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mercoledì 9 maggio 2012

Anniversario

A fine anno, non so se ve lo avevo già detto o no, un grande personaggio compirà 40 anni. Quest'essere meraviglio è nato dalla fervida immaginazione di un giovane giapponese bloccato in un ingorgo, che non vedeva l'ora di tornare a casa a disegnare fumetti. Una volta giunto nella sua abitazione non ci pensò due volte e mise su carta la sua idea. L'abbozzo era quello che ritraeva un'autovettura che si trasformava in un robot e si faceva strade nel traffico. Era il primo vagito di colui che prima si sarebbe chiamato Energer Z poi Iron Z ed infine... Mazinger Z!
Si proprio il grande robottone che si accompagnava alla Dianan A sui nostri teleschermi negli anni '80 del secolo scorso.
Da Barcellona, e non dal Giappone, dove Nagai Go è presente ad un evento fieristico, arrivano delle novità succose. La prima e più tangibile è che usciranno in Blu Ray tutti i film che avevano Koji Kabuto ed il suo robot come protagonisti, che saranno:

Mazinga Z contro Devilman (1973, 43 min.);
Mazinga Z contro il Generale nero (1974, 43 min.);Il Grande Mazinga contro Getta Robot (1975, 30 min.);Il Grande Mazinga contro Getta Robot G (1975, 25 min.);La grande battaglia dei dischi spaziali (film pilota di Goldrake, datato 1975, 30 min.);UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga (1976, 24 min.);Il Grande Mazinga, Getta Robot G e UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro (1976, 31 min.);

il tutto sviluppato su due dischi ai quali si aggiunge un disco extra, il terzo, contenente un breve documentario “This Is a UFO!” (1975, 16 min. circa) ed una serie di episodi selezionati delle varie serie tv che lo hanno visto protagonista:
Mazinga Z – Il fantasma di Mazinga Z (ep. 5);
Mazinga Z – L’operazione Giappone del Dottor Inferno (ep. 57);
Getta Robot – Grande Jack Tokyo(ep. 6);
Goldrake – Missione da Vega (Ep. 7);
Goldrake – Il mostro ribelle” (ep. 49).

Praticamente un box imperdibile per chiunque abbia amato i robottoni in gioventù. Il prezzo? 15750 Yen tasse incluse.




La seconda ed ultima, per ora, che il mangaka ha rivelato personalmente, è che esiste una trattativa tra una società giapponese ed una europea per la realizzazione di un Live Action Movie dedicato a Mazinger Z. 
Che dopo l'invasione di personaggi tratti da fumetti Marvel il cinema veda anche quella dei robot dal Sol Levante.


Speriamo, ma non mi illudo. Da quanti anni è che si parla di un film dal vivo dedicato a Goldrake?

lunedì 16 aprile 2012

I 50+50 personaggi degli anime più amati

Son passati diversi giorni e, quindi, la notizia non è proprio fresca, ma trovare la traduzione online dal giapponese non è così immediato. Ebbene, nella serata di giovedì 5 aprile,sulla rete giapponese Fuji TV gli spettatori nipponici hanno avuto la possibilità di assistere ad uno speciale televisivo dal titolo "1 Oku 3 sen man-nin ga erabu Anime & Tokusatsu Hero & Heroine Best 50", tradutto alla buona la “Top-50 degli eroi e delle eroine degli Anime e dei Tokusatsu scelti da 130 milioni di spettatori”. Diciamoci la verità: i giapponesi raggiungono a stento i 130 milioni di residenti nel loro arcipelago (e qui quasi il 10% risiede nella sola Tokyo) ed il sondaggio, tirando bene bene le somme, è risultato essere stato votato da circa 14.000 spettatori dai 10 ai 70 anni.
Durante il programma sono state presentate le due attese classifiche delle eroine e degli eroi più amati. Bando agli indugi ed ecco, in perfetto stile cavalleresco, la classifica dedicata ai personaggi femminili:

Eroina più amata\(nome italiano dove possibile)\Serie anime\(genere)
01. Minami Asakura Touch - Prendi il mondo e vai (anime)
02. Fujiko Mine Lupin III (anime)
03. Maetel (Maisha) Galaxy Express 999 (anime)
04. Heidi Heidi (anime)
05. Nami One Piece (anime)
06. Usagi Tsukino (Bunny) Sailor Moon (anime)
07. Sally Yumeno (Sally) Sally la maga (anime)
08. Rei Ayanami Neon Genesis Evangelion (anime)
09. Anne Yuri Ultra Seven (tokusatsu)
10. Oscar François de Jarjayes Lady Oscar (anime)
11. Atsuko (Stilly) Lo specchio magico (anime)
12. Honey Kisaragi (Honey) Cutey Honey (anime)
13. Kozue Ayuhara (Mimì Ayuhara) Mimì e la nazionale di pallavolo (anime)
14. Momoko Sakura Chibi Maruko-chan (anime)
15. Yuki Mori (Nova Forrester) La corazzata spaziale Yamato (anime)
16. Sapphire (Zaffiro) La principessa Zaffiro (anime)
17. Naushika (Nausicaä) Nausicaä della Valle del vento (anime)
18. Ran Mori (Ran) Detective Conan (anime)
19. Hiromi Oka (Jenny Nolan) Jenny la tennista (anime)
20. Arale Norimaki (Arale) Dr. Slump & Arale (anime)
21. Seira Masu (Sayla Mass) Mobile Suit Gundam (anime)
22. Sohryu Asuka Langley Neon Genesis Evangelion (anime)
23. Bulma Dragon Ball (anime)
24. Haruhi Suzumiya La malinconia di Haruhi Suzumiya (anime)
25. Yui Hirasawa K-On! (anime)
26. Momorenger (Pink Ranger) Himitsu sentai Gorenger (tokusatsu)
27. Yuria (Julia) Ken il guerriero (anime)
28. Reika Ryuzaki (Reika Ross) Jenny la tennista (anime)
29. Hitomi Kisugi (Sheila Tashikel) Occhi di gatto (anime)
30. Benio Hanamura (Anne Hanamura) Mademoiselle Anne (anime)
31. Akiko Hoshi (Giusy Young) La stella dei Giants (anime)
32. Clarisse de Cagliostro (Clarissa) Lupin III - Il castello di Cagliostro (anime)
33. Doronjo (Miss Dronio) Yattaman (anime)
34. Megumi Noda Nodame Cantabile (anime)
35. Uran Astro Boy (anime)
36. Bijinder Kikaider-01 (tokusatsu)
37. Sara Crewe (Sara Morris) Lovely Sara (anime)
38. Megu Kanzaki (Bia) Bia, la sfida della magia (anime)
39. Maya Kitajima Il grande sogno di Maya (anime)
40. Saki Asamiya Sukeban deka (tokusatsu)
41. Anne Shirley (Anna Shirley) Anna dai capelli rossi (anime)
42. Lum (Lamù) Lamù, la ragazza dello spazio (anime)
43. Biancaneve Biancaneve (anime)
44. Akane Tendo Ranma ½ (anime)
45. Francoise Arnoul (003) Cyborg 009 (anime)
46. Dokin-chan Soreike! Anpanman (anime)
47. Kyoko Otonashi Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko (anime)
48. Kiki Kiki consegne a domicilio (anime)
49. Nana Osaki Nana (anime)
50. Kaori Makimura (Kreta Mancinelli) City Hunter (anime)

Dalla classifica generale si possono estrarre i dati per età, che fanno emergere i seguenti risultati:
Ragazzini: Nami (One Piece), Ran (Detective Conan) e Yui (K-On!)
Ventenni: Bunny (Sailor Moon), Minami (Touch) e Nami (One Piece)
Trentenni: Minami (Touch), Nausicaä e Fujiko (Lupin III)
Quarantenni: Maetel (Galaxy Express 999), Fujiko (Lupin III) e Honey (Cutey Honey)
Cinquantenni: Sally (Sally la maga), Fujiko (Lupin III) e Anne Yuri (Ultra Seven)
Sessantenni e over: Heidi, Maetel (Galaxy Express 999) e Fujiko (Lupin III)

Eroe più amato\(nome italiano dove possibile)\Serie anime\(genere)
01. Monkey D. Luffy (Rubber) One Piece (anime)
02. Son Goku (Goku) Dragon Ball (anime)
03. Lupin III Lupin III (anime)
04. Kamen Rider 1 Kamen Rider (tokusatsu)
05. Ultra Seven (Ultraseven) Ultra Seven (tokusatsu)
06. Conan Edogawa Detective Conan (anime)
07. Ultraman Ultraman (tokusatsu)
08. Atom (Astroboy) Astro Boy (anime)
09. Hoshi Hyuma (Tommy Young) La stella dei Giants (anime)
10. Jo Yabuki (Rocky Joe) Rocky Joe (anime)
11. Kenshiro Ken il guerriero (anime)
12. Char Aznable Mobile Suit Gundam (anime)
13. Tatsuya Uesugi (Tom Brandel) Touch - Prendi il mondo e vai (anime)
14. Susumu Kodai (Derek Wildstar) La corazzata spaziale Yamato (anime)
15. Amuro Ray (Peter Rei) Mobile Suit Gundam (anime)
16. Ryo Saeba (Hunter) City Hunter (anime)
17. Naoto Date L’uomo tigre (anime)
18. Anpanman Soreike! Anpanman (anime)
19. Hanamichi Sakuragi Slam Dunk (anime)
20. Shinji Ikari Neon Genesis Evangelion (anime)
21. Akira Fudo Devilman (anime)
22. Kamen Rider Den-O Kamen Rider Den-O (tokusatsu)
23. Tuxedo Kamen (Milord) Sailor Moon (anime)
24. Kenshin Himura Kenshin, samurai vagabondo (anime)
25. Tetsuro Hoshino (Masai Hoshino) Galaxy Express 999 (anime)
26. Daisuke Jigen (Jigen) Lupin III (anime)
27. Kinnikuman (King Muscle) Kinnikuman (anime)
28. Kamen Rider Kouga Kamen Rider Kouga (tokusatsu)
29. Conan Conan, il ragazzo del futuro (anime)
30. Kamen Rider Kabuto Kamen Rider Kabuto (tokusatsu)
31. Ultraman Taro Ultraman Taro (tokusatsu)
32. Gekko kamen Gekko kamen (anime)
33. Edward Elric Fullmetal Alchemist (anime)
34. Ken Washio (Ken l’aquila) La battaglia dei pianeti (anime)
35. Retsu Ichijoji Space Sheriff Gavan (tokusatsu)
36. Kira Yamato Mobile Suit Gundam Seed (anime)
37. Goemon Ishikawa (Goemon) Lupin III (anime)
38. Kamen Rider V3 Kamen Rider V3 (tokusatsu)
39. Koji Kabuto (Ryo Kabuto) Mazinga Z (anime)
40. Gan-chan (Ganchan) Yattaman (anime)
41. Shin-chan (Shin Chan) Crayon Shin-chan (anime)
42. Akakage Kamen no ninja Akakage (anime)
43. Kamen Rider Black Kamen Rider Black (tokusatsu)
44. Akarenger (Red Ranger) Himitsu sentai Gorenger (tokusatsu)
45. Harlock Capitan Harlock (anime)
46. Kaede Rukawa Slam Dunk (anime)
47. Jo Shimamura (Joe/009) Cyborg 009 (anime)
48. Spider-Man Spider-Man (tokusatsu)
49. Bem Bem, il mostro umano (anime)
50. Golgo 13/Duke Togo Golgo 13 (anime)

Anche qui, dalla classifica generale si possono estrarre i dati per età, che fanno emergere i seguenti risultati:
Ragazzini: Monkey D. Luffy (Rubber), Conan (Detective Conan) e Kamen Rider Den-O
Ventenni: Goku, Monkey D. Luffy (Rubber) e Milord (Sailor Moon)
Trentenni: Goku, Monkey D. Luffy (Rubber) e Char Aznable
Quarantenni: Lupin, Kamen Rider 1, Ultra Seven
Cinquantenni: Ultra Seven, Tommy Young (La stella dei Giants) e Ultraman
Sessantenni e over: Astroboy, Tommy Young (La stella dei Giants) e Rocky Joe

Che dire. Le classifiche coprono praticamente tutta la storia dell'animazione e dei telefilm live action della produzione giapponese. Anche se al 50° posto della classifica maschile, nella fantasia dei jappi permane il grande Golgo 13, poco conosciuto in Italia se non per il film d'animazione pubblicato in VHS da Yamato Video decenni fa, nato nel 1969 dalla mente e dalla matita di Saito Takao ed ancora in corso di pubblicazione. Tra i "vecchi" vecchi noti nel nostro Paese troviamo al 10° posto Rocky Joe (1968), al 3° posto il buon vecchio Lupin III (debuttante nel mondo dei manga del 1967, per mano di Monkey Punch) e al 9° Hoshi Hyuma (Tommy la stella dei Giants del 1966).
Tra i personaggi femminili, tra quelli più anziani, troviamo in alta posizione l'intramontabile Fujiko Mine (sogno erotico di Lupin III, alla quale è stata dedicata la nuova serie televisiva del ladro gentiluomo giapponese in onda in patria dal 1° di Aprile) in seconda posizione. Poi troviamo al quarto posto Heidi (personaggio letterario nato nel 1880), settimo per Sally Yumeno (1966), undicesimo per Atsuko (1962), dodicesimo Honey Kisaragi (nato nel 1972 per mano di Nagai Go) ed al tredicesimo Kozue Ayuhara, da noi amichevolmente detta Mimì (che tra l'altro vuol dire orecchio in giapponese) nata nel 1968 sul manga di Urano Chikako (solo 12 volumi, conclusi da tempo). Curiosa presenza in questa classifica è quella di Biancaneve, al quarantatreesimo posto, praticamente l'unico personaggio Disney di entrambe le liste.
Senza voler metter giù uno studio sociale da questa classifica, giocosa, si può intuire come i giapponesi amino in ogni età gli anime ed i manga. Quello che emerge è anche una profonda memoria storica del fenomeno, persino un'affezione ai personaggi che hanno accompagnato un periodo di vita dello spettatore dell'anime (e, perché no, del lettore di manga). Sarebbe curioso provare a lanciare lo stesso sondaggio sui personaggi di fantasia che hanno segnato la formazione degli italiani.
Quello che mi rammarica è che tra i cento personaggi presenti ne mancano due (uno per classifica) ai quali sono stato molto affezionato in tenera età. Nella graduatoria maschile risulta escluso il mio personaggio preferito in assoluto che è Daisuke Duke Fleed Umon, il principe del Pianeta Fleed, sfuggito all'invasione del suo pianeta da parte di Re Vega, giunto sulla Terra a bordo dell'astronave robot Grendizer. Insomma sto parlando del nostro Actarus a bordo del robottone gigante Goldrake!
In quella femminile mi manca tanto la ragazza che ha fatto girare la teste agli adolescenti della mia età: Ayukawa Madoka, la protagonista femminile di Kimagure Orange Road, che nel 1988, in patria, era risultata il personaggio femminile più amato degli anime. Una curiosità su questo personaggio. Lo stesso Matsumoto Izumi, il suo creatore, ha dichiarato che il suo aspetto era stato ispirato dai lineamenti di Phoebe Cates (la protagonista di Gremlins, 1984, e Gremlins 2, 1990) e quello della cantante giapponese degli anni '80, del secolo scorso, Nakamori Akina.

Nelle classifiche ci sono tutti i vostri personaggi più amati? Ne manca qualcuno? Leggetele e divertitevi a ricordare i vecchi tempi.

venerdì 29 aprile 2011

Censura tu che io non son d'accordo.

Sono della metà degli anni 70 del secolo scorso e sono stufo. Stufo di leggere argomentazioni errate a sostegno della dannosità dei cartoni animati giapponesi che hanno accompagnato nella crescita noi bambini di quegli anni.
I cartoni Disney sono migliori, sono educativi, sono disegnati meglio, loro si che hanno delle belle storie, mica quella robaccia giapponese tutta uguale e fatta al computer. Nel 1970? Al computer? Ma che volete che facessero negli anni 70 col computer in Giappone? A stento era diffusa la calcolatrice!
Mettiamo un po' d'ordine.
Per realizzare un prodotto di animazione destinato alla televisione, perché di questo che stiamo parlando, si partiva dalla stesura della storia che coprisse un arco narrativo di almeno 26, 52 o più settimane, un episodio a settimana. Storia che poteva essere originale o più spesso tratta da un manga di successo.
Il tutto ha inizio nel 1963 quando vede la luce la serie Tetsuwan Atom (Astro Boy). La prima serie animata trasmessa dalla televisione giapponese ha grande successo e l'anno seguente le succede Big X. Nell'ottica del successo ottenuto nel 1965 Jungle Taitei (Kimba il leone bianco) ottiene un nuovo primato come prima serie animata giapponese a colori. L'avvento di questo genere d'intrattenimento sui teleschermi giapponesi si ha grazie al Manga no Kamisama (dio del manga) Tezuka Osamu. Nato nel 1928, a Toyonaka, diventa il più grande mangaka, fumettista, giapponese di tutti i tempi.
Per l'arrivo in Italia delle sue opere è ancora presto. Il nostro paese si sta riprendendo dai disastri della Grande Guerra e sta entrando nel periodo del boom economico. Le televisioni sono ancora poche, per lo più collocate in luoghi pubblici, e servono come fattore di aggregazione sociale. I programmi in bianco e nero sono trasmessi solo dalla prima rete televisiva pubblica italia, che a breve sarà affiancata dal secondo canale. I pargoli italiani dovranno aspettare la fine degli anni 70 per assistere per la prima volta ad una nuova forma di intrattenimento.
Nel 1976 inizia una silenziosa, simpatica, costante, pericolosa per alcuni, invasione giapponese in Italia. Rete 2 trasmette per la prima volta un cartone animato di origine nipponica il pericolosissimo "i Barbapapà". Il pericolo continua subdolo l'anno seguente con lo sconcertante "Vicky il vichingo" e poi, ancora a distanza di un anno, l'anticulturale "Heidi", oltretutto ambientato sulle Alpi svizzere. Sempre nel 1978, però, arriva quello che renderà indimenticabile a tutti l'infanzia. La renderà dimenticabile ai bambini di allora che ne seguivano le gesta ed ai loro genitori che avrebbero iniziato battaglie legali, minacciato punizioni, limitando la visione ai figli di: Atlas UFO Robot. Si proprio lui il grande, indimenticabile Goldrake!
E' stata l'opera di un mangaka giapponese di successo, amante della cultura e dell'Italia, nato nel 1945 a Wajima, a far esplodere nel nostro paese la passione per gli anime. Le opere di Nagai Go, destinate in origine ad un pubblico di adolescenti, sono state riversate addosso a bambini italiani di tutte le età. I colori, le strane storie, i forti personaggi delle sue molteplici saghe robotiche (Goldrake, Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Jeeg Robot d'Acciaio, per citarne alcune) hanno segnato nel bene le infanzie di molti di noi.
A pochi anni dall'arrivo degli anime in Italia, siamo ormai nel 1983/5, dopo che i nuovi venuti dall'oriente hanno già aiutato a crescere migliaia di ragazzini, instillato nuovi modi di dire nella lingua italiana, sviluppato la fantasia di milioni di persone, qualcuno fa osservare come tali programmi siano violenti ed inadatti ad un pubblico giovane. Siamo, appunto, negli anni ottanta. Centinaia di anime sono state importanti dal Giappone, sottoposti a traduzione in italiano, adattate e trasmesse dalle diverse reti televisive che ormai popolano gli schermi autoctoni. Ricordiamo come, nel frattempo, alla tv di Stato si è affiancata una rete di televisioni locali private che hanno fatto dei cartoni il loro cavallo di battaglia. L'importazione di molteplici anime dello stesso autore (quello delle opere di Nagai è un caso), la difficoltà di traduzione e la ricorrenza del medesimo personaggio a fare da unione tra varie serie hanno instillato, nei contestatori, una strana convinzione. Il concetto ormai radicato è che i cartoni animati giapponesi "sono tutti uguali e disegnati al computer". Esaminando il caso "Nagai" possiamo notare come il plot sia ovvio (i buoni si fanno i fatti loro, arrivano i cattivi, i buoni vanno a combattere, sembra che perdano e poi vincono), ma di successo e la presenza ricorrente di Koji Kabuto (chiamato coi nomi più strani nelle varie serie, Alcor in Goldrake, Ryo in Mazinger Z) potremmo trovare la scusante per alcuni errori di valutazione in cui sono incappati i contestatori. Inoltre, l'assurda convinzione che essendo il Giappone un paese molto più tecnologicamente avanzato del nostro potesse usare i computer per disegnare i cartoni non ha mai trovato alcun riscontro. Anzi, si è rivelata un'arma a doppio taglio per i crociati della morale, quando la stessa Disney per un prodotto cinematografico, "La Bella e la Bestia", ne ha fatto massiccio uso, ma era il già il 1991(dopo qualche esperimento nel 1988 per gli ingranaggi del Big Ben in "Basil l'investigatopo" e nel 1989 per il mare de "La Sirenetta") . In Giappone un uso così intenso di tale tecnologia si avrà solo per opere cinematografiche ai primi degli anni 2000, mentre per vederla in modo quasi invadente nelle serie televisive si dovrà aspettare oltre la metà del primo decennio del nuovo secolo.
A scanso di equivoci sottolineiamo, quindi, che i cartoni con i quali siamo cresciuti sono stati realizzati da artigiani dell'animazione. Uomini e donne, e non automi, che con passione, dedizione, abilità, e necessità di uno stipendio, lavoravano per 12 ore al giorno, anche su turni, chini su rodovetri a disegnare, colorare e rifinire ogni singolo fotogramma che noi avremmo poi visto animato sullo schermo. Storie e disegni, a volte, di qualità criticabile, ma sempre e soltanto eseguiti a mano.
L'Italia è un paese sensibile alle false problematiche. Se qualcuno ruba, uccide, si collude con criminali a noi va bene, ma se qualcuno solleva uno scrupolo di morale su un programma televisivo allora si va alla crociata, alla guerra santa. I templari del nuovo ordine riescono, perciò, pian piano ed in silenzio ad eliminare i cartoni animati dalle reti pubbliche. I personaggi sfrattati trovano, a loro dispetto, ospitalità nella selva di reti private, sopratutto in Lombardia, pronte ad accoglierli, fiutando l'affare economico. L'investimento resta basso, la pubblicità è forte e gratuita, si innesta un meccanismo per il quale le sigle originali di ogni anime vengono ritenute inadatte (in quanto in giapponese) e si offre lavoro a musicisti e parolieri per crearne di nuove e farle cantare a Cristina D'Avena. I soldi iniziano a girare, ma quando il popolo degli anime sembra essere soddisfatto ecco affiorare la vera censura. Intere sequenze vengono sforbiciate dalle opere. Tagliate. Censurate. Mutilate. Il prodotto del genio giapponese viene reso incomprensibile al pubblico italiano. Episodi di 22/26 minuti vengono ridotti a 12/13, subendo il massacro. Quando non è possibile censurare visivamente si opera a livello più fine ed impegnativo. Si modifica l'adattamento, si riscrivono i dialoghi. Tanto che vuoi che se ne accorga. Perché?
Il fattore discriminante è semplice. In Giappone l'animazione non è un prodotto per bambini. In Giappone vengono creati diversi tipi di anime, destinati ciascuno ad un pubblico diverso, destinati ad essere programmati in orari diversi. Una sommaria suddivisione delle fasce di pubblico potrebbe essere così schematizzata: Kodomo (bambini fino ai 10 anni), Shōjo (ragazze dai 10 anni ai 18 anni), Shōnen (ragazzi dai 10 anni ai 18 anni), Seinen (indicato per un pubblico maschile dai 18 anni in su), Josei (o Rēdisu, indicato per un pubblico femminile dai 18 anni in su). Partendo da questo assunto, in orari diversi, potevamo trovare sullo stesso canale televisivo giapponese Barbapapà e Ken il Guerriero, ma ad orari decisamente diversi. Questo concetto era sconosciuto, più o meno volutamente, a chi importava nel nostro Paese l'intrattenimento disegnato. Una volta accortisi di quello che avevano per le mani gli addetti al doppiaggio dovevano prendere una decisione. La scelta era tra l'essere fedeli all'opera (e prendersi gli strali dai bacchettoni del Moige) od adattarlo alla trasmissione in fascia pomeridiana (e vivere tranquilli)? Ovviamente, essendo in Italia, la decisione sulla scelta da prendere non poteva essere più semplice: se c'è da lottare tiriamoci indietro.
Ad oggi la situazione è cambiata. Grazie a noi degli anni 70. Grazie a noi che siamo cresciuti e che abbiamo potuto spostare l'ago della bilancia seppellendo i vecchi che prima comandavano. Adesso noi più consci a ciò che andiamo in contro, noi con un potere economico importante, noi appassionati abbiamo dato vita ad un nuovo mercato. Alcuni di noi ne muovono le fila pubblicando in DVD, creando canali televisivi, pubblicando manga, insomma guadagnandoci, altri di noi spendendo i soldi per supportare il ritorno di alcune nostre vecchie passioni. Il ritorno di anime su supporto per l'home video in edizione originale, sia con l'assenza di censure, sia con la presenza dei dialoghi in lingua originale è nuova linfa per chi è stato usurpato da opere deturpate.
Torniamo un attimo a bomba, però. Il punto forte della crociata contro la bruttezza, la piattezza e la poca fantasia degli anime era il confronto di questo prodotto con i film Disney. Vorrei che mi prestaste un attimo di attenzione: FILM Disney. Stiamo parlando di prodotti destinati allo schermo cinematografico. Prodotti realizzati dalla più grande, famosa, ricca, influente casa cinematografica d'animazione degli Stati Uniti e del mondo. Stiamo confrontando un film che richiede anni ed anni di lavorazione per raggiungere la perfezione con una serie televisiva le cui prime puntate venivano trasmesse sul suolo natale ancora prima che i disegni di tutta la serie fossero completati. Paragoniamo un prodotto di "alta boutique" con un prodotto "da battaglia". Nel 1963, quando Tezuka proponeva in tv l'alba dell'anime con Astro Boy, la Disney usciva al cinema con "La spada nella roccia". Quando Nagai Go, nel 1975, dava vita a Goldrake, due anni prima la Disney aveva proiettato Robin Hood. Ogni film d'animazione dell'epoca distava per la Disney da un minimo di 1 fino ad un massimo di 4 anni dal successivo, alternando produzioni per ammortizzare i costi del personale a dei capolavori.
Volendo fare un ragionamento sincero, schietto ed obiettivo riferito agli anni della polemica e della censura possiamo porre a confronto gli anni ottanta della Disney (operativa dal 1937) e di una neonata casa di produzione di film d'animazione per il grande schermo come lo "Studio Ghibli" di Hayao Miyazaki (fondata nel 1985).La scelta di prendere a modello questo studio è ovvia poiché il suo fondatore è stato più volte definito il Disney del Sol Levante. Ma veniamo al breve paragone:
1986: Basil, L'Investigatopo (The Great Mouse Detective) Vs "Laputa: castello nel cielo";
1988: Oliver & Company Vs "Una tomba per le lucciole"e "Il mio vicino Totoro" (il secondo è un capolavoro assoluto);
1989: La Sirenetta Vs Kiki consegne a domicilio;
ci fermiamo qui. Teniamo conto dei diversi budget di una grande major in confronto ad uno studio artigianale come il Ghibli. Ci sentiamo davvero di dire che i prodotti giapponesi in questione sono di scarsa qualità? Ci sentiamo davvero di sostenere che sono tutti uguali tra loro? Persistiamo nell'additarli di violenza e di diseducatività? Abbiamo mai visto le opere nipponiche citate per poterle criticare?
Teniamo altresì presente che il primo film d'animazione giapponese proiettato, anche se per poco tempo, nella italiche sale cinematografiche è stato, il difficile, ma strepitoso, capolavoro di un maestro come Otomo Katsuhiro a metà degli anni '90, Akira (del 1988). Per vederne altri bisognerà aspettare le opere di Kon Satoshi, Tokyo Godfather, o quelle recenti dello stesso Miyazaki, Il Castello errante di Holw, Ponyo, Totoro (del 1988 uscito in Italia al cinema nel 2010).
Ci sentiamo di sostenere che le serie televisive d'animazione della Disney prodotte oggi sono di tanto superiori in tematiche e qualità a quelle giapponesi degli anni '80 e '90? Qualcuno di voi che legge questo post saprebbe citarmene almeno tre senza ravanare nell'Internet?
Siamo sicuri che il Moige degli anni '80 avesse ragione a perpetuare la sua crociata? Quanti bambini si sono buttati dalla finestra gridando "Miwa lanciami i componenti"? Di più o di meno di quelli che negli anni '50 legavano corde ai balconi per giocare a Tarzan? Siamo sicuri che i bambini di allora non avessero spirito critico nelle loro scelte? Io stesso, da bimbo, saturo dello schema dei cartoni robotici, divenutomi monotono, avevo scelto di evitarli e di dedicarmi ad altri generi.
Siamo sicuri che i cartoni giapponesi ci abbiano fatto del male? Quanti di noi si sono sentiti scossi dentro per un Paese stravolto da una catastrofe naturale e la conseguente crisi dell'atomo che lo sta sconvolgendo dall'Aprile del 2011? Come mai tanti trentenni, e quarantenni, di oggi si sentono così vicini, solidali, con un Paese che dista più di 10000 km, molti di loro senza esserci mai stati? Quanto di più conosciamo delle tradizioni del Paese del Sol Levante grazie alle storie che ci ha raccontato Ikkyu san, il piccolo bonzo? Quanto della vita quotidiana grazie agli spaccati sociali intensi visti in Maison Ikkoku? Quanto della mitologia nipponica grazie ai simpatici interludi di Ranma 1/2? Quanto di più conosciamo sulla nostra stessa storia e mitologia occidentale grazie a Lady Oscar ed I cavalieri dello zodiaco? Quanto della cultura del sacrificio e della collettività, del lavoro di squadra è entrato in noi grazie agli insegnamenti che abbiamo ricevuto grazie a disegni animati?
Io non posso che dire grazie al Giappone per avermi fatto crescere con miti difformi dai classici europei. Non posso dire che grazie agli uomini e le donne che ho incontrato nei miei viaggi in quel Paese dell'estremo oriente così magico e misterioso. Non posso che dire grazie agli anime per avermi fatto venire voglia di conoscere il diverso, aver sviluppato la mia curiosità e la mia cultura. Grazie a grandi uomini d un grande Paese, con i suoi lati oscuri come tutti (come non criticare la caccia alle balene?) per avermi dato lo spunto per studiare una lingua strana e meravigliosa (di cui ogni volta che torno a casa mi dimentico gran parte del vocabolario).
Non disprezziamo ciò che diverso dal nostro conosciuto solo perché non lo capiamo. Proviamo a calarci in panni che non sono nostri, al massimo ciò che vediamo ci può non piacere. Non impediamo agli altri di crescere solo perché siamo pigri a vincere la nostra ignoranza. Il giorno vorremo castrare la libertà di espressione altrui sarà il giorno stesso in cui non avremo più senso di esistere su questo mondo e faremo meglio a toglierci di mezzo. Fisicamente.

Io posso ripetere solo una parola a tutti gli uomini di genio, o meno, che mi hanno aiutato a crescere: Grazie.
Lo stesso grazie che devo alla mia famiglia, a partire da mia nonna con la quale stavo i pomeriggi e non mi vietava i cartoni anche se non le piacevano. Lo stesso grazie ai miei genitori che hanno avuto fiducia del mio spirito critico anche da bambino e che mi facevano alternare il nipponico Goldrake agli americani Puffi, anche se trasmessi alle 20.

Un ultimo avvertimento. Attenti alla Luna in cielo. Quando sarà rossa Vega attaccherà.

E ora scusate, ma c'è una finestra aperta. Vedo il Big Shooter passare. Un mostro Aniwa sta attaccando la città. Mi devo lanciare per trasformarmi in: "Jeeg Robot d'acciaio!!!!". "Miwa lanciami i componenti!".