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lunedì 31 dicembre 2018

Nathan Never - La lunga marcia

Nathan Never N° : 297 
La lunga marcia

Soggetto e Sceneggiatura: Thomas Pistoia 

Disegni: Emanuele Boccanfuso 

Copertina: Sergio Giardo 

Periodicità: mensile 
uscita: 17/02/2016 
Prezzo: 3,50€ 

Vecchia Europa. Dalla Città Est, Nathan Never vi è stato inviato dall'Agenzia Alfa per rafforzare la scorta che protegge il giudice Matthews. Il giudice è un uomo che, insieme a pochi suoi fidati colleghi, sta tentando una guerra ritenuta impossibile: sconfiggere la mafia. L'organizzazione criminale è così radicata che conosce gli spostamenti di tutti i membri del team d'indagine e li stermina uno ad uno, colpendo anche le loro famiglie, le loro scorte, senza scrupolo alcuno.
Il compito dell'Agente Speciale Alfa è quello di proteggerlo, anche solo per poco tempo, da una morte certa di permettergli di proseguire le sue indagini il più a lungo possibile.

Si sa, Nathan Never lo seguo poco dal 250 in avanti sia per della scarsa qualità dei numeri precedenti a quello del mio traguardo, sia per la troppa mole di letture che mi circonda. Non manco, però, di seguire i consigli di chi persiste nella sua lettura. Sono venuto, così, a conoscenza dell'uscita dei due numeri della coppia Vigna/Toffanetti dedicati all'arte, incentrati sulla figura de Il Poeta, e, ora di questo albo datato febbraio 2016.

Soggetto e sceneggiatura sono di un esordiente, su queste pagine, classe 1971, nato in quel di Torino, poeta, artista, che risponde al nome di Thomas Pistoia. Il suo è un lavoro di denuncia pesante. Entra nella nostra quotidianità, ci obbliga a rivivere i giorni delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, avvenute nei mesi caldi di quel maledetto 1992. Ci porta a vivere ciò che passa quotidianamente un giudice che è  arrivato troppo vicino a chi veramente fa comodo la mafia, ciò che passa la sua famiglia e gli agenti di scorta. Le due vignette a pagina 38 e la sequenza che si dipana tra le pagine 49 e 50 permettono al lettore di assaggiare un briciolo delle emozioni che possono provare le persone che vivono quelle situazioni. Lo scrittore sa come giocare con le emozioni e stimola continuamente il suo interlocutore e la sua coscienza a rimanere impassibili davanti ad una trasposizione su carta, in formato Bonelli, di eventi che hanno scosso, almeno, gli italiani che vivono la mafia come un pericolo cancro di cui troppo poco si parla, ma che perdura e affonda le sue radici, sempre più in profondità e in ogni dove.

Emanuele Boccanfuso ha dieci anni in meno di Pistoia, viene da Taranto (dove c'è una mafia diversa, ma sempre pericolosa). Non lo avevo mai visto all'opera e devo ammettere che mi ha colpito. Non tutte le vignette sono perfette, ma il suo tratto, il suo stile, i suoi bordi carnosi, la sua sobrietà nel dettaglio, la competenza con la quale ha gestito i vari ambienti, tempi, architettura e mecha, devo ammettere me lo hanno reso decisamente gradevole. Mi sembra abbia interpretato al meglio quanto Pistoia voleva portare in scena e mi ha trasmesso il coinvolgimento indispensabile per vivere a pieno un'avvenuta così emozionalmente intensa. A dirla tutta, a pare mio, a pagina 76 e 79 si poteva fare qualcosa di più, ma non è lì che richiesto. Dove vi è stata la necessità di supportare i dialoghi con intensità grafica, lui, si è fatto trovare pronto.

Plauso particolare e meritato per Sergio Giardo e la sua copertina. Proporzionata, intensa decisa, seria. I colori sono azzeccati e il totale si accompagna bene alla storia contenuta nell'albo.
  

mercoledì 14 novembre 2018

Nathan Never Generazioni - Base lunare Alfa

Nathan Never Generazioni N° : 4
Base lunare Alfa

Soggetto: Antonio Serra

Sceneggiatura: Adriano Barone

Disegni e Copertina: Sergio Giardo

Periodicità: mensile
uscita: 24/08/2018
Prezzo: 3,90

La Base Lunare Alfa è l'ultima speranza dell'umanità. Dalla sua posizione anomala, la superficie lunare, è l'unica che può rifornire la Terra, ormai sull'orlo dell'esaurimento delle risorse energetiche, di materie prime per sostenere una vita umana sempre più difficile. I saggi sul pianeta, tra cui Reiser ed Eliana Moore, stanno per mettere in azione il Progetto Rinascita, ma necessitano di un ultimo sforzo da parte del comandante della base. Il Capitano Nathan Never, che con il suo equipaggio rende possibili le azioni sull'avamposto, sa che le criticità delle operazioni rischiano di compromettere la stabilità della base. Misteriosi incidenti stanno minando la sicurezza della base ed i suoi mezzi di trasporto. Incidenti o sabotaggi? Riusciranno, Nathan ed i suoi compagni, a portare a termine la loro missione?

Questo Generazioni è una serie che non acquisto con spiccata volontà. Questo numero, però, è disegnato da Sergio Giardo e che vuoi fare? Lasciarlo lì? Direi anche di no.
Come si può intuire, i disegni sono decisamente di alto livello. Giardo, da decenni colonna di Nathan Never e copertinista della serie regolare, è nato per disegnare fumetti e il suo tratto amplifica la narrazione delle vicende. Ha la possibilità, per quanto in un numero limitato di pagine, di giocare con, praticamente, tutti i personaggi apparsi negli anni nelle avventure di Nathan. Vediamo May, Branco, una Ann cresciuta, Legs e Janet, Sigmud e tanti altri interagire in ruoli al di fuori della norma e tutti raffigurati con grande cura. Seppure l'abbigliamento dei presenti sulla Base Alfa è identico per tutti, per via delle uniformi che indossano, il tratto del disegnatore piemontese conferisce a ciascuno un'elasticità caratteristica. Dato che l'albo è un omaggio a Spazio 1999 sul lato mecha. Sergio, è stato aiutato da numerose referenze e ha permesso ai lettori più datati di immergersi in qualche, piacevole, ricordo dei tempi andati. Non è questo l'unico riferimento alla fantascienza inglese che troviamo nelle 188 strisce da lui disegnate. Ho scritto strisce? Eh, sì. L'omaggio agli anni passati non viene solo dall'ambientazione della storia, ma, anche, da come i tre autori hanno deciso di presentarcela. In ogni pagina, da leggere ruotando di novanta gradi in senso orario l'albo rispetto al solito, sono presenti tra le quattro e le sei vignette suddivise in due strisce. Il ritmo, nonostante l'anomalia, si mantiene rapido ed intrigante. Ritmo che rallenta solo quando il lettore, maschio, vuole approfondire certi argomenti messi in luce da May, Legs ed altre protagoniste femminili.

Al soggetto, sempre, Antonio Serra per il quale sceneggia Andrea Barone. La coppia funziona bene. La lettura è agevole anche se, volutamente e per forza di cose, certe soluzioni narrative ci immergono in intensi dejà vù. 
La loro narrazione parte da lontano e termina lontano. Troviamo citazioni di opere che hanno segnato la fantascienza tra gli anni '50 e i primi '80 del secolo scorso, tutte calibrate per dare il massimo effetto in un'avventura di Nathan Never.

Devo dire che questo capitolo di Generazioni è stato divertente e piacevole. Avendone letti solo due posso solo supporre di intuire un filo conduttore che attraversa le Generazioni in cui Nathan si trova a vivere.

Chi la sta seguendo tutta sta vivendo un bel momento della fantascienza in casa Bonelli.

venerdì 21 ottobre 2016

Nathan Never - Dove muoiono le stelle

Nathan Never N°  304 
Dove muoiono le stelle

Soggetto e Sceneggiatura: Michele Medda 

Disegni: Germano Bonazzi 

Copertina: Sergio Giardo 
Colori: Oscar Celestini 

Periodicità: mensile 
Uscita: 17/09/2016 

Quando una superstar dalla vita blindata come Sadie entra in un locale e rischia la vita per mano di un folle ed in quel locale c'è Nathan Never, fuori servizio, la sua vita può considerarsi al sicuro. Quando la superstar richiede un agente all'Agenzia Alfa per indagare sulle minacce di morte che riceve a scavare nella sua vita non può che essere Nathan Never. L'investigatore privato scava così a fondo da arrivare a rovistare tra le vite delle persone che abitano nel, dimenticato, primo livello. Quello scoprirà sarà un sorpresa, poco piacevole.

Dopo anni torno a mettere le mani e gli occhi su un numero di Nathan Never. Cosa è cambiato da quando ho fatto la mia ultima incursione nel mondo dell'Agente Alfa?
Nathan Never sta vivendo un momento editoriale complicato. Con Agente Alfa, miniserie in sei numeri, sta affrontando una riscrittura ed un approfondimento delle sue origini, mentre sulla serie principale, credo, abbia affrontato qualche minaccia particolare. Cosa ci ritroviamo? Ritroviamo gli stessi personaggi, negli stessi ruoli, con nessuna novità apparente, ma scritti da Michele Medda e disegnati da Germano Bonazzi: due colonne storiche del mensile che si ritrovano insieme dopo tanto tempo.
La storia di Medda è un classico noir con la voce di Nathan fuori campo, a guidarci nelle indagini attraverso i suoi pensieri. La vicenda, pur essendo semplice e lineare, ci porta in luoghi che non vedevamo da tempo e mostra dei mutati particolari che popolano il primo livello. Interessante, ma mi aspettavo qualcosa di più.
Germano Bonazzi, forse perché a colori, forse perché gli anni passano per tutti, mi è sembrato un po' fuori forma. I suoi disegni restano incisivi, ma non sono all'altezza di quelle emozioni che ci hanno offerto i suoi lavori prodotti negli anni d'oro.
La copertina di Giardo è una vera sorpresa. Pur nella sua semplicità, sembra essere di un livello più elevata rispetto ai suoi lavori a cui ero abituato? Che abbia capito che disegnare copertine è diverso che realizzare una storia intera? Che abbia capito che l'immagine che introduce l'albo deve essere più curata ed iconica della pagine interne? Che abbia frequentato un corso di disegno?

Un ritorno che mi ha soddisfatto al 50%. La mossa di riunire un team artistico caro ad i vecchi lettori di Nathan ed al loro ritorno aggiungere la colorazione, decisamente buona, dell'albo è stata decisamente attrattiva. Leggere qualcosa di diverso ogni tanto e piacevole, ma non mi porterà a tornare a seguire le avventure dell'Agente Speciale Alfa per eccellenza. Magari un'incursione ogni tanto, per celebrare qualche ricorrenza e qualche traguardo. Niente di più.

venerdì 27 maggio 2016

Nathan Never - Altri mondi


Nathan Never N°  300
Altri mondi

Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni: Roberto De Angelis
Copertina: Sergio Giardo
Colori: Francesca Piscitelli

Periodicità: mensile
Uscita: 18/05/2016
Prezzo: 3,20€

Ogni tanto si torna sul luogo del delitto e, di solito, lo si fa in occasione di una ricorrenza. Se poi a questa ricorrenza ti invitano Bepi Vigna e Roberto De Angelis, per la modica spesa di 3.20€, e con un albo interamente a colori, beh, si accetta.

La premessa è buona, la copertina di Giardo è meglio di tanti lavori che, di sfuggita, gli ho visto mettere in copertina agli ultimi cinquanta numeri di Nathan Never. Il taglio delle vignette e la colorazione, che tanto devono alle prime serie di Orfani, hanno il loro perchè. Anche se in quelle pagine in cui i protagonisti sono a colori e tutto i resto in, quell'upgrade del, bianco e nero, a volte, si ha l'effettiva sensazione di trovarsi davanti ad un livello di Photoshop mal gestito.

I disegni dell'albo, come detto di De Angelis, sono una certezza. Il dinamismo che il disegnatore riesce ad imprimere alle scene è sempre credibile e la scelta di diverse inquadrature rende l'albo un piccolo film su carta. Anche la cura dei dettagli dei diversi ambienti in cui si svolge la vicenda si rivela essere un'arma vincente. Ogni pagina è ricca e ben bilanciata. Non satura mai l'occhio del lettore, ma, anzi, gli permette di essere maggiormente coinvolto in una vicenda che tende ad escluderlo.

Onestamente, quindi, la storia ideata da Vigna, il più tecnologico dei tre sardi che ha creato il poliziotto del futuro di casa Bonelli venticinque anni fa, mi ha deluso parecchio. Oltre al lasciarmi perplesso mi ha anche disorientato. Senza fare eccessivi spoiler, ma... La dinamica narrativa/commemorativa scelta da Bepi permette a Nathan di entrare ed uscire da Matrix per riaffiorare (lui o chi prima di lui) sulle pagine di altre, storiche, testate della casa editrice milanese. Si riconoscono, ad esempio, Darkwood, l'Amazzonia (no, non quella del commercio on-line), Londra e New York. I visitatori capitano in queste località mentre sono attivi gli eroi di carta che noi tutti conosciamo. Ciò che mi ha più disorientato è stata la reazione di Nathan nel trovarsi, nel passato, a respirare la stessa aria di Martin Mystère. Nei vent'anni in cui ho letto le avventure dell'Agente Alfa, lui era entrato in contatto con il Detective dell'Impossibile, che si era trovato a vivere nel futuro. Erano diventati amici. Come è possibile che leggendone il nome sui giornali, visitando i luoghi in cui è vissuto, a Nathan, non sia venuto in mente il tempo che avevano trascorso insieme? Ho trovato questo omissis decisamente disturbante. Poi, oh, nei quattro anni in cui sono stato assente dalla testata è successo qualcosa che ha resettato tutto, una specie di patto con Mefisto che dopo l'Uomo Ragno ha deciso di incasinare anche l'Universo Alpha.
A questo si unisca anche la profonda profusione di vocaboli tecnici, da puntata di Star Trek: Voyager in crisi di idee, e ne viene fuori una storia dalla quale il lettore ne esce frastornato. Chiudendo l'albo non può fare a meno di pensare: vabbè.

In ogni caso. Non mi pento nè di aver abbandonato la testata, nè di aver acquistato questo numero. Certo, ammetto la mia delusione per la poca originalità della trama, tendenzialmente paragura, anche se speravo, visti i nomi in campo per questo albo, di essere maggiormente coinvolto.

Giusto per festeggiare.

Ah, c'è anche una variant cover in vendita sul sito Bonelli. Ecco: anche no.

martedì 20 marzo 2012

Nathan Never -Il segreto di Sigmund

Nathan Never n. 250, mensile
Il segreto di Sigmund

Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Sergio Giardo

Nathan Never è un solitario ex poliziotto che ha subito un dramma familiare e che si è rifugiato su una stazione orbitale, in un monastero shaolin, per ritrovare l'equilibrio. Dopo alcuni anni ha ricevuto un proposta per entrare nella nuova Agenzia Alfa.
Rebecca "Legs" Weaver è una solitaria appassionata di armi. Anche lei dopo un brutto periodo è stata reclutata per entrare a far parte dell'Agenzia Alfa.
Sigmund Baginov è un solitario polacco genio del computer. Balbetta quando parla con gli esseri umani, il difetto di pronunzia passa quando parla con i computer. Membro fondatore dell'Agenzia Alfa, nasconde un segreto a coloro che reputa la sua famiglia, ossia Nathan e Legs.
Edward Reiser è il CEO dell'Agenzia Alfa. E' colui che ha personalmente reclutato gli agenti Alfa e che condivide i segreti delle origini dell'Agenzia con Sigmund. Il suo unico scopo è ben figurare nelle missioni ed accumulare il più denaro possibile.
Aristotele Skotos è un predicatore religioso, folle, ricco e con mire espansionistiche al di la della religione. Il suo scopo finale è quello di diventare padrone del mondo. Affiancato in questa sua missione da sua moglie Sada ed il loro figlio Kal.

Dopo la Guerra dei Mondi ci si aspettava una svolta epocale. Ebbene. Non è avvenuta. Nonostante i colpi di scena lasciati in sospeso al termine del 249 la casa editrice ha preferito sospendere il tutto e ripartire da zero. Come promesso nello strillo di copertina questo 250 vale un numero 1. Infatti vengono narrate, in modo spicciativo, con dialoghi intensi e prolissi, molti dettagli del mondo di Nathan Never narrati nel corso dei primi 100 numeri. Viene svecchiato e denudato il personaggio di Legs, in modo da renderlo più simile a quello presente nella collana a fumetti a lei dedicata chiusa anni fa. Viene resettato il personaggio di Sigmund e ripristinato quello di Reiser. Nathan rimane se stesso, forse un pelo meno musone, e tornano le sue vicine di casa Katia e Giulia (omaggio a Kate & Yuri, anime degli anni '90 del secolo scorso che dovreste recuperare in dvd) ed il loro cane Ubiq.
L'operazione non mi convince. Questo è un reboot, come le case americane ci hanno insegnato che si può fare, per svecchiare e dare nuova linfa vitale al personaggio. Con questa mossa è possibile farlo uscire dalle trame, a volte complicate, a volte inutili, a volte piacevoli, nelle quali si era imbarcato nel corso degli anni. Il primo passo di questo nuovo inizio è noioso per il lettore di vecchia data e mi spinge ulteriormente nel, doloroso, abbandono della collana. Il primo passo di questo nuovo inizio è la prima parte di una miniserie che dovrebbe creare un ponte tra i primi 249 numeri ed i prossimi a venire. Dato che la stagione non è ancora delle migliori per andare in cantina a fare posto a nuove scatole farò questi "quattro passi" in una nuova direzione con questo personaggio, ma, da Giugno, non conterei molto su una passeggiata più lunga.

Uno sforzo. Leggere questo numero è stato uno sforzo. I disegni di Giardo sono spettacolari. Grandi neri e stelle nello spazio, grandi dettagli in ogni scena, grande fisicità ormonale data a Legs. Si ritorna davvero a venti anni fa e non è detto che sia un bene. Perniola fa un gran lavoro di scavo negli archivi per recuperare momenti, situazioni e personaggi persi nei meandri del tempo, ma tutto il suo lavoro non è sostenuto da una verve narrativa tale da interessare il lettore storico. Della copertina abbiamo già parlato in dettaglio qui.

Se non avete mai letto le avventure dell'Agente Alfa potete iniziare da qui. Non vi garantisco che vi piaceranno.

mercoledì 22 febbraio 2012

Nathan Never


Siamo di fronte a due copertine storiche del mensile Bonelli Nathan Never. La prima a sinistra è quella che più di venti anni fa ha presentato il personaggio dei tre sardi, Medda Serra e Vigna, nelle edicole ad i suoi futuri lettori. Disegnata da Claudio Castellini nel 1991 ha colpito l’immaginazione di molti ed ha dato il via ad uno dei più longevi personaggi di casa Bonelli, dopo Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère e Dylan Dog.
A 21 anni di distanza Sergio Giardo, ed ad un copertinista di distanza Roberto De Angelis, mai lodato abbastanza, per il post guerra dei mondi, ha deciso di rendere omaggio con la copertina dell’albo 250 alle origini del personaggio.
Prima proviamo ad analizzare la copertina e poi ipotizziamo qualcosa.
Il nome della testata è scritto con gli stessi caratteri e colori in entrambe le versioni.
Lo skyline alle spalle del protagonista è cambiato. Dopo 21 anni ed una guerra devastante, la città della costa est ha subito delle evoluzioni, meno monolitica, più luminosa, anche se dovrebbe essere distrutta dagli eventi degli ultimi mesi. Anche le stelle sono aumentate.
La tecnologia si è evoluta. La mano robotica ha cambiato la sua struttura ed i condotti delle articolazioni ora sono per la maggior parte nascosti. La sensazione che trasmette la nuova mano sembra essere quella di una richiesta di essere aiuto, contro quella vecchia che sembra essere più aggressiva. Oltre a questo anche l’arma impugnata da Nathan è diversa.
Analizzando, proprio, il protagonista si nota la differenza fondamentale con la tavola di Castellini. Se nel 1991 Nathan Never era mancino, ora è destrorso. Gli abiti sono gli stessi, anche l’impermeabile, abbandonato da tempo nei fumetti a favore delle tute e delle divise dell’agenzia, ritorna a fare la sua comparsa.
Partendo a ragionare proprio da questi ultimi dettagli alcune domande si insinuano.
Nathan ha cambiato mano primaria semplicemente per un errore? Per omaggiare la mano con cui disegna ogni artista? Per rispecchiare le loro convinzioni politiche? Oppure perché non è il vero Nathan Never? Dati gli sconvolgimenti, relativi sotto il punto di vista narrativo, ma più attivi sotto quello dei personaggi, portati dall’ultimo ciclo di storie il disegnatore ci vuole suggerire qualcosa?
Ma, soprattutto, una copertina uguale a quella delle genesi e lo strillo che ci informa di “un 250 che vale come un n°1” ci suggerisce anche un ritorno alle origini dell’investigatore del futuro? Ci comunica che tutto quello che è successo fino ad ora viene, in un modo o nell’altro, resettato e si torna al passato? Le scelte poco coraggiose per la conclusione della guerra dei mondi, anche se hanno lasciato qualche spunto per storie future, potrebbe portare a pensare ad una scelta del genere. Certo lo svolgersi di indagini in un mondo distrutto e da ricostruire, nuovamente, la prima volta fu con la caduta di Urania, non sarà troppo diverso che nel recente passato. I nuovi equilibri politici potrebbero essere una variante, ma non sarà troppo poco? Basteranno gli innesti di fantascienza marziana a dare qualche svolta? Inoltre, ricostruire il vecchio staff dell’Agenzia Alfa sarà la mossa originale giusta per dare nuova linfa ad una serie che si è dimostrata stanca da dieci anni a questa parte?
Per il momento la mia lettura proseguirà almeno per i prossimi tre numeri, per cercare di scoprire Il segreto di Sigmund, titolo che, per inciso è scritto, in caratteri bianchi su sfondo nero, sarà una nuova scelta stilistica anche questa, od un errore di colorazione nell’anteprima della copertina?

martedì 22 novembre 2011

Nathan Never - I difensori

Nathan Never n. 246, mensile
I difensori

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Roberto De Angelis


L'Agenzia Alfa ed i sopravvissuti membri del governo sono stati amichevolmente accolti a Sub City, che da ghetto di rinnegati è diventata il fortino delle speranza. Le truppe marziane avanzano nel loro piano di conquista, ma la resistenza umana cresce sempre di più. Accanto agli abitanti di Sub City, ed alle loro incursioni in territorio nemico, altri combattono in modo indipendente. Il Giudice ed i Tecnocrati sono altre forze in gioco che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, riescono a stringere un'alleanza con Nathan e compagni. Le informazioni in possesso dei ribelli terrestri portano gli Agenti Alfa a credere che tutto l'attacco al loro pianeta natale sia organizzato da un'unica posizione, ribatezzata Uni-mente. Quello che manca loro è di individuarne la posizione. Fortuna vuole che Jerry Lone possa dar loro qualche indizio. Altra speranza arriva da Tecnocrati: credono di aver individuato la posizione, sottomarina, del disperso Link. Anche su Marte la situazione non è tranquilla. I filmati clandestini che i terrestri riescono a far arrivare sul pianeta rosso hanno agitato i sonni di alcuni indigeni. L'Impertatore è occupato a scovare i capi del movimento e debellarli. Buone notizie, però. gli arrivano dagli scavi archeologici in corso.

Tanta roba sto giro.
Partiamo da una copertina strepitosa di De Angelis, e mi dispiacerebbe che dopo la fine della Guerra dei Mondi lasciasse il suo ruolo di copertinista ufficiale della serie regolare. Dinamica, aggressiva, intensa, dai colori vivi, una delle migliori che io ricordi. E, dall'anticipazione a fine albo, quella del prossimo numero non deve essere da meno.
I disegni di Giardo sono un rivelazione. Magari a far disegnare a lui tutto il ciclo avrebbero guadagnato lettori. Tratto pulito, con mezzi toni piacevoli, elevato contenuto di dettagli, mecha appropriati. Un tratto coinvolgente e ricco. Stimabile.
La sceneggiatura di Vietti è densa di avvenimenti, come tante non ne sono state in passato. Devo riconoscere che è un compito titanico sviluppare un soggetto così enorme in sceneggiature da fumetto. Si farebbe fatica con una serie televisiva, figuriamoci quanto sia complicato con un mezzo così artigianale. Il disagio lo si nota sopratutto quando alcuni avvenimenti, necessari per la trama, sembrano accadere per caso (come quando si scopre che gli unici tre Tecnocrati di tre fazioni differenti e contrapposte sopravvissuti sono ...), ma il lettore, fedele ed accondiscendente, si lascia coinvolgere e non gli da troppo peso.

Uno degli albi migliori di questa saga, come non se ne vedono nel fumetto italico, spartiacque per il mondo di Nathan Never.