Maxi Martin Mystère N° : 10
L'abisso del male
Soggetto: Carlo Recagno
Sceneggiatura: Carlo Recagno, Alfredo Castelli
Disegni: Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo, e con i contributi di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo.
Copertina: Angelo Stano
Uscita: 28/11/2018
Prezzo: 6,90€ (9€ con supermegaposter ripegabile)
Due sono stati gli incontri principali tra Dylan Dog e Martin Mystère. A distanza di due anni ed entrambi hanno scatenato eventi che avrebbero potuto portare alla fine del mondo. Perchè nel 2018 dovrebbe essere diverso? Infatti i due si trovano ad affrontare una malvagia, e nota, figura, emersa, sfuggita, dagli inferi a causa di un rito druidico che ha avuto luogo in Germania.
Tra mille difficoltà e mille incontri il Detective dell'Impossibile e l'Indagatore dell'Incubo dovranno venire sia a patti con loro stessi che cercare di ricacciare la demoniaca presenza nelle viscere dimensionali da cui è sorta.
Inaspettato tanto quanto richiesto, in un periodo in cui in casa Bonelli i team-up sfociano come fiumi nel mare, torna l'accoppiata BVZM DYD. Torna con un soggetto di Recagno che scrive la sceneggiatura a quattro mani con Castelli. Ai disegni Giovanni Freghieri. Copertina, dopo tanto tempo, di Angelo Stano.
Partendo giusto da questa, a Stano, riescono linee molto più dure del solito (o forse non sono più abituato io a vederlo dopo che è stato ostracizzato dalla serie regolare di Dylan Dog), uno sfondo fin troppo omogeneo, i due protagonisti decisamente rigidi ed una gran bella bionda, che assomiglia fin troppo a Diana, a tener loro compagnia.
Recagno si diletta un storia in cui le citazione provenienti dall'Universo Bonelli sono all'ordine della pagina, si passa da Mister No si arriva da Creepy Past senza dimenticare Dragonero e Gea. Una storia decisamente lunga, articolata e fin troppo ricca. Tanto che ho avuto la sensazione che alcuni personaggi secondari siano stati dimenticati in luoghi dove non dovevano essere e che certe soluzioni siano risultate un po' troppo forzate. Essendo l'erede dell'ancor vivo Castelli, Recagno si diverte a gestire dialoghi, necessariamente, prolissi ed a generare, fin troppa, acredine tra i due protagonisti. Nella sua gestione della storia ho trovato fronzoli eccessivi, ma, anche, una modo interessante di affrontare il "momento introspezione" di Dylan e Martin. L'averli catapultati tra le matite di Camagni, il primo, e Giardo, il secondo, ci ha offerto respiro dal tratto di Freghieri ed un parallelismo, ovvio e del quale il lettore era già a conoscenza, tra i due non-eroi che servirà da svolta per gli eventi.
Giovanni Freghieri. Il disegnatore piacentino, classe 1950, è al suo terzo incontro su tre tra i due colossi bonelliani, ricordiamo che il primo è stato scritto da Castelli ed il secondo da Sclavi, ed ha lavorato, con soddisfazione dei lettori, per entrambe le testate, riscuotendo sempre un grande successo ad ogni apparizione. Ovviamente qui fa il suo e non è discutibile, però, personalmente, ho trovato i disegni tanto spigolosi, più del solito. Forse è solo una mia impressione dovuta alla perenne espressione corrucciata che Martin si porta dietro ed all'antipatia che Dylan riversa su di lui. Alla prima lettura non mi sono trovato a mio agio con questo stile accoppiato alla verbosità di Recagno (che trovo diversa e meno briosa di quella di Castelli).
Ovviamente non farò spoiler, anche se i più smaliziati lettori Bonelli hanno già intuito chi sia il cattivone di turno e chi troveremo come suo avversario ad un certo punto della storia, perché un ritorno così è stato atteso da tanti anni. Quello che non capisco, però, è perché non sia stata creata attesa per l'albo, non sia stata messa in piedi una campagna pubblicitaria sulle testate principali dei due protagonisti e sia stato lanciato nel buio a Lucca. Certo, ovviamente, un fumetto del genere si vende da solo. Io l'ho acquistato ma non l'ho vissuto con quell'interesse spasmodico che mi avrebbe potuto generare sensazioni diverse e più intense durante la lettura, dei primi due.
Non so. Sicuramente un albo interessante, che vale i quasi 7€ che chiede e che offre una lettura prolungata, ma lanciato in edicola così, senza stimolare le papille gustative del lettore, a mio parere, gli ha fatto perdere qualche punto.
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mercoledì 12 dicembre 2018
venerdì 2 marzo 2018
Dylan Dog - Dormire, forse sognare
Dylan Dog N° : 378
Dormire, forse sognare
Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 28/02/2018
Dave sta portando a spasso il cane quando passa davanti ad un citofono. Da questo proviene la voce di una bambina disperata. Peccato che il citofono appartenga ad palazzo abbattuto da qualche giorno.
Dave, sei anni dopo, sta passeggiando con il figlio e ripassa per la stessa via. Con il citofono del palazzo, il piccolo, comunica con la bambina che aveva parlato con suo padre. Da quel giorno la crescita del bambino si ferma. Dopo altri sei anni va in coma e non riesce più a svegliarsi. I dottori non sanno cosa sta succedendo.
L'unica alternativa rimasta a Dave è quella di rivolgersi all'Indagatore dell'Incubo.
Tralasciando alcune scelte narrative incongruenti (perché i costruttori ricevono, in pompa magna, Dylan senza sapere che ruolo abbia e cosa lo spinga a porger loro domande) la storia di Simeoni offre spunti interessanti. Quella che poteva, con scelte diverse, trasformarsi in una storia dai risvolti eccessivamente semplice, assume un valore sociale grazie alle scelte dell'autore. Simeoni riesce a portare nel fumetto popolare la denuncia contro gli abusi familiari. Riesce ad introdurre l'argomento con sgomenta delicatezza e, grazie a questa scelta, salva la storia da una possibile discesa nel prevedibile. Prevedibile che, probabilmente, non sarebbe neanche stato tanto male, ma che avrebbe richiesto almeno un altro albo per essere approfondito.
Alle matite Giovanni Freghieri che torna ad alti livelli, sopratutto nelle ultime pagine. Il disegno volatile ed incisivo fornisce al Simeoni un mezzo evocativo in più per dare forza alla sua storia. La grande cura del dettaglio che mette l'artista piacentino è sempre un piacere per gli occhi.
La copertina di Cavenago, finalmente, racconta esattamente quello che leggeremo nell'albo. Lo fa senza fornirci anticipazioni, ma dando al lettore tasselli di un puzzle che si comporrà durante la lettura.
Un albo che avrebbe vissuto anche senza le richieste di Recchioni di inserire riferimenti a Rania e che, alleluia, solleva un po' la media dell'ultimo periodo.
Dormire, forse sognare
Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 28/02/2018
Dave sta portando a spasso il cane quando passa davanti ad un citofono. Da questo proviene la voce di una bambina disperata. Peccato che il citofono appartenga ad palazzo abbattuto da qualche giorno.
Dave, sei anni dopo, sta passeggiando con il figlio e ripassa per la stessa via. Con il citofono del palazzo, il piccolo, comunica con la bambina che aveva parlato con suo padre. Da quel giorno la crescita del bambino si ferma. Dopo altri sei anni va in coma e non riesce più a svegliarsi. I dottori non sanno cosa sta succedendo.
L'unica alternativa rimasta a Dave è quella di rivolgersi all'Indagatore dell'Incubo.
Tralasciando alcune scelte narrative incongruenti (perché i costruttori ricevono, in pompa magna, Dylan senza sapere che ruolo abbia e cosa lo spinga a porger loro domande) la storia di Simeoni offre spunti interessanti. Quella che poteva, con scelte diverse, trasformarsi in una storia dai risvolti eccessivamente semplice, assume un valore sociale grazie alle scelte dell'autore. Simeoni riesce a portare nel fumetto popolare la denuncia contro gli abusi familiari. Riesce ad introdurre l'argomento con sgomenta delicatezza e, grazie a questa scelta, salva la storia da una possibile discesa nel prevedibile. Prevedibile che, probabilmente, non sarebbe neanche stato tanto male, ma che avrebbe richiesto almeno un altro albo per essere approfondito.
Alle matite Giovanni Freghieri che torna ad alti livelli, sopratutto nelle ultime pagine. Il disegno volatile ed incisivo fornisce al Simeoni un mezzo evocativo in più per dare forza alla sua storia. La grande cura del dettaglio che mette l'artista piacentino è sempre un piacere per gli occhi.
La copertina di Cavenago, finalmente, racconta esattamente quello che leggeremo nell'albo. Lo fa senza fornirci anticipazioni, ma dando al lettore tasselli di un puzzle che si comporrà durante la lettura.
Un albo che avrebbe vissuto anche senza le richieste di Recchioni di inserire riferimenti a Rania e che, alleluia, solleva un po' la media dell'ultimo periodo.
martedì 6 dicembre 2016
Dylan Dog - Cose perdute
Dylan Dog N° 363
Cose perdute
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita 29/11/2016
Gli incubi. Dylan Dog dovrebbe esserne l'Indagatore, ma anche lui ne soffre. Dopo una notte in cui uno di essi ha preso possesso dei suoi sogni, il nostro, si sveglia scosso e trova un biglietto firmato con una misteriosa "B.". Un sensazione, una presenza, un'aura, qualcosa di strano, insomma, inizia a influenzare la vita dell'Old Boy. Sensazioni che lo riportano all'infanzia ed a misteriose presenze che l'hanno in una lontana estate. Presenze che gli permettono di ricordare eventi di un passato dimenticato.
Ciò che salta all'occhio è l'assoluta novità di questo albo: il cambio di copertinista. Da oggi al posto dello storico Stano, a presentarci la nuova avventura di Dylan Dog, ci sarà un amico di Recchioni: Gigi Cavenago. Un giovane di ottime speranze che ci regala una copertina calda e rassicurante, tranne che per quell'angolo freddo ed inquietante, che muoverà la vicenda. Si vedeva che Stano non era a suo agio a lavorare nel nuovo corso Bonelli di Dylan Dog. Alla fine è riuscito a tirarsene fuori, od è stato fatto fuori nessuno lo saprà mai, e, forse, a dedicarsi ai suoi progetti. Magari lo vedremo con una serie tutta suo, con altre storie complete di Dylan o solo ai disegni per qualche sceneggiatore o, perché no, all'opera su altri personaggi. In bocca al lupo.
La storia di Paola Barbato, ormai abbonata ad inventarsi il passato del Nostro, aggiunge tasselli a chi fu Dylan. Tasselli di cui si era dimenticato pure lui. Interessanti certi sviluppi, ma, decisamente, incredibile la motivazione di B. per perseguitare l'adulto Dylan Dog. Calza decisamente bene il finale. Traendo le conclusioni, la storia si è lasciata leggere anche se, in certi passaggi, la sospensione dell'incredulità richiesta si è rivela eccessiva.
Ai disegni Giovanni Freghieri: valore aggiunto per qualsiasi storia. Grande lavoratore. Barbato ringrazia.
Qualche cambiamento estetico, ma pochi cambiamenti di sostanza.
Cose perdute
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita 29/11/2016
Gli incubi. Dylan Dog dovrebbe esserne l'Indagatore, ma anche lui ne soffre. Dopo una notte in cui uno di essi ha preso possesso dei suoi sogni, il nostro, si sveglia scosso e trova un biglietto firmato con una misteriosa "B.". Un sensazione, una presenza, un'aura, qualcosa di strano, insomma, inizia a influenzare la vita dell'Old Boy. Sensazioni che lo riportano all'infanzia ed a misteriose presenze che l'hanno in una lontana estate. Presenze che gli permettono di ricordare eventi di un passato dimenticato.
Ciò che salta all'occhio è l'assoluta novità di questo albo: il cambio di copertinista. Da oggi al posto dello storico Stano, a presentarci la nuova avventura di Dylan Dog, ci sarà un amico di Recchioni: Gigi Cavenago. Un giovane di ottime speranze che ci regala una copertina calda e rassicurante, tranne che per quell'angolo freddo ed inquietante, che muoverà la vicenda. Si vedeva che Stano non era a suo agio a lavorare nel nuovo corso Bonelli di Dylan Dog. Alla fine è riuscito a tirarsene fuori, od è stato fatto fuori nessuno lo saprà mai, e, forse, a dedicarsi ai suoi progetti. Magari lo vedremo con una serie tutta suo, con altre storie complete di Dylan o solo ai disegni per qualche sceneggiatore o, perché no, all'opera su altri personaggi. In bocca al lupo.
La storia di Paola Barbato, ormai abbonata ad inventarsi il passato del Nostro, aggiunge tasselli a chi fu Dylan. Tasselli di cui si era dimenticato pure lui. Interessanti certi sviluppi, ma, decisamente, incredibile la motivazione di B. per perseguitare l'adulto Dylan Dog. Calza decisamente bene il finale. Traendo le conclusioni, la storia si è lasciata leggere anche se, in certi passaggi, la sospensione dell'incredulità richiesta si è rivela eccessiva.
Ai disegni Giovanni Freghieri: valore aggiunto per qualsiasi storia. Grande lavoratore. Barbato ringrazia.
Qualche cambiamento estetico, ma pochi cambiamenti di sostanza.
martedì 22 dicembre 2015
Morgan Lost - Mister Sandman
Morgan Lost N° 3
Mister Sandman
Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio
Periodicità: mensile
Uscita: 17/12/2015
Morgan Lost ha incontrato al cinema una ragazza attraente. Quando sono insieme i momenti sono fantastici e la loro canzone è "Mister Sandman". Negli stessi momenti, persone in vista di New Heliopolis vengono uccise, sgozzate con un rasoio, da un serial killer misterioso di nome Mister Sandman. Sarà solo un caso? Cosa lega Sarah, la fiamma di Morgan, a questi omicidi?
Onestamente non mi sento di promuovere questo albo di Chiaverotti. La trovata narrativa mi ha ricordato troppo certe storie di Brendon nelle quali non sapeva come uscirne e ci buttava lì uno sciamano, delle sostanze allucinogene od altri artefatti atti a tirarlo fuori dalle secche. Questo Sliding Doors su carta del 2015 si rivela a tratti tediosamente enigmatico e ricco di dettagli che tendono a sviare le supposizioni del lettore, per confonderlo ancora di più.
Ai disegni troviamo Freghieri, uno che le donne molto belle sa proprio come disegnarle. Qui, fan service d'obbligo, ritrae frequentemente, per il piacere dei nostri occhi, Sarah nuda ed in atti d'amore con Morgan. Innegabile che un incipit così, per qualcuno che non conosce il fumetto, sia d'incentivo all'acquisto. Vista la debolezza della sceneggiatura, Freghieri ha messo molto del suo per tenere alta l'attenzione del lettore.
Mistero nel fumetto: le scritte in cui appaiono un numero seguito dalla dicitura pt (esempio 60pt, 18pt) sono state inserite con coscienza, per rivelare una determinata dimensione dell'ambientazione, o sono un errore di lettering?
Non mi aspettavo così presto un episodio di questo tenore e gestito con una scappatoia simili. Puntiamo sul numero 4 per farci un'idea di cosa veramente sarà Morgan Lost. Speriamo bene.
Mister Sandman
Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Fabrizio De Tommaso
Colori: Arancia Studio
Periodicità: mensile
Uscita: 17/12/2015
Morgan Lost ha incontrato al cinema una ragazza attraente. Quando sono insieme i momenti sono fantastici e la loro canzone è "Mister Sandman". Negli stessi momenti, persone in vista di New Heliopolis vengono uccise, sgozzate con un rasoio, da un serial killer misterioso di nome Mister Sandman. Sarà solo un caso? Cosa lega Sarah, la fiamma di Morgan, a questi omicidi?
Onestamente non mi sento di promuovere questo albo di Chiaverotti. La trovata narrativa mi ha ricordato troppo certe storie di Brendon nelle quali non sapeva come uscirne e ci buttava lì uno sciamano, delle sostanze allucinogene od altri artefatti atti a tirarlo fuori dalle secche. Questo Sliding Doors su carta del 2015 si rivela a tratti tediosamente enigmatico e ricco di dettagli che tendono a sviare le supposizioni del lettore, per confonderlo ancora di più.
Ai disegni troviamo Freghieri, uno che le donne molto belle sa proprio come disegnarle. Qui, fan service d'obbligo, ritrae frequentemente, per il piacere dei nostri occhi, Sarah nuda ed in atti d'amore con Morgan. Innegabile che un incipit così, per qualcuno che non conosce il fumetto, sia d'incentivo all'acquisto. Vista la debolezza della sceneggiatura, Freghieri ha messo molto del suo per tenere alta l'attenzione del lettore.
Mistero nel fumetto: le scritte in cui appaiono un numero seguito dalla dicitura pt (esempio 60pt, 18pt) sono state inserite con coscienza, per rivelare una determinata dimensione dell'ambientazione, o sono un errore di lettering?
Non mi aspettavo così presto un episodio di questo tenore e gestito con una scappatoia simili. Puntiamo sul numero 4 per farci un'idea di cosa veramente sarà Morgan Lost. Speriamo bene.
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| Trailer in .gif del numero 3 |
mercoledì 24 settembre 2014
Dylan Dog Speciale - Scritti nella sabbia
Speciale Dylan Dog N° 28
Scritti nella sabbia
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Feghieri
Copertina Angelo Stano
Periodicità: Annuale
Uscita: 19/09/2014
Un casa alla fine del mondo: una vecchia baracca che negli anni è diventato un albergo chiamato World's End. Un uomo, anziano, stano, lo gestisce affittando camere, cucinando, riparando la casa dagli assalti del mare e raccontando storie di un tempo andato.
Strani ospiti quelli dell'albergo. Un bambino che costruisce castelli di sabbia, una bella donna diffidente, un uomo alla ricerca di qualcosa, un ospite misterioso che non esce mai dalla sua stanza, una coppia di uomini dei quali uno parla solo tedesco.
Stano anche il postino che consegna le sue lettere al mare.
Tra loro Dylan Dog; in attesa della sua ospite che, qui, l'ha invitato per indagare su un mistero ancora a lui sconosciuto.
Freghieri si occupa dei disegni di questo ultimo Speciale del vecchio Dylan Dog. Da domani si inizia una nuova vita. Queste pagine saranno occupate da Bilotta e del suo Dylan Dog post apocalittico. Intanto, questo classico disegnatore dell'Old Boy (ha esordito sul numero 40, Accadde domani, ed ha realizzato graficamente anche gli incontri tra l'indagatore dell'Incubo ed il Detective dell'Impossibile), ci regala, ancora una volta, la sua calma compassata e la sua delicatezza espositiva. Una storia, per tema , perfettamente adatta alle sue corde ed ad alcune delle sue ultime sperimentazioni tecniche.
La storia, ecco. Di Gregorio di solito mi piace molto, ma l'utilizzo della tecnica "tante storie per farne una" è qualcosa che a volte digerisco ed altre no. Fortunatamente nel suo caso è bastato un po' di effervescente Brioschi e tutto è andato giù. Mi ha ricordato un po' quei vecchi telefilm della televisione italiana: così diversi da quelli di oggi. Quelli in cui allo spettatore, ancora uno che il cinema lo bazzicava poco, era necessario ripetere più volte lo stesso concetto. Magari in tono e con parole leggermente diverse, ma alla fine sempre lo stesso. Qui si ha lo stesso effetto: castelli di sabbia, tedesco, bizze, servono tutte per aggiungere pagine alla trama.
La copertina di Stano è malinconica, come può essere l'autunno al mare per uno che non ci è cresciuto.
Nota a margine. L'aumento dei prezzi non ha lasciato in pace neanche questa collana: 5,50€. L'anno scorso il prezzo di copertina era di 5,20€. 0,30 centesimi di Euro in più, pari al 5,5% del prezzo in più. Non molto amichevole. Poi se ne potrà discutere dei perché e dei per come, ma tanto è.
Scritti nella sabbia
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Feghieri
Copertina Angelo Stano
Periodicità: Annuale
Uscita: 19/09/2014
Un casa alla fine del mondo: una vecchia baracca che negli anni è diventato un albergo chiamato World's End. Un uomo, anziano, stano, lo gestisce affittando camere, cucinando, riparando la casa dagli assalti del mare e raccontando storie di un tempo andato.
Strani ospiti quelli dell'albergo. Un bambino che costruisce castelli di sabbia, una bella donna diffidente, un uomo alla ricerca di qualcosa, un ospite misterioso che non esce mai dalla sua stanza, una coppia di uomini dei quali uno parla solo tedesco.
Stano anche il postino che consegna le sue lettere al mare.
Tra loro Dylan Dog; in attesa della sua ospite che, qui, l'ha invitato per indagare su un mistero ancora a lui sconosciuto.
Freghieri si occupa dei disegni di questo ultimo Speciale del vecchio Dylan Dog. Da domani si inizia una nuova vita. Queste pagine saranno occupate da Bilotta e del suo Dylan Dog post apocalittico. Intanto, questo classico disegnatore dell'Old Boy (ha esordito sul numero 40, Accadde domani, ed ha realizzato graficamente anche gli incontri tra l'indagatore dell'Incubo ed il Detective dell'Impossibile), ci regala, ancora una volta, la sua calma compassata e la sua delicatezza espositiva. Una storia, per tema , perfettamente adatta alle sue corde ed ad alcune delle sue ultime sperimentazioni tecniche.
La storia, ecco. Di Gregorio di solito mi piace molto, ma l'utilizzo della tecnica "tante storie per farne una" è qualcosa che a volte digerisco ed altre no. Fortunatamente nel suo caso è bastato un po' di effervescente Brioschi e tutto è andato giù. Mi ha ricordato un po' quei vecchi telefilm della televisione italiana: così diversi da quelli di oggi. Quelli in cui allo spettatore, ancora uno che il cinema lo bazzicava poco, era necessario ripetere più volte lo stesso concetto. Magari in tono e con parole leggermente diverse, ma alla fine sempre lo stesso. Qui si ha lo stesso effetto: castelli di sabbia, tedesco, bizze, servono tutte per aggiungere pagine alla trama.
La copertina di Stano è malinconica, come può essere l'autunno al mare per uno che non ci è cresciuto.
Nota a margine. L'aumento dei prezzi non ha lasciato in pace neanche questa collana: 5,50€. L'anno scorso il prezzo di copertina era di 5,20€. 0,30 centesimi di Euro in più, pari al 5,5% del prezzo in più. Non molto amichevole. Poi se ne potrà discutere dei perché e dei per come, ma tanto è.
lunedì 3 febbraio 2014
Dylan Dog - ... e lascia un bel cadavere
Dylan Dog
N°: 329
…e lascia un bel cadavere
Periodicità: mensile
Uscita:29/01/2014
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Freghieri
Copertina Angelo Stano
N°: 329
…e lascia un bel cadavere
Periodicità: mensile
Uscita:29/01/2014
Soggetto e Sceneggiatura Giovanni Di Gregorio
Disegni Giovanni Freghieri
Copertina Angelo Stano
Il mondo dello spettacolo è crudele ed intenso. Pretende che le sue stelle siano sempre al top della forma e che nessun calo le scalfisca. Quando i più grandi e fruttuosi talenti rappresentati da Maurice Forster, impresario nel mondo dello spettacolo, iniziano a perdere la loro verve uno dopo l'altro la preoccupazione dell'agente sale a livelli di guardia. Dopo aver sottoposto i suoi assistiti ad ogni genere di visita medica è il momento di rivolgersi ad un professionista del settore incubi. Dylan Dog viene assunto, con un ricco assegno, per indagare sulle problematiche metafisiche che possano affliggere le stelle. Un denominatore comune, che guida l'Old Boy nell'indagine, è un sogno in bianco e nero che tutti i protagonisti coinvolti fanno. Perché non vi sono suoni in quel sogno? Perché i protagonisti non ne possono uscire e, anzi, sentono la voglia di passarvi più tempo all'interno? Chi è la figura misteriosa che tiene loro compagnia?
Giovanni Di Gregorio costruisce una storia originale e sorprendente. Finalmente. La narrazione è snella e misteriosa, i colpi di scena conclusivi sono intelligenti e raffinati. Mischia mito classico con freschezza contemporanea con mano sicura. Alla critica al mondo dello spettacolo, vacuo e nutrito dalle apparente, aggiunge quella giusta dose di mistero ed intrigo adatte alle ambientazioni delle storie scritte per l'Indagatore dell'Incubo.
Ai disegni un Freghieri che si rinnova. Accanto al suo tratto classico ed inconfondibile, preciso, intenso e ricco di dettagli e sfumature (forse con soggetti femminili troppo uguali negli anni, ma sempre bellissimi) sperimenta un bianco e nero convincente. Quando dico bianco e nero intendo proprio bianchi neutri e neri pieni che definiscono oggetti e soggetti sulla pagina. La tecnica, con piacevole effetto, viene utilizzata per rappresentare i sogni di tutte le vittime dell'apatia.
La copertina di Stano è indiscutibilmente tecnicamente bella, ma a me, personalmente, non è una di quelle che ha convinto di più. A mio gusto ha fatto di meglio e lo farà, basta vedere la copertina del numero 330 e già ci si esalta nuovamente.
Allora è vero. C'erano ancora buone storie nel calderone di quelle in valutazione tra le mani del nuovo responsabile della collana Roberto Recchioni. Per nostra fortuna non si sta andando a scemare dopo il 328 scritto da Mignacco, tanto sarebbe valso chiudere temporaneamente la testata in attesa dell'autunno. Di Gregorio è una conferma piacevole ed una sorpresa continua. Speriamo che la sua immaginazione non lo tradisca come, in tempi recenti, è successo ai vari Recagno e Gualdoni.
Intrigante.
lunedì 8 aprile 2013
Dylan Dog - Almanacco della Paura 2013
Almanacco della Paura 2013 , annuale
La cara mamma
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Dylan Dog ha una nuova fidanzata che lavora alla biblioteca nazionale di Londra. Il suo capo è una persona strana ed introversa e quando inizia ad aprirsi con la ragazza la cosa la impaurisce.
In città, nel frattempo, un misterioso serial killer uccide donne giovani e belle staccando loro di netto la testa senza lasciarla sul luogo del delitto.
A questo si aggiunge il fantasma di una misteriosa donna che sembra indirizzare le indagini dell'Old Boy su questo mistero dell'orrore proprio sul capo della sua ragazza.
Riuscirà l'indagatore dell'Incubo a risolvere l'enigma prima che qualcuno vicino a lui perda la testa?
La storia di quest'anno contenuta nell'Almanacco della Paura è un'avventura un po' scontata di Giancarlo Marzano. L'ovvietà della soluzione dell'enigma è palese si dalle prime tavole in cui si manifesta il mistero, ma, per fortuna, si l'avventura si lascia leggere con piacevole leggerezza. Il merito è sopratutto dei disegni luminosi, puliti, precisi ed al contempo intensi e delicati di Giovanni Freghieri. So che il suo stile può non piacere a tutti, ma se io potessi scegliere gli farei disegnare molte più storie della serie regolare, rispetto ad adesso, per poterne godere più spesso nell'anno.
Anche qui Stano, in copertina, la fa da padrone. Prendendo spunto dalla storia contenuta nell'Almanacco realizza un'ammirevole copertina ispirata, nel contempo, al classico dell'horror L'Esorcista.
Per quanto riguarda i contenuti. Come sempre libri, fumetti e film (con un po' di spazio a serie televisive e videogiochi) occupano la prima parte dell'albo. Qualche consiglio azzeccato, qualche critica non condivisibile ed un errore madornale: Anthony Perkins che interpreta Hannibal Lecter.
La seconda parte dell'Almanacco si incentra, con piacere, su Neil Gaiman e sulle sue creature (la più conosciuta è Sandman, edito ora in Italia in lussuosi libri brossurati da RW Lion), sulle storie maledette, tra zingari e gitani, del cinema e della letteratura e sui classici film horror inglesi.
Come ogni anno l'Almanacco è un appuntamento immancabile anche per chi segue solo la serie regolare di Dylan Dog. Serve per accrescere la cultura sul mondo che circonda l'horror e offre spunti interessanti per la crescita culturale personale. Alcuni anni può essere soddisfacente ed altri meno. Quest''anno è stato una lettura piacevole, grazie anche alla presenza del fumetto illustrato da Giovanni Freghieri.
La cara mamma
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Dylan Dog ha una nuova fidanzata che lavora alla biblioteca nazionale di Londra. Il suo capo è una persona strana ed introversa e quando inizia ad aprirsi con la ragazza la cosa la impaurisce.
In città, nel frattempo, un misterioso serial killer uccide donne giovani e belle staccando loro di netto la testa senza lasciarla sul luogo del delitto.
A questo si aggiunge il fantasma di una misteriosa donna che sembra indirizzare le indagini dell'Old Boy su questo mistero dell'orrore proprio sul capo della sua ragazza.
Riuscirà l'indagatore dell'Incubo a risolvere l'enigma prima che qualcuno vicino a lui perda la testa?
La storia di quest'anno contenuta nell'Almanacco della Paura è un'avventura un po' scontata di Giancarlo Marzano. L'ovvietà della soluzione dell'enigma è palese si dalle prime tavole in cui si manifesta il mistero, ma, per fortuna, si l'avventura si lascia leggere con piacevole leggerezza. Il merito è sopratutto dei disegni luminosi, puliti, precisi ed al contempo intensi e delicati di Giovanni Freghieri. So che il suo stile può non piacere a tutti, ma se io potessi scegliere gli farei disegnare molte più storie della serie regolare, rispetto ad adesso, per poterne godere più spesso nell'anno.
Anche qui Stano, in copertina, la fa da padrone. Prendendo spunto dalla storia contenuta nell'Almanacco realizza un'ammirevole copertina ispirata, nel contempo, al classico dell'horror L'Esorcista.
Per quanto riguarda i contenuti. Come sempre libri, fumetti e film (con un po' di spazio a serie televisive e videogiochi) occupano la prima parte dell'albo. Qualche consiglio azzeccato, qualche critica non condivisibile ed un errore madornale: Anthony Perkins che interpreta Hannibal Lecter.
La seconda parte dell'Almanacco si incentra, con piacere, su Neil Gaiman e sulle sue creature (la più conosciuta è Sandman, edito ora in Italia in lussuosi libri brossurati da RW Lion), sulle storie maledette, tra zingari e gitani, del cinema e della letteratura e sui classici film horror inglesi.
Come ogni anno l'Almanacco è un appuntamento immancabile anche per chi segue solo la serie regolare di Dylan Dog. Serve per accrescere la cultura sul mondo che circonda l'horror e offre spunti interessanti per la crescita culturale personale. Alcuni anni può essere soddisfacente ed altri meno. Quest''anno è stato una lettura piacevole, grazie anche alla presenza del fumetto illustrato da Giovanni Freghieri.
martedì 2 ottobre 2012
Dylan Dog - Il crollo
Dylan Dog n. 313, mensile
Il crollo
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Un crollo. Dylan Dog è rimasto sotto le macerie e deve trovare una via d'uscita prima che la claustrofobia abbia la meglio su di lui. L'essere intrappolato sotto terra non è il suo unico problema: anche la memoria a breve termine inizia a fare degli scherzi. Dov'è quel sottoterra? Che ci fa lì? Chi sono gli altri superstiti che incontra nella sua ricerca di un'uscita? C'è qualcun altro con loro? E' un altro essere umano? Una persona? Un creatura misteriosa?
Paola Barbato è, ormai, scrittrice di punta della serie Bonelli che vende di più dopo Tex, ma non è detto che ciò che scrive sia sempre oro. A volte capita anche a lei di essere sotto tono. La storia sembra essere abbastanza banale e scontata. Una strana creatura, nata dai sentimenti umani, (Ghostbusters?) si nutre e tiene prigionieri gli esseri umani (Super8, IT, Alien?). Un gruppo di pseudo scienziati giovani (Evolution?) cerca di tenerla sotto controllo, ma lei sfugge alla loro guardia (film a scelta). Un impavido esterno deve liberare la città dalla minaccia, ma nessuno saprà mai il ruolo che lui ha ricoperto.
Il tutto, però, è salvato dai disegni di Freghieri. L'albo che il disegnatore, storico della testata, è uno dei suoi migliori da anni (ed a me il suo stile di disegno piace parecchio, tanto, in altre occasioni, da perdonargli qualche ingenuità). Mi sono piaciuti molto il modo, da lui scelto, di rappresentare gli sprazzi di memoria che tornano nella mente dei protagonisti, la cura grafica di ogni ambientazione e la caratterizzazione dei, pochi, protagonisti della vicenda. Veramente un'ottima prova del disegnatore classe '50 in forza alla scuderia Bonelli.
Della copertina di Stano è inutile parlare. Il periodo di grazia che sta vivendo (tranne il famoso Maxi) continua e, da un mese all'altro, non vedo l'ora di avere tra le mani la replica della sua tavola per potermela gustare pienamente. Ambientazione classica e spaventosa, con quella luce in fondo al tunnel ed i bozzoli moribondi in primo piano, crea l'atmosfera giusta per affrontare, con buoni propositi l'albo mensile.
Nella trama non il massimo, disegni e copertina di ottimo livello. Un lettura che scorre, anche se ci si aspetta qualcosa di più. Specialmente dalla Barbato.
Il crollo
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Un crollo. Dylan Dog è rimasto sotto le macerie e deve trovare una via d'uscita prima che la claustrofobia abbia la meglio su di lui. L'essere intrappolato sotto terra non è il suo unico problema: anche la memoria a breve termine inizia a fare degli scherzi. Dov'è quel sottoterra? Che ci fa lì? Chi sono gli altri superstiti che incontra nella sua ricerca di un'uscita? C'è qualcun altro con loro? E' un altro essere umano? Una persona? Un creatura misteriosa?
Paola Barbato è, ormai, scrittrice di punta della serie Bonelli che vende di più dopo Tex, ma non è detto che ciò che scrive sia sempre oro. A volte capita anche a lei di essere sotto tono. La storia sembra essere abbastanza banale e scontata. Una strana creatura, nata dai sentimenti umani, (Ghostbusters?) si nutre e tiene prigionieri gli esseri umani (Super8, IT, Alien?). Un gruppo di pseudo scienziati giovani (Evolution?) cerca di tenerla sotto controllo, ma lei sfugge alla loro guardia (film a scelta). Un impavido esterno deve liberare la città dalla minaccia, ma nessuno saprà mai il ruolo che lui ha ricoperto.
Il tutto, però, è salvato dai disegni di Freghieri. L'albo che il disegnatore, storico della testata, è uno dei suoi migliori da anni (ed a me il suo stile di disegno piace parecchio, tanto, in altre occasioni, da perdonargli qualche ingenuità). Mi sono piaciuti molto il modo, da lui scelto, di rappresentare gli sprazzi di memoria che tornano nella mente dei protagonisti, la cura grafica di ogni ambientazione e la caratterizzazione dei, pochi, protagonisti della vicenda. Veramente un'ottima prova del disegnatore classe '50 in forza alla scuderia Bonelli.
Della copertina di Stano è inutile parlare. Il periodo di grazia che sta vivendo (tranne il famoso Maxi) continua e, da un mese all'altro, non vedo l'ora di avere tra le mani la replica della sua tavola per potermela gustare pienamente. Ambientazione classica e spaventosa, con quella luce in fondo al tunnel ed i bozzoli moribondi in primo piano, crea l'atmosfera giusta per affrontare, con buoni propositi l'albo mensile.
Nella trama non il massimo, disegni e copertina di ottimo livello. Un lettura che scorre, anche se ci si aspetta qualcosa di più. Specialmente dalla Barbato.
martedì 10 luglio 2012
Dylan Dog - Io, il mostro
Dylan Dog n. 310, mensile
Io, il mostro
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Picadilly Circus è teatro di un dramma. Una ragazza è inseguita e ferita da uno stalker armato di rasoio. Ad aiutarla interviene un passante, che rimane ucciso. A mettere fine al tutto è il suicidio dell'aggressore.
Intervengono i medici e la polizia per sistemare le cose e, sulla scena, appare anche l'Old Boy, in aiuto all'ispettore Bloch. Coralie, la ragazza assalita, viene caricata in ambulanza e portata in ospedale, non senza aver prima richiesto l'aiuto di Dylan. Innamorandosi all'istante ed accettando il caso contemporaneamente, l'Indagatore dell'incubo scopre la maledizione che grava sulla sua nuova cliente: Coralie è una ESP capace di trasmettere, in modo incontrollato, i propri sentimenti e sensazioni alle persone che le stanno vicino. Il problema è che l'empatia che genera comunica soprattutto il suo male di vivere e trasforma chi le è vicino in un assassino.
Anche Dylan non resterà immune a questa maledizione.
Allora. Come siamo messi?
Abbiamo una copertina evocativa e citazionista di Angelo Stano, chi altri se no?, che ci sta proprio bene e che sarebbe un bel quadro da mettere in camera da letto.
Ci ritroviamo con una buona sceneggiatura, del tanto bistrattato Ruju, che ci immerge in atmosfere psicotiche ben delineate e con gustosi salti nello splatter, quasi, vecchia maniera, che è sempre bello vedere.
Usciamo da un Maxi pulito e dai tratti nitidi di Montanari & Grassani e ci catapultiamo in 96 pagine disegnata, da par suo, con mezze tinte, linee spezzate, aloni opachi e neri, a volte, appositamente scarichi da Freghieri.
Concludendo. Non sarà un capolavoro fumettistico, ma è, a mio parere, un buon albo. Giustamente coinvolgente, dalla grafica accattivante e dal buon ritmo.
Una tranquillizzante lettura estiva.
Io, il mostro
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Picadilly Circus è teatro di un dramma. Una ragazza è inseguita e ferita da uno stalker armato di rasoio. Ad aiutarla interviene un passante, che rimane ucciso. A mettere fine al tutto è il suicidio dell'aggressore.
Intervengono i medici e la polizia per sistemare le cose e, sulla scena, appare anche l'Old Boy, in aiuto all'ispettore Bloch. Coralie, la ragazza assalita, viene caricata in ambulanza e portata in ospedale, non senza aver prima richiesto l'aiuto di Dylan. Innamorandosi all'istante ed accettando il caso contemporaneamente, l'Indagatore dell'incubo scopre la maledizione che grava sulla sua nuova cliente: Coralie è una ESP capace di trasmettere, in modo incontrollato, i propri sentimenti e sensazioni alle persone che le stanno vicino. Il problema è che l'empatia che genera comunica soprattutto il suo male di vivere e trasforma chi le è vicino in un assassino.
Anche Dylan non resterà immune a questa maledizione.
Allora. Come siamo messi?
Abbiamo una copertina evocativa e citazionista di Angelo Stano, chi altri se no?, che ci sta proprio bene e che sarebbe un bel quadro da mettere in camera da letto.
Ci ritroviamo con una buona sceneggiatura, del tanto bistrattato Ruju, che ci immerge in atmosfere psicotiche ben delineate e con gustosi salti nello splatter, quasi, vecchia maniera, che è sempre bello vedere.
Usciamo da un Maxi pulito e dai tratti nitidi di Montanari & Grassani e ci catapultiamo in 96 pagine disegnata, da par suo, con mezze tinte, linee spezzate, aloni opachi e neri, a volte, appositamente scarichi da Freghieri.
Concludendo. Non sarà un capolavoro fumettistico, ma è, a mio parere, un buon albo. Giustamente coinvolgente, dalla grafica accattivante e dal buon ritmo.
Una tranquillizzante lettura estiva.
lunedì 20 febbraio 2012
Maxi Dylan Dog 16
Maxi Dylan Dog 16, semestrale
Copertina: Angelo Stano
Gli spietati
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Dylan, in una notte di pioggia, sta ritornando a Londra dopo aver chiuso un caso. La stanchezza si fa sentire ed un colpo di sonno lo sorprende alla guida. Un colpo di clacson gli permette di evitare giusto in tempo il frontale con un'altra vettura. Una sosta di riposo in una piazzola SOS è d'obbligo. Quando si risveglia, una giovane donna lo sorprende chiedendogli aiuto per fuggire da un gigantesco Hammer che la insegue per ucciderla. I due troveranno rifugio in un casa di vacanza disabitata, ma la loro tranquillità durerà ben poco.
L’avversario
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giovanni Freghieri
L'Indagatore dell'Incubo non è più il solo ad esercitare la professione, già da qualche volta trova sul luogo d'indagine un arrogante Lord che si dimostra molto abile a persuadere i fantasmi a passare oltre. Ha così inizio una faticosa collaborazione tra i due per dar pace alle anime perse, ma qualcosa non torna al nostro. Il suo quinto senso e mezzo è sicuro che ci sia qualcosa di anomalo nel suo nuovo antagonista.
Dritto al cuore
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Freghieri
Quando in un negozio di giocattoli di Londra appaiono in vendita delle bamboline voodoo la curiosità prende il sopravvento negli ingenui. Alcuni clienti ne sperimentano l'utilizzo secondo le istruzioni ed i destinatari della maledizione iniziano a morire. Dylan viene coinvolto nella vicenda da una sua cliente che vuole essere sicura di non essere vittima di qualche vendetta di magia nera per aver fatto abbondante uso di queste bamboline. L'Old Boy si rivolgerà ad un suo vecchio amico, esperto in magia nera.
Questo Maxi è celebrativo dell'opera artistica di Giovanni Freghieri. Dopo a Corrado Roi tocca a lui realizzare il primo dei due Maxi di quest'anno (l'altro sarà sempre di Montanari e Grassani) ed è sempre un piacere vederlo all'opera. Disegni carnosi, qualità costante, atmosfere intense, giochi di luci ed ombre come nel suo più classico repertorio di alto livello.
Le trame ideate da Marzano e Mignacco sono alquanto scontate per chi ha esperienza col personaggio ed entrambe, non so quanto casualmente, parlano di fantasmi. Curioso è vedere Dylan guidare una moto, ne Gli spietati, e solo questo vale l'acquisto dell'albo.
La storia di Di Gregorio chiama in causa un personaggio disperso negli anni, amico?, di Dylan. Bello vedere che ogni tanto qualche autore va a riprendere figure poco utilizzate per irrorare di nuova linfa la testata.
Per tutti è in comune un copertina poco ispirata di Angelo Stano. Statica e non all'altezza delle sue ultime prestazioni non convince.
Tutto sommato non un albo imperdibile, ma comunque piacevole lettura e piacevole visione per gli occhi.
Copertina: Angelo Stano
Gli spietati
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Giovanni Freghieri
Dylan, in una notte di pioggia, sta ritornando a Londra dopo aver chiuso un caso. La stanchezza si fa sentire ed un colpo di sonno lo sorprende alla guida. Un colpo di clacson gli permette di evitare giusto in tempo il frontale con un'altra vettura. Una sosta di riposo in una piazzola SOS è d'obbligo. Quando si risveglia, una giovane donna lo sorprende chiedendogli aiuto per fuggire da un gigantesco Hammer che la insegue per ucciderla. I due troveranno rifugio in un casa di vacanza disabitata, ma la loro tranquillità durerà ben poco.
L’avversario
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Giovanni Freghieri
L'Indagatore dell'Incubo non è più il solo ad esercitare la professione, già da qualche volta trova sul luogo d'indagine un arrogante Lord che si dimostra molto abile a persuadere i fantasmi a passare oltre. Ha così inizio una faticosa collaborazione tra i due per dar pace alle anime perse, ma qualcosa non torna al nostro. Il suo quinto senso e mezzo è sicuro che ci sia qualcosa di anomalo nel suo nuovo antagonista.
Dritto al cuore
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Giovanni Freghieri
Quando in un negozio di giocattoli di Londra appaiono in vendita delle bamboline voodoo la curiosità prende il sopravvento negli ingenui. Alcuni clienti ne sperimentano l'utilizzo secondo le istruzioni ed i destinatari della maledizione iniziano a morire. Dylan viene coinvolto nella vicenda da una sua cliente che vuole essere sicura di non essere vittima di qualche vendetta di magia nera per aver fatto abbondante uso di queste bamboline. L'Old Boy si rivolgerà ad un suo vecchio amico, esperto in magia nera.
Questo Maxi è celebrativo dell'opera artistica di Giovanni Freghieri. Dopo a Corrado Roi tocca a lui realizzare il primo dei due Maxi di quest'anno (l'altro sarà sempre di Montanari e Grassani) ed è sempre un piacere vederlo all'opera. Disegni carnosi, qualità costante, atmosfere intense, giochi di luci ed ombre come nel suo più classico repertorio di alto livello.
Le trame ideate da Marzano e Mignacco sono alquanto scontate per chi ha esperienza col personaggio ed entrambe, non so quanto casualmente, parlano di fantasmi. Curioso è vedere Dylan guidare una moto, ne Gli spietati, e solo questo vale l'acquisto dell'albo.
La storia di Di Gregorio chiama in causa un personaggio disperso negli anni, amico?, di Dylan. Bello vedere che ogni tanto qualche autore va a riprendere figure poco utilizzate per irrorare di nuova linfa la testata.
Per tutti è in comune un copertina poco ispirata di Angelo Stano. Statica e non all'altezza delle sue ultime prestazioni non convince.
Tutto sommato non un albo imperdibile, ma comunque piacevole lettura e piacevole visione per gli occhi.
martedì 5 luglio 2011
Dylan Dog - Nella testa del killer
Dylan Dog n. 298, mensile
Nella testa del killer
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Groucho svenuto, lui legato alla sedia. In casa suo Dylan si trova sotto la minaccia di un arma tenuta in pugno da un uomo mite, Lenny, che ha bisogno di aiuto. Buster ha rapito e nascosto la sua famiglia al fine di impedirgli di fermarlo dal perpretare omicidi in serie come a lui piace. Il problema è che Buster è la seconda personalità di Lenny: quando lui dorme il suo alter ego prende il sopravvento e compie crimini.
Dylan si impegnerà per risolvere il caso entrando nelle spire tortuose della mente di Lenny, lottando con Buster nei momenti di appannamento del suo ospite, in una corsa contro il tempo per salvare la moglie e le due figlie dell'uomo disperato.
Torna Gualdoni, per la seconda volta in due giorni, con una storia dalla doppia personalità. Il ritmo serrato e le citazioni da "Il Silenzio degli innocenti", "Dottor Jeckill e Mr. Hide" e "Identità" ben si amalgamano in questa storia dalle tinte forti. Originalità nel tutto: nessuna donna insidia il cuore del bell'investigatore nelle pagine dell'albo.
Pagine illustrate dal sempre in forma Freghieri. Mese fortunato per i lettori della Bonelli: Roi su Brendon, Montanari e Grassani sul Maxi Dylan Dog e qui Freghieri. L'estate fa giocare all'editore di riferimento italiano le sue carte migliori dal punti di vista grafico. Gradevole come sempre, Freghieri, gioca molto coi i mezzi toni, quasi a retino, e con delle scene in luoghi bui, ma che riesca a far risultare molto luminose.
Per la copertina di Stano di questo n°298 vale lo stesso discorso per quella del Maxi di ieri e varrà per quella del 299, visto in anteprima sulla 4a di copertina di questo albo.
Una storia nei reconditi meandri della psiche umana ricca di sorprese.
Nella testa del killer
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Groucho svenuto, lui legato alla sedia. In casa suo Dylan si trova sotto la minaccia di un arma tenuta in pugno da un uomo mite, Lenny, che ha bisogno di aiuto. Buster ha rapito e nascosto la sua famiglia al fine di impedirgli di fermarlo dal perpretare omicidi in serie come a lui piace. Il problema è che Buster è la seconda personalità di Lenny: quando lui dorme il suo alter ego prende il sopravvento e compie crimini.
Dylan si impegnerà per risolvere il caso entrando nelle spire tortuose della mente di Lenny, lottando con Buster nei momenti di appannamento del suo ospite, in una corsa contro il tempo per salvare la moglie e le due figlie dell'uomo disperato.
Torna Gualdoni, per la seconda volta in due giorni, con una storia dalla doppia personalità. Il ritmo serrato e le citazioni da "Il Silenzio degli innocenti", "Dottor Jeckill e Mr. Hide" e "Identità" ben si amalgamano in questa storia dalle tinte forti. Originalità nel tutto: nessuna donna insidia il cuore del bell'investigatore nelle pagine dell'albo.
Pagine illustrate dal sempre in forma Freghieri. Mese fortunato per i lettori della Bonelli: Roi su Brendon, Montanari e Grassani sul Maxi Dylan Dog e qui Freghieri. L'estate fa giocare all'editore di riferimento italiano le sue carte migliori dal punti di vista grafico. Gradevole come sempre, Freghieri, gioca molto coi i mezzi toni, quasi a retino, e con delle scene in luoghi bui, ma che riesca a far risultare molto luminose.
Per la copertina di Stano di questo n°298 vale lo stesso discorso per quella del Maxi di ieri e varrà per quella del 299, visto in anteprima sulla 4a di copertina di questo albo.
Una storia nei reconditi meandri della psiche umana ricca di sorprese.
martedì 9 novembre 2010
Dylan Dog Gigante n. 19
Dylan Dog Gigante n. 19, annuale Copertina: Angelo Stano
Belve di città
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Luigi Piccatto
Seline, la ragazza che Dylan ha salvato dagli incubi della tigre, ritorna a Londra per indagare su dei loschi traffici d’armi. Fatalmente, ricomincia in città una nuova serie di delitti che la polizia attribuisce a una belva feroce e su cui Dylan Dog dovrà investigare, con il rischio di giungere a verità che non avrebbe mai voluto conoscere...
Il bello di questi numeroni giganti è che ogni tanto permettono di chiudere archi narrativi iniziati decenni fa. Con questa storia si mette un punto nella situazione venutasi a creare dopo il numero 37 "Il Sogno della Tigre". I disegni spigolosi di Piccatto si mettono al servizio di una discreta sceneggiatura di Mignacco, nella quale torna in ballo la figura dell'industriale falsamente filantropo interessato al collaudo della sua nuova arma sui più deboli. Il tutto nel momento in cui ritorna una vecchia amica, e futura ex fiamma, di Dylan coinvolta, anni prima, in delitti eseguiti con un modus operandi molto simile. La storia si fa leggere, anche se non sbalordisce.
Autoscatto
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall’Agnol
Una semplice sessione di foto in una, apparentemente, comune cabina fotografica, trasporta l’Indagatore dell’Incubo in una seconda Londra dove nulla è come sembra e da cui fuggire è impossibile.
Storia breve di Marzano e pennelli allenati di Dall'Agnol per questo racconto ispirato al "Favoloso mondo di Amelie" con Audrei Tautou del 2001. Il collezionista di foto stavolta è morto ed il suo spirito vive al di là di una cabina fotografica, nella sua Londra. Breve, ma intensa storia di sentimenti.
Il penitente
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Un uomo si manifesta negli incubi di Dylan, accusandolo di una misteriosa colpa e sottoponendolo a terribili torture che lasciano ferite anche quando il Nostro si risveglia. Per salvarsi da questa persecuzione, che ha già condotto altri alla pazzia e alla morte, l’Old Boy dovrà scoprire ciò di cui è accusato.
I disegni di Freghieri sono sempre affascinanti, anche se in questo caso li ho trovati un po' carenti di inchiostro, la storia di Ruju è un classico di amore attraverso i secoli. Bella e ben costruita, lascia un, giusto, tocco di amaro in bocca alla fine della lettura, ma tante volte ciò che assomiglia troppo alla realtà lo fa.
La confessione
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Daniela Vetro
Cosa è accaduto di tanto orribile all’inquilino di Craven Road per costringerlo a puntarsi una pistola alla tempia e farla finita? È ciò che si scoprirà leggendo le sue ultime parole, affidate a una lettera d’addio che l'Indagatore dell'Incubo sta terminando di scrivere prima di togliersi la vita...
L'amore da girare il mondo, ma i soldi lo fanno girare più veloce. Mai fidarsi delle apparenze. I due avvisi che Gualdoni ci lancia possono aiutarci a vivere meglio. I disegni della Vetro son piacevoli, ma ormai tutti i nuovi artisti o si somigliano tra loro o somigliano troppo a cavalli in scuderia da più tempo. Peccato non essere più stupiti dalle nuove leve, speriamo che crescano in fretta trovando il loro stile.
mercoledì 22 settembre 2010
Dylan Dog - Il Santuario
Speciale Dylan Dog n. 24, annuale Il santuario
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Giovanni Freghieri
Copertina: Angelo Stano
Se non hai soldi per pagare le bollette e sei costretto a vendere tutto quello che hai in casa, se su un giornale leggi che un tuo vecchio amico potrebbe essere in pericolo allora accetti anche un caso strampalato ed il suo cospicuo anticipo monetario pur di risollevare la situazione. Così fa anche Dylan Dog. Dalle ultime informazioni giornalistiche sembra, infatti, che un uomo uccello sia stato avvistato su una misteriosa isoletta poco al largo dell'Inghilterra. Nonostante il mal di mare cronico, l'old boy, prende a noleggio una barchetta per investigare. Sulla sua rotta verso l'isola incontra uno yacht con a bordo il suo vecchio amico Lord Wells ed altri studiosi mandati dal proprietario dell'isola ad indagare. Eh si perché l'isola è di proprietà di un magnate che la vuole trasformare in un luogo di villeggiatura, ma ha riscontrato qualche problema. I suoi operai sono stati ripetutamente attaccati da stormi di uccelli, anche rari od estinti, e sono fuggito. Per non vedersi sfuggire anche l'investimento ha deciso di risolvere la situazione e le persone che ha inviato in missione non sono proprio tutte ciò che dicono di essere.
Dylan si troverà, suo malgrado, membro di una spedizione sanguinaria e cinica che lo alienerà e lo spingerà con sempre più fervore a tentare di salvare la fauna locale ed il suo amico ritrovato, Birdy.
Si sa che Dylan Dog è la serie con la quale vengono veicolati la maggior parte dei messaggi sociali da parte della Bonelli, ma la campagna anticementificazione degli ultimi mesi inizia ad essere pesante. Aggiungiamo la sceneggiatura debole, pomposamente definita ispirata da "Uccelli" di Hitchcok, in cui si mischiano Lost ed Harry Potter a reazioni eccessivamente inaspettate degli amici di Dylan e ci troviamo in questa storia. Partita bene la Barbato ora si rannicchia su se stessa con la necessità di stupire a tutti i costi, bisognerebbe spiegarle che, ogni tanto, una storia meno contorta può stupire altrettanto quanto altre più articolate.
I disegni di Freghieri rispecchiano il suo stile classico, luminosi anche nel buoi, ma sono stentorei nei dettagli. Nonostante dia un buon ritmo alla narrazione viene rallentato dalla storia stessa e dai piccoli buchi lasciati nella sceneggiatura dall'autrice.
Da uno speciale, vuoi per il prezzo, vuoi per il numero di pagine, ci si aspetta sempre qualcosa di più che da un numero regolare; una volta era così. Negli ultimi anni ed un po' in tutte le collane questa buona abitudine è andata persa. Lo speciale del 24esimo anno di Dylan Dog non fa eccezione.
Per favore impegnatevi un po' di più per il piacere dei vostri lettore che, invecchiando, diventano sempre più esigenti.
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