantascientifico programma in grado di entrare nel cervello dei criminali e cancellare il male che vi risiede. Un esperimento che sembra fallire quando l’omicida scompare e i delitti con la sua firma ricominciano a spargere sangue tra le strade di Londra. Una macabra scia di morte che solo l’Indagatore dell’Incubo pare in grado di fermare.

Si prenda un po’ di Arancia Meccanica, lo si frulli con Estreme Measure e si ottiene questa storia di Dylan Dog. Un’antipatica sospettata, un terzo incomodo, ed una fantascientifica sottotrama piazzano questo episodio in un limbo tra Dylan e Martin Misture. Non certo un capolavoro, ma abbastanza godibile da giustificare i 2.70€ spesi per acquistarla.