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giovedì 2 febbraio 2012

Wimbledon

Una white card ad un tennista inglese in declino. Così Peter Colt si trova, numero 120 del mondo, a partecipare a Wimbledon per la tredicesima volta. Un onore inaspettato grazie al quale potrà giocare il suo ultimo torneo da professionista.
Nessuna speranza, scommesse contro anche da parte di suo fratello, di passare alcun turno ed il torneo inizia. Inaspettatamente vince il primo turno, ma le prospettive non cambiano, anche la sua testa è conscia che ogni partita che gioca potrebbe essere l'ultima. L'unico stimolo esterno di continuare a giocare viene dalla presenza nel torneo femminile di Lizzie Bradbury, campionessa di tennis statunitense che punta al titolo del Grande Slam. Non appena la vede nuove energie affiorano in lui e riesce a passare anche il secondo turno del torneo. I due iniziano ad uscire insieme, tra una partita e l'altra, nonostante i divieti del padre di lei. La relazione si radica tanto da diventare una storia seria ed importante, fino ad influenzare l'andamento delle loro prestazioni sportive.
Tra un colpo di fortuna ed uno di bravura Peter Colt arriverà alla finale, incarnando un sogno per milioni di inglesi. Riuscirà a vincere? E l'amore?

Una commedia sportiva tenera e coinvolgente. Un Tin Cup del tennis con attori credibili e simpatici che permettono l'identificazione dello spettatore nei protagonisti.
Nel 2004 mette sul set Paul Bettany (che di commedie d'amore ne vedrà ben poche dopo, recitando in ruoli come quelli di Legion, The Priest ed in film come Il Codice da Vinci e Iron Man), Kristen Dunst (attrice dagli alti e bassi, ma di un bellezza dolce), Jon Favreau (attore e regista i cui ultimi tre film sono i due Iron Man e Cowboy contro Alieni) ed in un cameo la nostra Cecilia Dazzi (L'ispettore Coliando). Diretti da Richard Loncraine regista onesto, con poco di memorabile nel passato e negli anni successivi a Wimbledon, che ben riesce a rendere la dinamica dei match tennistici, danno vita ad un film piacevole e romantico. La sceneggiatura è quella di un plot classico di una storia d'amore, tra prese e lasciate, e sembra dilatare e stringere i tempi del torneo a piacere, per far vivere ad i protagonista la loro storia romantica.

Un film senza pretese, con buoni attori, piacevole.

Titolo originale Wimbledon
Paese Regno Unito, Francia, USA
Anno 2004
Durata 98 min
Genere commedia

Regia Richard Loncraine
Sceneggiatura Adam Brooks, Jennifer Flackett, Mark Levin
Produttore Universal Pictures Video
Fotografia Darius Khondjj
Montaggio Humphrey Dixon
Effetti speciali Richard stammers Hill, The moving picture company, Gualtiero Effects associates Itd., The infiatable crowd company itd. Hill
Musiche Ed Shearmur
Scenografia Brian Morris
Costumi Louise Stjernsward

Interpreti e personaggi
Kirsten Dunst: Lizzie Bradbury
Paul Bettany: Peter Colt
Jon Favreau: Ron Roth
Sam Neill: Dennis Bradbury
James McAvoy: Carl Colt
Bernard Hill: Edward Colt
Eleonor Bron: Augusta Colt
Austin Nichols: Jake Hammond
John Warnaby: Reporter
Cecilia Dazzi: Billi Clementi
Robert Lindsay: Ian Frazier
Annabel Leventon: Sig.ra Rossdale
Nikolaj Coster-Waldau: Dieter Prohl

Doppiatori italiani
Domitilla D'Amico: Lizzie Bradbury
Niseem Onorato: Peter Colt
Franco Mannella: Ron Roth
Luigi La Monica: Dennis Bradbury

lunedì 13 dicembre 2010

Spiderman 3 - Film

Cinque ministorie si concatenano a complicare la vita di un Peter Parker che ha trovato il suo equilibrio.
La prima è quella che riguarda direttamente lui. Felice, al settimo cielo, con la ragazza che ama da sempre e con la stima della città di New York che cresce, raggiungendo il culmine il giorno in cui salva la vita alla figlia del campo della polizia e riceve le chiavi della città. Dopo aver raggiunto la vetta inizia, però, sempre la discesa. Il bacio rovesciato che da a Gwen Stacy, la comparsa di un misterioso costume nero, l'allontanamento dal Mary Jane rendono la sua vita un inferno.
La seconda è quella dell'arrivista Eddy Brock junior. Fotografo che aspira al posto fisso al Daily Bugle e che per ottenerlo falsifica un notizia che metta in cattiva luce l'Uomo Ragno. Smascherato dallo stesso Peter farà di tutto per vendicarsi, finendo per fare da ospite al parassita alieno Venom.
Flint Marko è l'uomo che ha premuto il grilletto ed ucciso Ben Parker ed è fuggito di prigione. Un uomo fondamentalmente buono che si trova in una situazione disperata, impotente di fronte alla malattia della figlia piccola che necessita di un intervento costoso. Fuggendo dai poliziotti che lo inseguono entra in una zona dove si svolgono pericolosi esperimenti venendo esposto ad un raggio che lo trasformerà ne l'Uomo Sabbia. Con questo nuovo potere cercherà di rapinare banche trovando sulla sua strada sempre l'Uomo Ragno.
Harry Osborn, figlio di Norman (il Goblin). Ex migliore amico di Peter, a conoscenza della sua identità segreta, ne vuole ora la morte in quanto lo accusa dell'omicidio del padre. Evolve le tecnologie ereditate dal Goblin diventando il New Goblin. Un colpo in testa durante il primo scontro con Spiderman gli farà perdere la memoria e ricostruire il rapporto con Peter
Infine Mary Jane. Il suo debutto al Broadway viene falcidiato dalle critiche e perde il ruolo di protagonista nel musical in cui lavora. Peter, preso dai suoi successi non la comprende, decide di chiederle di sposarlo, ma gli eventi non andranno nel verso da lui voluto. Complice il rapporto di amicizia di Peter/Speedy con Gwen Stacy MJ si sentirà scaricata da tutti, si chiuderà in se stessa, fino a cercare una tenera amicizia con Harry. Si baceranno e questo porterà all'affiorare i vecchi ricordi nel giovane Osborn ed alla rinascita del New Goblin.
L'intrico porterà Eddy Brock/Venom ad allearsi con Flint Marko/Uomo Sabbia per attirare Peter Parker/Spiderman in una trappola la cui esca è la stessa MJ.

A toni allegri dell'inizio pellicola si sommano toni cupi del resto del film. Gli stati d'animo dei protagonisti sono il motore per una storia più adulta del franchising di successo della Marvel. La maggior libertà che Sam Raimi si prende nelle scene cupe e di battaglia (e che pagherà venendo estromesso dalla realizzazione della seconda trilogia ragnesca in partenza in questi giorni con Mark Webb al comando), rende il film avvincente e leggero allo stesso tempo. I quasi 140 minuti di proiezione non si fanno minimamente sentire, anche se la presenza di alcune scene è palesemente superflua.
Tobey Maguire è ormai al capolinea come credibilità ragnesca e si vede tutto. In alcune sequenze, specialmente in quelle in cui è condizionato dal simbionte alieno, sembra il clone di Mr. Bean in vacanza. Kristen Dunst è al limite anche lei, con un personaggio che non si sviluppa da tre film, chiusa nel tira e molla con Peter Parker diventa un peso per il film. La conferma di duttilità la sia ha dal sempre più in forma James Franco che convince in ogni film sempre di più, riuscendo a non lasciar stagnare il personaggio affidatogli. Da segnalare una delle battute più lunghe recitate nei suoi camei da Stan Lee e la sempre ben accetta e gioiosa presenza di Bruce Campbell (per la terza volta nel terzo differente ruolo nella saga) nei panni del maitre francese.
Questo film permette di giudicare la trilogia completa di Sam Raimi. Costretto a partire rinchiuso in un angolo dalla Sony nel primo film è riuscito ad inserire qualche scena "delle sue" nel secondo (vedi la sequenza nell'ospedale) ed a divertirsi nel terzo. La probabile debolezza dell'arco narrativo potrebbe essere stata quella di affiancare da subito MJ a Peter senza considerare gli altri rapporti sentimentali avuto da Parker nel comic originale.

Leggere le avventure dell'Uomo Ragno è divertente, assistere ai film rischia di essere deludente. L'obiettivo della complessa opera di Sam Raimi è stato quello di creare una story line alternativa a quella conosciuta snellendola, forse troppo, in alcuni punti, ma riuscendo a mantenere lo spettatore incollato per 5 anni alla poltroncina del cinema e poi anche al divano di casa. Forse un cambio alla guida poteva essere necessario così come uno svecchiamento del cast (sicuramente sotto il profilo finanziario per Sony) , sicuramente sarà un peccato non veder attuate tutte le idee che il regista proveniente dall'horror voleva mettere in atto nella sua personale visione del personaggio.

Da vedere tutto d'un fiato.

Titolo originale Spider-Man 3
Paese USA
Uscita 16 aprile 2007
Durata 136 min

Genere azione, avventura, fantascienza, thriller
Regia Sam Raimi
Soggetto dai fumetti Marvel Comics
Sceneggiatura Alvin Sargent, Sam Raimi, Ivan Raimi
Produttore Avi Arad, Laura Ziskin
Produttore esecutivo Stan Lee, Kevin Feige, Joseph M. Caracciolo, Grant Curtis
Casa di produzione Sony Pictures Entertainment

Costumi James Acheson, Katina Le Kerr

Interpreti e personaggi
Tobey Maguire: Peter Parker/Spider-Man
James Franco: Harry Osborn/New Goblin
Thomas Haden Church: Flint Marko/Uomo Sabbia
Topher Grace: Eddie Brock/Venom
Kirsten Dunst: Mary Jane Watson
Rosemary Harris: zia May Parker
J.K. Simmons: J.Jonah Jameson
Bryce Dallas Howard: Gwen Stacy
James Cromwell: Capitano George Stacy
Dylan Baker: Dr. Curt Connors
Bill Nunn: Robbie Robertson
Elizabeth Banks: Betty Brant
Theresa Russell: Emma Marko
Ted Raimi: Hoffman
Perla Haney-Jardine: Penny Marko
Elya Baskin: Mr. Ditkovich
Mageina Tovah: Ursula Ditkovich
Michael Papajohn: Dennis Carradine
Cliff Robertson: Ben Parker
Willem Dafoe: Norman Osborn
Bruce Campbell: Maitre D'
Stan Lee: Uomo in Times Square

Doppiatori italiani
Marco Vivio: Peter Parker/Spider-Man
Massimiliano Manfredi: Harry Osborn/New Goblin
Pino Insegno: Flint Marko / Sandman
Fabrizio Manfredi: Eddie Brock / Venom
Domitilla D'Amico: Mary Jane Watson
Daniela Calò: Gwen Stacy