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giovedì 13 febbraio 2014

Robocop

2028. La Omnicorp è leader per la produzione di droidi destinati all'esportazione e dedicati alla gestione di situazioni di guerra al di fuori degli Stati Uniti. Stati Uniti che sono un mercato nel quale, per via del Dreyfuss Act, è vietato affidare la sicurezza alle macchine e che quindi è precluso alla corporazione. L'idea del suo Presidente, Raymond Sellars, a questo punto, è quella di creare un cyborg. Vagliati vari candidati, l'unico con un profilo psicologico affidabile risulta essere Alex Murphy, agente del Dipartimento di Polizia di Detroit. La sua condizione critica, a seguito di un attentato dinamitardo, il supporto della sua famiglia ed il carattere retto sembrano farne il candidato ideale per il progetto Robocop.
L'interazione uomo/macchina, curata dal Dott. Dennet Norton, sembra funzionare abbastanza bene, fino a quando Murphy non inizia ad indagare sul crimine commesso ai suoi danni.

Ero sinceramente preoccupato. Quando ho letto, più di un anno fa, della notizia del remake di un film culto degli anni '80 del secolo scorso come Robocop ero veramente preoccupato. Come avrebbero potuto rendere le stesse sensazioni che Paul Verhoeven ci aveva regalato in passato? Come sarebbe riuscito Josè Padilha a far innamorare una nuova generazione del burbero ed ironico poliziotto robot?
Devo dire che la visione del film mi ha lasciato sorpreso! E' un film eccezionale! Girato con garbo e rispetto per il predecessore, con una mano ferma ed una solida sceneggiatura che mette a proprio agio lo spettatore dall'inizio alla fine.

No! Non ci riesco... Non credetemi. Sto film è una ciofeca inimmaginabile! Veramente. 
Cioè, io credevo che lo sarebbe stato, brutto intendo. Non ho mai sperato che ne uscisse qualcosa di buono, ma, tante volte, capita che, anche se non ci credi a priori, poi il film ti piaccia. Ma questo è terribile!
Prendete il Robocop originale e toglietegli tutta l'ironia di cui era stato intriso. Toglieteli la violenza talmente eccessiva che faceva il giro da essere ridicola. Toglietegli le pubblicità dissacranti inserite da Verhoeven per alleggerire il film in vista della censura. Toglietegli il sacrificio cristiano, la crocifissione, dell'eroe presente nell'originale. Metteteci un robot che si prende dannatamente sul serio. Metteteci un addestratore cattivo tanto per esserlo, che qualcuno lo deve fare. Metteteci una trama scontata, vecchia, lenta. Metteteci una regia da videogioco dei primi anni duemila. Metteteci Robocop nero, pecrhè così fa più tattico. Avete Robocop 2014.

Davvero di questi 100 minuti di inutile cinematografia, mirata al rilancio di un brand "visto che i fumetti al cinema tirano", non rimane altro che le buone prove di qualche attore di calibro. E meno male che Michael Keaton, che sarà sempre Batman per me e che mi è mancato un fracco, c'è. E meno male che Gary Oldman, che sembra essere il vero protagonista del film, alla faccia del robottone antropomorfo, c'è. E meno male che Samuel Jackson, che recita praticamente da solo per tutto il film, credo ci abbia messo due giorni a girare le sue scene (è probabile che ci abbia messo di più ad arrivargli il bonifico), c'è. Nella lista dei purtroppo dobbiamo metterci Joel Kinnaman, nei panni di Murphy, che col suo enorme nasone impesta lo schermo per fin troppo tempo, e che risulta essere uno degli attori più dimenticabili della storia. A rendere mitico Peter Weller era stato il restare nascosto dietro il casco per quasi tutto il film, il valorizzare il personaggio, il sacrificarsi per lui. Qui vediamo l'ostentata ricerca dell'opposto: interpreto un eroe mascherato e quindi mi si deve vedere in faccia. Tragica scelta.
La trama soffre di convulsioni, di codardia e di stitichezza emotiva. Vi ricordate cosa doveva subire il protagonista nel film originale prima di diventare Robocop? In questo film la scelta perbenista, operata per non impedire ai ragazzini obesi dell'Ohio, già con le loro belle revolver nella cintura, di essere ammessi alla sala cinematografica, è di una paraculaggine inusitate. L'evitare il martirio dal quale l'eroe risorge è stata, a mio avviso, una scelta pessima.
Del regista, detto dagli amici "quattro salti in Padilha", preferisco non parlare se non per dire che mi ha veramente annoiato.
La colonna sonora si salva, grazie ad un paio di canzoni degli anni '60 del secolo scorso.
Gli effetti speciali si riducono a computer grafica qua e là, dei finti cellulari trasparenti che neanche nei film di quindi anni fa erano usati per fingere di ambientare una storia nel futuro, e le lucine a led nel casco e sulla moto di Robocop.

No. Dai. Sul serio. C'è gente che paga per andare al cinema. Non potete turlupinare loro 8/10 € in questo modo perverso. Magari c'è davvero chi crede di andare a vedere un buon prodotto.
Un film che non stupisce e che conferma l'impressione iniziale: boiata.

Titolo originaleRoboCop
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2014
Durata121 min
Colorecolore
AudioDolby DigitalSDDS
Generefantascienzaazione
RegiaJosé Padilha
SoggettoMichael Miner e Edward Neumeier (personaggi)
SceneggiaturaNick SchenkJames Vanderbilt,Joshua Zetumer
ProduttoreMarc AbrahamGary Barber,Roger BirnbaumBrad Fischer,Mike MedavoyArnold Messer,Eric NewmanDavid Thwaites
Produttore esecutivoBill Carraro
Casa di produzioneColumbia PicturesMetro-Goldwyn-Mayer, Revival 629, Strike Entertainment
Distribuzione(Italia)Sony Pictures
FotografiaLula Carvalho
MontaggioPeter McNultyDaniel Rezende
Effetti specialiDavid Reaume
MusichePedro Bromfman
ScenografiaMartin Whist
CostumiApril Ferry
TruccoAngela Maldone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

mercoledì 10 ottobre 2012

Cappuccetto Rosso Sangue

Valerie è figlia di un taglialegna. Ha una sorella poco più grande di lei con cui ha un ottimo rapporto ed una madre alla quale vuole bene che, però, l'ha promessa in sposa al figlio, Henry, del ricco fabbro del paese. Lei, invece, è innamorata di un bel tenebroso, sempre vestito di nero, taglialegna con il quale è cresciuta, Peter. Il villaggio dove vivono è minacciato, ad ogni Luna piena, da un gigantesco lupo, che viene tenuto a bada grazie ad offerte di cibo costanti. Una notte, rompendo gli schemi, il lupo assassina la sorella di Valerie, e questo scatena la rivolta nel villaggio. Gli uomini prendo le armi e si dirigono alla tana del lupo per ucciderlo. La missione si rivela un successo, anche se costa la vita al padre di Henry. Gli abitanti del villaggio credono di essere salvi quando arriva Padre Solomon a smentirli. Il lupo secondo, infatti, non è una creatura normale, ma un lupo mannaro e tornerà per vendicarsi della loro insurrezione. I paesani non gli credono e decidono di festeggiare. Puntualmente la creatura si presenta ed aggredisce gli abitanti del villaggio. Uccide il cacciatore che aveva ucciso il lupo e altri, ferendone molti ancora.
Solo Valerie sembra avere qualche potere sull'animale e per questo verrà tacciata di stregoneria e scelta come vittima sacrificale. I due innamorati cercheranno in tutti i modi di salvarla.

Dalla trama non sembra, ma qualche riferimento a Cappuccetto Rosso c'è davvero nel film. Oltre al cappuccio rosso che la nonna dona a Valerie riusciamo a trovare qualche battuta della fiaba classica qua e la.
Il film è una fiaba gialla e nera. Nera per l'alone di morte costante che sovrasta tutta la pellicola, dovuto alla minaccia del lupo mannaro. Gialla perché per tutto il film ti chiedi chi è che sia l'umano che si trasforma, uno su quattro di solito l'azzecca.
Il cast non è molto ricco, ma abbastanza convincente. La protagonista ha il volto di Amanda Seyfried e questo basta per dedicare un'ora e mezza alla visione della pellicola. Non vi è un vero e proprio co-protagonista, ma una serie di attori che si alternano accanto a lei. Il più significativo e carismatico è, come potrebbe non esserlo, Gary Oldman nel ruolo del folle e determinato Padre Solomon. I due ragazzi bellocci che vorrebbero entrare sotto la gonna di Valerie son abbastanza insipidi ed hanno i volti di Shiloh Fernandez e Max Irons. Ironico trovare ancoro in un film su uomini che si trasformano in lupi Billy Burke, ormai noto per il ruolo del padre sceriffo di Isabella "Bella" Swan nella saga di Twilight.
La regia è di Catherine Hardwicke (Twilight) ed è abbastanza fluida e coinvolgente. Senza sbalzi di esaltazione artistica svolge il suo dovere raccontando una fiaba piacevole anche se non eccezionale.

Le fiabe in chiave dark sono una nuova moda. Dopo Alice in Wonderland e prima di Biancaneve e il Cacciatore si colloca questo Cappuccetto Rosso e tutto sommato non delude aspettative, che non erano elevate. Un buon intrattenimento in una serata tra amici, giocando a Sherlock Holmes per individuare il colpevole. In tutto in attesa della Bella Addormentata nel Bosco (Maleficient) con Angelina Jolie e Elle Fanning).

Titolo originale Red Riding Hood 
Lingua originale Inglese 
Paese USA, Canada 
Anno 2011 
Durata 98 min 

Genere fiaba
 
Regia Catherine Hardwicke 
Sceneggiatura David Leslie Johnson 
Produttore Jennifer Davisson Killoran, Leonardo DiCaprio, Julie Yorn, Alex Mace (co-produttore) 
Produttore esecutivo Jim Rowe, Michael Ireland, Catherine Hardwicke 
Casa di produzione Appian Way, Warner Bros. 
Fotografia Mandy Walker 
Montaggio Nancy Richardson e Julia Wong 
Musiche Brian Reitzell e Alex Heffes 
Scenografia Tom Sanders 
Costumi Cindy Evans 
Trucco Monica Huppert (key make up artist), Bill Terezakis (make up effects) 

Interpreti e personaggi 
Amanda Seyfried: Valerie 
Gary Oldman: Padre Solomon 
Billy Burke: Cesaire 
Shiloh Fernandez: Peter 
Max Irons: Henry 
Virginia Madsen: Suzette 
Lukas Haas: Padre Auguste 
Julie Christie: Nonna 
 
Doppiatori italiani 
Letizia Ciampa: Valerie 
Massimo Venturiello: Padre Solomon 
Angelo Maggi: Cesaire 
Andrea Mete: Peter 
Gianfranco Miranda: Henry 
Roberta Pellini: Suzette 
Alessandro Quarta: Padre Auguste 
Ada Maria Serra Zanetti: Nonna 

giovedì 30 agosto 2012

Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

Otto anni. Tanti è passato da quando Batman si è assunto la responsabilità della morte di Harvey Dent ed è scomparso. Gotham si è ripresa e la criminalità è ai minimi storici. Grazie al Decreto Dent, mille prigionieri sono rinchiusi nella prigione cittadina di Blakcgate, senza possibilità di uscire.
La vita mondana, nel frattempo, ha perso il suo protagonista più celebre: Bruce Wayne. Ora l'eccentrico miliardario se ne sta rintanato in casa e non vede nessuno se non il suo fedele maggiordomo Alfred.
Il mondo fuori, però, continua a vivere. Il mercenario Bane ha rapito il Dr. Leonid Pavel, le imprese Wayne hanno finanziato degli studi sulle energie alternative indipendenti dai combustibili fossili ed una nuova ladra molto abile è presente in città.
Nelle ombre una congiura contro Wayne viene tramata.
Il pipistrello è pronto a tornare per fermare la nuova minaccia che sta per piombare su Gotham, ma non sarà facile. Sarà doloroso. Sarà epico.

Quattro anni. Tanti ne sono passati dall'ultimo Batman di Nolan, che era stato considerato da molti il miglior film di sempre.
Oggi il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939 torna sul grande schermo in un'avventura che conclude quella che verrà ricordata come la trilogia di Nola sul personaggio.
Musiche intense e di atmosfera perfettamente calzanti, come i momenti di silenzio presenti: anche loro sono parte della colonna sonora.
Una regia misurata, decisa, mai frenetica. La macchina da presa ed i suoi movimenti sono gestiti con tale cura da non creare mai caos sullo schermo, neanche nelle grandi scene di massa.
La computer grafica si integra alla perfezione nelle scene reali.
I mezzi a disposizione dei personaggi sono curiosi, adatti e stupefacenti. I loro costumi sono strani. Ci si mette un po' ad adattarsi alle tenute dei protagonisti. Quella che lascia un po' più sospesi è quella di Batman. Il collo stretto, il mantello morbido ed aderente. Strano, ma alla fine gradevole.
La trama è un capolavoro di certosina precisione. I collegamenti, i passaggi, i flashback, i riempitivi tutto collima ed è necessario per lo svolgimento della trama. Come complessità è, necessariamente, un gradino sotto all'ultima opera dei fratelli Nolan, Inception. Il tutto porta la spettatore ad essere concentrato su ogni momento del film. Un film nel quale la tensione parte, già dalle prime battute, da un livello alto e prosegue con picchi sempre più alti.
I personaggi trovano, nei 165 minuti della pellicola, ciascuno la sua dimensione. Ognuno ha il suo spazio, il suo tempo per mettere in mostra lati nuovi od approfondire quelli vecchi, per i vecchi personaggi, o per farsi conoscere ed amare, quelli nuovi.
Marion Cotillard è Miranda Tate. Una donna bellissima per un personaggio intrigante e stupefacente.
Tom Hardy è Bane. L'avversario del Cavaliere Oscuro, cattivo, cinico, spietato. Peccato che la maschera che indossi penalizzi molto l'interpretazione di Hardy. Come nella versione originale, anche qui, la caratterizzazione del personaggio è merito all'80% dalla voce. Quella italiana, perfetta, è di Filippo Timi. E' curioso notare la contrapposizione anche estetica tra Batman e Bane. Il villain è un personaggio mascherato con il volto scoperto ad eccezione della bocca, l'eroe, decostruito in questo episodio, è completamente mascherato ad eccezione della bocca.
Anne Hathaway è Selina Kyle. Proprio Selina, non tanto Catwoman. Anche se indossa il costume il personaggio sottolineato da Nolan è quello della ladra Selina Kyle. Oltreoceano non tanti ne sono rimasti colpiti. A me, invece, questa nuova gatta non è dispiaciuta per niente. Sensuale e felina ha dato spessore al suo personaggio.
Michael Caine è Alfred Pennyworth. Se nei film passati aveva funzione di alleggerire la situazione, in questo terzo capitolo ci mette del carico. Il suo affetto per Bruce travalica ogni confine. Viene munito di un paio di piccoli monologhi seri ed intensi che colpiscono dritti allo stomaco. A Firenze beve Fernet Branca.
Gary Oldman è James Gordon. Il commissario è l'unico a non sopravvalutare la tranquilla pace che regna su Gotham. Sa benissimo che prima della tempesta vi è una strana quiete e lui non vi si adagia. Lotta e si guadagna spazio prevalentemente nella seconda parte del film.
Joseph Gordon-Levitt è John Blake. Un agente di polizia intraprendente che ha come miti Batman ed il commissario Gordon. Un motorino perpetuo filo conduttore nella storia.
Morgan Freeman è Lucius Fox. Rispetto ai due film precedenti è il personaggio più sacrificato. Da una parte il fatto che abbia meno battute del solito è un bene. Purtroppo il doppiatore che ha sostituito Renato Mori, sua voce italiano ufficiale assente per motivi di salute, non ha nelle sue corde quel fondo ruvido e caldo a cui siamo abituati. Ugo Maria Morosi, che ha fatto conoscere a me l'attore in A spasso con Daisy, è l'anello debole del cast di doppiaggio.
Andando a scorre il cast vediamo quanti nomi di rilievo del cinema americano hanno partecipato alla realizzazione di quest'opera. Ci sono Matthew Modine, Nestor Carbonell, Cillian Murphy, Juno Temple, senza contare la presenza (ben più che un cameo) di Liam Neeson. Nota negativa nella scelta del cast: il Presidente degli Stati Uniti bianco.
Infine Christian Bale è sia Bruce Wayne che Batman. Con pizzetto, senza pizzetto, ferito, in forma, in auge, allo sfascio. Il suo Batman ritorno in azione non tanto perchè la città abbia  bisogno di lui, come alla sua nascita e come bene gli fa capire il suo amico e maggiordomo Alfred, ma per dimostrare a se stesso di poter essere ancora l'eroe mascherato paladino della giustizia. Infatti, per lunghi tratti, le imprese del Cavaliere Oscuro sono costellate dal fallimento. Fallimento che permette al regista di decostruire il personaggio e farlo rinascere a nuova vita. Per la sua ultima performance nei panni dell'Uomo Pipistrello Bale mette tutto se stesso. Il doppiaggio di Santamaria, alla sua seconda prova sul personaggio, è efficace e calzante. Nota estetica: peccato il neo sotto il sopracciglio destro, che in alcune scene la fa da padrone.

Che dire alla fine. Batman è trino. Batman è epico. Batman è dark. Batman è la speranza. Batman è un mito. Non importa chi ci sia sotto quel mantello, importa l'icona e quello che fa per mettere le cose a posto.
Questo film ti tiene sul filo della tensione per tutta la sua durata. Peccato che si esaurisca in 165 minuti, anche venti in più (con Batman sullo schermo) non mi sarebbero dispiaciuti. Centosessantacinque minuti che riassunti in una sola parola possono definirsi densi.
Sia come sia Christopher Nolan e Jonathan Nolan hanno realizzato un pezzo di storia del cinema e dei fumetti che difficilmente vedrà eguali. I film della DC si distanziano enormemente da quelli della Marvel, come i personaggi dei loro fumetti. Se The Avengers era un capolavoro d'azione, divertimento e metteva sullo schermo le icone più famose per la mia generazione, tutte in un botto solo, la saga di Batman analizza un personaggio tormentato ed immenso.
Di film a livello di questo ce ne sono pochi, sia come struttura che come storia. Un plauso a tutti quelli che l'hanno messo in piedi. Da oggi, come è successo con il Batman di Tim Burton, questi film cammineranno da soli..
Il mio Bruce Wayne/Batman preferito resterà sempre Micheal Keaton, ma questi film, ah questi film.

Titolo originale The Dark Knight Rises 

Lingua originale inglese 
Paese USA 
Anno 2012 
Durata 165 min 
Formato 1,44:1 (sequenze IMAX) 
Genere cinecomics

Regia Christopher Nolan 

Basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger 
Soggetto Christopher Nolan, David S. Goyer
Sceneggiatura Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Produttore Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven 
Produttore esecutivo Kevin De La Noy, Benjamin Melniker, Thomas Tull, Michael E. Uslan 
Casa di produzione DC Entertainment e Legendary Pictures 
Distribuzione (Italia) Warner Bros. 
Fotografia Wally Pfister 
Montaggio Lee Smith 
Musiche Hans Zimmer 
Scenografia Nathan Crowley, Kevin Kavanaugh 
Costumi Lindy Hemming 

Interpreti e personaggi 
Christian Bale: Bruce Wayne/Batman 
Anne Hathaway: Selina Kyle 
Tom Hardy: Bane 
Michael Caine: Alfred Pennyworth 
Marion Cotillard: Miranda Tate 
Joseph Gordon-Levitt: John Blake 
Gary Oldman: James Gordon 
Morgan Freeman: Lucius Fox 
Nestor Carbonell: Sindaco Anthony Garcia 
Josh Pence: Ra's al Ghul (giovane) 
Liam Neeson: Ra's al Ghul (adulto) 
Cillian Murphy: Jonathan Crane/Spaventapasseri 
Matthew Modine: Vice Commissario Peter Foley 
Alon Aboutboul: Dr. Leonid Pavel 
Juno Temple: Jen 
Ben Mendelsohn: John Daggett 
Daniel Sunjata: Capitano Jones 
Burn Gorman: Stryver 
Josh Stewart: Barsad 
Tomas Arana: avvocato 
Tom Conti: detenuto 
William Devane: Presidente degli Stati Uniti 
 
Doppiatori italiani 
Claudio Santamaria: Bruce Wayne/Batman 
Domitilla D'Amico: Selina Kyle 
Filippo Timi: Bane 
Dario Penne: Alfred Pennyworth 
Claudia Catani: Miranda Tate 
Andrea Mete: John Blake 
Angelo Maggi: James Gordon 
Ugo Maria Morosi: Lucius Fox 
Roberto Gammino: Sindaco Anthony Garcia 
Alessandro Rossi: Ra's al Ghul (adulto) 
Simone D'Andrea: Jonathan Crane/Spaventapasseri 
Antonio Sanna: Vice commissario Peter Foley 
Radislav Gillonsky: Dr. Leonid Pavel 
Rossa Caputo: Jen 
Franco Mannella: John Daggett 
Simone Mori: Capitano Jones 
Massimiliano Manfredi: Stryver 
Rodolfo Bianchi: avvocato 
Carlo Cosolo: detenuto 
Omero Antonutti: detenuto cieco 
Michele Gammino: Presidente degli Stati Uniti 

martedì 24 gennaio 2012

Oscar 2012 - Le Nominations


Ecco, fresche fresche le nomination agli Oscar 2012.

MIGLIOR FILM

The Artist - Thomas Langmann, Producer
The Descendants - Jim Burke, Alexander Payne and Jim Taylor, Producers
Extremely Loud & Incredibly Close - Scott Rudin, Producer
The Help -Brunson Green, Chris Columbus and Michael Barnathan, Producers
Hugo - Graham King and Martin Scorsese, Producers
Midnight in Paris - Letty Aronson and Stephen Tenenbaum, Producers
Moneyball - Michael De Luca, Rachael Horovitz and Brad Pitt, Producers
The Tree of Life- Nominees to be determined
War Horse - Steven Spielberg and Kathleen Kennedy, Producers
REGIA

The Artist - Michel Hazanavicius
The Descendants - Alexander Payne
Hugo - Martin Scorsese
Midnight in Paris - Woody Allen
The Tree of Life - Terrence Malick
ATTORE PROTAGONISTA

Demián bichir - A Better Life
George Clooney - The Descendants
Jean Dujardin - The Artist
Gary Oldman - Tinker, Taylor, Soldier, Spy
Brad Pitt - Moneyball
ATTORE NON PROTAGONISTA

Kenneth Branagh - My Week with Marilyn
Jonah Hill - Moneyball
Nick Nolte - Warrior
Christopher Plummer - Beginners
Max von Sydow - Extremely Loud & Incredibly Close
ATTRICE PROTAGONISTA

Glenn Close - Albert Nobbs
Viola Davis - The Help
Rooney Mara - The Girl with the Dragon Tattoo
Meryl Streep - The Iron Lady
Michelle Williams - My Week with Marilyn
ATTRICE NON PROTAGONISTA

Bérénice Bejo - The Artist
Jessica Chastain - The Help
Melissa McCarthy - Bridesmaids
Janet McTeer - Albert Nobbs
Octavia Spencer - The Help
FILM D'ANIMAZIONE

A Cat in Paris - Alain Gagnol and Jean-Loup Felicioli
Chico & Rita - Fernando Trueba and Javier Mariscal
Kung Fu Panda 2 - Jennifer Yuh Nelson
Puss in Boots - Chris Miller
Rango - Gore Verbinski
SCENOGRAFIE

The Artist
Production Design: Laurence Bennett
Set Decoration: Robert Gould
Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 2
Production Design: Stuart Craig
Set Decoration: Stephenie McMillan
Hugo
Production Design: Dante Ferretti
Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
Midnight in Paris
Production Design: Anne Seibel
Set Decoration: Hélène Dubreuil
War Horse
Production Design: Rick Carter
Set Decoration: Lee Sandales
FOTOGRAFIA

The Artist - Guillaume Schiffman
The Girl with the Dragon Tattoo - Jeff Cronenweth
Hugo - Robert Richardson
The Tree of Life - Emmanuel Lubezki
War Horse - Janusz Kaminski
COSTUMI

Anonymous - Lisy Christl
The Artist - Mark Bridges
Hugo - Sandy Powell
Jane Eyre - Michael O’Connor
W.E. - Arianne Phillips
DOCUMENTARIO

Hell and Back Again - Danfung Dennis and Mike Lerner
If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front - Marshall Curry and Sam Cullman
Paradise Lost 3: Purgatory - Joe Berlinger and Bruce Sinofsky
Pina - Wim Wenders and Gian-Piero Ringel
UndefeateD - TJ Martin, Dan Lindsay and Richard Middlemas
CORTO DOCUMENTARIO

The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement - Robin Fryday and Gail Dolgin
God Is the Bigger Elvis - Rebecca Cammisa and Julie Anderson
Incident in New Baghdad - James Spione
Saving Face - Daniel Junge and Sharmeen Obaid-Chinoy
The Tsunami and the Cherry Blossom - Lucy Walker and Kira Carstensen
MONTAGGIO

The Artist - Anne-Sophie Bion and Michel Hazanavicius
The Descendants - Kevin Tent
The Girl with the Dragon Tattoo - Kirk Baxter and Angus Wall
Hugo - Thelma Schoonmaker
Moneyball - Christopher Tellefsen
FILM STRANIERO

Bullhead - Belgium
Footnote- Israel
In Darkness - Poland
Monsieur Lazhar - Canada
A Separation - Iran
MAKEUP

Albert Nobbs - Martial Corneville, Lynn Johnston and Matthew W. Mungle
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2 - Nick Dudman, Amanda Knight and Lisa Tomblin
The Iron Lady - Mark Coulier and J. Roy Helland
COLONNA SONORA

The Adventures of Tintin - John Williams
The Artist - Ludovic Bource
Hugo - Howard Shore
Tinker Tailor Soldier Spy - Alberto Iglesias
War Horse - John Williams
MIGLIOR CANZONE

Man or Muppet
The Muppets - Music and Lyric by Bret McKenzie
Real in Rio
Rio - Music by Sergio Mendes and Carlinhos Brown, Lyric by Siedah Garrett
CORTOMETRAGGIO ANIMATO

Dimanche/Sunday - Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore - William Joyce and Brandon Oldenburg
La Luna - Enrico Casarosa
A Morning Stroll - Grant Orchard and Sue Goffe
Wild Life - Amanda Forbis and Wendy Tilby
CORTOMETRAGGIO LIVE ACTION

Pentecost - Peter McDonald and Eimear O’Kane
Raju - Max Zähle and Stefan Gieren
The Shore - Terry George and Oorlagh George
Time Freak - Andrew Bowler and Gigi Causey
Tuba Atlantic - Hallvar Witzø
MONTAGGIO SONORO

Drive - Lon Bender and Victor Ray Ennis
The Girl with the Dragon Tattoo - Ren Klyce
Hugo - Philip Stockton and Eugene Gearty
Transformers: Dark of the Moon - Ethan Van der Ryn and Erik Aadahl
War Horse - Richard Hymns and Gary Rydstrom
MISSAGGIO SONORO

The Girl with the Dragon Tattoo - David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce and Bo Persson
Hugo - Tom Fleischman and John Midgley
Moneyball - Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco and Ed Novick
Transformers: Dark of the Moon - Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush and Peter J. Devlin
War Horse - Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson and Stuart Wilson
EFFETTI VISIVI

Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2 - Tim Burke, David Vickery, Greg Butler and John Richardson
Hugo - Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman and Alex Henning
Real Steel - Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor and Swen Gillberg
Rise of the Planet of the Apes - Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White and Daniel Barrett
Transformers: Dark of the Moon - Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler and John Frazier
SCENEGGIATURA ADATTATA

The Descendants
Screenplay by Alexander Payne and Nat Faxon & Jim Rash
Hugo
Screenplay by John Logan
The Ides of March
Screenplay by George Clooney & Grant Heslov and Beau Willimon
Moneyball
Screenplay by Steven Zaillian and Aaron Sorkin
Story by Stan Chervin
Tinker Tailor Soldier Spy
Screenplay by Bridget O’Connor & Peter Straughan
SCENEGGIATURA ORIGINALE

The Artist
Written by Michel Hazanavicius
Bridesmaids
Written by Annie Mumolo & Kristen Wiig
Margin Call
Written by J.C. Chandor
Midnight in Paris
Written by Woody Allen
A Separat ion
Written by Asghar Farhadi

Notiamo le 11 nominations del primo lavoro in 3D di Martin Scorsese, le 10 per The Artist (film muto in bianco e nero), le 3 per il film di Woody Allen e la suggestiva la sfida tra Glenn Close e Meryl Streep per la statuetta di Miglior Attrice. Un occhio di riguardo lo darei a The Help, in uscita a breve anche in Italia, con le sue 4 nomination. Affascinanti le 5 candidature per il remake di Millennium e quella a Miglior Attore Protagonista per George Clooney in sfida con Brad Pitt e Gary Oldman.

lunedì 13 dicembre 2010

The Contender

Ad un anno e mezzo dalla fine del secondo mandato di un Presidente degli Stati Uniti sui generis si ha la necessita di rimpiazzare il vicepresidente. La rosa dei candidati si risolve a due senatori del Congresso il Sen. Laine Hanson ed il Gov. Jack Hathaway. Dei due il più accreditato al ruolo sembra essere il secondo, di fatto recentemente coinvolto in un intenso fatto di cronaca. Mentre il Governatore era a pesca con la sua piccola barca sul fiume, nello stesso momento in cui rilasciava un'intervista ad un giornalista, una macchina usciva di strada dal ponte sopra di loro. Con un tuffo il Governatore si buttava in acqua e tentava, senza riuscirci, di salvare la ragazza alla guida.
Nonostante questo gesto quasi eroico la preferenza del Presidente si sposta sul Sen. Laine Hanson, prima donna a poter aspirare di assumere la carica di Vice Presidente. Madre di famiglia, prima repubblicana poi democratica, apparentemente irreprensibile, viene sottoposta ad indagine per verificare se il suo passato e le sue posizioni la rendano in grado di assumere il ruolo. La commissione incaricata di indagare, presieduta da Sheldon Runyo avverso alla nomina della donna e sostenitore del Gov. Jack Hathaway, scova uno scandalo sessuale che la coinvolge risalente ai tempi del college e verso il quale la senatrice non intende rivolgere commenti.

Un film sui retroscena della politica americana, sui giochi di potere e sugli interessi personali che manovrano qualsiasi politica di qualsiasi Stato del mondo.
Ottimamente interpretato da Jeff Bridges (il Presidente), Gary Oldman (presidente della commissione) e Joan Allen (Sen. Laine Hanson), si avvale di coprotagonisti di lusso come Christian Slater e William Petersen, e caratteristi di primo piano del cinema americano. Un cast di alto livello diretto dal tutto dare Rod Lurie in modo egregio in un film snello ed intrigante, anche se in alcuni momenti scontato.
Ciò non toglie che Jeff Bridges e Joan Allen, nel 2000, ottennero grazie alle loro interpretazioni in questa pellicola le nomination all'Oscar come Miglior Attore Non Protagonista e Miglior Attrice Protagonista.

In una sera di nulla televisivo si fa guardare senza troppe pretese.

Titolo originale The Contender
Paese Stati Uniti
Anno 2000
Durata 126 min

Genere drammatico
Soggetto, Sceneggiatura, Regia Rod Lurie

Interpreti e personaggi
Gary Oldman: Rep. Sheldon Runyon
Joan Allen: Sen. Laine Hanson
Jeff Bridges: Presidente Jackson Evans
Christian Slater: Rep. Reginald Webster
Sam Elliott: Kermit Newman
William Petersen: Gov. Jack Hathaway
Saul Rubinek: Jerry Tolliver
Philip Baker Hall: Oscar Billings

Doppiatori italiani
Nino Prester: Rep. Sheldon Runyon
Maria Pia Di Meo: Sen. Laine Hanson
Sergio Di Stefano: Presidente Jackson Evans
Sandro Acerbo: Rep. Reginald Webster
Sandro Iovino: Kermit Newman
Francesco Pannofino: Gov. Jack Hathaway
Renato Mori: Oscar Billings