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venerdì 7 settembre 2012

Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore

Ken e Julia sono liberi. Hanno sconfitto i loro nemici e sono liberi di trascorrere dei momenti di intimità. Ecco che Julia chiede a Ken di narrarle come è nato il salvatore della nuovo mondo.
Prima di essere Kenshiro, dopo essere stato sconfitto da Shin e lasciato a morire nel deserto, Ken è stato raccolto ed imprigionato come schiavo in una città di frontiera che di quel commercio viveva. Governata da un despota padrone dell'acqua e dei residui di energia elettrica, la città era riuscita a resistere ad assedi ed attacchi di bande di male intenzionati. Ora, però, alle sue porte un nemico reduce dagli insegnamenti della scuola di Nanto sta progettando un'invasione.
Grazie ad una modesta ed onesta famiglia, composta da due ragazzi ed i loro genitori, Ken scopre il valore di donare se stesso per la libertà degli altri.
Nasce, così, il mito del salvatore del mondo. Nasce il mito di Ken il guerriero.

Ultimo capitolo della pentalogia moderna dedicata al grande eroe di grandi e piccini composta da:
Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto;
Ken il guerriero – La leggenda di Julia;
Ken il guerriero – La leggenda di Raoul;
Ken il guerriero – La leggenda di Toki;

Ken il guerriero – La leggenda la leggenda del vero salvatore ci presenta un protagonista inedito. Infatti, le vicende non si collocano nei periodi che già conosciamo, ma in quell'anno di transizione in cui Ken prende coscienza di se stesso e si rende conto di essere il salvatore che la non civiltà post atomica sta aspettando. Grazie al sacrificio dei suoi compagni di viaggio riesce a fare chiarezza nel suo cuore dopo che Shin lo ha deturpato fisicamente, incidendogli le sette stelle, e sentimentalmente, rubandogli Julia.
Questo punto di vista nuovo, su un eroe immortale, ne fa esplorare ed apprezzare alcune sfaccettature che nella serie e nei film ed OAV precedenti non erano mai stati toccati.
I disegni sono di elevata qualità e di una brillantezza avvincente. I personaggi di contorno risultano essere, come nella migliore tradizione, tanto grotteschi e deformi più risultano essere malvagi e tanto più belli e luminosi tanto più si avvicinano alla purezza.
Lascia un po' di stucco il vedere rivisitati episodi della serie classica nel nuovo stile più curato. Sicuramente apprezzabile, ma il distacco dai disegni qualitativamente bassi degli anni '90 del secolo scorso si fa sentire.
Che dire Kenshiro è un ero immortale, che ha plasmato generazioni di spettatore di anime nel mondo. Ogni sua appendice è seguita con interesse da un folto stuolo di pubblico e questo cicli di film non è stato da meno. Tanto è il successo nel nostro paese che De Agostini sta per ripubblicare in DVD tutti gli episodi della serie, i film, gli OAV e gli ultimi lungometraggi. Pensare che anni fa tutto ciò sarebbe stato impossibile.

Chicca per Otaku negli speciali da non perdere. Siccome il film si apre con il matrimonio di Ken e Julia, quegli zuzzurelloni dei jappi han ben pensato di organizzarlo da vero. Hanno invitato 777 persone in un cinema teatro ed alla presenza di Buronson (Yoshiyuki Okamura), Testsuo Hara (i creatori del mito) ed altri personaggi famosi, hanno celebrato le nozze tra i due beniamini. Sessantacinque minuti da gustare in giapponese sottotitolato. Son sottotitolate anche le canzoni ed è molto bello.

Titolo originale Shin Kyuseishu Densetsu Hokuto no Ken - Kenshiro Den ZERO 
Autori Buronson Tetsuo Hara 
 
Regia Takahiro Imamura 
Sceneggiatura Nobuhiko Horie, Yoshinobu Kamo, Katsuhiko Manabe 
Musiche Satoru Oyama 
Yuki Kajiura tema musicale 
 
1ª proiezione 11 ottobre 2008 
Durata 90 min 
1ª proiezione it. 15 luglio 2011 
Dialoghi it. RAFLESIA S.r.l. 
 
Doppiaggio it. 

Aldo Stella direttore 
Massimo Di Benedetto Assistente 
 
Genere Shonen
 
Doppiatore originale
Kenshiro Hiroshi Abe 
Julia Yuriko Ishida
Shin Takuya Kirimoto
Ryuken Chikao Ohtsuka

Doppiatore italiano 
Kenshiro Lorenzo Scattorin 
Julia Patrizia Mottola 
Shin Claudio Ridolfo 
Ryuken Maurizio Scattorin 

giovedì 23 agosto 2012

Adam Chaplin

Stravolgiamo un po' l'impostazione dei post cinematografici per questo film splatter particolare e mettiamo qualche commento anche nel riassunto iniziale.
C'è un Ken Shiro biondo e senza le sette stelle sul petto al quale ammazzano la moglie dandole fuoco. Chi le da fuoco è un patchwork umano, con tubicini che entrano ed escono dal cranio, considerato il criminale più forte e crudele della città. Ovviamente Ken inizia a cercarlo e per trovarlo ammazza a pugni chiunque gli capiti davanti. Lui, però, non è solo. Infatti, da una cicatrice a forma di croce rovesciata, sulla sua spalla destra, sbuca, ogni tanto, Uan, dopo che è stato depilato e rosolato per cinque ore. Questo strano cane morto lo manda in berserk, si capisce perchè gli vengono gli occhi bianchi, così da donargli una forza sovraumana. La fiumana di sangue che ne consegue è gustosa. Ogni corpo umano che tocca, o solo guarda male, inizia a perdere così tanti litri di sangue che se ci fosse stata in giro una camionetta dell'Avis sarebbe stata a posto per anni.
Comunque alla fine il gentile Ken trova il cattivo Patchwork, da passato tormentato perchè lui non è così è colpa del papà e del suo cane morto, ed inizia la sfida all'ultima costola.

E' una produzione totalmente italiana che ha dei punti a suo favore. Quello principale e che, poi, sopperisce a tutte le altre mancanza è che è un buon esperimento. Originale e lontano dai canonici film italici si distingue per la discreta qualità complessiva, molto superiore ai vari Zora la Vampira e Paura dei Manetti Bros (gli unici a cui il cinema italiano permette di realizzare film fuori dagli schemi).
La recitazione non è neanche pessima, il problema è che le voci sono tutte roche e bassi da sembrare tutte uguali. Fa eccezzione Uan che sembra doppiato da Puffo Tontolone sotto acidi.
Gli effetti speciali sono particolari. Si va da ricostruzioni in CGI ad effetti speciali computerizzati passando per i pupazzi ed i manichini ed i litri (centinaia) di sangue finto. Divertenti e simpatici.
La colonna sonora (scritta dall'autore del film) si rivela essere adatta a contesto in cui viene applicata.
Ammetto non è un film per tutti, ma solo per chi ha lo stomaco un po' corazzato e per gli amanti di Ken Shiro (quello vero), male che vada vi strapperà qualche sorriso.

I crediti di IMDB sono un po' spannometrici, ma sappiate che Emanule De Santi è, oltre ad essere regista e sceneggiatore, il protagonista ed il compositore della colonna sonora.

Titolo originale  .... Adam Chaplin
Paese .... Italia
Lingua .... Italiano
Anno .... 2011

Regia, Sceneggiatura .... Emanule De Santi

Cast
Emanuele De Santi   
Alessandro Gramanti   
Paolo Luciani   
Christian Riva   
Valeria Sannino   

Prodotto da 
Giulio De Santi ....  produttore esecutivo  
  
Trucco 
Giovanni D. ....  artista makeup  
Cinzia Paffella ....  caporeparto makeup  
Silvia Romani ....  hair stylist  
  
Sonoro 
Marcel Bigas ....  montaggio effetti sonori  
Razzaw ....  supervisione al montaggio sonoro  
  
Effetti speciali 
Salem Kid ....  tecnico effetti speciali  
Felix M. ....  coordinatore effetti speciali  
Violante Signa ....  makeup effetti speciali  
Viniexal ....  caporeparto effetti speciali  
  
Visual Effects 
Marco Obov ....  artista effetti visivi  
Venomma ....  supervisore effetti visivi  
  
Controfigure 
Simone Benson ....  stuntman  
Richard Maltini ....  stuntman  
Paolo Morsi ....  stuntman  
Manuel Spazio ....  coordinatore stunt  
Pablo Torquetz ....  stuntman