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giovedì 24 gennaio 2013

Man in Black 3

Boris l'Animale, l'ultimo Blogodita dell'universo, fugge dalla prigione di massima LunarMax, situata sulla Luna, e giura di vendicarsi dell'Agente K per avergli impedito, nel 1969, di conquistare la Terra ed averlo menomato di un braccio.
Per raggiungere il suo obiettivo decide di tornare nel 1969, viaggiando nel tempo, ed eliminando il giovane Agente K. Purtroppo per lui a salvare le chiappe di K c'è il suo collega J che accorgendosi che qualcosa non va nel nuovo corso temporale decide di tornare, anche lui, nel 1969 a sistemare le cose.
Ovviamente tutto è più complicato che un semplice viaggio nel tempo. Eventi passati possibili si scontrano con eventi che devono accadere per permettere al presente di esistere. In fondo anche l'universo è all'oscuro di alcuni segreti.

Will Smith e Tommy Lee Jones tornano a vestire i completi Total Black degli unici Uomini in Nero che tengono al sicuro il genere umano da invasioni aliene ed alieni in visita sul nostro pianeta. 
Dopo lo sfortunato e dimenticabile secondo episodio della saga Barry Sonnenfeld torna alla regia di un episodio del franchise. La storia, stavolta, regge ed è divertente. Il viaggio nel tempo, nonostante qualche imprecisione narrativa, funziona e diverte. Rivelazione del film è Josh Brolin che nella parte del giovane K dimostra la sua abnegazione nel ricreare quello che avrebbe potuto essere un vero giovane Tommy Lee Jones. A disposizione degli agenti segreti delle due epoche gadget curiosi ed interessanti che ciascuno di noi vorrebbe a disposizione.

Tutto sommato un film godibile e divertente, sopratutto senza pretese di voler strafare, di voler essere lirico o di essere un film memorabile. Godibile.

Wikipedia ci soccorre col bugiardino

Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti
Anno2012
Durata103 min
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto1,85:1
Generefantascienza, commedia
RegiaBarry Sonnenfeld
SoggettoLowell Cunningham (fumetto)
SceneggiaturaEtan Cohen
ProduttoreWalter F. ParkesLaurie MacDonald
Produttore esecutivoSteven SpielbergG. Mac Brown
Casa diproduzioneAmblin EntertainmentHemisphere Media Capital, Parkes + MacDonald,Imagenation
Distribuzione(Italia)Columbia Pictures
FotografiaBill Pope
MontaggioDon Zimmerman
MusicheDanny Elfman
ScenografiaSusan Bode
CostumiMary E. Vogt
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

mercoledì 3 agosto 2011

Batman - Forever

In città ci sono due nuovi criminali: Due Facce e L'enigmista. I due si sono associati per imporre il loro dominio di terrore su Gotham City e per eliminare Batman. In più Edward Nigma ha un conto in sospeso con Bruce Wayne, dovesse scoprire la sua identità segreta prenderebbe due pipistrelli con una fava.
A complicare le cose si aggiunge la bella di turno. Chase Meridian, psicologa e psichiatra, è attirata dal caso clinico Batman mentre Bruce è coinvolto da lei.
Sullo sfondo una tragedia, causata da Due Facce, l'ex procuratore Harvey Dent sfigurato da un criminale con l'acido. Durante un'esibizione circense di beneficenza il suo intervento causa la morte della famiglia di trapezisti Grayson. Tutta sterminata tranne il più giovane, ventenne, Dick. Il tipo di tragedia coinvolge Wayne che si offre di prendersi cura del ragazzo. Basta poco, una porta chiusa, per incuriosire il nuovo ospite di casa Wayne. Dick scopre la Batcaverna e si unisce a Batman per combattere i due criminali, nei panni di Robin.

Da toni cupi dei primi due film si passa alla sfolgorante presenza di colori di questo terzo capitolo. Da buio emergono luci neon fortemente colorate ovunque, sia nei caricatori dei mitragliatori che sulla Batmobile, sia sui vestiti sgargianti dei cattivi che nei colori che si riflettono sui palazzi della città. Unici toni non vivaci sono quelli dei costumi di Batman, il primo tendente al blu ed il secondo grigio fumo, e quello di Robin, i colori sono mantenuti opachi.
La storia è di una pochezza estrema poco supportata anche dalla caratterizzazione dei personaggi. Tommy Lee Jones, Due Facce, si rifà ad un personaggio psicopatico e ridanciano dominato dall'incoscienza e dalla stupidità, mentre Jim Carrey crea un enigmista eccessivamente fisicamente elastico e malato di mente (un personaggio che viene surclassato dal classico enigmista della serie TV degli anni 60).
I due protagonisti sono Val Kilmer e Chris O'Donnell. Se è vero che sotto la maschera di Batman si può nascondere chiunque è altrettanto vero che non chiunque può interpretare Bruce Wayne. L'interpretazione di Kilmer ricalca molto quella di Keaton nei film precedenti, ma con una credibilità nettamente minore. Chris O'Donnell inizia ad assaporare il ruolo di spalla dell'eroe, giovane ed esuberante, bullo ed abbastanza odioso.
La donna dell'eroe è una Nicole Kidman feticista e con problemi psicologici profondi sempre su di giri, come se il suo personaggio fosse dedito al consumo di stupefacenti.
La regia di Joel Schumacher è tediosa e noiosa.
Le musiche seppur moderne in alcuni passaggi richiamano motivi classici legati al Batman degli anni precedenti, ed alla serie TV.
I costumi sono di una indecenza proverbiale. Ridicoli all'impossibile quelli di Due Facce, calzamaglie improponibili quelle di Jim Carrey, orribile il primo costume di Batman (hai i capezzoli!), accettabile il secondo. A sorpresa risultano più piacevoli quelli di Robin, sia il classico da acrobata che il secondo con gli stessi colori opachi.

Decisamente inguardabile. Anche solo per il costume di Batman, ripeto: hai i capezzoli!

Titolo originale Batman Forever
Lingua originale inglese
Paese USA, Regno Unito
Anno 1995
Durata 117 min
Genere supereroi
Regia Joel Schumacher
Soggetto Lee Batchler, Janet Scott Batchler, basato sul personaggio dei fumetti creato da Bob Kane
Sceneggiatura Lee Batchler, Janet Scott Batchler, Akiva Goldsman
Produttore Tim Burton, Peter Macgregor-Scott
Produttore esecutivo Benjamin Melniker, Michael E. Uslan
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, Warner Bros. Hove Video
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Mark Stevens, Dennis Virkler
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Barbara Ling
Costumi Ingrid Ferrin, Bob Ringwood
Trucco Rick Baker

Interpreti e personaggi
Val Kilmer: Batman/Bruce Wayne
Tommy Lee Jones: Due Facce/Harvey Dent
Jim Carrey: L'Enigmista/Edward Nygma
Nicole Kidman: Chase Meridian
Chris O'Donnell: Robin/Dick Grayson
Michael Gough: Alfred Pennyworth
Pat Hingle: James Gordon
Drew Barrymore: Sugar
Debi Mazar: Spice
Ed Begley Jr.: Fred Stickley
Joe Grifasi: Guardia della Banca
George Wallace: Il Sindaco
Daniel Reichert: Direttore del circo
David U. Hodges: Jack Napier nel flashback

Doppiatori italiani
Loris Loddi: Batman/Bruce Wayne
Renzo Stacchi: Due Facce/Harvey Dent
Roberto Pedicini: L'Enigmista/Edward Nygma
Silvia Pepitoni: Chase Meridian
Giorgio Borghetti: Robin/Dick Grayson
Gil Baroni: Alfred Pennyworth
Glauco Onorato: Commissario James Gordon
Laura Boccanera: Sugar
Gabriella Borri: Spice
Angelo Maggi: Fred Stickley
Vittorio Amandola: Guardia della Banca
Massimo Corvo: Il Sindaco
Andrea Ward: Direttore del circo

Premi
2 premi agli ASCAP Film and Television Music Awards 1996:

Migliori Canzoni Eseguite per un Film (Adam Clayton, The Edge, Bono, Larry Mullen Jr.)
Film al Top del Box Office (Elliot Goldenthal)
MTV Movie Award al miglior cattivo: (Tommy Lee Jones)
BMI Film & TV Awards 1996: Miglior Canzone Eseguita per un Film (Seal)
Brit Awards 1996: Miglior Colonna Sonora (Elliot Goldenthal)
2 premi allo Sci-Fi Universe Magazine 1995:
Miglior Film Fantastico (Joel Schumacher)
Miglior Colonna Sonora per un Film di Genere (Elliot Goldenthal)

lunedì 25 luglio 2011

Capitan America - Il primo Vendicatore

L'esercito americano è alle prese con la Seconda Guerra Mondiale. Sul fronte europeo le cose non vanno proprio per il meglio. In patria il reclutamento è necessario e costante. Tra le truppe trova posto ogni genere di persone, ma non Steve Rogers di Brooklyn. Ha grandi ideali, grande forza morale, ma non le attitudini fisiche. Leggermente rachitico, con problemi cardiaci e polmonari non è l'uomo che l'esercito cerca. Nonostante i suoi cinque, illegali, tentativi di essere arruolato la dichiarazione di non idoneità è l'unica risposta che riceve. L'ultimo tentativo lo fa alla fiera della scienza di Howard Stark. Qui, notato dal dott. Erskine, viene introdotto in un programma speciale atto a creare il Supersoldato. Attraverso l'iniezione di sostanze chimiche, studiate e calibrate, nel progetto si punta al potenziamento del fisico e delle caratteristiche psicologiche del soggetto. L'esperimento riesce, ma Steve rimarrà per sempre l'unico vero supersoldato. L'esercito non capisce la potenzialità dell'uomo nuovo che ha di fronte e impiega il ragazzo solo per spettacoli teatrali in giro per l'America prima e dell'Europa in seguito. Trovatosi al fronte per uno spettacolo al battaglione presso il quale presta servizio un suo vecchio amico, James "Bucky" Barnes, scopre che è disperso in missione.
Sapendo di poter fare molto di più che semplici recite, con il costume di Capitan America in dosso, si lancia al salvataggio del suo amico. Una missione suicida dalla quale però esce vincitore. Non prima, però, di aver affrontato la sua nemesi futura: il Teschio Rosso. Gerarca nazista prima, capo supremo dell'Hydra poi. Il suo scopo è quello di dominare il mondo grazie all'energia del Cubo Cosmico, perso da Odino, sconfiggendo sia l'America che i nazisti di Hitler che l'hanno finanziato sin'ora.
Con uomini fidati al suo fianco iniziano le missioni di Capitan America per distruggere le fabbriche di armi Hydra in giro per l'Europa, prima che Teschio Rosso porti la guerra sul suolo americano.
E' in questo contesto che Capitan America perde la vita. Per impedire al suo avversario di scagliare bombe altamente distruttive sulle principali città degli Stati Uniti lotta con il Teschio e, sconfittolo, riesce a deviare la rotta dell'aereo sul qual viaggiavano al polo nord. Qui, per impedire la deflagrazione, si schianta nei ghiacci. Capitan America, Steve Rogers, è disperso in azione. Nessuno lo cercherà, convinti della sua morte.
Ai giorni nostri, però, l'eliveivolo viene ritrovato ed al suo interno il corpo ibernato dell'eroe.
Risvegliatosi, a confronto con Nick Fury, vaglierà la proposta del capo dello S.H.I.E.L.D. di entrare in una formazione di élite di supereroi: i Vendicatori.

Da quando hanno iniziato seriamente a produrre film di questo genere sto aspettando una pellicola degna di Capitan America. Al cinema sono andato con grandi aspettative. La partenza è stata positiva: ho trovato i biglietti per il 2D in un cinema comodo, certo sala 6, ma sempre meglio del 3D.
La storia in se è semplice, ma articolata. Un tipico film circolare che parte dal finale e con un lungo flashback ti fa capire come ci siamo arrivati, per poi proseguire poco dopo in previsione dei seguiti.
Io sono un amante, ma non estremo cultore e conoscitore dei fumetti Marvel, quindi conosco solo le ultime storie degli eroi della casa delle idee. Detto questo.
Il film mi è piaciuto molto, ho trovato che sia durato persino poco. Fosse andato avanti altre due ore, con lo stesso ritmo, la stessa intensità, l'avrei assorbito senza problemi. Ben articolato, con colpi di scena, che in sala hanno sortito l'effetto sperato, un ritmo coinvolgente ed un cast di alto livello. La serietà professionale di attori come Tommy Lee Jones, Hugo Weaving, ma soprattutto il carismatico ed intenso Stanley Tucci. Il protagonista Chris Evans si rivela abbastanza credibili nei panni di un giovane Steve Rogers, ancora impulsivo e non conscio del suo destino, che è leggermente diverso dall'eroe maturo del quale si legge negli albi a fumetti.
Nella lunga e complessa avventura raccontata si innestano molti spunti per altre storie. A partire dal Cubo Cosmico, già visto dopo i titoli di coda di Thor, a Bucky, al prelievo di sangue fatto a Steve, alla scomparsa del Teschio Rosso, la presenza di Dum Dum Dugan e Arnim Zola ed ad altri piccoli dettagli disseminati nei 125 minuti di pellicola.
Effetti speciali adatti allo scopo, niente di eccessivamente enfatizzato, il make up di Hugo Weaving azzeccato in ogni inquadratura, ambientazione ben ricostruita e basi segrete dell'Hydra enormi rendono l'atmosfera sempre credibile.
La regia di Joe Johnston, solo al suo 11 film dopo Jumanji, Wolfman, Rocketer, si rivela puntale, fluida e precisa.
Le musiche e la colonna sonora ricostruiscono un'epoca passata da 70 in modo credibile.
Forse l'unico difetto, voluto o no, è che non trasmette quel senso di unità, "bandiera", che si è consolidato nel personaggio dei fumetti in questi anni, sopratutto dopo la sua morte alla conclusione della Civil War.

Forse non il migliore dei film di genere, ma ci va molto vicino. Personalmente, per via del valore effettivo al personaggio, l'ho trovato ottimo e lo rivedrei, da subito, almeno un altro paio di volta (peccato che si debba pagare per farlo).

Da vedere subito. Subito ho detto! Che fate ancora qui?

Titolo originale Captain America: The First Avenger
Paese USA
Anno 2011
Durata 124 min
Genere supereroi
Regia Joe Johnston
Soggetto dai fumetti Marvel Comics
Sceneggiatura Christopher Markus, Stephen McFeely
Produttore Kevin Feige
Produttore esecutivo Louis D'Esposito, Joe Johnston, Stan Lee,
Casa di produzione Marvel Studios
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Shelly Johnson
Montaggio Michael McCusker, Robert Dalva, Jeffrey Ford
Musiche Alan Silvestri
Scenografia Rick Heinrichs
Costumi Jeffrey Kurland

Interpreti e personaggi
Chris Evans: Steve Rogers/Captain America
Hugo Weaving: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Hayley Atwell: Peggy Carter
Tommy Lee Jones: Chester Phillips
Stanley Tucci: Abraham Erskine
Sebastian Stan: James "Bucky" Barnes
Dominic Cooper: Howard Stark
Toby Jones: Arnim Zola
Neal McDonough: Dum Dum Dugan
Derek Luke: Gabe Jones
Kenneth Choi: Jim Morita
Bruno Ricci: Jacques Dernier
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Doppiatori italiani
Marco Vivio: Steve Rogers/Capitan America
Ilaria Latini: Peggy Carter
Carlo Cosolo: Johann Schmidt/Teschio Rosso
Emiliano Coltorti: James "Bucky" Barnes
Marco Guadagno: Arnim Zola
Saverio Moriones: Chester Phillips
Luca Biagini: Abraham Erskine
Paolo Buglioni: Nick Fury

giovedì 11 novembre 2010

Nella Valle di Elah

2004. Mike Deerfield è figlio di un militare in pensione, Hank Deerfield, e fratello di un militare della 82a deceduto in addestramento dieci anni prima, David.
Quattro giorni dopo il suo rientro dall'Iraq suo padre riceve una telefonata che gli segnala che Mike non fa rientro alla base nel Nuovo Messico da alcuni giorni. Hank rimane stupito, non sapeva neanche che suo figlio fosse tornato negli Stati Uniti.
La notizia della scomparsa mette in agitazione sia lui che sua moglie, Joan. Si imbarca, così, in un viaggio fino a Fort Rudd alla ricerca del suo unico erede. Esperto di tecniche di investigazione, grazie agli anni passati nell'esercito, visita prima la base e poi il distretto di polizia civile alla ricerca di qualcuno che possa dargli una mano. Dopo insistenze e progressi solitari gli si affianca il detective Emily Sanders. Nel frattempo viene ritrovato il cadavere smembrato, bruciato, abbandonato in campagna, in zona militare, e divorato dagli animali di un ragazzo. Purtroppo il cadavere è quello di Mike.
L'indagine personale di Hank procede, lo scambio di informazioni con Emily è proficuo, l'ostruzionismo da parte dell'esercito è evidente. Il tutto fino alla svolta che permetterà al padre di ottenere, nei locali della polizia ed alla presenza del detective Sanders, una confessione dal colpevole dell'efferato delitto.

Girato con budget ridotto, gli attori hanno accettato anche riduzioni ai loro ingaggi, senza risentirne il film si dice ispirato ad una storia vera. Non è difficile credere che i ragazzi di poco più di venti anni che tornano da zone di guerra, sia negli anni in cui è ambientato il film sia oggi, come quelli rappresentati nella vicenda possano subire un tale tracollo psicologico. Costretti ad uccidere per sopravvivere, pronti a temere ogni essere umano ed a vedere in lui un avversario, al ritorno in patria necessitano di un supporto psicologico completo. Il dramma della perdita del secondo figlio spezza definitivamente gli ultimi fili che reggono il matrimonio di Hank e Joan, una lontananza resa evidente dalle poche scene recitate insieme dai due attori sullo schermo e confermata al rientro a casa di lui in concomitanza con l'assenza di lei.
Tommy Lee Jones interpreta il ruolo del padre determinato e sfranto, che sembra scritto per essere retto dalla faccia di cuoio di Clint Eastwood, in modo impeccabile ed intenso. Susan Sarandon è la madre disperata, ben delineando la figura nonostante lo scarso minutaggio sullo schermo. Charlize Theron è il detective capace determinato a rivalersi sui colleghi per le dicerie che l'accompagnano, con una rappresentazione realistica anche se non completamente convincente.
La regia e la sceneggiatura di Paul Haggis (nel suo curriculum troviamo regia, sceneggiatura e soggetto per Crash - Contatto fisico, le sceneggiature per Million Dollar Baby (2004), Flags of Our Fathers (2006), Agente 007 - Casino Royale (2006), Agente 007 - Quantum of Solace (2008) ed il soggetto per Lettere da Iwo Jima (2006)) sono lente, unico aggettivo che vi si può ascrivere. Una lentezza eccessiva che cerca di ricalcare, senza successo, la lentezza romantica e descrittiva dei film di Eastwood (dei quali è stato, in alcuni casi, sceneggiatore e/o soggettista) e, forse, vuole avvicinarsi alle atmosfere sospese dell'"Insomnia" di Christopher Nolan. Una pecca, questa, che pregiudica molto la godibilità di un film prevalentemente di cronaca, denuncia ed indagine. Se lo scopo della marcia innestata era quello di poter permettere allo spettatore di concentrarsi sui sentimenti di padre e marito di Hank, a mio parere, l'obiettivo è stato mancato.

Un film vedibile, ma non indispensabile.

Titolo originale In the Valley of Elah

Paese Stati Uniti d'America
Anno 2007
Durata 120 min
Genere drammatico

Regia Paul Haggis

Interpreti e personaggi
Tommy Lee Jones: Hank Deerfield
Charlize Theron: Det. Emily Sanders
James Franco: Sergente Dan Carnelli
Susan Sarandon: Joan Deerfield
Jonathan Tucker: Mike Deerfield
Frances Fisher: Evie
Jason Patric: Tenente Kirklander
Josh Brolin: Comandante Buchwald